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ANTICRISTO
Posted: August
30th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Vi segnalo la pubblicazione
di un libro scritto da uno che di mestiere fa il musicista a Madeira ma ha la
passione per l’apologetica cattolica: Agostino Nobile, “Anticristo superstar”
(ed. Segno), pp. 120, €. 10,00.
Posted: August
28th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri |
Alla romana «Casa di Dante», presieduta dal
cardinale Gianfranco Ravasi, la consueta «Lectura Dantis» per l’Anno Accademico
2014–2015 sarà inaugurata da: Massimo Cacciari e Luciano Canfora. Com’è noto, un
altro agnostico e post-comunista tutto preso a spiegare il cattolicissimo Dante
è Umberto Benigni.
Posted: August
26th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri |
Dolores Aveiro, portoghese, aveva già tre figli e
il marito disoccupato. Decise di abortire il quarto figlio ma il medico,
obiettore, si rifiutò. Provò con un sistema casalingo ma questo fallì. Così, nel
1985 nacque Cristiano Ronaldo, il calciatore che non ha bisogno di presentazioni
(fonte: Aleteia.org del 22 luglio 2014).
Posted: August
24th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri |
Marco respinti, su La Nuova Bussola Quotidiana (22
luglio 2014), ha rivelato le origini cattoliche del San Lorenzo de Almagro, la
squadra di calcio argentina (fondata da un salesiano) per cui faceva (e forse
fa) il tifo il papa. La squadra ha una sua cappella, la cui costruzione è stata
finanziata nientemeno che da Viggo Mortensen, l’attore che interpretò Aragorn
nella trilogia del Signore degli Anelli. Non è cattolico ma ha trascorso
l’infanzia a Buenos Aires ed è rimasto fan della squadra.
Posted: August
22nd, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Per iniziativa del Centro Culturale Amici del
Timone di Viareggio, Rino Cammilleri parlerà de “I misteri del quadrato
cristiano. Un enigma che dura da duemila anni”, domenica 7 settembre 2014, ore
21,30. Oratorio parrocchia S. Rita, via dei Lecci 95, Viareggio (Lu). Info: 348
8602938.
Posted: August
20th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri |
Scrive lo storico Aldo A. Mola («Il Giornale del
Piemonte» del 27 luglio 2014) che Antonio Fogazzaro, condannato per modernismo,
fece professione di fedeltà cattolica e si giocò il Premio Nobel per la
letteratura, che invece andò al massone Giosuè Carducci. «Ma il Maestro e Vate
d’Italia stentò sempre a vendere più di 1000-2000 copie delle sue raccolte
poetiche. Lo stesso D’Annunzio di rado superò le 5000 copie. I libri di
edificazione promossi dalla chiesa di Pio X circolavano invece in centinaia di
migliaia di copie».
Posted: August
18th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Strano posto, gli Usa. Se la polizia spara a un
cinese, un italoamericano, un portoricano, un messicano eccetera eccetera, non
succede niente di speciale. Se spara a un nero (pardon, afroamericano) tutto il
Missouri e mezza California esplodono in rivolta, con tanto di governatore
costretto a proclamare lo stato di emergenza e il coprifuoco. Boh.
Posted: August
18th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
In un dettagliato articolo su La Nuova Bussola
Quotidiana del 7 agosto 2014, Fabio Spina ha scritto, tra l’altro: «L’Italia
attuale è sempre più verde, più di un terzo di Paese è coperto dai boschi,
rispetto a 50 anni fa l’estensione dei boschi è più che raddoppiata
avvicinandosi alla quota record di undici milioni di ettari. Se hanno ragione
gli ecologisti allora, essendo aumentati i boschi, le frane ed alluvioni sono
diminuite sensibilmente? La sensazione è che invece ciò non sta accadendo (…). I
boschi che fanno bene al territorio, che limitano il dissesto, sono quelli
curati dall’uomo (…). Già la cultura contadina sapeva che: un bosco abbandonato
si ammala prima e s’incendia con maggiore facilità, (…) i canali di scolo non
puliti con il tempo creano la palude e la malaria, i torrenti si riempiono di
detriti creando problemi alle prime precipitazioni consistenti». Infine: «La
Liguria, almeno in un caso ha cercato di seguire una “green economy” che creasse
lavoro, benessere, curando i boschi e foreste, private e demaniali. Faggete,
castagneti, abetaie e alberi da fusto che coprono 375 mila ettari, il 70% del
territorio regionale. Sapete chi si è opposto? Il Wwf, secondo cui la legge
sullo sfruttamento dei boschi demaniali “va contro la Costituzione”». Perché?
Perché la Regione si è affidata agli odiati privati.
Posted: August
16th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Ho letto su Aleteia.org dell’1 luglio 2014 la
seguente, confortante, notizia: lo spagnolo Miguel Parrondo, entrato in coma
dopo un incidente automobilistico avvenuto nel 1987, si è risvegliato nel 2002
grazie alla costanza e alla fede dei suoi familiari. Il padre, dermatologo nello
stesso centro in cui era stato ricoverato a La Coruña, rifiutò il consiglio dei
colleghi di staccargli la spina dopo sei mesi di cure apparentemente inutili.
Disse loro che solo Dio può togliere la vita. Miguel, che al tempo
dell’incidente aveva trentadue anni, si è svegliato dopo quindici. Poiché
lavorava in banca e non era ufficialmente morto, al risveglio ha trovato pure
gli arretrati della pensione. Mai dire mai.
Posted: August
14th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Intervistato telefonicamente da Federico Cenci per
l’agenzia Zenit.org il 14 agosto 2014, mons. Philip Najim, procuratore della
Chiesa caldea presso la Santa Sede, ha detto tra l’altro: «In questi giorni, qui
in Egitto, mi sono incontrato con il Gran Imam dell’Università di Al-Azhar, al
quale ho detto espressamente: “Eccellenza, se l’Isis non è Islam, se al-Qaeda
non è Islam, se i Fratelli Musulmani non è Islam, il mondo vuole vedere i capi
dell’Islam non solo condannare, ma proibire l’adesione a questi gruppi”».
Temiamo che il mondo starà fresco… Neanche quelli di Stalin, Mao, Pol Pot,
HoChiMinh, Castro e compagnia brutta erano «vero comunismo».
Posted: August
14th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Un centro di ricerca americano (il Memri di
Washington) il 4 agosto 2014 ha messo su internet un video, probabilmente girato
con una telecamera nascosta, in cui un imam incita all’odio contro gli ebrei,
popolo che ha «sparso il sangue dei profeti» e merita di essere «incatenato e
maledetto». Invocazioni come «Allah, contali uno a uno e uccidili tutti, non
risparmiarne uno» si sprecano (fonte: «Il Giornale»). La moschea filmata è
quella di San Donà del Piave, Italia. In base alla Legge Mancino, se quelle
frasi le avesse dette un italiano a quest’ora sarebbe in galera, con tanto di
blitz all’alba, giro della foto sui telegiornali e assedio dei cronisti sotto
casa della famiglia. E chiave della cella ingoiata. Mah.
Posted: August
12th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Dall’Antidoto “Mosul” dell’11 agosto u.s. è
saltato, non so come, il primo rigo, nel quale si diceva che veniva riportato
quanto scritto dal vaticanista Sandro Magister nel suo blog «Settimo cielo». Me
ne scuso con lui e con i lettori.
Posted: August
12th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Le donazioni possono essere inviate in modi
diversi. Tutti devono avere la causale “AsiaNews- Adotta un cristiano di Mosul”:
- Via Carta di Credito con Paypal
- Via Carta di credito dal sito (v. funzione: “Il tuo contributo- Dona”)
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intestato a Pontificio Istituto Missioni Estere, causale “AsiaNews – Adotta un
cristiano di Mosul”
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Si prega di mandare sempre un fax al n° 02.4695193 o una mail a uam@pimemilano.com
di conferma dell’avvenuto bonifico, specificando nome, cognome e indirizzo (dati
utili all’emissione del documento valido per la detrazione fiscale).
Posted: August
12th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Una affezionata lettrice degli Antidoti mi informa
che a Barcellona sorgerà la più grande moschea d’Europa. Dal momento che la
Catalogna ha abolito le corride, la moschea sostituirà l’enorme edificio della
Plaza de Toros. Il minareto sarà alto trecento metri, cento in più della
(costruenda) più alta torre della altrettanto barcellonese Sagrada Familia. La
Spagna, come si sa, ci ha messo otto secoli di guerre per liberarsi della
presenza musulmana. Ora se la ripiglia poco alla volta per via amministrativa.
Ma la domanda è un’altra: che se ne fanno gli imam di un minareto-grattacielo?
Vogliono essere sicuri che la voce del muezzin arrivi a Madrid? E il povero
muezzin, dovrà farsi cinque volte al giorno migliaia di scalini? O è previsto un
ascensore ultraveloce? Oppure, come i guardiani dei fari, dovrà vivere nel
minareto? Magari, più astutamente, starà a piano terra, cantilenerà al microfono
e in cima ci staranno solo gli altoparlanti. E’ facile ipotizzare battaglie
legali con i barcellonesi limitrofi, che dovranno spendere per vetri
antiacustici e aria condizionata d’estate.
Posted: August
11th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Informo gli interessati che è in vendita il mio
“Il Sillabo. Un grido profetico”, collana Quaderni del Timone (info@iltimone.org),
pp. 64, €. 6,00.
Posted: August
11th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Quella che oggi patiscono cristiani e yazidi nel
nord dell’Irak non è la prima persecuzione di cui sono vittima. Ma la terza
nell’arco del solo ultimo secolo. Sempre ad opera di musulmani.
Lo ha ricordato un profondo conoscitore di quelle
terre, il cardinale Fernando Filoni, già nunzio in Irak dal 2001 al 2006, oggi
prefetto di Propaganda Fide e inviato speciale di papa Francesco in quel paese:
“Con la caduta dell’impero Ottomano e la
costituzione della Turchia come Stato migliaia di cristiani – siri, caldei,
assiri, armeni, greco-ortodossi o greco-cattolici – furono uccisi o espulsi. I
sopravvissuti subirono deportazioni, affrontarono fughe e molti morirono di fame
e di stenti. Tra il 1915 e il 1918 cinque vescovi subirono il martirio, tre
morirono in esilio; di sedici diocesi cattoliche ne rimasero in vita tre; dei
250 sacerdoti una metà fu uccisa insieme a numerose religiose. Il delegato
apostolico Giacomo Emilio Sontag fu ucciso a Urmia. Negli anni Sessanta, poi,
migliaia di cristiani furono espulsi durante le rivolte in Kurdistan, trovando
rifugio a Mosul, nella piana di Ninive o a Baghdad. Ora siamo alla terza grande
persecuzione”.
Con il motto “Adotta un cristiano di Mosul“, Asia
News, l’agenzia internazionale del Pontificio Istituto Missioni Estere, ha
lanciato una sottoscrizione per il soccorso immediato delle migliaia di
cristiani fuggiti
Posted: August
10th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
E’ lo stesso Viminale ad ammettere che
l’operazione Mare Nostrum ha contribuito ad aumentare –anziché diminuire- le
vittime delle carrette del mare. Prima, infatti, si doveva arrivare fino a
Lampedusa; adesso basta superare le acque territoriali della Libia per trovare
una nostra nave militare di soccorso. Perciò, gli scafisti possono usare
imbarcazioni ancora più precarie. Data la cifra che costa la traversata a ogni
immigrato (sui 1500 euro), qualcuno si è chiesto perché rischiano la vita nel
deserto e poi in mare, visto che potrebbero recarsi al più vicino aeroporto.
Mah, misteri del Mare Nostrum. Intanto, si apprende che in un centro
d’accoglienza siciliano è a suo tempo scoppiata una rivolta perché era saltato
il collegamento Sky per i Mondiali di calcio.
Posted: August
8th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Da Zenit.org del 22 giugno 2014: «”La migrazione
porta benefici a tutte le parti coinvolte: i paesi d’origine, quelli di
destinazione e i migranti stessi”. Così l’arcivescovo Silvano M. Tomasi,
osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha esordito, il
13 giugno scorso, nella 26° sessione ordinaria del Consiglio dei diritti
dell’uomo sui diritti umani dei migranti». E allora, forza.
Posted: August
6th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Durante la campagna per le presidenziali 2012,
sull’emittente Abc, Barack Obama annunciò le nozze gay (“Love is love”). In capo
a novanta minuti ricevette donazioni per oltre un milione di dollari (Il Fatto
Quotidiano, 11 maggio 2012) da parte di “filantropi” come Tim Gill, che il 29
aprile precedente aveva dichiarato al New York Times di aver speso ben trecento
milioni di dollari, in vent’anni, per la causa Lgbt (fonte: Aleteia.org del 30
luglio 2014). Morale: se vuoi essere eletto, fai promesse non al popolo ma a
quelli coi soldi. Naturalmente, com’è noto, i quattro gatti che comandano gli
Usa comandano il pianeta.
Posted: August
5th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Il 4 agosto 2014 la Cnn ha rivelato che al medico
americano tornato dall’Africa e ricoverato per aver contratto il tremendo virus
Ebola è stato somministrato un siero sperimentale detto «Zmapp». L’uomo ha avuto
un miglioramento definito «miracoloso». Il siero è stato ottenuto infettando con
Ebola dei topi, poi provando il risultato su alcune scimmie. Il siero è stato
poi inoculato al paziente come «last chance». E poi dicono che la
sperimentazione su animali non serve…
Posted: August
4th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri |
Nel 1971 una sessantina di intellettuali inglesi
di spicco, tra cui Agatha Christie, rivolsero un appello a Paolo VI a favore
dell’antica messa in latino. Il papa concesse (all’Inghilterra) e questo indulto
prese il nome dalla celebre giallista. Un libro di Gianfranco Amato rievoca la
vicenda: “L’indulto di Agatha Christie” (Fede & Cultura), con prefazione di
mons. Luigi Negri. Dello stesso editore vi segnalo il romanzo di Marcel Hila,
“Dio scende all’inferno. Sofferenza e salvezza nelle carceri dell’Albania
comunista”. E la versione a fumetti della vita del beato Antonio Rosmini (“Il
mio Rosmini!”). Invece, se siete appassionati di Wojtyla, ecco “San Giovanni
Paolo II. Un’introduzione al suo magistero” (Sugarco) di Marco Invernizzi,
prefazione di padre Livio Fanzaga.
Posted: August
2nd, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Cari affezionati, non so quando ma prima o poi il
mio “Il Quadrato magico”
uscirà con la collana “La matematica come un romanzo” in abbinamento con il
Corriere della Sera. Se non l’avete, approfittate, magari costa poco.
Posted: July
31st, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Nel giugno 2014 finalmente il Giappone si è dotato
di una legge contro il possesso di materiale pedopornografico. Infatti, dal
2000, i casi di pedopornografia scoperti nel Sol Levante sono aumentati di dieci
volte. Ma le associazioni per la tutela dei minori puntano il dito anche contro
i «manga», fumetti di contenuto a volte particolarmente esplicito e i cui
personaggi hanno facce di bambini. Niente, l’editoria del settore ha imposto la
«libertà d’espressione» e il governo ha dovuto fare un’eccezione. Strano Paese,
nel quale esistono locali per soli uomini in cui le cameriere devono vestire la
divisa delle scolarette. Aridatece le geishe.
Posted: July
30th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Se volete una parola definitiva, scientifica e
qualificata contro le minchiate che ogni giorno ci tocca sentire
sull’«ambiente», procuratevi il volume “Spunti critici in tema di diritto e
gestione dell’ambiente”, a cura di Paolo Togni (già firma di “Tempi”), edito dal
Gruppo24ore e dalla SSTAM (Scuola Superiore Territorio Ambiente Management):
servizioclienti.libri@ilsole24ore.com
Posted: July
29th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri | Filed
under: Antidoti | Tags: casafamiglia |
Cari amici, a Viareggio c’è una parrocchia che
espone la rivista «Il Timone» (dove tengo una rubrica da anni) in apposita
bacheca. Quando sono al mare ci vado a messa. Il parroco è giovane, don Luigi
Pellegrini, una ne fa e cento ne pensa. Ora ha realizzato una casa in cui ospita
i ritardati mentali, quelli che non hanno più nessuno che se ne occupi. Come
sapete, il problema che assilla queste famiglie è: che ne sarà di nostro figlio
quando noi non ci saremo più? Ora, don Luigi non riceve finanziamenti di sorta:
ha messo una cassetta esterna dove chi vuole può fare offerte. Insomma, la casa
campa di Provvidenza. Sarebbe il caso di fargli avere un po’ di quel che vi
avanza. I siti: www.parrocchiasantarita.it e www.amicinsiemeviareggio.it – Per
offerte a tale casa famiglia: Banco Popolare (iban: IT57 E 05034 24873
000000000347) o BCC Versilia (IT62 P087 2624 8000 0000 0106 418). Per il
5xmille, alla Fondazione Papa Giovanni Paolo II Onlus, c.f. 91037690467. Dio
aggiornerà la vostra scheda nel Suo archivio.
Posted: July
27th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Leggo sul «Giornale» del 19 giugno 2014: tre anni
fa uno al volante investe un bambino di otto anni a Cassano d’Adda (Lodi).
L’investitore risulta positivo alla coca e all’alcol e ha pure precedenti per
guida in stato di ebbrezza. Tra patteggiamenti e varie, si fa in tutto sei anni
per lesioni colpose. L’investito, invece, resterà in carrozzina per tutta la
vita. A Milano, tre marocchini, spacciatori, sfrecciano a centosettanta per la
città inseguiti dai carabinieri: si schiantano contro un’auto ignara, uccidendo
un giovane architetto. Loro restano illesi. Omicidio (solo) colposo, dice la
legge. Vedremo quanto gli daranno. Vallanzasca, quattro-ergastoli-quattro, gira
per supermercati. Boh. Ma perché continuano a chiamarlo Codice Penale anziché
Codice di Reinserimento Sociale?
Posted: July
23rd, 2014 | Author: Rino.Cammilleri |
Certo, sarà solo una coincidenza, ma è singolare
che non appena Berlusconi ha “aperto” ai gay i suoi eterni guai giudiziari sono
d’incanto finiti…
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MONNEZZA
Posted: 19 Jul 2014
Com’è che più dilaga la raccolta differenziata (operata per giunta dai
cittadini, non dalle istituzioni) e più cresce, anziché diminuire, la tariffa
sui rifiuti? Forse perché la monnezza riciclata non ha mercato? Forse perché
riciclarla consuma energia? Forse perché dobbiamo pagare le nazioni che se la
pigliano? Forse perché noi italiani siamo davvero stupidi tutti, i votati e i
votanti? Sia come sia, perché, almeno, non la facciamo finita col martirio della
differenziazione? Temo di aver già risposto…
ARMI
Posted: 15 Jul 2014
Intervistato da Giustino Di Domenico su Aleteia.org del 13 giugno 2014,
l’analista dell’Opal (osservatorio permanente armi leggere) di Brescia, Giorgio
Beretta, ha detto tra l’altro: ««Il Medio Oriente è la zona nel mondo verso cui
(…) è diretta la maggior parte di sistemi militari: nell’ultimo decennio ne sono
stati inviati per oltre 51 miliardi di dollari, che rappresentano più del 20 per
cento di tutti i trasferimenti mondiali di armamenti. Un quinto di tutti i
sistemi militari venduti nel mondo va quindi a finire proprio in Medio Oriente.
(…) Gli Stati Uniti sono in assoluto il maggior esportatore di armamenti verso i
Paesi mediorientali: nell’ultimo decennio ne hanno inviati per quasi 25
miliardi, cioè praticamente la metà di tutte le forniture di armi al Medio
Oriente è di provenienza statunitense. Segue la Russia, ma con cifre quanto mai
lontane (circa 5,5 miliardi di dollari) e poi una serie di Paesi dell’Unione
europea: la Francia (più di 5 miliardi), la Germania (3,3 miliardi), il Regno
Unito (3,1 miliardi) e l’Italia (più di 1 miliardo)». Eh, le cose vanno dove
servono…
FIFA
Posted: 05 Jul 2014
Mentre gli occhi di tutti erano incollati sul campionato mondiale di calcio, il
21 giugno 2014 l’inglese “Sunday Times” ha rivelato che i 25 membri del comitato
esecutivo della Fifa si sono raddoppiati lo stipendio. Da 100mila a 200mila
dollari. Per un impegno part-time. Più i benefits (voli in business class, hotel
cinque stelle, etc.). Inutile fare i moralisti: anche a me piacerebbe poter
decidere quanto guadagnare.
SINGER
Posted: 27 Jun 2014
Paul Singer è il boss dell’Elliot Management Corporation, l’hedge fund gonfio di
tango-bond che pretende dall’Argentina 1,5 miliardi di dollari (e i giudici Usa
gli hanno dato ragione). La presidente argentina, Christina Kirchner, gli ha
dato dell’avvoltoio. Ha scritto «Il Giornale» del 23 giugno 2014 che Singer ha
in realtà un cuore d’oro: da quando il figlio è convolato a nozze omosessuali in
Massachussetts ha preso a finanziare il National Gay and Lesbian Task Force
Action Fund. «Task Force Action»? Chissà che fanno…
COLLASSO
Posted: 23 Jun 2014
E’ da dieci anni che, ogni volta che si parla di sbarchi, i tg ci informano
allarmati che i centri di accoglienza sono «ormai al collasso».
BURLESQUE
Posted: 25 Jun 2014
A Milano c’è un ex convento seicentesco che da tempo, suppongo per mancanza di
vocazioni, è stato adibito ad altro uso. Il nome che gli è stato assegnato è
evocativo: «Abbadesse Folie». Infatti evoca due cose: la vecchia destinazione e
la nuova, che volutamente assona con le parigine Folies Bergères. Il 7 giugno
2014 vi è stata inaugurata la prima delle serate, come dice il trafiletto sul
«Giornale» del giorno prima, «per un tuffo nelle vibranti corde della
trasgressione». Protagonista, il «burlesque», che, per chi non lo sapesse,
consiste nell’ammirare una ballerina seminuda intenta a compiere sinuose
evoluzioni all’interno di una vasca trasparente e piena d’acqua in forma di
coppa di spumante. Uno, religiosamente sensibile, potrebbe dire: ma proprio in
un antico convento? Il punto è che sono tremila i religiosi che, ogni anno,
abbandonano l’abito. Così, sono ormai legione gli edifici (a volte enormi,
perché pensati, illo tempore, per centinaia di vocazioni) che languono in attesa
di riqualificazione. Già, ma come lo riqualifichi un convento seicentesco, con
chiostro, magari affreschi, capitelli, cappella e statue di santi? Che ci fai,
un albergo? Un centro congressi? Ma la domanda è un’altra: chi lo compra? Chi
scuce denari, compresi quelli per la ristrutturazione e la manutenzione
(vigilanza, riscaldamenti eccetera), non può certo contare, come le monache di
una volta, sui benefattori. Perciò c’è poco da fare i difficili se ambienti un
tempo echeggianti cori gregoriani adesso risuonano dei trilli di Madame Satine e
di applausi alle sue performances. Specchio dei nostri tempi: dai Salmi al
Burlesque.
BPAS
Posted: 08 May 2014
Leggo su notizieprovita.it del 9 aprile 2014 che un’indagine del Bpas (British
Pregnancy Advisory Service) ha dovuto ammettere che ben due terzi delle donne
che hanno abortito nelle sue cliniche stavano usando anticoncezionali. Il 66%.
Poiché la pillola (40%) e il preservativo (35%) avevano fatto cilecca, hanno
dovuto rimediare con l’intervento. Eh, è proprio vero che non c’è nulla di
sicuro in questa valle di lacrime…
BERGDAHL
Posted: 21 Jun 2014
Il 31 maggio 2014 il sergente americano Bergdahl è stato liberato dai talebani
afghani dietro rilascio di cinque terroristi, definiti pericolosi e
irriducibili, da Guantanamo. Mai gli Usa avevano voluto trattare col terrorismo
islamico, ma Obama, si sa, è diverso. I commilitoni di Bergdahl ricordano che
almeno sei uomini sono morti dal 2009 per cercarlo e lo accusano pure di
diserzione. Suo padre, provvisto di barbone all’islamica, nel giardino della
Casa Bianca ha salutato il ritorno del figlio declamando la «bismillah» («In
nome di Allah clemente e misericordioso»). Fausto Biloslavo, sul «Giornale» del
7 giugno, ricorda che il New York Times ha reso noto un rapporto riservato del
Pentagono in cui si ammette che Bergdahl si era allontanato dal suo avamposto di
sua volontà aggirando il reticolato e non era nemmeno nuovo a simili
comportamenti. Dice Biloslavo: «Se non si tratta di un disertore è come minimo
un cretino finito in bocca al lupo talebano». Dissentiamo su un punto: non
crediamo sia un disertore.
USA
Posted: 19 Jun 2014
Come ha ben descritto Gianandrea Gaiani su La Nuova Bussola Quotidiana del 13
giugno 2014, grazie allo shale-gas e allo shale-oil gli Usa sono diventati la
prima potenza energetica del mondo e sono autosufficienti. Perciò il loro
interesse, a questo punto, è che le regioni già produttrici di combustibile
stiano in stato di permanente instabilità politica, così da fare le scarpe ai
concorrenti economici (Russia, Ue, Cina, Giappone, India). Basta dare
un’occhiata a Libia, Iraq, Siria, Ucraina, Afghanistan. E’ vero, alcuni di
questi disgraziati luoghi non producono. Ma ci passano gli oleodotti. Sì,
portare nella nostra parte di mondo il gas americano costerà un po’ di più, ma
non c’è, e sempre meno ci sarà, alternativa. La pace, la democrazia, gli alti
ideali? Agli americani sono sempre interessati i soldi e solo quelli. In fondo,
li ammiro.
EGT
Posted: 18 Jun 2014
«Qualcuno sostiene che nessuno abbia saputo prevedere i rischi della finanza
globale e le conseguenze che stiamo vivendo. Non è vero. E’ vero invece che,
avendo avuto, le previsioni di questi rischi, spiegazioni di carattere morale,
sono state trascurate con indifferenza e delegittimate. La finanza ha voluto
imporre una sua autonomia morale, le conseguenze sono evidenti». Questo è solo
uno dei tanti «pensieri» raccolti da Ettore Gotti Tedeschi (ex presidente dello
Ior e attuale del Santander) nel suo libro “Amare Dio e fare soldi. Massime di
economia divina” (Fede & Cultura). Vedete di non perdervelo.
BADANTI
Posted: 15 Jun 2014
Una ricerca resa nota l’11 giugno 2014 dall’Università Cattolica ha evidenziato
che in Italia sono presenti un milione e mezzo di badanti. Record mondiale.
Infatti, fa il paio con quello, sempre nostro, dell’invecchiamento per
denatalità. Prestazioni domiciliari? Seeh, non siamo mica in Francia o in
Germania: nessun Paese europeo si attesta sotto l’8% di servizi agli
ultrasessantacinquenni. Noi, invece, siamo sotto al 2%. Record negativo anche
per i posti letto negli ospizi (dove, invece, i Nas ogni tanto devono piazzare
telecamere nascoste): 3,5%, mentre non esiste Paese europeo al di sotto del 7%.
Era il Paese dei Santi e dei Navigatori, dei Poeti e degli Artisti. Ora è il
Paese dei Vecchi e delle Badanti, dei Disoccupati e dei Suicidi per tasse. Però,
non disperiamo. A compenso abbiamo un premier ragazzo e con un sacco di capelli.
Quello prima era giovane pure lui, ma pelato. Se continua così, il prossimo sarà
un liceale e quello dopo lascerà l’asilo per assumere l’alto incarico.
L’immagine internazionale è quel che conta.
ZOMBIE
Posted: 04 May 2014
Il London Daily Mail ha riportato una vicenda interessante (ripresa da
notizieprovita.it e dal Centro Studi Federici il 7 aprile 2014). A Londra, Jimi
Fritze, 43 anni, dato per spacciato dopo un’emorragia cerebrale, pur non potendo
muoversi né comunicare in alcun modo, in realtà sentiva tutto. Da film horror è
stato per lui ascoltare i medici dire che era ormai morto e concordare con i
parenti l’espianto degli organi. Si è salvato perché la sua fidanzata
infermiera, notato che era divenuto rosso in viso, ha convinto i medici a
continuare le cure. In tre giorni è uscito dal coma. Dopo due anni, quasi
completamente riabilitato, ha intenzione di far causa all’ospedale. Domanda:
quanti sono quelli in coma che non hanno una fidanzata infermiera?
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CORTE
Posted: 13 Jun 2014
Et voilà. Prendi un caso limite, ma talmente limite da essere unico: due coniugi
di cui uno cambia sesso ma vogliono restare sposati. E la Corte Costituzionale
che fa? Dice al Parlamento di spicciarsi a fare una legge sulle unioni civili
(nel caso in questione, omosessuali). Così, da un caso unico, una legge che vale
per tutti gli italiani. Questo metodo un tempo lo usava solo Pannella. Adesso
addirittura la Consulta. La via giudiziaria al Mondo Nuovo. A che serve, ormai,
andare a votare? Infatti, gli italiani stanno prendendo la deriva americana:
metà restano a casa
LEGALITA’
Posted: 13 Jun 2014
Sia detto senza polemica: ma che fa un «assessore alla legalità»? So di diversi
comuni che si sono dotati di un assessorato del genere ma, sinceramente, mi
sfugge quali possano essere i suoi compiti. Qualcuno può chiarirmi le idee?
PROFUMI
Posted: 09 Jun 2014
Chissà perché, tutti gli spot pubblicitari che riguardano profumi sono in
inglese. Fanno eccezione i profumi francesi, in cui, correttamente, viene usata
la lingua del prodotto. Invece, l’italianissimo profumo «Prada» viene proclamato
in inglese e pure il marchio viene annunciato con pronuncia americana. E’ vero,
si tratta di aziende multinazionali, ma, nel caso di Prada, non sarebbe
certamente più chic usare l’italiano? Eh, i pubblicitari sono come il
proletariato di Marx: non hanno patria. Perciò si esprimono in basic english.
Tanto, devono solo parlare di fru-fru.
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CONGREGAZIONI
Posted: June 1st, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Leggo sul «Giornale» del 4 maggio 2014 che negli Stati Uniti esistono
300mila congregazioni religiose, di cui il 40% fallisce (cioè chiude, magari
per bancarotta) in un anno e l’80% in cinque (dati del National Geographic).
Per fortuna, altre continuamente spuntano come funghi, mantenendo stabile
l’offerta e facendo degli Usa il Paese più religioso del mondo. E senza
bisogno della frusta o di apposita polizia come in certi islamici. Il
modello è questo: libertà religiosa totale (fatto salvo il codice penale,
naturalmente) ma ogni congregazione si mantenga da sé. Se non ci riesce,
vuol dire che non incontra un favore adeguato nel pubblico. Come insegna la
moderna sociologia, in questo campo la libera concorrenza è vitale per le
stesse Chiese. E a vincerla sono quelle che mostrano un’«offerta» più
austera. Se c’è un campo in cui il rigore paga, è questo.
GRATTACHECCA
Posted: May 28th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Dicesi grattachecca un sorbetto di ghiaccio grattugiato con aggiunta di
sciroppo. Tre studenti decidono di importarla a Milano e di renderla
leggermente alcolica. Con un carrettino. Hanno dovuto rinunciare. Leggete
qui perché. Scoprirete che conveniva loro fare i vu’ cumpra’. (Se non
riuscite a leggere andate su www.leoniblog.it).
Daniele Mandrioli
Volevo solo vendere la grattachecca
LeoniBlog – 26 aprile 2014
Siamo tre studenti universitari di Milano; dei ragazzi normali a cui,
durante una vacanza romana viene un’idea apparentemente brillante: esportare
la grattachecca a Milano e renderla alcoolica (Continua .)
FUCO
Posted: May 24th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Se vi va di leggere un romanzo di letteratura “minimale” ma cattolico e
femminile, immergetevi nelle centoventi pagine de «Il destino del fuco» di
Susanna Manzin, D’Ettoris Editori (info@dettoriseditori.it). Scrittura
piana, sane riflessioni.
GUATEMALA
Posted: May 22nd, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Da Zenit.org del 13 maggio 2014: «Nel giugno scorso, alla vigilia
dell’Assemblea dell’Organizzazione degli Stati Americani, il presidente del
Guatemala, Otto Pérez Molina, ha espresso la sua contrarietà ai matrimoni
omosessuali e all’aborto. Molina ha precisato che il trattato
dell’Organizzazione che prevede aborto e matrimonio egualitario non è
vincolante. Pertanto il suo Paese, che è “per la vita”, non lo ha
ratificato». Lo stesso aveva fatto il presidente, pur socialista,
dell’Uruguay, ma il suo successore, eletto per via dei suoi (modesti)
successi economici, ha ribaltato il tavolo al grido di «aborto & marijuana
per tutti ». Evviva i guatemaltechi, dunque. Finché un tozzo di pane non
farà loro cambiare idea.
ESTRELLA
Posted: May 20th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Le edizioni Estrella de Oriente (info@estrelladeoriente.it) sono
specializzate in testi, curatissimi, aventi come oggetto un cristianesimo
che potremmo definire «di margine», pur se non eterodosso. Tra questi, il
più conosciuto è forse l’intrigante «Meditazioni sui Tarocchi» di Valentin
Tomberg (ma anche, dello stesso autore, «Considerazioni sull’Apocalisse»).
Io stesso ho pubblicato una edizione riveduta e ampliata del mio «I Santi
Militari» con questa editrice. Che ora propone, ancora di Tomberg, «Lazzaro.
Un miracolo che continua». Vorrei anche segnalarvi due opere di Giancarlo
Roggero: «Il mistero del pane. Dalla lotta per l’esistenza alla sua
consacrazione» e «Antonio Rosmini e la fedeltà micheliana del nostro tempo».
Per avere notizie sui libri e su questi autori, fatevi mandare il catalogo.
Vale la pena.
NUMERI
Posted: May 16th, 2014 | Author: Rino.Cammilleri
Riassunto dei Seventies in Italy (Stelio Solinas): 7866 attentati contro
caserme, uffici pubblici, commissariati; 4290 atti di violenza durante
manifestazioni e cortei; 362 morti e 172 feriti in agguati; 11 stragi per un
totale di 151 morti e oltre 5mila feriti; 15 rapimenti politici; 597 sigle
(di cui 484 di sinistra) che hanno rivendicato attentati o agguati; 37
terroristi uccisi in conflitti a fuoco con le forze dell’ordine. Un
Sessantotto che da noi, e solo da noi, durò dieci anni, per definizione
«formidabili». Dimenticavo: viva l’Italia. |
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NOE’
Posted: 12 May 2014
Il 9 aprile 2014 La Nuova Bussola Quotidiana ha tradotto una recensione di «Noah»
dello scrittore americano Don Feder, apparsa sul sito GrassTopsUSA(http://www.grasstopsusa.com/df040714.html),
che rileva il forte carattere anti-religioso del film. In essa, tra l’altro si
legge: «Un’indagine del Barna Research rivela che il 60% degli americani adulti
non è in grado di dire neanche cinque dei Dieci Comandamenti. Il teologo
battista Albert Mohler scrive che la suddetta indagine “ci dice che almeno il
12% degli adulti crede che Giovanna d’Arco sia la moglie di Noè. Un’altra
inchiesta svolta tra i laureandi ha rivelato che oltre il 50% degli intervistati
crede che Sodoma e Gomorra fossero marito e moglie. E un numero considerevole di
intervistati a un altro sondaggio ha risposto che il Discorso della Montagna è
stato pronunciato da Billy Graham (un famoso telepredicatore americano, ndr)”».
That’s America, beauty!
TSIGANES
Posted: 30 Apr 2014
Leggo su News Cattoliche del 5 aprile 2014 che il cardinale Antonio Maria
Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli
Itineranti, ha inviato ai membri del Comité Catholique International pour les
Tsiganes, in convegno in quel di Venezia, un messaggio augurale in cui si dice
tra l’altro: «La Chiesa ha il compito di portare il Vangelo di Gesù in mezzo a
loro, ma anche di sostenere il loro sogno d’integrazione che passa per
l’educazione, la salute, il lavoro e l’alloggio». Proprio così: «il loro sogno
di integrazione». Certo, io non godo di un osservatorio privilegiato, ma in
tutta la mia ormai lunga vita non ho mai visto un nomade ansioso di integrarsi.
Ce ne sarà senz’altro qualcuno, immagino. Forse ho sempre guardato quelli
sbagliati…
INFERNO
Posted: 26 Apr 2014
Il 20 ottobre 1936 santa Faustina Kowalska ebbe, a Cracovia, un’esperienza
mistica nella quale visitò l’Inferno. Nella relazione che scrisse dietro ordine
del suo confessore dice, tra l’altro: «Una cosa ho notato e cioè che la maggior
parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse
l’inferno».
RECENSIONI
Posted: 22 Apr 2014
Nell’Ottocento, quando la Chiesa di Pio IX era sotto attacco (anche armato), un
intellettuale spagnolo, Juan Donoso Cortés, esaltò il cattolicesimo con un
bestseller, «Ensayo sobre el catolicismo, el liberalismo y el socialismo». Venne
attaccato, e da chi? Non da massoni, liberali, protestanti, socialisti. Ma da un
prete, tal Barruel, scribacchino francese. Ora, io a Donoso Cortés ho dedicato
la mia tesi di laurea, poi diventata un libro prefato da Baget Bozzo. Uno strano
destino mi lega a quell’illustre spagnolo, si parva licet. Infatti, proprio per
caso ho visto la pubblicità del mio romanzo «Il crocifisso del samurai»
(Rizzoli) su uno dei più popolari siti di vendite online. C’è, sotto, un’unica
recensione-stroncatura. E di chi è? Di un prete (mai sentito nominare). Il
quale, avendo evidentemente tempo da perdere, si dedica all’autocastrazione
(visto che di romanzieri cattolici ce ne sono in giro uno o al massimo due). Né
mi va meglio sui siti «sherlockiani». Qui non ci sono preti ma altrettanto
sconosciuti personaggi che stroncano il mio romanzo «Sherlock Holmes e il
misterioso caso di Ippolito Nievo» (Mondadori) con quest’unica motivazione: è
cattolico. Domanda: ma che cosa si aspettavano da uno scrittore cattolico?
Domanda numero due: se la filosofia di fondo del romanzo fosse stata marxista o
nichilista, la stroncatura preventiva avrebbe avuto luogo? La domanda numero due
è, ovviamente, retorica.
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PREDICHE
Posted: 20 Apr 2014
La sera del Giovedì Santo u.s. il Tg5 ha mostrato uno spezzone in cui il
francescano Cantalamessa (nomen omen), predicatore ufficiale del papa, arringava
i fedeli sullo scandalo di dirigenti che pigliano uno stipendio cinquanta e
anche cento volte superiore a quello dei loro dipendenti. C’è stato un posto in
cui il dirigente pigliava quanto l’operaio, era l’Urss. Chissà quanto ha preso
Renzo Piano per fare la mega-chiesa francescana di Padre Pio (soldi dei fedeli,
tanti dei quali dipendenti e operai)…
SINDONE
Posted: 18 Apr 2014
Vi segnalo il prezioso libro «Sindone: primo secolo dopo Cristo!» (ed. Segno),
di Giulio Fanti e Pierandrea Malfi. Gli autori sono due ingegneri, uno
specializzato in misure termiche e l’altro in datazione meccanica di fibre
tessili. Il libro è corredato da moltissime fotografie e vale la pena di averlo
nella propria biblioteca. Perché il punto esclamativo nel titolo? Perché gli
“esperti” che eseguirono il famigerato test al radiocarbonio nel 1988 si fecero
fotografare accanto a una lavagna dove avevano scritto la data “medievale” della
Sindone con un trionfale punto esclamativo, il che la dice lunga sul metodo
seguito: si parte da un pre-concetto che si cerca di dimostrare, poi si stappa
lo spumante. Davvero “scientifico”.
IMBECILLI
Posted: 01 Apr 2014
Quesito: sono di più i cattivi o gli imbecilli? La riposta è facile: gli
imbecilli. Infatti, per esercitare la cattiveria ci vuole ingegno, impegno e
talvolta anche ardimento. Per essere imbecille, invece, basta nascerci. Da qui
l’esiguità dei primi e la diffusione dei secondi. Quesito numero due: chi fa più
danno? Anche questa è facile: i secondi. E non solo perché sono di più. Come
diceva il compianto Carlo Cipolla, chi arreca un vantaggio a sé e agli altri è
un eroe; chi arreca un vantaggio a sé e un danno agli altri è un bandito; chi
arreca un danno agli altri e pure a se stesso è un imbecille. Come si vede dalla
somma finale dei danni, meglio un cattivo che un imbecille.
MDPR
Posted: 11 Apr 2014
Il mio amico Mauro della Porta Raffo nel suo sito il 12 marzo 2014 ha pubblicato
quanto segue: «Sir Charles Napier, primo governatore inglese del Punjab, da poco
insediato, decise di combattere il ‘sati’ e cioè l’antica tradizione locale che
prevedeva che le vedove fossero bruciate vive sulla pira funeraria del compianto
marito. I capi gli dissero che si trattava di un rito la cui origine si perdeva
nella notte dei tempi e che, di conseguenza, non era proponibile un suo
abbandono. Per tutta risposta, Napier fece erigere una forca nei pressi di una
pira, dicendo: “Rispetto le vostre usanze. Continuate, prego. Sappiate che è
nostra usanza, tuttavia, impiccare coloro che bruciano vive le vedove”».
Aggiungo io che il «sati» di fatto scomparve. E che gli inglesi fecero sparire
nello stesso modo anche un altro rito la cui origine si perdeva nella notte dei
tempi, quello eseguito dagli adoratori di Khalì, gli strangolatori Thugs. Quando
i Cipays (soldati coloniali) si ribellarono massacrando molti inglesi (tra cui
donne e bambini) i britannici legarono i colpevoli alle bocche dei cannoni e
fecero fuoco. Tra parentesi, la rivolta era cominciata perché qualcuno aveva
sparso la voce che le cartucce (le pallottole erano contenute in involucri di
carta da aprire coi denti) erano lubrificate con grasso di maiale.
BRAZIL
Posted: 02 Apr 2014
Per i lettori che hanno apprezzato le segnalazioni di fumetti da me effettuate
in questo spazio, eccome altre, sempre delle affidabilissime e sofisticate
edizioni ReNoir-NonaArte. Chi è già in possesso del primo volume di Bruno Brazil,
di Vance-Greg, integrale e filologicamente annotato, sappia che sono usciti il 2
e il 3, elegantissimi. Infine, chi ha il politicamente scorretto Don Bosco di
Jijé (il fumetto a tema religioso più venduto al mondo), non può perdere, dello
stesso autore, il western Jerry Spring (annata 1954-55). Li trovate nelle
fumetterie o nelle librerie che hanno una sezione apposita.
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FdI
Posted: 06 Apr 2014
C’è una famiglia religiosa di nuova fondazione che, in pochi decenni, ha avuto
una crescita spettacolare. Si tratta dei Francescani dell’Immacolata, provvisti
anche di un ramo femminile. Chi ha avuto modo di conoscerne qualcuno, sa che
sono caratterizzati da un saio grigio di vecchio stampo. Qualcuno va in sandali
in pieno inverno, qualcuno porta il barbone alla cappuccina. Avevano un
seminario con un numero ascendente di seminaristi, una rivista teologica,
dicevano messa nei due modi (quello “conciliare” e quello in latino). Ora, però,
tale famiglia è stata commissariata dal Vaticano, i suoi capi esautorati e il
seminario chiuso. Qualcuno si è detto: ma come, siete in crisi di vocazioni e
chiudete seminari fiorenti? Qualcun altro ha semplicemente gridato allo
scandalo. Qualcun altro ancora si è chiesto perché a certi preti dichiaratamente
comunisti o peggio si è lasciata mano libera fino alla morte (funerale
compreso), mentre con questi qui si usa il pugno di ferro. Vabbe’, vedremo come
va a finire. Intanto, chi volesse saperne di più può utilmente consultare il
libro di Carlo Manetti «Un caso che fa discutere: i Francescani dell’Immacolata»
(edizioni Fede & Cultura).
GOTTITEDESCHI
Posted: 30 Mar 2014
E così il mio amico Ettore Gotti Tedeschi è stato completamente scagionato dal
tribunale (civile) riguardo alla tragicomica vicenda dello Ior, di cui era
presidente e dal quale era stato cacciato praticamente a pedate. Io glielo avevo
detto di non mischiarsi coi preti perché c’è sempre da rimetterci, ma lui,
miglior cattolico di me, niente. E ora? Posso solo dargli un altro avvertimento,
sicuro che non baderà neanche a questo: da quelle parti nessuno paga mai per le
sue castronerie. Il metodo è sempre stato il seguente: a) uno fa una cappellata,
b) per non creare scandalo tra i fedeli si cerca di stenderci sopra il mantello
di Noè, c) la pezza si rivela peggiore del buco, d) se ne mette un’altra sopra
la prima, e) lo strappo, viceversa, diventa troppo vistoso, f) a furia di
rammendi e toppe si crea qualcosa di incontrollabile che abbisogna di una tale
trama di rammendi e toppe da indurre a scaricare il tutto sui successori, g)
questi si trovano con una patata ormai ingestibile che non hanno bollito loro,
h) non hanno alternative che lasciarla in eredità a chi verrà dopo, i) e così
via. Il cosiddetto terzo segreto di Fatima insegna: se lo sono rimbalzati per
quasi settant’anni e alla fine, quando si sono decisi a rivelarlo, era così
strampalato che nessuno ci ha creduto.
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SERPENTI
Posted: 29 Mar 2014
Leggo sulla newsletter Aleteia.org (18 febbraio 2014) che Jamie Coots, pastore
pentecostale americano e star televisiva, nel corso di un servizio religioso
nella sua chiesa a Middlesboro nel Kentucky ha maneggiato un serpente a sonagli
e ne è stato morso. Intendeva dimostrare il passo di Marco (16,17) in cui Gesù
dice ai suoi discepoli: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che
credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno
in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno;
imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Coots, fedele a questo brano,
ha rifiutato ogni cura. Però è morto. Non è il primo. Alcuni di questi pastori
americani si danno pure fuoco o bevono veleno. E di solito muoiono. Si potrebbe
osservare che certe “prove” potrebbero benissimo essere effettuate eseguendo
solo l’ultima frase di Marco: «…imporranno le mani ai malati e questi
guariranno». Sarebbe interessante, altresì, sapere quanti sono quelli che sono
stati guariti dalla semplice imposizione delle mani dei pastori pentecostali di
genere fondamentalista. Certo, l’applicazione letterale della Scrittura dovrebbe
concernere anche quest’altra frase di Gesù (non a caso rivolta a Satana): «Non
tenterai il Signore Dio tuo». Il passo di Marco forse si riferiva ai soli
Apostoli e ai primissimi discepoli. O quei Santi cattolici che, effettivamente,
hanno operato i miracoli descritti. Ma qui si esce dal fondamentalismo letterale
e si entra nel papismo. Perciò, nisba.
ORDINI
Posted: 27 Mar 2014
Ha scritto Antonio Socci su “Libero” (5 gennaio 2014): “Secondo le statistiche
ufficiali dal 1965 (quando finisce il Concilio) al 2005, i membri della
Compagnia di Gesù (i gesuiti) sono crollati del 45 per cento, i salesiani del 24
per cento, i Frati minori (francescani) del 41 per cento, i Cappuccini del 29
per cento, i Benedettini del 35 per cento, i Domenicani del 39 per cento”.
Speriamo che almeno le Orsoline, dopo l’applaudita performance pop di suor
Cristina a “The Voice”, siano in ripresa…
RUSSIA
Posted: 25 Mar 2014
Trentamila nuove chiese, seicento nuovi monasteri, drastica diminuzione degli
aborti, aiuti per la gravidanza, diecimila dollari a chi fa il secondo figlio e
terra a chi ha tre figli, difesa della famiglia e della vita, divieto della
propaganda gay, Putin che bacia l’icona della Madonna e quasi rimprovera il papa
perché non lo imita. Dopo il più grande esperimento di ateismo forzoso e
scientificamente organizzato della storia, ecco la Russia diventata baluardo
della religione e dei valori cristiani. La Madonna a Fatima lo aveva detto: «Il
papa consacrerà la Russia al mio Cuore Immacolato e la Russia si convertirà».
Che aspetta Francesco a fare lo stesso con la Ue?
SQUILLO
Posted: 23 Mar 2014
Andare a prostitute è una debolezza umana. Se sono minorenni è anche un reato.
Se chi ha di queste debolezze è, infine, una persona in vista, allora è pure
fesso, perché una persona in vista, specie se appartenente a settori politici
nel mirino, dovrebbe evitare perfino di attraversare col giallo. Altrimenti,
oltre ai rigori della legge, subisce la gogna mediatica, insistita e ripetuta,
lui, sua moglie e i suoi figli. Solo la Chiesa ha pietà delle umane debolezze, e
non le fa uscire dal confessionale.
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WATERS
Posted: 21 Mar 2014
Il leader dei Pink Floyd, Roger Waters, in visita in Italia proprio nei giorni
del Festival di Sanremo, su precisa domanda dei giornalisti così ha dichiarato:
«Sanremo? Non ne so nulla. Per me la musica italiana è Verdi e Puccini». Per
quanto mi riguarda, anche se già lo possiedo, mi comprerò un’altra copia del dvd
«The Wall».
TAIWAN
Posted: 17 Mar 2014
Donato Contuzzi, sacerdote della Fraternità di San Carlo che opera a Taipei,
capitale di Taiwan, ha raccontato al settimanale «Tempi» (ripreso dal «Timone»
del febbraio 2014) che il governo taiwanese ha imposto l’inserimento in tutti i
curricula accademici dell’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa. La
decisione è stata approvata dal parlamento all’unanimità. Si tenga presente che
a Taiwan i cristiani sono solo lo 0,5% della popolazione. Però il governo ha
inteso riconoscere la loro eccezionale capacità educativa.
PALMARO
Posted: 16 Mar 2014
Cari amici, come sapete, Mario Palmaro, «cattolico di ferro», se ne è andato a
45 anni lasciando la moglie, casalinga, con quattro bambini piccoli. Come noi
tutti kattolici (tranne, forse, un paio di eccezioni), non navigava affatto
nell’oro. Perciò, divulgo qui questo appello delle (piccole) edizioni
Fede&Cultura che pubblicavano i suoi libri: «Chiedo a tutti di impegnarsi a dare
almeno 24 euro all’anno per i prossimi anni (20, per far studiare i bambini),
con una disposizione presso la vostra banca o con una donazione di 480 euro (24
euro x 20 anni). Se saremo di più (di mille) oltre al pane potremo dare anche il
companatico a questi figli che ora sentiamo anche un po’ nostri. Nella causale
di bonifico indicate “Per famiglia Palmaro” con il vostro nome e cognome. Lo
stesso dicasi in caso usiate la carta di credito o Paypal. Tutte le donazioni
per la famiglia Palmaro saranno interamente ed esclusivamente destinate al Fondo
che si costituirà per questa finalità. Qui di seguito le indicazioni operative.
Con bonifico bancario sul conto postale n. IT57V0760111700001013008808 intestato
a Fede e Cultura Associazione con causale “Per famiglia Palmaro”. Con bollettino
di conto corrente postale sul c/c 1013008808 intestato a Fede e Cultura
Associazione con causale “Per famiglia Palmaro”. Con carta di credito o Paypal
andando alla pagina http://fedeculturaassociazione.blogspot.it/2014/03/sosteniamo-la-famiglia-palmaro.html
»
DURA-LEX
Posted: 15 Mar 2014
Trafiletto sul «Giornale» del 13 marzo 2014. Due anni fa una donna di Porto
Tolle (Rovigo), appena licenziata e con un figlio in arrivo, si era sfogata su
Facebook, commentando con un insulto l’appello del Presidente a fare sacrifici.
Qualcuno l’ha denunciata per vilipendio e a giugno sarà processata. La domanda
è: chi? Un carabiniere? Un magistrato? Un privato cittadino? E’ la stessa
domanda che mi sono posto io quando sono stato convocato dalla polizia postale
per un commento (non mio) postato su questo blog, commento che io avevo
giudicato, sì, pesante, ma non da codice penale. Qualcuno non è stato d’accordo
con me (chi? boh). Così, da allora, ho capito che era meglio camminare con una
mano davanti e l’altra dietro. Siamo sessanta milioni in Italia e qualcuno che
non ha niente di meglio da fare nella vita si trova sempre.
USA
Posted: 13 Mar 2014
L’americanista Marco Respinti fa notare che «la gestazione ufficiale degli Stati
Uniti, negli anni seguenti la dichiarazione dell’indipendenza dalla Gran
Bretagna avvenuta nel 1776, fu un ampio e profondo dibattito di… storia. Alla
ricerca di una forma istituzionale soddisfacente, a lungo si studiarono i
precedenti disponibili: soprattutto e anzitutto la storia della Grecia antica;
la storia della Roma monarchica, repubblicana e imperiale; la storia della Gran
Bretagna. Nessuno dei Padri fondatori sprecò insomma il proprio tempo a sognare
iperuranici e inesistenti “mondi migliori” (come si usava invece fare per
esempio nelle “società di pensiero” della Francia prima illuminista e poi
giacobina, prima incubando e poi implementando il disastro), ma tutti loro
immaginarono un futuro concreto e possibile servendosi dell’unico strumento che
conoscevano meno peggio di ogni altro: il passato». Infatti, «le colonie
britanniche dell’America Settentrionale portarono nel nuovo mondo molte
istituzioni tipicamente medievali». Per esempio, «lo sceriffo e il posse [il
corpo di uomini dotati di autorità giuridica che, in una comunità, lo affiancano
per far rispettare l’ordine, indicato con l’infinito del verbo latino “potere”
(…). Il posse comitium, o posse comitatus, indica il gruppo di persone che lo
sceriffo di una contea ha il potere di convocare per far rispettare la legge in
caso di disordini]». E anche la «contea» è una ripartizione di origine
medievale, visto che negli Usa non ci sono conti. Infine, non tutti sanno che
«la lingua ufficiale degli Stati Uniti è… nessuna; l’inglese è la lingua che da
secoli, per consuetudine storica, parla la maggioranza degli abitanti degli
Stati Uniti».
MOSCHE
Posted: 11 Mar 2014
Sono più coerenti i cristiani che si fanno buddisti o induisti o musulmani di
quelli che insistono affinché la dottrina cattolica venga modificata secondo i
loro gusti. Divorziati risposati, preti che si vogliono sposare, omosessuali
praticanti, donne che vogliono fare i preti e via elencando (cioè, pillola,
aborto, eutanasia, inseminazione artificiale, uteri in affitto…): tutti costoro,
se avanzassero tali pretese con qualunque altra religione, sarebbero cacciati a
pedate. Così, seguitano a ronzare come mosche attorno al miele assediando la
Chiesa, che non ha il coraggio di dir loro di andare a ronzare altrove. Si
comportano come uno che, iscrittosi al club del bridge, comincia a far storie
perché a lui piace lo scopone. Quando molti discepoli abbandonarono Gesù perché
il suo «linguaggio» era «duro», Cristo non fece una piega e, anzi, chiese agli
Apostoli se per caso non volessero andarsene anche loro. Certo, non gli fece
piacere, ma dovendo scegliere tra la sua dottrina e i molti seguaci non ebbe
dubbi. Non è obbligatorio essere cattolici e, se la dottrina ti sembra troppo
gravosa, puoi sempre andartene. O non venirci nemmeno. Il fatto è che, sotto
sotto, vuoi la botte piena e la moglie ubriaca, vuoi fare quel che ti pare in
questa vita e avere pure il passaporto per la beatitudine eterna. Ma, anche se
un Chiesa intimidita te lo desse, il passaporto, credi davvero che il Padreterno
(padrone anche della Chiesa) ti farebbe entrare? Leggi il Vangelo, scoprirai che
rimedierai solo mazzate, tu e quelli che ti hanno dato il passaporto.
LEFEBVRE
Posted: 09 Mar 2014
Un vecchio brano del filosofo marxista francese Henry Lefebvre indica
chiaramente che certe idee sono ben vive e, anzi, in fase di progressiva
applicazione: «La diseguaglianza biologica degli individui è un fatto
incontestabile [...]. In una società umana questi problemi saranno posti ed
esaminati per trovarne una pratica soluzione. L’uguaglianza sociale concreta non
abolirà le diseguaglianze naturali, ma [...] in seguito, bisognerà impegnare la
lotta contro l’elemento biologico per dirigerlo, per scoprire e superare le
necessità originate da eredità e fatalità geografiche, razziali, ecc.» (H.
Lefebvre, Il materialismo dialettico, trad. it., Einaudi, Torino 1975, p. 121).
TEDESCHI
Posted: 07 Mar 2014
Eh, bisogna riconoscere che i tedeschi sono davvero speciali. Hanno combattuto
ben due guerre da soli contro il mondo. Sono stati schiacciati e ridotti alla
pastorizia. Nell’ultimo caso, addirittura divisi in due per sicurezza. Ed eccoli,
per la terza volta, a comandare sull’Europa, anche se solo economicamente. Noi
italiani, impegnati come siamo a mandarci in galera l’un l’altro, agitiamo il
pugno contro di loro, accusandoli… di che? Di essere cento volte meglio di noi?
Ma mi faccia il piacere, diceva Totò, simbolo perfetto del popolo a cui
apparteneva.
SARTRE
Posted: 05 Mar 2014
Il filosofo e scrittore Jean-Paul Sartre (1905-1980), sostenitore indefesso del
comunismo stalinista e di ogni liberazione sessuale (nel 1977 furono arrestati
in Francia tre uomini per pedofilia e lui, con la sua compagna Simone de
Beauvoir e il filosofo Michel Foucault, firmò una petizione a favore della
liberalizzazione del sesso con adolescenti), concluse la sua vita in modo
bizzarro (ma che testimonia una intelligenza in ogni caso acuta). Lo riporta il
sito dell’Unione Cristiani Cattolici Razionali in data 12 gennaio 2014. Pochi
mesi prima di morire Sartre rilasciò sul «Nouvel Observateur» un’intervista
all’ex maoista Pierre Victor (vero nome Benny Lévy, poi ri-convertitosi
all’ebraismo), intervista che dovette confermare per via delle polemiche che
suscitò: «Non sento di essere il prodotto del caso, un granello di polvere
nell’universo, ma qualcuno che era aspettato, preparato, prefigurato. In breve,
un essere che solo un Creatore potrebbe mettere qui. E questa idea di una mano
creatrice si riferisce a Dio». Nel 1982 la sua “vedova” Simone de Beauvoir, su «National
Rewiew» ancora non se ne capacitava: «Come si potrebbe spiegare questo senile
atto di un voltagabbana? Tutti i miei amici, tutte le “Sartreans”, e la
redazione di “Les Temps Modernes” mi hanno sostenuto nella mia costernazione».
CEDRO
Posted: 01 Mar 2014
Ho letto su «Il Cedro» n. 3-2013 una storia che val la pena di essere
raccontata. Il vecchio p. Stanislas, prete del Sacro Cuore, la narrò a
un’anziana suora che la riferì alla consorella suor Mary Veronica Murphy. Un
capitano della forestale, in Lussemburgo, era dal macellaio quando entrò una
vecchietta. Chiese un pezzetto di carne ma non poteva pagarla, così disse che
avrebbe offerto in cambio la messa a cui stava andando. I due, di fatto
agnostici, risero ma stettero al gioco. Lei andò, tornò e, su invito dei due,
scrisse su un pezzetto di carta: «Ho offerto la messa per te». Il macellaio mise
il foglietto su un piatto della bilancia e, sull’altro, un pezzo di carne. Ma la
carta risultava più pesante. Quello aggiunse carne, con lo stesso risultato.
Controllò la bilancia, mise dell’altra carne ma, niente, il foglio pesava di
più. I due uomini, impressionati, garantirono alla donna carne ogni giorno in
cambio di un ricordo nella messa. Il capitano prese ad andare a messa tutti i
giorni. Un suo figlio si fece gesuita, l’altro era padre Stanislas.
POTERI
Posted: 27 Feb 2014
Perché i cosiddetti poteri forti internazionali (meglio, occidentali) stanno
cercando in tutti i modi di distruggere la famiglia? Per i soldi, come al
solito. L’Italia, per esempio, ha ancora (per poco) il primato mondiale del
risparmio, un gruzzolo che fa gola ai «mercati» (cioè, agli squali). La
propensione al risparmio fa per forza di cose capo alla famiglia, quella
classica con figli al cui futuro pensare e a cui lasciare qualcosa: ci si
sacrifica perché i figli non debbano, come noi, partire da zero. Questo
significa risparmio e casa o case di proprietà. Da qui Imu e patrimoniali e
quant’altro, nonché propaganda gay-friendly (i gay hanno, al contrario,
un’altissima propensione al consumo). Il risparmio delle famiglie è la nuova
«manomorta» da espropriare per «reimmetterla nel circuito del mercato». Vecchia
storia, cominciata con i giacobini. L’Italia, dunque. Che deve fare la fine
della Grecia perché «così si vuol là dove si puote». Chiunque sia a (far finta
di) comandare.
1928
Posted: 25 Feb 2014
Da Silvio Solero, «L’islamismo, sintesi storico-critica», Manuali Hoepli, 1928:
«La scrittura occidentale moderna, alfabetica, esprime tutti i suoni, di tutte
le lingue, con soli trenta caratteri: un uomo fatto impara a leggere in qualche
ora, un fanciullo in qualche mese: chi sa leggere una pagina sa leggere tutti i
libri e possiede la chiave di tutte le scienze. Invece la scrittura araba (…)
esige 800 caratteri tipografici per la stampa d’un libro o d’un giornale: ogni
tipografo dev’essere un letterato: occorrono molti anni per imparare a leggere:
le traduzioni sono difficilissime, difficile leggere con frutto senza conoscere
a fondo la terminologia delle scienze tradotte. (…) La potenza islamica ebbe una
lunga durata per il fatto che, ad ogni svolta della sua storia, essa trovò forze
nuove che si mettevano al servizio dell’Islàm. Quando parevano tramontare col
Califfato di Bagdad le sorti stesse dell’Islamismo, ecco nuove razze
abbracciarlo, farsene prosecutrici, innestarlo alle loro crescenti fortune
politiche. (…) Ma occorre tener presente che questo prestigio del Sultano
(turco, ndr) ebbe sempre un temibile concorrente da parte dell’elemento arabo
(…). Le rivalità tra la Mecca e Costantinopoli crebbero sempre più d’intensità e
generarono uno spirito d’indipendenza in molti principati musulmani. (…)
L’avvenire dirà se il rogo islamico sia spento per sempre, ovvero sia capace di
divampare un’altra volta, incendiario, nel mondo».
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RISCALDAMENTO
Posted: 21 Feb 2014
Stefano Magni, su La Nuova Bussola Quotidiana del 3 gennaio 1014, ha riportato
la notizia di un curioso salvataggio in Antartide avvenuto il giorno precedente:
«Un gruppo di scienziati che studiava il riscaldamento globale è rimasto
imprigionato nei ghiacci per una settimana. A salvarli è stato un elicottero,
uno dei mezzi che emettono la più grande quantità di gas serra. E un elicottero
cinese, dunque di quella potenza industriale che non ha mai firmato il
Protocollo di Kyoto».
CAMPANA
Posted: 17 Feb 2014
Nella sua rubrica di risposte sulle liturgia, il p. Edward McNamara, L.C.,
professore di Teologia, il 17 gennaio 2014 ha commentato (Zenit.org) queta
domanda proveniente dal Texas: «Nella nostra parrocchia durante la Quaresima una
campana tibetana buddhista viene usata all’inizio della Messa al posto del canto
d’ingresso. Secondo Wikipedia, le campane tibetane vengono “molto usate per fini
religiosi, per i riti e le meditazioni”. Non mancano i siti Internet che
sottolineano l’energia positiva emessa da queste campane tibetane e l’effetto
benefico che hanno le loro vibrazioni sulla mente umana. So che gli strumenti
devono venire da qualche parte, ma usare campane tibetane a me sembra introdurre
una spiritualità diversa dal cattolicesimo nella liturgia. Quindi la mia domanda
è questa: è opportuno usare campane tibetane o simili in una Messa cattolica?».
La riposta, pur molto articolata, dotta e prudente, è stata, praticamente, no.
Non cessa di stupire, comunque, la fantasia creativa dei parroci.
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HOFER
Posted: 13 Feb 2014
Andreas Hofer, il capo della resistenza tirolese contro gli invasori giacobini e
napoleonici, venne alla fine sconfitto e catturato. Una newsletter
dell’Associazione Culturale La Torre riporta un episodio che avvenne ad Ala,
città in cui l’Hofer prigioniero sostò prima di essere tradotto a Mantova, dove
lo attendeva il processo e la fucilazione (20 febbraio 1810). Passò la notte
recitando il rosario sotto lo sguardo beffardo dei carcerieri. Questi, un
soldato e un ufficiale, si addormentarono dopo un’abbondante bevuta. Ma
rischiarono di non svegliarsi più per via della esalazioni mortifere della stufa
a carbone. Hofer, malgrado lo stordimento, anziché approfittarne per fuggire
andò a svegliare gli altri soldati, che si precipitarono a salvare i due
commilitoni. Andreas Hofer, un eroe cristiano.
RAME
Posted: 09 Feb 2014
Il 20 gennaio a Milano sarebbe dovuto andare in scena uno spettacolo teatrale
commemorativo di Franca Rame, moglie di Dario Fo. Ma non se ne è fatto nulla,
malgrado fosse stato scritto dal Premio Nobel e dal figlio Jacopo. Purtroppo le
prevendite sono andate pressoché deserte e non si poteva certo andare in scena
davanti a una sala vuota. Come diceva Bob Dylan, Times are a-changing…
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PAKISTAN
Posted: 05 Feb 2014
Il 21 gennaio 2014 a Roma si è tenuto un convegno sullo spinoso caso della legge
pakistana sulla blasfemia. Ha scritto, nell’annunciarlo, Zenit: «Per essere
condannati è sufficiente calpestare inavvertitamente una pagina di giornale su
cui sono trascritti dei versetti del Corano, un’eventualità non così remota in
un paese in cui quotidiani, riviste e cartelloni spesso riportano versi in arabo
del libro sacro islamico. Peraltro – se appena il 69% degli uomini e il 45%
delle donne sa leggere e scrivere in urdu – soltanto il 5% dei pachistani
comprende pienamente la lingua araba». Nel 2009, per esempio, alcuni bambini
cristiani di Gojra ricavarono coriandoli da un giornale per festeggiare un
matrimonio, ignorando che c’erano sopra versetti del Corano. La folla attaccò il
quartiere cristiano, cento case furono incendiate e sette persone rimasero
uccise. Io suggerirei (l’ho già scritto ma lo ribadisco) a tutti i cristiani nei
Paesi a rischio di emigrare nel mondo libero, come facevano i boat people
vietnamiti. Li lascino al loro fanatismo e al conseguente sottosviluppo.
STUDIO
Posted: 01 Feb 2014
Leggo sul «Giornale» del 15 gennaio 2014 che uno studio inglese, finanziato
dall’Economic and Science Research Council, ha evidenziato che la coppe gay sono
«le più felici (…), così come le coppie senza figli sono in media più
soddisfatte di quelle con prole». Di più: «I partecipanti Lgbt alla ricerca sono
generalmente più positivi e più felici della qualità della loro relazione e
della relazione con il partner». Infine, «i genitori eterosessuali sono il
gruppo che ha minor probabilità di essere presente per il compagno, di aver
tempo disponibile per la coppia, di dire “ti amo” e di parlare liberamente». La
morale la traggo io: meglio essere omo e, se no, non avere figli. Vabbe’. Il
punto è che questa morale, avente lo scopo preterintenzionale di ridurre la
popolazione mondiale, la raccontano agli occidentali, i quali eseguono a puntino
da qualche decennio. Ma sono loro che “sovrappopolano”? Mah.
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BRUNO
Posted: 24 Jan 2014
Dal 1600, anno della sua morte, e per i due secoli seguenti nessuno si occupò
mai di Giordano Bruno e solo qualche erudito, forse, ne sapeva qualcosa. Nel
1802 il filosofo Schelling pubblicò un’operetta di taglio panteista che lo
nominava, ma della quale nessuno si accorse. L’ex domenicano divenne un’icona
del «libero pensiero» (anche se pochi, ancora oggi, ci capiscono qualcosa, del
di lui «pensiero») solo con l’anticlericalismo risorgimentale italiano. Il 9
giugno 1889, solennità di Pentecoste, il governo Crispi inaugurò il famoso
monumento in Campo de’ Fiori a Roma. Un corrucciato Bruno di bronzo, in abito
domenicano (abito che in verità si era ben presto tolto, ricavandoci calzini),
sfidava Leone XIII, il papa della più dura enciclica antimassonica. Crispi aveva
agito di sua iniziativa e, per sicurezza, aveva comminato tre giorni di bavaglio
alla stampa cattolica. Tremila «liberi pensatori» erano convenuti a Roma per
incensare l’opera dello scultore Ettore Ferrari e ascoltare la concione del
filosofo Giovanni Bovio, in un tripudio di labari e gagliardetti. L’anno dopo,
primo anniversario, quelli che dovevano solennemente deporre i fiori sotto il
monumento si accorsero che in Campo de’ Fiori c’erano solo loro. Il resto erano
i soliti fruttivendoli e bancarellari intenti a fare quel che facevano ogni
giorno: vendere fiori e ortaggi. (Cfr. Dorotea Lancillotti, «Giordano Bruno, il
mistero di un uomo diventato una celebrità solo per i moderni», sul sito
Papalepapale, 13 luglio 2013).
UNESCO
Posted: 20 Jan 2014Leggo sul mensile della Tfp (Tradizione, Famiglia, Proprietà)
del dicembre 2013 che l’Unesco ha dichiarato «patrimonio dell’umanità» gli
scritti del Che Guevara. Una domanda sorge spontanea: ma li hanno letti?
KENNEDY
Posted: 16 Jan 2014
Ha scritto Robi Ronza su “La Nuova Bussola Quotidiana” che «si contano in Italia
1.082 vie o piazze intitolate a John F. Kennedy. Essendo attualmente i comuni
italiani 8.092 ciò significa che circa un comune ogni otto ha intitolato una via
al presidente Usa ucciso a Dallas. Sono molte meno le vie e piazze intitolate a
Raffaello, a Donizetti, a Mascagni o a personaggi del Risorgimento come Goffredo
Mameli, autore di quello che oggi è il nostro inno nazionale, ai fratelli
Cairoli o a Nino Bixio». Eh, non possiamo non dirci americani.
LIBERALISMO
Posted: 13 Jan 2014
«…Il risultato è il liberalismo che conosciamo oggi: un liberalismo per il quale
il riconoscimento giuridico — anzi, la promozione — del libertinismo come stile
di vita resta la preoccupazione suprema» (George Weigel: The Sixties, Again and
Again, «Cristianità» n. 347-348 (2008).
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GARATTINI
Posted: 10 Jan 2014
Silvio Garattini, direttore del centro di ricerche farmacologiche “Mario Negri”
di Milano, è stato intervistato da «Tempi» il 13 novembre 2013 a proposito della
cosiddetta “vivisezione” (gli animalisti ne fanno uno dei principali
responsabili). Ha detto, tra le altre cose, che tempo addietro aveva
commissionato un’indagine a un’agenzia di sondaggi: «Al quesito “Sei contro la
vivisezione?” tutti dicono di sì; se invece si chiede “Sei contro l’impiego
degli animali nel progresso della medicina?” le risposte cambiano radicalmente».
E ha puntato il dito in una direzione precisa: «Secondo me c’è una ragione
profonda: la formazione scolastica in Italia è di tipo letterario, filosofico e
giuridico. La scienza come forma di cultura è esclusa. (…) Questa è una carenza
della nostra cultura, molto pesante perché oggi la scienza è una disciplina che
condiziona enormemente la nostra società. Il fatto che abbiamo scuole simili
determina una carenza di comprensione di come opera la scienza, di come procede
la ricerca e di quanto abbia a che fare con la vita di tutti i giorni. Basta
fare un esperimento molto semplice: se un giornale scrive che Garibaldi è un
pittore dell’Ottocento tutti si accorgono subito dell’errore. Se invece in un
articolo si confonde il midollo osseo con il midollo spinale nessuno dirà nulla,
perché nessuno si accorge della differenza».
POLITICI
Posted: 06 Jan 2014
Ha scritto Riccardo Galli su blitzquotidiano.it del 13 dicembre 2013: «Un
emendamento approvato giovedì dalla commissione Bilancio della Camera alla legge
di stabilità estende il contributo di solidarietà per le pensioni oltre i 90
mila euro lordi annui ai vitalizi di parlamentari, consiglieri regionali e
provinciali. Perché, non era previsto dall’inizio? Sono forse queste pensioni
diverse dalle altre? Evidentemente sì, perché gli assegni delle suddette
categorie erano sino a ieri salvi. Comunque meglio tardi che mai, l’emendamento
stabilisce che anche i politici con vitalizi-pensioni sopra i 90 mila paghino
una super tassa del sei per cento, e poi del dodici per cento da circa 130 mila
in su e poi del diciotto per cento da quota ancora più alta. Stabilisce ?
Neanche per sogno! E’ una mossa, un gesto, una prece. Mica una legge. Una legge
che tocca i soldi dei politici non si può fare, la possono fare solo i politici
stessi quartiere per quartiere. La Camera per i deputati, Il Senato per i
senatori, le Regioni per i consiglieri regionali, I Comuni per quelli comunali.
Un invito quindi ad applicarsi la super tassa che vale per tutti gli altri. E un
invito, si sa, non è un obbligo. Quindi non è per nulla che le pensioni dei
politici siano davvero toccate come le altre perché l’emendamento approvato, nel
rispetto “delle autonomie” altro non è che un’indicazione di indirizzo. Saranno
le varie assemblee a dover poi decidere, in base al loro buon cuore, se
applicarlo o meno. Ogni scetticismo è fondato sulla base di ripetute, costanti e
pluriennali esperienze: i politici in carica non tagliano mai un soldo a se
stessi, al massimo tagliano qualche soldo ai politici che verranno, quelli del
futuro».
FRANCIA
Posted: 03 Jan 2014
L’agenzia Zenit dell’8 novembre 2013 ha segnalato l’ultimo sindaco francese che
ha dichiarato che si dimetterà nel momento in cui gli verrà imposto di celebrare
nozze gay. Secondo la recente sentenza del Consiglio costituzionale rischia fino
a tre anni di carcere e 45mila euro di multa. Ma lui è fermo: “Esiste una legge
naturale superiore alle leggi umane”. Ed è in buona compagnia: sono già più di
ventimila i sindaci che aderiscono al Collettivo dei sindaci per l’infanzia,
costituitosi nel giugno e comprendente aderenti “di destra e di sinistra, etero
e persino omosessuali”. Il problema, dicono, è “se vogliamo vivere in un Paese
dove la libertà di coscienza, di espressione, di religione sono rispettate
oppure se vogliamo entrare in un sistema totalitario (…). Noi non abbiamo paura,
ci batteremo per la nostra libertà di pensiero e coscienza e non penso che sia
nell’interesse del governo trasformare la Francia in un regime terrorista e
ideologico come in passato”.
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PACE
Posted: 26 Dec 2013
Una domenica, mentre assistevo alla solita messa-musical tutta chiacchiere &
canzoni, dopo che il giovanotto vestito da prete yeyé aveva bacchettato tutti
cristiani che non si trasformano in operatori della Caritas (perché nel Giudizio
non ci verrà chiesto se siamo andati a messa o abbiamo fatto la comunione –sic!-
ma se abbiamo vestito gli ignudi, sfamato gli immigrati e confortato i
galeotti), al solito punto è stato proclamato l’ormai consueto «E adesso,
secondo l’insegnamento di Gesù, scambiamoci un segno di pace». Ora, non ho
niente contro la stretta di mano al fratello di fede, anche se sudaticcia. Ma mi
sono chiesto dov’è che Gesù ha ordinato di farlo. Nel Vangelo non c’è. Vabbuo’,
pazienza. In fondo, da qualche decennio il clero si è abituato a considerare la
Chiesa «cosa sua», nella quale gli «operatori pastorali» fanno e disfano a loro
esclusivo grado. I laici devono solo assistere silenti alle loro trovate, pena
il peccato mortale (infatti, se non vai a messa, trasgredisci il secondo
comandamento). Poi devono «dare» (meglio se soldi, che non bastano mai) e
difendere in Parlamento l’otto per mille. E zitti, perché se li critichi, i
preti, o manifesti il tuo malumore ti licenziano, ti emarginano, ti cancellano.
Mah, ha dda passa’ ‘a nuttata!
TIRANNO
Posted: 23 Dec 2013
Ha commosso i milanesi la storia di quella anziana costretta a chiedere
l’elemosina per un debito con lo Stato («Il Giornale» nel novembre 2013 le ha
dedicato alcuni servizi). Settantacinquenne, priva di un rene e con un cancro al
seno, alla morte del marito ha tardato (per scarsa conoscenza dei mille lacci e
lacciuoli fiscali che crocifiggono il cittadino comune) a pagare la tassa di
successione sulla proprietà dell’appartamentino. Così, i 500 euro di pensione
deve darli tutti i mesi allo Stato fino a estinzione del (non piccolo per lei)
debito. Per mangiare e curarsi chiede la carità davanti a una chiesa. Dalla
quale è stata pure cacciata dallo zingaro che l’ha dichiarata da tempo «zona
sua». In diversi si sono fatti avanti per accollarsi il gravame della poveretta.
Ma come lo chiamate uno Stato che esige implacabile fino all’ultimo centesimo
dai poveracci e «concorda» (cioè, abbuona) milionate con i cosiddetti «grandi
evasori»?
APETTE
Posted: 19 Dec 2013
Sul profilo ufficiale dell’Alveare di Santa Rita: https://www.facebook.com/apettedisantarita
compare ieri il seguente post:
“Per le feste natalizie l’Alveare di Santa Rita partecipa al concorso “Il Mio
Dono”.
Segui il link
https://www.ilmiodono.it/it/iniziative/?id_iniziativa=2365
e dai il tuo voto alle Apette,
farai loro un bellissimo regalo di Natale, che non ti costerà niente. Aiutaci a
spargere la voce condividendo la notizia con i tuoi amici! Grazie!!”
Con un click, seguendo le istruzioni sul sito riportato, l’Alveare di Santa Rita
potrà ricevere una parte della donazione da 200.000€ offerta da UniCredit a
ilMioDono,
per la campagna di sensibilizzazione “1 voto, 200.000 aiuti concreti”.
L’Alveare di Santa Rita, nato come orfanotrofio, accoglie oggi minori in
difficoltà.
le Apette, ragazze dai 6 ai 18 anni, provenienti da tutta Italia, che vivono
giorno e notte all’interno della struttura;
i Millefiori, ragazzi cresciuti con la loro famiglia nelle vicinanze di Cascia,
ospitati durante il giorno dal lunedì al venerdì, dall’uscita di scuola fino a
sera.
FUMETTI
Posted: 18 Dec 2013
Per gli appassionati (come me) di fumetti e per i regali di Natale, non
perdetevi per nulla al mondo le nuove uscite delle edizioni (cattolicamente
corrette) ReNoir. Innanzitutto, lo strepitoso “Prince Valiant”, secondo volume:
uno dei fumetti più belli di tutti i tempi (chiedete anche il primo, se non
l’avete ancora). Poi, per i nostalgici della scuola franco-belga di “Tintin” e
“Pilote”, il primo volume di “Bruno Brazil” (disegni splendidi) e il primo di
“Barbarossa. Il demone dei Caraibi” (idem), ambedue arricchiti da pagine
filologiche, note e illustrazioni d’epoca. Una chicca per amatori (e non solo).
Poi abbiamo il sesto volume della saga di “Don Camillo” (e non perdetevi gli
altri cinque), il “Don Bosco” del mitico Jijé (il fumetto religioso più venduto
di ogni tempo, e politicamente scorretto) e l’elegante “Padre Brown. Il giardino
segreto”. Potete tranquillamente farli leggere ai vostri figli; anzi, ve lo
consiglio pure. |
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CANI
Posted: 12 Dec 2013
Notizia sul Corsera del 6 novembre 2013: a quella data erano già
decine i cani vittime di bocconi avvelenati in Valtrompia nel
bresciano, storica zona di doppiette. La strage è cominciata,
guarda un po’, in contemporanea con l’apertura della caccia.
L’area «è letteralmente disseminata», tant’è che le autorità
hanno dovuto mettere in guardia i proprietari di cani. Ma chi
può essere stato? Chiunque sia, visto che ha cominciato in
concomitanza con la stagione della caccia, ha il merito di aver
salvato la vita a tanti uccellini
GIOVANI
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Posted: 09 Dec 2013
Riassunto dell’Antidoto
precedente: in treno,
ggiovane jeansato, felpato,
sneakerato, seduto una gamba
a est e l’altra a ovest,
pollici frenetici su
tastiere multiple, orecchie
cuffiate. Non dava fastidio,
affatto, anche perché ormai
i posti in treno sono tutti
prenotati (e lui,
ovviamente, l’ha fatto per
via elettronica). Ma è il
prototipo del ggiovane
contemporaneo, solo nel suo
autismo artificiale: lui e
le sue macchinette, e
chissenefrega del resto del
mondo. Infatti, dove il
posto non si può prenotare
elettronicamente (tram, bus,
metrò), stessa postura
sbracata e al diavolo gli
anziani e le donne incinte
in piedi. Il suo sogno, il
suo mito, il suo idolo è
quel Zuckerberg che è
diventato uno dei ggiovani
più ricchi del pianeta per
avere inventato una delle
cose più inutili che
esistano: Facebook. Non a
caso, si veste nello stesso,
identico, modo di tutti gli
altri ggiovani globalizzati.
Per il resto, Jobs faceva il
buddista-chic, Gates usa i
suoi soldi per diminuire la
popolazione del terzomondo
(eh, i poveri sono troppi)…
Per trarre films dalle loro
vite da cenerentole del
terzo millennio non hanno
nemmeno aspettato che
fossero tutti morti. E’ il
successo, bellezza. L’unica
cosa che conta e per la
quale battersi con ogni
mezzo. Be fool, be hungry.
GGIOVANI
Posted: 05 Dec 2013
Sono in treno. Seduto davanti a me c’è un giovane. Indovinate
come è vestito. Maglietta mezze maniche bluastra con una scritta
americana senza senso. Jeans. Scarpe di gomma. Al collo, una
medaglietta di quelle da militare (americano). Unico bagaglio,
uno zainetto di colore indefinibile. Dalle orecchie sporgono i
fili bianchi delle cuffie, collegate a un marchingegno da cui
suppongo esca musica. I pollici armeggiano frenetici sul
marchingegno. Dopo un’ora estrae dallo zainetto un telefonino
ultima generazione, e i pollici si scatenano su questo. E’ quasi
ora di cena. Pesca dallo zainetto uno snack e una lattina di
cocacola. Finito il pasto, dallo zainetto esce un computer
portatile. Nello zainetto non c’è altro (non c’è più posto).
Stiamo per arrivare. Mi chiedo: fuori fa freddo, cosa si
metterà? Domanda stupida. Guardo sulla mensola. Indovinate cosa
c’è. Indovinato: una felpa col cappuccio. Quello che ho
osservato non è un giovane medio o tipo. No, è proprio un
giovane e basta. Sì, perché sono TUTTI così. Tutti. Stesso look,
stessa tecnologizzazione. Il bruto informatizzato. Ovviamente, è
stato seduto sbracato tutto il tempo. Se avesse avuto giacca e
cravatta, l’abito stesso lo avrebbe costretto alla posizione
composta. Se lo metterà, certo, quando troverà lavoro in qualche
ufficio. Ma pure lì resterà «uguale»: giacchetta e pantalonucci
neri e attillati, scarpe a punta nere con lacci e lunghe un
metro, cravatta a striscia. Questi «ggiovani» odierni, però,
avrebbero orrore di un regime che li costringesse a una tenuta
uniforme (come i Balilla del Ventennio). «Liberamente» scelgono
l’uguaglianza-stampino e si vestono come gli americani del
Bronx. Quando ne hai visto uno li hai visti tutti. E’ la
globalizzazione, bellezza. E’ il mondo dei decerebrati sognato
dai teorici del Liberté, Egalité, Fraternité. Soprattutto
Egalité. Sono stato giovane negli anni Sessanta, quando ancora i
ggiovani cercavano l’originalità nell’abbigliarsi, non di rado
rasentando l’eccentrico. Forse eravamo cretini. Ma certo non
piatti. Spero di fare in tempo a NON vedere il futuro che ci
aspetta.
ARABIA
Posted: 03 Dec 2013
Ha scritto Anna Bono su «La Nuova Bussola Quotidiana» del 18
novembre 2013: «Il 1° novembre sono scaduti i tre mesi concessi
dalle autorità saudite agli stranieri sprovvisti di regolari
permessi di soggiorno per sanare la loro situazione e rimanere
quindi nel paese. Da allora la polizia ha già proceduto a
migliaia di controlli e di arresti. Gli immigrati irregolari
vengono concentrati in diversi centri di accoglienza: li attende
il rimpatrio, volontario o forzato, e l’iscrizione in una “lista
nera”. Le drastiche norme restrittive all’immigrazione sono
state decise dalla monarchia saudita nell’ambito delle politiche
volte a contenere la disoccupazione che ha raggiunto il 12% e
che tra i giovani supera il 30%. Le autorità hanno anche imposto
a ditte e imprese delle quote minime di lavoratori sauditi. Sono
previste inoltre multe elevate ai datori di lavoro che assumono
stranieri privi di permessi di soggiorno. La riduzione della
manodopera straniera mira anche a contenere la perdita di denaro
provocata dalle rimesse che gli emigranti inviano ai familiari
rimasti a casa, che ammontano a più di sette miliardi di dollari
all’anno. Non tutti gli stranieri irregolari accettano la loro
sorte. A Jedda centinaia di lavoratori indonesiani hanno
organizzato manifestazioni davanti al loro consolato e nella
capitale Riyadh i quartieri abitati in prevalenza da immigrati
sono in rivolta. Gli scontri con la polizia, intervenuta per
sedare i tumulti e per evacuare con la forza le abitazioni in
cui molti stranieri si sono barricati, hanno finora provocato
cinque morti e centinaia di feriti. Nei mesi trascorsi, su un
totale di circa nove milioni di immigrati, quattro milioni hanno
regolarizzato la loro posizione e due milioni sono stati
espulsi». Eh, i sauditi non sono italiani
REED
Posted: 30 Nov 2013
E chi lo sapeva che Lou Reed, il poeta “maledetto” del rock,
quello che si iniettava l’eroina sul palco e, ai tempi del glam
rock, si presentava in scena travestito, è morto cattolico? Già,
lui, pur ebreo. Si era convertito, sposato in chiesa con la sua
compagna Laurie Anderson e aveva pure fatto il padrino in un
battesimo in Italia. Vedi qui:
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/io-e-il-mio-amico-lou-paolo-zaccagnini-con-il-rock-reed-centrava-poco-65443.htm.
Evidentemente non lo sapevano neppure i giornalisti, che in
occasione della di lui morte, nell’ottobre 2013, hanno sfornato
“coccodrilli» praticamente uguali. “Bucando” la sua
“trasgressione” più clamorosa.
SOLIDARIETA’
Posted: 28 Nov 2013
Leggo sul Notiziario di Franco Abruzzo riservato ai giornalisti
(18 novembre 2013) quanto segue: «Con una nota dell’ottobre
2011, il Ministero dell’Economia ha informato l’opinione
pubblica che i parlamentari, non essendo lavoratori dipendenti,
bensì titolari di “cariche pubbliche”, non sono tenuti a pagare
il contributo di solidarietà». Detto contributo riguarda le
pensioni che superano una certa cifra. Il guaio è che “titolari
di cariche pubbliche” non sono solo i parlamentari. Mah. A volte
mi chiedo se sia meglio essere amministrati bene da un solo
dittatore o esserlo male da una tonnellata di “cariche
pubbliche” ma democratiche…
LAMPEDUSA
Posted: 23 Nov 2013
Il quotidiano «La Sicilia» del 27 ottobre 2013 ha riferito di
una ventenne eritrea ricoverata a Palermo e sopravvissuta alla
tragedia del barcone di Lampedusa. All’ospedale la ragazza, in
stato confusionale, ha fatto capire all’interprete di avere
perso il figlio che aspettava a causa di una violenza subita a
bordo. Il direttore dell’unità operativa di rianimazione ha
confermato. E ha aggiunto: «Da quello che abbiamo capito, tutte
le donne hanno subìto violenza». Eh, le traversate sono lunghe,
bisogna pure ingannare il tempo…
ps.
apprendo all’ultimo momento che venivano stuprate solo le
cristiane.
DIBATTITO
Posted: 21 Nov 2013
Cari amici, il dibattito è bello e siamo qui per questo. Perciò,
poiché in diversi tra voi mi hanno fatto notare che il parkour è
nato nelle banlieues parigine (parcours) e non negli Usa,
rispondo collettivamente: chi è che lo ha lanciato nel mondo
come sport? quale termine è entrato nell’uso, quello francese o
quello americano? I francesi hanno smesso di lanciare mode
universali con la caduta di Napoleone (a parte i vestiti da
donna e i profumi, esauritisi negli anni Cinquanta e Sessanta;
idem per la cucina e i vini). Anche il microchip è figlio di un
italiano, Federico Faggin, ma il computer è americano, e abbiamo
voglia di precisare o di esercitarci nella tetrapiloctomia
ovarica. Un’ultima cosa: tanti tra voi sbagliano a cliccare e i
loro commenti arrivano sul mio indirizzo personale, cosa che li
sottrae al dibattito sul blog. Stateci attenti.
SAUDITE
Posted: 18 Nov 2013
L’islamista Valentina Colombo (moglie di Magdi Cristiano Allam)
ha riferito su Zenit.org della manifestazione pacifica che il 26
ottobre 2013 si è svolta in Arabia Saudita, dove «dal 1924
l’interpretazione wahhabita dell’islam va di pari passo con la
dinastia degli Al Sa’ud, facendo sì che la costituzione del
Regno Saudita sia rappresentata dal Corano stesso. (…) In Arabia
Saudita vige il diritto penale islamico con esecuzioni che
vengono regolarmente portate a compimento, uomini e donne non
possono incontrarsi in luoghi pubblici a meno che non si tratti
di coniugi o parenti, le donne non possono abbandonare il paese
se non previo consenso del proprio guardiano, ovverosia di un
maschio adulto della famiglia, e, per venire al nostro
argomento, non possono guidare (…). Il tutto ha avuto inizio nel
1990 con una fatwa dell’allora Gran Mufti d’Arabia Saudita, ‘Abd
al-Aziz bin Baz». Il 26, appunto, molte donne saudite si sono
fatte fotografare dietro il volante di un’auto, sapendo bene che
la pena per la donna che guida è di dieci frustate |
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SIRIA
Posted: 03 Nov 2013
Intervista dal sito OraProSiria, segnalata dal Centro Federici. Monsignor
Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico di Aleppo, ha rivelato come sta funzionando
la guerra mediatica, a beneficio della stampa occidentale, in Siria: «Ci sono
alcuni fatti emblematici, come ad esempio quello avvenuto una mattina di metà
luglio in cui l’esercito ha sparato su una scuola uccidendo trenta bambini.
Resta una domanda: cosa ci facevano i bambini a scuola in quel mese visto che la
attività scolastica finisce a maggio? L’esercito ha sparato all’edificio perché
da quello stesso stabile erano arrivati dei colpi, per cui per difendersi ha
replicato al fuoco. A seguito di questo Assad e l’esercito sono stati accusati
di essere degli spietati assassini di innocenti, ma la verità non era quella.
Quei poveri bambini erano stati usati come scudi umani, per screditare
completamente l’esercito governativo. Un altro episodio tragico e significativo
è avvenuto in un cittadina della Siria, Ghisser Choughourun, dove un gruppo di
ribelli ha assaltato una stazione di polizia uccidendo i poliziotti presenti,
poi dalla stessa centrale hanno chiamato altri dalle zone circostanti. Erano
circa centoventi e hanno ammazzato anche questi. Nel giro di poche ore i media
mondiali riportano la notizia dicendo che la polizia siriana ha ucciso
centoventi civili e successivamente sostengono che l’esercito ha ucciso soldati
e ufficiali perché non hanno voluto sparare sulla folla». Intanto, avanza la
pulizia etnica nei confronti dei cristiani con attentati, stupri, rapimenti e
omicidi. Nelle zone in cui gli islamisti hanno creato il «califfato» è già in
vigore la jizya, la tassa di «protezione» che i «dhimmi» devono pagare ai
«credenti».
FEMMINICIDIO
Posted: 04 Nov 2013
Bene, ora che l’Italia si è posta all’avanguardia con la sua legge sul «femminicidio»,
ben più grave dell’omicidio e in attesa del gravissimo gaycidio, andiamo a
vedere la carte. Scrive Giuliano Guzzo («Radici cristiane», ottobre 2013) che,
in base ai dati Onu 2008-2010, in Italia le donne uccise rappresentano il 23,9%
di tutti gli omicidi, cifra in linea con quella Usa. Peggio di noi stanno in
tanti, tra cui la Svizzera (49,1), la Francia (49) e il Belgio (41,5). In cima
alla classifica europea sta l’insospettabile Finlandia. La famiglia “normale” si
conferma baluardo contro questo tipo di malessere, che si sviluppa quasi sempre
in situazioni di divorzio, separazione o convivenza. Ma il vero problema degli
italiani è che non hanno governanti, bensì badanti.
PASTA
Posted: 06 Nov 2013
Dopo le ultime iniziative prese dal gruppo Barilla per diventare «gay friendly»
a tutti i costi (costi cospicui, per giunta: v. «La Nuova Bussola Quotidiana»
del 6.11.13 ) mi sono convinto della bontà della pasta De Cecco, antica ditta
meridionale che costa pure meno.
PETIZIONE
Posted: 09 Nov 2013
Vi suggerisco di iscrivervi a CitizenGo. Seguirà apposito Antidoto.
Firma per chiedere le dimissioni dell’assessore Lidia Ravera
l’iniziativa di Matteo Renzi di istituire a Firenze un “cimitero dei non nati”
ha scatenato le critiche dell’assessore alla cultura della Regione Lazio Lidia
Ravera, che ha scritto sul suo blog un articolo offensivo e umiliante nei toni e
nella sostanza. Abbiamo indirizzato questa petizione (http://citizengo.org/it/737-i-feti-non-sono-grumi-di-materia)
al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per chiedergli di
sollecitare le dimissioni della Ravera o per lo meno di ritirarle qualsiasi
delega.
Secondo la scrittrice, la proposta di Renzi rappresenta un perverso esempio di
“sadismo di Stato”, in cui si seppelliscono “grumi di materia, chiamandoli
bambino e bambina”. L’articolo, inoltre insulta gli obiettori di coscienza in
tema di aborto accusandoli di utilizzare l’obiezione come una “foglia di fico”
e, soprattutto, offende con crudeltà tutte le donne e le madri, affermando
retoricamente che le mamme mancate “non sono riuscite a portare a termine il
loro dovere di animali al servizio della specie”.
Non è accettabile utilizzare questo linguaggio e questi argomenti per qualunque
ragione, ma è ancora peggio se, come si scopre alla fine dell’articolo, tutto
serve per squalificare la leadership di Matteo Renzi (“Ci pensi, Matteo il
giovane, prima di proporsi per la guida del centro sinistra.”). Il sadismo, più
che di Stato, è dell’autrice, che svilisce un possibile percorso per superare il
trauma dell’aborto a fini puramente ideologici e polemici e con una serie di
immagini semplicemente aberranti.
Per questo, ti chiediamo di sottoscrivere e diffondere la petizione di CitizenGO
intitolata I feti non sono “grumi di materia”! (http://citizengo.org/it/737-i-feti-non-sono-grumi-di-materia),
per chiedere le dimissioni o il ritiro delle deleghe a Lidia Ravera.
Grazie per il tuo impegno,
Matteo Cattaneo e il team di CitizenGO
——
CitizenGo è una comunità di cittadini attivi che vogliono difendere la vita, la
famiglia e i diritti fondamentali in tutto il mondo. Per saperne di più clicca
qui o seguici su Facebook o su Twitter. Questo messaggio è indirizzato a
rino.cammilleri@gmail.com.
Se non desideri ricevere questi messaggi clicca qui. Para contactar con
CitizenGO.org, no respondas a este e-mail.. Per metterri in contatto con
CitizenGo, non rispondere a questa email, ma scrivi a
http://www.citizengo.org/contacto.
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PALESTINA
Posted: 31 Oct 2013
Palestinese ha “sprecato, sperperato o perso nella corruzione” almeno 1,95
miliardi di euro in aiuti donati dall’Unione Europea fra il 2008 e il 2012. La
fonte è ufficiale: è la Corte dei Conti europea ad affermarlo». Il presidente
Abbas dà la colpa della povertà a Israele. «Ma la giustificazione
anti-israeliana non basta a spiegare una catastrofe economica senza paragoni: la
Palestina è uno dei Paesi più poveri del mondo nonostante abbia ricevuto il più
imponente piano di aiuti umanitari della storia. L’anno scorso, ogni cittadino
ha ricevuto 3100 dollari. Paragonati ai 174 dollari a testa ricevuti dai
congolesi e ai 74 dollari dei pakistani, sono un’enormità. Nel periodo in cui
sono spariti i 1,95 miliardi di euro, pagati dai contribuenti europei,
l’Autorità Palestinese ha ricevuto 33 miliardi di euro in aiuti umanitari da
tutti i suoi donatori, Ue compresa. Giusto per fare un confronto, il Piano
Marshall, che ci risollevò dopo la Seconda Guerra Mondiale, ammontava a 6
miliardi di euro attuali destinati all’Italia. Da più parti (Berlusconi
compreso, quando era premier) si sente parlare di “Piano Marshall per la
Palestina”. Ebbene, solo negli ultimi 4 anni, la Palestina ha ricevuto 5 volte
gli aiuti umanitari a suo tempo incassati dall’Italia con il Piano Marshall. E
senza ottenere risultati». Le cause? «Come in tutti gli Stati arabi non
democratici, una buona fetta dei fondi pubblici sparisce nelle tasche di
favoriti, clientes e funzionari», tanto che «il 71% dei palestinesi è convinto
che l’Autorità Palestinese sia corrotta e il 57% pensa che la corruzione sia
dilagante anche entro il territorio di Gaza controllato da Hamas».
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PREGHIERA
Posted: 14 Oct 2013
Nel numero di agosto 2013 del quindicinale «antimodernista» (così si presenta)
«Sì sì no no» è riportata una preghiera «scritta su un ritaglio di carta trovato
nella giubba di Aleksandr Začepa, un soldato russo morto sotto una granata
durante l’ultimo conflitto mondiale». Non so quanto sia autentica ma è davvero
struggente: «Ascolta, Dio! Nella mia vita non ho mai parlato con te: fin da
piccolo mi hanno detto che tu non esisti e io, stupido, ci ho creduto. Non ho
mai contemplato le tue opere. Ma questa notte, dal cratere di una granata, ho
guardato il cielo stellato sopra di me. Affascinato dal loro scintillare, a un
tratto ho capito l’inganno. Non so, o Dio, se mi darai la tua mano, ma io ti
parlerò e tu mi capirai. In mezzo a questo spaventoso inferno mi è apparsa la
luce e io ho scorto te! Sono felice perché io ti ho conosciuto. A mezzanotte
dobbiamo attaccare, ma non ho paura perché tu mi guardi. E’ il segnale! Me ne
devo andare. Può darsi che questa notte venga a bussare da te. Anche se finora
non sono stato tuo amico, quando verrò, mi permetterai di entrare? Ora la morte
non mi fa più paura».
FINOCCHIO
Posted: 19 Oct 2013
Sul Corriere del Mezzogiorno il 19 aprile 2011 comparve una notizia grottesca:
nel corso del derby calcistico «Primavera» tra Bologna e Parma, l’allenatore del
Bologna, Paolo Magnani, fu espulso dall’arbitro per aver gridato a un giocatore
che non mollava il pallone: «Finocchio, via la palla!». Il fatto è che quel
giocatore di nome faceva Francesco Finocchio. L’ossessione politicamente
corretta di un’«omofobia» dilagante (e in realtà inesistente) farà finire in
galera un sacco di gente quando la legge sarà approvata. Portatemi le sigarette
in cella, mi raccomando.
ECUADOR
Posted: 24 Oct 2013
Singolare Paese, l’Ecuador. Il suo presidente, Rafael Correa, ha minacciato di
dimettersi se il parlamento approverà la depenalizzazione dell’aborto. E’
socialista, come Tabaré Vazquez, che nel 2008 fece lo stesso in qualità di
presidente dell’Uruguay (e dovette dimettersi). Ricordiamo che l’Ecuador ebbe un
presidente, Gabriel Garcia Moreno, che nella seconda metà dell’Ottocento
consacrò la Repubblica al Sacro Cuore e, unico al mondo, mandò un simbolico
indennizzo al papa Pio IX per la perdita di Roma. Poiché il popolo era con lui,
finì assassinato. Chissà se da qualche parte esiste ancora qualche copia del
libro che io e Antonio Socci dedicammo a lui e a Pio IX (edizioni Krinon) molti
anni fa… Sempre in Ecuador, a Quito, la Madonna apparve più volte, agli inizi
del Seicento, a una suora concezionista, anticipandole (chissà perché…) i
disastri del secolo XX (v. il mio “Le lacrime di Maria”,
CitizenGo
Posted: 26 Oct 2013
Entro la metà di novembre l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di
Milano dovrà assegnare le onorificenze annuali note come Ambrogini d’Oro. Con
questo appello voglio invitarti a sottoscrivere la petizione di CitizenGO
intitolata Ambrogino d’Oro a Paola Bonzi per promuovere la candidatura della
fondatrice del Centro di Aiuto alla Vita della clinica Mangiagalli.
La candidatura di Paola Gonzi è stata sostenuta da 700 firme di intellettuali e
uomini di cultura con diverse sensibilità, ma tutti convinti che la sua opera a
sostegno delle madri in difficoltà sociali, economiche e psicologiche e a tutela
della vita meriti un riconoscimento ufficiale da parte delle istituzioni.
Si tratta anche di una questione di natura culturale: il discorso pubblico
sull’aborto spesso è orientato esclusivamente al concetto di “libertà di
abortire” della donna, mentre in molti casi l’interruzione di gravidanza è
l’unica alternativa possibile per madri che vivono situazioni di disagio. Paola
Bonzi ha permesso a molte donne di scegliere liberamente a favore della vita del
proprio figlio.
In questo momento di difficoltà economica, il CAV rischia di chiudere per
mancanza di fondi. Questa onorificenza testimonierebbe la vicinanza delle
istituzioni a una realtà che in quasi trent’anni ha aiutato più di 16.000 mamme
a far nascere il proprio bambino. In mezzo a molte candidature “di bandiera”,
avanzate dai singoli gruppi politici con intento ideologico o apertamente
provocatorio, ti chiedo di firmare per assegnare l’Ambrogino d’Oro a Paola
Bonzi, una donna che ha svolto e continua a svolgere un ruolo di inestimabile
valore etico e civico in città.
Grazie per il tuo impegno,
Matteo Cattaneo e il team di CitizenGO
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CitizenGo è una comunità di cittadini attivi che vogliono difendere la vita, la
famiglia e i diritti fondamentali in tutto il mondo. Per saperne di più clicca
qui o seguici su Facebook o su Twitter.
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ALVEDA
Posted: 04 Oct 2013
Alveda King è figlia di Alfred Daniel e nipote del più famoso Martin Luther. Suo
padre e lo zio erano entrambi predicatori evangelici. Al tempo delle lotte per i
diritti civili la casa e la chiesa del primo furono fatte esplodere; il secondo,
com’è noto, fu assassinato. Su Wikipedia è scritto che Alveda ha sei figli, ma
lei ne dichiara otto, comprendendo anche i due che ha abortito. Ha smesso di
abortire solo perché aveva finito i soldi. Poi ha fondato un’associazione
pro-life, “King for America” e afferma che “l’aborto ha ammazzato più neri di
quanti il Ku Klux Klan avesse mai osato sperare”. E’ autrice di un documentario
dal significativo titolo “Bloodmoney” (“soldi insanguinati”). Dal padre e dallo
zio ha ereditato la grinta di combattente. (fonte: Zenit, ripresa da “Notizie
pro-vita” luglio-agosto 2013). Alveda King è un’altra “pentita” che si aggiunge
alla ormai folta schiera di quanti, dopo aver toccato con mano, hanno cambiato
idea.
VALFREDO
Posted: 09 Oct 2013
Padre Valfredo Maria Zamperini è stato il mio direttore spirituale. L’unico che
io abbia mai avuto. Morto lui nel 2010, non sono riuscito a trovarne un altro
all’altezza (non mia, sua). Vado avanti ancora con quel che mi ricordo delle sue
direttive. Aveva molti carismi, e non nel senso abusato che oggi si dà a questa
parola, bensì in quello antico (e autentico) di “capacità soprannaturali”. Se
gli chiedevi un consiglio, a volte ti dava una risposta apparentemente
strampalata ma che poi si rivelava esatta al dettaglio. Se gli facevi vedere una
foto, ti descriveva perfettamente il carattere del fotografato, suggerendoti
come comportarti con lui. Eccetera. Fondò una famiglia religiosa, i Missionari
di Maria, in due rami, maschile e femminile (casa madre a Marina di Massa),
attualmente diretta dal successore p. Enrico Di Vita. Scrisse un solo libro (non
aveva tempo, dovendo mandare avanti più case e un numero indefinito di direzioni
spirituali in tutta Italia): “Gioiosi portatori di Cristo. Spunti di
adorazione”, oggi edito da Cantagalli. Ve lo consiglio caldamente.
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OSTIE
Posted: 30 Sep 2013
La sera del 5 giugno 2013 è stata profanata la chiesa di San Francesco Saverio
ad Angulana, arcidiocesi di Colombo (Sri Lanka), a opera di ignoti.
Probabilmente si tratta di fanatici buddisti, non nuovi a imprese del genere. E’
stata distrutta la statua della Madonna e sul tabernacolo sono stati riversati
almeno trenta litri di cherosene, al quale è poi stato dato fuoco. Tutto in
cenere. Tranne le ostie consacrate che stavano dentro, e solo quelle. Il fatto è
senz’altro miracoloso ma non ha avuto l’eco che certo meritava. Non abbiamo
notizia di inchieste canoniche al riguardo. In altri tempi ci sarebbero state,
sarebbero seguiti il riconoscimento ufficiale, un pellegrinaggio e una festa
apposita, come avvenuto per tanti miracoli eucaristici nella storia. Ma la
storia si chiama appunto storia perché è passata…FIRMA:
NO ALL'EUTANASIA
Posted: 30 Sep 2013
Se credete nell’efficacia di tali iniziative, ecco qua dove firmare
:
http://www.associazione-vogliovivere.it/index.php/appello-al-ministro-della-salute-per-dire-no-all-eutanasia
BICICLETTA
Posted: 13 Aug 2013
Devo prenderla alla lontana e parlare dei fatti miei, me ne scuseranno i
lettori. Ma è necessario, perché sia chiaro che non parlo per teorie, bensì per
esperienza pratica in qualità di cittadino qualsiasi. Alcuni anni fa, essendo
morto ancora giovane per un brutto male mio cognato, andai a sgombrare il suo ex
ufficio facendomi aiutare da alcuni extracomunitari sudamericani ingaggiati
all’uopo. L’operazione richiese alcuni giorni. I mobili erano tutti da ufficio,
cioè di poco valore, tranne uno che era d’antiquariato. L’ultimo giorno del
trasloco trovammo la finestra sfondata, la porta blindata scardinata
dall’interno e un unico mobile sparito: quello. Chiamai i carabinieri, che mi
mandarono, con tutto comodo, uno svogliato giovane maresciallo che prese nota.
Ora, poiché di quel mobile sapevano solo i miei extracomunitari, feci presente
al sottufficiale che almeno avrebbe dovuto identificarli. Si decise, dunque, a
chiedere loro i documenti. Non ne avevano. «Come!» disse «Voi andate in giro
senza documenti?». E fu tutto. Naturalmente, il mobile rubato non l’ho mai più
rivisto. Nel 2011 ho subito il furto dell’unica auto, quella di famiglia.
Fidandomi del concessionario, che mi aveva garantito essere quel modello
assolutamente non appetito dai ladri, non avevo rinnovato l’assicurazione contro
il furto. E mal me ne incolse. Poiché, bontà loro, i ladri avevano lasciato per
strada la carrozzina di mia suocera invalida (portandosi via tutto il resto),
nello sporgere denuncia al commissariato ebbi l’ingenuità di suggerire che
quella carrozzina doveva essere piena di impronte digitali. Mi sghignazzarono in
faccia. Il motivo della loro ilarità era chiaro: caro signore, sa quante auto
vengono rubate ogni giorno a Milano? In effetti, non faceva una piega: se le
forze dell’ordine dovessero occuparsi di tutti i furti d’auto non resterebbe
loro tempo per le rapine a mano armata e gli omicidi. Così, valse per me il
detto napoletano «chi ha avuto ha avuto…». Naturalmente, neanche l’auto ritrovai
mai più. L’anno successivo lessi sui giornali che dall’auto di Michele Santoro,
il famoso conduttore televisivo, era stata trafugata una macchina fotografica. A
Roma. Non l’auto intera, solo un oggetto al suo interno. In una città dove i
furti di auto intere sono almeno una cinquantina al giorno se non di più. Però,
lessi nello stesso articolo che per quella macchina fotografica da Vip si erano
scomodati nientemeno che i Ris, la quintessenza dell’investigazione scientifica
italiana, così sofisticata da meritare una serie di telefilm. Due mesi fa, con
grande evidenza, stampa e telegiornali riportarono la notizia che la bicicletta
del ministro Alfano, rubata, era stata individuata in pochi minuti grazie
all’analisi, da parte delle forze dell’ordine, delle immagini delle telecamere
di sorveglianza e l’incauto ladro di polli era stato prontamente assicurato alla
giustizia. Conosco bene il lungomare di San Leone, in provincia di Agrigento,
dove il ministro ha parcheggiato la sua bici per andare in gita in barca. Da
quelle parti ci sono nato e non faccio fatica a immaginare la scena. Faccio più
fatica, molta più fatica, a immaginare quanti furti di bici, a San Leone o nel
resto del Paese, vengano così prontamente risolti dalla forza pubblica. Mi è più
facile, molto più facile, immaginare i poliziotti e i carabinieri che sorridono
quando un poveraccio va a denunciare il furto della sua bici chiedendo che si
attivino per fargliela recuperare. Caro signore, ma lei lo sa quante bici
vengono rubate ogni giorno? Se dovessimo indagare su ognuna, non ci resterebbe
tempo per le rapine a mano armata e gli omicidi. Troppo giusto. Epperò, quando
si tratta di un conduttore televisivo che può sparare l’«inefficienza della
polizia» in prima serata, il tempo lo trovano, e anche i mezzi. Lo stesso quando
si tratta di un politico che può dare qualche grattacapo al dirigente di turno.
O col quale fare a tutti i costi bella figura e sfoggio di efficienza. Non si
pensi male delle mie parole: mio padre era un maresciallo di polizia e mio
suocero lo era dei carabinieri. Ma la piaggeria verso i potenti, in democrazia,
non si sopporta. Bene, siccome sui banchi dei tribunali è scritto a lettere
d’oro che «la legge è uguale per tutti», e ci sono voluti secoli di rivoluzioni
e massacri per far sì che ogni cittadino venisse trattato con lo stesso
riguardo, appare più chiaro perché a un certo punto mezzo Paese abbia votato,
alle ultime elezioni, per un ex comico che sparava a zero contro i privilegi
della Casta. Se poi non abbia mantenuto le promesse è un altro discorso. Quel
che conta è che gli italiani sono ormai disposti a dare fiducia a qualunque
arruffapopoli. Qualunque. Ed è segno che non ne possono più, e non sanno come
fare a liberarsi della cappa «democratica» di quelli che comandano -o
imperversano sui media cercando di plagiare il popolo- solo perché più
logorroici e battibeccatori del resto dell’umanità. Secoli di rivoluzioni e
massacri per arrivare a questo: l’inestirpabile dittatura di una «nomenklatura»
di parolai, impegnati allo spasimo nel mandarsi in galera l’un l’altro ma
unanimi nel non privarsi (nemmeno per demagogia!) di una pur minima parte dei
loro privilegi.
GUINEA
Posted: 18 Aug 2013
Il decano dei missionari, p. Piero Gheddo, riporta (Zenit, 20 luglio 2013) una
testimonianza del collega p. Ermanno Battisti dalla Guinea Bissau. Qui è nata
una bimba prematura, piccolissima. Il padre, conforme alla religione animista,
va dallo stregone, il quale getta i suoi legnetti e dice che si tratta di un
cattivo spirito delle acque. Infatti, i nati in qualsiasi modo malformati devono
essere esaminati dal «botasorte». Questi ordina di lasciarla sulla spiaggia,
perché la marea se la porti via. L’uomo esegue ma, tornato a casa, la ritrova: è
stato il cane a riportarla. Torna dallo stregone, il quale sentenzia che bisogna
portarla nella foresta, perché evidentemente è uno spirito non delle acque ma
degli alberi. L’uomo obbedisce e abbandona la neonata alle iene. Ma di nuovo il
cane la trova e la riporta indietro. Spaventato dalla «persecuzione degli
spiriti malvagi», quello lascia la casa e sparisce per sempre. La moglie tiene
la bambina, che cresce normalmente e diventa un’attivista cattolica in una
parrocchia di Bissau. Si chiama Joana. A vent’anni ritrova suo padre, ormai
anziano e malato, e se ne prende cura fino alla fine
FELTRI
Posted: 09 Aug 2013
L’ultimo di luglio mandai questa “risposta” a un articolo di Feltri sul
«Giornale». Ma la condanna di Berlusconi ne impedì la pubblicazione per mancanza
di spazio.
IL PAPA DE NOANTRI
Caro Vittorio,
hai fatto bene, il 31 u.s., a elogiare lo stile semplice e alla mano del nuovo
papa. In effetti, la tua simpatia è condivisa da un sacco di gente del Terzo
Millennio. Tuttavia, la tua tirata sui «papi di prima» mi ricorda quella canzone
di Luigi Tenco che faceva: «Signor curato, hai detto che la chiesa è la casa dei
poveri, però l’hai rivestita di tende d’oro e marmi colorati; come fa il povero
a sentirsi come a casa sua?». Nella sua demagogia marxistico-sessantottina il
cantautore suicida avrebbe voluto che il povero trovasse pure in chiesa lo
squallore di casa sua, così da dover tenere il muso sempre chino nel brago senza
mai portarlo alzare al cielo, a quello splendore che attende nell’Altra Vita gli
sfortunati di Questa e di cui lo sfarzo delle chiese era figura (segno,
promessa, speranza). Ma tu, pur non credente come ti dichiari, sei indenne dal
qualunquismo materialista Anni Settanta, perciò lo sai bene che la Regina
d’Inghilterra si presenta, tutt’oggi, al Parlamento con la corona (e che
corona!) in testa, lo scettro, lo strascico e i paggi. E gli inglesi, che non
sono certo baluba, sanno perfettamente distinguere tra l’ottantenne Elizabeth
Windsor e il Capo del Commonwealth nonché della Chiesa d’Inghilterra. Tu dirai
che stiamo parlando di un regno millenario che è stato anche l’impero più vasto
della storia. Sarebbe facile rispondere che la Chiesa Cattolica è bi-millenaria,
e che il suo Capo è anche Pontefice, cioè ha ereditato la carica suprema che fu
dell’Imperatore Romano, il che ci porta indietro di un ulteriore millennio. Ma
se non ti piacciono i re e le monarchie, va a vedere nella capitale americana
(una repubblica che ha solo due secoli) l’enorme affresco non a caso intitolato
«Apoteosi di George Washington», opera dell’italiano Brumidi e ricoprente la
volta del Capitol (i.e. Campidoglio, perché gli americani ci invidiarono fin da
subito Roma e la sua storia), in cui il primo presidente statunitense (che non
era neppure nobile, però vestiva come un sovrano europeo e portava una dentiera
fatta coi denti di schiavi negri) è raffigurato mentre sale nell’Empireo
circondato da tutte le divinità dell’Olimpo. Tu trovi ridicole le scarpe rosse
dei papi prima dell’attuale e dici che se ti presentassi in redazione con
calzature del genere tutti sghignazzerebbero. Tuttavia, io stesso ho visto in
redazione seri giornalisti con gli occhiali rosso magenta, alla Mughini, e
pantaloni dello stesso colore, alla Lerner. Perché dovrebbero ridere solo per un
paio di scarpe? Eppure dovresti saperlo che l’abito del papa ha colori
simbolici: il bianco della «veste della follia», con cui Erode rivestì Cristo,
il rosso della porpora di cui Gesù fu coperto (colore del sangue ma anche
regale, perché Cristo è il Re dei Re). I preti vestono di nero per distinguersi
come persone consacrate e i cardinali di rosso per indicare la disposizione al
martirio. Dirai che sono cose superate, cose da Medioevo, cose dei tempi in cui
l’abito faceva il monaco e costituiva una «card» di presentazione (gli aderenti
a una corporazione dovevano portarne l’abito, come si vede nei ritratti di
Dante, che faceva lo speziale). Tuttavia, ancora oggi i militari e i poliziotti
vestono un abito speciale, e così i magistrati. Perfino i commessi di McDonald’s
ne hanno uno, e nessuno ci trova nulla di strano. I segni e i simboli sono
importanti, come non si stanca di ripetere nei suoi romanzi-bestseller planetari
Dan Brown, anche se la gente non li capisce più (ma basterebbe spiegarglieli).
Per questo san Pio X dietro al letto «da papa» nell’appartamento vaticano si
fece approntare un pagliericcio, nel quale effettivamente dormiva. Un altro papa
santo, Pio V, sotto le vesti pontificali portava il rozzo saio francescano, che
non tolse mai (potrei moltiplicare gli esempi, ma mi manca lo spazio). Però in
giro si faceva portare sulla sedia gestatoria, quel palanchino che tu trovi
ridicolo. Reggere il quale era un onore riservato solo ai gentiluomini più
nobili di Roma, che non erano certo dei poveracci costretti alla faticata.
Perfino il «predecessore d’immagine» di papa Francesco, il beato Giovanni XXIII,
lo usava, con tanto di flabelli piumati attorno. Ed era il «papa buono», uno che
«parla come mangia», adorato dalle folle per la sua bonomia. Tuttavia, il popolo
sapeva bene che su quella sedia sopraelevata non c’era Giuseppe Roncalli, bensì
il Vicario di Cristo, Cristo Re, Re dei Cieli, sì, ma anche dell’umanità
pellegrina sulla terra. Così come la gente, anche la più umile, sa bene che
l’immaginetta che sta baciando è solo «figura» della Madonna, dei Santi, di
Gesù. Un papa «vecchio stile», come Pio XII, non esitò a sporcarsi di sangue tra
le macerie dei bombardamenti di San Lorenzo, e il popolo romano non a caso si
rivolse a lui, il più ieratico dei papi, quando tutti gli altri erano scappati.
Certo, un papa «d’immagine» è quel che serve ai nostri tempi, e Francesco sembra
averlo capito. Tuttavia, compito primario del Vicario di Cristo è convertire la
gente, non essere simpatico a tutti i costi. A te sta simpatico, bene. Ma non mi
pare che ti abbia convertito. Comunque, la Grazia usa vie misteriose, e chissà
che, tramite il «papa simpaticone», non si infili anche nel tuo cuore.
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VIETNAM
Posted: 27 Sep 2013
Al tempo in cui il Vietnam faceva parte dell’Indocina ed era diviso nelle
regioni del Tonchino, Annam e Cocincina, i missionari erano domenicani e
gesuiti. Ma la Madonna stessa si incaricò dell’evangelizzazione. Nel 1631 alla
missione di Muecman, di cui faceva parte il p. Cristoforo Borri, giunse un
lunghissimo corteo di indigeni, tutti uomini. Dissero che erano venuti perché
era loro apparsa una bellissima signora seduta su un trono di nubi luminose e
aveva loro detto di raggiungere la missione, dove sarebbero strati istruiti
sulla via che porta al Salvatore del Cielo. I missionari eseguirono e, dopo
averli catechizzati, li battezzarono tutti. La chiesa vietnamita ha dato più di
centomila martiri (cfr. Attilio Galli, «Madre della Chiesa nei cinque
continenti», ed. Segno, p. 565).
HALVARD
Posted: 23 Sep 2013
Il patrono di Oslo, Halvard Vebjørnsson, era l’unico figlio di un possidente
violento e brutale, e di Torny, cugina del re Olaf il Santo di Norvegia. Nel
1043 aveva ventitré anni e percorreva in barca il fiordo di Drammen, quando una
donna gli chiese aiuto. Tre uomini, accusandola di furto, volevano annegarla.
Lui la difese e quelli lo uccisero a colpi di freccia, poi affondarono il corpo
legandolo a una mola. Ma il cadavere miracolosamente tornò a galla. E i rami di
salice con cui venne recuperato fiorirono. La scrittrice Sigrid Undset, premio
Nobel, ne scrisse la biografia («Vita di sant’Halvard», Solfanelli). La Undset
scrisse il romanzo biografico nel 1925, anno in cui la capitale della Norvegia.
Kristiania, aveva ripreso l’antico nome di Oslo. L’anno prima si era convertita
al cattolicesimo. Stranamente, malgrado ciò, nel 1928 le venne assegnato il
Nobel per la letteratura. Oggi la cattedrale dedicata a Sant’Halvard non esiste
più. Quello che era il principale pellegrinaggio nazionale fu cancellato dal
passaggio della Norvegia al luteranesimo per opera del re Cristiano III di
Danimarca, che impose il protestantesimo con la forza e la pena di morte. Col
successore, Cristiano IV, chiese e monasteri vennero distrutti, e gli affreschi
di soggetto sacro ricoperti di calce. Per chi non si adeguava c’era il rogo.
COBAIN
Posted: 19 Sep 2013
Cosa c’era all’origine del malessere esistenziale che portò il rocker Kurt
Cobain, dei «Nirvana», a spararsi con un fucile a pompa nel 1994? Si aggiunse
così alla schiera di quegli artisti (sempre rockers) che hanno deciso di farla
finita a 27 anni o che a quell’età sono defunti farciti di droghe, alcol e
farmaci (suicidio a rate). Ecco cosa disse di se stesso Cobain: «Dopo il
divorzio dei miei genitori sono diventato asociale. Volevo disperatamente una
famiglia classica. Madre. Padre». C’è tutto, ogni commento è superfluo.
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KOLBE
Posted: 14 Sep 2013
«Un missionario della penna non calcola i propri risultati dal numero dei
certificati di battesimo stampati, ma è un educatore delle masse, forma
l’opinione pubblica, attenua l’avversione nei confronti del cattolicesimo,
chiarisce e lentamente rimuove dalle menti prevenzioni e obiezioni inveterate,
predispone ad una graduale lealtà nei confronti della Chiesa e col tempo, più o
meno lungo, ad una certa simpatia, alla fiducia, infine al desiderio di
conoscere più a fondo la religione. E’ una strada lunga, tuttavia un missionario
di questo tipo vi conduce non già le singole persone soltanto, ma le masse».
Questa riflessione di san Massimiliano Kolbe (1934) è stata fatta propria dal
quotidiano online «La Nuova Bussola Quotidiana» e me ne approprio anch’io
volentieri. Sì, perché, dopo un più che trentennale apostolato con la penna e la
parola, sempre più spesso (sarà la vecchiaia…) mi pare, come san Pietro nel
Vangelo, di aver faticato tutta la notte senza pescare granché. Sempre in attesa
che il Maestro mi dica da quale parte della barca lanciare le reti…
FEDERALES 2
Posted: 09 Sep 2013
Durante la guerra «cristera» in Messico (1926-29), i «federales» usavano
deportare la popolazione civile per fare terra bruciata attorno ai cristeros.
Circa un milione di persone (su una popolazione di meno di sette milioni) finì
nei campi di concentramento, che «causarono decine di migliaia di morti per
malattie». I federales usavano anche il terrore in modo pianificato: «esecuzioni
di massa, impiccagioni pubbliche (celebre la fotografia con la fila di impiccati
ai pali del telegrafo lungo la ferrovia di Jalisco), l’esposizione di cadaveri,
le torture o la “politica della terra bruciata”». I federales non facevano
prigionieri: «i civili in ostaggio venivano sempre assassinati». Ancora: «I
prigionieri venivano forzati a camminare su piedi scorticati (fu il caso, per
esempio, del ragazzino José Sanchez Del Rio, poi ucciso perché si rifiutava di
gridare «Muerte a Cristo!» e oggi beatificato, ndr), bruciati o scorticati vivi;
gli si rompevano le ossa con leve e bastoni, venivano squartati, appesi per i
pollici, garrotati, sottoposti a scariche elettriche, bruciati da lampade
roventi, torturati con l’acqua inserita a forza con un imbuto, allungati su
tavoli, trascinati da un cavallo». Ancora: «Il bestiame veniva razziato e
inviato a Città del Messico o negli Usa (che aiutavano il governo contro i
cristeros, ndr). Le case erano lasciate al saccheggio dei soldati, le chiese
dissacrate». Ancora: le ostie calpestate, i paramenti usati per danze oscene,
così come le ricche vesti delle statue della Vergine, le tombe profanate. Questa
prassi era sistematica. Sarà replicata dieci anni dopo nella guerra di Spagna.
Cfr. Mario A. Iannaccone, “Cristiada. L’epopea dei cristeros in Messico” (Lindau,
pp. 240-241).
PAPI
Posted: 01 Sep 2013
Non pochi tra voi, letto il titolo di questo Antidoto, avranno pensato a «papi»
Berlusconi, che così era affettuosamente chiamato dalla giovane Noemi al cui
compleanno l’allora premier aveva presenziato. Ciò, come si ricorderà, scatenò
giornalisti, comici, nani & ballerine (tutti militanti “de sinistra”) contro il
presunto sessuomane di Arcore. Com’è noto, quell’uomo non può neanche
scorreggiare senza che ne segua un putiferio mediatico (e magari procuratizio),
avente come scopo la demolizione dell’unico collante del centrodestra. No, qui
oggi parliamo di papi-papi, cioè pontefici, perché è appena uscito un libro che
forse può interessarvi, dato –anche- che reca la mia prefazione. Si tratta di “I
grandi papi”, di Eugenio Russomanno (Edizioni Segno). Certo, la scelta è sempre
soggettiva, perché uno può essere grande papa per qualcuno e di nessun conto per
qualcun altro. Non solo. Certi papi furono santi, altri no, anche se magari
ebbero notevole statura politica. Raramente le due cose coincisero. Comunque,
leggetelo, se vi va, e giudicate voi stessi se ci sono tutti, i “grandi”, o se
ne manca qualcuno. O se ce n’è qualcuno che non ci dovrebbe essere.
AZIZ
Posted: 30 Aug 2013
Riporto un’agenzia Zenit, giunta proprio il 29 agosto 2013, giorno della
Decollazione di san Giovanni Battista: «Mina Rafaat Aziz, tassista egiziano poco
più che ventenne di Alessandria, massacrato in piazza, lo scorso 16 agosto, da
una folla di islamisti solo perché aveva appeso allo specchietto del suo taxi un
crocifisso (…). In un video amatoriale girato da un residente si vede una folla
di persone che blocca le auto per controllare i passeggeri al loro interno.
Quando il taxi di Aziz viene fermato, un manifestante nota la croce appesa allo
specchietto. Le immagini mostrano come, in poco tempo, il ragazzo venga
trascinato fuori dalla vettura per essere preso a calci, pugni e bastonate. I
colpi provocano la morte del giovane dopo alcuni minuti. Gli estremisti
continuano ad infierire sul corpo senza vita con sputi e calci, fino a
completare poi l’esecuzione con la decapitazione del cadavere che viene
abbandonato sul marciapiede». Eh, Allah sì che è grande… ma in queste convulse
ore che precedono l’attacco Usa-Francia-Gran Bretagna al regime di Assad in
Siria, mentre tutti si interrogano sugli scenari futuri e le strategie in atto,
è possibile che nessuno si sia chiesto che cosa diavolo sta succedendo? Gli
americani sono tutto fuorché stupidi e Obama sarà anche un mediocre (è stato
eletto solo perché è nero, lo sanno tutti, e per lo stesso motivo gli è stato
assegnato il Nobel per la pace: già, la pace…) ma proprio perché non è uomo da
decisioni capitali non fa che seguire una strategia internazionale già
tracciata, sulla scia dei suoi predecessori. Nessuno, dai tempi delle famose
«armi di distruzione di massa» che, pur mai trovate, fecero impiccare Saddam,
crede più alle fandonie sugli interventi umanitari. Nessuno crede davvero che
Assad di Siria abbia fatto uso di armi chimiche proprio mentre aveva gli
ispettori dell’Onu in casa. E nessuno crede più alle foto e ai filmati di
conflitti mediorientali che da sempre si combattono con patacche e bufale
mediatiche da ammannire ai telespettatori occidentali, tant’è che una delle
prime misure dei generali egiziani contro i Fratelli Musulmani è stata di
sbattere fuori la qatariota Al-Jazeera. Certo, la foglia di fico, anche se ormai
trasparente, ci vuole. Ma ogni operazione bellica costa un sacco di soldi del
contribuente e nessuno spende se non prefigura di guadagnare più di quel che ha
speso. Ora, vogliamo sapere –è nostro interesse- perché gli Usa (e i loro
reggicoda francesi e inglesi) stiano sistematicamente destabilizzando tutto il
Nordafrica e il Medioriente. Lo sanno perfettamente che sarà il caos. Non ci
saranno nemmeno regimi islamisti, perché sarebbero pur sempre regimi e, dunque,
in qualche modo stabili. No. Ci sarà il puro caos. Tutte le zone da cui proviene
il petrolio non assicurato permanentemente agli Usa saranno nel caos, con
impennate nei prezzi che ammazzeranno Paesi come, per esempio, l’Italia. E
stragi efferate di cristiani, come più sopra abbiamo riportato. Pazienza, la
politica è così. Ma chi qui scrive, dopo avere attraversato i decenni del
pericolo sovietico, mai avrebbe immaginato di doversi ritrovare un giorno a fare
il tifo per la Russia, l’unico Paese (insieme alla Cina) che pare davvero aver
capito che cosa sta succedendo (e l’unico, lo diciamo en passant, che se ne
sbatte dell’omosessualismo imposto agli occidentali da coloro che davvero
comandano). Avevamo fatto il tifo per gli Usa, guardiano della libertà e della
democrazia, ai tempi del Vietnam, ma adesso che nessuno più li contrasta stanno,
spiace dirlo, mostrando il volto della nazione più guerrafondaia che esista,
interessata solo alle sue libertà e democrazia (nonché alla benzina a pochi
cents ma soltanto nel suo territorio nazionale). A ben ripercorrere l’intera
loro storia (che poi è breve: poco più di due secoli), non c’è mai stato un
momento in cui non siano stati in guerra. Sempre per i Grandi Ideali (a parole,
ma per i soldi nei fatti). E, rispiace dirlo, spesso contro Paesi che non li
avevano attaccati per primi. E’ rimasto famoso il detto «Povero Messico, così
lontano da Dio e così vicino agli Stati Uniti!». D’altra parte, si tratta
dell’unico Paese in cui il nazionalismo è rimasto intatto come nel 1776, basta
vedere i suoi film e telefilm: bandiere a stelle e strisce dovunque, pure sulle
mutande, inni nazionali a scuola e alle partite di football, parate e proclami
patriottici. Nel resto del mondo tutto ciò farebbe solo ridere, ormai, ma non da
loro. Che, per giunta, hanno «l’arma più forte di tutte» (come diceva il Duce),
Hollywood, che conferma continuamente nelle teste universali l’immagine giusta &
buona degli yankees. I quali combattono sempre e solo per cause giuste & buone e
sempre e solo contro Mostri sanguinari nemici dell’umanità. L’altroieri Saddam,
ieri Gheddafi, oggi Assad. Quel che adesso sta succedendo, dunque, è
semplicemente questo: gli Stati Uniti si stanno riposizionando sugli scenari
mondiali per garantirsi l’egemonia per i prossimi cento anni. Il resto (il ruolo
dei sauditi e del Qatar, gli investimenti miliardari delle monarchie arabe in
Francia e Gran Bretagna, l’uso cinico degli islamisti –ceceni compresi- e
l’assist ai Fratelli Musulmani) non è che materia di dettaglio per i politologi.
Ciò crea e creerà problemi all’Europa, cominciando dalle valanghe di profughi?
Meglio, un concorrente commerciale in meno. Agli Stati Uniti, nati per un
litigio con re Giorgio sui soldi, interessano solo, appunto, i soldi. Obama, il
primo presidente nero? Sarà ricordato per la memorabile impresa di avere
introdotto le nozze gay. E per un premio Nobel «per la pace» conferito prima
ancora di aver bombardato la Libia e la Siria.
GUADALUPE
Posted: 28 Aug 2013
Il 14 novembre 1921, nel pieno della persecuzione anticattolica (cui nel 1926 i
cattolici avrebbero risposto con l’insurrezione armata), nella basilica della
Madonna di Guadalupe a Città del Messico qualcuno piazzò una bomba in un vaso di
fiori. L’esplosione procurò parecchi danni, pure all’altare dove stava il quadro
miracoloso della «tilma». Ma la «Morenita» rimase miracolosamente indenne.
L’attentato al cuore del cattolicesimo messicano era un chiaro segnale di un
clima ormai incandescente. Infatti, venne acciuffato un certo Esponda e si
scoprì che faceva parte dello staff presidenziale (presidente era il fanatico
anticlericale Plutarco Elías Calles). Non fu nemmeno processato e le accuse
vennero lasciate cadere. Cfr. “Cristiada. L’epopea dei cristeros in Messico”, di
Mario A. Iannaccone (Lindau), pp. 61-62).
NOBEL
Posted: 23 Aug 2013
L’esperto di esplosivi Danilo Coppe, intervistato da Stefano Lorenzetto sul
«Giornale» del 21 luglio 2013, chiarisce che «quella del chimico svedese che
crea un premio per lavarsi la coscienza è una delle bufale più ridicole».
Infatti, comunemente si crede che Alfred Nobel, spaventato dall’uso che i
governi avrebbero potuto fare della sua dinamite, abbia usato i (molti) soldi
guadagnati istituendo il famoso premio a favore delle attività «pacifiche»
dell’uomo. Nobel brevettò sua invenzione nel 1867, dopo essere riuscito a
solidificare e stabilizzare la nitroglicerina, inventata vent’anni prima dal
piemontese Ascanio Sobrero. Poi conobbe la prosperosa Bertha von Suttner,
donnona austriaca e pacifista fanatica. «Nobel era tanto geniale quanto piccolo,
brutto, malaticcio e frequentava con assiduità i bordelli, non potendo
procurarsi in altro modo compagnia femminile». Divenuto ricco e famoso, prese
Bertha come segretaria. E lei divenne padrona assoluta. Gli fece costruire una
villa a Sanremo perché lui aveva la tisi. Poi lo convinse a finanziare
lautamente il premio «pacifista», la cui Fondazione omonima ancora oggi incassa
30 milioni di euro annui di soli interessi. «E a chi andò il Nobel per la pace
nel 1905? A Bertha».
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POPOLAZIONE
Posted: 06 Aug 2013 10:18 AM PDT
Tommaso Scandroglio, su La Bussola Quotidiana dell’11 luglio 2013, ha riferito
che «dal 30 giugno al 3 luglio si è svolta a Kuala Lumpur, in Malesia, la VII
International AIDS Society Conference on HIV Pathogenesis Treatment and
Prevention. C’erano i rappresentanti del capitalismo mondiale: Bill Gates,
Andrew Carnegie, magnate delle ferrovie; il petroliere della Standard Oil John
Rockefeller; Henry Ford; John Kellogg, il re dei cereali. Poi Cecile Richards,
presidente della Planned Parenthood Federation of America (di cui Gates senior
fu uno dei fondatori); l’International Pregnancy Advisory Service; la Global
Fund for Women e poi ancora l’immancabile e già citato Babatunde Osotemehin e il
bioeticista Peter Singer. Tutti filo abortisti e tutti con diritto di parola».
Naturalmente, l’Aids era una scusa per parlare di riduzione della popolazione
mondiale, una predica che viene fatta sempre per i Paesi poveri ma che viene
ascoltata solo da quelli ricchi. Prosegue Scandroglio che in una sessione
dedicata al tema “Bisogno insoddisfatto di contraccezione” Melinda Gates, moglie
di Bill, «ha fatto sapere che la Fondazione Gates ha finora raccolto 2,6
miliardi di dollari da destinare a campagne contraccettive. L’obiettivo è
arrivare a 6 miliardi entro il 2020 per distribuire 120 milioni di
contraccettivi nei paesi poveri. A margine ricordiamo che la Fondazione Gates ha
finora raccolto 4 miliardi di dollari per finanziare le attività di
organizzazioni abortiste nei paesi in via di sviluppo. La Fondazione sovvenziona
soprattutto Planned Parenthood, Care International, Save the Children, Marie
Stopes e l’Unpfa. La signora Gates, che da sempre si è dichiarata cattolica, ha
poi aggiunto: “Oggi, 200 milioni di donne non hanno i contraccettivi che
vogliono”. La smentita è arrivata subito. Infatti un giornalista di una radio e
di una emittente televisiva del Camerun ha detto che il suo paese “ha ricevuto
una enorme partita di contraccettivi nel 2011 da UNFPA”, ma solo “circa il 2 per
cento” delle donne effettivamente li usa perché in realtà nessuno li vuole.
Altro che “bisogno insoddisfatto”».
SCALFARI
Posted: 08 Aug 2013 09:25 AM PDT
Sollecitato da un lettore, ho scritto questo Antidoto:
DOMANDE DI UN PAPA AL PAPA
Ogni sistema dogmatico abbisogna, gli piaccia o no, di un papa e di un vaticano.
In Italia, sul versante laicista, questi ruoli sono ricoperti da Eugenio
Scalfari e dal quotidiano-partito «Repubblica». Per lungo tempo il pontefice del
pensiero «laico, democratico e antifascista», secondo la triade
dell’autorevolezza (ormai) antica & accettata, è stato Norberto Bobbio.
Scomparso lui, il Mantello di Elia è ricaduto tutto sulle sole spalle di
Scalfari. Se ne è andato, nell’altra sponda, anche il referente preferito del
laicismo nostrano, il cardinale Martini. Così, al papa laico non è rimasto che
confrontarsi direttamente non con un antipapa ma col papa-papa, Francesco, che
Scalfari, come tutti, trova simpatico. In un articolo su repubblica.it del 7
agosto 2013 il Nostro esprime, appunto, tutta la sua simpatia per papa
Francesco, spiegandone le ragioni. Francesco non fa politica e dice che Dio non
giudica ma perdona. Come scappò detto all’attrice Pamela Villoresi, sempre
invitata a «Porta a porta» quando si parla di religione (in questi casi il
salotto di Vespa ha sempre i soliti ospiti). Interrogata sulle ragioni, secondo
lei, del plauso universale che circondava la figura di Madre Teresa, esclamò:
«Ma perché questo è il cristianesimo che ci piace!». Cioè, un cristianesimo che
si occupa dei poveri e sta zitto. Infatti, ecco Scalfari su Bergoglio: «Di
politica non si occupa, non l’ha mai fatto né in Argentina da vescovo né dal
Vaticano da papa. Criticò Videla sistematicamente, ma non per l’orribile
dittatura da lui instaurata ma perché non provvedeva ad aiutare i poveri, i
deboli, i bisognosi. Alla fine il governo, per liberarsi di quella voce
fastidiosa, mise a sua disposizione una struttura assistenziale fino a quel
momento inerte e lui abbandonò la sua diocesi ad un vicario e cominciò a battere
tutto il paese come un missionario, ma non per convertire bensì per aiutare,
educare, infondere speranza e carità». Naturalmente, Videla era «orribile»
perché non era Allende (cioè, non era comunista), e che Bergoglio non avesse
intenzione di «convertire» ma fosse un semplice filantropo celibe bizzarramente
vestito è una proiezione scalfariana: il cristianesimo come piace a lor signori.
D’altra parte, Scalfari non ha nemmeno letto l’enciclica di Bergoglio-Ratzinger
(«L’enciclica è alquanto innovativa rispetto ad altre sullo stesso tema emesse
dai suoi predecessori»), altrimenti non avrebbe sparato la citazione che ho
messo tra parentesi. Plaude a Francesco come i liberali plaudivano al Pio IX che
concedeva loro l’amnistia: «Non c’è mai stato un papa che abbia inalberato il
vessillo della povertà, non c’è mai stato un papa che non abbia gestito il
potere, che non abbia difeso, rafforzato, amato il potere, non c’è mai stato un
papa che abbia sentito come proprio il pensiero e il comportamento del poverello
di Assisi. E non c’è mai stata, se non nei casi di debolezza e di agitazione,
una Chiesa orizzontale invece che verticale». La tirata sul «potere» della
Chiesa è vecchia come Lutero, ma non si può pretendere di più da quelli che
odiano il potere altrui perché lo vogliono tutto loro. Ma cos’è questa Chiesa
orizzontale che piace a Scalfari? Ma quella del compianto Martini, ovvio: «Il
cardinale Martini (vedi caso anch’egli gesuita) voleva accanto al magistero del
Papa la struttura orizzontale dei Concili e dei Sinodi dei vescovi, delle
Conferenze episcopali». Cioè, quella che Juan Donoso Cortés definiva «l’anarchia
nella Chiesa», coi dogmi sottoposti a maggioranze sempre mutevoli, un regime
assembleare permanente e rissoso. Eppure, Scalfari non ha dubbi (che però paiono
più che altro sue speranze): «Bergoglio ama anche lui la struttura orizzontale.
La sua missione contiene insomma due scandalose novità: la Chiesa povera di
Francesco, la Chiesa orizzontale di Martini. E una terza: un Dio che non giudica
ma perdona. Non c’è dannazione, non c’è Inferno». Insomma, il «cristianesimo che
ci piace». Ma poi, ecco uno sprazzo di lucidità che contraddice quanto appena
detto: «Una Chiesa povera, che bandisca il potere e smantelli gli strumenti di
potere, diventerebbe irrilevante. È accaduto con Lutero ed oggi le sette
luterane sono migliaia e continuano a moltiplicarsi. Non hanno impedito la
laicizzazione anzi ne hanno favorito l’espansione». Certo, che quelle di Lutero
siano chiese «povere» e non compromesse col potere (quando invece nacquero come
chiese di Stato, e le denominazioni storiche ancora lo sono) è una perla
scalfariana, ma da uno di «cultura» illuministica (come lui stesso si qualifica)
non si può pretendere di più. Infatti, in coda di articolo Scalfari schiaffa il
trito luogo comune laicista su san Paolo, «vero inventore» del cristianesimo
(sottinteso: traditore dell’autentico messaggio di Gesù). Ma poi, da papa a
papa, pone a Bergoglio tre domande, due delle quali non avrebbe formulato se
avesse letto il catechismo. La terza è da filosofo, quale si picca di essere:
«Papa Francesco ha detto durante il suo viaggio in Brasile che anche la nostra
specie perirà come tutte le cose che hanno un inizio e una fine. Anch’io penso
allo stesso modo, ma penso anche che con la scomparsa della nostra specie
scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio e che quindi, quando la
nostra specie scomparirà, allora scomparirà anche Dio perché nessuno sarà più in
grado di pensarlo». Dio è dunque un pura creazione del pensiero, non «Colui che
è». Cascano le braccia…
BLAAS
Posted: 02 Jun 2013 04:24 AM PDT
Come riportato da Orlando Falena su La Nuova Bussola Quotidiana, l’11 maggio
2013 in un convegno all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum è stato premiato
Gianfranco Blaas, ginecologo in pensione, già primario del reparto di ostetrica
e ginecologia in un ospedale veneto. Sulla porta del suo reparto, al posto della
scritta “Ostetricia e Ginecologia” aveva fatto mettere “Reparto
dell’Accoglienza”. Obiettore lui e tutto il suo personale, aveva dovuto subire
la presenza di un medico abortista esterno. E lui, con la collaborazione di
tutto il personale, aveva collocato nella sala d’attesa una grande immagine (a
tutta parete) della “Madonna del Parto” di Piero della Francesca (anche Lei, in
fondo, mamma di un figlio “imprevisto”). «Oltre a ciò Blaas, in collaborazione
con la caposala, è stato uno dei primi ostetrici a mettere in atto la norma
“parto in anonimato” salvando molti bambini e permettendo alle donne in seria
difficoltà di dare ugualmente la vita, senza poi dover assumersi un peso
ritenuto, a torto o a ragione,
BOMBA
Posted: 11 Jun 2013 09:55 AM PDT
Grande fu la rabbia, come può ben immaginarsi, dei comunisti alla disfatta delle
elezioni del 18 aprile 1948. Ancora oggi la loro vulgata (e quella dei laicisti
in genere) vuole che causa della clamorosa vittoria democristiana siano state le
processioni della «Madonna Pellegrina», che fomentarono la superstizione della
masse clericali e arretrate. In realtà, quelle processioni erano cominciate
l’anno prima a seguito di un grande Congresso Mariano presieduto dal b.
Ildefonso Schuster, cardinale di Milano. Ma la propaganda rossa cominciò il suo
lavoro subito dopo la sconfitta elettorale. Allora come oggi, a furia di
invettive qualcuno passa ai fatti. E il 31 luglio 1948 tale Leonardo Porro
lanciò una bomba sul carro che trasportava una Madonna pellegrina da Bareggio a
San Pietro all’Olmo, nel nord-ovest del Milanese, causando trenta feriti. Lo
ricorda lo studioso Michele Brambilla in un articolo (“Il Congresso Mariano del
1947 nel magistero del beato card. Ildefonso Schuster”) sulla rivista online
«Storia & Identità» diretta da Oscar Sanguinetti (maggio 2013).
LUCIA
Posted: 21 Jun 2013 10:46 AM PDT
Suor Letizia (Giudici) è “la suora che ha fermato Ali Agca”. Scrive Wlodzimierz
Redzioch (Zenit.org, 13 maggio 2013): «Questa francescana dell’ordine di Nostra
Signora del Monte nel 1981 aveva 30 anni e studiava al Pontificio Ateneo
Antonianum di Roma. Il 13 maggio era andata all’udienza generale con Giovanni
Paolo II. Quando la papamobile si avvicinò al luogo dove era la religiosa, tanta
gente alzò le mani sopra la testa per scattare delle foto, perciò suor Letizia
non si meravigliò che anche un giovane vicino a lei avesse alzato il braccio:
pensava che volesse fotografare il Papa, ma quando sentì gli spari, capì che
nella sua mano aveva una pistola. Subito dopo aver sparato, Ali Agca si mise a
correre. Nessuno si mosse per fermare l’attentatore: tutti avevano gli occhi
fissi sulla macchina con il Papa ferito. Allora istintivamente, suor Letizia
cominciò a correre dietro Agca. Il turco probabilmente inciampò su un
sampietrino e cadde. Allora la suora gli saltò addosso, bloccandolo.
L’attentatore puntò contro di lei la pistola, ma l’arma – stranamente, o
piuttosto miracolosamente – s’inceppò e Agca la buttò via. Grazie alla
tempestiva azione della religiosa, i poliziotti italiani riuscirono subito ad
arrestare il turco. Durante il processo Ali Agca non ricordava la suora, ma si
meravigliò che quella che lo aveva bloccato si chiamava Lucia (questo è il nome
di battesimo di suor Letizia). “Che strano che questa suora si chiami Lucia. C’è
una altra suor Lucia” ripeteva, alludendo alla veggente di Fatima».
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ONG
Posted: 27 May 2013
Ai primi di maggio 2013 le associazioni gay italiane hanno alzato la voce e il
premier Letta ha subito obbedito esautorando il sottosegretario Micaela
Biancofiore. Così ha scritto Anna Bono su La Nuova Bussola Quotidiana il 7
maggio a proposito del potere delle Ong ormai «diventato enorme»: «Le sole
organizzazioni non governative sono centinaia di migliaia – più di 37.000 quelle
internazionali, secondo le stime dell’UNDP, l’agenzia ONU per lo sviluppo – con
una disponibilità complessiva di capitali che ne fa la quinta economia del
mondo. Alcune migliaia sono accreditate alle Nazioni Unite dove svolgono
importanti funzioni consultive e organizzative. Al Palazzo di Vetro hanno
acquisito potere crescente a partire dagli anni Novanta, soprattutto durante i
due mandati di Kofi Annan, segretario generale dell’ONU dal 1996 al 2006, che ne
ha notevolmente accresciute le funzioni (…). C’è dell’altro. Un’associazione –
non è un’ipotesi, succede davvero – può pretendersi portavoce, ad esempio, dei
contadini del Kenya, parlare a una conferenza mondiale delle Nazioni Unite in
nome loro, reclamando, per citare delle campagne di grande rilevanza, e
discutibile opportunità, realmente lanciate dalle associazioni civili,
provvedimenti contro il riscaldamento globale, la condanna di Israele per
genocidio, risarcimenti per la tratta atlantica degli schiavi e la
colonizzazione europea dell’Africa, e ottenere finanziamenti internazionali per
proseguire la propria attività, senza aver mai consultato i suddetti contadini,
essendo in realtà composta da poche decine di soci mentre i milioni di contadini
del Kenya per la maggior parte, o quasi tutti, neanche sanno della sua
esistenza, non hanno avuto alcun ruolo nella sua costituzione e tanto meno
l’hanno delegata a rappresentarli». |
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MANOPPELLO
Posted: 17 May 2013
Manoppello, dalle parti di Pescara, custodisce il Volto Santo, un piccolo telo
con impresso il viso di Gesù. Non è un dipinto e lo si può vedere anche dal
retro. La sua storia è singolare. Pare che nel 1506, quando Manoppello era un
feudo dei Colonna, il ricco Giacomantonio Leonelli stesse conversando con gli
amici davanti alla chiesa di San Nicola. A un tratto uno sconosciuto lo tirò in
disparte e gli consegnò un pacco, poi scomparve. Nel pacco c’era il Volto Santo,
forse quel Velo della Veronica che era sparito anni prima da Roma e di cui si
erano perse le tracce. Nel 1618 una discendente del Leonelli, Marzia, ebbe
bisogno di denaro per riscattare il marito, prigioniero di guerra a Chieti.
Cedette quel panno al notaio Donato de Fabritiis, il quale nel 1646 lo cedette a
sua volta ai padri cappuccini. Questi ultimi costruirono il santuario dedicato
al Volto Santo. E’ esso «la Veronica»? Questa immagine «acheropita» (non fatta
da mano umana) sarebbe apparsa per la prima volta a Kamulia, in Cappadocia, e
poi portata a Costantinopoli nel 574. I bizantini la usavano come stendardo in
battaglia e con essa combatterono in Africa. L’imperatore Eraclio la issava nel
622 durante la sua spedizione contro i Persiani. Nel 626 fu esposta sulle mura
di Costantinopoli assediata dagli Avari. Si narra che, al tempo dell’eresia
iconoclasta, il patriarca Germano per salvarla la affidò al mare e le onde la
portarono a Roma dal papa Gregorio II. Comunque, se vi interessa, tutta questa
storia, insieme ad altre, la trovate nel libro (che usa ulteriori fonti) «Il
Graal in Abruzzo», di Nicoletta Camilla Tavaglini (Tabula Fati, pp. 143, €.
12,00).
PRIORITA’
Posted: 21 May 2013
Finalmente il collegamento tra crisi demografica e crisi economica sta
cominciando a entrare nella testa di qualcuno. Che la prima sia causa della
seconda, lo ricordo, fu il banchiere ed economista Ettore Gotti Tedeschi a dirlo
per primo fin dal 2005, ma di lui si rammenta solo il pasticciaccio dello Ior,
di cui era presidente. Il Gotti Tedeschi il 10 maggio del 2012 addirittura
pubblicò una sua ricetta per la soluzione della crisi economica italiana,
ricetta talmente valida e semplice da non essere stata neppure presa in
considerazione. Prima, com’è noto, vengono i giochi partitici, tutti protesi a
far sì che l’avversario elettorale non risolva nulla, e uniti al grido di «o
comandiamo noi o sfasciamo tutto». In questo disgraziato Paese è meglio che chi
ha la soluzione dei problemi la tenga in tasca e stia zitto, perché finirebbe
appeso per i piedi o in esilio o in galera.
CAVALLINA
Posted: 22 May 2013
«Il fondatore dei Pac, Proletari armati per il comunismo, (…) arruolò il
ricercato Cesare Battisti coinvolto in quattro omicidi, una sessantina di
rapine, un sequestro di persona e numerose gambizzazioni (…). A 67 anni Arrigo
Cavallina è un altro uomo. Crede in Dio anziché in Marx. Va a messa a fa la
comunione, anche se non si considera buono». Esemplare la sua storia: «Venivo
dal manuale di economia politica di Antonio Pesenti, dal compendio del
“Capitale” di Marx (…). Lo stesso anno in cui finii di studiare Marx m’iscrissi
all’Azione cattolica». Poi il Pci, poi la lotta armata. Sul manuale di Pesenti
(che fu mio professore all’università) studiai anch’io, però non mi inscrissi
all’Azione cattolica… Comunque, se siete interessati alla storia di Cavallina,
leggetene l’intervista fattagli da Stefano Lorenzetto in «Hic sunt leones.
Venticinque storie di veneti notevoli» (Marsilio. Pp. 330, €. 18,00).
BOLOGNA
Posted: 25 May 2013
Comunque vada il referendum bolognese sui contributi comunali alle scuole
paritarie, è bene ricordarsi di quanto ha scritto Alessandra Nucci su Zenit.org
del 25 maggio 2013 e che «è una partita che si gioca all’interno della sinistra,
dove il Comune e il Pd, appoggiati da Epifani e dalla Camusso, stanno da una
parte a difendere il sistema voluto dal Comune stesso negli anni Novanta,
sindaco Walter Vitali; dall’altra stanno Sel (6,1% alle politiche), Rivoluzione
civile di Ingroia (2,6%), i Grillini (19,1%), la Fiom e stakeholders che vanno
dall’Unione Atei e Agnostici all’Arcigay, il tutto tenuto insieme nel comitato
promotore presieduto da Stefano Rodotà, quello che i grillini volevano eleggere
Presidente di tutti gli italiani (…). La posta in gioco consiste
nell’effetto-imitazione che i referendari sperano di suscitare nelle altre
città, a partire da quelle della stessa Emilia rossa. Ciò risulta evidente
quando si contano le voci dei big che si sono paracadutati in città
preoccupatissimi della cultura qui impartita ai bimbi piccoli, e che solo il
giovane assessore Matteo Lepore ha avuto il coraggio di definire marziani: nomi
come Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Gino Strada, Andrea Camilleri, Angelo
Guglielmi, Sabina Guzzanti, Carlo Freccero, Moni Ovadia, Corrado Augias, Neri
Marcorè, Michele Serra, Philippe Daverio, Amanda Sandrelli e Margherita Hack, a
cui si aggiungono un paio di nomi bolognesi: Andrea Mingardi e Francesco
Guccini». Alcuni di costoro sono spesso invitati nei festival biblici e altrove
da cattolici cretini, aggiungo io. L’ultima stravaganza (ma non troppo) è che «i
rappresentanti di lista potranno essere solo quelli della Lista A, i
referendari, Sel, Ingroia, M5S, Arcigay ecc. La Lista B non potrà avere suoi
rappresentanti a sovraintendere allo spoglio. Anzi. Salvo il momento del voto,
si devono tenere ad almeno 300 metri di distanza».
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SANTIMILITARI
02 May 2013,
RinoCammilleri.com
Ogni tanto qualcuno di voi, cari antidotodipendenti, mi chiede
dove può trovare questo o quel mio libro, riferendosi a miei
vecchi lavori. Purtroppo, i tempi dell’editoria grande e media
odierna sono tali che un libro fa presto a “morire”,
specialmente se si tratta di saggistica specializzata come la
mia. In questo quadro, però, il piccolo editore presenta un
vantaggio, proprio perché vende i suoi libri quasi uno ad uno e
può conservare titoli in catalogo per anni. Uno dei miei libri
ancora disponibile è forse quello a cui sono più affezionato,
perché fu uno dei miei primissimi e, poiché ero giovane,
fortissimamente politically uncorrect. Mi riferisco a “I Santi
militari”, che elenca, epoca per epoca e fino all’ultimo
dopoguerra, tutti quelli che la Chiesa ha onorato sui suoi
altari e che di mestiere facevano il soldato. E non si tratta
solo di antichi legionari romani, ma anche di ex pirati vikinghi,
di condottieri bizantini, di proclamati eroi nazionali come il
portoghese Nuno Alvarez o lo svizzero Nicola di Flue. Poiché, a
quanto mi risulta, un lavoro del genere l’ho fatto solo io e non
mi pare che, dato il clima corrente, qualcun altro oserà
cimentarvisi per chissà quanto ancora, si tratta di un libro che
non può mancare nella biblioteca di un cattolico tosto. Ma
dovrete chiederlo direttamente all’editore:
info@estrelladeoriente.it.
GOTTITEDESCHI
Posted: 27 Apr 2013,
RinoCammilleri.com
Fra le pratiche che prima o poi papa Bergoglio dovrà aprire per mettervi mano
c’è quella dello Ior, Istituto Opere Religiose, la cosiddetta banca vaticana. Fu
già gloriosa, come quando, ai tempi di Pio XII, dette riparo alle offerte che
Padre Pio riceveva da tutto il mondo per la sua Casa Sollievo della Sofferenza e
sulle quali l’allora disastrato ordine dei cappuccini (messo sul lastrico dal
coinvolgimento nello «scandalo Giuffrè») voleva allungare le mani. Oggi, da più
parti se ne invoca un ripensamento e c’è addirittura chi si chiede se davvero il
Vaticano abbia bisogno di una banca. Qualunque cosa decida di fare il nuovo
papa, non sarebbe male se prendesse in considerazione una qualche forma di
risarcimento, anche simbolica, per Ettore Gotti Tedeschi, prima chiamato alla
presidenza dello Ior e poi cacciato a pedate con toni degni di miglior causa.
L’unica vittima di quel malaugurato “affaire” si è vista, da quel momento, tutte
le porte clericali chiuse in faccia, e il suo prestigio di banchiere
internazionale cattolico fortemente menomato. Già: uno dei pochi banchieri
dichiaratamente cattolici in circolazione liquidato proprio dal Vaticano… Eh,
mai fidarsi dei preti.ù
FEMEN
Posted: 23 Apr 2013
Riporto e in parte riassumo un interessante articolo di Davide Greco in
www.nocristianofobia.org del 20 gennaio 2013 e riguardante le seminude «Femen»
che, sfidando il freddo boja, hanno manifestato contro il papa Benedetto XVI
durante l’Angelus in piazza San Pietro. Erano in quattro, compresa la leader
Inna Shevchenko. Fondate in Ucraina nel 2008 da Anna Hutsol, sono in genere
studentesse fra i 18 e i 25 anni. A Kiev sono circa 300. Però, malgrado il loro
scopo ufficiale sia «incrementare le capacità intellettuali e morali delle
giovani donne in Ucraina» (Wikipedia), «quando un altro gruppo-clone, le “Ru
Femen”, hanno osato manifestare nude a Mosca, le Femen originali le hanno
denunciate». Il 17 Agosto 2012 due di loro hanno tagliato con una motosega la
croce greco-cattolica di Kiev eretta durante la Rivoluzione Arancione per
ricordare le vittime della Ceka (la polizia stalinista) e la leader è dovuta
fuggire a Parigi per non farsi arrestare. Greco si chiede: perché non si muovono
tutte insieme ma solo a gruppetti? Vediamo. «Secondo quanto emerso durante il
programma televisivo d’inchiesta “Groshi”, le Femen sono delle stipendiate al
soldo di qualcuno. Un po’ come le cugine Pussy Riot che, secondo alcuni,
sarebbero finanziate niente meno che da Georges Soros. Ecco la storia: una
giornalista ucraina si è introdotta nel movimento Femen e ha scoperto che ogni
azione di protesta è generosamente pagata. Ogni attivista percepirebbe 1000 euro
al mese, mentre le dipendenti della sede di Kiev, da dove si coordinano le varie
iniziative, riceverebbero stipendi pari a 2500 euro mensili. L’affitto
dell’ufficio nella capitale ammonterebbe a 2000 euro al mese. Il costo della
spedizione parigina, pari a 1000 euro al giorno per dimostrante, è comprensiva
di biglietto aereo, albergo, taxi e pasti». Il che vuol dire che con quattro si
può fare, con decine costa troppo. Chi paga? «La giornalista stessa suggerisce
delle ipotesi. Sarebbero tre le persone con cui la leader Shevchenko si è
maggiormente incontrata. Si tratta innanzitutto del cinquantenne miliardario
tedesco Helmut Josef Geier, meglio conosciuto come DJ Hell (…), proprietario
della “International DeeJay Gigolo Records”. Wikipedia, per quanto non possa
essere una fonte attendibile, anche se spesso è curata dai personaggi stessi, in
fondo al testo specifica: “DJ Hell financially supports Ukrainian protest group
FEMEN”. Gli altri due finanziatori citati sono l’imprenditrice tedesca Beate
Schober e l’americano Jed Sunden, fondatore del magazine “The Kyiv Post” nel
1995».
SUICIDIO
18 Apr 2013,
RinoCammilleri.com
Secondo calcoli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2012 il suicidio
in molte nazioni industrializzate è la terza quando non la seconda causa di
morte degli adolescenti e dei giovani. Il tasso è nel mondo il 14,5 per
centomila persone, più di un milione l’anno. In Italia, in media, abbiamo
quattromila suicidi annui. Per questo l’Oms ha istituito una Giornata mondiale
apposita per la prevenzione del suicidio. Nei secoli cristiani, a tale
prevenzione bastava la Chiesa, che minacciava la sepoltura in terra sconsacrata.
E la minaccia era efficace, vista la quasi totale assenza di suicidi nelle
cronache di quei secoli. Antecedentemente, nei tempi pagani, chi si suicidava lo
faceva perché a un certo punto considerava l’aldilà meglio dell’aldiqua. Oggi ci
si suicida perché non si crede in alcun aldilà. Basterebbe ricordare agli
aspiranti che l’aldilà può essere molto peggio del peggiore aldiqua. Ma i preti
hanno altro a cui pensare…
PARIACOTO
04 Apr 2013
RinoCammilleri.com
Un libro (“Frati martiri. Una storia francescana nel racconto del terzo
compagno”, di Jarek Wysoczanski e Alberto Friso, Edizioni Messaggero Padova)
narra la storia di due missionari polacchi, fra Miguel Tomaszek e fra Zbigniew
Strzałkowski, frati conventuali polacchi di 31 e 33 anni, uccisi a Pariacoto,
sulle Ande peruviane. Il 9 agosto 1991, i guerriglieri maoisti di Sendero
Luminoso li sequestrarono, condannandoli a morte perché accusati di
«addormentare la coscienza rivoluzionaria del popolo con l’attività caritativa e
solidale». E così, lasciatosi alle spalle il comunismo polacco, i due erano
andati a morire per mano di quello peruviano. Singolare la motivazione della
sentenza, almeno per la sua sincerità: davano al popolo pane (cioè, «oppio», per
i marxisti) anziché dargli un mitra.
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WIKISPESA
January 04th, 2013
Poiché mi sono accorto che molti lettori degli Antidoti sono appassionati ai
temi economici, riporto pari pari questa newsletter dell’11 dicembre: «Ogni
cittadino italiano (inclusi neonati e ultracentenari) paga mediamente 26 euro
all’anno per mantenere il proprio Parlamento, contro i 13 dei francesi e i 10
degli inglesi. L’Inail “risarcisce la morte di giovani operai deceduti sul
lavoro con solo 1900 euro” ma ha stanziato 25 mln in tre anni per il rinnovo del
suo sito web. A 5 anni dall’inaugurazione, l’aeroporto di Comiso è ancora
chiuso. Questo ed altro si può leggere su Wikispesa, l’enciclopedia
collaborativa e liberamente modificabile della spesa pubblica italiana per zona
(Nord-Centro-Sud-Italia) e per enti (Regioni, Province, Comuni, altri enti) che
l’Istituto Bruno Leoni ha realizzato e messo a disposizione del dibattito.
Partecipa anche tu: amplia le voci esistenti o creane di nuove, registrandoti o
accedendo via Facebook. A questo link sono disponibili delle semplici linee
guida per l’inserimento e l’aggiornamento delle voci. Sprechi ed errori della
nostra spesa pubblica non possono essere corretti solo dall’alto: bisogna averne
conoscenza diretta. Wikispesa vuole essere uno strumento per aggregare
conoscenza: per consentire di riunire dati e segnalazioni sulla spesa pubblica
italiana. Bisogna conoscere, prima di deliberare: Wikispesa vuole aiutare tutti
a creare questa conoscenza. Wikispesa completa costodellostato.it, il progetto
della fondazione liberista che permette di calcolare a ciascuno quanto spende in
tasse nel corso della vita. Per ulteriori informazioni: Alberto Mingardi
-Direttore generale- Istituto Bruno Leoni. Email: alberto.mingardi@brunoleoni.it-
Tel.: +39-339-6021870. L’Istituto Bruno Leoni è un’organizzazione con sede a
Torino, Via Bossi 1, tesa a promuovere le ragioni del libero mercato. Il sito
internet dell’IBL è www.brunoleoni.it/ ».
RI-CANTO
December 31st, 2012
L’Antidoto (del mese scorso) sui canti in chiesa è stato qui molto dibattuto,
segno che ogni tanto, inavvertitamente, schiaffo un dito in una piaga. Il che,
come minimo, sta a indicare che la questione non è affatto pacifica e
pacificata. L’Antidoto, tuttavia, ha fatto emergere anche un altro punctum
dolens: il cosiddetto servizio alla Chiesa. E’ incredibile il numero di persone
che, animate certo da ottime intenzioni, si sono messe in testa di «servire la
Chiesa» in parole e opere, offrendo un servizio che, però, nessuno ha loro
chiesto e tantomeno la Chiesa. Infatti, se smettessero di offrirlo, la Chiesa
non se ne accorgerebbe neanche. Dunque, sorge il sospetto che sia la Chiesa a
fare un servizio a loro, che sennò dovrebbero auto-occuparsi in altro hobby.
Onde dissipare un eventuale equivoco, il sottoscritto, col suo blog e la sua
attività di scrittore, non è affatto al servizio della Chiesa, per la semplice
ragione che la Chiesa non gli mai chiesto niente. Non solo. Se smettesse di
scrivere, la Chiesa non se ne accorgerebbe nemmeno. E, anzi, magari qualche suo
esponente tirerebbe pure un respiro di sollievo. Perciò –e mi rivolgo a voi,
affezionati seguaci degli Antidoti- che non vi venga in mente di pensare che
questo blog sia al servizio di qualcosa. Io sono solo uno scrittore che, essendo
cattolico convinto, mette nei suoi scritti la sua filosofia e su tutto riflette
alla luce di quella. Nient’altro. Ripeto: niente-altro. Dico questo perché ho
constatato che gli auto-occupati nel «servizio» di cui sopra sono di solito
piuttosto permalosi e lentamente scivolano, quando non siano già scivolati,
nella convinzione della preziosità del loro servizio. Così, guai a fargli notare
che nessuno è indispensabile, neanche il papa. Infatti, quando muore, subito ne
fanno un altro. Buon Anno.
SUOCERI
December 22nd, 2012
Dice l’Istat 2012 che il 20% delle separazioni coniugali avviene per «ingerenza
dei suoceri». A me pare anche poco, a dir la verità. Infatti, due o tre secoli
di romanticismo ci hanno plagiato in modo tale che scegliamo il coniuge “col
cuore” anziché col cervello. Si guarda solo a “se c’è la passione”. E non si
guarda ad altro. E «altro» è tutto quel che verrà fuori dopo, che è atto di per
sé a far svanire ogni “passione”. Si scopre troppo tardi che ci si è sposati,
per sempre, con tutta la famiglia di lei (o di lui), gente che non hai scelto e
con la quale non c’è mai stata alcuna “passione”, ma che ti entra nell’esistenza
quotidiana per non uscirne più (se non, appunto, con la separazione). Prima
–prima!- di metterti seriamente con lei (o con lui) dovevi verificare se andavi
d’accordo con tutto il suo entourage: genitori, fratelli, cognati, cugini,
amici. Basta una sola nota stonata per avvelenare qualunque armonia. Una sola.
Se sei innamorato(a) di lei (o di lui) ma detesti i suoi, un consiglio:
lasciala(lo) subito. A meno che non li detesti anche lei (o lui). Se lei (o lui)
è tanto attaccata a papà o a mammà o a tutt’e due, sappi che si tratta dei nonni
dei tuoi futuri figli, e dovrai pure prenderli in casa quando saranno vecchi e
malati. E se già non li sopporti ora, come farai quando saranno anche un peso
infermo e bilioso? L’allevatore sceglie un bue scrutandogli perfino il pedigree,
eppure non deve certo metterselo in casa. Invece tu, nel legarti per sempre a un
essere umano, guardi solo ai suoi begli occhi. E null’altro. Sei pazzo.
COSTANTINIANI
December 18th, 2012
Nel suo blog “Settimo cielo” del 15 settembre 2012 il vaticanista Sandro
Magister ha scritto che il papa in Libano «non ha temuto di richiamare in chiave
positiva la memoria di un imperatore molto controverso, Costantino, autore nel
313 dopo Cristo di quell’editto che diede la libertà ai cristiani ma insieme
inaugurò un “regime di cristianità” contro cui si sono scagliati molti tra gli
stessi cattolici, specie durante e dopo il Concilio Vaticano II». Magister ha
ricordato un libro del 1965 del grande teologo Jean Daniélou (“La preghiera
problema politico”): «Daniélou rimproverava agli anticostantiniani di volere una
Chiesa “pura”, simile a “una confraternita degli iniziati”, e con ciò di perdere
proprio quei “poveri” che a loro starebbero tanto a cuore: i poveri “nel senso
dell’immensa marea umana”, fatta anche di “quei numerosi battezzati per i quali
il cristianesimo è più che altro una pratica esteriore”. Per Daniélou la Chiesa
non dev’essere “svincolata dalla civiltà in cui si teme possa compromettersi”.
Al contrario, è essenziale che “si impegni nella civiltà, perché un popolo
cristiano è impossibile in una civiltà che gli sia contraria”. Di qui la difesa
che egli fece di Costantino, l’imperatore romano che per primo consentì al
cristianesimo di diventare una religione di massa: “Questa estensione del
cristianesimo a un immenso popolo, che rientra nella sua essenza, era stata
ostacolata durante i primi secoli dal fatto che andava sviluppandosi all’interno
di una società [...] ostile. L’appartenenza al cristianesimo richiedeva quindi
una forza di carattere di cui la maggior parte degli uomini è incapace. La
conversione di Costantino, eliminando questi ostacoli, ha reso il Vangelo
accessibile ai poveri, cioè proprio a quelli che non fanno parte delle élite,
all’uomo della strada. Lungi dal falsare il cristianesimo, gli ha permesso di
perfezionarsi nella sua natura di popolo”.
AFRICA
December 14th, 2012
Il solito padre Gheddo, intervistato da Luigi Chiarello su “Italia Oggi” dell’8
novembre 2012, ha parlato del problema africano, dicendo senza mezzi termini che
il problema dell’Africa sono gli africani. E ha fatto un esempio, raccontatogli
dal suo collega p. Carlo Scapin, missionario in Camerun da decenni: “Non molto
tempo fa, un nostro cristiano, che è generoso e aiuta in parrocchia, al mattino
ha trovato davanti alla sua porta un uovo rotto, che è segno di morte.
Disperazione della famiglia, perché pensano che questa è una minaccia di morte.
Vado a dare una benedizione a quella casa con i paramenti sacri più solenni,
l’acqua santa, l’incenso, il mio crocifisso di missionario, il libretto delle
benedizioni in latino. Erano in molti ad aspettarmi, seduti anche per terra,
parenti e vicini di casa. Ho fatto una cerimonia solenne e lunga, con canti,
letture in ewondo, benedizioni in latino; poi ho benedetto con l’acqua santa e
incensato tutta la casa, ho imposto le mani a tutti i membri della famiglia.
Infine ho fatto il mio discorsetto dicendo loro: non abbiate paura, con le mie
benedizioni Gesù Cristo è entrato nella vostra casa e nessuno può più mandarlo
via, se voi pregate con fede; se avete altri segni negativi, chiamatemi. E tutto
per un uovo! Se la cosa fosse andata avanti, quella povera gente, che pure sono
fedeli a Cristo e alla Chiesa, sarebbe vissuta nel terrore. I casi di questo
genere sono molti e spesso non vengono subito alla Chiesa, ma vanno dal marabut
(stregone, ndr) che queste cose le capisce più del prete. Il quale fa i suoi
segni misteriosi e dà il responso: accusa il tale o il tal altro di voler male a
quella famiglia e incominciano i sospetti, le gelosie, le vendette, una famiglia
o due sono distrutte o squassate”.
GRANZOTTO
December 10th, 2012
Traggo una perla dall’«Angolo di Granzotto» quotidiano sul «Giornale» del 12
novembre 2012: «Tant’è che dove il petrolio non manca né manca il sole che
alimenta il fotovoltaico o il vento che muove le mostruose girandole
dell’eolico, parlo dell’Arabia Saudita, sono attualmente in costruzione sedici –diconsi
sedici- centrali nucleari». E’ il vantaggio di vivere sotto un regime assoluto,
ereditario, dispotico e teocratico. Dove non esistono «quote rosa», né preti
buonisti, né comunisti, né lgbt, né criminalità. Un Paese ordinato, insomma, e
perciò prospero e felice. Un sogno. Se non fossi cattolico, avrei già chiesto
asilo politico.
EVITA
December 06th, 2012
No, non è un ammonimento ma va letto con l’accento sulla «i». Si tratta di lei,
Eva, Evita, Perón. E’ la protagonista del libro di Giuseppe Brienza, «Evita
Perón, populismo al femminile» (ed. Pagine), appena uscito in libreria.
L’autore, cattolico, ha inteso misurarsi in modo anche inedito con un
personaggio che ha affascinato tutti pur essendo «di destra». Morta a soli
trentatré anni, anche il suo corpo è stato oggetto di mito e di giallo. Sulla
vita di questa first lady argentina, adoratissima dal suo popolo, si sono
sprecati perfino i musical e pure un film con Veronica «Madonna» Ciccone e
Antonio Banderas. Da cui il famosissimo brano, divenuto un classico, «Don’t cry
for me, Argentina».
CANTO
December 02nd, 2012
«Chi canta prega due volte». Pare che l’abbia detto sant’Agostino. Ma con ogni
evidenza si riferiva al canto dei suoi tempi, quello che il suo padrino,
sant’Ambrogio, stava sistematizzando (canto «ambrosiano», ben più solenne e
austero del successivo «gregoriano»; e, soprattutto, privo di strumenti
musicali). Mica poteva sapere che la sua frase sarebbe stata utilizzata dal
clero del terzo millennio per ottenere la tanto sospirata «partecipazione» dei
fedeli all’«assemblea liturgica» che il prete «presiede». Così, quando l’intero
uditorio si mette a cantare a squarciagola i pezzi numerati imposti dal
complessino, finalmente la «celebrazione eucaristica» può dirsi pienamente
«partecipata», con grande soddisfazione del «presidente» che non di rado ha
interrotto a metà il rito per arringare l’uditorio che cantava poco o piano.
CATTOLICI
November 28th, 2012
Se andiamo a vedere i numeri, i cattolici non sono pochi. In Italia, poi, sono
in schiacciante maggioranza. Come fa, dunque, una schiacciante maggioranza a
essere una minoranza vilipesa e perseguitata? Le cause sono diverse. La
principale è questa: i cattolici non sono molto furbi. Esagero? No, cito il
Vangelo: «I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri
dei figli della luce» (Lc 16, 8). Un’altra è la seguente: dopo il Concilio la
famosa Nuova Pentecoste ha suscitato i movimenti c.d. ecclesiali e una
provvidenziale pletora di realtà giovanili; ma si tratta quasi sempre (più
sempre che quasi) di compartimenti stagni e incomunicanti, ed è già tanto se non
si fanno lo sgambetto l’un l’altro. Se tutto ciò non bastasse, ecco un’ulteriore
divisione (con odio) tra «progressisti» e «tradizionalisti». Cospargete
l’insieme con questi ingredienti: a) gli scrupoli morali che i cattolici devono
necessariamente avere e di cui i «figli di questo mondo» sono liberi; b) le mani
legate dal noto «porgi l’altra guancia», che si traduce in buonismo e in un
clero che, perciò, fa da freno a mano tirato o addirittura rema contro. Come
dice san Paolo, Dio trionfa nella debolezza, affinché si veda chiaramente che è
Lui a cavare i conigli dal cilindro. No, noi cattolici non siamo scaltri. Lo
fossimo stati, non avremmo fatto i cattolici.
RUGGERI
November 26th, 2012
Il Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa mi ha girato un articolo
di Riccardo Ruggeri apparso su “Italia Oggi” il 20 novembre 2012. Ne riporto la
parte più intrigante: «Bilancio di un anno di Monti: le cifre sono tutte
peggiori di un anno fa. Perché risultati così disastrosi da parte di gente così
colta? (…) Avevano mano libera, potevano rivoltarci come calzini, invece sono
costretti a farsi l’auto-endorsement con 17 pagine di imbarazzante
auto-celebrazione, perché? Tutti dovrebbero saperlo, se imponi una politica
basata sui “numeri”, devi accettare che siano i “numeri” a giudicarti: e i
numeri (Istat) sono tutti peggiori di un anno fa. La formuletta inglese “it’s
clear that things will get worse before they get better” ripetuta fino alla
nausea (le cose vanno peggio prima di andare meglio) che ha funzionato
nell’Estonia di Tomas Hendrik Ilves, un vero leader (con grave scorno di Paul
Krugman), qua è stato un flop. Così come l’ormai stucchevole “eravamo sull’orlo
del burrone, grazie a noi siete salvi”, gli italiani sanno che i “numeri” dicono
altro: “se prima eravamo sull’orlo, ora ci siamo dentro”: in realtà non lo
eravamo né prima né oggi. I professori si difendono: “se ci sono colpe, queste
sono delle Corporazioni”. Ebbene i due terzi dei membri del governo appartengono
alla peggior Corporazione del paese, quella dei burocrati pubblici: noti per
mancare dei due requisiti base, “trasparenza” e “volontà semplificativa”.
Parlando a vanvera di patrimoniale e di tassazione, 235 miliardi (“bianchi” e
tracciabili, fonte Fmi) si sono trasferiti all’estero, non per nascondersi, ma
per sfiducia verso il governo. L’unica patrimoniale seria, quella suggerita da
Oscar Giannino, a carico del patrimonio dello Stato, non è stata fatta. Gli
aspetti positivi. I professori al governo, tutte persone perbene, si sono
rivelati ben attrezzati per colloquiare con gli attuali padroni del mondo
occidentale: i tecnocrati. Una gang di furfanti cosmopoliti, compagni di master
che fra loro parlano solo inglese, che campano con algoritmi truffaldini, che si
sostengono e si riproducono fra loro, che praticano una feroce cooptazione
chiamandola meritocrazia, che occupano tutti i gangli del potere occidentale,
ebbene costoro hanno dato l’endorsement ai nostri professori: un indubbio
successo».
BIEBER
November 24th, 2012
Justin Bieber, diciotto anni, è il nuovo idolo delle adolescenti di tutto il
mondo. Cantante e attore canadese, durante il suo tour negli Usa si è permesso
di dire che i giovanissimi sono sottoposti a indottrinamento pro-aborto, come se
fosse un «diritto» dell’umanità. Naturalmente, si è scatenato addosso l’inferno
(e i suoi seguaci). Il fatto è che il giovanotto parla a ragion veduta (cfr.
Giuseppe Brienza su “Vatican Insider” del 29 settembre 2012, ripreso dal
«Timone» di novembre). Infatti, è figlio di una tossica che a diciassette anni
aveva tentato il suicidio perché rimasta incinta suo malgrado. Vittima di abusi
nell’infanzia, viveva tra alcol e droga; naturalmente, tutti la spingevano ad
abortire. E lei lo fece. Ma l’operazione fallì e lei, in un soprassalto di
dignità, decise di tenere il bambino. Che crebbe da sola e in miseria. Meglio
andò al tenore Andrea Bocelli, che sua madre rifiutò di abortire sebbene le
avessero detto che sarebbe nato cieco. Stessa cosa fece la madre di Susan, il
«cigno dell’Inghilterra» e anche lei voce di fama mondiale: la donna aveva già
un sacco di figli era povera e, le dissero, avrebbe avuto una bambina
subnormale. La morale che pare trarsi da queste storie è la seguente: mamme, non
date retta agli “amici” (e neanche ai medici) e non abortite perché potreste
abortire la vostra fortuna.
MARTINO
November 22nd, 2012
Al Festival del Cinema di Roma 2012 il film più chiacchierato (e, dunque,
pubblicizzato) è stato quello in cui l’attrice Isabella Ferrari, stando alle
recensioni, mostra le sue grazie più intime e qualche attore maschio recita
senza mutande. Il film si intitola “E la chiamano estate”, come una famosa
canzone del compianto Bruno Martino, canzone che, a quanto risulta, fa un po’ da
colonna sonora. Per sicurezza, la vedova del musicista li ha denunziati tutti
quanti, film e cineasti, poiché non gradisce che le serissime composizioni del
defunto vengano utilizzate, a di lui insaputa, per una roba del genere. Notare
che la vedova in questione poteva benissimo star zitta e incassare i diritti
d’autore. Ma la signora ha preferito darci una lezione di stile e dignità.
INTERVISTE
November 21st, 2012
E’ uscito, di Irene Bertoglio, “Intervista a maestri. Volume 1”, edito da
Leolibri (www.leolibri.it), primo di una serie che raccoglie interviste di
autori cattolici. In questo primo volume, interviste a: Francesco Agnoli,
Gianpaolo Barra, Rodolfo Casadei, Rino Cammilleri, il Cardinale José Saraiva
Martins, Riccardo Cascioli, Alessandro Gnocchi, Marco Cimmino, Marina Corradi,
Renato Farina, Paolo Gulisano, Massimo Introvigne, Camillo Langone, Roberto
Marchesini, Luca Marcolivio, Costanza Miriano, Paolo Pugni, Giacomo Samek
Lodovici e Cristina Siccardi. Parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione
Onlus La Quercia Millenaria, che dal 2005 si occupa dell’assistenza alla
gravidanza di ogni tipologia di malformazione fetale. Per acquistare l’ebook si
può cliccare sul seguente link:
http://leolibri.it/content/intervista-ai-maestri-volume-i
CARINA
November 20th, 2012
«Ehi, ma che minkia mi state facendo!». Non ha detto proprio così, sul tavolo
operatorio, ma questo è suppergiù il senso (o, almeno, quel che avrei detto io).
Carina Kim, vent’anni, lo scorso ottobre era rimasta vittima di un pauroso
incidente stradale e all’ospedale di Aarhus, Danimarca, si accingevano a
espiantarle gli organi, dopo avere avvisato i genitori che non c’era più niente
da fare. Invece, proprio all’ultimo momento, quella si è svegliata e ha fatto
ciao. Ora non solo cammina ma è addirittura tornata a montare il suo cavallo
preferito. Il padre ha, naturalmente, denunciato i medici. «Quei banditi in
camice bianco hanno rinunciato troppo in fretta perché volevano un donatore!»
(di organi, ndr), ha tuonato (cfr. «Il Giornale» del 22 ottobre 2012). Carina,
questa, vero?
RICOLFI
November 16th, 2012
Su LaStampa.it del 13 ottobre 2012, Luca Ricolfi ha postato un articolo dal
titolo “Se il fisco è più iniquo di prima” che consiglio di leggere ai fan del
governo Monti, spacciato per “tecnico” ma in realtà molto più politico di quelli
di prima (da cui, tra l’altro, ha imparato i giochi di prestigio fiscale, tipo
dare –poco- con una mano –quella visibile- e togliere –molto- con l’altra,
quella dietro la schiena). Uno dei passi pregnanti del pezzo è questo: “Se poi a
tutto ciò aggiungiamo l’aumento di un punto dell’Iva, che scatterà nella seconda
metà del 2013 (ossia dopo le elezioni, guarda caso), è facile dedurne che la
pressione fiscale aumenterà su quasi tutti i contribuenti, e in misura massima
sui poverissimi, che non solo non potranno usufruire di alcun beneficio fiscale
(perché non versano tasse), ma pagheranno l’aumento dell’Iva nella veste di
consumatori, e lo faranno in misura maggiore di qualsiasi altro gruppo sociale,
visto che la propensione al consumo è ovviamente massima là dove non vi è alcuna
possibilità di risparmiare”. Nei manuali degli Itc (Istituti tecnici
commerciali, i.e. per aspiranti ragionieri) si può leggere che dicesi
“propensione al consumo” la percentuale del proprio reddito destinata a essere
spesa; ciò che rimane si chiama “propensione al risparmio”. E’ ovvio che chi ha
in tasca solo un euro lo spenderà tutto per mangiare (se gli basta): dunque, la
sua “propensione al consumo” è pari al 100%.
MAGDI
November 12th, 2012
Scrive, sul “Giornale” del 15 ottobre 2012, l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam:
“Nel 2066 lo sheikh Ahmad al-Qataani, intervistato da ‘Al Jazeera’, diede queste
cifre: ‘Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno
16mila musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di
musulmani si convertono al cristianesimo’”. Dopo aver riportato la denuncia
dell’allarmato sceicco, il convertito Magdi Cristiano Allam aggiunge:
“Innumerevoli sono le denunce fatte da musulmani che vorrebbero ricevere il
battesimo ma si trovano di fronte al rifiuto di sacerdoti cattolici che non
vogliono violare le leggi dei Paesi islamici che vietano e sanzionano con il
carcere e talvolta con la morte sia chi fa opera di proselitismo sia chi incorre
nel ‘reato’ di apostasia”.
VIERZON
November 08th, 2012
Nel cuore della Francia, tra la Loira e la Borgogna, sta Vierzon, 27mila
abitanti che, come nel resto del Paese scristianizzato, non frequentano granché
le chiese cittadine. Il vescovo ha deciso di vendere la più deserta e si sono
fatti avanti, soldi alla mano, i musulmani, che ormai sono metà della
popolazione. Ma a quel punto i vierzonesi, con uno scatto di orgoglio, pur di
non vederla trasformata in moschea hanno deciso di alzarsi presto per andarci
alla messa (cfr. “Il Giornale” del 15 ottobre 2012). Morale: evangelizza di più
l’invasione islamica che i piani pastorali dei vescovi (non solo) francesi…
BERNADETTE
November 04th, 2012
Come certo sapete, è in libreria l’ultima fatica di Vittorio Messori:
“Bernadette non ci ha ingannati” (Mondadori), che ho potuto leggere in
anteprima. E’ un libro che dovrebbe essere presente in ogni scaffale di credente
e pure, anzi soprattutto, di chi non crede. Lì per lì, quando seppi del lavoro
in corso (mesi fa), mi chiesi: ma c’era bisogno di un altro libro su Lourdes,
l’ennesimo? Poi, riflettendo meglio, mi risposi di sì. Io, infatti, sono un
addetto ai lavori e, per di più, avevo a suo tempo tradotto in italiano
“Lourdes, cronaca di un mistero” (Oscar Mondadori) di René Laurentin e prefato
proprio da Messori. Dunque, io sapevo già tutto (anche se, come al solito, nel
“Bernadette” di Messori ci sono non poche novità anche per gli esperti: Messori
ha scritto il libro per confutare, una ad una, le obiezioni a Lourdes). Ma io
non sono tutti gli altri. Soprattutto, “gli altri” sono le giovani generazioni
che di queste cose (e non solo) non sanno niente e alle quali va ripetuto tutto
il già detto, da capo, con pazienza. Ecco, allora, “Bernadette”. E non stupitevi
se tra qualche anno ci sarà bisogno di un altro libro sul medesimo argomento.
Bastano solo cinque anni per far diventare diciottenne un tredicenne. Al quale
occorrerà narrare –possibilmente con nuovi dettagli e nuovo linguaggio- la più
grande storia mai raccontata.
GHEDDO
October 31st, 2012
Poiché non mi perdo un rigo di padre Piero Gheddo, ecco una parte significativa
di quel che ha scritto su Zenit.org il 10 ottobre 2012 parlando del clima
post-conciliare: «Potrei citare molti casi concreti. Ad esempio, gli attacchi
che ho ricevuto quando, ritornando dal Vietnam in guerra, dov’ero stato invitato
dai vescovi, denunziavo e documentavo che i “liberatori” del popolo vietnamita
(cioè i comunisti vietcong e nord-vietnamiti) erano in realtà nuovi e peggiori
oppressori della dittatura filo-americana del Sud Vietnam. Era la pura verità,
ma in Occidente non si poteva dire. Anche fra animatori e operatori missionari
nei mass media quelle verità erano tabù. Nel novembre 1973, di ritorno da un
viaggio in Vietnam sono stato invitato al congresso nazionale dei “Cattolici
solidali con Vietnam, Laos e Cambogia”. All’inaugurazione, in un teatro di
Torino, era presente anche l’arcivescovo card. Michele Pellegrino, che mi dice:
“Ti ho fatto invitare io. Ho detto che sarei venuto ad aprire il congresso, se
invitavano te a tenere la prima relazione”. Ho parlato, raccontando solo quel
che avevo visto e riportando le voci dei vescovi, fra contestazioni e fischi,
com’era abituale a quel tempo. Quando finisco, p. Davide Turoldo mi prende e mi
porta in un camerino nel retro-palco di quel teatro. Prima mi chiede se quel che
ho raccontato l’ho davvero visto io oppure il Vaticano mi ha detto di dirlo. Poi
mi aggredisce col suo vocione: “Gheddo, ti voglio bene, ma tu sei fuori strada.
Anche se tutto quel che dici è vero, non ti rendi conto che danneggi la causa
socialista. Ma il socialismo trionferà, perché è l’unica speranza dei poveri”.
Caro e povero Davide, grandissimo prete e poeta, ci volevamo bene davvero! Ma
anche tu eri preso nel vortice di un’ideologia che esaltava i regimi del
socialismo reale, senza tenere in nessun conto la realtà dei fatti. Sappiamo
com’è finita. Dopo la caduta del Muro di Berlino (novembre 1989),
nell’editoriale di una importante rivista missionaria italiana si leggeva: “E’
crollato il Muro di Berlino e tutti fanno festa. Ma crollato il socialismo, ora
chi difenderà i popoli poveri?”».
AFORISMI
October 27th, 2012
Da tanti anni, ormai, non mi perdo una puntata dell’Angolo di Granzotto, rubrica
che il medesimo tiene sul “Giornale” nella pagina contigua a quella in cui sta
la mia. Il 5 ottobre 2012 l’amico Paolo è stato chiamato a commentare, da un
lettore, tre affermazioni che val la pena di riportare: “La ricerca della
giustizia sociale è il maggiore ostacolo all’eliminazione della povertà ed è il
cavallo di troia del socialismo” (F. A. von Hayek); “La povertà non è il brodo
di coltura del socialismo, bensì il suo effetto deliberatamente costruito” (M.
Thatcher); “Ciò che caratterizza i socialisti di tutti i colori è un tentativo
continuo, vario, incessante, per mutilare, per raccorciare, per molestare in
tutti i modi la libertà umana” (A. de Tocqueville). P.s.: in quel “tutti i
colori” ci vedo, oggi, anche il verde. Nonché il salutismo, l’animalismo, il
ciclismo ecologista urbano, il montismo… (scusate se ho dimenticato qualcosa).
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SIRIA
October 26th, 2012
Pare che, alla fine di ogni messa, i cristiani di Siria si dicano addio, perché
non sanno se si rivedranno. E’ in atto una vera e propria pulizia etnica a loro
danno (annunciata dai minareti) e il numero di quelli costretti a scappare con
solo quel che hanno indosso è ormai spaventoso. Chi può, li aiuti: Conto
Corrente Postale n. 932004 intestato a “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, causale:
Contributo campagna “Emergenza Siria” per sostenere i Cristiani sfollati.
Consigli Del Diavolo Custode Per Andare All’Inferno Senza
Strafare
October 24th, 2012
Il diavolo Berlicche di C.S. Lewis era piuttosto high church e d’umorismo very
british. Quello di Cammilleri è tomista e latino. E non è nemmeno un diavolo ma
un’anima dannata inserita nel “corpo mistico” di Satanasso. Scrive a uno che gli
somiglia (non d’aspetto ma di indole) e lo informa su come e qualmente, se
continua così, finirà anche lui all’Inferno. Non per bontà, giacché nell’Inferno
non ve n’è alcuna. Ma solo per avere la sadica soddisfazione di potergli dire:
io te l’avevo detto. Infatti, quel che affolla l’Inferno, la stragrande
maggioranza, è costituito da gentucola che si è giocata la felicità eterna per
quattro soldi, per vizi banali, per avere cercato sempre e solo se stessa e il
proprio miserabile vantaggio.
ARES
October 23rd, 2012
Ogni tanto (non troppo, perché stanno sempre lavorando) vado a trovare gli amici
delle edizioni Ares (che editano anche la rivista “Studi cattolici”, su cui
scrissi il mio primissimo articolo -or sono tanti anni fa) nella milanese via
Stradivari, a due passi da quel Corso Buenos Aires in cui di solito abito. La
Ares ha pubblicato uno dei miei primi libri, “I mostri della ragione”, che fu
prefato dall’allora mio mentore e talent scout, Vittorio Messori, e riapparso di
recente, parecchio ampliato, come “I mostri della Ragione/2”. Dalla sede
dell’Ares non torno mai a mani vuote, perché saccheggio (anche nel senso che mi
ci vuole un sacchetto) i libri che intravedo sugli scaffali e il cui titolo mi
intriga. Quest’ultima volta mi son portato via i seguenti (che segnalo anche
alla vostra attenzione): Dawn Stefanowitz, “Fuori dal buio. La mia vita con un
padre gay” (il sottotitolo è tutto un programma); Giovanni Fighera, “Che cos’è
mai l’uomo perché di lui ti ricordi? L’io, la crisi, la speranza”, prefazioni di
Giovanni Reale e Gianfranco Lauretano; infine, un missionario che non ha bisogno
di presentazioni, Aldo Trento, “Rio Sole. Cronache di ‘santi’ dal Paraguay”.
Spero che intrighino anche voi.
COREA
October 19th, 2012
La Corea costituisce un caso -unico- di autoevangelizzazione. Verso la fine del
XVIII secolo i diplomatici coreani alla corte imperiale cinese conobbero i
missionari gesuiti e furono ammirati dalla «nuova dottrina» che, dal secolo
precedente, Matteo Ricci aveva fatto diventare quasi di moda negli ambienti chic
di Pechino. Quei coreani si fecero battezzare e importarono il cristianesimo in
patria. Dal 1779 al 1794 i cristiani coreani erano già quattromila. I primi
sacerdoti, francesi, vi arrivarono nel 1836. Ma il Paese era chiuso al mondo
esterno, tranne che alla Cina. E il nuovo credo, tanto per cambiare, fu
proibito, con persecuzioni annesse. Solo nel 1886 un accordo con la Francia fece
cessare, formalmente, la persecuzione. Che però continuò in modo sistematico
fino al 1905, quando arrivarono i giapponesi, che cinque anni dopo si annessero
la Corea. Il decano dei missionari, Piero Gheddo, dà le cifre sulla rivista
“Vita e pensiero” (luglio-agosto 2012). Oggi, dopo la guerra del 1950-53, si può
parlare solo della Corea del Sud, che registra il più alto numero di conversioni
al mondo. I cristiani sono il 30% dei 50milioni di sudcoreani, e i cattolici il
10%. Passano al cristianesimo soprattutto i ceti istruiti delle città (il 30%
dei militari è cristiano). Del Nord non si sa niente. I (pochi) profughi
cattolici fanno esattamente come i dissidenti dell’impero sovietico: dicono che
il “dialogo” peggiora la loro condizione e che gli aiuti della Caritas finiscono
per perpetuare il regime. Chi sorvola su un aereo di linea di notte quella parte
dell’Asia testimonia di un grande buco nero: è la Corea del Nord, dove manca
perfino la luce elettrica.
ITALIANS
October 15th, 2012
Luigi Fressoia -archifress@tiscali.it- è un architetto perugino, ex comunista,
che invia a chi ne fa richiesta le puntate della sua rivista online “Italians”.
Oggi ve ne dò un saggio col n. 132 intitolato “Perdere la guerra” (1 settembre
2012): “Quando un popolo va in guerra e la perde, i trattati di pace che infine
sottoscrive sono di due tipi, quelli in chiaro e quelli in nero. I primi si
studiano sui libri di testo, i secondi sono segreti, forse sono anche scritti ma
il testo è conservato il luoghi inaccessibili, solo chi accede al governo ne
viene tenuto a parte in modo che si regoli di conseguenza. Alla fine della
seconda guerra mondiale l’Italia sottoscrisse pace con tutti i vincitori,
anglo-americani, francesi e sovietici. Coi primi i rapporti segreti riguardano
prima di tutto servaggi militari con annesse licenze ai servizi segreti, ma
anche dipendenza finanziaria da Londra. Coi russi, che presto diventarono nemici
nella guerra fredda, l’Italia dovette accettare campo libero all’infiltrazione
di uomini di fiducia sovietica in ruoli chiave dello stato, oltre ad accordare
lo status di speciale protezione all’agente di zona, il partito comunista
italiano. La dipendenza italiana dal dominio anglo-americano si è vista molte
volte nei decenni repubblicani, ricordiamo Sigonella (dove Craxi osò contraddire
l’ordine) o la svendita del patrimonio aziendale pubblico decisa nel panfilo
Britannia nel ’92 al largo della Toscana. I sovietici dal loro canto
continuarono lentamente ma senza sosta nella strategia dell’infiltrazione
(peraltro tentata -e in parte riuscita- in tutta l’Europa occidentale),
conquistando nel corso dei decenni posizioni preminenti nella magistratura,
nelle case editrici, nei sindacati, nella scuola, nell’università, nelle
burocrazie ministeriali, negli stessi partiti avversari e nemici dei comunisti.
Negli altri paesi europei invece non poterono andare oltre la conquista di buone
posizioni nei mass media, nei sindacati e nelle università. L’America dal suo
canto si è largamente salvata grazie alla campagna di Joseph McCarthy. Se
l’Italia politicamente parlando è da decenni donna sciatta di facilissimi
costumi, incapace come nessun altro al mondo di difendere i propri interessi
strategici, ventre molle di tutte le infiltrazioni e perfino paralizzata da sub
culture politiche molto banali ma pertinaci, la spiegazione è in queste doppie
servitù. Non dimentichiamo che sempre nel volgere della seconda guerra mondiale,
l’Italia fu l’unico paese al mondo ad avere prigionieri di guerra sia in
Germania che in campo alleato, insomma ha preso botte da tutte le parti e
continua a prenderle, e pur essendosi conquistata nei decenni posizioni
encomiabili e sorprendenti nel progresso economico, rimane che tutte le potenze
maggiori (compresa ovviamente la Francia), considerano l’Italia terra di
conquista, una nazione senza stato, come fu del resto nei secoli dalla fine del
‘400, tolta la parentesi 1861-1945. Considerano l’Italia uno stato del tutto
permeabile. E in effetti lo stato italiano è del tutto orientato a se stesso (a
chi ne fa parte) e quindi è capacissimo di rimanere del tutto insensibile
all’interesse nazionale. I governanti della repubblica hanno sempre preso atto
della condizione di limitata sovranità nazionale, cosa che ha favorito oltremodo
lo scivolare dello stato italiano su qualità ridicole. Nessuno ha mai contestato
queste servitù, meno che meno la sinistra e gli stessi comunisti al governo, per
i quali non è importante la cornice, bensì è importante il potere. Anzi, al fine
della conquista del potere, è del tutto necessario rispettare le cornici
internazionali consolidatesi di fatto e di diritto. Enrico Mattei, Aldo Moro,
Roberto Calvi, Lando Conti e altri non hanno fatto una buona fine. Oltre Craxi,
tra i rari personaggi che hanno minacciato il ruolo di facile sgualdrina
assegnato all’Italia è risultato Berlusconi, non certo per spirito
antiamericano, ma per il suo naturale senso degli affari (e spirito anarcoide):
conveniva trattare e comprare direttamente dalla Russia anche pestando i piedi a
colossi americani. Appena andò inaspettatamente al governo nel ’94, Berlusconi
fu oggetto di attacchi molteplici del tutto naturali nel contesto italiano, però
molti anche dall’estero, che tradivano il timore che un parvenu della politica
quale effettivamente egli era, non rispettasse il ruolo di poggia-piedi
assegnato all’Italia dagli equilibri usciti dalla seconda guerra mondiale. E
così è stato: Monti ha ristabilito le giuste cose. Berlusconi aveva perfino
criticato e nicchiato nel marzo 2011 all’attacco misterioso ma indiscutibile
contro Gheddafi, meritandosi tra gli altri il rimprovero di un Napolitano più
ligio che mai all’ordine internazionale di attacco alla Libia”.
EXLIBRIS
October 11th, 2012
Nella valanga di libri che costantemente mi arriva, traggo fior da fiore e li
segnalo, come sapete, ai lettori degli Antidoti, perché, come recita un antico
detto monastico, una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria.
Cominciamo con l’anti-relativista “I diritti umani capovolti” (Fede & Cultura)
di Stefano Spinelli, con prefazione del vescovo Luigi Negri. Segue l’importante
“Luigi Gedda e il movimento cattolico in Italia” (Sugarco) di Marco Invernizzi,
con prefazione di Giovanni Cantoni (fondatore di Alleanza Cattolica). Da non
perdere è il vademecum sulle elezioni americane (e la loro storia) “Usa 2012” di
Mauro Della Porta Raffo (fuori commercio, ma forse –forse, perché il personaggio
è stravagante- si può contattare l’autore, che vive a Varese, tramite il suo
sito –se ne ha uno). Infine, Francesco Vaiasuso (intervistato dal vaticanista
Paolo Rodari del “Foglio”) “La mia possessione. Come mi sono liberato da 27
legioni di demoni” (Piemme), un titolo che parla a solo. Buona lettura.
JESI
October 07th, 2012
Riporta Federico Catani sull’agenzia Corrispondenza Romana dell’11 settembre
2012 che a Jesi hanno dovuto sospendere gli aborti perché tutti i ginecologi si
sono dichiarati obiettori: «Da notare che nell’ospedale della cittadina
marchigiana da anni si raduna un gruppo di laici impegnati a pregare a difesa
della vita. Inoltre, dal 25 marzo scorso, giorno dell’Annunciazione, il vescovo
di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, ha dato inizio all’Adorazione eucaristica
perpetua. Nel giro di pochi mesi tutti i ginecologi si sono dichiarati obiettori
di coscienza». Comunque, niente paura: per assicurare il “servizio” è stato
chiamato un medico da fuori.
RISE’
October 03rd, 2012
Il Centro Cattolico di Documentazione mi ha girato un articolo dello psichiatra
Claudio Risé pubblicato il 9 luglio 2012 sul “Mattino di Napoli” e riguardante
l’ultimo rapporto Onu sulla droga nel mondo. In esso si legge, tra l’altro:”
L’Italia è ancora in testa ai Paesi consumatori di cannabis in Occidente (…).
Non è un caso tra l’altro che quegli Stati europei dove il consumo di droghe in
certi casi ancora cresce (come la Grecia), o fatica a diminuire (come la Spagna)
siano anche quelli dove la situazione economica è più grave. Tutte le ricerche
sulla cannabis hanno infatti da tempo dimostrato che a venire intaccata dal
consumo di queste sostanze è innanzitutto la capacità produttiva, che viene
ridotta sia dall’indebolirsi delle motivazioni e della volontà, che dalla
diminuzione di memoria e prontezza di riflessi (…). Il consumo di droghe
illegali, a cominciare dalla cannabis che rimane nella gran parte dei casi la
sostanza di iniziazione, quella da cui si parte verso tutte le altre, richiede
poi negli anni successivi interventi, cure, ospedalizzazioni per problemi
psichiatrici, riabilitazioni, infezioni di HIV e epatiti, overdose. Assumere
queste sostanze è all’origine di un numero enorme di incidenti e malattie (dalle
infertilità ai tumori al polmone, ad alcune forme degenerative), e delle
relative spese per cercare di curarle. Secondo il rapporto, per fronteggiare i
costi sanitari del consumo di droghe sarebbe necessario lo 0,4% del Prodotto
lordo globale, qualcosa come 250 miliardi di dollari (…). I costi complessivi
sul sistema produttivo sono ancora più ampi. Gli Stati Uniti li considerano
equivalenti allo 0,9% del PNL. Ad essi vanno aggiunti quelli delle conseguenze
legali delle droghe (furti, truffe, attività criminali), che in Inghilterra sono
considerati equivalenti all’1,6 del PNL (…). Il rapporto ONU ricorda che i dati
finora disponibili mostrano che più facile è procurarsi la droga, più aumenta il
consumo (come dimostra il mercato della cannabis). Al contrario, più alta è la
consapevolezza del rischio, più il consumo diminuisce. Per questo all’inizio del
millennio l’Istituto Superiore di Sanità dichiarò che la cannabis “non è una
droga leggera”, e genera psicosi. Poi, però, politica e media, hanno sostenuto
il contrario”.
SILLABO
September 29th, 2012
Giuliano Ferrara, sul “Foglio” del 25 agosto 2012, auspicava una serie di
twitter sul Sillabo, un Sillabo moderno. Eccone un paio (troppo lunghi per
Twitter) di veramente profetici, tratti dal mio libro “L’ultima difesa del
papa-re: elogio del Sillabo di Pio IX” (Piemme, 2001). I numeri romani si
riferiscono a proposizioni condannate dalla Chiesa.
XVLII
L’ottimo andamento della società civile
richiede che le scuole popolari, aperte ai fanciulli di qualunque classe del
popolo, e in generale tutti i pubblici Istituti destinati all’insegnamento delle
Lettere e delle discipline più gravi, nonché a procurare l’educazione della
gioventù, siano sottratte a ogni autorità, influenza moderatrice e ingerenza
della Chiesa, e vengano assoggettate al pieno arbitrio dell’autorità civile e
politica, a piacimento dei sovrani e a seconda delle comuni opinioni del tempo.
Almeno, quella che Pio IX aveva sotto gli occhi
era una scuola «assoggettata all’autorità civile e politica», anche se fu
profetico nel paventarne una assoggettata alle «comuni opinioni del tempo».
Infatti, che cosa si insegna nella scuola odierna se non il più piatto
politically correct (ideologia della quale i governi sono ormai proni notai) che
priva i ragazzi proprio di quello «spirito critico» e «d’iniziativa» che la
scuola, dal Sessantotto, millanta di favorire?
LXIV
Tanto la violazione di qualsiasi santissimo
giuramento, quanto qualunque scellerata e criminosa azione repugnante alla legge
eterna, non solamente non è da condannare, ma sibbene torna lecita del tutto, e
degna di essere celebrata con somme lodi, quando ciò si faccia per l’amore di
patria.
Naturalmente, la «patria» del tempo di Pio IX
era quella ideologica, giacobina, la Nazione, cioè il nazionalismo. Tant’è che
pezzi di territorio italofono furono ceduti alla Francia in cambio dell’appoggio
bellico contro l’Austria. E mai, tra le «terre irredente», venne presa in
considerazione l’italicissima Corsica (figurarsi Malta). La Rivoluzione
francese, madre di tutti gli –ismi, tramutò il concetto antico di «terra dei
padri» in qualcos’altro, in un’astrazione, tanto che il capo vandeano Charette,
parlando ai suoi combattenti, diceva: «Parlano di “patria”. Ma che cosa
intendono? Lo sapete voi? Essi la loro “patria” l’hanno nella testa. Noi, la
nostra, l’abbiamo sotto ai piedi». Ovviamente, gli –ismi hanno poi messo da
parte anche la «patria» e, dopo le ideologie totalitarie del XX secolo (per le
quali valse, eccome, quanto condannava nel 1849 la proposizione LXIV del
Sillabo), oggi è il turno di quella «politicamente corretta», altrettanto
totalitaria. E insopportabile.
RESPINTI
September 25th, 2012
Ricevo dal collega Marco Respinti:
Le numerose organizzazioni favorevoli aborto sparse per il mondo hanno indetto
per venerdì 28 settembre una “giornata mondiale per l’aborto” per richiedere
l’eliminazione degli ultimi ostacoli all’aborto libero (obiezione di coscienza
compreso).
Per contrastare questa iniziativa di morte con alcuni amici sto domandando la
tua adesione all’appello che ti allego a questa e-mail.
Ti chiedo la cortesia di aderire all’iniziativa inviando una risposta
all’indirizzo che vedrai anche qui in calce; d’inoltrare questa mia e-mail a
chiunque lo ritieni opportuno invitandolo a fare altrettanto; a divulgare
l’Appello tra i tuoi contatti; a diffonderlo sui social network (Facebook,
Twitter, etc.) e di caricarlo sul tuo blog o sul tuo sito Internet.
Per aderire all’iniziativa, rispondi a
info@associazione-vogliovivere.it
TRINIDAD
September 25th, 2012
Al di là di quel che mostrano le cartoline illustrate, Trinidad e Tobago non è
affatto un paradiso. A cinquant’anni dall’indipendenza –riassume Zenit del 4
settembre 2012- lo stato caraibico ha gravissimi problemi sociali ed economici.
In quelle isole vivono 1 milione e 300mila di persone. I musulmani sono il 6%,
gli hindu il 24%. I cristiani sono il 56%, i cattolici il 26%. È quanto racconta
ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Robert Llanos, vicario generale
dell’arcidiocesi di Port of Spain. La crisi economica è terribile, ma è
improbabile che il Paese accetterà gli aiuti di Nazioni Unite e Banca Mondiale:
«Il sostegno è legato ad alcune condizioni, tra cui l’adozione di misure di
controllo delle nascite, e la legalizzazione dell’aborto e dei matrimoni
omosessuali».
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SPIRITISMO
September 21st, 2012
Se volete leggere un bel romanzo sullo spiritismo, eccovi “Gli
stregoni” (Lindau) di Robert H. Benson, il convertito autore del
famoso “Il padrone del mondo”. Risale al 1909, perciò la scrittura è
leggermente datata, ma ha il pregio di descrivere un fenomeno
dilagante all’epoca di Benson, che dunque sa di quel che parla.
DIAVOLO
September 18th, 2012
Le Edizioni Segno hanno appena ripubblicato il mio “Consigli del
diavolo custode per andare all’Inferno senza strafare”. Per chi se
lo fosse perso.
USA
September 17th, 2012
Sul suo blog www.chiesa del 30 agosto 2012 il vaticanista Sandro
Magister scrive: “Che l’ateismo sia tipico dell’Occidente è una
leggenda smentita dai fatti. L’ultimo grande sondaggio mondiale
della Gallup sul tema lo vede primeggiare in Cina, dove quasi metà
della popolazione si dichiara atea, seguita a ruota da Giappone e
Corea. In Europa la miscredenza è di casa in Francia, nella
Repubblica Ceca e nell’ex Germania dell’Est, ma altrove registra
quote contenute. E negli Stati Uniti è ai minimi termini, appena al
5 per cento della popolazione, nonostante il dirsi atei non sia più
oggi uno stigma sociale come lo era in passato”. Poi fa notare: “Per
la prima volta nella storia, le elezioni presidenziali del prossimo
6 novembre vedranno in corsa due cattolici per il ruolo di vice: Joe
Biden con il democratico Barack Obama e Paul Ryan con il
repubblicano Mitt Romney (…). Politicamente, vescovi e fedeli sono
divisi, chi per Obama, chi per il mormone Romney. Nessuno chiede che
i cattolici facciano corpo compatto, tanto meno formando un partito.
Nessuno, da fuori, accusa di ingerenza i vescovi, cittadini alla
pari. Nessuno invoca – come avviene ad esempio in Italia – una
immissione organizzata dei cattolici in politica (…). Ciò che è
caratteristico degli Stati Uniti è che questo vivace confronto
avviene alla luce del sole, con prese di posizione pubbliche, sul
contenuto dei problemi (…). In campo politico, i cattolici degli
Stati Uniti semplicemente sono presenti tanto quanto ne sono capaci.
Lo spazio pubblico è anche il loro, come lo è di tutti. La loro
forza è di convincere, non di imporre”.
TASEER
September 13th, 2012
Riporta Zenit del giorno seguente che MissiOnLine.org, del PIME, il
27 agosto 2012 è stata l’unica agenzia ad aver rotto il muro di
silenzio attorno alla famiglia di Salman Taseer, il governatore
musulmano del Punjab ucciso il 4 gennaio 2011 a Islamabad dalla sua
guardia del corpo per essersi schierato apertamente contro le leggi
antiblasfemia. “La notizia della sua morte fece il giro del mondo,
tutti lodarono il suo coraggio. Però di lui e della sua famiglia in
Occidente ci si è dimenticati molto presto. Ma non lo hanno
dimenticato i fondamentalisti islamici pakistani, che il 27 agosto
2011 hanno anche rapito suo figlio Shahbaz Taseer. Sì, perché nella
follia di queste persone schierarsi contro una legge che può essere
brandita contro chiunque senza alcuna prova è una colpa talmente
grave da tramandarsi di padre in figlio”. L’agenzia invita “tutti
coloro che hanno un profilo Twitter a inviare un messaggio sul
profilo di Sahbahz Taseer all’indirizzo @ShahbazTaseer: (…) «Dear
Shahbaz, we are with you and with your brave family» («Caro Shahbaz,
siamo accanto a te e alla tua coraggiosa famiglia»)”.
GRAVIDANZE
September 09th, 2012
Il tasso di gravidanze indesiderate sotto i 16 anni d’età in
Inghilterra è rimasto pressoché invariato per quarant’anni
nonostante i programmi avviati dai vari governi. E’ quanto emerge da
uno studio dell’Università di Nottingham pubblicato sulla rivista
“Education and Health” (fonte: “Avvenire” del 29 agosto 2012). A
nulla servono, a quanto pare, le lezioni scolastiche obbligatorie di
educazione sessuale e la distribuzione gratuita di contraccettivi.
Il Regno Unito è dunque simile all’equipaggio di una barca, metà
impegnata con asce a fare buchi nella chiglia e l’altra metà a
tapparli.
LUME
September 04th, 2012
Per chi ama le tradizioni siciliane, ecco un bel
libro di Giovanni Tesè, “La Madre Santissima del
Lume, tra fede, storia, arte e leggende” (Tabula
Fati). La storia è questa: un gesuita
palermitano, Giovanni Antonio Genovese (morto in
odore di santità), nel 1722 pensò di far
eseguire una immagine della Madonna da portare
con sé in missione in giro per il pianeta, una
Vergine Luce del Mondo. Ma voleva fare le cose
nel modo più gradito a Maria. Si rivolse a una
veggente di Palermo, forse una suora o
addirittura (si dice) la principessa di Favara.
Il 21 novembre, questa, nella festa della
Presentazione, cadde in estasi nella chiesa del
noviziato della Compagnia di Gesù e dedicata a
san Stanislao Kotska. Le apparve la Madonna con
il braccio il Bambino. Con la mano destra,
salvava dalle fiamme dell’Inferno, tenendola per
un braccio, un’anima. Alla sua sinistra, un
angelo offriva a Gesù un cesto con dentro i
cuori dei peccatori salvati dall’intercessione
della Madre. Il quadro fu realizzato secondo la
visione e oggi si trova in molte chiese
siciliane. Lo si trova anche in diversi luoghi
di missione nel mondo.
CANDICE
August 31st, 2012
Riassunto: la francesina Candice Cohen-Ahnine negli
anni Novanta conobbe a Londra un giovane principe
saudita. I due fraternizzarono e nel 2001 ebbero una
figlia. Poi la cosa finì, lui tornò in patria e lei
pure con la figlia, al cui mantenimento provvedeva a
distanza il padre. Nel 2006 lui sposò una cugina ma
insistette perché Candice gli portasse la figlia
per, almeno, fargliela vedere. Nel 2008 lei commise
l’errore di acconsentire. Era una trappola: in
Arabia le fu sequestrato il passaporto e tolta la
bambina. Lei fu rinchiusa e sottoposta a pressioni
di ogni genere. Riuscì a fuggire nell’ambasciata
francese. Senza soldi e senza documenti, solo nel
2009, grazie all’interessamento della Francia, poté
uscire dall’incubo. In Francia pubblicò un libro che
rese nota al mondo la sua vicenda (titolo:
“Rendez-moi ma fille!”) e iniziò una battaglia
legale che vinse nel gennaio 2012, perché il
tribunale di Parigi minacciò il suo ex compagno di
arresto internazionale. Venerdì 17 agosto 2012 il
cadavere della trentacinquenne Candice è stato
rivenuto nel suo appartamento parigino, in
circostanze che gli inquirenti hanno definito
“oscure” (cfr. “Il Giornale” del 19 agosto 2012). Ho
il fondato sospetto che rimarranno tali.
VIDELA&C.
August 28th, 2012
Un lettore mi ha chiesto di dedicare un
Antidoto all’articolo comparso (in traduzione) l’11
maggio 2012 sul “Fatto” e dedicato a descrivere
(meglio: a insinuare) le complicità vaticane con i
fatti dei “desaparecidos” argentini al tempo del
presidente Jorge Videla. L’articolo è sconclusionato
e basato su una testimonianza inverificabile. Dal
complesso risulta contraddittorio, perché prima
parla di complicità e poi dell’”irrilevanza” della
Chiesa in Argentina. Ma, se ci avete fatto caso, in
questo blog non perdo tempo a confutare quel che
appare su fogli schierati ideologicamente a
sinistra: la propaganda demonizzante l’hanno
inventata loro e vi sono maestri (anche perché non
hanno altro). Il sinistrismo è solo una perfetta
macchina per prendere il potere. Ottenuto il quale,
non sa che farne e instaura il solito, vecchio
giacobinismo fatto di povertà diffusa, repressione a
tutti i livelli, propaganda ossessiva e nomenklatura.
Da sempre, i “sinistri” hanno fatto di mestiere il
giornalista (Marat, Proudhomme, Mazzini, Marx,
Lenin…). O il regista, il comico, il cantante… La
propaganda è il loro pane e l’unica loro ragione di
vita, per la quale sono disposti a sacrificarsi e
morire (dopo aver sacrificato e impiccato gli
altri). Ci vuole il tempo pieno per ribattere,
rintuzzare punto su punto, querelare se del caso,
procurarsi una scorta armata per difendersi dai loro
picchiatori. Il Vaticano ha tutto questo: lo usi. I
laici di buona volontà hanno dato e danno. Ma i più
esperienti (tra cui chi scrive) sanno benissimo che,
in caso di guai, verranno lasciati soli. Perciò,
l’articolo di cui sopra è stato sicuramente letto da
chi di dovere: provveda, se vuole. Questo lo dico
per tutti quei lettori che mi segnalano articoli
sperando che io controbatta ogni volta, come fa
Paolo Granzotto sul “Giornale”. Solo che lui è
pagato, e bene, per farlo, e ha a disposizione gli
avvocati dell’editore. Io no.
SPARTA
August 24th, 2012
«Di tutte le città della Grecia, Sparta è l’unica a
non aver lasciato all’umanità né uno scienziato né
un artista e nemmeno un segno della sua grande
potenza. Forse gli spartani, senza saperlo,
eliminando i loro neonati malati o troppo fragili,
hanno ucciso i loro musici, i loro poeti, i loro
filosofi». Jerôme Lejeune. (cfr. Giulio Meotti, “Il
processo della scimmia”, Lindau, pp. 156-157).
PUSSY
August 21st, 2012
Il mondo “civile” si è indignato per la condanna a due anni di
campi di lavoro per le russe “Pussy Riots” che, in chiesa, hanno
inscenato una manifestazione anti-Putin. Dice a Zenit il 18
agosto 2012 il sociologo torinese Massimo Introvigne,
coordinatore dell’Osservatorio della Libertà Religiosa
costituito dal Ministero degli Esteri: “Ho l’impressione che non
tutti conoscano esattamente i fatti. Le Pussy Riots hanno
cantato una canzone dove non si limitano ad affermazioni
politiche ma chiamano il patriarca ortodosso ‘puttana’, e il cui
ritornello fa il verso alla liturgia ortodossa ripetendo ‘La
merda, la merda, la merda del Signore’. E non l’hanno cantata in
un loro locale, e neppure in una piazza, ma nella cattedrale di
Mosca, uno dei luoghi più santi dell’ortodossia russa”.
Introvigne ha anche ricordato le ‘contestatrici in topless’
Femen, “che nella piazza principale di Kiev hanno abbattuto con
una motosega (…) un crocifisso con l’immagine di Gesù Cristo,
che è stato gettato nella polvere urlando slogan
anti-religiosi”.
LESA
August 20th, 2012
Venerdì 7 settembre 2012, alle ore 21, Rino Cammilleri
presenterà il suo libro “Medjugorje. Il cammino del cuore”
(Mondadori) a Lesa (No), presso la Sala Consiliare del Comune,
Piazza IV novembre. Tel. di riferimento: 0322 76421 (comune),
0322 7360 (parrocchia), 347 0598804 (parroco).
COLOSSEI
August 20th, 2012
COLOSSEI è la Commissione ad hoc per la libertà religiosa
istituita dal Columbia Institute. COLOSSEI si prefigge di
monitorare le violazioni della prima e fondamentale libertà che
attiene alla persona umana, denunciando sistematicamente ogni
abuso, vessazione, discriminazione o violenza perpetrata, in
qualsiasi forma, a danno dei cristiani nel mondo. Il COLUMBIA
INSTITUTE di Milano, diretto da Marco Respinti, promuove e
difende la civiltà fondata sulla persona umana e sui princìpi di
vita, libertà e proprietà che storicamente ha generato il
“continente sui generis di cultura” detto “Magna Europa” e noto
come “occidentale”. Il Columbia Institute opera per
l’instaurazione di una società virtuosa a misura di uomo
definita dai “princìpi non negoziabili” e dal diritto naturale,
della quale sono cardini imprescindibili la cittadinanza
responsabile, il governo temperato, la libera intrapresa, la
famiglia naturale e i valori morali tradizionali. Chi avesse
scritti, notizie, immagini, idee, può contribuire. www.columbiainstitute.info colossei@columbiainstitute.info
SUMMIT
August 17th, 2012
L’agenzia Zenit mi informa che l’11 luglio è stata la Giornata
Mondiale della Popolazione. Come era prevedibile il Fondo per le
Attività sulla Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA) ha colto
l’occasione per invocare più fondi per la pianificazione
familiare. Il Summit è stato organizzato a Londra dal governo
inglese e dalla Fondazione Bill e Melissa Gates, assieme ad
UNFPA e ad altri partner. “I contraccettivi sono uno dei
migliori investimenti che un paese possa fare per il suo
futuro”, si legge nel sito del Summit di Londra.
GANDHI
August 14th, 2012
E così anche Gandhi ha fatto outing. Scrive Matteo Sacchi sul
«Giornale» del 12 luglio 2012: «Con una trattativa riservata, a
poche ore dalla messa all’asta, l’India si è aggiudicata un
carteggio che scotta. Quello tra il Mahatma Gandhi (1869-1948) e
un architetto tedesco, Hermann Kallenbach dove emergerebbero le
tendenze omosessuali della “Grande Anima”». Le quali erano già
state riportate nella biografia che il premio Pulitzer Joseph
Lelyveld aveva dedicato lo scorso anno a Gandhi. Il libro
rivelava che quest’ultimo teneva la foto dell’amante sul
comodino. Rivelava anche certi passaggi un po’ osé di una delle
tantissime lettere intercorse tra i due. In effetti il tedesco,
di origini ebraiche, era un «prestante intellettuale (praticava
ogni tipo di sport)». Ma, di questi tempi, non si capisce
l’imbarazzo del governo indiano. Il nostro partito radicale,
libertario, transpartitico e transnazionale, non si definisce a
giusta ragione anche «gandhiano»?
PASSION
August 11th, 2012
«Il critico del Sunday Times, Cosmo Landesman, a proposito della
“Passione” di Mel Gibson, scrive che “fin dai tempi di Voltaire
noi laicisti abbiamo preso in giro la religione e insultato la
fede dei credenti. Siamo talmente abituati a cristiani
sdolcinati come Cliff Richards che quando si presenta sulla
scena un uomo dalla fede robusta e vigorosa come Mel Gibson ci
mettiamo a parlare in tono solenne di antisemitismo, del
pericolo della destra cristiana e della rivoltante religiosità
di George Bush. Siamo onesti: quando si tratta di ‘Passion’ il
problema non è l’antisemitismo; sono i cristiani e le loro
certezze che non possiamo sopportare”». Cfr. Giulio Meotti, «Il
processo della scimmia», Lindau, pp. 26-27.
BENGA
August 07th, 2012
«Nel 1904 Ota Benga, un capo-famiglia pigmeo di ventitré anni,
venne catturato nel Congo belga dall’esploratore Samuel Verner,
in Africa per conto delle fiera di Saint Louis. Già schiavizzato
da un’altra tribù, Benga venne portato in America dai
paleontologi evoluzionisti americani per esibirlo in uno show
insieme ad alcune scimmie, come “anello mancante” tra lo
scimpanzé e l’uomo. Il dipartimento di Antropologia
dell’Università di Saint Louis, in nome di Darwin, gli affiancò
nella gabbia alcuni asiatici e pellerossa, per dimostrare che il
bianco anglosassone era il prodotto più nobile della scala
evolutiva». William Hornaday, direttore dell’American Museum of
Natural History di New York lo portò poi nello zoo del Bronx,
dove fu tenuto in gabbia con un gorilla e un orango. Alcuni
ministri di culto protestarono vanamente. «Ma per la
disperazione un giorno Benga preferì togliersi la vita». Cfr.
Giulio Meotti, «Il processo della scimmia», Lindau, pp. 39-40.
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PIPISTRELLI
August 03rd, 2012
Si diffondono nei parchi le «bat-box», nidi comunali per
pipistrelli, i quali sarebbero utilissimi in quanto mangiano le
zanzare. Peccato che le zanzare rappresentino solo il 5% della dieta
dei chirotteri, i quali non volano di giorno e, dunque, non mangiano
le zanzare-tigre, molto più nocive (producono bubboni rossi
pruriginosissimi che durano quasi un mese e resistono anche al
cortisone) delle zanzare italiane. Parola di Carlo Lozzia, docente
di Entomologia all’università Statale di Milano (fonte: Corsera,
luglio 2012).
GAY-FLOP
July 31st, 2012
La pagina milanese de «Il Giornale» dell’11 luglio 2012 così titola:
«Fondo affitti a coppie gay: zero richieste». Per il Comune era un
test propedeutico all’introduzione del registro delle coppie di
fatto. Il quale, comunque, si farà, perché per la giunta Pisapia (e
tutte quelle di sinistra) è una questione di principio.
CHESTERTON
July 28th, 2012
«Chesterton fu il primo intellettuale europeo a denunciare, nel
1924, “un credo che sta imponendo decime e impadronendosi delle
scuole, il credo che è fatto osservare con multe e arresti, il credo
che non è proclamato nelle omelie ma nelle leggi, e diffuso non dai
pellegrini ma dai poliziotti. (…). Quel credo è il grande ma
controverso sistema di pensiero cominciato con l’Evoluzione e finito
con l’Eugenetica”». Cfr. Giulio Meotti, “Il processo della scimmia”
(Lindau, p. 21).
BUSH
July 24th, 2012
«Alla domanda su chi fosse il suo filosofo preferito, George W. Bush
ha risposto: “Gesù. Senza di lui sarei ancora in un bar a
ubriacarmi”». Cfr. Giulio Meotti, “Il processo della scimmia” (Lindau,
p. 23).
BANANA
July 20th, 2012
“Il calibro è determinato, 1° dalla lunghezza del frutto, espressa
in centimetri e misurata lungo la faccia convessa, dal punto in cui
il peduncolo si inserisce sul cuscinetto fino all’apice; 2° dal
grado, cioè dallo spessore, espresso in millimetri, di una sezione
trasversale del frutto praticata tra le facce laterali e nel mezzo
del frutto stesso, perpendicolarmente all’asse longitudinale. Il
frutto di riferimento che serve a misurare la lunghezza e il grado è
il seguente: il frutto mediano, situato sul lato esterno della mano:
il frutto che si trova accanto al taglio con cui è stata sezionata
la mano, sul lato esterno del frammento di mano. La lunghezza minima
e il grado minimo sono fissati rispettivamente a 14 cm e 27 mm”.
Cfr.: regolamento europeo n. 2257/94 che descrive i parametri
obbligatori della banana (segnalatomi dalla rivista “Tradizione
Famiglia Proprietà nel mondo”, giugno 2012).
GINECOLOGI
July 16th, 2012
Leggo su Zenit del 16 giugno 2012 una dichiarazione di don Flavio
Peloso, direttore generale dell’Opera Don Orione in merito alla nota
diffusa dalla Laiga (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per
l’Applicazione della Legge 194) che ha denunciato il fatto che nel
Lazio, il 91,3% dei ginecologi sono obiettori di coscienza e che in
dodici ospedali pubblici su trentadue non si eseguono interruzioni
volontarie di gravidanza (aborti, fuor di eufemismo). Tra le altre
cose, don Peloso fa presente che «non risulta che i ginecologi siano
una categoria ad alta “appartenenza confessionale” cattolica».
Medjugorje, il cammino del cuore
July 14th, 2012
Un viaggio a Medjugorje nel novembre 1990, prima che scoppiasse la
guerra nella ex Jugoslavia. Un ritorno a Medjugorje vent’anni dopo,
nel trentennale delle apparizioni. L’autore racconta le sue
esperienze, la storia dei veggenti e di quel che accadde in quel 24
giugno 1981, che cosa è successo nei vent’anni intermedi a sé e a
Medjugorje, compresi gli esiti misteriosi della Guerra Fredda
(costellati di coincidenze “mariane”). Soprattutto le sue
riflessioni, il rimando ad altre apparizioni mariane, alle profezie
sulla fine dei tempi. Si intrecciano, quasi per associazione di
idee, tante storie: quella del papa slavo, di La Salette, di
Pellevoisin, le profezie avverate e quelle ancora da compiersi, la
serie dei papi di Malachia, i «segreti» di Fatima e quelli di
Medjugorje, gli interventi della Vergine in Ucraina e ad Amsterdam.
Si dà spazio ai testimonial e agli avvenimenti prodigiosi, ai
miracoli. L’autore confessa di non avere visto niente di tutto ciò e
le sue perplessità su un fenomeno che ancora la Chiesa esita a
riconoscere. Ma ammette francamente che, se gli alberi si giudicano
evangelicamente dai frutti, allora Medjugorje è realmente qualcosa
di straordinario, una «macchina da conversione» che coinvolge
milioni di persone.
COPPIE
July 13th, 2012
Leggo su «Libero» del 9 giugno di un’inchiesta di KlausCondicio, il
programma condotto da Klaus Davi: nel corso del 2011, in tutti gli
82 comuni italiani che hanno istituito i registri delle unioni
civili, sono solo 298 le coppie omosessuali che vi hanno aderito. A
Bologna, dove il registro esiste fin dal 1999, nessuno si è mai
iscritto. A sentire le organizzazioni internazionali il problema del
matrimonio gay è in cima alla lista dei problemi mondiali. Be’, le
masse oceaniche di omosessuali che gemono sotto il tallone degli
etero semplicemente non ci sono. Certo, qualche gay che, come le
sartine ottocentesche, sogna la cerimonia in chiesa con l’abito
bianco e i fiori d’arancio ci sarà pure. Ma per i più, come
autorevolmente detto dall’attore Rupert Everett, il matrimonio è
roba borghese, mentre il gay style è per definizione
anticonformista. Ciononostante la nostra ministra Fornero è andata a
perorare la causa delle coppie gay al Forum delle Famiglie (etero).
Neanche un fischio. Avesse fatto l’inverso (magari in un raduno
Arcigay) cosa sarebbe successo?
CINA
July 10th, 2012
L’Asia è “il continente in cui vivono l’80-82% dei non cristiani di
tutto il mondo”, scrive padre Gheddo su Zenit del 9 giugno 2012.
“Quando il 1° ottobre 1949 Mao Tze Tung divenne il capo indiscusso
del continente Cina, i cattolici cinesi battezzati erano esattamente
3 milioni e 750mila. Poi ci sono stati 37 anni di persecuzione
violenta e specialmente nel periodo della “Rivoluzione culturale”
(1966-1976) in Cina non esisteva più nessuna chiesa aperta, nessun
vescovo o prete in libertà, nessuna casa religiosa. Ebbene, dopo la
morte di Mao (9 settembre 1976), la Cina è stata ancora
rivoluzionata. Pur rimanendo il regime comunista al potere, i nuovi
governanti hanno dato ai cinesi la libertà economica, mantenendo
però il ferreo controllo del partito su ogni opposizione e religione
(…). Oggi però si calcola che in Cina i cristiani sono circa 40-50
milioni, i cattolici da 12 a 15 milioni, un autentico miracolo dello
Spirito Santo”.
KEELHAUL
July 04th, 2012L’Operazione Keelhaul fu conseguenza dell’impegno
preso a Yalta dagli angloamericani di riconsegnare a Stalin tutti i
russi prigionieri dei tedeschi. Ma c’erano anche quelli che avevano
combattuto con i tedeschi contro il comunismo. Un milione di
persone, con le loro famiglie. Duecento di questi, arresisi agli
americani a patto che non fossero rimandati in Urss, portati a
Seattle furono costretti, pistole spianate, a salire su una nave
sovietica. Si ribellarono violentemente e furono rinchiusi a Fort
Dix. Qui, storditi con i lacrimogeni, vennero imbarcati a forza. Ma
riuscirono a danneggiare i motori della nave. Allora furono drogati
con caffè ai barbiturici e rimandati a Stalin. Lo storico J.
Epstein, che negli anni Settanta chiese accesso alle carte americane
sul tema, si sentì rispondere che dette carte restavano classificate
“di massima sicurezza” a tempo indeterminato. Il milione di
rimpatriati sparì nel Gulag. Molti di loro si erano già suicidati
insieme alle famiglie. Cfr. T.E. Woods, “Storia politicamente
scorretta degli Stati Uniti” (D’Ettoris), pp. 254-256.
BALDWIN
July 01st, 2012
“Non c’è alcun dubbio che sarebbe stato meglio per gli interessi
della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e del mondo permettere –anzi
incoraggiare- uno scontro logorante tra i due grandi totalitarismi
del mondo. Una tale battaglia, insieme al conseguente indebolimento
sia del comunismo sia del nazismo, avrebbe sicuramente contribuito
all’instaurazione di una pace più stabile e duratura”. Così scriveva
H. W. Baldwin ne “I grandi errori della guerra” (Garzanti, 1951).
Cit. in T.E. Woods in “Guida politicamente scorretta alla storia
degli Stati Uniti (D’Ettoris, p. 245).
WILSON
June 28th, 2012
Il presidente americano Woodrow Wilson fece di tutto per fare
entrare gli Stati Uniti nella Grande Guerra a fianco
dell’Inghilterra. Che continuò ad affamare la Germania col blocco
navale (aveva minato il Mare del Nord) ancora per quattro mesi dopo
la sua resa. Wilson mise in atto ogni provocazione, perse
centoventimila uomini e dei suoi famosi Quattordici Punti non
realizzò granché. Per esempio, per quanto riguarda
l’autodeterminazione dei popoli (pur non compresa tra i Punti),
l’Irlanda rimase sotto dominio britannico. Della nuova
Cecoslovacchia, Wilson non sapeva che conteneva tre milioni di
tedeschi. E Danzica era tedesca al 95%. Fu proprio appellandosi
all’autodeterminazione che Hitler invase poi i Sudeti e Danzica. Di
Wilson scrisse Sigmund Freud che «si stava rapidamente avvicinando a
quella landa psichica da cui ben pochi viaggiatori tornano, il mondo
in cui la realtà è frutto dei desideri». Sigmund parlò di «una
poltrona in manicomio» e della «disintegrazione mentale che lo colpì
dopo l’aprile del 1919». Cfr. Sigmund Freud e W. C. Bullit, “Il caso
Th. Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti”,
Feltrinelli 1967 (cit. in T. E.Woods, “Guida politicamente scorretta
alla storia degli Stati Uniti d’America”, D’Ettoris, p. 182).
AMPERE
June 25th, 2012
Nella newsletter francese “Une minute avec Marie” ho trovato questo
aneddoto. Jacques Ozanam (1640-1717) matematico francese, proveniva
da una ricca famiglia di possidenti terrieri convertitisi
dall’ebraismo al cattolicesimo. Aveva diciott’anni e il suo idolo
era il celebre matematico e fisico Ampère quando arrivò a Parigi. In
crisi di fede, come allora molti della sua età, entrò in una chiesa
e, inginocchiato in un angolo, vide un uomo anziano che recitava
devotamente il rosario. Guardò meglio: era proprio lui, Ampère. Il
giovanotto, emozionato, si inginocchiò in silenzio dietro al maestro
e da quel momento non ebbe più dubbi di fede. Ebbe a dire, in
seguito, che il «rosario di Ampère» aveva avuto su di lui più
effetto di «cento sermoni». Potenza del testimonial.
JOHNSON
June 22nd, 2012
Nel 1866, terminata la Guerra di Secessione, il presidente Johnson,
succeduto a Lincoln, così ebbe a dire in un’intervista riferendosi
agli sconfitti: «Bisogna permettere a un popolo di commemorare chi
ha sofferto così tanto, e sarebbero indegni di essere chiamati
uomini se non tributassero onori agli ufficiali coraggiosi che hanno
sofferto con loro e non onorassero la memoria dei prodi che sono
morti e che riposano nelle centinaia di campi di battagli attonro
alle loro case» (T.E.Woods jr., «Guida politicamente scorretta alla
storia degli Stati Uniti d’America», D’Ettoris Editori, pp.
129-130). Andatelo a dire ai Piemontesi per quanto riguarda gli
italiani del Sud sconfitti negli stessi anni.
BENEDETTO
June 21st, 2012
Ricevo e rilancio:
Con comunicato del 16 giugno 2012, il Card. Agostino Vallini,
Vicario della Diocesi di Roma, ha invitato la popolazione tutta a
rendersi presente all’Angelus del 29 giugno in occasione della
Solennità dei Santi Pietro e Paolo.
Il motivo principale di tale invito è soprattutto quello di
esprimere al Santo Padre la gratitudine e la vicinanza del popolo
romano, a seguito delle ultime vicende, che hanno avuto come
obiettivo primario quello di indebolire la figura e l’opera del
Sommo Pontefice Benedetto XVI.
Questo sentimento di affettuosa solidarietà con il Santo Padre stava
però già fermentando all’interno di un gruppo spontaneo di giovani
cattolici che, nello scorso mese, si erano uniti, dando vita ad una
iniziativa intitolata “Noi per Benedetto”, la quale si prefiggeva
l’obiettivo di mostrare al Papa la vicinanza e l’amore dei giovani
cattolici.
“Noi per Benedetto” opera la sua
sensibilizzazione sociale sia attraverso il web, tramite il sito
internet www.noixbenedetto.it
e i social network quali facebook e
twitter, sia attraverso il passaparola interno alla rete
dell’associazionismo cattolico.
Questa iniziativa non soltanto
vuole difendere il Sommo Pontefice, ma divenire elemento di nuova
evangelizzazione e di sensibilizzazione efficace, in difesa dei
valori cristiani e cattolici, specialmente nella realtà giovanile.
“Noi per Benedetto”: giovani
credenti, per una nuova profezia!
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MEDJUGORJE
June 20th, 2012
Comunico ai miei affezionati lettori che il prossimo 26 giugno sarà in libreria
la mia ultima fatica: “Medjugorje. Il Cammino del cuore” (Mondadori).
FALCONE
June 19th, 2012
Sul «Giornale» del 24 maggio 2012, Paolo Guzzanti (già membro della Commissione
Mithrokin), ha pubblicato un articolo in cui tra l’altro si legge: «Nel 1992
l’ambasciatore sovietico e poi russo a Roma, Anatoly Adamishin, si rivolse
disperato al presidente Francesco Cossiga (che me ne parlò e lo scrisse anche
nelle sue memorie) perché tutto il tesoro russo in valuta veniva trasferito in
Italia e in Germania per essere riciclato e fatto sparire da una banda di
speculatori e finanziari in collusione con il Kgb e Cosa Nostra. Cossiga si
rivolse a Falcone, suo amico, pregandolo di dare ai russi la sensazione di
essere presi sul serio. L’ex procuratore si dette subito da fare con molti
incontri segreti con gli inquirenti di Mosca, tutti formalmente autorizzati dal
presidente del consiglio Andreotti con fonogrammi trasmessi dal ministero degli
esteri. Quei fonogrammi, secondo lo stesso Andreotti, oggi non si trovano più e
sono dati per persi, cosa mai accaduta nella storia della Farnesina: circostanza
eloquente e inquietante. Falcone poteva far poco dal punto di vista pratico, al
massimo dar prova di buona volontà, ma appare logico che abbia chiesto aiuto
all’unico magistrato sul campo di cui si fidava ciecamente. E’ stato detto molte
volte che Paolo Borsellino ebbe l’imprudenza di esclamare: “Adesso ho capito
perché hanno ammazzato Giovanni”, firmando la propria condanna a morte. La
scomparsa della famosa agenda rossa potrebbe rientrare nell’operazione di
pulizia che fu attuata facendo sparire i suoi appuntamenti e programmi».
Guzzanti aggiunge che, nel ventennale, il premier Monti si è augurato che «la
ragione di Stato non freni la verità».
MANIGIUNTE
June 16th, 2012
Il papa cerca di restaurare la messa, ma fa una fatica immane, perché mettere
toppe su una barca che fa acqua da tutte le parti è come lavare la testa
all’asino. La creatività pretesca è giunta al punto di inserire gli avvisi
parrocchiali nella liturgia. Infatti, la benedizione e «la messa è finita,
andate in pace» vengono dopo tali avvisi. Tra le spiegazioni che ho raccolto da
vari parroci, c’è questa: «Sennò se ne vanno tutti e poi mi assillano di
telefonate». Ma ti sei fatto prete per non avere fastidi? Esistono le segreterie
telefoniche con messaggio. Vabbe’. Tra le tante cose tacitamente abolite in
chiesa c’è la preghiera a mani giunte, adesso si prega a mani aperte, come i
pagani e gli ebrei. Eppure, lo yoga (tanto caro ai moderni) ci insegna che unire
le mani favorisce la concentrazione. Provare per credere.
June 14th, 2012
E’ uscito da poco un thriller-noir americano intitolato “L’inquisitore”
(Mondadori). In effetti, l’editore con un semplice clic avrebbe potuto
preventivamente assicurarsi sull’originalità del titolo, visto che la Piemme
(con la quale io ho pubblicato molti anni fa un giallo medievale con lo stesso
titolo) è per giunta una sua controllata. Il mio romanzo è ancora in catalogo,
tra l’altro, e, riedito da San Paolo, è stato tradotto in sei lingue. Tanto dico
per chiarire con i miei lettori. E’ vero, l’americano parla di tutt’altro
rispetto al mio, ma un po’ di fantasia ai titolatori non farebbe male…
FEDERALISMO
June 12th, 2012
Per motivi ideologici sarei di principio a favore del federalismo. Peccato che
avrebbe dovuto essere attuato fin dal 1861. Per un secolo e mezzo si è invece
proceduto col centralismo giacobino alla francese. La parentesi fascista non è
stata una parentesi ma una continuazione-esasperazione. Epperò la dittatura era
realmente efficiente al livello amministrativo-welfare (è il motivo per cui
ancora oggi la figura di Mussolini gode di vasto credito, sebbene tacito e
reticente). Oggi, tuttavia, non so se la delocalizzazione del potere sia un
bene. Anzi, lo so: ieri (sabato pomeriggio) sono andato per vetrine nella
cittadina in cui passo l’estate e ho trovato parcheggi a due euro (quattromila
lire) l’ora dappertutto. Per finanziare cartelloni elettronici che ti danno in
tempo reale la «qualità dell’aria» e ti consigliano di smettere di fumare. Feste
e fiere a ogni piè sospinto, con conseguente blocco o deviazione della
circolazione. Magari per le manifestazioni dei c.d. centri sociali che,
poverini, hanno il diritto di sfilare con i loro camion-discoteca a tutto
volume, e magari di imbrattare (se non peggio). Una raccolta differenziata
ossessiva (senza alcuna diminuzione della tassa per i rifiuti) e guai se ti
scordi il giorno in cui devi mettere fuori l’«umido». Si potrebbe creare posti
di lavoro di «differenziatori», invece lo si fa fare al cittadino e a spese sue.
Il fascismo era altrettanto salutista ma mandava la gente al mare gratis e, se
obbligava alle adunate, almeno ti passava l’uniforme. E faceva per gli studenti
e le famiglie quel che la democrazia non ha mai fatto. Nostalgico? Di che? Io
non c’ero. Però la democrazia ecologica e più spietata, in quanto a fisco, del
Re Sole, assomiglia sempre più a una dittatura ideologica diffusa, per cui non
sai con chi prendertela. Bah, il resto mettetecelo voi. Intanto vi segnalo il
libro di Francesca Pannuti «Il pensiero amante» (filosofico) con prefazione del
vescovo Negri (edizioni IF Press).
OROLOGIO
June 09th, 2012
In un suo articolo (sull’Africa islamica) del 13 maggio 2012 sul sito
«L’Occidentale», la specialista Anna Bono scrive tra l’altro: «La propaganda
terzomondista (…), che accusa l’Occidente di tutti i mali sofferti dagli
africani negli ultimi sei secoli, rende credibile che sia bene respingere la
cultura occidentale in ogni sua espressione anche marginale: persino l’uso
dell’orologio da polso, che difatti Boko Haram, il movimento integralista
nigeriano, non ammette, mentre l’algerino Al Qaeda nel Maghreb islamico impone
che venga indossato al polso destro, per non imitare gli occidentali».
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BELLI
June 08th, 2012
C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.»
Ringrazio la newletter dell’Istituto Bruno Leoni (4 giugno 2012), che mi ha
ricordato, quale metafora dell’attuale nostro governo democratico, questo
sonetto di Gioacchino Belli.
CORVI
June 06th, 2012
Mentre scrivo questo Antidoto le cose sono ancora in corso: i corvi vaticani e
il libro su cui sono finiti i documenti riservati, quello del giornalista
Gianluigi Nuzzi. Si sa che collega non mangia collega e tutti i commentatori
(anche gli stracattolici) hanno elogiato l’autore, «che ha fatto il suo
mestiere», preferendo appuntare le critiche sulla «guerra tra fazioni» in
Vaticano e, addirittura, in alcuni casi chiedendo le dimissioni del papa, che
sarebbe inadatto perché buono solo a fare il teologo. Ma qui posso dire la mia:
moralmente, chi ha maggiori responsabilità, chi fa uscire documenti riservati o
chi li divulga in tutto l’orbe? A voi il giudizio.
BATTAGLIA
June 04th, 2012
Il caro amico Franco Battaglia, vero esperto del tema (nonché accademico e firma
del «Giornale»), mi ha inviato questo link:
http://www.youtube.com/user/WorldNuclear, dove al minuto 9:20 si possono leggere
due tabelle che riportano gli effetti sanitari dalle radiazioni di Chernobyl e
di Fukushima sia sulla popolazione civile (prima tabella) che sugli addetti e i
soccorritori (seconda tabella). Dice: «Per Chernobyl i numeri sono molto lontani
dai 100.000 decessi dichiarati da un Tg3 di cui ho vivida memoria. Per Fukushima
i numeri sono ZERO in entrambi i casi. Trovo raccapricciante che a fronte di
oltre 20.000 morti e tragedie come quella che può vedere qua
(http://www.angelfire.com/ak2/intelligencerreport/tsunami_japan_1.html)
i mezzi di comunicazione del mondo abbiano puntato i riflettori su una centrale
che, se pur distrutta dal maremoto, non ha fatto male a nessuno». Già.
GAGA
June 02nd, 2012
Stefani Germanotta, in arte Lady Gaga è stata colpita da fatwa (emessa dal
giurista saudita Yusuf Al Kasani) «perché si è permessa di irridere» in una sua
canzone (e nel video, «Judas»), «uno dei profeti della religione, Gesù figlio di
Maria e messaggero di Allah». Adesso la Germanotta dovrà vivere blindata. Gesù,
che i cristiani hanno rinunciato a difendere (anzi!), viene difeso dall’islam.
Meglio che niente.
BROWN
May 30th, 2012
Nell’ottobre 1859, John Brown e diciannove seguaci sequestrarono l’arsenale
federale di Harpers Ferry, in Virginia, allo scopo di armare gli schiavi negri e
indurli all’insurrezione. Circondati dai cittadini, dalla Guardia Nazionale e
dai soldati federali, risposero al fuoco. Dieci furono uccisi. John Brown e
altri sei impiccati. Durante la successiva Guerra di Secessione nacque la famosa
canzone nordista John Brown’s Body. Eppure, il famoso scrittore Nathaniel
Hawthorne (autore della celebre Lettera scarlatta) ebbe a dire che «mai nessuno
fu impiccato più giustamente». Quattro anni prima, John Brown, «che era quasi
certamente pazzo», aveva compiuto un efferato massacro a Potatawomie Creek in
Kansas. Brown, «che si credeva investito di una missione divina: distruggere la
schiavitù», con i suoi uomini attaccò cinque famiglie. Nessuna di esse possedeva
schiavi ma era legata politicamente alla fazione secondo Brown «sbagliata». I
capi famiglia furono trascinati fuori di casa e trucidati sotto gli occhi
atterriti dei familiari. Cfr. Thomas E. Woods Jr., Guida politicamente scorretta
alla storia degli Stati Uniti d’America (D’Ettoris Editori), pp. 104-105.
CANEVARA
May 29th, 2012
Nella chiesa di Canevara, paesino sui monti di Massa di cui è parroco don
Ernesto Zucchini (presidente dell’associazione “Maria Valtorta”), in un velo
accanto all’altare, un grande velo violetto, è apparso il volto di Cristo. Nelle
pieghe. Il velo è stato lavato e stirato ma l’immagine è riapparsa. Si vede bene
solo da lontano. Cercate nel web “Immagine di Canevara” e vedrete.
VATIKAN
May 25th, 2012
Ho appena finito di leggere “Vatikan”, un romanzo di fantascienza di
Pierfrancesco Prosperi (Tabula Fati). Si svolge tra il 2032 e il 2051. Parla di
una Chiesa agli sgoccioli e di un pianeta morto in cui sarebbe stata trovata la
fede cristiana. L’idea non è nuova, ma qui si cerca di trattarla in modo
diverso. Già la copertina, tuttavia, mi pare un po’ stravagante: una donna-cyber
nuda in croce, con una corona che ricorda la Statua della Libertà. Mah. La
bibliografia allegata in fondo, poi, andrebbe letta prima del romanzo. La cito
pari pari: Corrado Augias, I segreti del Vaticano; Schmiegel Maria Olaf, La
profezia dell’ultimo papa; Claudio Rendina, I peccati del Vaticano; Card. Paul
Poupard, La guida del pellegrino a Roma; J.J.Rousseau, Il contratto sociale.
Forse l’autore avrebbe dovuto perdere un po’ più di tempo in biblioteca. E
magari non istruirsi sul cristianesimo con Augias, Rendina e Rousseau.
SAMURAI
May 24th, 2012
I «Quaderni del Timone» (richiedibili a info@iltimone.org) hanno un altro
titolo: «Shimabara no ran. La grande rivolta dei samurai cristiani». L’autore
sono io. Come sapete, ho pubblicato un romanzo sul tema: «Il crocifisso del
samurai» (Rizzoli), disponibile in versione e-book e tradotto anche in polacco.
Ora ho semplicemente narrato la (triste) storia dei samurai cristiani
giapponesi. Il volumetto è arricchito da splendide fotografie dei protagonisti e
dei luoghi, e costa solo 6 euro. Buona lettura.
EGITTO
May 20th, 2012
Leggo su Zenit del 7 maggio 2012 che, in collaborazione con Aiuto alla Chiesa
che Soffre (ACS), Mark Riedemann ha intervistato per Where God Weeps (Dove Dio
Piange) padre Samir Khalil Samir, S.I., professore di Storia della Cultura araba
e di Islamologia a Roma e a Beirut. Dall’intervista traggo i seguenti passaggi:
«La discriminazione in Egitto è il secondo livello. Un esempio: tutto il giorno
e tutto l’anno, dalle cinque del mattino, vieni bombardato con la propaganda
islamica. Iniziano la loro preghiera usando i megafoni e la ripetono cinque
volte al giorno. Poi ci sono la radio e la televisione: spesso i vicini seguono
questi programmi con un volume altissimo. Non ti puoi lamentare perché il vicino
si giustificherà dicendo che è la parola di Dio. Anche la televisione e il
cinema sono inondati dalla propaganda islamica. Nelle scuole, i ragazzi e le
ragazze iniziano la giornata con l’insegnamento islamico. Comincia quando gli
studenti sono ancora fuori, poi vengono di nuovo inondati dalla propaganda
islamica, chiamata Khutbah. Quando c’è il cambio di insegnante, si ripete il
rituale. In termini di occupazione, quando qualcuno cerca un lavoro, in
particolare nel settore pubblico, chiedono il tuo nome, il che è normale, ma in
Egitto le cose sono diverse: chiedono il tuo nome, quello di tuo padre, quello
di tuo nonno, e se non c’è qualche Mohammed nella serie di nomi allora capiscono
che sei un cristiano. (…) Esattamente, non chiederanno la tua carta d’identità,
solo il tuo nome, ma in quel momento sai che sei stato classificato e che
potrebbe essere un motivo per essere rifiutato per un lavoro e cose simili.
Senti di essere trattato diversamente. L’atmosfera è l’islamizzazione della
società. E durante il Ramadan (il mese del digiuno islamico, ndr) tutto il
sistema cambia. Gli orari cambiano. Il sistema dei trasporti pubblici smette di
funzionare dalle cinque di sera fino alle otto della mattina».
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PROMULTIS
May 15th, 2012
Nella newsletter WWW.CHIESA del 3 maggio 2012, Sandro Magister,
vaticanista de «L’Espresso», ha rivelato le resistenze che sta
incontrando il papa nel cercare di far tornare la liturgia
all’antico splendore, specialmente nel passo della Consacrazione
in cui si dice che il Sangue di Cristo è «sparso per voi e per
tutti». In verità la dizione originale recita «pro multis» e non
«pro omnes». Per molti. E il papa sta provando a reintegrare le
parole giuste. Infatti, «per molti» è cosa diversa da «per
tutti», come ognuno capisce agevolmente. E le implicazioni
teologiche sono profondissime. Speriamo che la mite tenacia di
Benedetto XVI riesca a farsi obbedire almeno in questo.
PAPUA
May 11th, 2012
Leggo su Zenit del 20 aprile 2012: «Ragazzine barattate in cambio di maiali o
animali domestici. Vendute in matrimonio appena adolescenti. E’ la triste sorte
di molte giovani papuane descritta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre da Suor Maria
del Sagrario, religiosa appartenente alle Serve del Signore e della Vergine di
Matarà – istituto della Famiglia del Verbo Incarnato. “I matrimoni forzati sono
il problema più grave in Papua Nuova Guinea (…). Una volta le sposate, le
ragazze vengono maltrattate e sottomesse dai mariti e, contemporaneamente, sono
costrette a mantenere la famiglia. Gli uomini papuani, infatti, non sono soliti
lavorare».
VOLPINI
May 09th, 2012
Angela Volpini è una signora che nel 1947 ha visto la Madonna (80 apparizioni
fino al 1956, località Il Bocco nell’Oltrepò pavese). Leggo su un
libro-intervista di Giulietta Bandiera (“Angela Volpini. La via della felicità.
Storia delle apparizioni del Bocco”, ed. San Paolo) la seguente pagina, che
riporto integralmente (pag. 126): «Domando ad Angela che cosa sia rimasto di
quella grande stagione di rinnovamento, e lei scuote la testa e fa un sorriso
amaro prima di rispondere: “Ben poco –dice- perché Paolo VI nell’ultima sessione
del Concilio ha temuto di non poter contenere tutto quel cambiamento. Lo so con
certezza, perché, nel 1967, mi trovavo al primo convegno sulla secolarizzazione
sponsorizzato dalla Fondazione Agnelli e, sapendo che sarebbe intervenuto il
Papa, mi ero ripromessa di dirgliene quattro, se ne avessi avuto l’occasione,
per come aveva affossato il Concilio. A un certo punto, per uno dei quegli
strani casi della vita, non vuoi che Paolo VI si è venuto a sede proprio vicino
a me!?”. Angela ride divertita nel ricordare quell’episodio e poi continua: «Häring,
il relatore che parlava in quel momento, era un famoso moralista e il Papa lo
ascoltava con grande attenzione. A ogni passaggio importante del discorso, però,
pur non conoscendomi, si piegava dalla mia parte e mi sussurrava all’orecchio:
“Il Padre ha ragione. Ma io sono Papa! Capisce? Sono Papa, come faccio!?”».
Attendo i vostri commenti, cari lettori.
GHEDDO
May 06th, 2012
Padre Gheddo, decano dei missionari italiani, così ha scritto su La Bussola
Quotidiana il 21 aprile 2012 a proposito del sottosviluppo africano: «La visione
“terzomondista” del rapporto Occidente-sud del mondo suscita, soprattutto negli
intellettuali e nei giovani di quei popoli, frustrazione, rabbia, impotenza,
sensi di rivolta e di vendetta, sentimenti negativi per lo sviluppo dei loro
popoli: se la colpa della nostra situazione di miseria è dell’Occidente, la
soluzione è di odiare e combattere contro l’Occidente, di umiliare l’Occidente.
Li educa a protestare, denunziare, proclamare la lotta di classe fra poveri e
ricchi, ma non ad un impegno personale costante, onesto e sacrificato, rivolto
anzitutto all’educazione dei loro popoli, come sarebbe necessario». Già: anche
l’odio per noi glielo abbiamo insegnato noi.
DALEGGERE
May 02nd, 2012
Cari amici, come sapete, ogni tanto interrompo la sequenza usuale degli Antidoti
per suggerire qualche nuovo libro nel frattempo uscito. Come al solito, si
tratta di opere che difficilmente vedrete da Fazio o da Augias, cosa che li
rende più appetibili anche se bisognosi di pubblicità. Cominciamo con Giuseppe
Brienza, «Il magistero di Pio XII e l’ordine sociale» (con prefazione di
Francesco Mario Agnoli, Fede & Cultura). Proseguiamo con «Pio IX e la
Rivoluzione italiana» di Roberto De Mattei (Cantagalli). Infine, un libro
particolare in cui un nonno risponde alle domande del nipotino: Giorgio De
Simone, «Michele tiene all’Inter ma crede in Dio. Il mondo di oggi raccontato a
mio nipote» (Medusa). Buona lettura.
CRISI
April 28th, 2012
Sulla BussolaQuotidiana del 12 aprile 212 la studiosa Anna Bono ha ricordato
che: «Nel 2011, sempre per combattere il riscaldamento globale, e inoltre lo
spreco di acqua, la Commissione Europea ha istituito un premio di ben 3,3
milioni di euro che andrà alla migliore idea per convincere la gente a nutrirsi
di insetti in sostituzione della carne dei mammiferi il cui consumo -sostengono
certi ambientalisti- è ormai insostenibile per il pianeta: il bestiame da
macello produce il 18% della Co2 -dicono- e per ogni chilogrammo di carne si
impiegano 3.200 litri di acqua». Totò direbbe: …e io pago!
APPELLO
April 26th, 2012
Cari amici, in tutti questi anni non ho mai chiesto niente, ma adesso c’è una
necessità: LaBussolaQuotidiana è a rischio di chiusura e serve denaro. Troppo
complicato spiegarne qui i motivi. I quali, tuttavia, non dipendono dalla
mancanza di lettori, tutt’altro. Poiché quel quotidiano online ospita anche un
mio speciale Antidoto settimanale (oltre a miei commenti ed editoriali), sono
direttamente interessato alla salute di questa voce realmente indipendente. Ecco
l’appello per il quale non esito a stendere la mano:
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-centomila-euro-per-sopravvivere-5088.htm
17 RAGAZZE
April 24th, 2012
Il film 17 ragazze, che parla del mondo degli adolescenti, in Italia per poco
non è stato vietato ai minori di 14 anni, cioè proprio a quelli cui si
indirizza. Il film è scritto e diretto dalle sorelle Muriel e Delphine Coulin e
si ispira a fatti realmente accaduti. La storia tratta di diciassette liceali
che decidono tutte insieme di rimanere incinte, per protesta contro la loro
profonda solitudine dovuta all’assenza dei genitori. La commissione censura
italiana aveva motivato ufficialmente la sua precedente decisione (prima del
ricorso) con gli spinelli che compaiono in una scena. Ma la redazione culturale
de «Il Giornale» (10 marzo 2012) rivela che «secondo fonti ben informate», il
vero motivo è un altro: «il timore dell’emulazione e l’istigazione alla
gravidanza». In effetti, la “trasgressione” delle 17 ragazze del film è davvero
enorme: l’unica cosa che può fare una ragazzina bombardata da educazioni
sessuali, preservativi e pillole gratis, aborti anonimi e mutuati, è restare
incinta a bella posta. E tenersi il pargolo. Alla faccia degli adulti.
NAPOLEONE
April 19th, 2012
Angela Pellicciari ha pubblicato sulla BussolaQuotidiana un articolo (Napoleone
e i suoi massoni, 24.3.12) che riporto integralmente perché ne vale la pena:
«Recensendo sul Corriere della Sera il libro I dieci errori di Napoleone
(Mondadori) di Sergio Valzania, Luciano Canfora, sempre suggestivo nelle sue
analisi, scrive: “Valzania non è insensibile alla tematica del ‘tradimento’,
all’interferenza cioè di questo micidiale fattore, non sempre percepito dagli
storici nella sua rilevanza, e considerato piuttosto come un condimento
romanzesco della ricerca. Si tratta della questione del mancato arrivo di
Grouchy e della sua colonna nel momento cruciale della battaglia di Waterloo”.
Il tema del tradimento, del tradimento militare, è effettivamente intrigante
perché offre prospettive impensate ai non addetti ai lavori. Io, per esempio,
nelle letture a tappeto che ho fatto su risorgimento e massoneria nella
biblioteca della Civiltà Cattolica, sono caduta dalle nuvole quando mi sono
imbattuta in un libro mezzo mangiato dai topi scritto da un tale Luigi
Parascandolo, sacerdote napoletano. Nel suo La Frammassoneria in questo ultimo
decennio (Napoli 1880), Parascandolo sostiene che la meravigliose vittorie
dell’esercito napoleonico siano imputabili al tradimento. La prospettiva,
rispetto a quella di Valzania-Canfora, sembrerebbe rovesciata perché Valzania
parla di sconfitta mentre Parascandolo di vittorie. Ma chissà che, a conti
fatti, se tradimenti ci sono effettivamente stati, questi non abbiano riguardato
entrambe le facce della guerra: le vittorie come le sconfitte. Veniamo alle
affermazioni di Parascandolo. Il sacerdote analizza le campagne bonapartiste
all’interno di un quadro che rende ragione di alcune vittorie strategiche della
Francia rivoluzionaria, inspiegabili a partire dal rapporto di forze sul campo,
col tradimento di funzionari e generali giacobini che parteggiano per il nemico
francese, anteponendo un vincolo ideologico di tipo settario alla fedeltà alla
patria. Detto per inciso: so per esperienza quanto ragionamenti simili siano
determinanti per spiegare in modo inconfutabile la conquista del regno delle Due
Sicilie all’epoca della spedizione dei mille. Parascandolo racconta come “le
orde repubblicane” entrarono senza colpo ferire in Belgio, Olanda, Savoia,
Magonza, Treviri, Spira, Worms e Francoforte “per una lunga serie di
tradimenti”, perché “in tutti i paesi del Reno, i massoni tradirono la loro
patria tedesca”. I francesi conoscevano in anticipo i piani di battaglia e le
strategie difensive, mentre i generali tedeschi non davano ordini al momento
opportuno o eseguivano male quelli dati e si arrendevano senza sparare un colpo.
Succede così che “Milizie agguerrite, che poco prima avevano dato saggio di
bravura, all’improvviso si mostravano come divenute impotenti, ed i generali
sembravano ciechi”. Le campagne napoleoniche non fanno eccezione:
l’irresistibile e fulminea avanzata di Bonaparte si spiegherebbe con l’aiuto che
i fratelli gli danno in ogni occasione. Parascandolo cita, fra gli altri, il
caso del generale Mack, artefice della sconfitta dell’esercito napoletano di
quarantamila uomini contro seimila francesi, fuggito a Parigi e nondimeno
incaricato da Francesco II d’Austria del comando di vari reparti “tutti battuti
presto e bene”, fino a che “chiusosi in Ulma con trentamila uomini, lasciò
passare a Napoleone il Danubio, e capitolò il 15 ottobre, senza colpo ferire con
tutto il suo esercito intatto”. Sconfitti tutti i regni, posti suoi familiari e
amici a capo delle nazioni un tempo cristiane, Napoleone firma un concordato con
la chiesa ed acquista un’autonomia impensata, simile alla “tirannide”. Succede
così che, all’improvviso, le sue meravigliose qualità militari sembrino svanire:
male informato, male obbedito dai generali, “nei momenti decisivi vedevasi
privato del soccorso di numerosi corpi di Milizie”. A ben vedere l’unica
differenza fra quanto scrive Canfora e quanto scrive Parascandolo è che, mentre
il “sacerdote napoletano” attribuisce alla massoneria la causa di vittorie e
sconfitte delle armate napoleoniche, Canfora si limita a parlare di tradimenti
senza accennare all’identità dei possibili traditori».
ACQUA
April 14th, 2012
Riccardo Cascioli, su LaBussolaQuotidiana del 14 marzo 2012, ha commentato il
Forum di Marsiglia sul problema dell’acqua, lamentando che «ad alimentare la
confusione ci si è messo anche il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace con il
documento pubblicato nei giorni scorsi, proprio in occasione del Forum».
Infatti, il problema non sta nella disponibilità di acqua ma nell’accesso ad
essa: «Secondo un Rapporto pubblicato nel 2007 dalle organizzazioni non
governative Oxfam, Safeworld e Iansa, ogni anno l’Africa perde “almeno 18
miliardi di dollari a causa di guerre, guerre civili e insorgenze”. Dal 1990 al
2006 sono stati “persi” circa 300 miliardi di dollari, una cifra folle
“equivalente all’ammontare nello stesso periodo degli aiuti internazionali dai
principali paesi donatori”. E’ per questo motivo che paradossalmente il problema
dell’accesso all’acqua è particolarmente acuto nella zona dei Grandi Laghi
africani, che pure è uno dei bacini di acqua dolce più grande al mondo».
8MARZO
April 09th, 2012
Su LaRepubblica.it del 7 marzo 2009 (ringrazio Pietro Licciardi per avermelo
segnalato) è comparso un articolo di Silvana Mazzocchi con questo titolo: «
Anche le femministe in un libro riconoscono che l’8 marzo è una festa
“inventata”…». E’ la recensione di un testo (Storie, miti e riti della giornata
internazionale della donna, di Capomazza e Ombra, ed. Utopia). Secondo la
leggenda fu la rivoluzionaria Clara Zetkin, nel 1910, a scegliere l’8 marzo per
ricordare le operaie americane morte due anni prima durante un incendio avvenuto
nel corso di uno sciopero. Invece, è «provato da una ricca documentazione che, a
fissare il giorno delle donne all’8 marzo», fu «la Conferenza internazionale
delle donne comuniste nel 1921 “per ricordare una manifestazione di donne con
cui si era avviata la prima fase della rivoluzione russa”». Le mimose? Nel 1946
quando l’Udi, Unione donne italiane, si trovò a organizzare il primo 8 marzo
dell’Italia liberata, le partecipanti alla discussione decisero di optare per le
mimose. Come ricordava il compianto Alfredo Cattabiani, i prati di Roma erano
pieni di fiori e fiorellini, ma la mimosa era speciale, essendo il fiore
dell’acacia, albero simbolo della massoneria.
PEARL
April 04th, 2012
Su «Sette», il settimanale del Corsera (8 marzo), nella Festa delle Donna c’è la
foto di Pearlperry Reich, ebrea ultraortodossa nata a Gerusalemme e figlia di un
rabbino emigrato negli Usa. Pearl ha trent’anni ed è bella. Oggi campa come
modella ma, dice il servizio, «è diventata la bandiera delle (rare) donne che si
sono ribellate alle mortificazioni degli haredim». E’ stata sposata con un
religioso «basso e grasso che mi fu imposto e che mi chiamava prostituta se in
casa giravo con una camicia a maniche corte». Dodici anni di botte. Poi non ne
ha potuto più e se ne è andata. «La famiglia le ha tolto il saluto. I rabbini le
hanno tolto i quattro figli, perché “con lei crescerebbero pagani”». E lei ha
denunciato tutti. Be’, non erano solo i musulmani…
OMOSALVATICO
April 04th, 2012
«AD MAJOREM DEI GLORIAM
Motto della Compagnia di Gesù, che fa sorridere gli scerebrati ma che dovrebbe
essere di tutti i cristiani, anzi di tutti gli uomini. Dio, nella sua assoluta
perfezione, non ha bisogno di gloria; ma noi, sì, che abbiamo bisogno di
glorificarlo, in ciascuna della nostre giornate, in ciascuna delle nostre opere,
perché soltanto riferendo a Lui tutta la nostra vita siamo assicurati di
partecipare, per sempre, alla sua.
ALFA E OMEGA
Dall’alfa all’omega voleva dire, anticamente,
tutto lo scibile. Il signore moderno è più modesto: la sua alfa è la tavola
abbondantemente apparecchiata e il suo omega –obbedendo al proverbio che tutti i
salmi finiscono in gloria- è il letto dove dorme dopo aver coperto la sua
femmina. Tra quell’alfa e quest’omega non c’è che un passo e questa lineetta di
congiunzione è l’Affare.
ANO
Nell’anatomia esoterica dei borghesi l’ano è,
dopo la bocca, la parte più importante del loro amatissimo corpo. I due orifizi
corrispondenti sono l’uniche porte per le quali il borghese comunica col mondo
esterno. Se l’ano non espelle il superfluo, la bocca non può esser nuovamente
riempita e per conseguenza non può esser compiuta l’essenziale missione
dell’uomo su questa terra».
Quelle che avete letto sono tre voci a caso del
Dizionario dell’omo salvatico. Volume primo A-B, di Domenico Giuliotti e
Giovanni Papini (con prefazione di Mario Bernardi Guardi), edizioni Il Cerchio,
pp. 373, €.26,00.
Imperdibile.
BOLOGNA
April 02nd, 2012
Leggo su Zenit (1 aprile 2012) una notizia che merita di essere divulgata: il
presidente della Faac ha lasciato per testamento l’intero suo patrimonio,
azienda compresa, alla diocesi di Bologna. Michelangelo Mannini, questo il suo
nome, dopo una lunga malattia si è spento a soli cinquant’anni nel marzo scorso.
Ma il testamento l’aveva fatto vent’anni fa; dunque, il suo è stato un gesto
meditato e confermato. La Faac è una multinazionale leader nel settore dei
cancelli automatici. Insomma, Bologna non è solo “rossa” né i capitalisti sono
tutti privi d’anima. Accompagniamo questo straordinario benefattore con la
preghiera nel suo viaggio verso il Cielo.
MANIERO
March 30th, 2012
Felice Maniero, il capo della «mala del Brenta» che imperversò tra gli anni
Settanta e Ottanta, così ha dichiarato in occasione dell’uscita della fiction
sulle sue imprese (Faccia d’angelo, marzo 2012): «Non è così che si comporta un
malavitoso, non come si vede nei promo della fiction. Una misera fiction per
fare cassetta». Naturalmente, levata di scudi da parte degli attori, registi,
sceneggiatori, soggettisti, produttori e quanti alla cassetta, invece, tengono.
Ma lui insiste: «Non voglio che i giovani siano affascinati dalla delinquenza.
Comandavo più di trecento persone e l’unico che ha veramente guadagnato soldi
sono stato io. Tutti gli altri sono in galera, vecchi, distrutti, disperati».
Commento (mio): il fatto che una lezione di vera morale oggi ce la debbano dare
i pregiudicati dice tutto sui tempi in cui viviamo.
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GENDER
Posted: 03 Jul 2010 08:29 AM PDT
Nel libretto della storica Giulia Galeotti («Gender. Genere. Chi vuole negare la
differenza maschio-femmina?», ed. VivereIn) c’è la definizione: «La teoria del
gender sostiene che non esistano differenze biologiche tra femmine e maschi,
essendo la femminilità e la mascolinità costruzioni culturali indotte, dalle
quali bisogna liberarsi per stabilire un’autentica uguaglianza fra gli esseri
umani». L’autrice ci informa che dal 2000 al 2006 l’Unione Europea ha speso
oltre 3,5mld di euro per promuovere l’ideologia del gender. |
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STRANOMAVERO
Posted: 02 Jul 2010 10:29 AM PDT
Quanti sono gli astrofisici in Italia? Uno: Margherita Hack. Vaneggio? Spero di
sì. Ma ogni volta che accendo la televisione o apro un giornale, se l’argomento
è gli alieni, i cerchi nel grano, la fine del mondo, le profezie maya, insomma
il mystero (alla Peter Kolosimo buonanima, alla Martin Mystère bonelliano,
all’enigma, al voyager, al topsecret e via elucubrando), eccola lì: Margherita
Hack, con sotto scritto Astrofisica. E pure se si parla di Madonne e di
religioni e di “impegno civile” (quale sia il suo è noto). Perfino se si parla
di Santi, tant’è che a suo tempo ha firmato anche una canzone per San Remo. Mi
chiedo: gli astrofisici, quando vanno in pensione in questo Paese? Mi rispondo:
come gli altri, tranne una. E mi spiego, conoscendo i colleghi giornalisti (lo
spessore culturale di molti dei quali è noto solo a chi frequenta fisicamente le
redazioni): quando c’è in ballo un tema come quelli suesposti, mica fanno la
fatica di essere originali, no. Alzano il telefono e “pronto, signora Hack?”. Vi
assicuro, niente complotti ateo-sinistrorsi (sarebbe già meglio). Le cose vanno
esattamente come ho detto. |
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CRUCIANI
Posted: 09 Jun 2010 09:19 AM PDT
Ogni tanto cortesi lettori mi avvisano che su qualche sito internet è comparso
un attacco al sottoscritto. Da tempo, però, non vado più a vedere, e per due
motivi. Uno è questo: i tenutari di sito si vantano del numero dei “contatti”
registrati, numero che, per ovvie ragioni, non può tener conto di quanti siano
quelli che vanno su un sito solo per vedere a che punto di imbecillità è
arrivato. Così, preferisco non aumentare il conteggio complessivo. Un’altra
ragione è la seguente: data la natura della segnalazione, perché farmi un fegato
così? Certo, si può sempre rispondere per le rime, ma i petulanti non aspettano
altro. Dunque, mi consolo col detto «molti nemici, molto onore» e non sto a
perdere tempo. Ora, in più occasioni, anni fa, mi fu fatto presente che gli
attacchi, con insulti, erano molto cospicui e virulenti su un preciso sito.
Finii per rassegnarmi e andare a vedere. Trovai qualcosa di più e di meglio:
odio puro. Ed erano pure firme di rilievo nazionale, scrittori con migliaia di
fans. Ora vedo che il sito in questione occupa gran parte del libro di Giuseppe
Cruciani (il giornalista che su La7 conduce il programma «Complotti») dal
titolo: «Gli amici del terrorista. Chi protegge Cesare Battisti?» (Sperling &
Kupfer). Naturalmente, per me non è una scoperta. Ma forse lo sarà per qualcuno
di voi. Ve ne consiglio la lettura. |
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CULTURA
Posted: 08 Jun 2010 10:10 AM PDT
L’incidenza e l’influenza della cultura cattolica nella nostra società l’ho
misurata, se ancora ne avessi avuto bisogno, questo sabato (29 maggio 2010) ad
Arona, in provincia di Novara, sul Lago Maggiore. Una importante libreria locale
organizza nel corso dell’anno una serie di iniziative culturali, tra cui un
intero pomeriggio nel quale un autore firma copie dei suoi libri per i lettori.
Sabato toccava a me. Prima di me c’era stata Amélie Nothomb, al tavolo della
quale c’era, ovviamente, una lunga fila. Non così per me, naturalmente: sono un
autore «di nicchia», come si dice. La vetrina principale era tappezzata con la
mia ultima fatica, proprio la raccolta di «Antidoti» (Lindau). Qualcuno è
entrato appositamente perché già mio lettore. Gli altri si sono fermati
incuriositi, ma l’atteggiamento generale è ben riassunto da una signora che mi
ha chiesto: «Di che si tratta?». Ho risposto che era una raccolta di articoli
del mio blog, fatti e fatterelli letti alla luce della visuale cattolica. Al
che, la signora ha replicato: «Eh, di libri di preghiere ne ho già diversi…».
Sì, perché nella testa dell’uomo medio, ormai, «cattolico» è sinonimo di
«devozionale». Infatti, nei talkshow televisivi gli autori cattolici vengono
invitati solo se si parla di Lourdes o di Vaticano. Il numero uno degli
scrittori cattolici italiani (e non solo), Vittorio Messori, firma, sì, sul
«Corriere della Sera», ma solo commenti su quel che ha detto il papa o la solita
Lourdes. L’editoriale (l’articolo a sinistra in prima pagina, per intenderci) lo
fanno Ernesto Galli Della Loggia, Angelo Panebianco, Giuseppe Sartori, Sergio
Romano… «Laici», insomma. Gli unici considerati autorevoli per pronunciarsi su
tutto, anche sui temi catto-devozionali. Gli opinionisti cattolici li trovate
solo nel loro ghetto, dal quale li si convoca solo per, al solito, Lourdes o
quel che pensa il papa dei preservativi. Pazienza, è già tanto che (ancora) non
ci ammazzano… |
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PADOVESE
Posted: 06 Jun 2010 09:53 AM PDT
Riguardo al furioso sgozzamento di mons. Padovese a Iskenderun in Turchia mentre
il papa era a Cipro, il 6 giugno 2010 su «Il Giornale» il vaticanista Andrea
Tornielli riporta le parole dell’arcivescovo di Smirne, Ruggero Franceschini:
«Ancora una volta diranno che questo è un atto di un pazzo. Ma allora dobbiamo
ammettere che da un anno e mezzo circa in Turchia gli atti da matto sono
notevolmente aumentati, guarda caso contro i religiosi cristiani stranieri».
Direi: da molto prima. Anche Ali Agca passava da attentatore solitario, turco
pure lui. |
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MEDJUGORJE
Posted: 05 Jun 2010 04:02 AM PDT
Messaggio del 25 maggio 2010: «Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e
proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri
ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo
vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio
cuore immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Così la
vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto
alla mia chiamata». Eh, la Madonna dovrebbe stare più attenta a quel che dice;
se comincia a chiamare le cose col loro nome («… modernismo…»), l’approvazione
vaticana alle apparizioni di Medjugorje se la può scordare. |
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ROOSEVELT
Posted: 02 Jun 2010 10:37 AM PDT
«Spero ardentemente che agli uomini disonesti venga impedito del tutto di
procreare. I criminali dovrebbero essere sterilizzati e ai malati di mente
dovrebbe essere vietato avere dei figli. E’ importante che solo la brava gente
si perpetui». Frase di Theodore Roosevelt, presidente Usa e Nobel per la pace
nel 1906. Riportato in Gnocchi-Palmaro «Cronache di Babele» (Fede & Cultura), p.
109. Com’è noto, noi disonesti, alla faccia di Teddy, siamo oggi oltre sei
miliardi. |
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NOTIZIA
Posted: 30 May 2010 10:29 AM PDT
Il missionario salesiano uruguayano Martín Lasarte ha inviato al New York Times,
senza ottenere risposta, una lettera che è stata pubblicata dall’agenzia Zenit
nel maggio 2010. Il New York Times, come è noto, è stato capofila nell’accusare
il clero cattolico di pedofilia. Riporto qualche stralcio: «E’ curioso
constatare (…) il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si
consumano per milioni di bambini, per gli adolescenti e i più sfortunati nei
quattro angoli del mondo (…). Penso che al vostro mezzo informativo non
interessi il fatto che io abbia dovuto trasportare su percorsi minati nel 2002
molti bambini denutriti da Cangumbe a Lwena (Angola), perché il governo non si
rendeva disponibile e le Ong non erano autorizzate; che abbia dovuto seppellire
decine di piccole vittime tra gli sfollati della guerra e i ritornati; che
abbiamo salvato la vita a migliaia di persone a Moxico con l’unico posto medico
in 90mila kmq, o che abbia distribuito alimenti e sementi; o che in questi 10
anni abbiamo dato un’opportunità di istruzione e scuole a più di 110mila bambini
(…). Non interessa che con altri sacerdoti abbiamo dovuto far fronte alla crisi
umanitaria di circa 15mila persone negli alloggi della guerriglia, dopo la loro
resa, perché gli alimenti del governo e dell’Onu non arrivavano (…). Non fa
notizia che un sacerdote di 75 anni, p. Roberto, di notte percorra le vie di
Luanda curando i bambini di strada, portandoli in una casa di accoglienza perché
si disintossichino dalla benzina, che alfabetizzi centinaia di detenuti; che
altri sacerdoti, come p. Stefano, abbiano case in cui i bambini picchiati,
maltrattati e violentati cercano un rifugio, e nemmeno che fr. Maiato, con i
suoi 80 anni, vada casa per casa per confortare i malati e i disperati (…). Non
fa notizia che più di 60mila dei 400mila sacerdoti e religiosi abbiano
abbandonato la propria terra e la propria famiglia per servire i fratelli in
lebbrosari, ospedali, campi di rifugiati, orfanotrofi per bambini accusati di
stregoneria o orfani di genitori morti di Aids, in scuole per i più poveri, in
centri di formazione professionale, in centri di assistenza ai sieropositivi (…)
e soprattutto in parrocchie e missioni, motivando la gente a vivere e amare (…).
Non fa notizia che il mio amico p. Marcos Aurelio, per salvare alcuni giovani
durante la guerra in Angola, li abbia portati da Kalulo a Dondo e tornando alla
sua missione sia stato ucciso a colpi di mitragliatrice; che fr. Francisco e
cinque catechiste siano morti in un incidente mentre andavano ad aiutare nelle
zone rurali più sperdute; che decine di missionari in Angola siano morti per
mancanza di assistenza sanitaria, per una semplice malaria; che altri siano
saltati in aria a causa di una mina, mentre facevano visita alla loro gente. Nel
cimitero di Kalulo ci sono le tombe dei primi sacerdoti che giunsero nella
regione (…). Nessuno aveva più di 40 anni (…). La verità è che non cerchiamo di
fare notizia, ma semplicemente di portare la Buona Novella, quella notizia
iniziata senza rumore la notte di Pasqua. Fa più rumore un albero che cade che
un bosco che cresce». |
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BABELE
Posted: 26 May 2010 10:10 AM PDT
«Fa l’editorialista del giornale storico della famiglia Agnelli e combatte il
capitalismo, scrive sul giornale della Conferenza episcopale italiana e
bersaglia la gerarchia, commenta il vangelo su “Famiglia Cristiana” e proclama
le verità altrui, fa il monaco solitario ed è sempre in viaggio ai quattro
angoli del mondo, profetizza nell’iperuranio della teologia engagé e si occupa
della legge sugli immigrati (…). Predica esercizi ad alto livello, convoca e
presiede convegni internazionali, è nume tutelare delle edizioni Qiqajon, scrive
per grandi editori, compila voci di enciclopedie, tiene cattedra di teologia
biblica e patristica all’Università Vita-Salute San Raffaele di don Luigi Verzé
(dove insegna anche Vito Mancuso, ndr). E tutto questo con il solo titolo
accademico di dottore in economia e commercio». Chi è costui? Enzo Bianchi,
priore di Bose, secondo il duo Gnocchi-Palmaro in «Cronache da Babele. Viaggio
nella crisi della modernità» (Fede & Cultura), un libro che vi consiglio perché
adoro il taglio umoristico. |
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GRANZOTTO
Posted: 25 May 2010 07:18 AM PDT
Nella sua rubrica quotidiana di dialogo con i
lettori del «Giornale», Paolo Granzotto è solito cavare dal cilindro chicche
storiche da non perdere. Il 21 maggio 2010, per esempio, a un lettore che gli
chiedeva dei rapporti storici tra islam e nazismo, così rispondeva: «E’ ben nota
l’adesione di Amin al-Husseini, Gran Muftì di Gerusalemme (e zio di Yasser
Harafat, per dire) al nazismo e il contributo anche militare che ne diede con la
Legione Araba e l’arruolamento di molti adepti nelle divisioni Waffen SS
(l’ufficiale di collegamento con il Führer si chiamava Eichmann, Adolf
Eichmann)». Poi, nel finale: «Sa, caro ***, che nel ’39 una cinquantina di
intellettuali firmarono un documento di plauso al Duce per aver introdotto il
“voi”? Si chiamavano Elsa Morante, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Vasco
Pratolini, Concetto Marchesi, Giorgio Strehler, Arturo Carlo Jemolo, Massimo
Mila, Renato Guttuso… Tutti fieri antifascisti. Dopo». |
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GHEDDO
Posted: 22 May 2010 10:51 AM PDT
Racconta p. Piero Gheddo, decano dei missionari italiani (nel suo libro «I 155
anni del Pime in India e Bangladesh», Emi), che i primi quattro missionari del
Pime (Pontificio istituto missioni estere) arrivarono in India nel 1855 e
rimasero inorriditi: devoti indù che si facevano schiacciare dalle ruote di
carri carichi di idoli, cadaveri portati dal Gange e mangiucchiati dalle bestie,
vedove arse vive sui roghi dei mariti morti, malati soffocati dal fango del
fiume sacro (messo loro in bocca per guarirli), feste di dodici giorni per le
«nozze» di scimmie sacre, e via disgustando. Analogo orrore provarono gli
spagnoli quando si videro offrire sangue umano come pietanza dagli Aztechi. E si
potrebbe continuare con tutte le parti del mondo prima che la «luce di Cristo»
(come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger) facesse piazza pulita dei demoni
mai sazi di morte che imperavano sull’umanità. |
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LAVOISIER
Posted: 19 May 2010 10:17 AM PDT
Antoine-Laurent de Lavoisier (1743-1794) è considerato il padre della chimica
moderna per il suo «Traité élémentaire de chimie» del 1789. Suo è il detto
«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» che abbiamo imparato a
scuola. Divenuto proprietario di un’agenzia per la riscossione delle tasse, finì
nei guai con i giacobini (nella Francia rivoluzionaria era facilissimo finire
nel mirino dei comitati di salute pubblica). Nel 1794 venne condannato alla
ghigliottina dal giudice Jean-Baptiste Coffinhal. Chiese un rinvio in nome della
Scienza perché doveva completare un esperimento ma Coffinhal rispose col celebre
«La Révolution n’a pas besoin de savants». E Lavoisier perse la testa l’8 maggio
di quell’anno. Che c’è di strano? In fondo, si era nel Secolo dei Lumi (v.
Cosimo Galasso su «Il Corriere del Sud», 25 marzo 2010). Non fu un caso isolato.
Un giornalista, pur sanculotto della prima ora, prima di salire il patibolo
offrì il suo sangue per lo studio delle trasfusioni. Richiesta negata, perché il
suo, appartenente a un nemico della Rivoluzione, era sangue «impuro» (come
recita un verso dell’inno nazionale, «La Marsigliese»). Cfr. il mio «I mostri
della Ragione» (Ares).
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Immigrati
Posted: 19 May 2010 06:47 AM PDT
Notizia del 19 maggio 2010: a Como alcune famiglie albanesi hanno fatto cambiare
scuola ai loro figli perché in quelle dove stavano c’erano troppi immigrati. Il
preside ha definito «inquietante» la cosa. Ho la fortuna di avere alcuni vicini
albanesi di religione islamica (respinti dalla Grecia, sono giunti da noi in
gommone). Che però vanno a Lourdes e mandano i loro bambini al catechismo. Alle
mie domande hanno risposto che il giorno più bello per loro è stato quello in
cui hanno ottenuto la cittadinanza italiana: vogliono che i loro figli crescano
italiani in tutto e per tutto. Tornando alla notizia di cui sopra, pare che
anche i romeni si comportino così. Per forza: sono i più vicini alla sensibilità
occidentale e hanno sempre mal sopportato le dominazioni (turca e comunista)
sentite come corpi estranei. Al solito, però, i nostri buonisti non hanno
capito. E’ singolare tuttavia che debbano essere gli immigrati a insegnarci come
si fa la famosa integrazione. |
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November 08th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Carl Anderson,
Cavaliere Supremo degli americani Cavalieri di
Colombo (prestigiosissima associazione di
cattolici negli Usa), si è accorto che la crisi
economica sta facendo diminuire i divorzi, come
accadde nella Grande Depressione degli anni
Trenta. Per forza: dividersi costa e raddoppia
le spese, costringendo a una “pausa di
riflessione”, più o meno lunga, che può
rivelarsi, perché no, benefica. Ma c’è un passo
che più mi intriga, nell’articolo di Anderson
(Zenit.org 13 ottobre 2009): «Secondo l’esperta
Barbara Dafoe Whitehead, i tassi di divorzio
sono stati incoraggiati dalla tendenza diffusa
in molte religioni a considerare il matrimonio
come il campo d’azione della psicologia più che
della teologia. “I terapisti sono diventati gli
insegnanti e coloro che dettano le regole del
matrimonio, e poi della dissoluzione del
matrimonio stesso”». Per giunta, e a differenza
del clero, a pagamento.
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November 06th,
2009 | Categoria:
Antidoti
«Un Bilancio in
Rosso. La mattina del –mi pare- 26 settembre
1892 (data molto approssimativa: non ho mai
avuto gran dimestichezza con gli anni), al tempo
in cui felicemente regnava la sua graziosa
maestà la regina Vittoria di Sassonia-Coburgo (a
proposito della quale, essendo ormai morta da un
pezzo, mi sento autorizzato a dire oggi una cosa
che, con rispetto parlando, avevo sul gozzo da
un po’, e cioè che quel tappo di damigiana non
era affatto graziosa e rischiò di farci perdere
più volte la faccia negli ultimi anni di fronte
al mondo per via di certe sue manie), dicevo
comunque che quella mattina ero intento a fare
il conto della serva, cioè stavo alle prese con
le fatture e le bollette da pagare. Debiti che
rischiavano di travolgerci, me e il mio amico
Holmes, dal momento che, a furia di seguirlo
nelle sue avventure, la mia professione di
medico era tale solo in virtù della targa sulle
scale del 221 B di Baker Street; e poi quel suo
maledetto vizio della morfina, che alternava o
miscelava con l’ancora più costosa cocaina
quando non aveva casi “all’altezza del suo
cervello” da risolvere, stava mandando in rovina
l’economia del nostro sodalizio». Questo è
l’incipit del mio Sherlock Holmes e il
misterioso caso di Ippolito Nievo (San Paolo),
del quale sono rimaste poche copie, in vendita
presso info@libreriasangiorgio.it ai primi che
riusciranno ad aggiudicarsele.
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November 06th,
2009 | Categoria:
Antidoti
«Negli ultimi
decenni, infatti, alcuni stati musulmani hanno
cominciato a finanziare nelle più prestigiose
università occidentali, a scopo propagandistico,
delle cattedre di islamistica», scrive Guglielmo
Piombini nel libro di Marco Casetta Il grande
tradimento (Leonardo Facco Editore, prefazione
di Renzo Martinelli). «La cattedra di
islamistica presso l’università olandese di
Leida dell’intellettuale islamista Tariq
Ramadan, ad esempio, era finanziata dal
sultanato dell’Oman; nel 2005 le università
americane di Harvard e di Georgetown (dove
insegna l’apologeta dell’islam John Esposito,
diventato improvvisamente una della massime
“autorità” mondiali in materia) hanno accettato
20 mil. di dollari dal principe saudita Alwaleed
bin Tatal per programmi di studi islamistici; in
precedenza le università dell’Arkansas, della
California-Berkeley e di Harvard avevano
accettato da fonti saudite rispettivamente 20, 5
e 2 mil.». Qualcuno ha anche perso il posto per
non avere onorato a sufficienza i donatori. «Il
risultato è che i laureati in studi islamici che
escono dalla facoltà occidentali sanno tutto
sulle presunte glorie della civiltà islamica (…)
ma ignorano totalmente le immani sofferenze
prodotte dall’islamizzazone delle culture
“infedeli” preesistenti».
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November 04th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Leggo su «Il
Giornale» del 22 ottobre 2009 che quest’anno lo
Stato elargirà 255.500 euro a venti associazioni
d’arma (alpini, bersaglieri, etc.) e 563mila a
otto associazioni partigiane e assimilate. Meno
della metà, dunque. Ora, giustamente si fa
osservare che dei circa trentamila partigiani
effettivi «(divennero milioni soltanto il 25
aprile)» i più sono ormai deceduti per ragioni
anagrafiche. Laddove le venti associazioni
d’arma radunano non meno di mezzo milione di
iscritti. Le domande sono due. Una: perché la
sperequazione? L’altra: che ne fanno di tutti
questi soldi pubblici le otto associazioni
partigiane e assimilate?
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November 01st,
2009 | Categoria:
Antidoti
Il 24 ottobre 2009
si è svolta a Kabul una «rabbiosa»
manifestazione antiamericana (cfr. «Il Giornale»
del giorno dopo). Rogo della foto del presidente
Obama (che pur non è Bush) e della bandiera Usa,
slogan come «morte all’America, morte agli ebrei
e ai cristiani», «no alla democrazia, vogliamo
solo l’islam». Si era diffusa la notizia che
alcuni militari stranieri avevano bruciato una
copia del Corano. Pare, però, che a diffonderla
siano stati gli stessi talebani, interessati a
far salire la tensione in Afghanistan in vista
del ballottaggio del 7 novembre. Sia come sia, è
la composizione sociale dei manifestanti a
intrigare: «per lo più studenti universitari».
Cioè, gente colta e non certo, da quelle parti,
povera. Dunque, se qualcuno crede ancora
all’equazione fanatismo=ignoranza ha di che
riflettere. E, visto che c’è, rifletta anche su
questo: ce li vede i cristiani linciare un
barbone che si è scaldato bruciando una Bibbia?
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October 30th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Mi pare giusto
riportare per intero una lettera spedita a
«Toscana medica» (settembre 2009) da Ugo Catola,
neuropsichiatria e criminologo del Centro Studi
di Firenze (ringrazio la «Rassegna stampa» del
Centro di Documentazione Cattolica di Marina di
Pisa per avermela girata): «Ancora due casi
sulle pagine dei giornali, con relative vittime,
totalmente innocenti: l’omicidio del meccanico
schiacciato da uno psicotico schizofrenico alla
guida di un autobus rubato in un deposito a
Livorno e il triplice omicidio d’uno psicotico
depresso a Reggio Emilia. Da questi, e da molti
altri casi, che continuano a riempire la cronaca
criminale delle nostre contrade, sorge sempre la
stessa domanda: dov’è e come funziona la
psichiatria pubblica, quella pagata con i soldi
del contribuente, i così detti “servizi
psichiatrici”? Non finirò mai di ribadire che il
vero punto debole della legge Basaglia non è la
chiusura dei manicomi, in parte condivisibile
perché si erano trasformati in cronicari e
discarica sociale, ma nella
deresponsabilizzazione della psichiatria
pubblica, nella sua abdicazione ad agenzia di
controllo sociale. L’abrogazione degli articoli
del codice penale -omessa denuncia di malati di
mente pericolosi, omessa custodia di malati di
mente- contenuta nella legge Basaglia, quasi
passata inosservata, parla chiaro. Adesso la
responsabilità dello psichiatra è quasi
scomparsa. Tutto dipende dalla sua onestà
intellettuale e al suo arbitrio, dal suo sentire
e dal suo desiderio d’intervenire nei casi più
scabrosi senza paura e senza falsi pietismi,
quando è necessaria una terapia, spesso non
accettata dal paziente, o un ricovero. Però
anche chi volesse farlo deve soggiacere alla
volontà del sindaco, unica autorità
politico-amministrativa (e non medica) in grado
di discernere e decidere, essendo venuta meno la
procedura d’urgenza, dove il medico poteva
autonomamente decidere secondo scienza e
coscienza, prevista nella precedente normativa.
E poi la legge prevede un ricovero massimo di
sette giorni e non più di 15 posti letto nei
reparti, pardon, servizi psichiatrici
ospedalieri, come se il legislatore potesse
forgiare a suo piacimento la durata della
malattia e delle cure. E che dire delle menti
ancora intossicate dall’ideologia basagliana,
che nega la vera natura delle malattie mentali e
la pericolosità dei pazienti, attribuendo il
tutto all’indimostrato assioma: la società li ha
fatti ammalare, ricacciamoli a forza nella
società, se succede qualcosa è un prezzo che
dobbiamo pagare. Purtroppo a pagare non sono mai
gli psichiatri o gli amministratori, ma i vicini
(familiari e non) e gli stessi pazienti, ai
quali si spalancano le porte del cimitero e
della galera».
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October 20th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Solo un’epoca di
assoluto relativismo come la nostra poteva
tollerare gli zingari e la loro inassimilabile
“cultura” (com’è noto, il relativismo tollera
tutto tranne il cristianesimo). Ma in altri
tempi le cose stavano diversamente. Infatti,
furto, accattonaggio e divinazione erano puniti.
Peggio fu quando, col diffondersi del
protestantesimo, venne meno l’influenza
moderatrice del clero. Ecco, per esempio, cosa
si legge in Origini e storia della Massoneria di
M. Baigent e R. Leigh (Newton Compton): «La
legislazione contro gli zingari in Scozia era
sempre stata molto severa e durante la Riforma
lo divenne ancora di più. Nel 1574 il parlamento
scozzese decretò che tutti gli zingari catturati
venissero frustati, marchiati sulla guancia o
sull’orecchio, o che venisse loro mozzato
l’orecchio destro. Altre leggi ancora più severe
furono introdotte nel 1616. Alla fine del
Seicento gli zingari venivano deportati in massa
in Virginia, alle Barbados e in Giamaica» (p.
129).
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October 20th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Nell’anno 174, al
tempo dell’imperatore Marco Aurelio, durante le
campagne dell’esercito romano contro i
Marcomanni e i Quadi la XII Legione Fulminata si
ritrovò intrappolata senza scampo in fondo a una
valle, circondata dal nemico e torturata dalla
sete. Ogni legionario invocava i suoi dèi; anche
i cristiani, di cui la XII era piena. Quando
ogni speranza sembrava ormai svanita, si scatenò
un violentissimo uragano che permise ai soldati
di dissetarsi con l’acqua piovana, mentre le
folgori disperdevano i barbari. Sorse in seguito
una polemica tra pagani e cristiani, perché
ognuno rivendicava alla sua divinità il
miracolo. Questo e altro potrete leggere nel
bellissimo La Croce e la Mezzaluna. Le guerre
tra le nazioni cristiane e l’Islàm. Una storia
militare dalle conquiste arabe del VII secolo al
terzo millennio (Ares, nuova edizione
accresciuta) di Alberto Leoni. Del quale vi
raccomando anche il fondamentale Storia militare
del cristianesimo (Piemme). Alberto Leoni è lo
storico della cui consulenza mi sono servito per
il mio Il crocifisso del samurai (Rizzoli).
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October 18th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Poiché non pochi lettori
mi avvisano dell’appello in circolazione
circa un film su Ipazia, l’intellettuale
pagana trucidata da un gruppo di
cristiani verso il 415, ecco come andò
la cosa (mi sono consultato, per vostra
sicurezza, con Vittorio Messori).
Racconta Eusebio di Cesarea che Ipazia
non fu uccisa per ordine di s. Cirillo
di Alessandria né per motivi religiosi
bensì politici. I linciatori erano
alcuni eretici «parabolani», cristiani
fanatici che avevano mutuato il nome dai
gladiatori che affrontavano i leoni
(prima che Teodosio abolisse tali
spettacoli nel circo). Disprezzavano la
vita e, volendo morire al più presto per
Cristo (secondo loro), si consacravano
con giuramento ad assistere gli
appestati e i malati di malattie
infettive. Cirillo cercava di tenerli a
bada ma a un certo punto scoppiò un
dissidio politico tra lui e il prefetto
di Alessandria, Oreste. Costui era
sospettato di paganesimo e così i
parabolani (cui si aggiunse qualche
monaco fuori controllo) se la presero
con Ipazia, che di Oreste era la
favorita. Si aggiunga l’astio tutto
egiziano per Bisanzio, di cui Oreste era
rappresentante. Un astio che giocò il
suo ruolo quando arrivarono gli arabi, i
quali furono accolti in Egitto
praticamente con gaudio per odio
antibizantino (Costantinopoli aveva la
mano pesante soprattutto con le tasse).
Cirillo seppe del linciaggio a cose
fatte
October 22nd, 2009
| Categoria:
Antidoti
Nell’Antidoto su
Ipazia, frettolosamente vergato a memoria, ho
citato impropriamente Eusebio di Cesarea,
vissuto molto prima. Me ne scuso coi lettori. E
ringrazio tutti i lettori che me l’hanno fatto
notare, anche quelli stupidamente maleducati.
Eh, non stupirò mai abbastanza di quanta gente
ha tempo da perdere…
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October 11th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Il comunismo «è
una religione povera ideologicamente ma con una
straordinaria vitalità. E in essa la povertà
ideologica è tanta quanto lo è la cattiveria. E’
un’ideologia ricca di quell’infernale capacità
che le consente, una volta cacciata dalla porta,
di rientrare dalla finestra» (Vasil’ Bykov, La
mentalità comunista, Spirali 2001). Se vi
piacciono gli aforismi politicamente scorretti,
questo è uno di quelli che troverete nel libro
di Paolo Maggiolo Adversaria. Frammenti d’autore
(Solfanelli). Eccone un altro: «Una apparente
infinita tolleranza sta in realtà riducendo la
libertà di espressione e dando un potere
sproporzionato a qualsiasi minoranza che vuol
distruggere ei valori e i costumi tradizionali.
La cosa strana è che a questo processo di
distruzione della tradizione i sociologi abbiano
dato il nome di post-moderno, perché avevano
identificato la modernità con il marxismo»
(Francesco Alberoni, Leader e masse, Rizzoli
2007).
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October 08th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Come il mio compaesano Tornatore
ha fatto il suo Baarìa, anch’io ho
fatto, ma a suo tempo, il mio Cianciana,
il paesino siciliano in cui sono nato.
Naturalmente non spero in premi, Oscar o meno:
non sono sufficientemente comunista per
meritarli. Per giunta, ho della Sicilia un
ricordo diametralmente diverso: nel dopoguerra e
fino al 1968 era piena di monarchici,
democristiani e nostalgici del Duce, l’unico che
avesse debellato la mafia; i comunisti, se
qualcuno c’era, stavano zitti per non essere
dileggiati. Cianciana, libro-amarcord
molto più parente de L’albero degli zoccoli
(ma molto più allegro), venne pubblicato da un
editore di Como, Marna, lo stesso con cui avevo
pubblicato il mio primissimo romanzo,
L’inquisitore, giallo medievale ambientato
a Pisa e che nessuno voleva pubblicare perché di
esordiente sconosciuto. Marna fu il solo a
fidarsi. Ebbene, quel mio romanzo ha avuto, a
tutt’oggi, sei edizioni italiane e cinque in
altrettante lingue estere. Ora la Marna vi fa
sapere che, se ancora ne siete privi, potrete
avere a casa vostra, senza spese di spedizione,
L’inquisitore e Cianciana
insieme, a soli €. 12,00; purché vi rivolgiate
direttamente all’editore (tel. 031874415, fax
031874417, mail:
promo@marna.it).
Buona lettura, giacché lo sapete: con me non ci
si annoia.
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October 05th, 2009
| Categoria:
Antidoti
Il 21 agosto 2009
ho letto che le alghe verdi accumulate sulla
costa della Bretagna sprigionano, decomponendosi,
un gas velenoso, talmente velenoso da essere
mortale. Il governo francese ha dovuto
allertarsi allorché, il 27 luglio, un cavallo è
morto stecchito per le esalazioni e l’uomo che
lo montava è stato salvato per un pelo. Ogni
tanto «Gea, il pianeta che vive», ci ricorda che
la natura è cattiva (come dice la Bibbia) e
occorre domarla e ordinarla per andarci
d’accordo. Lo sapevate che il leone uccide i
cuccioli per costringere la femmina ad
accoppiarsi? Ed è da lui, non da altri animali,
che la leonessa protegge («come una leonessa») i
pargoli? Una volta, invitato in tivù, ero seduto
accanto al leggendario Togni, il domatore per
definizione. Raccontò di essere finito sul
tavolo operatorio in fin di vita per colpa dei
suoi leoni. I quali una volta gli disobbedirono
e si avventarono sui bambini delle prime file.
Domanda: perché proprio sui bambini? Risposta di
Togni: non so perché, ma il leone d’istinto
appena può si lancia sui bambini.
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September 30th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Massimo Pandolfi,
caporedattore de “Il Resto del Carlino”, è stato
intervistato da Antonio Gaspari di Zenit.org sul
suo libro La vita in gioco. Eluana e noi (Ares)
presentato al Meeting il 25 agosto 2009.
Contiene documenti inediti, valutazioni
medico-scientifiche, contributi d’opinione,
interviste e racconti di persone che si sono
risvegliate dopo quasi vent’anni di coma. Alcuni
stralci: «Credo che sulla vicenda di Eluana
siano state dette tante, troppe bugie. Ad un
certo punto è passato il messaggio che i sadici
saremmo noi, ‘ostinati’ difensori della vita, e
i buoni tutti quelli che volevano accompagnare
Eluana alla fine del suo calvario. Eluana non
era una malata terminale, ma una grave disabile.
Eluana non era attaccata a macchinari strani e
veniva nutrita, idratata e pulita come capita
alle persone non autosufficienti (…). Purtroppo
il caso singolo di una persona (Beppino Englaro)
che ha fatto questa scelta è diventato una sorta
di bandiera etica e mediatica per molti. Ma la
realtà è un’altra! (…) ma ci avete fatto caso,
dal 25 giugno 2008 (giorno del decreto della
Corte d’Appello di Milano che autorizzava la
sospensione dell’idratazione e nutrizione
artificiale di Eluana) non c’è stato un
disabile-uno che abbia provato a seguire questa
strada giudiziaria, che dopo quel precedente
poteva anche essere molto agevole. Perché? Non
sarà che forse le reali esigenze dei disabili e
dei loro familiari sono ben altre rispetto a
quelle ossessivamente sbandierate da radicali,
radical-chic e ‘Ignazi Marino’ vari nei mesi
scorsi? (…) c’è una società nichilista che
pretende – ed è questo l’aspetto drammatico –
che certe persone a un certo punto della loro
esistenza si tolgano di torno. Diventano scomode
o sono scomode in partenza, d’impiccio. Si è
cominciato con i bambini da ammazzare prima di
far nascere (aborto: primo omicidio legalizzato
della storia moderna), poi siamo arrivati a
malati e disabili, presto chiuderemo il cerchio
con gli anziani. (…) nel 99.9% dei casi le
esigenze di queste persone non sono quelle che
sono purtroppo state sbandierate per mesi anche
da noi giornalisti. Questa gente (e i loro
familiari) non chiede-chiedono di morire ma
semplicemente di trovare dei buoni motivi per
continuare a vivere».
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September 27th,
2009 | Categoria:
Antidoti
«Giulio Arthos» è
il nom de plume dell’autore del libro Lettere
non spedite, titolo di una rubrica tenuta sul
foglio di destra «Linea». L’editore è il piccolo
Tabula Fati di Chieti. L’ho letto e mi ci sono
divertito, perché vi si colgono gli umori della
destra-destra, ex Msi poi a malincuore An. In
effetti, la domanda da cento milioni di dollari
che ci si pone, dopo le giravolte di Fini, è
questa: vabbe’, sappiamo di cosa siete ex, ma
cosa volete diventare? Poiché ancora non si è
capito, è interessante leggere che non l’hanno
capito neanche parecchi della loro base.
Berlusconi, in effetti, ha chiamato sotto le sue
bandiere ex socialisti, ex democristiani, ex
comunisti, ex radicali, ex fascisti, e
meritoriamente li ha condotti alla vittoria
sulla sinistra. Solo che quest’ultima sa che
cosa è diventata: un mega partito radicale.
Berlusconi è un imprenditore e fa quello che sa
fare: dirigere un’azienda. Ma che succederà
quando andrà in pensione? Privi di una cultura
(di cui, a quanto risulta, non gliene frega
niente, visto che nulla fanno per scalzare
l’egemonia altrui e sostituirla con la loro;
anzi, continuano col complesso di inferiorità)
che faranno? L’unica compagine che abbia una
cultura in questo senso è la Lega, che dunque ha
i numeri per esistere anche senza Bossi. Mah…
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September 25th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Interventi
musulmani sulle coste italiane nel solo XVI
secolo: «1501, riduzione in schiavitù degli
abitanti dell’isola di Pianosa; 1516, sbarco a
Lavinio, dove lo stesso papa Leone X riuscì a
sfuggire miracolosamente alla cattura; nel 1530
Kair ed-din detto Barbarossa, bey di Algeri e
alleato di Francesco I, assaliva e devastava le
coste tirreniche del Reame (di Napoli, ndr);
1534, sbarchi a Cetraro e San Lucido di
Calabria, in vari luoghi del golfo di Napoli, a
Sperlonga e a Fondi, nel Lazio; 1543, sbarchi a
Messina e Reggio; 1544, in Liguria e a Talamone
in Toscana; riduzione in schiavitù degli
abitanti di Castellamare di Stabia e Pozzuoli;
1550, saccheggio di Rapallo; ancora nel 1550 un
Mustafà, nel 1552 Sinan pascià attaccavano
Reggio (…) e Draut raìs bruciava San Lucido;
1551 e 1552, saccheggio di Augusta; 1554, a
Vieste, sulla costa pugliese, furono catturati
6mila abitanti; 1555, saccheggio di Paola; 1558,
riduzione in schiavitù degli abitanti di
Sorrento; 1560, sbarco a Villafranca, dove il
duca di Savoia, Emanuele Filiberto, rischiò la
cattura; era presa e distrutta Cariati, e il suo
vescovo catturato; tra il 1561 e il 1565
saccheggio di Porto Maurizio, Antignano, Celle,
Albissola; 1566 sbarchi a Ortona e Vasto, in
Abruzzo. Le incursioni dei Turchi e Barbareschi
dovevano continuare anche dopo Lepanto (…). Nel
1590 era bruciata Bovalino; nel 1594 il pascià
Cicala (…) distruggeva dalle fondamenta Reggio
(…). Nel 1625 bruciava Gioia, nel 1636 Nicotera.
Nel 1644 e ’45…». Eccetera. Quella che avete
letto è una mezza pagina di Controstoria delle
Calabrie (Rubettino) di Ulderico Nisticò. Lo
consiglio, e non solo ai lettori calabresi.
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September 22nd,
2009 | Categoria:
Antidoti
Se qualcuno se lo
ricorda, alcune puntate fa (a proposito di Oscar
Wilde) parlammo dei grandi convertiti inglesi,
notando che quasi tutti i nomi più importanti
della letteratura britannica sono cattolici,
partendo da Thomas More (autore del celeberrimo
Utopia, che diede il nome a un genere) e
passando per Shakespeare (criptocattolico, per
non far la fine di More). Nell’elenco, poi
rinforzato da alcuni lettori, mancava però Henry
Christopher Dawson (1889-1970), uno dei massimi
storici inglesi, che passò al cattolicesimo nel
1914. Studi a Oxford e cattedra ad Harvard,
Dawson è autore di importantissime opere sulla
storia del cristianesimo, l’ultima delle quali
voglio segnalare alla vostra attenzione: La
divisione della Cristianità occidentale (D’Ettoris
Editori), a cura di Paolo Mazzeranghi e con
presentazione di Marco Respinti, giornalista de
«Il Domenicale». Vale la pena.
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September 21st,
2009 | Categoria:
Antidoti
Stefano Lorenzetto
è uno dei migliori giornalisti italiani (date
retta a me, che ne conosco personalmente
parecchi) e da anni su «Il Giornale» presenta
paginate di «Tipi italiani», personaggi
singolari e talvolta stravaganti. Io, che ho nel
curriculum un Elogio degli italiani (Mondadori)
e un Doveroso elogio degli italiani (Bur) non me
ne perdo uno. Una volta intervistò anche me (e
mi ritrovai, in foto, faccia a faccia col b. Pio
IX). Ma le puntate più interessanti, in tutti i
sensi, sono state quelle in cui ha presentato
straordinarie figure di medici, particolarmente
specializzati nel parlare chiaro e senza peli
sulla lingua (esempio: «Intorno all’Aids ci sono
troppi interessi, è un business mondiale, più
del petrolio»; forse per questo non si trova
ancora un vaccino, come subodora Lucetta
Scaraffia nella prefazione). Ora questi medici
(tra i quali c’è anche chi propone «cure per il
cancro il cui demerito principale è quello di
costare quasi nulla, andando così contro gli
interessi della potente industria farmaceutica»)
sono stati raccolti in un libro, Si ringrazia
per le amorevoli cure prestate (Marsilio). Vi
assicuro che non vi annoierete.
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September 20th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Quando l’età
avanza, i calciatori diventano allenatori. Così,
io, che comincio ad essere anziano e navigato,
come sapete ho aperto una scuola di scrittura
creativa insieme al collega (giovane) Iannaccone,
con la speranza di formare scrittori che,
rinunciando alle vie facili del successo odierno
(sesso-disperazione esistenziale-vampiri &
serial killer), aprano nuove strade alla
letteratura. La quale, come tutti le arti,
dovrebbe (come diceva Pio XII) elevare l’anima
anziché schiacciarla vieppiù. Tutto, in questo
campo, è da riconquistare; anche in quello, più
difficile, del teatro-cinema. E non solo come
autori e sceneggiatori. Ma anche come attori.
Oggi, per avere successo in questo campo bisogna
scordarsi ogni moralità e pudore. Ne sa qualcosa
Claudia Koll, che fatica a trovare scritture e
ingaggi di livello da quando ha deciso,
coraggiosamente, di fare outing del suo
ritrovato cattolicesimo. Certo, né a me daranno
mai lo Strega, né a lei daranno mai l’Oscar.
Chissenefrega, abbiamo fatto la nostra scelta e
scommesso sulla vita eterna: temiamo di più il
Giudizio di Dio che quello di Venezia (intesa
come Campiello e Leone d’Oro). Anche la Koll,
come me, ha aperto la sua scuola. Come la mia,
aperta a tutti. Ma tutti sanno che tipo di
prodotto viene offerto. Se vi interessa, ecco
qua: «Star Rose Academy. Dove c’è arte c’è
amore»,
www.starroeseacademy.com e claudiakoll@starroseacademy.com
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September 20th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Città rossa da
sempre (per l’esattezza: dalla caduta del
fascismo, perché era un feudo di Ciano), Livorno
è oggi mediaticamente nota per il suo «Vernacoliere»,
foglio sboccato il cui turpiloquio è,
ovviamente, tutto contro la destra. La città
venne fondata dal granduca Cosimo II nel XVI
secolo con un «editto di popolamento». Cioè, chi
aveva pendenze con la legge trovava condono se
vi si trasferiva. Da qui una tradizione
piuttosto eterodossa: a Livorno si ebbe la più
cospicua comunità ebraica d’Italia dopo quella
di Roma; livornese era Filippo Buonarroti,
discepolo di Babeuf e gran cospiratore
ottocentesco; a Livorno fu fondato il partito
comunista italiano… Ma guai a toccare ai
livornesi la Madonna di Montenero, protettrice
della Toscana, il cui santuario si trova proprio
lì. Tant’è che, quando i napoleonici osarono
sparare all’Immagine, l’intera città insorse in
armi contro il blasfemo invasore. Dunque, fa
proprio impressione la notizia data dal
quotidiano «La Nazione» il 14 giugno. Il giorno
prima, pellegrini da tutta la Toscana erano in
processione verso il santuario e recitavano il
rosario quando sono stati fatto oggetto di
insulti e bestemmie da parte di un gruppo della
cosiddetta «sinistra antagonista». Specialmente
le pellegrine giovani sono state prese di mira e
la cosa sarebbe di certo degenerata se non fosse
intervenuta la polizia. Cori, slogan urlati,
bestemmie. A Montenero. Benvenuti nel Terzo
Millennio.
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September 18th,
2009 | Category:
Antidoti
Il 6 settembre
2009, su Zenit.org, Elisabeth Lev, docente
universitaria americana, ha commemorato i due
ultimi Kennedy, morti quest’anno. Un passaggio
storico è interessante e lo riporto: «Boston è
stata costruita sulle colonne granitiche
dell’anticattolicesimo. Dall’epoca dei suoi
fondatori puritani, i protestanti hanno
rappresentato per tre secoli la maggior parte
della popolazione della città, fino all’arrivo
degli irlandesi – non accolti di buon grado – a
metà del XIX secolo. Gli statuti puritani
settecenteschi bandivano tutti i sacerdoti dal
territorio e prevedevano la pena di morte nel
caso in cui fossero tornati (nel 1690 questa
pena fu mitigata e trasformata nel carcere a
vita). I cattolici sono stati esclusi da ogni
tipo di adorazione pubblica fino al 1780. Ogni 5
novembre, il Guy Fawkes Day (festa inglese in
cui viene bruciato il fantoccio del papista Guy
Fawkes, che nel XVI secolo, accusato di voler
far saltare il Parlamento, fu giustiziato, ndr),
i bostoniani celebravano il “Pope Day” [il
Giorno del Papa, ndt] bruciando l’effigie del
Papa, facendo processioni in cui il Romano
Pontefice e il diavolo camminavano mano nella
mano e compiendo atti di vandalismo contro case
e uffici cattolici. Nel 1834 i rivoltosi
bruciarono un convento di orsoline a North
Boston e nel 1840 venne formato un violento
partito politico anticattolico, i “Know Nothings”,
come reazione all’immigrazione cattolica negli
Stati Uniti. Il partito dilagò nelle elezioni
del Massachusetts del 1854, guadagnando sia il
governatorato che la legislatura. Le leggi
puritane impedivano ai cattolici di ricoprire
ogni tipo di incarico politico e a Boston i
cattolici venivano dipinti come automi senza
cervello al servizio del Papa straniero. Tutto
questo cambiò decisamente nel 1960. L’elezione
di John F. Kennedy, nientemeno che un bostoniano,
a Presidente degli Stati Uniti offrì a Boston
una catarsi simile a quella dell’elezione di
Barack Obama. Lo stigma del bigottismo
anticattolico poteva finalmente essere
eliminato».
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September 18th,
2009 | Category:
Antidoti
Antonio Socci,
essendo senese, non poteva che dare nome
«Caterina» a sua figlia. La santa omonima,
patrona d’Italia, fustigava i pontefici,
predicava la crociata, aveva una gemella e sui
ventiquattro tra fratelli e sorelle. Ora, mi
dicono che la Caterina di Socci sta male.
Volentieri mi unisco alle preghiere che, in
questo momento, sorvolano il suo ospedale
tramite internet. Fatelo anche voi.
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September 17th,
2009 | Category:
Antidoti
Bolšaja Sovetskaja
Enciklopeja, la Grande Enciclopedia Sovietica
(30 voll.), fu pubblicata in tre edizioni
diverse, l’ultima nel 1978. A ogni edizione
certi personaggi sparivano e ricomparivano,
anche nelle foto. Il più “ballerino” di tutti
era, naturalmente, Trockji (Leiba Davidovič
Bronštejn). Chi cadeva in disgrazia
semplicemente spariva dal passato, non era mai
neanche esistito, era «non persona», come in
1984 di Orwell. E’ lo storico Marco Tangheroni
(Cristianità, modernità, Rivoluzione, Sugarco) a
far notare il parallelo con una scena del film
Danton (1982, di Andrzej Wajda con Gérard
Depardieu), in cui Robespierre fa visita
all’atelier del pittore “ufficiale” David.
Questi sta dipingendo l’enorme Giuramento della
Pallacorda, inizio della rivoluzione.
Robespierre osserva il lavoro e fa notare che
questo e quest’altro personaggio non c’erano.
David ribatte che, sì, c’erano, era presente e
si ricorda benissimo. Allora Robespierre si fa
gelido: «Non c’erano».
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September 16th,
2009 | Category:
Antidoti
«A cadere sotto il
colpo di forza bolscevico fu la Russia come
repubblica democratica, ormai libera dallo
zarismo» (Vittorio Strada). Questo nell’ottobre
1917. Difficilmente, poi, si troverà nei libri,
oltre il mito, ciò che successe subito dopo.
Cioè, «le consultazioni del novembre 1917 per
l’Assemblea costituente, che videro la sconfitta
dei bolscevichi (fermi al 25%) e la vittoria
clamorosa dei socialisti (col 40%), sia la
grande manifestazione popolare che si tenne il 5
gennaio 1918, cioè nel giorno di apertura della
Costituente, e che venne repressa dal governo
bolscevico nel sangue, sia infine lo
scioglimento con la forza militare della stessa
Costituente ritenuta un covo di
“controrivoluzionari”: e ciò mentre sotto la
presidenza di Viktor Cernov, già ministro
dell’agricoltura nel governo di Kerenskij,
l’Assemblea stava votando la distribuzione della
terra ai contadini». Invece, com’è noto, si
continua a credere che il bolscevismo sia stato
una «rivoluzione» contro lo Zar, anziché un
golpe contro una socialdemocrazia. Leggete, di
Sandro Fontana, Le grandi menzogne della storia
contemporanea (Ares), con capitoli dai titoli
intriganti (per esempio, «La strage di
Marzabotto» e «La menzogna della Resistenza
tradita»).
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September 15th,
2009 | Category:
Antidoti
Poiché quest’anno
il Ramadan inizia in pieno agosto e poiché esso
vieta cibo e bevanda (perfino l’acqua) dall’alba
al tramonto, sorge qualche problema per i
braccianti stagionali di fede islamica.
Raccogliere meloni e pomodori per otto ore al
giorno sotto il sole estivo può creare qualche
problema (l’estate scorsa, nel mantovano, un
clandestino è morto di insolazione). Così, il
Comitato provinciale per la sicurezza in
agricoltura di Mantova il 12 agosto 2009 (v.
Corsera del 13) ha diramato una nota: «La tutela
della salute viene prima di ogni pratica
religiosa». Già. Peccato che questo sia un
precetto cristiano, derivato dall’evangelico «Il
sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato».
Infatti, non sono mancate le proteste degli imam.
Così, qualche azienda, per sicurezza, preferisce
rivolgersi a braccianti romeni. La notizia fa il
paio con un’altra (stesso giorno, fonte agenzia
Reuters): una donna musulmana ha denunciato il
custode di una piscina presso Parigi che non
l’avrebbe ammessa in «burkini», il costume
integrale da bagno, per (giustificati, va detto)
motivi igienici. Quando il cardinale Biffi
consigliò di privilegiare ove possibile
l’immigrazione europea rispetto a quella
africana e mediorientale intendeva proprio
questo: l’unica religione-mentalità che crea
problemi è quella islamica, anche se non è
politicamente corretto dirlo. Il cardinale,
naturalmente, fu subissato d’improperi dalle
sinistre (interessate ai voti di un improbabile
neo-proletariato) e da quelli che Lenin chiamava
«utili idioti», molto diffusi, ahimè, tra i
cattolici e il loro clero.
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September 14th,
2009 | Category:
Antidoti
«Colpirne 30 per
educarne… ». E’ il titolo di una lettera
circolare che il responsabile del sito
CulturaCattolica.it ha inviato ai lettori.
Eccolo: «12 settembre 2009. Nome di Maria. Cari
amici, da più di un mese sono oggetto di una
indagine, insieme ad una trentina di siti, per
la questione di Eluana Englaro: la Procura di
Lecco ha notificato il procedimento in corso per
diffamazione. Sono sincero: che di fronte alle
migliaia di prese di posizione si siano
individuati una trentina di siti, mi fa pensare
che si tratti di una mossa per cercare
pubblicità, o… chissà? Ho scritto vari articoli
sulla questione, aspettando quello che accadrà.
Certo, credo che i magistrati abbiano più
buonsenso di chi ha sporto denuncia, e che tutto
finirà nel nulla, come deve finire. Stiamo
comunque all’erta. Don Gabriele Mangiarotti».
Io credo che
vogliano soldi, caro don Gabriele, per
finanziarsi ulteriori «battaglie di civiltà».
Per quanto riguarda il «buonsenso» dei
magistrati… Mah. In ogni caso, non si preoccupi.
Se scoprirà (come credo) che, in caso di
problemi, molti «amici» faranno finta di non
conoscerla, non si preoccupi: faremo una
colletta.
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September 12th,
2009 | Category:
Antidoti
Insomma, cosa deve
fare il cristiano? Una cosa molto semplice:
amare Dio con tutto il cuore, l’anima, le forze,
e il prossimo come se stesso. Hai detto niente.
Amare (!) un essere invisibile che per alcuni è
pure inesistente e per altri è un sadico
vivisezionatore. E il prossimo, cioè quanto di
più insopportabile ci sia (non sono un
misantropo: lo stesso s. Tommaso d’Aquino diceva
«proximum meum, mea poenitentia»). Giustamente,
Cristo aggiungeva: «Senza di me non potete fare
niente».
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September 09th,
2009 | Category:
Antidoti
Occupandomi non di
rado di divulgazione storica, altrettanto non di
rado mi sono tirato addosso gli strali degli
storici di mestiere, che poi sono quelli che
hanno un posto a qualsiasi titolo
nell’università. Essendo laureato in Scienze
Politiche, ho conosciuto veri geni seduti su
cattedre di storia ma anche emeriti cretini.
Tutti, però, unanimi nel definire «scientifico»
il loro lavoro. Talvolta con un’ossessione
sospetta, quasi una coda di paglia. Se vai a
vedere, la «scientificità» consiste in a)
frequentare gli archivi; b) aggiungere un
corredo di note spesso superiore allo stesso
testo; c) completare con una bibliografia (siti
internet compresi) di quante più pagine
possibile (che, se non garantisce di essere
stata studiata, o almeno letta, testimonia
tuttavia che la si conosce); d) premettere una
pletora di ringraziamenti a questo & a quello.
Ciò, tuttavia, non spiega come mai esistano
storici marxisti, liberali, cattolici (a loro
volta suddivisi in progressisti e non) eccetera.
Il che significa che i fatti possono essere
interpretati in mille modi. E che la visione
filosofica è precedente all’indagine storica (le
eccezioni sono rarissime). Così, certi fatti
vengono presi per importanti e riportati; altri
no. Oppure, alcuni sono evidenziati con la
matita rossa ed altri sottovalutati. A volte
basta un aggettivo. Col risultato finale di una
«scientificità» molto simile a quella di Omero,
che almeno non aveva la pretesa di far parte
della casta. Se ne avevo qualche dubbio, me l’ha
tolto la lettura di Della storia (Sugarco), di
Marco Tangheroni, uno storico accademico che ho
personalmente conosciuto e che stimo.
Naturalmente lo stimo perché la sua visuale
filosofica coincide con la mia. Come potrei
stimare uno che, per quanti gradi accademici
abbia, della storia non ha capito niente?
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September 07th,
2009 | Category:
Antidoti
Dedicato a Dan
Brown e ai suoi epigoni: «Chi si ostina voler
capire più di quel che c’è da capire capisce
meno di tutti» (Nicolás Gómez Dávila).
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September 06th,
2009 | Category:
Antidoti
Nel prezioso
libretto Cristianità, modernità, Rivoluzione (Sugarco)
di Marco Tangheroni trovo questa bella pagina
dello storico nazionalista Niccolò Rodolico (Il
popolo all’inizio del Risorgimento nell’Italia
meridionale): «Quando i reggitori della
Repubblica di San Marco, tremanti di paura per
le minacce francesi, strappavano le gloriose
insegne del leone alato e supplicavano la pace i
contadini del Veronese gridavano “Viva San
Marco” e morivano per esso in quelle Pasque che
rinnovarono i Vespri. Quando sotto il cumulo di
umiliazioni patite da prepotenti francesi e da
giacobini paesani Carlo Emanuele avvilito
abbandonava Torino, i montanari delle Alpi e i
contadini piemontesi e monferrini continuavano
disperatamente la resistenza allo straniero.
Quando nella Lombardia gli austriaci si
ritiravano incalzati dai francesi i contadini
lombardi a Como, a Varese, a Binasco, a Pavia
osavano ribellarsi al vittorioso esercito del
Bonaparte sfidando la ferocia della sua
vendetta. Quando il mite Ferdinando III di
Toscana era licenziato dai nuovi padroni e i
nobili fuggivano e i girella democratici
improvvisati venivano fuori con la coccarda
tricolore i contadini toscani insorgevano al
grido di “Viva Maria”. Quando nelle Marche
scappavano generali e soldati pontifici e il
vecchio pontefice arrestato era condotto via da
Roma sua non i prìncipi cattolici osarono
protestare, non Roma papale insorse, ma i
contadini dai monti della Sabina alle marine
marchigiane caddero a migliaia per la loro fede
e per il loro paese. Quando vilmente il re di
Napoli con cortigiani, ministri e generali
fuggiva all’avanzarsi dello Championnet soli i
contadini di Terra del Lavoro, i montanari degli
Abruzzi, i lazzaroni di Napoli si opposero
all’invasore in una lotta disperata e
sanguinosa». Da qui l’imbarazzo degli storici
liberali, per i quali i francesi portavano la
Liberté, i collaborazionisti giacobini locali
erano «patrioti» e il popolo italiano insorto
«plebe». Ma anche di quelli marxisti, che
dovevano spiegare come mai il popolo fosse
contro il «progresso». Infatti non lo
spiegarono. Tacquero. E trasformarono la parola
«sanfedista» in un insulto. Nemmeno spiegano
perché l’Unità d’Italia fu fatta non dagli
italiani (che sempre le buscarono sul campo) ma
da inglesi e francesi. Cambiano le parole,
tradendo così il fondo puramente ideologico del
Risorgimento. La guerra civile nel Sud (8.964
fucilati, 1.428 comuni sollevati, 6 paesi dati
alle fiamme in un solo anno, dal settembre 1860
all’agosto 1861: dati ufficiali piemontesi,
dunque sottostimati) è ancora chiamata
«brigantaggio». Cioè, usando i termini dei bandi
piemontesi. Per un parallelo, come se si
chiamassero «banditen» i partigiani del 1943.
Nel 1906 nacque la Società Nazionale per la
Storia del Risorgimento Italiano, il cui scopo
esplicito era educare il popolo tramite il mito:
monumenti, lapidi, commemorazioni, intitolazione
di vie e piazze, musei. Nel 1935 si trasformò in
Istituto Storico del Risorgimento Italiano per
opera di uno dei «quadrumviri» della Marcia
(fascista) su Roma: Cesare de Vecchi. Il
sottoscritto è un siciliano che faceva le
elementari nel 1961 (primo centenario) e fu
costretto a sfilare vestito (a sue spese) da
garibaldino. Ora, con una Lega Nord e un
incipiente Partito del Sud vorrebbero
festeggiare il 2011? Ma per piacere…
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September 01st,
2009 | Category:
Antidoti
L’Enciclopedia del
Novecento è, in certo senso, la continuazione
dell’Enciclopedia Italiana o Treccani. In essa
la voce «Autorità» fu redatta nel 1975 dal
grande filosofo Augusto Del Noce. Del Noce aveva
previsto il superamento del marxismo e l’uscita
della rivoluzione dall’ambito socio-politico per
rivolgersi all’individuo. Un prodromo lo si
trova già nel surrealismo, che non era solo un
movimento artistico. «Del Noce cita ampiamente
la grande mostra sul surrealismo tenutasi nel
1947 a Parigi e il Manifesto dei surrealisti
divulgato in quell’occasione, in cui si rompeva
esplicitamente col marxismo, considerandolo
inadeguato. Ma inadeguato a cosa? Cito: “A
un’offensiva in grande stile contro la civiltà
cristiana”». Chi parla è lo storico Marco
Tangheroni, da poco scomparso, nel libro
Cristianità, modernità, Rivoluzione (Sugarco),
che consiglio vivamente. Il surrealismo
individuava come propri precursori il marchese
De Sade e il fondatore della psicanalisi,
Sigmund Shlomo Freud. Secondo uno dei teorici
del surrealismo, André Breton, bisognava
«rovinare definitivamente l’abominevole nozione
cristiana del peccato, della caduta originale».
Cioè, rifiutare la realtà quale essa è, antica
eresia cui fa eco (o Eco) Il nome della rosa col
suo «nomina nuda tenemus» (ricordate? «…occorre
liberarsi dalla passione per la Verità…»). Già
nel 1947 per i surrealisti strumento
importantissimo di cui servirsi era la
«rivoluzione sessuale». E fu il Sessantotto -che
Del Noce chiamò «spirito borghese allo stato
puro»- con la sua «scuola di Francoforte» e
Marcuse, il filosofo libertario (ma della
libertà degli istinti, sulla base, appunto, di
De Sade e Freud). Tangheroni cita anche il
colombiano Nicolás Gómez Dávila e il suo
straordinario libro di aforismi (In margine a un
testo implicito, Adelphi 2001): «Il mondo
moderno è una sollevazione contro Platone». A
Platone, infatti, si deve l’idea che nell’uomo
la ragione debba dirigere la volontà e governare
le passioni. Già: le nostre radici
greco-romano-giudaico-cristiane; Atene,
Gerusalemme, Roma. Invece, all’Istituto
Universitario Europeo di Fiesole (Firenze),
destinato a formare la futura classe dirigente
della Ue, l’insegnamento della storia comincia
dal XVI secolo.
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Sul «Foglio» del
22 luglio 2009 lo storico Roberto de Mattei ha
analizzato l’influenza del dossettismo (poi
tradottosi nel prodismo politico) sull’Italia,
partendo dal libro postumo di Gianni Baget Bozzo
(con Pier Paolo Saleri), Giuseppe Dossetti. La
Costituzione come ideologia politica (Ares,
2009). Conviene leggersi l’articolo, dal quale
emerge il ruolo di Dossetti nel Concilio
Vaticano II e quale maestro di Carlo Maria
Martini, Oscar Luigi Scalfaro, Romano Prodi,
Giuseppe Alberigo e Alberto Melloni. Ma il
progetto politico è fallito per via del voto
popolare. Anche quello teologico-ecclesiale di
sostituire il governo monarchico-papale della
Chiesa con uno collegiale dei vescovi. In
verità, già si era accorto Juan Donoso Cortés
nell’Ottocento che le nuove eresie non sono
altro che riedizioni delle vecchie (come ha
detto qualcuno, le posizione eretiche sono come
quelle erotiche: poche e ripetitive). L’eresia
conciliarista (che affermava la superiorità del
Concilio sul Papa) è del XV secolo e fu
definitivamente debellata dal dogma
dell’infallibilità pontificia nel Concilio
Vaticano I. Sempre secondo Donoso Cortés, il
governo collegiale dei vescovi sarebbe come
affidare la guida della Chiesa a un’oligarchia
mutevole e litigiosa. Infatti, a farci caso, è
qui che va a parare il cosiddetto «spirito del
Concilio» ed è per questo che intere conferenze
episcopali (invenzione recente) ci tengono
tanto. Ma il tempo è galantuomo: ormai i
«progressisti» hanno un’età media di ottant’anni,
mentre i «conservatori» li si trova mediamente
dai quaranta in giù.
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L’agenzia
«Corrispondenza romana» del 25 luglio 2009 ha
ripreso un interessante articolo comparso su «Euronews»
di maggio. Riguarda il libro dello psicologo
danese Nicolai Sennels: Tra i criminali
musulmani, l’esperienza di uno psicologo a
Copenaghen, uscito in febbraio. Sennels ha
lavorato a lungo nel carcere di Copenaghen , nel
quale il 70% dei detenuti è costituito da
islamici. Lo psicologo è finito nei guai (se
insisterà sulle sue posizioni verrà licenziato)
perché in Danimarca si può dire solo che le
cause dei problemi di integrazione sono la
povertà, la polizia, i danesi e i politici, ma
non che c’entrano la cultura e la responsabilità
personale. Già, perché Sennels si è accorto che
i musulmani interpretano la nostra mania del
dialogo come una debolezza. E che è il
comportamento antisociale a rendere poveri, non
viceversa: «L’idea che il comportamento della
gente sia determinato dalla quantità di denaro
sul conto in banca è un punto di vista
estremamente limitato». La Banca nazionale
danese ha pubblicato un rapporto da cui emerge
che un islamico costa allo Stato mediamente sui
300mila euro in aiuti sociali (sussidi alla
disoccupazione, interpreti, classi speciali
nelle scuole, poliziotti supplementari…). Con
questo denaro, dice Sennels, «potremmo aiutarli
a condurre una vita felice in un Paese
musulmano, evitando loro di doversi integrare in
una società che non comprendono e che, di
conseguenza, non possono accettare». Tutto ciò,
mutatis mutandis, può essere applicato
tranquillamente anche al nostro, di Paese, che
però di handicap ne ha due: il politically e il
clerically correct. Da questo punto di vista sta
meglio di tutti la Svizzera, dove ci sono
pochissimi comunisti e pochissimi preti.
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Quando una parola
in sé neutra comincia a prendere la desinenza –ismo
cominciano i guai. Il sociologo Massimo
Introvigne, sul sito del Cesnur (luglio 2009) ha
recensito un libro del giornalista americano (Financial
Times) Christopher Caldwell: Reflections on the
Revolution in Europe. Immigration, Islam, and
the West (Penguin, Londra 2009). Val la pena di
riprenderlo perché una volta tanto un
giornalista straniero trascura “papi” Berlusconi
e si occupa di cose serie. Cioè, del suicidio
europeo per mano degli immigrazionisti di
sinistra (preti compresi) e di destra (tra i
quali Caldwell inserisce Gianfranco Fini). L’immigrazionismo
di sinistra vuole che «per fare ammenda del
passato coloniale» e del neo-imperialimo delle
multinazionali «l’Europa debba tollerare dagli
immigrati comportamenti che non sopporterebbe
mai dai suoi cittadini». L’immigrazionista di
destra invece richiede il rispetto della legge.
Ma «un immigrato che non mette bombe nelle
metropolitane, non brucia le automobili del
quartiere e non picchia i poliziotti –ma nello
stesso tempo vive e pensa secondo valori
antitetici a quelli europei– è veramente una
risorsa per l’Europa oppure rimane un
problema?». Problema aggravato, per dirla tutta,
dai musulmani. «La Gran Bretagna riceve mezzo
milione di nuovi immigrati extra-comunitari ogni
anno» e già vi operano un’ottantina di «corti
islamiche» autorizzate a risolvere controversie
tramite la sharìa. In Norvegia si è addirittura
verificato un caso di integrazione alla
rovescia: tutte le allieve di una scuola hanno
messo il velo, convinte di essere più carine. Si
sostiene che gli immigrati «sono una risorsa»
perchè fanno i lavori che gli europei non
vogliono fare più. Invece, «con i loro bassi
salari, spesso tengono in vita temporaneamente
posti di lavoro comunque destinati a sparire (…)
a causa del progresso tecnologico e della
disponibilità di prodotti a costi minori
provenienti dalla Cina». Per giunta, quando gli
immigrati si naturalizzano, neanche loro
vogliono più fare certi lavori. Si dice anche
che sono gli immigrati a «pagare le nostre
pensioni». Ma essi «di solito hanno lavori poco
remunerati, dunque pagano contributi
relativamente bassi». E poi, «anche loro
invecchiano e diventano pensionati. Inoltre, fin
da subito, hanno problemi di salute di cui la
previdenza sociale si deve fare carico». Senza
contare che «in Germania e in Francia il 70%
degli immigrati extra-comunitari non lavora –o
perché è troppo giovane o perché è disoccupato–
dunque non paga contributi, mentre costituisce
un costo per il sistema del welfare». Insomma,
non è detto «che sia meno costoso per l’Europa
accogliere milioni d’immigrati extra-comunitari
piuttosto che destinare le stesse risorse ad
aiutarli nei loro Paesi d’origine». Questo vale
anche per i terzomondiali laureati: «così
facendo si sottraggono ai Paesi d’origine
proprio quelle élites che sarebbero loro
indispensabili per uscire dal sottosviluppo».
Ora, i sondaggi e l’avanzata dei partiti di
destra evidenziano che gli europei sono in
maggioranza contrari all’immigrazione
extracomunitaria massiccia e continua. «Il fatto
che il parere della maggioranza degli elettori
europei sia ignorato non sarà per caso il vero
problema della democrazia?». Problema nel
problema sono i musulmani, difficilmente
assimilabili: «nessuna civiltà nella storia è
riuscita a fronteggiare senza esserne distrutta
l’arrivo in così poco tempo di così tante
persone portatrici di una cultura e di una
religione sia radicalmente diverse sia forti».
Per giunta, l’Europa «è talmente immersa nel
relativismo da non avere affatto le idee chiare
su quale cultura voglia difendere e proporre
agli immigrati. Sembra che le reazioni si
producano solo in un campo, che comprende il
femminismo e i diritti degli omosessuali» (il
che dimostra chi comanda davvero in Europa).
Così, in Olanda si è deciso di «proporre ai
nuovi immigrati i “valori olandesi” riassunti in
un video che devono obbligatoriamente vedere. Vi
si vedono, tra l’altro, due omosessuali che si
scambiano effusioni in pubblico e una bagnante
in topless. Non è certo che la maggioranza degli
olandesi si riconosca in questi valori. Per
contro, è certissimo che il video confermerà
gl’immigrati musulmani nel loro sentimento di
superiorità rispetto all’Occidente decadente. In
altri Paesi i corsi sulla cittadinanza proposti
agl’immigrati esaltano il diritto all’aborto».
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La newsletter francese «Une
minute avec Marie» mi ha mandato un aneddoto che
val la pena divulgare. Un ex pastore
presbiteriano scozzese, poi fattosi prete
cattolico, raccontò di dovere la sua conversione
a un curioso episodio occorsogli. Aveva molti
irlandesi, cattolici, nel suo distretto e si
adoperava per attirarne i bambini ai suoi
sermoni. Li fermava per strada, offriva
caramelle e chiedeva loro di recitare con lui
qualche preghiera. Una volta, una piccola di
otto anni, dopo aver detto, dietro suo invito,
il Padrenostro, attaccò l’Avemaria. Il pastore
la fermò, dicendole che si deve adorare Dio
solo. La bimba cambiò preghiera e cominciò il
Credo. Ma, alle parole «..nacque da Maria
vergine…», si bloccò e, sbuffando, disse: «Oh,
eccola di nuovo! E allora, come si fa?». Il
pastore rimase di stucco. L’aveva detto migliaia
di volte, il Credo, e non si era mai accorto che
Maria sta proprio al centro della fede
cristiana. Da lì partì una lunga riflessione da
parte sua. Dopo anni di studio e
approfondimento, passò al cattolicesimo e si
fece prete.
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In quest’epoca di
«analfabetismo di ritorno» una delle principali
ignoranze sembra essere quella religiosa. Più
precisamente quella cristiana, giacchè parecchi
nostri connazionali fan mostra di conoscere
meglio il buddhismo e il New Age.
Paradossalmente, dobbiamo ringraziare il
terrorismo se l’argomento «religione» è tornato,
almeno per un po’, dove dovrebbe sempre stare:
al centro dell’interesse. Dopo l’11 settembre e
l’attacco alle Twin Towers, l’islam ha avuto una
pubblicità pazzesca e un sacco di gente si è
messa a leggere il Corano. L’infuocato dibattito
seguito alla paventata ipotesi di «scontri di
civiltà» ha costretto molti a fare i paragoni
con la propria, di religione. Così, i più hanno
scoperto che del loro cristianesimo anagrafico
poco sapevano. Di Vangelo ancora meno, a parte
le frasi idiomatiche che ancora permeano il
nostro parlare, tipo «date a Cesare…» o quella
del cammello e della cruna. Resiste, sì, il
fascino personale di Gesù, tant’è che anche
Ornella Vanoni ha ammesso di essersi convertita
(al protestantesimo, meglio che niente). Ma la
dottrina, le Scritture, nisba. L’Antico
Testamento rimane il più sconosciuto, se si
eccettuano i frequentatori di «corsi biblici»
parrocchiali in cui non di rado non bastano
volenterose arrampicate sugli specchi per
digerire passi imbarazzanti come quelli delle
stragi ordinate dal Dio degli Eserciti o delle
vergini che scaldavano il letto del vecchio
Davide. L’Apocalisse è il testo più accantonato,
anche perchè non ci si capisce niente. Tranne un
passo, uno solo, quello del capitolo XIII che
parla dell’Anticristo. Questo, grazie anche al
cinema americano (negli Usa, causa la forte
presenza fondamentalista protestante, il genere
«apocalittico», appunto, va alla grande), lo
conoscono tutti. E tutti conoscono il «numero
della Bestia», che è 666. Il rock cosiddetto
«satanico» si incarica della diffusione di
questo simbolo tra i giovani, così che la
copertura pubblicitaria può dirsi completa. Il
«666», naturalmente, è finito col diventare un
passatempo, uno scherzo buontempone da
appiccicare ovunque si possa, così, tanto per
épater le bourgeois : dai codici a barre (quelli
per la lettura elettronica, presenti ormai su
ogni merce) ai nomignoli affettuosi appioppati
ai computer centrali di istituzioni
internazionali. Un po’ come il «Grande
Fratello», insomma, nato come prospettiva
tragica in Orwell e finito in intrattenimento
pettegolo. Ci sono anche le semplici
coincidenze, certo, come quella del Call Center
delle Poste romane. Qual migliore idea di
triplicare il prefisso telefonico di Roma?
Dunque, ecco qua: 060606, che è pure di facile
memorizzazione. Così, per chiamare qualunque
servizio, qualunque impiegato, qualunque azienda
comunale nella città del papa, basterà comporre
questo numero unico. Voi mi direte che ci sono
anche i tre zeri, ma qualunque esperto di
aritmopsefia (la cabala coi numeri, per
intenderci, la numerologia esoterica) vi
risponderà che lo zero conta appunto niente. Ed
ecco la città sacra al cristianesimo percorsa in
lungo e in largo, continuamente, dal Numero
della Bestia. Lunga vita ed efficienza a questo
servizio dei servizi, dunque, e speriamo che non
accada quel che accadde a suo tempo col
ministero dei trasporti inglesi, il quale fu
sollecitato a ritirare tutte le targhe
automobilistiche recanti un 666 perché i
proprietari, superstiziosi, lamentavano un
continuo assillo di accidenti e incidenti da
quando si erano ritrovati col Numero della
Bestia davanti e in coda. Potrei moltiplicare
gli esempi al riguardo, ma faccio prima a
rimandare il lettore curioso al mio libro I
mostri della ragione/2 (Ares), che contiene, tra
le altre cose, qualche chicca in materia. Certo,
nell’Apocalisse c’è scritto che, a un certo
punto, quel numero dilagherà (non sappiamo se
zitto zitto o platealmente). E, in effetti, una
cosa può dilagare in tre modi: sia che la si
divulghi per celia, sia che lo si faccia per
preciso intento, sia che si diffonda tramite
semplici coincidenze. E non è detto che i tre
modi non possano coesistere. Le profezie hanno
questo, di singolare: prevedono una cosa che
accadrà per forza a dispetto dei tentativi di
scongiurarla. Così che, avveratasi, si possa
dire: io ve l’avevo detto. Qualche anno fa il
clero ortodosso russo protestò vivacemente con
le autorità e riuscì a far togliere il 666 dal
codice a barre, non volendo finire come chi «non
potrà più vendere né comprare» senza quel numero
(così infatti recita il famoso capitolo XIII
dell’Apocalisse). Invece un cattolico che
pellegrina nella sua Città Santa dovrà comporlo,
quel numero, se vorrà «comprare» un’informazione
(al costo di un gettone telefonico o, se
gratuito, al costo delle tasse con cui è stato
pagato l’appalto). Con la differenza che, se
protestasse, verrebbe immediatamente qualificato
di «bigotto» e «retrivo». O «superstizioso»,
magari proprio da parte del clero. Oh, no, non
sto cercando di aizzare preoccupazioni
apocalittiche; solo, di dimostrare
l’ineluttabilità delle profezie. E’ un po’ come
ad Halloween, che si ci si veste da morti per
esorcizzare le nostre paure (ma si muore, prima
o poi, lo stesso). O ci si trucca da diavoli, al
medesimo scopo. Dunque, riempiamo pure ogni
anfratto di 666 e ridiamoci su, ché ci passa la
paura. A meno che qualche esorcista vero non
abbia qualcosa di ridire. Sì, perché per lui
«esorcizzare» non è un giochetto psicologico
omeopatico: lui sa bene che certe cose si
allontanano per mezzo di cose diametralmente
opposte. Ed è anche l’unico a cui certe cose non
fanno venire mai alcuna voglia di ridere.
P.S.
Questo è solo
uno dei 74 sfiziosi capitoletti del mio Il
Kattolico-2 (Sugarco), ideale da leggersi sotto
l’ombrellone o un albero. Ma spicciatevi, perché
è quasi esaurito.
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Sul settimanale
«Tempi» del 21 luglio 2009 la studiosa Anna de
Bono fa notare che cresce il numero degli
economisti africani contrari agli aiuti
umanitari. Che ingrassano i dittatori e abituano
la gente a mendicare. L’Africa ha avuto finora
oltre mille miliardi dollari in aiuti.
Risultato? La povertà è salita dall’11 al 66%.
L’economista zambiana Dambisa Moyo fa presente
che trent’anni fa paesi come il Burundi e il
Burkina Faso (oggi tra i più poveri del mondo)
avevano un Pil pro capite superiore a quello
della Cina; il Kenya nel 1961, quando ancora era
colonia britannica, ne aveva uno maggiore di
quello della Corea del Sud. Per il kenyano James
Shikwati «gli aiuti finanziano enormi
burocrazie, contribuiscono a rendere dilagante
la corruzione, soffocano la libera iniziativa,
permettono ai leader politici di ignorare i
bisogni dei loro connazionali. Ovunque hanno
creato una mentalità pigra e hanno abituato gli
africani a essere dipendenti e mendicanti». Per
esempio, la Nigeria e la Repubblica Democratica
del Congo: malgrado le loro immense ricchezze,
non solo non fanno nulla per ridurre la povertà
ma premono per essere classificate tra le
nazioni più bisognose. Gli unici a ricordare
tutto ciò pubblicamente sono il papa e,
recentemente, Obama (che, dato il suo colore,
può permettersi di parlare chiaro), che, ad
Accra, nel Ghana, ha detto: «Nessun paese può
creare ricchezza se i suoi leader sfruttano
l’economia per arricchirsi. Nessun imprenditore
vuole investire in un paese il cui governo fa su
tutto una cresta del venti per cento. Nessuno ha
voglia di vivere in un paese in cui regnano
ferocia e corruzione. Questa non è democrazia,
ma tirannia anche se qualche volta si va a
votare. E deve finire». Ciò ha detto
all’indomani di un G8 che, però, ha destinato
altri venti miliardi di dollari agli aiuti. Moyo
e Shikwati dicono chiaramente che è ora di
smetterla. In Africa «ci sono centinaia di
chilometri di strade che collegano il nulla al
nulla e attraversano regioni in cui quasi
nessuno dispone di un’automobile». Ci sono «attrezzatissime
strutture ospedaliere inutilizzabili perché
costruite in paesi sprovvisti di medici» e
edifici scolastici rimasti vuoti per mancanza di
insegnanti. Ci sono «fabbriche dalle quali non è
mai uscito un prodotto finito o che hanno
lavorato a regimi così bassi da fallire in breve
tempo, come quella per la produzione del burro
di karité costruita negli anni Novanta dalla
cooperazione italiana in Burkina Faso, in una
regione dove nessuno coltivava il karité e dove
mancava l’acqua». Anna de Bono ricorda anche il
recente L’industria della solidarietà,
della giornalista olandese Linda Polman (Bruno
Mondadori), nel quale si punta il dito sul
principio delle Ong di aiutare chiunque stenda
la mano, senza distinguere tra vittime e
aggressori. Si calcola che siano tra il 15 e il
20% i c.d. refugee warriors,
guerriglieri che si mescolano ai civili nei
campi profughi. Lucrano cure, cibo e alloggio
per continuare con le loro stragi. E poi le
tangenti sul transito dei convogli umanitari, le
estorsioni, le percentuali ai politici e ai
militari per avere il permesso di operare. Così
che i vari contendenti dispongono «di sempre
rinnovate risorse per continuare a combattere e
a infierire sui civili».
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August 08th, 2009 | Categoria:
Antidoti
L’agenzia «Corrispondenza Romana» (1
agosto 2009), commentando un recente rapporto Onu,
fa il punto su una situazione grottesca: il mondo
dipende dal petrolio; sul petrolio stanno seduti gli
arabi; questi ultimi, grazie alla rendita,
ostacolano lo sviluppo e la democrazia in casa loro.
Già: se lo Stato non cava il denaro dalle tasse, non
serve la rappresentanza politica; meglio il
dispotismo orientale. Non solo: il mondo arabo è
oggi meno industrializzato di quarant’anni fa e il
suo tasso di disoccupazione è il più alto del
pianeta, 14,4% contro una media mondiale del 6,3%.
Lo dice un arabo: Walid Khadduri, co-autore dell’Arab
Human Development Report. Spendono per comprare
automobili d’oro ai loro sceicchi e impianti di sci
nel deserto. Ma soprattutto in armi. Il che «ha non
solo contribuito all’insicurezza endemica della
regione, ma anche all’autoritarismo dei regimi
locali e all’abbondanza di interventi militari e
conflitti armati. Nel timore di allentare la presa
sul potere, i regimi locali sono stati anche
assolutamente restii a ogni tipo di riforma, sia
politica che economica». Così che «il mondo arabo,
assieme all’Africa sub-sahariana, è l’unica regione
al mondo in cui la fame è cresciuta negli ultimi
vent’anni, fino a raggiungere il 10% della
popolazione». Si aggiungano le proibizioni coraniche
in materia di credito che ostacolano gli
investimenti in infrastrutture. Tanto per dirne una,
l’Iran, secondo produttore di petrolio, importa
benzina perché non ha come raffinare il greggio.
Anche i recenti disordini elettorali, lungi dal
rappresentare una maggior domanda di democrazia, non
sono altro che una faida intraislamica.
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August 05th, 2009 | Categoria:
Antidoti
C’è la speranza che
prima o poi i cristiani potranno pregare a Tarso
(dov’è nato s. Paolo) senza restrizioni. Già, perché
Tarso è in Turchia e nel 1943 la chiesa del VI
secolo dedicata all’Apostolo è stata trasformata in
museo. Così, se i cristiani vogliono dirci messa,
devono prima pagare il biglietto. Come gesto di
buona volontà, in occasione dell’Anno Paolino (e
vista l’affluenza di pellegrini da tutto il mondo),
le autorità hanno deciso di lasciare libertà di
culto. Ma solo per l’Anno in questione. Il vicario
apostolico per l’Anatolia, mons. Luigi Padovese, fa
presente che (Zenit.org 10 luglio 2009): «I 500mila
cristiani turchi, che rappresentano meno dell’1%
della popolazione, subiscono spesso discriminazioni
e vessazioni, un problema aggravato dal fatto che la
loro religione appare sulla carta d’identità». Il
loro futuro «non sarà ad ogni modo certo finché non
si potranno aprire e gestire seminari». Ora, poiché
«nel Paese si può spesso ottenere di più dal di
fuori che dal di dentro», vediamo come la mettono
quanti, nella Ue, non vedono cosa c’entri la Turchia
con l’Europa.
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August 02nd, 2009
| Categoria:
Antidoti
Il mio collega scrittore Mario
Arturo Iannaccone, assieme al quale tengo i
periodici corsi di scrittura creativa, oltre che
essere un valente saggista e romanziere
cattolico (nonché direttore di collana per la
Sugarco), è anche un esperto webmaster. Se
andate a questo indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=Z-vKbxE1kUQ-
trovate il video (booktrailer, si dice)
della mia ultima fatica, Il crocifisso del
samurai (Rizzoli). Per quelli che ancora
non l’avessero letto e anche per quanti l’hanno
già fatto. Buone vacanze, se ci siete.
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July 30th, 2009 | Categoria:
Antidoti
Renzo Puccetti, medico
e segretario di «Scienza & Vita» Pisa-Livorno, ha
scritto per Zenit.org un articolo (13 luglio 2009)
che merita di essere riportato nei suoi punti
essenziali. Esordio: «Non vi è dubbio che la
questione della pillola abortiva RU 486 è stata
introdotta in Italia non tanto sulla base di una
pressante richiesta proveniente dal mondo medico, né
da quello delle donne, quanto piuttosto per
l’indiscutibilmente abile ed efficace azione di ben
identificabili movimenti politici». Dimostrazione:
«Nell’ottobre 2006 la federazione internazionale
degli operatori di aborto e contraccezione (Fiapac)
organizzò il proprio convegno a Roma includendo tra
gli argomenti di primo piano proprio l’aborto
farmacologico. L’azienda produttrice della RU 486 fu
tra gli sponsor importanti dell’evento ai cui
partecipanti lo stesso ministro della salute del
tempo, l’on. Livia Turco, volle inviare i saluti
tramite la propria delegata Maura Cossutta». «Nel
corso dei lavori due medici cubani avevano riferito
di una loro paziente deceduta (…). Stranamente
durante la conferenza stampa a conclusione del
convegno non fu fatta menzione della cosa». «Nel
Novembre del 2007 l’azienda produttrice della RU
486, presentò domanda di registrazione presso
l’agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il presidente
del consiglio era all’epoca l’on. prof. Romano
Prodi. Il periodico bimestrale dell’Aifa aveva
pubblicato sul quarto numero del 2007 un articolo
non firmato di tipo revisionale sulla RU 486, in cui
si citavano 9 morti (…). Nel dicembre 2007 la
società medico-scientifica interdisciplinare Promed
Galileo presentò un lavoro di revisione della
letteratura medico-scientifica stilato da un gruppo
di ricercatori esperti in varie discipline mediche (Gisam,
Gruppo Interdisciplinare Studio Aborto Medico). Lo
studio fu poi pubblicato nel 2008 sull’Italian
Journal of Gynaecology and Obstetrics, organo
ufficiale della Società Italiana di Ginecologia e
Ostetricia. Secondo i risultati di tale studio si
potevano registrare 16 casi fatali avvenuti dopo un
aborto farmacologico, con un tasso di mortalità
nettamente maggiore rispetto al metodo chirurgico;
inoltre l’aborto chimico si connotava per un più
elevato tasso di complicanze, un’efficacia inferiore
che richiedeva una doppia procedura in un numero
sensibile di casi, oltre ad una tendenza
all’incremento medio del ricorso all’aborto nei
paesi in cui il farmaco era stato introdotto. La
Promed Galileo si premurò di inviare il testo del
proprio lavoro all’Aifa. (…) Poco dopo però, nel
febbraio 2008, il Comitato tecnico-scientifico (Cts)
dell’Aifa dette il parere positivo sul prodotto».
«Il 19 Giugno 2009 il Sole 24 ore ha
annunciato l’accordo con la casa produttrice della
RU 486 sul prezzo; sembrava mancare solamente
l’approvazione finale da parte del consiglio di
amministrazione dell’Aifa e comunque, secondo
l’articolo, non sarebbe stato più possibile bloccare
l’autorizzazione all’immissione in commercio del
prodotto. La sera dello stesso giorno però l’agenzia
AdnKronos ha rivelato che la ditta che produce la RU
486, dietro richiesta del ministero del welfare,
avrebbe consegnato nuovo materiale da cui
emergerebbe che i decessi dopo assunzione del
mifepristone sono addirittura 29». Segue un elenco
di interrogativi che il Puccetti, giustamente, si
pone alla luce di tutto ciò.
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Sull’agenzia
SviPop n. 105, 12 luglio 2009, dopo il G8
dell’Aquila, il direttore Cascioli si chiede:
«Non sarà forse che l’allarme clima è soltanto
il pretesto per forzare un altrimenti
impensabile consenso di tanti paesi e
dell’opinione pubblica a politiche energetiche
ed economiche volute da una élite?». Già: un’élite
piena di soldi che dagli anni Sessanta non fa
che cercare di convincerci che siamo in troppi.
E ha deciso da tempo che l’umanità vada
pesantemente sfoltita. Soldi e propaganda non
vengono risparmiati per “ridurla” il più
possibile. Tradotto in termini evangelici:
Mammona e il «mendax et omicida ab initio».
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L’anno di San Paolo (2009)
coincide –fatto salvo il secolo, ovviamente- con
quello di Calvino. Ce lo ricorda la rivista
–cattolica- Paulus nel numero 13 del
luglio 2009. E, giustamente, ne affida il
panegirico a uno che se ne intende: Pawel
Andrzej Gajewski, Pastore della Chiesa
evangelica valdese di Firenze. Se qualcuno se lo
fosse perso (come il sottoscritto), l’agenzia
–cattolica- Zenit.org ha pensato bene di
riportarlo integralmente (titolo: « Il
significato dell’eredità di Giovanni Calvino a
cinque secoli dalla sua nascita»). Indovinato
anche il giorno scelto: venerdì 17.
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Come sapete, tengo dei corsi di
scrittura creativa insieme al collega Mario
Arturo Iannaccone, che, tra le altre cose,
dirige una collana per l’editrice Sugarco.
Finora, per la stessa editrice, ha prodotto
apprezzati e curatissimi saggi sui Templari,
sugli Illuminati, su Maria Maddalena, sul mito
di Rennes-le-Château, sulla Spada nella Roccia.
Leggendoli si ha l’impressione (e ci si
indovina) che l’autore abbia sviscerato talmente
l’argomento da rendere impossibile a chiunque
altro aggiungere qualcosa, sia pure una nota. La
sua ultima fatica è La rivoluzione
psichedelica, che racconta di come fu che
da qualche esperimento della Cia con l’Lsd si
sia finiti nella droga di massa. Ma qui voglio
segnalare un suo lavoro narrativo, dove ogni
regola di «scrittura creativa» è, come al
solito, rispettata fino alla minuzia. Si tratta
di un avvincente romanzo storico, La
cospirazione, che vi consiglio di portare
sotto l’ombrellone o all’alpeggio. Non vi
deluderà.
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July 20th, 2009 | Categoria:
Antidoti
Il più importante agente sovietico
scappato in Occidente è Ion Mihai Pacepa, fino al
1978 generale della Securitate romena e
consigliere di Ceausescu. Il 25 gennaio 2007 sulla «National
Review» di New York comparve un suo resoconto
sull’operazione «Seat 12», cui aveva preso parte.
Nikita Kruscev aveva incaricato il capo del Kgb,
Aleksandr Schlepin, di far fare il lavoro sporco ai
romeni, che avevano appena scambiato il vescovo
cattolico Augustin Pacha, loro prigioniero, con due
loro agenti detenuti nella Germania Ovest. Il
generale Pacepa avrebbe dovuto chiedere al Vaticano
un prestito di un miliardo di dollari (anno 1960)
senza interessi, offrendo in cambio il ripristino
dei rapporti diplomatici. Ma ci voleva un scusa
«storica» da dare in pasto all’opinione pubblica
romena, perciò tre sacerdoti romeni avrebbero dovuto
poter accedere all’archivio vaticano. La trattativa
fu condotta da un alto funzionario della Segreteria
di Stato, Agostino Casaroli (non ancora cardinale).
Per i soldi si trattò a lungo ma l’archivio fu
aperto subito. Così, dal 1960 al 1962 tre
«sacerdoti» romeni (che erano in realtà agenti
segreti) fotografarono e spedirono a Mosca
moltissimo materiale. Il capo del famigerato
Dipartimento D (Dezinformatsija) del Kgb,
generale Ivan Agajanz, consegnò il tutto al tedesco
Erwin Piscator, il quale contattò Rolf Hochhuth, già
membro della Hitlerjugend e ora, dopo aver fatto il
libraio, lettore nella casa editrice Bertelsmann.
Grazie a Piscator lo sconosciuto Hochhuth potè
mettere in scena nel 1963 il dramma Il vicario,
la cui pubblicazione era corredata da quaranta
pagine di «Osservazioni storiche». Partì da qui la
diffamazione di Pio XII, che ancora tiene banco.
Michael Hesemann nel suo Contro la Chiesa
(San Paolo) auspica che Putin apra gli archivi del
Kgb per confermare tutta questa storia.
Naturalmente- diciamo noi- non lo farà, perché
verrebbe fuori anche altro.
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Sul numero del 26
giugno dell’agenzia Zenit.org due notizie
riguardavano la Caritas (ma perché continuano a
chiamarla così e non col più trendy
Solidarietas?). Mi limito a riportare i titoli.
Il primo: « Esortazione del
presidente della Caritas: in tempo di crisi
serve una maggiore leadership globale». Il
secondo: «La Caritas loda la svolta scozzese sui
cambiamenti climatici». Mah. Sul numero del
giorno dopo, era riportato un articolo uscito su
«La Civiltà
Cattolica» (2009 II 483-487, quaderno 3815) del
padre gesuita Virgilio Fantuzzi, il quale
recensiva il doppio film di Steven Soderbergh su
Ernesto “Che” Guevara. Ho cominciato la lettura
dicendomi: «Era ora che si facesse sapere ai
cattolici chi era veramente Guevara!». Invece,
macché, era proprio una recensione e
nient’altro. Anzi, uno che nulla sapesse del
Guevara ne resterebbe ammirato. Eroe
disinteressato e martire. Mah-2.
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July 12th, 2009 |
Categoria:
Antidoti
Su «Radio Vaticana» il cardinale
Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli
Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita
Apostolica, ha riferito di una sua visita in Bosnia
(Zenit.org del 26 giugno 2009). Ha detto, tra le
altre cose, che in Bosnia c’è un processo di
islamizzazione in corso e Sarajevo è ormai una città
musulmana. «I cattolici sono stati le principali
vittime della guerra e molti sono fuggiti dal Paese
(…). Nella Diocesi di Banja Luka prima della guerra
del ‘91-’95 erano 150.000, oggi ne restano 35.000
(…). Molti se ne sono andati perché le loro case
sono state incendiate, altri per la pressione e per
la paura di perdere anche la vita. Numerosi
sacerdoti e religiosi sono stati assassinati. Chiese
e monasteri sono stati dati alle fiamme e distrutti
(…). Negli ultimi anni sono state costruite più di
100 moschee, anche in luoghi dove non c’erano mai
state». Il cardinale ha anche affermato: « …come del
resto c’è una volontà di fare della Repubblica Serba
un Paese ortodosso». Non c’è male (diciamo noi) come
bilancio di un «intervento umanitario» fortemente
invocato a suo tempo da Giovanni Paolo II.
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July 10th, 2009 | Categoria:
Antidoti
Su «Libero» del 26.6.09 un libro di
Linda Polman (L’industria della solidarietà,
Bruno Mondadori) è stato recensito da Ernesto Aloia.
I più anziani ricorderanno il caso del Biafra nel
1967, diventato sinonimo di “fame”. Il fatto è che
non ci fu alcuna carestia. Il Biafra era la regione
più ricca della Nigeria e il suo governatore, Emeka
Ojuwku, si ribellò. Il governo reagì col blocco
economico ed avrebbe avuto ragione dei ribelli se
Ojuwku non si fosse rivolto alla Mark Press, agenzia
ginevrina di pubbliche relazioni, perché convincesse
il mondo che il governo nigeriano affamava i
biafrani. Partirono le foto dei negretti denutriti e
le poche Ong allora esistenti cominciarono a mandare
aerei di cibo. Ma Ojukwu pretese che parte dello
spazio nelle stive degli aerei fosse usato per le
armi ai suoi uomini. Poi impose tasse di atterraggio
e importazione. Arrivarono legioni di giornalisti e
il caso del Biafra divenne internazionale,
finanziando l’esercito personale di Ojukwu. Questi
nel 1970 fuggì con le sue mogli e auto di lusso
verso i suoi conti svizzeri. Oggi le Ong sono
trentasettemila e raggranellano come la quinta
potenza economica mondiale. Ogni nuova crisi è
presentata come «la più grave emergenza umanitaria
della storia recente». I loro dirigenti sono
professionisti laureati in non-profit management,
sono esperti di marketing, di pianificazione e di
product placement. L’enorme massa di denaro raccolto
(dagli Stati e dai privati) finisce in gran parte
nelle tasche dei vari «signori della guerra» (che in
alcuni casi arrivano a intascare l’80% degli aiuti).
O dei talebani al confine del Pakistan, che
incamerano un quarto degli aiuti destinati ai campi
profughi che controllano. Insomma, ormai «gli aiuti
sono diventati una vera e propria componente delle
strategie dei contendenti» nelle varie guerre che si
combattono qua e là nel mondo. E l’Africa delle
“emergenze umanitarie” è una risorsa a cui legioni
di Ong non intendono rinunciare.
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July 08th, 2009 | Categoria:
Antidoti
Secondo l’agenzia SviPop (Sviluppo e Popolazione) n.102
(24.6.09) in Spagna l’economia “verde” sta
distruggendo occupazione. Scrive Riccardo Cascioli:
«Per ogni “posto di lavoro verde” creato in Spagna
negli ultimi 8 anni grazie al finanziamento
pubblico, sono stati distrutti 2,2 posti di lavoro
in altri settori. E soltanto 1 su 10 dei nuovi posti
di lavoro creati è diventato un lavoro permanente.
E’ quanto rivela un recente studio diretto dal
professor Gabriel Calzada Alvarez, della Universidad
Rey Juan Carlos di Madrid, titolato “Studio
degli effetti sull’occupazione degli aiuti pubblici
alle fonti energetiche rinnovabili”.
La Spagna è stata più volte citata
dal presidente americano Obama come un modello di
riferimento per il suo progetto di “economia verde”,
e in effetti è il Paese europeo che negli ultimi
dieci anni ha maggiormente investito in energia
rinnovabile seguendo la strada scelta dall’Unione
Europea già nel 1997. Lo studio dimostra però che
l’economia verde non solo non aiuta a uscire dalla
recessione, ma ne è un fattore di aggravamento».
Esso ha calcolato anche i mancati investimenti in
altri settori. «Una ulteriore conseguenza è stato il
drammatico aumento del costo dell’energia, che si
ripercuote negativamente anche sull’efficienza delle
infrastrutture elettriche convenzionali. Ma lo
studio dimostra che per poter sanare il debito
pubblico causato dagli investimenti nell’energia
rinnovabile la bolletta dovrebbe essere aumentata
del 31%. I cittadini spagnoli perciò devono
aspettarsi o l’aumento della bolletta o l’aumento
delle tasse o una combinazione delle due. In ogni
caso l’aumento dei costi energetici e il
peggioramento dei servizi stanno già producendo la
fuga di grosse industrie, i maggiori consumatori di
energia. Lo studio presenta il caso di Acerinox, un
gigante dell’industria siderurgica che nel 2004 ha
bloccato il programma di espansione in Spagna
proprio a causa della politica energetica del paese
iberico, così che gli impianti previsti sono stati
invece costruiti negli Stati Uniti e in Sudafrica.
Ultimo dato da mettere in rilievo è la “bolla”
speculativa che tale investimento ha generato. I
massicci sussidi statali hanno reso infatti
convenienti gli investimenti dei privati nelle
energie rinnovabili, tanto che molte compagnie si
sono buttate in questo settore. Ma in un periodo di
crisi dove è difficile per lo Stato mantenere un
tale livello di costi, le compagnie create per
lucrare nel settore delle rinnovabili sono destinate
al collasso. Con conseguenze facilmente
immaginabili». Come mai –aggiungiamo noi-
l’ostinazione delle sinistre (Obama, Ue, Zapatero…)
per l’economia “verde”? Semplice: perché rimette
tutto nelle mani dello Stato, vecchio pallino dei
sinistri. Il “verdismo” è tasse, burocrazia e
controllo asfissiante dei comportamenti dei
cittadini. Ecco perché gli orfani del marxismo sono
tutti verdi (e non solo di bile).
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Sull’ultimo numero
(giugno 2009) del «Timone» (rivista solo in
abbonamento; fatevene mandare copia gratis:
info@iltimone.org) Matteo Salvatti ricorda
l’incredibile scala della chiesa di Our Lady of
Loretto a Santa Fè nel New Mexico. Costruita nel
1873, è visitata da almeno 250mila persone
all’anno. E’ di legno, a chiocciola, ma non si
sa chi l’abbia fatta e come: non ci sono chiodi
e il legno, dicono gli esperti, è di natura
sconosciuta. Salita da centinaia di persone ogni
giorno dal 1873, non ha alcun segno di usura e
chi ci sale avverte una piacevole sensazione di
leggerezza. Trentatré gradini con balaustra, è
priva di pilone centrale e si regge tutta -cosa
fisicamente impossibile- solo sul primo gradino.
Quando le suore fecero fare la cappella in stile
neogotico l’architetto Mouly semplicemente
dimenticò l’accesso al coro. Era già morto
quando se ne accorsero. Tutti gli ingegneri
consultati dissero che non c’era nulla da fare:
non c’era spazio per scale, occorreva abbattere
e rifare. Le suore, che avevano esaurito il
denaro, ricorsero a s. Giuseppe, cui la cappella
era dedicata. Una novena continua, giorno e
notte, al patrono dei carpentieri. Il nono
giorno bussò alla porta uno sconosciuto che si
disse in grado di eseguire l’opera. Lavorò tre
mesi. Poi sparì, senza chiedere compenso. Le
suore lo cercarono dappertutto ma nessuno lo
aveva visto né ne aveva sentito parlare. Rimase
il mistero. Che divenne miracolo quando gli
esperti poterono esaminare la scala. Se andate
in vacanza negli Usa, è sempre lì.
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In Italia non
vennero mai ma il duo Carpenters fu negli Usa
una delle icone pop degli anni Sessanta. Brani
come Close to you di Burt Bacharach o Ticket to
ride dei Beatles li resero famosi. Poi i due
fratelli Richard e Karen riuscirono a mentenersi
sulla cresta dell’onda con moltissime produzioni
proprie cantate sempre da Karen. Quest’ultima
morì di anoressia a trentadue anni. Suonava uno
strumento tipicamente maschile: la batteria.
Oggi l’anoressia (ma anche la depressione)
dilagano tra le donne. Già: il modello culturale
dominante le costringe a fare tutto quello che
fanno i maschi ma, nel contempo, restare
«seducenti» femminilmente al massimo. Una
schizofrenia che metterebbe in difficoltà un
duro wrestler. Un problema sociale che
l’Occidente affronta, ridicolmente, coi
bonus-baby…
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Il popolo
italiano, Dio lo benedica, è dal 1948 che vota
non per qualcuno ma contro qualcun altro: i
comunisti. I quali, a ben pensarci, sono
sfortunati: ogni volta che sono a un pelo dal
potere, ecco spuntare qualcosa che glielo
soffia. Così, ogni volta tocca loro ricominciare
pazientemente a costruire nuove strategie per
l’ennesima, estenuante scalata. Da qui il loro
odio mortale per personaggi come Craxi e
Berlusconi. Personalmente non sono un nostalgico
di Craxi, al quale dobbiamo, tra le altre cose,
la ridicola rinuncia dell’Italia al nucleare e
l’incidente di Sigonella (di cui c’è poco da
vantarsi). Nonché il favore verso
l’extraparlamentarismo di sinistra allo scopo di
mettere in difficoltà il Pci. Tuttavia, non gli
si può negare il merito di aver fregato i
comunisti per un bel pezzo. Per chi lo apprezza,
ecco un libro fresco fresco: Le ceneri di Craxi,
di Edoardo Crisafulli (Rubbettino), seicento
fitte pagine di una storia che è anche la
nostra. Buona lettura.
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Nelle classifiche
impazzano i libri a due voci. «Alcuni
noiosissimi, per esempio quello di Augias e
Mancuso, in cui il giornalista senza alcuna
competenza teologica pone domande compiacenti e
prevedibili al teologo che, pur essendone in
grado, non sviluppa mai un pensiero compiuto.
Così i due finiscono per non affrontare alcuna
disputa su Dio: il titolo del libro è
miseramente tradito». Così scrive il filosofo
Stefano Zecchi sul «Il Giornale» del 13 giugno
2009. E dice qualcosa anche sul duo
Giorello-Boncinelli: «Giorello, riferendosi al
suo talk con Boncinelli, dice che il dialogo è
la forma saggistica più democratica. Scopre la
democrazia letteraria. Bisogna capirlo, non
riesce a liberarsi dalle sue origini culturali.
Per anni è stato al seguito del suo maestro
Ludovico Geymonat in pellegrinaggio in Albania
dove andavano insieme a inneggiare al glorioso
capo dello stato Enver Hoxha, ultimo granitico
difensore del marxismo-stalinismo: il comunismo
di Tirana val bene una cattedra. D’altra parte
anche oggi Giorello ha un curioso concetto di
democrazia: lui e Boncinelli, che parlano dello
scimmione intelligente, cioè di loro, sono
giocatori della stessa squadra, così vincono
sempre e, a scanso di rischi democratici, dicono
le stesse cose».
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«Per gli alunni che vengono
sorpresi a fumare all’interno delle scuole
sarebbero adeguati provvedimenti l’abbassamento
drastico del voto di condotta e la bocciatura».
Lo ha affermato (26 maggio 2009) l’assessore
alla salute del comune di Milano. Che pure è di
destra. Era stato ministro della destra anche
Sirchia, che ancora oggi insiste nell’auspicare
un altrettanto drastico aumento del prezzo delle
sigarette per scoraggiare i fumatori. Come si
vede, il vizio giacobino di voler trasformare il
mondo in un convento di virtù obbligatorie non
ha partito. Naturalmente, la scuola pubblica
italiana ha nel tabacco il suo problema
principale, lo sanno tutti. Invece il sesso
(anche omo) fa bene, perciò a scuola deve essere
insegnato e magari praticato nei cessi e nei
corridoi. Cinque in condotta allo studente
pescato senza preservativo.
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Il 27 maggio 2009 a Milano, nella
«Libreria del Mondo Offeso» (sic!) Erri De Luca
e Marco Bocciarelli hanno presentato (cito dal
Corsera) «il nuovo romanzo di Barbara Balzerani».
Qualcuno dovrà, prima o poi, studiare questa
cosa: tutti i rivoluzionari ideologici, nessuno
escluso, hanno fatto (e fanno) gli scrittori o i
giornalisti. Compreso lo stesso Marx e pure il
nostro Mazzini. Ma la cosa risale alla
Rivoluzione francese, come ho abbondantemente
dimostrato nel mio libro I mostri della
Ragione (Ares). Frugate pure nelle vostre
reminiscenze ma non troverete nessuno che abbia
fatto un mestiere diverso. Sì, Battisti faceva
il portiere a Parigi per mantenersi, ma la sua
vera attività era lo scrittore di noir.
Inventare nuove realtà e “denunciare”
continuamente quella vera, vivere in un mondo di
parole e il desiderio compulsivo di obbligare
tutti gli altri a regolamentare minuziosamente
la loro esistenza secondo le direttive della
«società di pensiero». Da qui, anche, la stretta
parentela con l’ecologismo.
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Sul Corsera del 27 maggio 2009 un
titolo mi intriga: «La Chiesa comprese Galileo
ma non fu meno colpevole». Sottotitolo: «Il
pentimento di oggi lascia intatte le
responsabilità di ieri». Firma: Emanuele
Severino. Mi aspetto, dunque, la solita tirata
contro la Chiesa oscurantista. Invece, nel lungo
e dotto articolo, il filosofo dimostra che, per
Galileo, tramite la matematica si può
raggiungere una conoscenza pari a quella di Dio.
La Chiesa capì venissimo questo punto. «Mi
riferisco al cardinale Roberto Bellarmino. Egli
ebbe a possedere della scienza, matematica
compresa, lo stesso concento che la scienza ha
oggi di sé stessa: di non essere un sapere
necessario (in senso filosofico, ndr),
ma soltanto ipotetico, probabile, falsificabile
(nel senso popperiano, ndr). E appunto
per questo egli esorta Galileo a esporre le
proprie dottrine non come un sapere necessario
che costringe “assolutamente” a modificare la
lettera delle Scritture (cioè l’affermazione del
movimento del sole), ma come ipotesi che, come
tali, possono convivere con quella lettera».
Così conclude Severino il suo articolo: «La
Chiesa che oggi si pente di aver condannato
Galilei è cioè meno avanzata di quella che lo ha
condannato». Insomma, il testo dell’articolo
dice il contrario del titolo. Ora, poiché nei
giornali il cosiddetto «titolista» è persona
diversa dall’estensore, abbiamo un classico
esempio di titolo fuorviante. E di media che,
anziché informare, deformano.
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Cari amici, molti
di voi mi hanno visto martedì 9 giugno su «Top
secret», programma su Rete 4 condotto da Claudio
Brachino. Io e Marina Montesano commentavamo il
film di Milos Forman L’ultimo inquisitore, prima
e dopo la visione. La Montesano è coautrice, con
Franco Cardini, de La lunga storia
dell’Inquisizione (Città Nuova), io ho scritto
La vera storia dell’Inquisizione (Piemme,
prefazione di Franco Cardini). Insomma, due
libri garantiti da uno dei massimi medievisti al
mondo. Non c’era molto tempo per fare le pulci
storiche al film, che sul tema «Inquisizione»
pescava nel più torbido dei romanzi gotici ma di
storico non aveva nulla (e poi, tra un film di
due ore e un controintervento di pochi minuti
non c’è partita). Si dirà che le opere di
fantasia non hanno obblighi con la storicità;
però io, che scrivo anche romanzi storici, la
storia la rispetto. I registi cinematografici,
invece, devono fare i conti con chi dà loro i
non pochi soldi che servono a fare un film, e
pagare tributo alle lobby che tengono i
rubinetti del denaro. Le quali, oggi, sono
ideologicamente nemiche della Chiesa. Ora,
poiché il grosso pubblico non legge i saggi
storici ma guarda i film, detto grosso pubblico
rimane come era quello sovietico rispetto alla
storia del comunismo: miti e fandonie al posto
dei fatti, perché non c’è migliore schiavo di
quello che non sa di esserlo. Credete che l’Oliver
Stone de Le crociate (Heaven’s Kingdom) e il
regista de Il ponte di San Luis Rey (con De Niro
e cast stellare) non possano permettersi di
consultare uno storico serio? Dunque, quando
falsificano la storia, lo fanno apposta. Per
questo il Beato don Alberione aveva fondato
(prima del Concilio) la San Paolo Film. Nel film
di Forman tutto quello che si vede
sull’Inquisizione è volutamente falso, e anche
incongruente, come ho detto in trasmissione. Da
secoli, per esempio, due cardinali dovevano
visitare le celle inquisitoriali per
controllarne lo stato due volte al mese. Le
lenzuola venivano cambiate due volte alla
settimana. Non c’erano le catene e c’erano le
ore d’aria e i permessi sulla parola. Ma non
fatemi ripetere qui quel che ho scritto sul mio
libro. Fate solo sapere ai capoccioni
ecclesiastici che, nella civiltà dell’immagine,
fa più un solo film di Mel Gibson di tutti i
loro piani pastorali.
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Il 27 maggio 2009 un lettore, su
«Il Giornale», si lamentava di essere stato
disinformato. Era accaduto che, il 23 maggio,
era apparsa la stupefacente notizia che in
Olanda si sono tante di quelle celle carcerarie
vuote da indurre il governo a offrire posti al
vicino Belgio. Confesso di essere stato tratto
in inganno anch’io, avendo solo scorso i titoli
quel giorno. Mi sono detto: possibile che
l’Olanda sia il paradiso dell’ordine pubblico?
Ma poi, distratto da altre notizie, passai oltre
nella lettura. Del resto, dovendo ogni giorno
leggere una vagonata di roba, è prassi normale,
per me, scorrere i titoli per soffermarmi solo
su quegli articoli che siano suscettibili di
interessare uno che fa il mio mestiere. Quel
lettore, però, aveva fatto anche i conti e
scoperto che una popolazione carceraria sui
12mila detenuti in rapporto a 6 milioni di
abitanti dava una percentuale quasi doppia della
nostra. Dunque, l’Olanda non è affatto un
paradiso ma, semmai, il suo contrario. Il
problema è che i giornalisti devono riempire
tutti i giorni il giornale per cui lavorano.
Ora, poiché è impossibile che tutti i santi
giorni accada qualcosa degno di essere portato
alla conoscenza del pubblico, lascio a voi le
conclusioni. Tra i giornalisti circolano un paio
di battute che val la pena meditare. Una è
questa: «Fare il giornalista è sempre meglio che
lavorare». E questa è l’altra: «Non dite a mia
madre che faccio il giornalista; lei crede che
io suoni il piano in un bordello».
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Tanti anni fa
lessi, su una biografia di don Bosco, che il
santo non di rado era oggetto di attentati. In
una di queste occasioni, aggredito alle spalle,
prima stese a cazzotti il suo aggressore e poi
lo soccorse. Stupito, chiesi al mio direttore
spirituale se ciò non contraddiceva il porgi-l’altra-guancia.
Risposta: don Bosco era un maestro; talvolta è
carità dare una lezione. Ne ho fatto tesoro.
Questa premessa serve a mettere sull’avviso quei
miei lettori che si scandalizzano quando mi
vedono rispondere in modo apparentemente
inurbano a certuni. Può sembrare, in effetti,
che non sopporti chi non la vede come me, ma non
è così. Dopo più di trenta libri pubblicati coi
maggiori editori nazionali e migliaia di
articoli, credo di avere raggiunto una certa
autorevolezza. Perciò, chi mi chiede un
chiarimento ha cortese risposta. Chi crede di
saperla più lunga di me e non ha un curriculum
almeno pari al mio, riceve anch’egli una cortese
risposta. Una. Ma se insiste in modo petulante,
urtante e umanamente fastidioso, deve imparare a
non far perdere tempo al prossimo. Ho aperto gli
Antidoti per dialogare coi miei lettori e
soprattutto fornire una vetrina ai miei libri.
Il tempo che vi dedico è sottratto allo studio
ed è un servizio rivolto a coloro che,
apprezzando quel che faccio, mi danno da vivere
comprando i miei libri. Gli altri, quelli che
nessuno ha invitato, sono pregati di navigare al
largo. Il web, come è noto, permette ad anonimi
pinchipallini di sfogare la loro frustrazione
ingaggiando dispute senza fine; beati loro che
hanno tempo da buttare. Potrei semplicemente
cancellare gli interventi che non mi piacciono,
come fanno tutti. Ma io, autore cattolico, uso
la carità di don Bosco. Si prega di far girare
questo avviso.
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Una ricerca della clinica San
Carlo di Milano (29 maggio 2009) evidenzia una
crescita nei tentativi di suicidio tra i
giovani. 590 a Milano negli ultimi tre anni. C’è
una generazione che non sa soffrire. Ai giovani
viene detto in tutte le salse che la vita è un
giocattolo, non un compito. Così, quando non è
conforme alle aspettative, la si butta. Tanto,
dopo c’è solo il sonno eterno (altra cosa che
viene detta in tutte le salse). Anche i genitori
fanno la loro parte. Se ci sono, è tutto un
lavorare-per-guadagnare-i-soldi-per-divertirsi.
Il pargolo? Oggi tennis, domani piscina, poi
lezione di danza, di pianoforte, di sci… Trousse
scolastica firmata, cellulare, paghetta
cospicua, palestra, pub, discoteca, motorino… E
poiché anche per i genitori la vita è un
giocattolo, quando non vanno più d’accordo si
separano. Lasciando i figli a mezzadria e
usandoli come arma di ricatto o riempiendoli di
gadget per cercare di compensare (come se
qualcosa potesse compensare la perdita della
famiglia). Va da sé che talvolta basta un brutto
voto o la rottura con la fidanzatina… Se c’è
qualcuno che si salva (e non sempre) è la coppia
cattolica credente e praticante con un sacco di
marmocchi. Tutti gli altri sono a rischio.
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Il 14 febbraio 2005 in Libano la
solita autobomba fece fuori il primo ministro,
cristiano, Rafiq Hariri e altre ventidue
persone. Il settimanale tedesco «Der
Spiegel» (notizia del 25 maggio 2009) afferma
che gli investigatori dell’Onu hanno trovato le
prove che inchiodano Hezbollah. Furono le forze
speciali della milizia sciita a progettare ed
eseguire l’attentato. Il canadese Daniel
Bellemare, a capo degli inquirenti, dice che la
cosa è loro nota da almeno un mese. A questo
punto, la domanda è: perché l’Onu ha taciuto e
tace? Forse perché in giugno in Libano ci sono
le elezioni?
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Trascrivo una lettera gentilmente
segnalatami da Vittorio Messori: «Comunità
Israelitica di Milano, 2 maggio 1945. A Sua
Eminenza Cardinale Schuster, Arcivescovo di
Milano. E’ a nome degli ebrei liberati
dall’incubo dell’esistenza trascorsa per tanti
mesi, di quelli che si sono salvati quando erano
più perseguitati, che rivolgo il presente
messaggio alla Eminenza Vostra, per esprimere la
loro gratitudine più profonda per quanto la
Chiesa Cattolica ha fatto in loro favore. A
rischio continuo della vita, soffrendo per noi
il carcere o il campo di concentramento, i
Vostri Sacerdoti hanno sentito l’imperioso
dovere di riconoscere con i fatti che la
fratellanza umana supera ogni differenza di
fede. E nell’opera sono stati degni Missionari
dell’idea di bontà e di carità. E’ stata
concessa allo scrivente la possibilità di
precisare i sentimenti nostri alla Radio di
Milano Libera la sera del 30 aprile u. s., ed
ora di nuovo si vuole assicurare l’Eminenza
Vostra della comprensione e valutazione più
completa di quanto è stato con spirito fraterno
compiuto per noi. Non verrà più di dimenticare e
costantemente conclamare in tutto il mondo
l’azione di salvataggio di esistenze umane, che
la Chiesa ha compiuto, mentre le forze del male
le distruggevano. Voglia gradire l’Eminenza
Vostra i sensi del più profondo ossequio.
Raffaele Cantoni, Commissario Straordinario».
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Su
www.chiesa.espressonline.it del 19
maggio 2009, Sandro Magister titola: «L’Eurabia
ha una capitale: Rotterdam». E prosegue: «Qui
interi quartieri sembrano Medio Oriente, le
donne camminano velate, il sindaco è musulmano,
nei tribunali e nei teatri si applica la
sharìa». Nel presentare, poi, il lungo
articolo (che vale la pena di leggere),
aggiunge: «L’Olanda è un test di verifica
straordinario. È il paese in cui l’arbitrio
individuale è più legittimato ed esteso – fino
al punto di consentire l’eutanasia sui bambini
–, in cui l’identità cristiana si è più
dissolta, in cui la presenza musulmana cresce
più spavalda». Eh, a certuni il «giogo di
Cristo», pur «leggero e soave», è sembrato
insopportabile. Si godano quello di Maometto.
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Anche la Germania ebbe il suo
“caso Pinelli” che scatenò il terrorismo
brigatista. Il 2 giugno 1967 lo scià iraniano
era in visita a Berlino Ovest e ci furono
violente proteste studentesche. Nel corso di
queste, lo studente Benno Ohnesorg rimase ucciso
da un colpo di pistola che lo raggiunse alla
testa. Il colpo era partito dalla pistola di un
agente di polizia in borghese. Da lì prese il
via il Sessantotto tedesco, tutto di sinistra
come da noi, e nacque la Rote Armée Fratktion,
rivisitata qualche mese fa dal film La banda
Baader-Meinhof. Ebbene, oggi sappiamo che
lo sparatore era, sì, un agente, ma della Stasi,
il servizio segreto della Germania comunista.
L’apertura degli archivi dell’ex Ddr ha rivelato
quel che, in fondo, abbiamo sempre immaginato.
Anche per quanto riguarda l’Italia. Peccato che
«Il Giornale» del 23 maggio 2009 abbia deciso di
dedicare alla notizia niente più che un
trafiletto.
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Toniolo
May 26th,
2009 | Categoria:
Antidoti
Giuseppe Toniolo è un personaggio
in attesa di beatificazione. Nato a Treviso nel 1845 e morto a
Pisa (nella cui università insegnava sociologia ed economia
politica) nel 1918, la Chiesa ha riconosciuto l’eroicità con cui
visse le virtù cristiane e l’ha proclamato Venerabile. E’ il
massimo economista del pensiero cattolico e uno dei maggiori del
nostro Paese. Citatissimo da tutti i boss democristiani ma
altrettanto pochissimo letto, aveva smontato il principio del
«massimo edonistico», il bullone che regge l’intera economia
politica moderna e che recita pressappoco così: l’agire
economico cerca di il massimo risultato col minimo impiego di
mezzi. Dunque, materialismo a tutto campo. Toniolo fece però
osservare che non sempre l’uomo agisce così. Non sono pochi,
infatti, quelli per cui il «massimo risultato» è una
onorificenza o una lode o altro fine non materiale (per esempio,
s. Francesco è, per l’economia pura, un pazzo; eppure ha fatto
più lui che non legioni di economisti premiati col Nobel).
Sarebbe il caso, di questi tempi di economia disastrata (per
colpa dei celebrati guru dell’economia, famosi per non
azzeccarne mai una), di tornare a piegarsi sulle pagine di quel
grande e inascoltato. Consiglio dunque Elementi di Economia
Politica in Giuseppe Toniolo, di Fiorenza Manzalini (Cantagalli). |
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Wilde
May 23rd, 2009 | Category:
Antidoti
«La Chiesa Cattolica è soltanto
per i santi e i peccatori. Per le persone rispettabili va
benissimo quella anglicana». Chi poteva averlo detto se non lui,
Oscar Wilde? Battezzato in segreto, apologeta di Pio IX, gran
lettore di Dante e sant’Agostino, filantropo, pellegrino, amico
dei gesuiti: tutto questo era Wilde. Che, sì, era di condotta
scandalosa (e la pagò cara) ma anche uomo eccezionalmente buono
e caritatevole. Quando vedeva dei mendicanti – e nella Londra
vittoriana ce n’erano in numero altissimo – non mancava di dar
loro l’elemosina; la sua attenzione al prossimo si manifestò
anche in occasione di un’inondazione che aveva colpito
particolarmente il borgo londinese di Lambeth: insieme a un
amico si recò sul posto per cercare di aiutare le persone in
difficoltà, riuscendo anche a far divertire col suo buonumore
una vecchia signora costretta a letto. Il Wilde sfrontato e
beffardo era un uomo dalla grande sensibilità verso il dolore,
verso chi era sofferente, finché lui stesso non piombò negli
abissi cupi del dolore, dell’umiliazione, dell’abbandono. Un
abisso dove ritrovò definitivamente Dio. Questo e (molto) altro
troverete nel libro di Paolo Gulisano Il ritratto di Oscar
Wilde (ed. Ancora). Humour all’inglese: quasi tutti i
maggior letterati della storia britannica erano cattolici.
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May 21st, 2009 | Category:
Antidoti
Com’è noto, il papa
non è stato “gradito” all’università La Sapienza (!)
di Roma perché qualcuno aveva opportunamente rimesso
in circolo una sua vecchia citazione del filosofo
anarchico Paul Feyerabend. Questi, infatti, aveva
scritto che, nel processo a Galileo, la Chiesa aveva
avuto sostanzialmente ragione. Da qui i fulmini
degli Illuminati con i loro Angeli & Demoni.
Naturalmente, nessuno di quegli “scienziati” pagati
dal contribuente sapeva chi fosse Feyerabend.
Figurarsi se l’avessero letto. Avrebbero scoperto
che quello era, sì, anarchico ma non per questo
stupido o incolto. Infatti, aveva scritto ben di
peggio e addirittura sullo stesso Copernico. Il
quale, nel comporre la sua famosa opera (dedicata al
papa) non solo non aveva consultato nessuno degli
scienziati che, prima di lui, avevano ipotizzato il
sistema eliocentrico (fin dal tempo di Aristarco di
Samo, III secolo a.C.), ma citò invece un
«pitagorico folle», cioè un tal Ecfanto che
Copernico non sapeva essere un personaggio
immaginario di uno dei dialoghi di Eraclide Pontico.
Da qui la prudenza della Chiesa su un’ipotesi che,
in pieno revival “magico” rinascimentale, poggiava
solo su basi esoteriche. Copernico era letteralmente
stregato dalle teorie degli antichi pitagorici
sull’«armonia del cosmo» in senso musicale. Fu nel
cercare la «nota» emessa da ciascun pianeta che
impostò il suo eliocentrismo, l’unica ipotesi con la
quale la «melodia» gli tornava. Leggere, per
credere, Kitty Ferguson, La musica di Pitagora
(Longanesi).
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May 18th,
2009 | Category:
Antidoti,
Libri
Cari amici, è in libreria la mia
ultima fatica: Il crocifisso del samurai (Rizzoli). Si
tratta di un romanzo storico attorno a un episodio poco noto
della storia: la grande rivolta dei samurai cristiani nel 1637.
Circa quarantamila cristiani giapponesi, donne e bambini
compresi, si ribellarono alla persecuzione e si arroccarono
nella penisola di Shimabara, nel castello in disuso di Hara. Qui
tennero testa per cinque mesi al più grande esercito di samurai
che la storia del Giappone avesse mai visto. Vennero massacrati
fino all’ultimo e fu la loro rivolta a provocare la chiusura
ermetica del Giappone al mondo esterno per due secoli. Quando i
missionari europei poterono tornare, nella seconda metà
dell’Ottocento, trovarono che i discendenti di quegli antichi
cristiani avevano conservato la fede nella clandestinità,
tramandandosela di generazione in generazione. Solo alla fine
del XIX secolo cessarono le persecuzioni dei cristiani nel Sol
Levante. I pochi rimasti erano quasi tutti concentrati a
Nagasaki. E furono centrati, com’è noto, da una delle due bombe
atomiche.
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May 13th,
2009 | Category:
Antidoti
L’«oscurantista» Chiesa cattolica, non contenta di aver creato
l’Inquisizione, vi aggiunse l’Indice dei Libri Proibiti. Della
terribilità del quale diamo adesso un saggio. Cartesio pubblicò
il suo Discorso sul metodo nella calvinista Olanda nel
1637. I protestanti si accorsero subito di che cosa si trattava,
tant’è che, due anni dopo, l’opera venne attaccata
dall’università di Utrecht e, dopo altri due anni, severamente
criticata da quella di Parigi. Utrecht fece di più: la vietò
come atea. Nel 1647 l’università di Leyda condannò Cartesio come
blasfemo. Lui, che intanto aveva avuto una figlia da una colf
olandese (e l’aveva fatta battezzare con rito protestante), nel
1650 morì. Voi direte: e l’Indice che c’entra? Ecco qua: le
opere di Cartesio vennero messe all’Indice solo nel 1663. Dopo
ben ventisei anni, tempo durante il quale dette opere avevano
avuto tutto l’agio di circolare per il pianeta. Non ci stupiamo.
Certi libri entravano nell’Indice anche dopo quarant’anni. Sì,
perché la Congregazione dell’Indice doveva prima aver notizia o
denuncia, poi, se del caso, nominava una commissione di teologi,
i quali dovevano, se del caso, farsi assistere da esperti nei
vari rami e/o da traduttori, valutare, ponderare, deliberare se
l’opera andava indicizzata tutta o in parte e, se sì, quali
parti esattamente… Eh, ci voleva tempo. Finì che certi librai
tenevano una copia dell’Indice per vendere sottobanco, a prezzi
esorbitanti, i libri «proibiti». Che, proprio perché tali,
stuzzicavano il gusto della trasgressione. Così, finire
all’Indice diventava una sorta di pubblicità gratuita.
Ovviamente, l’Indice valeva solo per quelli che alla Chiesa
cattolica davano retta. Cioè, gli stati del papa. E poi c’erano
gli esentati per motivi di studio, naturalmente… Come diceva
Totò? Ma ci faccia il piacere…
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May 11th, 2009 | Category:
Antidoti
Sulla rivista «Intervento nella società» (n. 2,
aprile-giugno 2009) leggo a pag. 14 un articolo del
genetista Giuseppe Sermonti (fratello del più famoso
Vittorio, lettore di Dante) dal titolo curioso: «La
Bibbia è il primo libro evolutivo». Ma il concetto
non è di Sermonti, bensì, come spiega l’articolo, di
Jerome Lejeune, lo scopritore della natura
cromosomica del morbo di Down. Il quale così dice:
«La Bibbia è il primo libro evolutivo, perché
evidenzia le tappe della creazione (…). In uno
scorcio assolutamente folgorante, enumera gli esseri
viventi secondo l’ordine in cui li troviamo negli
strati geologici».
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May 09th, 2009 | Category:
Antidoti
I
fissati sono avvertiti: la città di Lodi ospita, dal
7 al 17 maggio 2009, «undici giorni di incontri,
mostre, spettacoli e laboratori per raccontare il
più intrigante dei peccati capitali». Cioè, la
lussuria. Anzi, «Lussuria!» con l’esclamativo, come
da titolo ufficiale dell’«evento». Poiché nel
depliant illustrativo c’è come logo la solita mela
morsicata e la scritta «i sette peccati capitali»,
suppongo che la cosa abbia avuto un prequel e avrà
un seguito, per la delizia degli affezionati di
tutto il mondo. I quali, si spera, si catapulteranno
a valanga nella cittadina lombarda. Se non sapete a
chi lasciare i bambini, niente paura, potete
portarveli dietro. Per loro, infatti, «il tema della
lussuria verrà affrontato in modo ironico e
divertente» alla Biblioteca Laudense in giorni
appositi («max 25 partecipanti», però). Varrebbe la
pena andare solo per sentire la risposta alla
domanda da cento milioni posta dalla creatura: «Che
cos’è la lussuria?». Ah, se vi sorge qualche
perplessità circa l’impiego del pubblico denaro, non
è questa la sede.
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May 07th, 2009 | Category:
Antidoti
Ringrazio gli amici di RassegnaStampa.it per avermi
segnalato un articolo che mi era sfuggito. Sul
settimanale «Tempi» del 21 aprile 2009
«l’italo-americano di origine abruzzese Robert
Triozzi, ex comandante dei vigili del fuoco dell’Onu,
oggi comandante del Programma di sviluppo dei vigili
del fuoco (Frdp, l’ong che opera sotto l’egida dell’Onu
raccogliendo i professionisti di 12 paesi)», ha così
dichiarato: «Nessuna nazione al mondo è in grado di
attivare una macchina come quella dei soccorsi messa
in moto in Abruzzo. Nessuna». Per esempio:
«L’uragano Katrina negli Usa da questo punto vista è
stato una sciagura nella sciagura: mancava il
coordinamento di un corpo nazionale come il vostro
ed era completamente assente il supporto logistico
per sfollati e soccorritori. In Italia questo è
stato possibile nel giro di poche ore». Cos’ha di
speciale l’Italia? «Innanzitutto perché in Italia la
protezione civile dipende direttamente dal
presidente del Consiglio dei ministri: ergo, non
esistono burocrazia e ritardi. (…) L’Italia ha
inoltre un’esperienza vasta in fatto di emergenze,
terremoti, frane, vulcani». L’intervistatore, che si
firma CG, sottolinea che «il cellulare di Triozzi
nelle ultime ore ha raccolto centinaia di sms da 16
paesi, colleghi che dicono: “Se fosse accaduto qui
saremmo ancora in mezzo a una strada”». E il
super-esperto internazionale continua: «Parliamo di
perfezione dei fabbricati giapponesi dimenticando
che a Kobe, nel 1995, uno dei primi edifici a
crollare fu la centrale dei vigili del fuoco. E che
una denuncia sui difetti di costruzione delle Torri
Gemelle fu depositata nel 1968 dal comandante dei
pompieri di New York». Ma donde la sua foga? Ecco il
titolo del pezzo: «Santoro sbaglia, nessun paese sa
domare il caos come l’Italia».
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April 29th, 2009 | Category:
Antidoti
Gli
autodesignatisi critici cinematografici snobbano di
solito i film di Schwarzenegger, Stallone e Chuck
Norris come paccottiglia di cassetta, preferendo
quelli che «fanno pensare», anche se gli ideatori di
questi ultimi sono ex spogliarelliste o gente che,
essendo priva di istruzione, crede di supplire con
l’ultimo trendy della più vieta
political correctness. Invece, tra i
rarissimi laureati di Hollywood (tre in tutto), due
sono proprio Schwarzenegger e Stallone, tant’è che
il primo ha fatto carriera politica e il secondo è
uno dei più importanti collezionisti di arte moderna
degli Usa. Chuck Norris, noto da noi come Walker il
Texas Ranger, è un richiesto e apprezzato
editorialista sulla stampa americana (e pare che
intenda candidarsi a governatore del Texas).
L’agenzia «Rassegna Stampa» mi ha girato un suo
articolo comparso su Human Events il 7
aprile 2009. L’articolo è coltissimo e infarcito di
statistiche, nonché di citazioni storiche. E’
intitolato «Obama ha forse paura della “parola G”?»,
dove «G» sta per «Gesù». Ne cito solo un pezzetto:
«Come George Washington, non credo che un qualunque
standard civile o morale potrà essere mantenuto
rinunciando a un fondamento religioso: “Di tutte le
disposizioni e i costumi che portano alla prosperità
politica, la religione e la moralità sono supporti
indispensabili… Qualunque merito si voglia concedere
all’influenza di un’educazione raffinata ispirata a
questa o a quella mentalità, sia la ragione sia
l’esperienza ci impediscono di aspettarci che la
moralità della nazione possa reggersi escludendo un
principio religioso”. E, soprattutto, credo nei vari
e tanto poetici articoli del Credo degli Apostoli:
“Credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del cielo
e della terra, e in Gesù Cristo suo unico figlio e
Signore Nostro; il quale fu concepito dallo Spirito
Santo, nato da Maria Vergine; patì sotto Ponzio
Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese
agli inferi; il terzo giorno resuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre
Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i
morti. Credo nello Spirito Santo; la santa Chiesa
Cristiana, la comunione dei Santi, la remissione dei
peccati, la risurrezione della carne, la vita
eterna. Amen”».
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April 28th, 2009 | Category:
Antidoti
Non
tutti sanno che l’Islanda, conquistata dalla
Danimarca nel XV secolo, nel secolo successivo ebbe
la sua guerra di religione tra cattolici e
protestanti. Lo ricorda Luisa Paglieri sul mensile «Europaitalia»
(aprile 2009). Nel 1537 il re danese Cristiano III
aderì al luteranesimo e, proclamatosi (come
l’inglese Enrico VIII) capo della Chiesa nazionale,
impose il protestantesimo anche all’Islanda. Ma i
due vescovi dell’isola, Jon Arason e Ogmundur di
Skalholt, resistettero, incoraggiati dal papa Paolo
III. Ogmundur era però vecchio e quasi cieco, così
il vero leader dell’insurrezione fu l’Arason. Si
arrivò alle armi ma le truppe cattoliche ebbero la
peggio e Jon Arason fu catturato dal balivo
Christian Skriver. Il vescovo venne decapitato
assieme a due dei suoi figli. Un’altra sua figlia,
coraggiosamente, radunò nuove truppe per soccorrere
il padre e i fratelli ma la sua impresa fallì. Il
vescovo fu poi vendicato da alcuni pescatori
cattolici che giustiziarono il balivo. La cappa
luterana si stese, così, sull’Islanda e solo nel
1874 il cattolicesimo poté esservi riammesso. Ma per
gli islandesi Jon Arason è l’eroe nazionale,
combattente per l’indipendenza e l’identità
dell’isola. Nel 1989 il papa Giovanni Paolo II, in
Islanda, ne ha ricordato la figura. Non tutti sanno
che anche la Svizzera ha un eroe nazionale
cattolico, addirittura un santo: s. Nicola di Flüe,
che nel XV secolo, a capo dell’esercito, salvò
l’indipendenza della confederazione.
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April 25th, 2009 | Category:
Antidoti
Così scrive Andrea Morigi sul mensile «Il Timone»
dell’aprile 2009: «Il 30 dicembre 2007 il giovane
che aveva tentato di accoltellare un prete ortodosso
nella città turca di Antalya ha ammesso di essere
stato influenzato dalla rappresentazione dei
missionari cristiani proposta da Kurtlar Vadisi
(La valle dei lupi), lo sceneggiato più
costoso mai realizzato nella storia della
televisione turca e del quale nel 2006 la Pana Film
ha prodotto anche una versione cinematografica,
ambientata in Iraq. Mentre nel film il nemico sono
le truppe statunitensi, tra le quali si aggira un
medico ebreo che preda gli organi dei prigionieri
dell’esercito americano, l’antieroe della serie tv è
un cristiano avido di denaro che pianifica, pregando
davanti a un crocifisso, le proprie azioni violente
contro giovani musulmani, tentando di ingannarli e
corromperli allo scopo di spingerli all’apostasia».
La Turchia nella Ue? Ma ci faccia il piacere…
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April 21st, 2009 | Category:
Antidoti
Antonio Gaspari il 6.4.09 ha intervistato Marco
Tosatti, vaticanista de «La Stampa». sul suo libro
Inchiesta sulla Sindone (Piemme). A
proposito della famigerata analisi al C14 che
dichiarò la Sindone un falso medievale, Gaspari (su
Zenit.org) ricorda che il cardinale Anastasio
Ballestrero, arcivescovo di Genova, accennò a certe
frange massoniche interessate a screditare quello
che forse è un testimone muto della Resurrezione.
Tosatti sostiene che l’esame al carbonio fu
sbagliato: «I numeri, non io, sono giunti a queste
conclusioni. Diciamo intanto che i laboratori e il
British Museum non hanno mai fornito, nonostante
ripetute richieste da parte del committente, la
diocesi di Torino, i “dati grezzi” degli esami
compiuti, necessari per capire che cosa è veramente
successo. Ma anche solo esaminando i dati pubblicati
su Nature un ingegnere di Milano, Ernesto
Brunati, si è accorto che c’era qualche cosa che non
andava. Ho chiesto di rifare i calcoli a due
professori di matematica e statistica della
Sapienza, che non c’entrano nulla con il mondo della
Sindone. Livia De Giovanni e Pierluigi Conti, che
hanno confermato: c’era un errore di calcolo, tale
da inficiare la validità dell’esame. La “tolleranza”
di errore che i tre laboratori si erano dati era del
5%; e dai numeri di Nature sembrava che si
fosse raggiunto proprio il minimo, il 5%. In realtà
è stato raggiunto l’1%. L’esame avrebbe dovuto
essere rifatto, ma i campioni ormai erano distrutti.
Grazie agli esami di alcun professori americani,
l’ultimo dei quali è Roberto Villareal, del Los
Alamos Center, che ha presentato le sue scoperte
nell’agosto 2008, credo che si sia scoperto qual era
il problema. Una contaminazione fortissima del
tessuto e un “rammendo invisibile” praticato nel
Medioevo o dopo. L’unico risultato scientifico che
supporta la tesi del falso medievale è l’esame al
C14. Se questo cade, come secondo me è caduto, tutta
la discussione si riapre».
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April 11th, 2009 | Category:
Antidoti
Dario Fertilio sul
Il Corriere della Sera (16 marzo 2009) ha
recensito il libro di Vaclav Klaus, economista e
presidente della Repubblica Ceca: Pianeta blu,
non verde. Cosa è in pericolo: il clima o la
libertà? (ed. Istituto Bruno Leoni). Klaus
accusa «i cattivi ideologi, gli studiosi pronti a
inventare qualsiasi cosa pur di strappare
finanziamenti, i neocomunisti travestiti da verdi»,
i quali vogliono «instaurare nel mondo una dittatura
salutista globale, nemica del capitalismo e del
libero mercato». Klaus, seguace della scuola
austriaca di von Hayek, afferma: «La temperatura
media globale durante tutto il XX secolo è aumentata
di appena 0,6 gradi! E non c’è alcuna prova che
questa modesta variazione sia dovuta
all’inquinamento». Che fare? Niente, perché «sui
tempi lunghi la creatività umana, e forse gli stessi
equilibri endogeni, sapranno trovare spontaneamente
una soluzione». Cita uno scienziato, Indur Goklany:
«L’età della pietra non ebbe fine perché l’uomo
rimase senza pietre, o quella del bronzo perché
rimase senza bronzo». Grossman e Krueger hanno
dimostrato, anzi, che proprio l’aumento dello
sviluppo riduce il deterioramento ambientale. Perché
mai lanciare allarmi, se «l’aspetto fondamentale
della variabilità naturale del clima sulla Terra è
il Sole?». Faremmo molto meglio a preoccuparci degli
scienziati «politicizzati» che vorrebbero imporci il
famoso «protocollo di Kyoto», il quale ci
obbligherebbe a ridurre di un terzo il nostro
utilizzo di energia per averne in cambio, nel 2050,
un abbassamento di temperatura di soli 0,05 gradi.
Le fonti alternative? «L’estrazione dell’energia
geotermica è per ora antieconomica» e, quanto a
quella eolica, «la sostituzione della centrale
nucleare ceca di Temelìn con un impianto eolico
richiederebbe l’installazione di circa cinquemila
turbine. Se dovessero essere costruite una accanto
all’altra, formerebbero una linea che da Temelìn
giungerebbe fino a Bruxelles». L’innalzamento dei
mari? E quand’anche fosse? Per qualche isola
oceanica sommersa, non potremmo ritrovarci con una
Siberia improvvisamente coltivabile e fertile? Klaus
ce l’ha con l’ecologismo, «un’ideologia metafisica
che si rifiuta di vedere il mondo, la natura e
l’umanità come realmente sono». Il «famigerato» Ipcc,
il rapporto del gruppo intergovernativo per i
cambiamenti climatici, é egemonizzato da scienziati
catastrofisti, propagandisti politici dello
«sviluppo limitato», del controllo centralizzato,
gli eredi insomma della fallita pianificazione
socialista. Michael Crichton, il bestsellerista, ha
descritto le intimidazioni catastrofiste nel suo
Stato di paura, una lettura che «dovrebbe
essere obbligatoria». Klaus e Crichton sono in buona
compagnia. Con loro stanno l’ex Cancelliere dello
Scacchiere britannico, Lord Nigel Lawson, lo
scienziato «pentito» Bjørn Lomborg, nonché tutti i
quattromila intellettuali firmatari (fra cui 72
premi Nobel) dell’Appello di Heidelberg, l’anti-
Kyoto, in cui si afferma che «al contrario di quanto
sostiene il sapere convenzionale, non esiste oggi un
consenso scientifico generale sull’importanza del
riscaldamento da gas a effetto serra». Klaus: «Che
fare dunque per migliorare il mondo? La migliore
risposta è: niente».
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April 08th, 2009 | Category:
Antidoti
«Voyager»
ci ha avvertiti che nel 2012 il mondo finirà.
L’hanno detto i Maya: il termine del Quinto Sole
sarà per il 4 Ahaw 3 Kankin, cioè il 23 settembre
2012. Anche «La Stampa» ci avvisa che, a sentire
certi scienziati, nel 2012 il sole farà un bizza
tale da creare sconquasso sul nostro pianeta.
Tranquilli: il 23 settembre è la festa di Padre Pio.
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April 07th, 2009 | Category:
Antidoti
Chiedo scusa se
per una volta non mi lagno delle malefatte del
laicismo; ma chi mi segue sa quanto io sia
affezionato all’editore di fumetti
ReNoir,
che produce albi potabili anche ai cattolici pur
senza essere noiosi. Ricorderete che, per la
ReNoir,
ho ideato la serie western Gli Sconfitti,
di cui a breve uscirà il seguito. Oggi voglio
segnalarvi Solo, di Oscar Martin, una
specie di Mad Max post-atomico in cui certi
animali (topi, scimmie e faine) si sono evoluti,
condividendo il pianeta con gli umani e specie
mutanti. Tutti cacciano (per mangiare) tutti. Il
protagonista è un topo. Date retta, vale la pena.
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April 05th, 2009 | Category:
Antidoti
Umberto Tozzi è
l’autore di musica pop italiano più conosciuto nel
mondo. I suoi pezzi hanno sfondato anche nel
mercato, impenetrabile per gli italiani, americano e
un suo brano, Gloria, è ormai un classico
evergreen internazionale (oltreché colonna sonora
del celebre musical Fame). Eppure, Tozzi
non ha mai beneficiato del traino dei tg sulle sue
nuove uscite, né molta gente sa che faccia abbia.
Niente interviste, niente scandali, niente reality,
niente veline. Infatti, (Corsera del 2 aprile 2009)
si tratta di un artista che, stimolato sulla
politica, dice di non aver nulla di dichiarare in
quanto incompetente. Ecco un buon esempio di persona
onesta, in un mondo in cui l’ultimo cialtrone,
appena acquisito un minimo di visibilità, diventa
tuttologo e disquisisce dei massimi sistemi,
dall’esistenza di Dio alla bioetica. Naturalmente,
sfoggiando i «secondo me» più piatti, sciatti,
banali, alla moda (di sinistra) e politicamente
corretti che ci siano.
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April 03rd, 2009 | Category:
Antidoti
L’arcivescovo di Kirkuk, Louis Sako,
a Vienna su invito di ACS (Aiuto alla Chiesa che
Soffre) l’1 aprile 2009 (fonte: Zenit), ha detto che
la guerra in Iraq è costata la vita, negli ultimi
cinque anni, a 750 cristiani, compreso l’arcivescovo
di Mosul, Paulos Faraj Rahho. Sono 200mila i
cristiani che hanno abbandonato un Paese in cui
erano presenti da venti secoli. «I musulmani vivono
come nel VII secolo, e questo è un problema», ha
detto. Il che, in soldoni, significa che per loro le
truppe americane sono «i cristiani» o i «crociati».
Ora, Obama intende lasciare la piazza e concentrarsi
–dice- sull’Afghanistan. Comprensibile: non ci sono
più soldi e forse è meglio affrontare il problema
alla fonte. Ma gli Usa si sono assunti il compito di
polizia mondiale e sarebbe meglio se finissero il
lavoro. Infatti, la Ue non intende prendersene la
responsabilità, preferendo continuare a sputare nel
piatto in cui mangia. Ci sono Paesi dotati di
atomica, come il Pakistan (ma anche l’India), che
non offrono molte garanzie in quanto a stabilità e
civiltà (da XXI secolo, intendo). Abbandonare l’Iraq
al VII secolo non è affatto un buon affare. Forse i
Bush dovevano limitarsi a ridurre Saddam a più miti
consigli e basta. Sia come sia, cosa fatta capo ha.
Ma bisogna finire il lavoro. Altrimenti finisce come
in Somalia, Libano e Bosnia. Classici esempi di
lavori iniziati ma non completati.
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Expo
March 28th,
2009 | Category:
Antidoti
Com’è noto, Milano
si è aggiudicata l’Expo del 2015, titolo: «Nutrire il pianeta.
Energia per la vita». Le strutture che sorgeranno, assicura il
sindaco Moratti, (il 24.3.09) non saranno affatto una
«cementificazione», giacché a lavorare al progetto sarà William
McDonough, «l’architetto più ecologista, che ci è stato
segnalato da Al Gore». Al Gore: un nome, un programma. «…e io
pago!», diceva Totò.
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Preservativi
March 24th, 2009 | Category:
Antidoti
Rose Busingye
dirige il Meeting Point di Kampala, che cura i malati di Aids.
Intervistata da il.Sussidario.net (20 marzo 2009) ha raccontato
di quei giornalisti occidentali venuti al suo Meeting Point.
Videro e si commossero. Allora regalarono scatole di
preservativi. Una delle sieropositive ricoverate disse loro:
“Mio marito sta morendo, e ho sei figli che tra poco saranno
orfani: a cosa mi servono queste scatole che voi mi date?”. La
Busingye ha aggiunto che quelli che parlano di preservativi per
l’Africa non sanno di cosa parlano. Infatti, i profilattici
vanno conservati a una giusta temperatura e vanno usati in
assenza di polvere e con le mani lavate. Il che, in Africa, «può
sembrare a tratti anche ridicolo». Per quanto riguarda il Papa,
«quelli che lo attaccano hanno interessi da difendere, mentre il
Papa di interessi non ne ha». Infatti, nessuno lo ha attaccato,
sui preservativi, in Africa. «Da lui non arrivano le mine che
fanno saltare per aria i nostri ragazzi, i nostri bambini che
fanno i soldati, che si trovano amputati (…): e a loro cosa
diamo, i preservativi?». Rose Busingye ha evocato anche il
genocidio ruandese, per il quale nessuno intervenne: «Non si è
mosso nessuno, e adesso vengono qui con i preservativi». Finale:
«Perché non ci portano le aspirine, o le medicine anti-malaria?
La malaria è una malattia che qui miete più vittime rispetto
all’Aids». Forse la Busingye non sa che i Verdi occidentali
hanno interdetto il Ddt, perché “nuoce all’ambiente”.
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Lussemburgo
March 23rd, 2009 | Category:
Antidoti
Il 17 marzo 2009
il granducato di Lussemburgo ha legalizzato l’eutanasia. Il
granduca Henri, cattolico credente e praticante (ma non
“adulto”), si è rifiutato di firmare la legge. Ciò ha comportato
una lunga diatriba costituzionale, perché fino a quel momento il
capo dello stato aveva il potere di ratificare le leggi, dunque
di bocciarle. Adesso è stata modificata la costituzione e, d’ora
in avanti, potrà solo promulgarle senza più la possibilità di
mandarle indietro. Si noti che il granduca, pur di non
compromettere la sua coscienza, ha accettato di ridurre la sua
carica a un, praticamente, vuoto simulacro. La mente corre ai
nostri cattolici “adulti” (compresi quei sei che firmarono la
legge 194 sull’aborto), che al posto della coscienza hanno la
Costituzione Democratica e Antifascista.
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Hollywood
March 18th, 2009 | Category:
Antidoti
In una bella
paginata del «Giornale» (15.3.09), Massimo M. Veronese racconta
quel che facevano le star hollywoodiane prima di splendere nel
firmamento mondiale. Sean Connery lucidava bare, Brad Pitt si
travestiva da pollo per una catena di fast food, Elvis Presley
era camionista, Robert Redford commesso, Harrison Ford
falegname, Michelle Pfeiffer cassiera di supermarket, Sandra
Bullock gelataia, George Clooney vendeva scarpe, Jack Nicholson
era fattorino, Cameron Diaz lattaia, Tina Turner colf, Mariah
Carey sciampista, Bruce Willis barista. Potremmo continuare, da
parte nostra, con quel che facevano Madonna, Sharon Stone e
tutti gli altri (gli unici laureati del firmamento sono,
paradossalmente, Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger,
nonché Jodie Foster). Naturalmente, tralasciamo i mestieri ancor
meno nobili di tanti, sia perché in parte defunti, sia perché
non è il caso di fare del moralismo, anche se certuni sono
diventati «icone» e «cult». Tuttavia, i precedenti culturali non
impediscono loro di ergersi a testimonial politici
perfino nelle elezioni presidenziali e battersi in campagne a
favore dei più triti e banali luoghi comuni politically
correct alla moda, così che, sapendo di quale «carisma»
godano presso i giovani, anche le maggiori organizzazioni
internazionali li caricano di titoli. Per esempio, qual può
essere la preparazione di Viggo Mortensen in tema di politica
interna italiana? Eppure, intervistato qualche tempo fa dal
nostro tiggì, espresse giudizi negativi su Berlusconi. Avendo
orecchiato slogan correnti nel mondo dell’«arte».
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@ Katyn
March
15th, 2009 | Category:
Antidoti
E così il film
polacco sulla strage di Katyn sta facendo flop al botteghino in
Italia. Strano: regista di primo piano, ha conteso l’Oscar quale
miglior film straniero all’indiano Millionaire. Il film
è presente in sole otto sale. Insomma, è pochissimo distribuito.
A pensar male, com’è noto, spesso ci s’azzecca. Non sarà che
quel film parla di un fatto storico? Cioè, gli oltre
quindicimila ufficiali polacchi massacrati a freddo dai
sovietici, che poi diedero la colpa ai tedeschi. Accadde al
tempo della spartizione della Polonia tra Hitler e Stalin. Si
trattava di eliminare non solo i quadri dell’esercito polacco ma
anche una futura classe dirigente. Insomma, uno dei pochi
crimini non commessi dai nazisti, bensì dai comunisti. Mi
ricordo di un altro film, mai distribuito nelle sale, che potei
vedere solo per caso e in VHS: Eleni. Sebbene il
protagonista fosse non uno qualsiasi ma John Malkovich. Anche
qui si parlava di crimini efferati commessi dai comunisti, in
questo caso i partigiani greci. Ricordo anche che nei nostri
anni Settanta un potente quotidiano nazionale non andò in
edicola perché sgradito agli operai tipografici che dovevano
stamparlo. Infatti, per egemonia culturale non si intende solo
«vertici» o «autori» ma anche anonimi gangli intermedi, fino
all’ultimo bidello che ha le chiavi della sala. Eh, il Muro è
caduto più di vent’anni fa, ma in troppe teste è più ritto che
mai.
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@ Darwin
March
14th, 2009 | Category:
Antidoti
Il giornalista
Antonio Gaspari (ragionpolitica.it, 2.3.09), visto che è il
centenario della nascita di Darwin e il 150° del suo Origine
delle specie, è andato a rileggersi l’altra grande opera
darwiniana, Origine dell’uomo (Editori Riuniti 1983) e
vi ha trovato un capitolo intitolato «Selezione naturale
operante nelle nazioni civili», dove sta scritto:
« Fra i selvaggi i deboli
di corpo e di mente vengono presto eliminati; (…) D’altra
parte, noi uomini civili cerchiamo con ogni mezzo di ostacolare
il processo di eliminazione; costruiamo ricoveri per gli
incapaci, per gli storpi e per i malati; facciamo leggi per i
poveri; e i nostri medici usano la loro massima abilità per
salvare la vita di chiunque fino all’ultimo momento. (…) Così i
membri deboli della società civile si riproducono. Chiunque sia
interessato dell’allevamento di animali domestici non dubiterà
che questo fatto sia molto dannoso alla razza umana (…) ma,
eccettuato il caso dell’uomo stesso, difficilmente qualcuno è
tanto ignorante da far riprodurre i propri animali peggiori»
(pag. 176). Più avanti: «Eppure l’uomo potrebbe mediante la
selezione fare qualcosa non solo per la costituzione somatica
dei suoi figli, ma anche per le loro qualità intellettuali e
morali. I due sessi dovrebbero star lontani dal matrimonio,
quando sono deboli di mente e di corpo» (pag. 255). E, nella
pagina seguente: «quelli che non possono evitare una grande
povertà per i loro figli dovrebbero astenersi dal matrimonio»;
tuttavia è anche vero che «se i prudenti si astengono dal
matrimonio, mentre gli avventati si sposano, i membri inferiori
della società tenderanno a soppiantare i migliori».
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@ Lettera
March 12th, 2009 | Category:
Antidoti
La lettera che
il Papa ha inviato a tutti i vescovi il 10 marzo 2009 ha tenuto
banco sui giornali perché vi si fa il punto sulla polemica
innescata dall’aver tolto la scomunica ai lefebvriani e la
concomitanza con le dichiarazioni incaute del vescovo Williamson
sulle camere a gas. Il Papa, tra le altre cose, si è anche tolto
un sassolino dalla sacra pantofola e, pur con la prudenza
labiale solita, ha aggiunto: «A volte si ha l’impressione che la
nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non
riservare alcuna tolleranza, contro il quale poter
tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa
avvicinarglisi –in questo caso il Papa- perde anche lui il
diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio
senza timore e riserbo».
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@ Indipendence
March 11th,
2009 | Category:
Antidoti
«I Mohawk,
sotto il loro famoso capo Joseph Brant, erano fra i più stretti
alleati indiani dell’esercito britannico durante la guerra. La
sorella di Brant, prima del conflitto, aveva sposato sir William
Johnson, Gran Maestro Provinciale (della Massoneria, ndr)
di New York e amico di Amherst (comandante in capo delle forze
inglesi durante la guerra d’indipendenza americana, ndr).
Durante una visita a Londra nel 1776, Brant venne a sua volta
iniziato come massone. Più tardi in quello stesso anno, durante
la fallita invasione del Canada da parte dei coloni, un certo
capitano McKinstry venne catturato da alcuni uomini della tribù
di Brant, legato a un albero e contornato di sterpi a cui gli
indiani stavano per appiccare il fuoco. Quando McKinstry fece un
“appello massonico”, Brant lo riconobbe e ordinò che venisse
liberato. Venne poi consegnato a una loggia britannica a Quebec,
che lo rimandò in patria». Cfr. Michael Baigent e Richard Leigh,
Origini e storia della Massoneria (Newton Compton,
2005), pag. 267. Leigh e Baigent sono due dei tre autori del
famoso bestseller Il Santo Graal a cui si è ispirato
Dan Brown per il suo molto più celebre Codice da Vinci;
talmente ispirato che i due lo citarono in giudizio per plagio.
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Liam
09 Mar 2009
Apprendo con gioia (ag. Zenit)
che, su iniziativa del musicista americano Ray Herrman, il
famoso attore Liam Neeson (Schindler List) darà voce a
una Via Crucis su musiche di s. Alfonso de’ Liguori. Herrman è
cattolico è ed vincitore di un Grammy Awards (l’Oscar della
musica), ha lavorato anche con Christina Aguilera, i Chicago,
Carlos Santana, Bob Dylan, Stevie Wonder. Il suo marchio
discografico Little Lamb Music ha messo in vendita un Cd
intitolato “Praying The Way of the Cross” (Pregando la
via della Croce). Herrman è un cattolico da rosario, che si
aggira in un mondo, quello dello spettacolo, dominato da ben
altre mentalità. Ma gli americani hanno questo di buono: amano i
soldi, da qualunque parte provengano. E sanno che i cattolici
negli Usa sono davvero tanti. Dunque, un investimento in tal
senso non può non essere ampiamente remunerativo. A patto, però,
che si facciano le cose professionalmente. Nel caso in
questione, un attore di primo piano e un musicista dello stesso
rango. Qui in Italia, invece, la musica cattolica è in mano ai
dilettanti. E ai preti, il che è lo stesso. Abituati a ricevere
in dono e non a spendere, al massimo ti fanno lo Zecchino d’Oro:
zero investimento, altissimo guadagno. Ma con questo giro
mentale non si approda a niente e si rimane, sempre,
nell’insignificanza culturale.
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Costituzione
Posted: 04 Mar 2009
«All’interno della Democrazia
Cristiana di allora si confrontavano due anime: una che faceva
capo a Giuseppe Dossetti e che trovava una valida sponda in
Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, formatasi “nel clima
illiberale prefascista e fascista, e che vedeva nella
Costituzione non uno strumento con il quale porre un limite al
potere […] bensì lo strumento per la pianificazione – un’opera
di ingegneria sociale”; e un’altra incarnata da Alcide De
Gasperi, Luigi Einaudi e don Luigi Sturzo, secondo cui “nessun
principio guida per la politica è migliore di quello liberale”».
Così, riferendosi ai tempi della Costituente, ha affermato il
prof. Flavio Felice, docente di Dottrine economiche e politiche
alla Pontificia Università Lateranense e di Filosofia
dell’Impresa alla LUISS Guido Carli di Roma, nonché direttore
della Fondazione Novae Terrae e presidente del Centro Studi
Tocqueville-Acton. Felice, intervistato da Mirko Testa per
l’agenzia Zenit.org (4.3.09), di fronte all’attuale crisi ha
dato voce, col suo libro intitolato
“L’economia sociale di mercato” (Rubbettino, 2008, pp. 128,
€ 8,00), alla «necessità di ancorare nuovamente l’economia
all’eticità e di ripensare allo Stato come arbitro del gioco
economico, lontano però da dottrine interventiste che possano
falsare la libera concorrenza e generare disuguaglianza». Ora,
poiché i novantenni, com’è noto, muoiono di nostalgia per la
loro gioventù («eh, ai miei tempi…!») ecco gli Scalfaro e gli
Andreotti e i Napolitano correre in soccorso alla Costituzione
(ispirata a quella sovietica del 1935: per questo fu
tranquillamente votata dai comunisti di Togliatti). Anche lo
stesso Dossetti uscì dal suo monastero per difendere la sua
creatura dal “mostro di Arcore”, che osava e osa criticare la
Costituzione italiana, che per i novantenni è più sacra del
Vangelo. Quest’ultimo, infatti, per i dossettiani è elastico,
tant’è che lo tirano volentieri dalla loro. Ma la Costituzione è
intangibile. Come il Corano.
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Dante
27 Feb 2009
Questa è proprio carina e voglio
condividerla. Il 27.2.09, Franco Zeffirelli è stato intervistato
da Paolo Bracalini su «Il Giornale». Tra le altre cose, alla
domanda «E il Dante di Benigni è cultura?» così ha risposto: «Ma
per carità. Io poi sono fiorentino e sentire uno di Prato che
legge Date mi fa diventare matto. Appunto, ma nessuno ha pensato
di fare leggere Dante ad un uomo come Albertazzi? No, Ci vuole
un pagliaccio becero come Benigni».
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Testamento
Posted: 25 Feb 2009
Mentre, sull’onda emotiva del
«caso Eluana», il Parlamento discute sul c.d. testamento
biologico, il 23.2.09 il presidente della commissione antimafia,
Pisanu (PdL), dichiara che una legge del genere si rifiuterà di
votarla: «Con la pretesa di disciplinare per legge il fine-vita
si afferma la forza dello Stato sul valore della persona umana.
E questo è in contrasto con l’art. 2 della Costituzione». Non
posso non essere d’accordo. E non solo per la lesa Costituzione
(le costituzioni sono accordi che si fanno e si disfano) ma per
il leso buonsenso. Ogni caso, infatti, è un caso a sé e dovrebbe
essere affrontato tenendo conto della volontà attuale
del paziente, nonché delle valutazioni in scienza e coscienza
del medico e degli eventuali parenti. Come si è sempre fatto.
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Comunisti
Posted: 10 Feb 2009
Varrebbe la pena di riportarla
integralmente, la lettera che Fabio Cavallari, ex di
Rifondazione Comunista, ha scritto al settimanale «Tempi» del
5.2.09. Cito: «Nata nel 1991 come Movimento dalle ceneri del Pci,
subì la prima scissione nel 1995 ai danni del primo segretario
del partito, Sergio Garavini, che se ne andò (…) dando vita al
Movimento dei Comunisti Unitari, che nel 1998 confluirà nei
Democratici di Sinistra. Nel 1996, dopo il patto di desistenza
con l’Ulivo, se ne andrà in solitudine Mara Malavenda che
fonderà i Cobas per l’Autorganizzazione. Nel 1998 a lasciare il
partito saranno Diliberto, Cossutta e Rizzo che fonderanno il
Pdci. (…) nel 2006, capeggiati da Francesco Ricci, un gruppo di
militanti fonderà il Partito di Alternativa Comunista. Pochi
mesi dopo sarà Marco Ferrando a lasciare il Prc per fondare il
Partito Comunista dei Lavoratori, lo seguirà a ruota Luigi Izzo
che darà vita all’Associazione Unità Comunista. Non passerà
neppure un anno e la corrente interna Sinistra Critica uscirà
dal partito per presentarsi da sola alle ultime elezioni. (…)
l’ultimo congresso che ha visto il Prc spaccarsi in due (…), gli
ex bertinottiani capeggiati da Vendola sotto la bandiera di
Rifondazione per la Sinistra (…), taluni rimarranno nel Prc con
lo stesso nome della corrente Rifondazione per la Sinistra.
Cavallari chiede anche di tenere presenti le correnti interne:
l’area di Ernesto Ferrero, Essere Comunisti, Sinistra Comunista,
FalceMartello, Controcorrente. Conclude Cavallari: «Qui più che
un’analisi politica servirebbe un’analista». Aggiungo io: tutte
queste sigle, e le altre della sinistra, trovano, però,
immediatamente l’unanimità quando c’è da dare addosso alla
Chiesa. Sì, un’analista. E poi l’esorcista.
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Cina
09 Feb 2009
Così ha scritto il 7.2.09
l’inviato Gian Micalessin su «Il Giornale»: «Prima quell’immensa
diga, i fiumi deviati, le montagne abbattute, i villaggi
spostati nell’indifferenza di un governo sordo e prepotente. Poi
le avvisaglie, i tremori nelle viscere, gli allarmi inascoltati.
Alla fine il cataclisma, le ottantamila vittime innocenti e una
verità che, lentamente, viene a galla». Sì, il terremoto di nove
mesi or sono nella provincia del Sichuan è la conseguenza di una
immane diga costruita a un solo chilometro da una falda sismica.
320 milioni di tonnellate d’acqua riversate nel lago artificiale
di Zipingpu, scavato apposta. Gli ingegneri cinesi avevano
avvertito il governo fin dal 2004-2005, quando gli strumenti
sismologici registrarono 750 piccole scosse d’avvertimento. Ora,
uno studio presentato all’americana Columbia University conferma
tutto. Ma si sa: ciò di cui la Cina sovrabbonda sono gli esseri
umani.
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Treccani
Posted: 08 Feb 2009
Cito da
www.loccidentale.it:
«Sono ormai anni che dai politici di centrodestra vengono
prediche appassionate contro l’egemonia culturale della sinistra
e sono anni che si registrano slanci d’orgoglio per dimostrare
che anche il mondo conservatore pullula di cultura e di idee.
Poi però al momento giusto tutto questo va in fumo. Al momento
di indicare un nome per un incarico illustre, per dirigere un
museo, per presiedere un istituto culturale, il centrodestra
tradisce sempre le sue buone intenzioni e preferisce raschiare
il barile della sinistra». A cosa si riferiscono queste parole?
Riassumo: Marcello Pera non è riuscito a superare veti e
sbarramenti per l’incarico di presidente dell’Enciclopedia
Italiana (c.d. Treccani). E chi propone allora il centrodestra?
Giuliano Amato. Sì, avete letto bene. Eh, Pera paga la sua
amicizia-sintonia con Ratzinger. La squadra (e il compasso)
dell’ex Forza Italia è troppo piena di ex socialisti, ex
radicali, ex liberali, ex repubblicani, ex sessantottini per
apprezzare un ex presidente del Senato che, sui temi etici, la
pensa come l’odiato Vaticano.
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Dossier
Posted: 03 Feb 2009
Scrive
Paolo
Rodari su «Il
Riformista» (e anche
Andrea Tornielli su «Il
Giornale» del 3 febbario 2009) che in Vaticano gira
da qualche giorno un «dossier Williamson». In sintesi, «la tv
svedese, influenzata da un suggeritore, ha voluto strappare a
Williamson le dichiarazioni che conosciamo sulla Shoà in modo da
usarle a tempo debito» e cioè in concomitanza con la revoca
della scomunica il 21 gennaio. L’intervista di Williamson è
dell’1 novembre 2008. Qualcuno ha suggerito all’intervistatore
di fare domande su certe cose che Williamson aveva detto, anni
prima, in Canada. E qualcun altro, forse dentro al Vaticano, ha
suggerito alla tv svedese di aspettare un paio di mesi perché il
Papa era in procinto di revocare la scomunica. Chi può essere il
suggeritore? Il dossier punta il dito su «una giornalista
francese, Fiammetta Venner. Chi è costei? È una nota attivista
del movimento omosessuale francese, e anche di quello abortista
e laicista. È un’assidua relatrice dei convegni sulla laicità
del Grande Oriente di Francia. La Venner, che lo scorso
settembre in concomitanza del viaggio del Papa in Francia aveva
mandato alle stampe un volume firmato assieme alla sua compagna
Caroline Fourest e significativamente intitolato Les
Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei,
traditionalistes, è intervenuta nell’ampio documentario
dedicato ai lefebvriani all’interno del quale la tv svedese ha
mandato in onda anche l’intervista a Williamson». Singolare «la
decisione della tv svedese (forse imbeccata da qualcuno dentro
le mura vaticane), che aspetta fino al 21 gennaio a mandare in
onda l’intervista». E c’è di più: «Nei giorni scorsi il giornale
tedesco “Der Spiegel” si è spinto sino a ipotizzare che i
responsabili delle comunità ebraiche più importanti del mondo,
tra queste “il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania”,
fossero “stati informati” in precedenza delle dichiarazioni
negazioniste del vescovo ma non abbiano voluto manifestare la
propria contrarietà per intervenire contro il Papa soltanto
successivamente, a cose fatte».
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Libertà 2
Posted: 01 Feb 2009
Devo tornare sul tema “Williamson”
perché alcuni di voi mi hanno scritto le loro perplessità.
Innanzitutto, devo pregarvi di scrivere non a me ma al sito,
così che anche gli altri possano partecipare alla discussione (a
meno che non abbiate qualcosa di personale da dirmi, ovvio).
Poi, ho scelto fin dall’inizio la formula della brevità per i
miei Antidoti, perché l’esperienza mi insegna che meno si ha da
leggere e più volentieri si legge. La controindicazione,
naturalmente, è che non tutto si presta ad essere sbrigato in
poche frasi: più delicato è il tema e più articolatamente si
dovrebbe affrontarlo. Tuttavia, gli Antidoti servono a voi, più
che a me: forniscono qualche argomento polemico in più da usare
nelle discussioni (in treno, a tavola, con amici, con
conoscenti, con nemici…). Il rischio di non essere chiarissimo,
per me, è dunque previsto. Ora, poiché nulla mi vieta di tornare
su un tema, ecco qua. 1) Le frasi incriminate di Williamson sono
un “fuori onda” mandato fraudolentemente in tv, sebbene
l’intervistato avesse chiesto esplicitamente all’intervistatore
di non metterlo a rischio di galera. 2) L’intervista è di mesi
or sono ma, guarda caso, viene messa in circolo proprio il
giorno in cui il papa revoca la scomunica ai lefebvriani.
Capirete che la cosa puzza, visto che anche all’interno della
Chiesa non sono pochi quelli che vedono le “restaurazioni” di
questo papa come fumo negli occhi. 3) Per chi ci ha fatto caso,
l’operazione militare a Gaza è cessata giusto a ridosso della
Giornata della Memoria. 4) C’è chi vorrebbe che il papa
revocasse la revoca (infatti, il papa è costretto da mesi a
giustificarsi per aver permesso il rito latino) e, magari,
dichiarasse le camere a gas dogma cattolico. 5) Resto convinto
che le opinioni sulla storia debbano essere dibattute sui libri,
non in tribunale. 6) Certi vescovi arrivano alla ferocia con la
“destra” dei cattolici, mentre nulla, mai, dicono ai vari don
Gallo etc. 7) L’inquisizione laica dilaga e reprime i non
politicamente corretti, cattolici in primis: perché solo questi
ultimi devono, sempre, tenere a freno la lingua? Perché, a furia
di prudenza, devono ammutolire del tutto?
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