San Pio

Padre Pio nella mia vita

quando lo straordinario era quotidiano

 

 

 

di Angelo Marazzita

“Possibile che non mi sia mai venuto in mente di tenere un diario di ciò che vedevo e ascoltavo, se non per alcuni casi di cui ho, occasionalmente, conservato un appunto?” questo è stato il pensiero dominante degli ultimi anni del Dr. Francesco Lotti, uno dei collaboratori di Padre Pio. Questo pensiero gli procurò non poco rammarico.

L’essere stato uno dei figli spirituali di Padre Pio non lascia in pace, e ciò trasuda da tutto il racconto del Dottor Lotti, il racconto di una vita determinata dalla compagnia di Padre Pio e spesa per la costruzione di un disegno buono.

Non è un racconto sistematico ma sono più degli appunti, come il racconto dei vangeli.

Tutto ciò genera una sana curiosità che accompagna per tutto il libro.

Normalmente è difficile parlare di San Pio viste tutte le controversie che si sono state e ci sono attorno a lui. Ma se è vero, come è vero, che dai “frutti si conosce l’albero” questo libro è proprio l’occasione per scoprirlo.

Il Dottor Lotti descrive la sua vita come un disegno, o meglio il disegno, di qualcun Altro che si sviluppa attraverso degli incontri, attraverso le circostanze, e tutto diventa avvenimento, tutto diventa occasione perché maturi la fede.

Il disegno buono per svilupparsi ha bisogno però di due fattori: la realtà e la tua libertà.

Il primo fattore è la realtà, quella che ti è data, così come ti è data, che investe tutti gli aspetti della persone: la sfera professionale, la sfera affettiva, la sfera sociale etc.

Il secondo fattore è la libertà. Senza mettere in gioco la propria libertà non può accadere nulla nella propria vita.

Tutta la vita del Dottor Lotti è uno svilupparsi di incontri. L’incontro discriminante è quello con Padre Pio, attraverso la madre. Nasce un’amicizia che diventerà la compagnia guidata verso il proprio Destino, la via per cui arrivare al proprio Destino. Viene così energicamente smentito quanto diceva Kafka “Esiste un punto di arrivo, ma nessuna via”.

La genialità di Padre Pio è stata di lasciare sempre che la libertà dell'altro si mettesse in gioco, di non prevaricare mai la libertà di chi gli chiedeva aiuto e di non risparmiargli mai la fatica. Tutto veniva vagliato, confrontato, con lui ma mai Padre Pio si sostituiva alla libertà dell'altro.

E’ significativo, ad esempio, come di fronte alla possibilità di proseguire nella carriera militare viene chiesto al Dottor Lotti di fare medicina ed in particolare di specializzarsi in Pediatria. Dirà Padre Pio “ Il chirurgo l’ho già, tu non devi accupartene. Iscriviti invece alla scuola di specializzazione per le malattie dei bambini”. Sarà poi la realtà, attraverso le circostanze, che attiverà nel Dottor Lotti “l’attitudine alla ricerca scientifica e la vocazione per la medicina”. Per cui quella diventerà la sua vocazione professionale.

Così anche sposarsi, non è slegato da tutto il resto, non è un qualcosa di intimo e basta, ma è qualcosa di utile per la costruzione del Disegno di Un Altro.

Ogni cosa diventa eccezionale. Ma come fa a sentire «eccezionale» una cosa eccezionale? Perché questa corrisponde alle attese del suo cuore, per quanto confuse e nebulose possano essere.

La costruzione della sua casa ad opera del costruttore Angelino Lupi, lo stesso che personaggio che sta costruendo "La casa sollievo della sofferenza", è tutto un groviglio di problemi. Ma, con Padre Pio che di fronte a tutte le lamentele verso questo personaggio raccomandava pazienza "E' fatto così, bisogna sopportarlo, le sfuriate passano, ma le sue tante buone qualità restano", questa circostanza diventa occasione di immedesimarsi con i criteri del maestro, con i suoi valori, cioè diventa occasione per capire cosa vuol dire seguire.

È illuminante come questo dia più gusto alla vita e lo porta a raggiungere anche delle mete professionali impensabili: Nel contempo, però non gli viene risparmiato alcun dramma, come la vicenda di un suo carissimo amico d’università, Paolo, morto giovane di cancro e i successivi sviluppi. Quarantotto anni dopo la morte del figlio la madre di Paolo va a trovare il Dottor Lotti e gli dice “Ora che sto per raggiungere mio figlio, non posso presentarmi a lui che le ha voluto tanto bene, senza sciogliere questo nodo che mi porto dentro e che mi ha impedito finora di rivederla. Perché lei ha avuto tutto e il mio Paolo niente. Ma eravate inseparabili e non è colpa sua quel che è successo...”.

Anche la perdita dei propri cari. Ma l’intelligenza di guardare con gli occhi sgranati di un bambino, lo porta ad imparare a guardare con gli occhi di Padre Pio. Così per osmosi diventa vero verso quel Salmo di Isaia  «“Sion ha detto: Il signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato”. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai.»

Chi può di dire di avere un compagno di viaggio che aiuta guardare così al proprio destino?

Come diceva don Giussani: “… non abbiamo bisogno di ripetitori del dogma per cercare la verità nelle cose .. la vita, fortunatamente ci dimostra che ciò di cui si ha bisogno è una presenza, una persona, un testimone, attraverso cui si trasmetta la fede…”

La vita del Dottor Lotti rende evidente e ragionevole quanto disse Giovanni Paolo II nel 1980 parlando di san Benedetto: «Era necessario che l’eroico diventasse quotidiano e il quotidiano diventasse eroico».

Il racconto del Dottor Lotti lascia anche una grande nostalgia:  «Da quando il Padre ci ha lasciati, la vita ha cambiato significato, ritmi e prospettive. Siamo rientrati nel gran numero delle “altre” persone, avvezze, da sempre, a dirigersi, nel cammino dell’esistenza, prive del sostegno e dell’illuminazione cui, senza nostro merito ma per dono ineffabile della provvidenza, eravamo abituati. Il suo spirito c’è ancora vicino, lo percepiamo quasi fisicamente…ma nelle grandi prove …. abbiamo avvertito, drammaticamente, il dolore dell’abbandono e della solitudine...»

Nasce così spontanea una grande domanda: Come mantenere vivo il carisma di San Pio?

 

 

 

 

PADRE PIO NELLA MIA VITA. QUANDO LO STRAORDINARIO ERA QUOTIDIANO

Autore: LOTTI FRANCESCO

Editore: EDIZIONI PADRE PIO DA PIETRELCINA

Data di pubblicazione: Luglio 2015

Codice: 9788849901825

Prezzo: € 9,00

San Pio da Pietralcina:  «Padre Pio nella mia vita, quando lo straordinario era quotidiano. Appunti della vita del Dottor Francesco Lotti, collaboratore e figlio spirituale di San Pio da Pieltralcina» di Angelo Marazzita, Galatro, 16 Agosto 2015 Festa di San Rocco

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