Meditazioni

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo

 

 

di Vincenzo La Gamba

DOMENICA 9 AGOSTO, 2015 XIX di T.O.

Il Vangelo domenicale si apre oggi con una annotazione amara: “I Giudei mormoravano di Lui perché aveva detto: ‘Io sono il pane disceso dal cielo”. La mormorazione è il tipico atteggiamento di cuori induriti, così come si é verificato con il  popolo di Israele con il girovagare nel deserto. 

E che cosa é avvenuto, tra le mille peripezie succedutesi una dietro l' altra? La caduta della manna dal cielo. Vi ricordate? Dio l’aveva data in dono alla gente errante nel deserto. Sapete perché? Perché essi avevano mormorato. Ed é successo pure anche dopo averla ricevuta hanno continuato a lamentarsi.

Ma ora - insiste Gesù - come possono i Giudei recriminare se il pane che Egli darà, a differenza della manna, permette di vivere in eterno? É quale é il pane che Egli darà? Non vi sono dubbi di sorta: l’ Eucarestia, cioè il mistero che ci conduce alla vita eterna.

L’ Eucarestia si manifesta sotto forma di banchetto sacrificale-memoriale. Per gli Apostoli è “la cena del Signore”.  Ora, noi non dobbiamo dimenticare che “Signore” è il nome pasquale “al di sopra di ogni altro nome” che a Cristo viene attribuito dal Padre con la Risurrezione dai morti. 

L’ Eucaristia, quindi, non è solo il sacramento della Risurrezione del Signore crocifisso; è anche, e proprio per questo!, il sacramento della nostra risurrezione.

Abbiamo ascoltato il messaggio centrale del vangelo di questa domenica: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”. Ai giudei non andava giù questa affermazione.  Ma come? -dicevano- non é costui il figlio di Giuseppe e Maria? Di Lui conosciamo il padre e la madre. Come può Egli dire: Sono disceso dal cielo?"

Ammonisce Gesù: "Non mormorate fra di voi! Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato ... In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha la vita eterna".

Come avrete notato Gesù parla, al presente, come per dire che chi crede al Padre, ha già la vita eterna.  Chiariamo subito questo mistero:  l' Eterno è entrato nel tempo.

Sant'Agostino, commentando quel tipo di attrazione, si chiede qual è l'attrazione del Padre e ragiona con questa analogia: "Lanciate un sasso in aria e ricadrà al suolo attratto dal suo stesso peso; invece, se bruciate una carta, il fumo va verso l' alto, perché è più leggero dell' aria".

E chiede:" Fratelli, sapete qual è il vostro peso, quello che ci attrae, ci persuade e ci vince?

É l' AMORE!!!. Il mio AMORE è il mio peso! Datemi un cuore che ami e capirà bene quello che dico; poiché se parlo ad un cuore indurito, non capirà il mio linguaggio".

Di questa "indole" erano i giudei che criticavano le parole di Gesù sul pane della vita; non credevano in Lui perché erano incapaci di amare e di amarLo.

La seconda parte del Vangelo odierno costituisce il nucleo del discorso sul pane della vita. Con la formula di rivelazione, cioè "IO SONO", Gesù si autodefinisce il pane che dà la vita eterna a chi lo mangia.

Questa è la differenza con la manna nel deserto che, oltre ad essa stessa pane perituro, non poté impedire la morte di chi la mangiava.

In contrapposizione Gesù dichiara: "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo: se uno mangia di questo pane vivrà in eterno ed il pane che dar è la mia carne per la vita del mondo".

L' Eucarestia è e rimane il nostro pane della vita, perché accostandoci all' Eucarestia è come recuperare energie, quando vi è in noi una certa stanchezza della fede.

É come se fosse una vitamina di amore che genera energia, a tal punto che quel "pane" ci nutre per credere meglio ai valori della famiglia, della vita, della giustizia, della tolleranza, della solidarietà.

La fede ed il pane Eucaristico, danno la vita eterna, cioè la presente e quella futura.
 

La Liturgia di Domenica 9 Agosto 2015, XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

 

Vangelo

(Gv 6,41-51)
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo
 

 Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».

Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

La Gamba Vincenzo - Meditazioni: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo» New York, La Liturgia di Domenica 9 Agosto 2015, XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

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