Bloc-notes

SOLO SODOMA, SAN NICOLA?

 

 

di Carmelo Cordiani

 

La prima lettura della Santa Messa di domenica 28 luglio mi ha riportato al capitolo 19 del libro Genesi. E l’ho riletto. Dio decide di far piovere su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, proveniente dal cielo. “Distrusse queste città e tutta la valle, con tutti gli abitanti della città e la vegetazione del suolo” (Gn. 19, 25).

 

Già prima, lo stesso libro, al capitolo 6, riferisce che il Signore, avendo constatato che la malvagità dell’uomo era grande sulla terra,  ha voluto cancellare dalla faccia della terra l’uomo che aveva creato: uomo, bestiame, rettili e uccelli del cielo, perché era dispiaciuto per averli creati (Gn. 6, 5). Non ha incluso i pesci perché con il diluvio che ha mandato sulla terra, non c’era bisogno che entrassero nell’arca con Noè.

 

“Ma perché questo uomo, questo capolavoro uscito dalla tue mani, ha combinato e continua a combinare guai? Sodoma è rinata.” Sono le parole che balbettai mentre ero genuflesso Davanti al Tabernacolo.  “Invece di essere fiero della sua origine, si abbrutisce come la gente di Sodoma. Ma non solo. Anche Paolo, l’apostolo che Tu hai scelto sulla via di Damasco, scrivendo ai romani,  parla dell’ira di Dio che si manifesta sopra ogni empietà e malvagità di quegli uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia. Ritenendosi sapienti , diventano sciocchi. “Perciò  Dio li ha lasciati in balia dei desideri sfrenati di passioni ignominiose: le loro donne scambiarono il rapporto sessuale naturale con quello contro natura; ugualmente gli uomini, lasciato il rapporto naturale con la donna, bruciarono di desiderio gli uni verso gli altri, compiendo turpitudini, uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa debita della loro aberrazione”. (Rm. I 1,26).

 

“Non vorrai farGli credere che ha sbagliato quando decise: “Facciamo l’uomo a norma della nostra immagine, come nostra somiglianza” (Gn. 1, 26). Ce la mise tutta per regalare all’universo un’intelligenza capace di penetrare nelle sue leggi, di capire la grandezza e la potenza del suo artefice e, soprattutto, l’amore per un essere fragile che ha più volte annientato e rigenerato, al punto di sacrificare Suo Figlio.”

 

“Scusami San Nicola. Dammi il tempo di sedermi al solito posto e di recitare una giaculatoria, anche breve. Vedi, il problema, secondo me, sta proprio nella fragilità. Forse non ha calcolato bene le dosi intelligenza-istinti per cui questi finiscono per avere il sopravvento”.

 

“Quindi, secondo te, Dio, dopo aver messo a posto l’universo, separato le acque dalla terra, popolato la terra di ogni specie di animali, dopo aver creato la luce, si è sbagliato. Pensa che ogni corpo celeste, da quando Dio “mosse quelle cose belle”, ha mantenuto la sua orbita senza la minima deviazione (guai, se avvenisse!), ogni essere vivente mantiene il suo ritmo, rispetta le sue regole. Solo l’uomo, cominciando da Adamo, ha disobbedito e continua a farlo.”

 

“Tutto quello che hai ricordato ha un suo codice al quale si attiene. Le regole dell’universo sono state impresse e a nessun sistema, a nessuna galassia, a nessun pianeta, viene in mente di andare per i fatti propri. Non hanno né intelligenza né volontà. Obbediscono ad una legge impressa da sempre.”

 

“Allora Dio avrebbe dovuto lasciarvi pupazzetti di creta, senza spina dorsale, senza il grande dono di penetrare nei misteri della vita, senza la gioia e la sensibilità dell’amore. Imbecilli, insomma. Eri più contento?”

 

“Non esagerare. Doveva metterci un po’ più di energia per resistere alle tante spinte centrifughe che ci assillano ogni giorno. Un po’ di prevenzione, insomma. Come facciamo noi con i bambini. Costruiamo giocattoli evitando i possibili incidenti, perché sappiamo come saranno usati. Paolo di Tarso, nella citata lettera, ha toccato il tasto più delicato di questa creatura fatta ad immagine di Dio. Immagine, d’accordo, ma senza la materia che scatena certe tempeste dalle quali non è facile difendersi. Cosa direbbe, oggi, Paolo se scrivesse una lettera al clero? Di cosa si lamenterebbe? Quali cose turpi rimprovererebbe? Devi essere d’accordo che ci ha creato troppo fragili. Pecchiamo e ci punisce.”

 

“Dimentichi che Dio è un Padre che perdona. Si rende conto della vostra debolezza, ma l’intelligenza e la volontà di cui vi ha dotato, non poteva essere dosata con il contagocce. O si è intelligenti o si è cretini. O si ha volontà o si è abulici. Non ci sono vie di mezzo. Tocca a voi stabilire l’esatto equilibrio. Tocca a voi decidere quali scelte operare per il vostro bene. Il vero problema è che voi dimenticate il “vostro bene” e scegliete sempre il percorso che vi porta alla sofferenza, alla violenza, all’odio: scelte che vi faranno stare male. Perché tra la pace e la guerra scegliete di scannarvi? Perché accumulate ricchezze a danno di tanta povera gente che non trova più nemmeno una briciola dove siete passati voi? Ti ho già detto che la volontà non si esercita nella scelta tra il bene ed il male, ma tra beni di diversa scala, dal semplice gesto di cortesia al sacrificio della propria vita. Il male non deve mai rappresentare una opzione.”

 

“Vuol dire che dobbiamo provvedere noi ad una cura ricostituente. Dobbiamo trovare un rimedio alla fragilità ereditata da Adamo.Ma come?”

 

“L?unico rimedio è la preghiera. Non la recita di formule, ma la vicinanza a Gesù. Pregare vuol dire tenere per mano Gesù, raccontarGli le vostre storie, additarGli le vostre piaghe, aprire il vostro cuore perché vi legga ogni angolo, anche quello che vi vergognate di aprire, perché nascondete le “turpitudini” di cui si parla nella Scrittura. Allora la vostra debolezza diventerà forza e non vi peserà più la fragilità”.

 

La Santa messa era terminata e i fedeli si affollavano all’uscita. Un rapido sguardo in giro per trovare quell’angioletto che mi dà tanto conforto.

 

“Ci vediamo domenica prossima. Mi prendo una vacanza. Sei contento?”

 

Carletto abbassò gli occhi come per dirmi che la vacanza, per un pensionato, non ha senso.

 

 

 

Cordiani Carmelo: «SOLO SODOMA, SAN NICOLA? “Ma perché questo uomo, questo capolavoro uscito dalla tue mani, ha combinato e continua a combinare guai?», Galatro, Mercoledì 31 Luglio 2013
 

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