Meditazioni

Alle mie pecore io do la vita eterna

 

di Vincenzo La Gamba

 

DOMENICA 12 Maggio, 2019 - IV dopo Pasqua

Ogni brano evangelico viene espresso dai sacerdoti in stile diverso ma fondamentalmente essi sono la comunione di vita che Gesù Cristo crea con i suoi fedeli.  Oggi è la giornata delle vocazioni, in cui si prega per la funzione profetica - liturgico-culturale-pastorale di colui che diventerà prete.

 

Oggi è la giornata in cui si ricordano tutti coloro che hanno intrapreso la vita religiosa, che equivale ad un dono che Dio regala a determinate persone per la crescita e il servizio dei credenti. Purtroppo (e lo dico con tanto sconforto, ma non rassegnazione!) le vocazioni sacerdotali sono sempre più scarse, sebbene i credenti cattolici romani  nel mondo siano in numero sempre più crescente.

 Perchè il sacerdozio non attrae i giovani? Oggi i giovani non sono portati al sacrificio spirituale, ma sono convinti che il loro futuro appartiene al dio dollaro. Potrebbe essere questa una risposta scontata, ma in verità non lo è.

 

La figura stessa del prete è cambiata negli ultimi cinqunt' anni. Se le vocazioni sono scarse (specie nel Nord America, patria del materialismo e consumismo) si ripiegherà (ma è solo un modo di dire) sul diaconato, cioè gente  laica, sposata e con famiglia. A differenza del prete non saranno in grado di esercitare il sacramento della confessione, estrema unzione e consacrazione delle ostie. Gesù è venuto da Buon Pastore per reclutare pastori. Pastore deriva da "pasco", che significa pascolare, pascere, nutrire, e Cristo ci nutre ogni giorno con la Sua carne ed il Suo sangue nel sacramento dell' altare. In questa giornata dedicata ai "pastori" della Chiesa è necessario pregare per la Chiesa.  Forse la categoria dei preti è in via di estinzione? È difficile farsi prete? Certamente. In un certo senso è idealizzato da una teologia che lo ha spesso staccato dalla gente comune. In effetti il prete fa una vita solitaria.

 

Oggi il prete è catalogato, confrontato (specie negli Stati Uniti), aggiornato e contestato e si trova a chiedersi spesse volte chi è e che cosa deve fare. A sentire gli altri, il prete avrebbe bisogno di mille  occhi, mille orecchie ed ahimè una sola vita eroica e santa. Non lo si vuole prete, ma santo. È sbagliato! Il ruolo del prete è quello di pascolare il gregge, perchè il vero Buon Pastore viene osannato nel Salmo 22, canto stupendo che recita: "Il Signore è il mio Pastore: nulla manca ad ogni mia attesa; in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque......   Bontà e grazia mi sono compagne, quanto dura il mio cammino: io starò nella casa di Dio, lungo tutto il migrare dei giorni".

 

Il prete è un nostro fratello in Cristo, un amico a cui si crede perchè si ha fede in Cristo. Sono mille le cose che un prete fa in nome di Cristo e della chiesa, non certo a livello personale. Il Concilio Vaticano II gli dà una valenza comunitaria: il prete non è più il "gestore del sacro", ma fratello tra i fratelli, tutti responsabili dello stesso Vangelo, dello stesso annuncio, della stessa Passione per Cristo. Il Concilio Vaticano II ricorda che l' incoraggiamento e la promozione delle vocazioni sacerdotali (e delle altre vocazioni consacrate a Dio nella Chiesa) è responsabilità e compito di tutta la comunità ecclesiastica: vescovi, sacerdoti, famiglie ed educatori cristiani (cfr. OT 2).

 

Il Signore "quando chiama", ha bisogno di uomini e donne che si dedichino in maniera particolare, cioè "full-time" all'annuncio del Vangelo radunando le comunità attorno alla mensa della Parola e dell'Eucarestia.

Quanto cammino c'è da fare ancora per i preti! Hanno, badate bene, una difficile missione da compiere e benchè  chiamati dall'Alto, hanno pure bisogno delle nostre preghiere prima di criticarli ed ancora prima di confrontarli.

Cerchiamo insieme la nostra salvezza, prima di isolarli. Doniamo anche noi un sorriso a costoro, che come tutti gli uomini, hanno bisogno di un amico. Loro ci aiutano sempre, perchè  noi non aiutiamo loro se ne hanno di bisogno?

 

Gesù è il loro amico fidato, perchè Gesù cerca  "matti" disposti a seguirLo: lavoro assicurato, tanta fatica  ma grande è la gioia e  la felicità di sentirsi più vicino a Dio, in cui si crede senza condizione alcuna perchè solo Lui è capace di "stravolgere" i cuori di tutti, non solo dei preti. 

 

 

La Liturgia di Domenica 12 Maggio 2019, IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)

 

 

Vangelo

(Gv 10,27-30)
Alle mie pecore io do la vita eterna

 

 Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
 

La Gamba Vincenzo M. - Meditazioni: «Alle mie pecore io do la vita eterna» New York, La Liturgia di Domenica 12 Maggio 2019, IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)

 

e-mail: VJIM19@aol.com

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Vangelo

(Gv 21,1-19)
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce

 

 Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
 

La Gamba Vincenzo M. - Meditazioni: «Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce» New York, La Liturgia di Domenica 5 Maggio 2019, III DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)

 

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