Meditazioni

Chi è il mio prossimo?

 

di Vincenzo La Gamba

 

Domenica 10 Luglio, 2016 - XIV.ma di T.O.

Negli ultimi 8 mesi avrete notato il logo del Giubileo dell'Anno della Misericordia.

L'artista, Padre Rupnik, ha rappresentato un uomo sulle spalle di GESÙ’ (vedi foto).

L'uomo che secondo lui è Adam ma la caratteristica più evidente dell’ immagine è il fatto che Gesù e Adamo non hanno quattro occhi, ma tre. Un occhio è condivisa da entrambi. Qual è il suo significato?

Il significato è che che Cristo vede con gli occhi di Adamo e Adamo con gli occhi di Cristo. Ogni persona scopre in Cristo, il nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che ci attende nel suo sguardo, l'amore del Padre. Solo nello sguardo del Padre, possiamo veramente capire che, fondamentalmente, siamo tutti siamo tutti figli e figlie di Dio Padre! E su ciò non vi e’ alcuna ombra di dubbio!

Fr. Rupnik, ha detto che rappresentando un uomo su Gesù spalle si rifà alla parabola del Buon Samaritano, che coincide con la storia della odierna lettura del Vangelo, che non è necessariamente una storia di compassione e misericordia.

Il Buon Samaritano è veramente una parabola sulla vita e come la viviamo. Si tratta di un'esperienza umana lungo la strada da Gerusalemme a Gerico, una strada tutti noi viaggiano prima o dopo nella nostra esistenza.

Una strada che dovrebbe insegnare a ciascuno di noi sul come cambiare il modo in cui vediamo gli altri e sul come cominciare a considerare i nostri vicini.

Ciò che conta davvero è il nostro cammino di fede, durante il quale incontreremo i vicini che hanno bisogno di aiuto lungo la strada.

Come possiamo veramente reagire? Dobbiamo trattarli bene? Dobbiamo accorgersi di loro? Dobbiamo evitarli? Ci comportiamo come se non esistessero?

Oppure: vediamo le loro ferite e cicatrici e facciamo finta di niente?

Perché tutti abbiamo ferite. E tutti abbiamo bisogno di un riparo. Quel posto potrebbe essere potrebbe essere una chiesa, la nostra famiglia e gli amici o persone che non conosciamo. Oppure potrebbe non essere un posto ma un’ esperienza di vita che potrebbe sconvolgere la nostra esistenza.

Perché potrebbe darsi che potremmo essere di fronte a delle scelte, una scelta di stare in disparte - o di essere coinvolti. Una scelta di soggiornare nel nostro zone di comfort - o prendere un rischio. Una scelta per andare avanti - o di fermarsi, piegarsi, e mostrare misericordia alla persona che ne ha di bisogno.

Le ultime parole della parabola sono le istruzioni di Cristo ad un mondo spesso troppo timido, troppo cauto, troppo spaventato o per usare le parole di Papa Francesco: troppo indifferente, nel cui caso non sappiamo identificarsi come veri ma presunti Cristiani.

Cari amici fedeli, non è vero amore cristiano se non rispondiamo a coloro che hanno bisogno del nostro aiuto quando e se li incontriamo durante il nostro cammino. Gesu’ ci invita ad iniziare il viaggio, lasciando Gerusalemme ed arrivare a Gerico, con un cuore pronto ad aprirsi per un atto di misericordia, cosi come ha fatto il Buon Samaritano.

Il samaritano ha sicuramente salvato una vita, ma in verita’ con quel gesto ha salvato la propria anima.

Andate, conclude Gesù nell’ odierno brano Evangelico. Andate a fare altrettanto.

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La Liturgia di Domenica 10 Luglio 2016, XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

 

Vangelo

(Lc 10,25-37)
Chi è il mio prossimo?
 

 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

La Gamba Vincenzo M. - Meditazioni: «Chi è il mio prossimo?» New York, La Liturgia di Domenica 10 Luglio 2016, XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

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