Meditazioni

La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda

 

di Vincenzo La Gamba

 

DOMENICA 3 Marzo, 2019 - VIII di T.O.

Non accade spesso durante il Ciclo C della Liturgia che il Vangelo odierno contiene l' ottava Domenica di Tempo Ordinario. Succede quando la festa della Pasqua cade “alta” nel mese di Aprile .

Quindi il Vangelo di oggi e' da anteprima al periodo quaresimale. E si notano delle parole dure di Gesu' per far certamente penetrare meglio il Suo insegnamento nei nostri cuori duri.

Gesu' comincia col dire se un “cieco puo' guidare un altro cieco.” Per concludere che “entrambi, se cosi fosse, potranno cadere in una buca e farsi del male.”

Il messaggio e' semplicemente il seguente: “il discepolo non e' da piu' del maestro; ma ognuno ben preparato sara'come il suo Maestro”

Essenzialmente sono pochi i discepoli che superano i loro Maestri, ma non per mancanza di abilita' o saggezza, ma perche' puo' accadere che e' meglio nella vita avere un atteggiamento critico di fronte agli altri perche' e' considerato una tto di carita'; ma deve essere preceduto da un atteggiamento rigorosamente autocritico.

Sono in molti a voler condurre da soli la propria vita ma si sbatte in un vicolo cieco perche' e' come un cieco che conduce un altro cieco. Andando incontro ad un pericolo annunciato

L' odierno Vangelo ci ricorda che il buon frutto si trova su di un albero solido, e si è sempre cattivi giudici di se stessi se qualcuno non ci aiuta.

Quale il messaggio odierno?  Il Maestro è Gesù, e noi siamo i suoi discepoli, cioè coloro che si lasciano istruire da Lui, che riconoscono la Sua autorità e si fidano delle Sue parole.

E Gesu' ci ammonisce quando dice che noi guardiamo “la pagliuzza che e' nell' occhio degli altri e non ci accorgiamo della trave che e' in noi. Non si puo' dire ai nostri fratelli e sorelle in Cristo: Permetti che tolga la pagliuzza che e' nei vostri occhi, ma non vediamo invece la trave che e' in noi che critichiamo?

Chi siamo noi? Siamo degli ipocriti che dovremmo togliere la trave dai nostri occhi per vedere bene e poi togliere la pagliuzza dagli occhi dei nostri fratelli e sorelle.

Certo e' piu' facile a dirlo che a farlo. Ma e' questo che ci vuole imparare Gesu': non agire da ipocriti perche' e' ipocrita colui il quale credere che e' meglio degli altri. Non e' cosi e non sara' mai cosi'. Poi  Gesu' ci ricorda che “ogni albero si ricosce dal suo frutto: non ri raccolgono fichi dalle spine, ne' si vendemmia uva da un rovo. Chiaro?

 

Ma e' beato colui che, sulla terra, ha saputo scoprire  i maestri che non sono di ostacolo all’unico maestro, ma che attualizzano, concretizzano la Sua parola, le sSe esigenze, ma anche il Suo amore attento.

Vi sono i maestri secondo l’istituzione, quelli che la Chiesa ci dà, e riconosce come tali. E vi sono quelli che, nascosti, si lasciano riconoscere dai cuori preparati.

Ogni uomo deve, nel corso di tutta la sua vita, riconoscersi discepolo di Gesù: seguirlo, obbedirgli e quindi ascoltarlo, al fine di mettere in pratica il suo insegnamento che ci conduce alla vita eterna.

 

La Liturgia di Domenica 3 Marzo 2019, VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

 

 

Vangelo

(Lc 6,39-45)
La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda
 

 

 Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

La Gamba Vincenzo M. - Meditazioni: «La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda» New York, La Liturgia di Domenica 3 Marzo 2019, VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

 

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