Bloc-notes

In memoria di Domenico Pisano

DOMENICO! PERCHE?

Non è giusto. Per me non è accettabile. Tutta la vita è un mistero, un susseguirsi di avvenimenti inspiegabili. Diventa ancora più incomprensibile quando c’è un barlume di speranza che si spegne giorno dopo giorno

 

 

Carmelo Cordiani

            Non ci credo. Non voglio credere. La Madonna non può lasciare un miracolo a metà. Non è giusto. Per me non è accettabile. Tutta la vita è un mistero, un susseguirsi di avvenimenti inspiegabili. Diventa ancora più incomprensibile quando c’è un barlume di speranza che si spegne giorno dopo giorno.

 

            A Lourdes Domenico aveva parlato a lungo davanti alla Grotta, fino alle due di notte, raccontando alla Madonna la sua storia, le sue paure, le sue illusioni. Ne aveva ricevuto un grande conforto. E, poi, quel freddo dopo aver bevuto, prima di rientrare in albergo. Tanto freddo come non ne aveva sentito, immobile per ore, con l’aria gelida dei Pirenei innevati. Era un segno? Di cosa? Oppure un’illusione? Per Domenico si trattava di un segno. Ne era sicuro, tanto da partecipare, sotto la pioggia, alla Processione fino all’ampia navata di San Pio decimo, pellegrino tra migliaia, inconfondibile per la sua statura, con la fiaccola accesa. La fede! Che parola difficile per chi si porta dentro una iena che ti divora, per chi sa di correre verso un appuntamento senza ritorno dove finiscono i sogni, si spezzano le speranze, cadono le illusioni! La fede! Forse questo è il segreto della serenità che accompagnò Domenico al traguardo; forse questo è il segno del freddo che provò dopo aver bevuto alla fonte di Lourdes. Forse! La vita è un insieme di “forse” nei quali dobbiamo crescere.

 

          Ho provato a sentirlo negli ultimi giorni. Il suo cellulare era spento. Ho parlato con sua mamma, con sua sorella; Domenico preferiva il silenzio per lottare da solo, con il coraggio della sua gioventù, con il disprezzo per la iena insaziabile. Preferiva rivedere il suo percorso di vita, la sua fanciullezza spensierata nelle strade di Galatro, i lunghi viaggi sulle linee di Lirosi, al servizio della gente, le serate con gli amici, i volti dei suoi più cari. Una carrellata senza rimpianti perché cosciente di correre veloce verso la Luce. Cosa resta della vita se togliamo la Luce? Non serve chiedersi: “Perché?”. Guardandoci intorno, uscendo dal nostro piccolo, entriamo in un universo così strano, a volte, che ci viene voglia di girare le spalle a tutto e a tutti. Ci richiudiamo nel nostro piccolo e riaffiorano anche le meraviglie accanto alle stranezze. Il viso sorridente dei nipotini, i loro capricci, gli amori che sbocciano, un domani ricco di avventure. Si riaccende la speranza, riconosciamo che la vita è un dono meraviglioso che vale la pena tenersi anche per poco tempo.

 

         “Consumatus in brevi, explevit tempora multa”: così recita un brano della Scrittura. Una vita intensa consumata in breve tempo. Per Te, Domenico, che a luglio avresti festeggiato il tuo trentasettesimo compleanno, qui sulla nostra terra, accanto a tua madre, a tua sorella, al sorriso dei tuoi nipotini, a quel bocciolo di Mattia che mi ostinavo a chiamare Antero. Hai preferito il Cielo, la Luce, per stare accanto a tuo padre. Ci hai lasciato il dolore, perché la terra è il luogo della sofferenza. Forse nella notte trascorsa davanti alla grotta, a tu per tu con la Bella Signora, sei rimasto tanto coinvolto da non accorgerti che si stava aprendo per te la porta della vera pace. La serenità che hai dimostrato nell’attimo del distacco è la prova che non ti interessava più questo piccolo mondo. La Bella Signora ti voleva per sé.

 

         Ti chiedo un favore: cerca in Cielo una creatura tanto cara che come te ha preferito la Luce. Dille che noi siamo qui, in attesa. La nostra mente è tormentata dai tanti “perché?” che si affollano, alla ricerca inutile di una ragione. Non c’è ragione. Non c’è rassegnazione. Vogliamo uscire dal vuoto per ridare senso all’esistenza, per ritrovare la forza di concludere il resto del percorso con la speranza di entrare nella vostra Luce.

 

Domenico Pisano a Lourdes,  Settembre 2009

 

 

Cordiani Carmelo - Bloc-notes: «In memoria di Domenico Pisano.DOMENICO! PERCHE? Non è giusto. Per me non è accettabile. Tutta la vita è un mistero, un susseguirsi di avvenimenti inspiegabili. Diventa ancora più incomprensibile quando c’è un barlume di speranza che si spegne giorno dopo giorno», di Carmelo Cordiani, 10 Maggio 2009

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