Bloc-notes

"CHE DIFFERENZA, SAN NICOLA!"

 

Gesù effettivamente ha apportato tanti cambiamenti: non è venuto ad abolire, ma a perfezionare. Quante volte si ripete: “Avete letto…ma io vi dico… Avete udito che è stato detto: occhio per occhio e dente per dente.. ma io vi dico ... Se queste cose venissero predicate al posto di tanti discorsi fatti più per stupire che per farti conoscere!

 

 

di Carmelo Cordiani

 

Quando, inginocchiandomi davanti al tabernacolo, dissi tra me e me che Gesù aveva cambiato la situazione San Nicola mi ha domandato dove l’avessi letto. Lì per lì non mi sono ricordato il passo della Scrittura e feci finta di niente. Domenica scorsa, però, ascoltando la prima lettura tratta dal Levitico ed il brano del Vangelo di Marco ho trovato spunti più che sufficienti per riprendere il discorso e dimostrare al Santo protettore che veramente Gesù aveva cambiato le cose. Infatti nel Levitico si tratta dei lebbrosi e del rito di purificazione affidato ai sacerdoti (Lv. 13 e sgg.). Prima di tutto si dichiara che la lebbra rende impuro chi ne è affetto. Questi deve essere presentato al sacerdote che valuta se trattasi di lebbra o di eczema (si vede che, all’epoca, i sacerdoti avevano “l’occhio clinico!”). In caso di lebbra conclamata il sacerdote lo dichiarerà impuro e lo isolerà. Il povero malcapitato oltre alla sofferenza della malattia deve sopportare il disonore della solitudine.

 

Marco riferisce che si presentò a Gesù un lebbroso il quale, gettandosi in ginocchio, gli disse: “Se vuoi, puoi mondarmi” (Mc. 1,40). Gesù lo guarisce e, solo dopo, lo manda dal sacerdote per l’offerta della purificazione prescritta da Mosè. A quanto pare Gesù si è guardato bene di mandare il poveretto dal sacerdote prima di averlo “mondato”. Il sacerdote, ligio al dovere, lo avrebbe dichiarato immondo e isolato dalla comunità.

 

“Ecco dove l’ho letto, San Nicola. In due libri sacri: Il Levitico ed il Vangelo. Contento?”

 

Ho avuto subito l’impressione che il Santo non ricordasse più le chiacchiere precedenti. Stava per dirmi: “Ti vuoi spiegare prima di aggredirmi così ex abrupto?”. Ma questa volta sono stato io a leggergli il pensiero e continuai:

 

“Se ricordi, la volta scorsa, genuflettendomi doverosamente davanti al padrone di casa, dissi tra me e me che, per fortuna Gesù aveva cambiato la situazione. Mi riferivo alla circostanza che tante prescrizioni dell’antico testamento erano state modificate da Gesù”.

 

“E c’era bisogno di ricordaglielo? Gesù effettivamente ha apportato tanti cambiamenti. Ha detto espressamente che non è venuto ad abolire, ma a perfezionare (Mt. 5,17). Non poteva abolire, per esempio, i comandamenti che Dio aveva dato a Mosè, ma ha debellato in modo inequivocabile quel clima di vendetta presente nell’antica legge. Quante volte, nel Vangelo, si ripete: “Avete letto…ma io vi dico…Avete udito che è stato detto: occhio per occhio e dente per dente. Io vi dico (…) se uno ti schiaffeggia sulla guancia destra, porgigli anche l’altra (Mt.5,38). Chiunque va in collera con suo fratello, sarà sottoposto a giudizio. Anzi se qualcuno sta per presentare l’offerta all’altare e si ricorda che suo fratello ha qualcosa contro di lui, deve lasciare l’offerta, riconciliarsi con il fratello e poi ripresentare l’offerta (Mt. 5, 23).”

 

“Sai che ti dico? Se alcuni presbiteri osservassero questo passo del Vangelo, le messe rimarrebbero in sospeso!”

 

“E cosa c’entrano le messe?”

 

“C’entrano, e come! La messa non è  il sacrificio per eccellenza? E se chi celebra si ricorda dei rancori che si porta dentro, cosa dovrebbe fare? Interrompere il sacrificio, riconciliarsi col fratello e, poi, continuare. Ma è meglio lasciare  perdere. Quello che volevo sottolineare è il diverso comportamento, nei confronti dei lebbrosi, tra quanto era prescritto nell’antico testamento e  quello che in concreto fa Gesù. Non solo guarisce la lebbra, ma toglie l’infamia dell’”immondo” appioppata ex lege. Capito, San Nicola? La lebbra rendeva immondi per legge. Un povero malcapitato che contraeva questa orribile malattia veniva dichiarato immondo e isolato dal contesto sociale. Ti sembra una cosa giusta? Ma quello che non riesco a capire è che la legge l’aveva dettata Dio. Ergo…”

 

“Vai adagio e non mescolare le carte. Non esiste Dio dell’antico testamento e Dio del nuovo. Giovanni definisce Dio Amore e non accenna ad alcuna distinzione tra il Dio di Mosè e quello della samaritana, tanto per citare una figura del Vangelo. Vai a leggerti il libro di Osea: noterai che il profeta presenta Dio in un profilo originalissimo nella Bibbia, quello materno. (Os. 1,6 – 11,8). Figlia amata di Dio è Israele che ha sempre intenerito l’”istinto materno” ( la Bibbia indica questo istinto con il termine <viscere>) di Dio. Il rapporto tra Dio e Israele non si rompe mai, nonostante il tradimento di Israele. Chi ama sa anche perdonare. Gesù conosce in profondità l’animo umano e non dichiara immondo nemmeno chi è stato colto in peccato. Anzi, prima di guarire il corpo, purifica l’anima. Quando gli presentarono un paralitico scoperchiando, addirittura, una casa a causa della folla Gesù, prima di: “Alzati, prendi il tuo letto e cammina” gli dice: “Figliolo, ti sono rimessi i peccati” (Mc. 2,5 e sgg.). Era, infatti, opinione comune che le disavventure nella vita provenissero dai peccati, cioè dall’allontanamento da Dio.”

 

“Ma è proprio questo che volevo dirti: Gesù ha un atteggiamento completamente diverso da quello di suo Padre, così come viene presentato nell’antico testamento. Il Dio vendicatore è diventato Dio padre che stabilisce con l’uomo, non solo con Israele, una nuova alleanza per mezzo di suo Figlio. Gesù è la testimonianza dell’amore di Dio padre. Ma l’uomo, come un tempo Israele, non è fedele.”

 

“La fedeltà! Dimentichi che tra l’uomo e Gesù si frappone il grande ostacolo della debolezza, dell’imperfezione, della materialità, dello scoraggiamento, della sofferenza che chiude ogni creatura in se stessa e le impedisce di alzare lo sguardo. La fedeltà suppone la fede. Credere in Gesù amico, fratello. Gesù reale, vicino, che condivide le vostre incertezze, le vostre difficoltà quotidiane, che vi tende la mano nella sofferenza, perché Lui sa cosa vuol dire soffrire e sa che chi soffre va incontro allo scoraggiamento. Abituatevi a percepire la presenza di Gesù nella vostra vita, a sentire i suoi passi che seguono i vostri passi, ad avvertire il suo respiro mentre vi cammina accanto”.

 

Cosa potevo dire inginocchiandomi davanti al tabernacolo mentre mi avviavo all’uscita della chiesa? “Gesù, se queste cose venissero predicate al posto di tanti discorsi fatti più per stupire che per farti conoscere!”

 

 

 

Cordiani Carmelo: «"CHE DIFFERENZA, SAN NICOLA!". Gesù effettivamente ha apportato tanti cambiamenti: non è venuto ad abolire, ma a perfezionare. Quante volte si ripete: “Avete letto…ma io vi dico… Avete udito che è stato detto: occhio per occhio e dente per dente.. ma io vi dico ... Se queste cose venissero predicate al posto di tanti discorsi fatti più per stupire che per farLo conoscere!», Galatro (RC), Sabato 18 Febbraio 2012

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