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2014

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ANTICRISTO
Posted: August 30th, 2014 | Author:  
Vi segnalo la pubblicazione di un libro scritto da uno che di mestiere fa il musicista a Madeira ma ha la passione per l’apologetica cattolica: Agostino Nobile, “Anticristo superstar” (ed. Segno), pp. 120, €. 10,00.

DANTE

Posted: August 28th, 2014 | Author:  |

Alla romana «Casa di Dante», presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, la consueta «Lectura Dantis» per l’Anno Accademico 2014–2015 sarà inaugurata da: Massimo Cacciari e Luciano Canfora. Com’è noto, un altro agnostico e post-comunista tutto preso a spiegare il cattolicissimo Dante è Umberto Benigni.

RONALDO

Posted: August 26th, 2014 | Author:  |

Dolores Aveiro, portoghese, aveva già tre figli e il marito disoccupato. Decise di abortire il quarto figlio ma il medico, obiettore, si rifiutò. Provò con un sistema casalingo ma questo fallì. Così, nel 1985 nacque Cristiano Ronaldo, il calciatore che non ha bisogno di presentazioni (fonte: Aleteia.org del 22 luglio 2014).

VIGGO

Posted: August 24th, 2014 | Author:  | 

Marco respinti, su La Nuova Bussola Quotidiana (22 luglio 2014), ha rivelato le origini cattoliche del San Lorenzo de Almagro, la squadra di calcio argentina (fondata da un salesiano) per cui faceva (e forse fa) il tifo il papa. La squadra ha una sua cappella, la cui costruzione è stata finanziata nientemeno che da Viggo Mortensen, l’attore che interpretò Aragorn nella trilogia del Signore degli Anelli. Non è cattolico ma ha trascorso l’infanzia a Buenos Aires ed è rimasto fan della squadra.

QUADRATOMAGICO

Posted: August 22nd, 2014 | Author:  

Per iniziativa del Centro Culturale Amici del Timone di Viareggio, Rino Cammilleri parlerà de “I misteri del quadrato cristiano. Un enigma che dura da duemila anni”, domenica 7 settembre 2014, ore 21,30. Oratorio parrocchia S. Rita, via dei Lecci 95, Viareggio (Lu). Info: 348 8602938.

BESTSELLERS

Posted: August 20th, 2014 | Author:  |

Scrive lo storico Aldo A. Mola («Il Giornale del Piemonte» del 27 luglio 2014) che Antonio Fogazzaro, condannato per modernismo, fece professione di fedeltà cattolica e si giocò il Premio Nobel per la letteratura, che invece andò al massone Giosuè Carducci. «Ma il Maestro e Vate d’Italia stentò sempre a vendere più di 1000-2000 copie delle sue raccolte poetiche. Lo stesso D’Annunzio di rado superò le 5000 copie. I libri di edificazione promossi dalla chiesa di Pio X circolavano invece in centinaia di migliaia di copie».

BLACKS

Posted: August 18th, 2014 | Author:  

Strano posto, gli Usa. Se la polizia spara a un cinese, un italoamericano, un portoricano, un messicano eccetera eccetera, non succede niente di speciale. Se spara a un nero (pardon, afroamericano) tutto il Missouri e mezza California esplodono in rivolta, con tanto di governatore costretto a proclamare lo stato di emergenza e il coprifuoco. Boh.

BOSCHI

Posted: August 18th, 2014 | Author:  

In un dettagliato articolo su La Nuova Bussola Quotidiana del 7 agosto 2014, Fabio Spina ha scritto, tra l’altro: «L’Italia attuale è sempre più verde, più di un terzo di Paese è coperto dai boschi, rispetto a 50 anni fa l’estensione dei boschi è più che raddoppiata avvicinandosi alla quota record di undici milioni di ettari. Se hanno ragione gli ecologisti allora, essendo aumentati i boschi, le frane ed alluvioni sono diminuite sensibilmente? La sensazione è che invece ciò non sta accadendo (…). I boschi che fanno bene al territorio, che limitano il dissesto, sono quelli curati dall’uomo (…). Già la cultura contadina sapeva che: un bosco abbandonato si ammala prima e s’incendia con maggiore facilità, (…) i canali di scolo non puliti con il tempo creano la palude e la malaria, i torrenti si riempiono di detriti creando problemi alle prime precipitazioni consistenti». Infine: «La Liguria, almeno in un caso ha cercato di seguire una “green economy” che creasse lavoro, benessere, curando i boschi e foreste, private e demaniali. Faggete, castagneti, abetaie e alberi da fusto che coprono 375 mila ettari, il 70% del territorio regionale. Sapete chi si è opposto? Il Wwf, secondo cui la legge sullo sfruttamento dei boschi demaniali “va contro la Costituzione”». Perché? Perché la Regione si è affidata agli odiati privati.

PARRONDO

Posted: August 16th, 2014 | Author:  

Ho letto su Aleteia.org dell’1 luglio 2014 la seguente, confortante, notizia: lo spagnolo Miguel Parrondo, entrato in coma dopo un incidente automobilistico avvenuto nel 1987, si è risvegliato nel 2002 grazie alla costanza e alla fede dei suoi familiari. Il padre, dermatologo nello stesso centro in cui era stato ricoverato a La Coruña, rifiutò il consiglio dei colleghi di staccargli la spina dopo sei mesi di cure apparentemente inutili. Disse loro che solo Dio può togliere la vita. Miguel, che al tempo dell’incidente aveva trentadue anni, si è svegliato dopo quindici. Poiché lavorava in banca e non era ufficialmente morto, al risveglio ha trovato pure gli arretrati della pensione. Mai dire mai.

ISLAMISMO

Posted: August 14th, 2014 | Author: 

Intervistato telefonicamente da Federico Cenci per l’agenzia Zenit.org il 14 agosto 2014, mons. Philip Najim, procuratore della Chiesa caldea presso la Santa Sede, ha detto tra l’altro: «In questi giorni, qui in Egitto, mi sono incontrato con il Gran Imam dell’Università di Al-Azhar, al quale ho detto espressamente: “Eccellenza, se l’Isis non è Islam, se al-Qaeda non è Islam, se i Fratelli Musulmani non è Islam, il mondo vuole vedere i capi dell’Islam non solo condannare, ma proibire l’adesione a questi gruppi”». Temiamo che il mondo starà fresco… Neanche quelli di Stalin, Mao, Pol Pot, HoChiMinh, Castro e compagnia brutta erano «vero comunismo».

VIDEO

Posted: August 14th, 2014 | Author:  

Un centro di ricerca americano (il Memri di Washington) il 4 agosto 2014 ha messo su internet un video, probabilmente girato con una telecamera nascosta, in cui un imam incita all’odio contro gli ebrei, popolo che ha «sparso il sangue dei profeti» e merita di essere «incatenato e maledetto». Invocazioni come «Allah, contali uno a uno e uccidili tutti, non risparmiarne uno» si sprecano (fonte: «Il Giornale»). La moschea filmata è quella di San Donà del Piave, Italia. In base alla Legge Mancino, se quelle frasi le avesse dette un italiano a quest’ora sarebbe in galera, con tanto di blitz all’alba, giro della foto sui telegiornali e assedio dei cronisti sotto casa della famiglia. E chiave della cella ingoiata. Mah.

MOSUL-RETTIFICA

Posted: August 12th, 2014 | Author:  

Dall’Antidoto “Mosul” dell’11 agosto u.s. è saltato, non so come, il primo rigo, nel quale si diceva che veniva riportato quanto scritto dal vaticanista Sandro Magister nel suo blog «Settimo cielo». Me ne scuso con lui e con i lettori.

MOSUL-2

Posted: August 12th, 2014 | Author:  

Le donazioni possono essere inviate in modi diversi. Tutti devono avere la causale “AsiaNews- Adotta un cristiano di Mosul”:
- Via Carta di Credito con Paypal
- Via Carta di credito dal sito (v. funzione: “Il tuo contributo- Dona”)
- Via cc postale n. 45443009
intestato a Pontificio Istituto Missioni Estere, causale “AsiaNews – Adotta un cristiano di Mosul”

- Via bonifico bancario a AsiaNews – C/C 6152510434/77
Presso Banca Intesa – Filiale 499 Via G. Carini 32/D – 00152 Roma RM
Coord Bancarie: Z 03069 05078 615251043477 Coord. Iban: IT35 Z030 6905 0786 1525 1043 477
Swift Code: BCI TIT MM
causale “AsiaNews – Adotta un cristiano di Mosul”
- Via assegno circolare non trasferibile, indirizzato a
AsiaNews c/o PIME
Via Guerrazzi 11
00152 Roma RM
Italia
Per donazioni che consentono la detrazione/deduzione fiscale:
Bonifico bancario: intestato a
Fondazione PIME Onlus,
Credito Valtellinese S.C. – P.zza San Fedele, 4 – 20121 MILANO –
IBAN IT 11 W 05216 01630 000000005733
Codice identificativo istituto (BIC): BPCVIT2S
Si prega di mandare sempre un fax al n° 02.4695193 o una mail a uam@pimemilano.com di conferma dell’avvenuto bonifico, specificando nome, cognome e indirizzo (dati utili all’emissione del documento valido per la detrazione fiscale).

BARCELLONA

Posted: August 12th, 2014 | Author:  

Una affezionata lettrice degli Antidoti mi informa che a Barcellona sorgerà la più grande moschea d’Europa. Dal momento che la Catalogna ha abolito le corride, la moschea sostituirà l’enorme edificio della Plaza de Toros. Il minareto sarà alto trecento metri, cento in più della (costruenda) più alta torre della altrettanto barcellonese Sagrada Familia. La Spagna, come si sa, ci ha messo otto secoli di guerre per liberarsi della presenza musulmana. Ora se la ripiglia poco alla volta per via amministrativa. Ma la domanda è un’altra: che se ne fanno gli imam di un minareto-grattacielo? Vogliono essere sicuri che la voce del muezzin arrivi a Madrid? E il povero muezzin, dovrà farsi cinque volte al giorno migliaia di scalini? O è previsto un ascensore ultraveloce? Oppure, come i guardiani dei fari, dovrà vivere nel minareto? Magari, più astutamente, starà a piano terra, cantilenerà al microfono e in cima ci staranno solo gli altoparlanti. E’ facile ipotizzare battaglie legali con i barcellonesi limitrofi, che dovranno spendere per vetri antiacustici e aria condizionata d’estate.

SILLABO

Posted: August 11th, 2014 | Author:  

Informo gli interessati che è in vendita il mio “Il Sillabo. Un grido profetico”, collana Quaderni del Timone (info@iltimone.org), pp. 64, €. 6,00.

MOSUL

Posted: August 11th, 2014 | Author: 

Quella che oggi patiscono cristiani e yazidi nel nord dell’Irak non è la prima persecuzione di cui sono vittima. Ma la terza nell’arco del solo ultimo secolo. Sempre ad opera di musulmani.

Lo ha ricordato un profondo conoscitore di quelle terre, il cardinale Fernando Filoni, già nunzio in Irak dal 2001 al 2006, oggi prefetto di Propaganda Fide e inviato speciale di papa Francesco in quel paese:

“Con la caduta dell’impero Ottomano e la costituzione della Turchia come Stato migliaia di cristiani – siri, caldei, assiri, armeni, greco-ortodossi o greco-cattolici – furono uccisi o espulsi. I sopravvissuti subirono deportazioni, affrontarono fughe e molti morirono di fame e di stenti. Tra il 1915 e il 1918 cinque vescovi subirono il martirio, tre morirono in esilio; di sedici diocesi cattoliche ne rimasero in vita tre; dei 250 sacerdoti una metà fu uccisa insieme a numerose religiose. Il delegato apostolico Giacomo Emilio Sontag fu ucciso a Urmia. Negli anni Sessanta, poi, migliaia di cristiani furono espulsi durante le rivolte in Kurdistan, trovando rifugio a Mosul, nella piana di Ninive o a Baghdad. Ora siamo alla terza grande persecuzione”.

Con il motto “Adotta un cristiano di Mosul“, Asia News, l’agenzia internazionale del Pontificio Istituto Missioni Estere, ha lanciato una sottoscrizione per il soccorso immediato delle migliaia di cristiani fuggiti

MARENOSTRUM

Posted: August 10th, 2014 | Author:  

E’ lo stesso Viminale ad ammettere che l’operazione Mare Nostrum ha contribuito ad aumentare –anziché diminuire- le vittime delle carrette del mare. Prima, infatti, si doveva arrivare fino a Lampedusa; adesso basta superare le acque territoriali della Libia per trovare una nostra nave militare di soccorso. Perciò, gli scafisti possono usare imbarcazioni ancora più precarie. Data la cifra che costa la traversata a ogni immigrato (sui 1500 euro), qualcuno si è chiesto perché rischiano la vita nel deserto e poi in mare, visto che potrebbero recarsi al più vicino aeroporto. Mah, misteri del Mare Nostrum. Intanto, si apprende che in un centro d’accoglienza siciliano è a suo tempo scoppiata una rivolta perché era saltato il collegamento Sky per i Mondiali di calcio.

MIGRANTI

Posted: August 8th, 2014 | Author:  

Da Zenit.org del 22 giugno 2014: «”La migrazione porta benefici a tutte le parti coinvolte: i paesi d’origine, quelli di destinazione e i migranti stessi”. Così l’arcivescovo Silvano M. Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha esordito, il 13 giugno scorso, nella 26° sessione ordinaria del Consiglio dei diritti dell’uomo sui diritti umani dei migranti». E allora, forza.

DONI

Posted: August 6th, 2014 | Author: 

Durante la campagna per le presidenziali 2012, sull’emittente Abc, Barack Obama annunciò le nozze gay (“Love is love”). In capo a novanta minuti ricevette donazioni per oltre un milione di dollari (Il Fatto Quotidiano, 11 maggio 2012) da parte di “filantropi” come Tim Gill, che il 29 aprile precedente aveva dichiarato al New York Times di aver speso ben trecento milioni di dollari, in vent’anni, per la causa Lgbt (fonte: Aleteia.org del 30 luglio 2014). Morale: se vuoi essere eletto, fai promesse non al popolo ma a quelli coi soldi. Naturalmente, com’è noto, i quattro gatti che comandano gli Usa comandano il pianeta.

CAVIE

Posted: August 5th, 2014 | Author:  

Il 4 agosto 2014 la Cnn ha rivelato che al medico americano tornato dall’Africa e ricoverato per aver contratto il tremendo virus Ebola è stato somministrato un siero sperimentale detto «Zmapp». L’uomo ha avuto un miglioramento definito «miracoloso». Il siero è stato ottenuto infettando con Ebola dei topi, poi provando il risultato su alcune scimmie. Il siero è stato poi inoculato al paziente come «last chance». E poi dicono che la sperimentazione su animali non serve…

INDULTO

Posted: August 4th, 2014 | Author:  | 

Nel 1971 una sessantina di intellettuali inglesi di spicco, tra cui Agatha Christie, rivolsero un appello a Paolo VI a favore dell’antica messa in latino. Il papa concesse (all’Inghilterra) e questo indulto prese il nome dalla celebre giallista. Un libro di Gianfranco Amato rievoca la vicenda: “L’indulto di Agatha Christie” (Fede & Cultura), con prefazione di mons. Luigi Negri. Dello stesso editore vi segnalo il romanzo di Marcel Hila, “Dio scende all’inferno. Sofferenza e salvezza nelle carceri dell’Albania comunista”. E la versione a fumetti della vita del beato Antonio Rosmini (“Il mio Rosmini!”). Invece, se siete appassionati di Wojtyla, ecco “San Giovanni Paolo II. Un’introduzione al suo magistero” (Sugarco) di Marco Invernizzi, prefazione di padre Livio Fanzaga.

QUADRATO

Posted: August 2nd, 2014 | Author:  

Cari affezionati, non so quando ma prima o poi il mio “Il Quadrato magico”
uscirà con la collana “La matematica come un romanzo” in abbinamento con il Corriere della Sera. Se non l’avete, approfittate, magari costa poco.

GIAPPONE

Posted: July 31st, 2014 | Author:  

Nel giugno 2014 finalmente il Giappone si è dotato di una legge contro il possesso di materiale pedopornografico. Infatti, dal 2000, i casi di pedopornografia scoperti nel Sol Levante sono aumentati di dieci volte. Ma le associazioni per la tutela dei minori puntano il dito anche contro i «manga», fumetti di contenuto a volte particolarmente esplicito e i cui personaggi hanno facce di bambini. Niente, l’editoria del settore ha imposto la «libertà d’espressione» e il governo ha dovuto fare un’eccezione. Strano Paese, nel quale esistono locali per soli uomini in cui le cameriere devono vestire la divisa delle scolarette. Aridatece le geishe.

AMBIENTE

Posted: July 30th, 2014 | Author: 

Se volete una parola definitiva, scientifica e qualificata contro le minchiate che ogni giorno ci tocca sentire sull’«ambiente», procuratevi il volume “Spunti critici in tema di diritto e gestione dell’ambiente”, a cura di Paolo Togni (già firma di “Tempi”), edito dal Gruppo24ore e dalla SSTAM (Scuola Superiore Territorio Ambiente Management): servizioclienti.libri@ilsole24ore.com

CASAFAMIGLIA

Posted: July 29th, 2014 | Author:  | Filed under: Antidoti | Tags:  |

Cari amici, a Viareggio c’è una parrocchia che espone la rivista «Il Timone» (dove tengo una rubrica da anni) in apposita bacheca. Quando sono al mare ci vado a messa. Il parroco è giovane, don Luigi Pellegrini, una ne fa e cento ne pensa. Ora ha realizzato una casa in cui ospita i ritardati mentali, quelli che non hanno più nessuno che se ne occupi. Come sapete, il problema che assilla queste famiglie è: che ne sarà di nostro figlio quando noi non ci saremo più? Ora, don Luigi non riceve finanziamenti di sorta: ha messo una cassetta esterna dove chi vuole può fare offerte. Insomma, la casa campa di Provvidenza. Sarebbe il caso di fargli avere un po’ di quel che vi avanza. I siti: www.parrocchiasantarita.it e www.amicinsiemeviareggio.it – Per offerte a tale casa famiglia: Banco Popolare (iban: IT57 E 05034 24873 000000000347) o BCC Versilia (IT62 P087 2624 8000 0000 0106 418). Per il 5xmille, alla Fondazione Papa Giovanni Paolo II Onlus, c.f. 91037690467. Dio aggiornerà la vostra scheda nel Suo archivio.

GIUSTIZIA

Posted: July 27th, 2014 | Author:  

Leggo sul «Giornale» del 19 giugno 2014: tre anni fa uno al volante investe un bambino di otto anni a Cassano d’Adda (Lodi). L’investitore risulta positivo alla coca e all’alcol e ha pure precedenti per guida in stato di ebbrezza. Tra patteggiamenti e varie, si fa in tutto sei anni per lesioni colpose. L’investito, invece, resterà in carrozzina per tutta la vita. A Milano, tre marocchini, spacciatori, sfrecciano a centosettanta per la città inseguiti dai carabinieri: si schiantano contro un’auto ignara, uccidendo un giovane architetto. Loro restano illesi. Omicidio (solo) colposo, dice la legge. Vedremo quanto gli daranno. Vallanzasca, quattro-ergastoli-quattro, gira per supermercati. Boh. Ma perché continuano a chiamarlo Codice Penale anziché Codice di Reinserimento Sociale?

BERLUSCONI

Posted: July 23rd, 2014 | Author:  |

Certo, sarà solo una coincidenza, ma è singolare che non appena Berlusconi ha “aperto” ai gay i suoi eterni guai giudiziari sono d’incanto finiti…

 

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MONNEZZA
Posted: 19 Jul 2014
Com’è che più dilaga la raccolta differenziata (operata per giunta dai cittadini, non dalle istituzioni) e più cresce, anziché diminuire, la tariffa sui rifiuti? Forse perché la monnezza riciclata non ha mercato? Forse perché riciclarla consuma energia? Forse perché dobbiamo pagare le nazioni che se la pigliano? Forse perché noi italiani siamo davvero stupidi tutti, i votati e i votanti? Sia come sia, perché, almeno, non la facciamo finita col martirio della differenziazione? Temo di aver già risposto…

ARMI
Posted: 15 Jul 2014
Intervistato da Giustino Di Domenico su Aleteia.org del 13 giugno 2014, l’analista dell’Opal (osservatorio permanente armi leggere) di Brescia, Giorgio Beretta, ha detto tra l’altro: ««Il Medio Oriente è la zona nel mondo verso cui (…) è diretta la maggior parte di sistemi militari: nell’ultimo decennio ne sono stati inviati per oltre 51 miliardi di dollari, che rappresentano più del 20 per cento di tutti i trasferimenti mondiali di armamenti. Un quinto di tutti i sistemi militari venduti nel mondo va quindi a finire proprio in Medio Oriente. (…) Gli Stati Uniti sono in assoluto il maggior esportatore di armamenti verso i Paesi mediorientali: nell’ultimo decennio ne hanno inviati per quasi 25 miliardi, cioè praticamente la metà di tutte le forniture di armi al Medio Oriente è di provenienza statunitense. Segue la Russia, ma con cifre quanto mai lontane (circa 5,5 miliardi di dollari) e poi una serie di Paesi dell’Unione europea: la Francia (più di 5 miliardi), la Germania (3,3 miliardi), il Regno Unito (3,1 miliardi) e l’Italia (più di 1 miliardo)». Eh, le cose vanno dove servono…

FIFA
Posted: 05 Jul 2014
Mentre gli occhi di tutti erano incollati sul campionato mondiale di calcio, il 21 giugno 2014 l’inglese “Sunday Times” ha rivelato che i 25 membri del comitato esecutivo della Fifa si sono raddoppiati lo stipendio. Da 100mila a 200mila dollari. Per un impegno part-time. Più i benefits (voli in business class, hotel cinque stelle, etc.). Inutile fare i moralisti: anche a me piacerebbe poter decidere quanto guadagnare.

SINGER
Posted: 27 Jun 2014
Paul Singer è il boss dell’Elliot Management Corporation, l’hedge fund gonfio di tango-bond che pretende dall’Argentina 1,5 miliardi di dollari (e i giudici Usa gli hanno dato ragione). La presidente argentina, Christina Kirchner, gli ha dato dell’avvoltoio. Ha scritto «Il Giornale» del 23 giugno 2014 che Singer ha in realtà un cuore d’oro: da quando il figlio è convolato a nozze omosessuali in Massachussetts ha preso a finanziare il National Gay and Lesbian Task Force Action Fund. «Task Force Action»? Chissà che fanno…

COLLASSO
Posted: 23 Jun 2014
E’ da dieci anni che, ogni volta che si parla di sbarchi, i tg ci informano allarmati che i centri di accoglienza sono «ormai al collasso».

BURLESQUE
Posted: 25 Jun 2014
A Milano c’è un ex convento seicentesco che da tempo, suppongo per mancanza di vocazioni, è stato adibito ad altro uso. Il nome che gli è stato assegnato è evocativo: «Abbadesse Folie». Infatti evoca due cose: la vecchia destinazione e la nuova, che volutamente assona con le parigine Folies Bergères. Il 7 giugno 2014 vi è stata inaugurata la prima delle serate, come dice il trafiletto sul «Giornale» del giorno prima, «per un tuffo nelle vibranti corde della trasgressione». Protagonista, il «burlesque», che, per chi non lo sapesse, consiste nell’ammirare una ballerina seminuda intenta a compiere sinuose evoluzioni all’interno di una vasca trasparente e piena d’acqua in forma di coppa di spumante. Uno, religiosamente sensibile, potrebbe dire: ma proprio in un antico convento? Il punto è che sono tremila i religiosi che, ogni anno, abbandonano l’abito. Così, sono ormai legione gli edifici (a volte enormi, perché pensati, illo tempore, per centinaia di vocazioni) che languono in attesa di riqualificazione. Già, ma come lo riqualifichi un convento seicentesco, con chiostro, magari affreschi, capitelli, cappella e statue di santi? Che ci fai, un albergo? Un centro congressi? Ma la domanda è un’altra: chi lo compra? Chi scuce denari, compresi quelli per la ristrutturazione e la manutenzione (vigilanza, riscaldamenti eccetera), non può certo contare, come le monache di una volta, sui benefattori. Perciò c’è poco da fare i difficili se ambienti un tempo echeggianti cori gregoriani adesso risuonano dei trilli di Madame Satine e di applausi alle sue performances. Specchio dei nostri tempi: dai Salmi al Burlesque.

BPAS
Posted: 08 May 2014
Leggo su notizieprovita.it del 9 aprile 2014 che un’indagine del Bpas (British Pregnancy Advisory Service) ha dovuto ammettere che ben due terzi delle donne che hanno abortito nelle sue cliniche stavano usando anticoncezionali. Il 66%. Poiché la pillola (40%) e il preservativo (35%) avevano fatto cilecca, hanno dovuto rimediare con l’intervento. Eh, è proprio vero che non c’è nulla di sicuro in questa valle di lacrime…

BERGDAHL
Posted: 21 Jun 2014
Il 31 maggio 2014 il sergente americano Bergdahl è stato liberato dai talebani afghani dietro rilascio di cinque terroristi, definiti pericolosi e irriducibili, da Guantanamo. Mai gli Usa avevano voluto trattare col terrorismo islamico, ma Obama, si sa, è diverso. I commilitoni di Bergdahl ricordano che almeno sei uomini sono morti dal 2009 per cercarlo e lo accusano pure di diserzione. Suo padre, provvisto di barbone all’islamica, nel giardino della Casa Bianca ha salutato il ritorno del figlio declamando la «bismillah» («In nome di Allah clemente e misericordioso»). Fausto Biloslavo, sul «Giornale» del 7 giugno, ricorda che il New York Times ha reso noto un rapporto riservato del Pentagono in cui si ammette che Bergdahl si era allontanato dal suo avamposto di sua volontà aggirando il reticolato e non era nemmeno nuovo a simili comportamenti. Dice Biloslavo: «Se non si tratta di un disertore è come minimo un cretino finito in bocca al lupo talebano». Dissentiamo su un punto: non crediamo sia un disertore.

USA
Posted: 19 Jun 2014
Come ha ben descritto Gianandrea Gaiani su La Nuova Bussola Quotidiana del 13 giugno 2014, grazie allo shale-gas e allo shale-oil gli Usa sono diventati la prima potenza energetica del mondo e sono autosufficienti. Perciò il loro interesse, a questo punto, è che le regioni già produttrici di combustibile stiano in stato di permanente instabilità politica, così da fare le scarpe ai concorrenti economici (Russia, Ue, Cina, Giappone, India). Basta dare un’occhiata a Libia, Iraq, Siria, Ucraina, Afghanistan. E’ vero, alcuni di questi disgraziati luoghi non producono. Ma ci passano gli oleodotti. Sì, portare nella nostra parte di mondo il gas americano costerà un po’ di più, ma non c’è, e sempre meno ci sarà, alternativa. La pace, la democrazia, gli alti ideali? Agli americani sono sempre interessati i soldi e solo quelli. In fondo, li ammiro.

EGT
Posted: 18 Jun 2014
«Qualcuno sostiene che nessuno abbia saputo prevedere i rischi della finanza globale e le conseguenze che stiamo vivendo. Non è vero. E’ vero invece che, avendo avuto, le previsioni di questi rischi, spiegazioni di carattere morale, sono state trascurate con indifferenza e delegittimate. La finanza ha voluto imporre una sua autonomia morale, le conseguenze sono evidenti». Questo è solo uno dei tanti «pensieri» raccolti da Ettore Gotti Tedeschi (ex presidente dello Ior e attuale del Santander) nel suo libro “Amare Dio e fare soldi. Massime di economia divina” (Fede & Cultura). Vedete di non perdervelo.

BADANTI
Posted: 15 Jun 2014
Una ricerca resa nota l’11 giugno 2014 dall’Università Cattolica ha evidenziato che in Italia sono presenti un milione e mezzo di badanti. Record mondiale. Infatti, fa il paio con quello, sempre nostro, dell’invecchiamento per denatalità. Prestazioni domiciliari? Seeh, non siamo mica in Francia o in Germania: nessun Paese europeo si attesta sotto l’8% di servizi agli ultrasessantacinquenni. Noi, invece, siamo sotto al 2%. Record negativo anche per i posti letto negli ospizi (dove, invece, i Nas ogni tanto devono piazzare telecamere nascoste): 3,5%, mentre non esiste Paese europeo al di sotto del 7%. Era il Paese dei Santi e dei Navigatori, dei Poeti e degli Artisti. Ora è il Paese dei Vecchi e delle Badanti, dei Disoccupati e dei Suicidi per tasse. Però, non disperiamo. A compenso abbiamo un premier ragazzo e con un sacco di capelli. Quello prima era giovane pure lui, ma pelato. Se continua così, il prossimo sarà un liceale e quello dopo lascerà l’asilo per assumere l’alto incarico. L’immagine internazionale è quel che conta.

ZOMBIE
Posted: 04 May 2014
Il London Daily Mail ha riportato una vicenda interessante (ripresa da notizieprovita.it e dal Centro Studi Federici il 7 aprile 2014). A Londra, Jimi Fritze, 43 anni, dato per spacciato dopo un’emorragia cerebrale, pur non potendo muoversi né comunicare in alcun modo, in realtà sentiva tutto. Da film horror è stato per lui ascoltare i medici dire che era ormai morto e concordare con i parenti l’espianto degli organi. Si è salvato perché la sua fidanzata infermiera, notato che era divenuto rosso in viso, ha convinto i medici a continuare le cure. In tre giorni è uscito dal coma. Dopo due anni, quasi completamente riabilitato, ha intenzione di far causa all’ospedale. Domanda: quanti sono quelli in coma che non hanno una fidanzata infermiera?

 

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CORTE
Posted: 13 Jun 2014
Et voilà. Prendi un caso limite, ma talmente limite da essere unico: due coniugi di cui uno cambia sesso ma vogliono restare sposati. E la Corte Costituzionale che fa? Dice al Parlamento di spicciarsi a fare una legge sulle unioni civili (nel caso in questione, omosessuali). Così, da un caso unico, una legge che vale per tutti gli italiani. Questo metodo un tempo lo usava solo Pannella. Adesso addirittura la Consulta. La via giudiziaria al Mondo Nuovo. A che serve, ormai, andare a votare? Infatti, gli italiani stanno prendendo la deriva americana: metà restano a casa

LEGALITA’
Posted: 13 Jun 2014
Sia detto senza polemica: ma che fa un «assessore alla legalità»? So di diversi comuni che si sono dotati di un assessorato del genere ma, sinceramente, mi sfugge quali possano essere i suoi compiti. Qualcuno può chiarirmi le idee?

PROFUMI
Posted: 09 Jun 2014
Chissà perché, tutti gli spot pubblicitari che riguardano profumi sono in inglese. Fanno eccezione i profumi francesi, in cui, correttamente, viene usata la lingua del prodotto. Invece, l’italianissimo profumo «Prada» viene proclamato in inglese e pure il marchio viene annunciato con pronuncia americana. E’ vero, si tratta di aziende multinazionali, ma, nel caso di Prada, non sarebbe certamente più chic usare l’italiano? Eh, i pubblicitari sono come il proletariato di Marx: non hanno patria. Perciò si esprimono in basic english. Tanto, devono solo parlare di fru-fru.

 

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CONGREGAZIONI
Posted: June 1st, 2014 | Author:  
Leggo sul «Giornale» del 4 maggio 2014 che negli Stati Uniti esistono 300mila congregazioni religiose, di cui il 40% fallisce (cioè chiude, magari per bancarotta) in un anno e l’80% in cinque (dati del National Geographic). Per fortuna, altre continuamente spuntano come funghi, mantenendo stabile l’offerta e facendo degli Usa il Paese più religioso del mondo. E senza bisogno della frusta o di apposita polizia come in certi islamici. Il modello è questo: libertà religiosa totale (fatto salvo il codice penale, naturalmente) ma ogni congregazione si mantenga da sé. Se non ci riesce, vuol dire che non incontra un favore adeguato nel pubblico. Come insegna la moderna sociologia, in questo campo la libera concorrenza è vitale per le stesse Chiese. E a vincerla sono quelle che mostrano un’«offerta» più austera. Se c’è un campo in cui il rigore paga, è questo.

GRATTACHECCA
Posted: May 28th, 2014 | Author:  
Dicesi grattachecca un sorbetto di ghiaccio grattugiato con aggiunta di sciroppo. Tre studenti decidono di importarla a Milano e di renderla leggermente alcolica. Con un carrettino. Hanno dovuto rinunciare. Leggete qui perché. Scoprirete che conveniva loro fare i vu’ cumpra’. (Se non riuscite a leggere andate su www.leoniblog.it).
Daniele Mandrioli
Volevo solo vendere la grattachecca
LeoniBlog – 26 aprile 2014
Siamo tre studenti universitari di Milano; dei ragazzi normali a cui, durante una vacanza romana viene un’idea apparentemente brillante: esportare la grattachecca a Milano e renderla alcoolica (Continua .)

FUCO
Posted: May 24th, 2014 | Author:  
Se vi va di leggere un romanzo di letteratura “minimale” ma cattolico e femminile, immergetevi nelle centoventi pagine de «Il destino del fuco» di Susanna Manzin, D’Ettoris Editori (info@dettoriseditori.it). Scrittura piana, sane riflessioni.

GUATEMALA
Posted: May 22nd, 2014 | Author:  
Da Zenit.org del 13 maggio 2014: «Nel giugno scorso, alla vigilia dell’Assemblea dell’Organizzazione degli Stati Americani, il presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, ha espresso la sua contrarietà ai matrimoni omosessuali e all’aborto. Molina ha precisato che il trattato dell’Organizzazione che prevede aborto e matrimonio egualitario non è vincolante. Pertanto il suo Paese, che è “per la vita”, non lo ha ratificato». Lo stesso aveva fatto il presidente, pur socialista, dell’Uruguay, ma il suo successore, eletto per via dei suoi (modesti) successi economici, ha ribaltato il tavolo al grido di «aborto & marijuana per tutti ». Evviva i guatemaltechi, dunque. Finché un tozzo di pane non farà loro cambiare idea.

ESTRELLA
Posted: May 20th, 2014 | Author:  
Le edizioni Estrella de Oriente (info@estrelladeoriente.it) sono specializzate in testi, curatissimi, aventi come oggetto un cristianesimo che potremmo definire «di margine», pur se non eterodosso. Tra questi, il più conosciuto è forse l’intrigante «Meditazioni sui Tarocchi» di Valentin Tomberg (ma anche, dello stesso autore, «Considerazioni sull’Apocalisse»). Io stesso ho pubblicato una edizione riveduta e ampliata del mio «I Santi Militari» con questa editrice. Che ora propone, ancora di Tomberg, «Lazzaro. Un miracolo che continua». Vorrei anche segnalarvi due opere di Giancarlo Roggero: «Il mistero del pane. Dalla lotta per l’esistenza alla sua consacrazione» e «Antonio Rosmini e la fedeltà micheliana del nostro tempo». Per avere notizie sui libri e su questi autori, fatevi mandare il catalogo. Vale la pena.

NUMERI
Posted: May 16th, 2014 | Author:  
Riassunto dei Seventies in Italy (Stelio Solinas): 7866 attentati contro caserme, uffici pubblici, commissariati; 4290 atti di violenza durante manifestazioni e cortei; 362 morti e 172 feriti in agguati; 11 stragi per un totale di 151 morti e oltre 5mila feriti; 15 rapimenti politici; 597 sigle (di cui 484 di sinistra) che hanno rivendicato attentati o agguati; 37 terroristi uccisi in conflitti a fuoco con le forze dell’ordine. Un Sessantotto che da noi, e solo da noi, durò dieci anni, per definizione «formidabili». Dimenticavo: viva l’Italia.
 

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NOE’
Posted: 12 May 2014
Il 9 aprile 2014 La Nuova Bussola Quotidiana ha tradotto una recensione di «Noah»
dello scrittore americano Don Feder, apparsa sul sito GrassTopsUSA(http://www.grasstopsusa.com/df040714.html), che rileva il forte carattere anti-religioso del film. In essa, tra l’altro si legge: «Un’indagine del Barna Research rivela che il 60% degli americani adulti non è in grado di dire neanche cinque dei Dieci Comandamenti. Il teologo battista Albert Mohler scrive che la suddetta indagine “ci dice che almeno il 12% degli adulti crede che Giovanna d’Arco sia la moglie di Noè. Un’altra inchiesta svolta tra i laureandi ha rivelato che oltre il 50% degli intervistati crede che Sodoma e Gomorra fossero marito e moglie. E un numero considerevole di intervistati a un altro sondaggio ha risposto che il Discorso della Montagna è stato pronunciato da Billy Graham (un famoso telepredicatore americano, ndr)”». That’s America, beauty!

TSIGANES
Posted: 30 Apr 2014
Leggo su News Cattoliche del 5 aprile 2014 che il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha inviato ai membri del Comité Catholique International pour les Tsiganes, in convegno in quel di Venezia, un messaggio augurale in cui si dice tra l’altro: «La Chiesa ha il compito di portare il Vangelo di Gesù in mezzo a loro, ma anche di sostenere il loro sogno d’integrazione che passa per l’educazione, la salute, il lavoro e l’alloggio». Proprio così: «il loro sogno di integrazione». Certo, io non godo di un osservatorio privilegiato, ma in tutta la mia ormai lunga vita non ho mai visto un nomade ansioso di integrarsi. Ce ne sarà senz’altro qualcuno, immagino. Forse ho sempre guardato quelli sbagliati…

INFERNO
Posted: 26 Apr 2014
Il 20 ottobre 1936 santa Faustina Kowalska ebbe, a Cracovia, un’esperienza mistica nella quale visitò l’Inferno. Nella relazione che scrisse dietro ordine del suo confessore dice, tra l’altro: «Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno».

RECENSIONI
Posted: 22 Apr 2014
Nell’Ottocento, quando la Chiesa di Pio IX era sotto attacco (anche armato), un intellettuale spagnolo, Juan Donoso Cortés, esaltò il cattolicesimo con un bestseller, «Ensayo sobre el catolicismo, el liberalismo y el socialismo». Venne attaccato, e da chi? Non da massoni, liberali, protestanti, socialisti. Ma da un prete, tal Barruel, scribacchino francese. Ora, io a Donoso Cortés ho dedicato la mia tesi di laurea, poi diventata un libro prefato da Baget Bozzo. Uno strano destino mi lega a quell’illustre spagnolo, si parva licet. Infatti, proprio per caso ho visto la pubblicità del mio romanzo «Il crocifisso del samurai» (Rizzoli) su uno dei più popolari siti di vendite online. C’è, sotto, un’unica recensione-stroncatura. E di chi è? Di un prete (mai sentito nominare). Il quale, avendo evidentemente tempo da perdere, si dedica all’autocastrazione (visto che di romanzieri cattolici ce ne sono in giro uno o al massimo due). Né mi va meglio sui siti «sherlockiani». Qui non ci sono preti ma altrettanto sconosciuti personaggi che stroncano il mio romanzo «Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito Nievo» (Mondadori) con quest’unica motivazione: è cattolico. Domanda: ma che cosa si aspettavano da uno scrittore cattolico? Domanda numero due: se la filosofia di fondo del romanzo fosse stata marxista o nichilista, la stroncatura preventiva avrebbe avuto luogo? La domanda numero due è, ovviamente, retorica.

 

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PREDICHE
Posted: 20 Apr 2014
La sera del Giovedì Santo u.s. il Tg5 ha mostrato uno spezzone in cui il francescano Cantalamessa (nomen omen), predicatore ufficiale del papa, arringava i fedeli sullo scandalo di dirigenti che pigliano uno stipendio cinquanta e anche cento volte superiore a quello dei loro dipendenti. C’è stato un posto in cui il dirigente pigliava quanto l’operaio, era l’Urss. Chissà quanto ha preso Renzo Piano per fare la mega-chiesa francescana di Padre Pio (soldi dei fedeli, tanti dei quali dipendenti e operai)…

SINDONE
Posted: 18 Apr 2014
Vi segnalo il prezioso libro «Sindone: primo secolo dopo Cristo!» (ed. Segno), di Giulio Fanti e Pierandrea Malfi. Gli autori sono due ingegneri, uno specializzato in misure termiche e l’altro in datazione meccanica di fibre tessili. Il libro è corredato da moltissime fotografie e vale la pena di averlo nella propria biblioteca. Perché il punto esclamativo nel titolo? Perché gli “esperti” che eseguirono il famigerato test al radiocarbonio nel 1988 si fecero fotografare accanto a una lavagna dove avevano scritto la data “medievale” della Sindone con un trionfale punto esclamativo, il che la dice lunga sul metodo seguito: si parte da un pre-concetto che si cerca di dimostrare, poi si stappa lo spumante. Davvero “scientifico”.

IMBECILLI
Posted: 01 Apr 2014
Quesito: sono di più i cattivi o gli imbecilli? La riposta è facile: gli imbecilli. Infatti, per esercitare la cattiveria ci vuole ingegno, impegno e talvolta anche ardimento. Per essere imbecille, invece, basta nascerci. Da qui l’esiguità dei primi e la diffusione dei secondi. Quesito numero due: chi fa più danno? Anche questa è facile: i secondi. E non solo perché sono di più. Come diceva il compianto Carlo Cipolla, chi arreca un vantaggio a sé e agli altri è un eroe; chi arreca un vantaggio a sé e un danno agli altri è un bandito; chi arreca un danno agli altri e pure a se stesso è un imbecille. Come si vede dalla somma finale dei danni, meglio un cattivo che un imbecille.

MDPR
Posted: 11 Apr 2014
Il mio amico Mauro della Porta Raffo nel suo sito il 12 marzo 2014 ha pubblicato quanto segue: «Sir Charles Napier, primo governatore inglese del Punjab, da poco insediato, decise di combattere il ‘sati’ e cioè l’antica tradizione locale che prevedeva che le vedove fossero bruciate vive sulla pira funeraria del compianto marito. I capi gli dissero che si trattava di un rito la cui origine si perdeva nella notte dei tempi e che, di conseguenza, non era proponibile un suo abbandono. Per tutta risposta, Napier fece erigere una forca nei pressi di una pira, dicendo: “Rispetto le vostre usanze. Continuate, prego. Sappiate che è nostra usanza, tuttavia, impiccare coloro che bruciano vive le vedove”». Aggiungo io che il «sati» di fatto scomparve. E che gli inglesi fecero sparire nello stesso modo anche un altro rito la cui origine si perdeva nella notte dei tempi, quello eseguito dagli adoratori di Khalì, gli strangolatori Thugs. Quando i Cipays (soldati coloniali) si ribellarono massacrando molti inglesi (tra cui donne e bambini) i britannici legarono i colpevoli alle bocche dei cannoni e fecero fuoco. Tra parentesi, la rivolta era cominciata perché qualcuno aveva sparso la voce che le cartucce (le pallottole erano contenute in involucri di carta da aprire coi denti) erano lubrificate con grasso di maiale.

BRAZIL
Posted: 02 Apr 2014
Per i lettori che hanno apprezzato le segnalazioni di fumetti da me effettuate in questo spazio, eccome altre, sempre delle affidabilissime e sofisticate edizioni ReNoir-NonaArte. Chi è già in possesso del primo volume di Bruno Brazil, di Vance-Greg, integrale e filologicamente annotato, sappia che sono usciti il 2 e il 3, elegantissimi. Infine, chi ha il politicamente scorretto Don Bosco di Jijé (il fumetto a tema religioso più venduto al mondo), non può perdere, dello stesso autore, il western Jerry Spring (annata 1954-55). Li trovate nelle fumetterie o nelle librerie che hanno una sezione apposita.

 

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FdI
Posted: 06 Apr 2014
C’è una famiglia religiosa di nuova fondazione che, in pochi decenni, ha avuto una crescita spettacolare. Si tratta dei Francescani dell’Immacolata, provvisti anche di un ramo femminile. Chi ha avuto modo di conoscerne qualcuno, sa che sono caratterizzati da un saio grigio di vecchio stampo. Qualcuno va in sandali in pieno inverno, qualcuno porta il barbone alla cappuccina. Avevano un seminario con un numero ascendente di seminaristi, una rivista teologica, dicevano messa nei due modi (quello “conciliare” e quello in latino). Ora, però, tale famiglia è stata commissariata dal Vaticano, i suoi capi esautorati e il seminario chiuso. Qualcuno si è detto: ma come, siete in crisi di vocazioni e chiudete seminari fiorenti? Qualcun altro ha semplicemente gridato allo scandalo. Qualcun altro ancora si è chiesto perché a certi preti dichiaratamente comunisti o peggio si è lasciata mano libera fino alla morte (funerale compreso), mentre con questi qui si usa il pugno di ferro. Vabbe’, vedremo come va a finire. Intanto, chi volesse saperne di più può utilmente consultare il libro di Carlo Manetti «Un caso che fa discutere: i Francescani dell’Immacolata» (edizioni Fede & Cultura).

GOTTITEDESCHI
Posted: 30 Mar 2014
E così il mio amico Ettore Gotti Tedeschi è stato completamente scagionato dal tribunale (civile) riguardo alla tragicomica vicenda dello Ior, di cui era presidente e dal quale era stato cacciato praticamente a pedate. Io glielo avevo detto di non mischiarsi coi preti perché c’è sempre da rimetterci, ma lui, miglior cattolico di me, niente. E ora? Posso solo dargli un altro avvertimento, sicuro che non baderà neanche a questo: da quelle parti nessuno paga mai per le sue castronerie. Il metodo è sempre stato il seguente: a) uno fa una cappellata, b) per non creare scandalo tra i fedeli si cerca di stenderci sopra il mantello di Noè, c) la pezza si rivela peggiore del buco, d) se ne mette un’altra sopra la prima, e) lo strappo, viceversa, diventa troppo vistoso, f) a furia di rammendi e toppe si crea qualcosa di incontrollabile che abbisogna di una tale trama di rammendi e toppe da indurre a scaricare il tutto sui successori, g) questi si trovano con una patata ormai ingestibile che non hanno bollito loro, h) non hanno alternative che lasciarla in eredità a chi verrà dopo, i) e così via. Il cosiddetto terzo segreto di Fatima insegna: se lo sono rimbalzati per quasi settant’anni e alla fine, quando si sono decisi a rivelarlo, era così strampalato che nessuno ci ha creduto.
 

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SERPENTI
Posted: 29 Mar 2014
Leggo sulla newsletter Aleteia.org (18 febbraio 2014) che Jamie Coots, pastore pentecostale americano e star televisiva, nel corso di un servizio religioso nella sua chiesa a Middlesboro nel Kentucky ha maneggiato un serpente a sonagli e ne è stato morso. Intendeva dimostrare il passo di Marco (16,17) in cui Gesù dice ai suoi discepoli: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Coots, fedele a questo brano, ha rifiutato ogni cura. Però è morto. Non è il primo. Alcuni di questi pastori americani si danno pure fuoco o bevono veleno. E di solito muoiono. Si potrebbe osservare che certe “prove” potrebbero benissimo essere effettuate eseguendo solo l’ultima frase di Marco: «…imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Sarebbe interessante, altresì, sapere quanti sono quelli che sono stati guariti dalla semplice imposizione delle mani dei pastori pentecostali di genere fondamentalista. Certo, l’applicazione letterale della Scrittura dovrebbe concernere anche quest’altra frase di Gesù (non a caso rivolta a Satana): «Non tenterai il Signore Dio tuo». Il passo di Marco forse si riferiva ai soli Apostoli e ai primissimi discepoli. O quei Santi cattolici che, effettivamente, hanno operato i miracoli descritti. Ma qui si esce dal fondamentalismo letterale e si entra nel papismo. Perciò, nisba.

ORDINI
Posted: 27 Mar 2014
Ha scritto Antonio Socci su “Libero” (5 gennaio 2014): “Secondo le statistiche ufficiali dal 1965 (quando finisce il Concilio) al 2005, i membri della Compagnia di Gesù (i gesuiti) sono crollati del 45 per cento, i salesiani del 24 per cento, i Frati minori (francescani) del 41 per cento, i Cappuccini del 29 per cento, i Benedettini del 35 per cento, i Domenicani del 39 per cento”. Speriamo che almeno le Orsoline, dopo l’applaudita performance pop di suor Cristina a “The Voice”, siano in ripresa…

RUSSIA
Posted: 25 Mar 2014
Trentamila nuove chiese, seicento nuovi monasteri, drastica diminuzione degli aborti, aiuti per la gravidanza, diecimila dollari a chi fa il secondo figlio e terra a chi ha tre figli, difesa della famiglia e della vita, divieto della propaganda gay, Putin che bacia l’icona della Madonna e quasi rimprovera il papa perché non lo imita. Dopo il più grande esperimento di ateismo forzoso e scientificamente organizzato della storia, ecco la Russia diventata baluardo della religione e dei valori cristiani. La Madonna a Fatima lo aveva detto: «Il papa consacrerà la Russia al mio Cuore Immacolato e la Russia si convertirà». Che aspetta Francesco a fare lo stesso con la Ue?

SQUILLO
Posted: 23 Mar 2014
Andare a prostitute è una debolezza umana. Se sono minorenni è anche un reato. Se chi ha di queste debolezze è, infine, una persona in vista, allora è pure fesso, perché una persona in vista, specie se appartenente a settori politici nel mirino, dovrebbe evitare perfino di attraversare col giallo. Altrimenti, oltre ai rigori della legge, subisce la gogna mediatica, insistita e ripetuta, lui, sua moglie e i suoi figli. Solo la Chiesa ha pietà delle umane debolezze, e non le fa uscire dal confessionale.
 

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WATERS
Posted: 21 Mar 2014
Il leader dei Pink Floyd, Roger Waters, in visita in Italia proprio nei giorni del Festival di Sanremo, su precisa domanda dei giornalisti così ha dichiarato: «Sanremo? Non ne so nulla. Per me la musica italiana è Verdi e Puccini». Per quanto mi riguarda, anche se già lo possiedo, mi comprerò un’altra copia del dvd «The Wall».

TAIWAN
Posted: 17 Mar 2014
Donato Contuzzi, sacerdote della Fraternità di San Carlo che opera a Taipei, capitale di Taiwan, ha raccontato al settimanale «Tempi» (ripreso dal «Timone» del febbraio 2014) che il governo taiwanese ha imposto l’inserimento in tutti i curricula accademici dell’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa. La decisione è stata approvata dal parlamento all’unanimità. Si tenga presente che a Taiwan i cristiani sono solo lo 0,5% della popolazione. Però il governo ha inteso riconoscere la loro eccezionale capacità educativa.

PALMARO
Posted: 16 Mar 2014
Cari amici, come sapete, Mario Palmaro, «cattolico di ferro», se ne è andato a 45 anni lasciando la moglie, casalinga, con quattro bambini piccoli. Come noi tutti kattolici (tranne, forse, un paio di eccezioni), non navigava affatto nell’oro. Perciò, divulgo qui questo appello delle (piccole) edizioni Fede&Cultura che pubblicavano i suoi libri: «Chiedo a tutti di impegnarsi a dare almeno 24 euro all’anno per i prossimi anni (20, per far studiare i bambini), con una disposizione presso la vostra banca o con una donazione di 480 euro (24 euro x 20 anni). Se saremo di più (di mille) oltre al pane potremo dare anche il companatico a questi figli che ora sentiamo anche un po’ nostri. Nella causale di bonifico indicate “Per famiglia Palmaro” con il vostro nome e cognome. Lo stesso dicasi in caso usiate la carta di credito o Paypal. Tutte le donazioni per la famiglia Palmaro saranno interamente ed esclusivamente destinate al Fondo che si costituirà per questa finalità. Qui di seguito le indicazioni operative. Con bonifico bancario sul conto postale n. IT57V0760111700001013008808 intestato a Fede e Cultura Associazione con causale “Per famiglia Palmaro”. Con bollettino di conto corrente postale sul c/c 1013008808 intestato a Fede e Cultura Associazione con causale “Per famiglia Palmaro”. Con carta di credito o Paypal andando alla pagina http://fedeculturaassociazione.blogspot.it/2014/03/sosteniamo-la-famiglia-palmaro.html »

DURA-LEX
Posted: 15 Mar 2014
Trafiletto sul «Giornale» del 13 marzo 2014. Due anni fa una donna di Porto Tolle (Rovigo), appena licenziata e con un figlio in arrivo, si era sfogata su Facebook, commentando con un insulto l’appello del Presidente a fare sacrifici. Qualcuno l’ha denunciata per vilipendio e a giugno sarà processata. La domanda è: chi? Un carabiniere? Un magistrato? Un privato cittadino? E’ la stessa domanda che mi sono posto io quando sono stato convocato dalla polizia postale per un commento (non mio) postato su questo blog, commento che io avevo giudicato, sì, pesante, ma non da codice penale. Qualcuno non è stato d’accordo con me (chi? boh). Così, da allora, ho capito che era meglio camminare con una mano davanti e l’altra dietro. Siamo sessanta milioni in Italia e qualcuno che non ha niente di meglio da fare nella vita si trova sempre.

USA
Posted: 13 Mar 2014
L’americanista Marco Respinti fa notare che «la gestazione ufficiale degli Stati Uniti, negli anni seguenti la dichiarazione dell’indipendenza dalla Gran Bretagna avvenuta nel 1776, fu un ampio e profondo dibattito di… storia. Alla ricerca di una forma istituzionale soddisfacente, a lungo si studiarono i precedenti disponibili: soprattutto e anzitutto la storia della Grecia antica; la storia della Roma monarchica, repubblicana e imperiale; la storia della Gran Bretagna. Nessuno dei Padri fondatori sprecò insomma il proprio tempo a sognare iperuranici e inesistenti “mondi migliori” (come si usava invece fare per esempio nelle “società di pensiero” della Francia prima illuminista e poi giacobina, prima incubando e poi implementando il disastro), ma tutti loro immaginarono un futuro concreto e possibile servendosi dell’unico strumento che conoscevano meno peggio di ogni altro: il passato». Infatti, «le colonie britanniche dell’America Settentrionale portarono nel nuovo mondo molte istituzioni tipicamente medievali». Per esempio, «lo sceriffo e il posse [il corpo di uomini dotati di autorità giuridica che, in una comunità, lo affiancano per far rispettare l’ordine, indicato con l’infinito del verbo latino “potere” (…). Il posse comitium, o posse comitatus, indica il gruppo di persone che lo sceriffo di una contea ha il potere di convocare per far rispettare la legge in caso di disordini]». E anche la «contea» è una ripartizione di origine medievale, visto che negli Usa non ci sono conti. Infine, non tutti sanno che «la lingua ufficiale degli Stati Uniti è… nessuna; l’inglese è la lingua che da secoli, per consuetudine storica, parla la maggioranza degli abitanti degli Stati Uniti».

MOSCHE
Posted: 11 Mar 2014
Sono più coerenti i cristiani che si fanno buddisti o induisti o musulmani di quelli che insistono affinché la dottrina cattolica venga modificata secondo i loro gusti. Divorziati risposati, preti che si vogliono sposare, omosessuali praticanti, donne che vogliono fare i preti e via elencando (cioè, pillola, aborto, eutanasia, inseminazione artificiale, uteri in affitto…): tutti costoro, se avanzassero tali pretese con qualunque altra religione, sarebbero cacciati a pedate. Così, seguitano a ronzare come mosche attorno al miele assediando la Chiesa, che non ha il coraggio di dir loro di andare a ronzare altrove. Si comportano come uno che, iscrittosi al club del bridge, comincia a far storie perché a lui piace lo scopone. Quando molti discepoli abbandonarono Gesù perché il suo «linguaggio» era «duro», Cristo non fece una piega e, anzi, chiese agli Apostoli se per caso non volessero andarsene anche loro. Certo, non gli fece piacere, ma dovendo scegliere tra la sua dottrina e i molti seguaci non ebbe dubbi. Non è obbligatorio essere cattolici e, se la dottrina ti sembra troppo gravosa, puoi sempre andartene. O non venirci nemmeno. Il fatto è che, sotto sotto, vuoi la botte piena e la moglie ubriaca, vuoi fare quel che ti pare in questa vita e avere pure il passaporto per la beatitudine eterna. Ma, anche se un Chiesa intimidita te lo desse, il passaporto, credi davvero che il Padreterno (padrone anche della Chiesa) ti farebbe entrare? Leggi il Vangelo, scoprirai che rimedierai solo mazzate, tu e quelli che ti hanno dato il passaporto.

LEFEBVRE
Posted: 09 Mar 2014
Un vecchio brano del filosofo marxista francese Henry Lefebvre indica chiaramente che certe idee sono ben vive e, anzi, in fase di progressiva applicazione: «La diseguaglianza biologica degli individui è un fatto incontestabile [...]. In una società umana questi problemi saranno posti ed esaminati per trovarne una pratica soluzione. L’uguaglianza sociale concreta non abolirà le diseguaglianze naturali, ma [...] in seguito, bisognerà impegnare la lotta contro l’elemento biologico per dirigerlo, per scoprire e superare le necessità originate da eredità e fatalità geografiche, razziali, ecc.» (H. Lefebvre, Il materialismo dialettico, trad. it., Einaudi, Torino 1975, p. 121).

TEDESCHI
Posted: 07 Mar 2014
Eh, bisogna riconoscere che i tedeschi sono davvero speciali. Hanno combattuto ben due guerre da soli contro il mondo. Sono stati schiacciati e ridotti alla pastorizia. Nell’ultimo caso, addirittura divisi in due per sicurezza. Ed eccoli, per la terza volta, a comandare sull’Europa, anche se solo economicamente. Noi italiani, impegnati come siamo a mandarci in galera l’un l’altro, agitiamo il pugno contro di loro, accusandoli… di che? Di essere cento volte meglio di noi? Ma mi faccia il piacere, diceva Totò, simbolo perfetto del popolo a cui apparteneva.

SARTRE
Posted: 05 Mar 2014
Il filosofo e scrittore Jean-Paul Sartre (1905-1980), sostenitore indefesso del comunismo stalinista e di ogni liberazione sessuale (nel 1977 furono arrestati in Francia tre uomini per pedofilia e lui, con la sua compagna Simone de Beauvoir e il filosofo Michel Foucault, firmò una petizione a favore della liberalizzazione del sesso con adolescenti), concluse la sua vita in modo bizzarro (ma che testimonia una intelligenza in ogni caso acuta). Lo riporta il sito dell’Unione Cristiani Cattolici Razionali in data 12 gennaio 2014. Pochi mesi prima di morire Sartre rilasciò sul «Nouvel Observateur» un’intervista all’ex maoista Pierre Victor (vero nome Benny Lévy, poi ri-convertitosi all’ebraismo), intervista che dovette confermare per via delle polemiche che suscitò: «Non sento di essere il prodotto del caso, un granello di polvere nell’universo, ma qualcuno che era aspettato, preparato, prefigurato. In breve, un essere che solo un Creatore potrebbe mettere qui. E questa idea di una mano creatrice si riferisce a Dio». Nel 1982 la sua “vedova” Simone de Beauvoir, su «National Rewiew» ancora non se ne capacitava: «Come si potrebbe spiegare questo senile atto di un voltagabbana? Tutti i miei amici, tutte le “Sartreans”, e la redazione di “Les Temps Modernes” mi hanno sostenuto nella mia costernazione».

CEDRO
Posted: 01 Mar 2014
Ho letto su «Il Cedro» n. 3-2013 una storia che val la pena di essere raccontata. Il vecchio p. Stanislas, prete del Sacro Cuore, la narrò a un’anziana suora che la riferì alla consorella suor Mary Veronica Murphy. Un capitano della forestale, in Lussemburgo, era dal macellaio quando entrò una vecchietta. Chiese un pezzetto di carne ma non poteva pagarla, così disse che avrebbe offerto in cambio la messa a cui stava andando. I due, di fatto agnostici, risero ma stettero al gioco. Lei andò, tornò e, su invito dei due, scrisse su un pezzetto di carta: «Ho offerto la messa per te». Il macellaio mise il foglietto su un piatto della bilancia e, sull’altro, un pezzo di carne. Ma la carta risultava più pesante. Quello aggiunse carne, con lo stesso risultato. Controllò la bilancia, mise dell’altra carne ma, niente, il foglio pesava di più. I due uomini, impressionati, garantirono alla donna carne ogni giorno in cambio di un ricordo nella messa. Il capitano prese ad andare a messa tutti i giorni. Un suo figlio si fece gesuita, l’altro era padre Stanislas.

POTERI
Posted: 27 Feb 2014
Perché i cosiddetti poteri forti internazionali (meglio, occidentali) stanno cercando in tutti i modi di distruggere la famiglia? Per i soldi, come al solito. L’Italia, per esempio, ha ancora (per poco) il primato mondiale del risparmio, un gruzzolo che fa gola ai «mercati» (cioè, agli squali). La propensione al risparmio fa per forza di cose capo alla famiglia, quella classica con figli al cui futuro pensare e a cui lasciare qualcosa: ci si sacrifica perché i figli non debbano, come noi, partire da zero. Questo significa risparmio e casa o case di proprietà. Da qui Imu e patrimoniali e quant’altro, nonché propaganda gay-friendly (i gay hanno, al contrario, un’altissima propensione al consumo). Il risparmio delle famiglie è la nuova «manomorta» da espropriare per «reimmetterla nel circuito del mercato». Vecchia storia, cominciata con i giacobini. L’Italia, dunque. Che deve fare la fine della Grecia perché «così si vuol là dove si puote». Chiunque sia a (far finta di) comandare.

1928
Posted: 25 Feb 2014
Da Silvio Solero, «L’islamismo, sintesi storico-critica», Manuali Hoepli, 1928: «La scrittura occidentale moderna, alfabetica, esprime tutti i suoni, di tutte le lingue, con soli trenta caratteri: un uomo fatto impara a leggere in qualche ora, un fanciullo in qualche mese: chi sa leggere una pagina sa leggere tutti i libri e possiede la chiave di tutte le scienze. Invece la scrittura araba (…) esige 800 caratteri tipografici per la stampa d’un libro o d’un giornale: ogni tipografo dev’essere un letterato: occorrono molti anni per imparare a leggere: le traduzioni sono difficilissime, difficile leggere con frutto senza conoscere a fondo la terminologia delle scienze tradotte. (…) La potenza islamica ebbe una lunga durata per il fatto che, ad ogni svolta della sua storia, essa trovò forze nuove che si mettevano al servizio dell’Islàm. Quando parevano tramontare col Califfato di Bagdad le sorti stesse dell’Islamismo, ecco nuove razze abbracciarlo, farsene prosecutrici, innestarlo alle loro crescenti fortune politiche. (…) Ma occorre tener presente che questo prestigio del Sultano (turco, ndr) ebbe sempre un temibile concorrente da parte dell’elemento arabo (…). Le rivalità tra la Mecca e Costantinopoli crebbero sempre più d’intensità e generarono uno spirito d’indipendenza in molti principati musulmani. (…) L’avvenire dirà se il rogo islamico sia spento per sempre, ovvero sia capace di divampare un’altra volta, incendiario, nel mondo».

 

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RISCALDAMENTO
Posted: 21 Feb 2014
Stefano Magni, su La Nuova Bussola Quotidiana del 3 gennaio 1014, ha riportato la notizia di un curioso salvataggio in Antartide avvenuto il giorno precedente: «Un gruppo di scienziati che studiava il riscaldamento globale è rimasto imprigionato nei ghiacci per una settimana. A salvarli è stato un elicottero, uno dei mezzi che emettono la più grande quantità di gas serra. E un elicottero cinese, dunque di quella potenza industriale che non ha mai firmato il Protocollo di Kyoto».

CAMPANA
Posted: 17 Feb 2014
Nella sua rubrica di risposte sulle liturgia, il p. Edward McNamara, L.C., professore di Teologia, il 17 gennaio 2014 ha commentato (Zenit.org) queta domanda proveniente dal Texas: «Nella nostra parrocchia durante la Quaresima una campana tibetana buddhista viene usata all’inizio della Messa al posto del canto d’ingresso. Secondo Wikipedia, le campane tibetane vengono “molto usate per fini religiosi, per i riti e le meditazioni”. Non mancano i siti Internet che sottolineano l’energia positiva emessa da queste campane tibetane e l’effetto benefico che hanno le loro vibrazioni sulla mente umana. So che gli strumenti devono venire da qualche parte, ma usare campane tibetane a me sembra introdurre una spiritualità diversa dal cattolicesimo nella liturgia. Quindi la mia domanda è questa: è opportuno usare campane tibetane o simili in una Messa cattolica?». La riposta, pur molto articolata, dotta e prudente, è stata, praticamente, no. Non cessa di stupire, comunque, la fantasia creativa dei parroci.

 

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HOFER
Posted: 13 Feb 2014
Andreas Hofer, il capo della resistenza tirolese contro gli invasori giacobini e napoleonici, venne alla fine sconfitto e catturato. Una newsletter dell’Associazione Culturale La Torre riporta un episodio che avvenne ad Ala, città in cui l’Hofer prigioniero sostò prima di essere tradotto a Mantova, dove lo attendeva il processo e la fucilazione (20 febbraio 1810). Passò la notte recitando il rosario sotto lo sguardo beffardo dei carcerieri. Questi, un soldato e un ufficiale, si addormentarono dopo un’abbondante bevuta. Ma rischiarono di non svegliarsi più per via della esalazioni mortifere della stufa a carbone. Hofer, malgrado lo stordimento, anziché approfittarne per fuggire andò a svegliare gli altri soldati, che si precipitarono a salvare i due commilitoni. Andreas Hofer, un eroe cristiano.

RAME
Posted: 09 Feb 2014
Il 20 gennaio a Milano sarebbe dovuto andare in scena uno spettacolo teatrale commemorativo di Franca Rame, moglie di Dario Fo. Ma non se ne è fatto nulla, malgrado fosse stato scritto dal Premio Nobel e dal figlio Jacopo. Purtroppo le prevendite sono andate pressoché deserte e non si poteva certo andare in scena davanti a una sala vuota. Come diceva Bob Dylan, Times are a-changing…

 

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PAKISTAN
Posted: 05 Feb 2014
Il 21 gennaio 2014 a Roma si è tenuto un convegno sullo spinoso caso della legge pakistana sulla blasfemia. Ha scritto, nell’annunciarlo, Zenit: «Per essere condannati è sufficiente calpestare inavvertitamente una pagina di giornale su cui sono trascritti dei versetti del Corano, un’eventualità non così remota in un paese in cui quotidiani, riviste e cartelloni spesso riportano versi in arabo del libro sacro islamico. Peraltro – se appena il 69% degli uomini e il 45% delle donne sa leggere e scrivere in urdu – soltanto il 5% dei pachistani comprende pienamente la lingua araba». Nel 2009, per esempio, alcuni bambini cristiani di Gojra ricavarono coriandoli da un giornale per festeggiare un matrimonio, ignorando che c’erano sopra versetti del Corano. La folla attaccò il quartiere cristiano, cento case furono incendiate e sette persone rimasero uccise. Io suggerirei (l’ho già scritto ma lo ribadisco) a tutti i cristiani nei Paesi a rischio di emigrare nel mondo libero, come facevano i boat people vietnamiti. Li lascino al loro fanatismo e al conseguente sottosviluppo.

STUDIO
Posted: 01 Feb 2014
Leggo sul «Giornale» del 15 gennaio 2014 che uno studio inglese, finanziato dall’Economic and Science Research Council, ha evidenziato che la coppe gay sono «le più felici (…), così come le coppie senza figli sono in media più soddisfatte di quelle con prole». Di più: «I partecipanti Lgbt alla ricerca sono generalmente più positivi e più felici della qualità della loro relazione e della relazione con il partner». Infine, «i genitori eterosessuali sono il gruppo che ha minor probabilità di essere presente per il compagno, di aver tempo disponibile per la coppia, di dire “ti amo” e di parlare liberamente». La morale la traggo io: meglio essere omo e, se no, non avere figli. Vabbe’. Il punto è che questa morale, avente lo scopo preterintenzionale di ridurre la popolazione mondiale, la raccontano agli occidentali, i quali eseguono a puntino da qualche decennio. Ma sono loro che “sovrappopolano”? Mah.

 

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BRUNO
Posted: 24 Jan 2014
Dal 1600, anno della sua morte, e per i due secoli seguenti nessuno si occupò mai di Giordano Bruno e solo qualche erudito, forse, ne sapeva qualcosa. Nel 1802 il filosofo Schelling pubblicò un’operetta di taglio panteista che lo nominava, ma della quale nessuno si accorse. L’ex domenicano divenne un’icona del «libero pensiero» (anche se pochi, ancora oggi, ci capiscono qualcosa, del di lui «pensiero») solo con l’anticlericalismo risorgimentale italiano. Il 9 giugno 1889, solennità di Pentecoste, il governo Crispi inaugurò il famoso monumento in Campo de’ Fiori a Roma. Un corrucciato Bruno di bronzo, in abito domenicano (abito che in verità si era ben presto tolto, ricavandoci calzini), sfidava Leone XIII, il papa della più dura enciclica antimassonica. Crispi aveva agito di sua iniziativa e, per sicurezza, aveva comminato tre giorni di bavaglio alla stampa cattolica. Tremila «liberi pensatori» erano convenuti a Roma per incensare l’opera dello scultore Ettore Ferrari e ascoltare la concione del filosofo Giovanni Bovio, in un tripudio di labari e gagliardetti. L’anno dopo, primo anniversario, quelli che dovevano solennemente deporre i fiori sotto il monumento si accorsero che in Campo de’ Fiori c’erano solo loro. Il resto erano i soliti fruttivendoli e bancarellari intenti a fare quel che facevano ogni giorno: vendere fiori e ortaggi. (Cfr. Dorotea Lancillotti, «Giordano Bruno, il mistero di un uomo diventato una celebrità solo per i moderni», sul sito Papalepapale, 13 luglio 2013).

UNESCO
Posted: 20 Jan 2014Leggo sul mensile della Tfp (Tradizione, Famiglia, Proprietà) del dicembre 2013 che l’Unesco ha dichiarato «patrimonio dell’umanità» gli scritti del Che Guevara. Una domanda sorge spontanea: ma li hanno letti?

KENNEDY
Posted: 16 Jan 2014
Ha scritto Robi Ronza su “La Nuova Bussola Quotidiana” che «si contano in Italia 1.082 vie o piazze intitolate a John F. Kennedy. Essendo attualmente i comuni italiani 8.092 ciò significa che circa un comune ogni otto ha intitolato una via al presidente Usa ucciso a Dallas. Sono molte meno le vie e piazze intitolate a Raffaello, a Donizetti, a Mascagni o a personaggi del Risorgimento come Goffredo Mameli, autore di quello che oggi è il nostro inno nazionale, ai fratelli Cairoli o a Nino Bixio». Eh, non possiamo non dirci americani.

LIBERALISMO
Posted: 13 Jan 2014
«…Il risultato è il liberalismo che conosciamo oggi: un liberalismo per il quale il riconoscimento giuridico — anzi, la promozione — del libertinismo come stile di vita resta la preoccupazione suprema» (George Weigel: The Sixties, Again and Again, «Cristianità» n. 347-348 (2008).
 

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GARATTINI
Posted: 10 Jan 2014
Silvio Garattini, direttore del centro di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, è stato intervistato da «Tempi» il 13 novembre 2013 a proposito della cosiddetta “vivisezione” (gli animalisti ne fanno uno dei principali responsabili). Ha detto, tra le altre cose, che tempo addietro aveva commissionato un’indagine a un’agenzia di sondaggi: «Al quesito “Sei contro la vivisezione?” tutti dicono di sì; se invece si chiede “Sei contro l’impiego degli animali nel progresso della medicina?” le risposte cambiano radicalmente». E ha puntato il dito in una direzione precisa: «Secondo me c’è una ragione profonda: la formazione scolastica in Italia è di tipo letterario, filosofico e giuridico. La scienza come forma di cultura è esclusa. (…) Questa è una carenza della nostra cultura, molto pesante perché oggi la scienza è una disciplina che condiziona enormemente la nostra società. Il fatto che abbiamo scuole simili determina una carenza di comprensione di come opera la scienza, di come procede la ricerca e di quanto abbia a che fare con la vita di tutti i giorni. Basta fare un esperimento molto semplice: se un giornale scrive che Garibaldi è un pittore dell’Ottocento tutti si accorgono subito dell’errore. Se invece in un articolo si confonde il midollo osseo con il midollo spinale nessuno dirà nulla, perché nessuno si accorge della differenza».

 

POLITICI
Posted: 06 Jan 2014
Ha scritto Riccardo Galli su blitzquotidiano.it del 13 dicembre 2013: «Un emendamento approvato giovedì dalla commissione Bilancio della Camera alla legge di stabilità estende il contributo di solidarietà per le pensioni oltre i 90 mila euro lordi annui ai vitalizi di parlamentari, consiglieri regionali e provinciali. Perché, non era previsto dall’inizio? Sono forse queste pensioni diverse dalle altre? Evidentemente sì, perché gli assegni delle suddette categorie erano sino a ieri salvi. Comunque meglio tardi che mai, l’emendamento stabilisce che anche i politici con vitalizi-pensioni sopra i 90 mila paghino una super tassa del sei per cento, e poi del dodici per cento da circa 130 mila in su e poi del diciotto per cento da quota ancora più alta. Stabilisce ? Neanche per sogno! E’ una mossa, un gesto, una prece. Mica una legge. Una legge che tocca i soldi dei politici non si può fare, la possono fare solo i politici stessi quartiere per quartiere. La Camera per i deputati, Il Senato per i senatori, le Regioni per i consiglieri regionali, I Comuni per quelli comunali. Un invito quindi ad applicarsi la super tassa che vale per tutti gli altri. E un invito, si sa, non è un obbligo. Quindi non è per nulla che le pensioni dei politici siano davvero toccate come le altre perché l’emendamento approvato, nel rispetto “delle autonomie” altro non è che un’indicazione di indirizzo. Saranno le varie assemblee a dover poi decidere, in base al loro buon cuore, se applicarlo o meno. Ogni scetticismo è fondato sulla base di ripetute, costanti e pluriennali esperienze: i politici in carica non tagliano mai un soldo a se stessi, al massimo tagliano qualche soldo ai politici che verranno, quelli del futuro».

FRANCIA
Posted: 03 Jan 2014
L’agenzia Zenit dell’8 novembre 2013 ha segnalato l’ultimo sindaco francese che ha dichiarato che si dimetterà nel momento in cui gli verrà imposto di celebrare nozze gay. Secondo la recente sentenza del Consiglio costituzionale rischia fino a tre anni di carcere e 45mila euro di multa. Ma lui è fermo: “Esiste una legge naturale superiore alle leggi umane”. Ed è in buona compagnia: sono già più di ventimila i sindaci che aderiscono al Collettivo dei sindaci per l’infanzia, costituitosi nel giugno e comprendente aderenti “di destra e di sinistra, etero e persino omosessuali”. Il problema, dicono, è “se vogliamo vivere in un Paese dove la libertà di coscienza, di espressione, di religione sono rispettate oppure se vogliamo entrare in un sistema totalitario (…). Noi non abbiamo paura, ci batteremo per la nostra libertà di pensiero e coscienza e non penso che sia nell’interesse del governo trasformare la Francia in un regime terrorista e ideologico come in passato”.

 

 

 

2013

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PACE
Posted: 26 Dec 2013
Una domenica, mentre assistevo alla solita messa-musical tutta chiacchiere & canzoni, dopo che il giovanotto vestito da prete yeyé aveva bacchettato tutti cristiani che non si trasformano in operatori della Caritas (perché nel Giudizio non ci verrà chiesto se siamo andati a messa o abbiamo fatto la comunione –sic!- ma se abbiamo vestito gli ignudi, sfamato gli immigrati e confortato i galeotti), al solito punto è stato proclamato l’ormai consueto «E adesso, secondo l’insegnamento di Gesù, scambiamoci un segno di pace». Ora, non ho niente contro la stretta di mano al fratello di fede, anche se sudaticcia. Ma mi sono chiesto dov’è che Gesù ha ordinato di farlo. Nel Vangelo non c’è. Vabbuo’, pazienza. In fondo, da qualche decennio il clero si è abituato a considerare la Chiesa «cosa sua», nella quale gli «operatori pastorali» fanno e disfano a loro esclusivo grado. I laici devono solo assistere silenti alle loro trovate, pena il peccato mortale (infatti, se non vai a messa, trasgredisci il secondo comandamento). Poi devono «dare» (meglio se soldi, che non bastano mai) e difendere in Parlamento l’otto per mille. E zitti, perché se li critichi, i preti, o manifesti il tuo malumore ti licenziano, ti emarginano, ti cancellano. Mah, ha dda passa’ ‘a nuttata!

TIRANNO
Posted: 23 Dec 2013
Ha commosso i milanesi la storia di quella anziana costretta a chiedere l’elemosina per un debito con lo Stato («Il Giornale» nel novembre 2013 le ha dedicato alcuni servizi). Settantacinquenne, priva di un rene e con un cancro al seno, alla morte del marito ha tardato (per scarsa conoscenza dei mille lacci e lacciuoli fiscali che crocifiggono il cittadino comune) a pagare la tassa di successione sulla proprietà dell’appartamentino. Così, i 500 euro di pensione deve darli tutti i mesi allo Stato fino a estinzione del (non piccolo per lei) debito. Per mangiare e curarsi chiede la carità davanti a una chiesa. Dalla quale è stata pure cacciata dallo zingaro che l’ha dichiarata da tempo «zona sua». In diversi si sono fatti avanti per accollarsi il gravame della poveretta. Ma come lo chiamate uno Stato che esige implacabile fino all’ultimo centesimo dai poveracci e «concorda» (cioè, abbuona) milionate con i cosiddetti «grandi evasori»?

APETTE
Posted: 19 Dec 2013
Sul profilo ufficiale dell’Alveare di Santa Rita: https://www.facebook.com/apettedisantarita
compare ieri il seguente post:
“Per le feste natalizie l’Alveare di Santa Rita partecipa al concorso “Il Mio Dono”.
Segui il link https://www.ilmiodono.it/it/iniziative/?id_iniziativa=2365
e dai il tuo voto alle Apette,
farai loro un bellissimo regalo di Natale, che non ti costerà niente. Aiutaci a spargere la voce condividendo la notizia con i tuoi amici! Grazie!!”
Con un click, seguendo le istruzioni sul sito riportato, l’Alveare di Santa Rita potrà ricevere una parte della donazione da 200.000€ offerta da UniCredit a ilMioDono,
per la campagna di sensibilizzazione “1 voto, 200.000 aiuti concreti”.
L’Alveare di Santa Rita, nato come orfanotrofio, accoglie oggi minori in difficoltà.
le Apette, ragazze dai 6 ai 18 anni, provenienti da tutta Italia, che vivono giorno e notte all’interno della struttura;
i Millefiori, ragazzi cresciuti con la loro famiglia nelle vicinanze di Cascia, ospitati durante il giorno dal lunedì al venerdì, dall’uscita di scuola fino a sera.

FUMETTI
Posted: 18 Dec 2013
Per gli appassionati (come me) di fumetti e per i regali di Natale, non perdetevi per nulla al mondo le nuove uscite delle edizioni (cattolicamente corrette) ReNoir. Innanzitutto, lo strepitoso “Prince Valiant”, secondo volume: uno dei fumetti più belli di tutti i tempi (chiedete anche il primo, se non l’avete ancora). Poi, per i nostalgici della scuola franco-belga di “Tintin” e “Pilote”, il primo volume di “Bruno Brazil” (disegni splendidi) e il primo di “Barbarossa. Il demone dei Caraibi” (idem), ambedue arricchiti da pagine filologiche, note e illustrazioni d’epoca. Una chicca per amatori (e non solo). Poi abbiamo il sesto volume della saga di “Don Camillo” (e non perdetevi gli altri cinque), il “Don Bosco” del mitico Jijé (il fumetto religioso più venduto di ogni tempo, e politicamente scorretto) e l’elegante “Padre Brown. Il giardino segreto”. Potete tranquillamente farli leggere ai vostri figli; anzi, ve lo consiglio pure.

 

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CANI
Posted: 12 Dec 2013
Notizia sul Corsera del 6 novembre 2013: a quella data erano già decine i cani vittime di bocconi avvelenati in Valtrompia nel bresciano, storica zona di doppiette. La strage è cominciata, guarda un po’, in contemporanea con l’apertura della caccia. L’area «è letteralmente disseminata», tant’è che le autorità hanno dovuto mettere in guardia i proprietari di cani. Ma chi può essere stato? Chiunque sia, visto che ha cominciato in concomitanza con la stagione della caccia, ha il merito di aver salvato la vita a tanti uccellini

GIOVANI 2
Posted: 09 Dec 2013
Riassunto dell’Antidoto precedente: in treno, ggiovane jeansato, felpato, sneakerato, seduto una gamba a est e l’altra a ovest, pollici frenetici su tastiere multiple, orecchie cuffiate. Non dava fastidio, affatto, anche perché ormai i posti in treno sono tutti prenotati (e lui, ovviamente, l’ha fatto per via elettronica). Ma è il prototipo del ggiovane contemporaneo, solo nel suo autismo artificiale: lui e le sue macchinette, e chissenefrega del resto del mondo. Infatti, dove il posto non si può prenotare elettronicamente (tram, bus, metrò), stessa postura sbracata e al diavolo gli anziani e le donne incinte in piedi. Il suo sogno, il suo mito, il suo idolo è quel Zuckerberg che è diventato uno dei ggiovani più ricchi del pianeta per avere inventato una delle cose più inutili che esistano: Facebook. Non a caso, si veste nello stesso, identico, modo di tutti gli altri ggiovani globalizzati. Per il resto, Jobs faceva il buddista-chic, Gates usa i suoi soldi per diminuire la popolazione del terzomondo (eh, i poveri sono troppi)… Per trarre films dalle loro vite da cenerentole del terzo millennio non hanno nemmeno aspettato che fossero tutti morti. E’ il successo, bellezza. L’unica cosa che conta e per la quale battersi con ogni mezzo. Be fool, be hungry.

GGIOVANI
Posted: 05 Dec 2013
Sono in treno. Seduto davanti a me c’è un giovane. Indovinate come è vestito. Maglietta mezze maniche bluastra con una scritta americana senza senso. Jeans. Scarpe di gomma. Al collo, una medaglietta di quelle da militare (americano). Unico bagaglio, uno zainetto di colore indefinibile. Dalle orecchie sporgono i fili bianchi delle cuffie, collegate a un marchingegno da cui suppongo esca musica. I pollici armeggiano frenetici sul marchingegno. Dopo un’ora estrae dallo zainetto un telefonino ultima generazione, e i pollici si scatenano su questo. E’ quasi ora di cena. Pesca dallo zainetto uno snack e una lattina di cocacola. Finito il pasto, dallo zainetto esce un computer portatile. Nello zainetto non c’è altro (non c’è più posto). Stiamo per arrivare. Mi chiedo: fuori fa freddo, cosa si metterà? Domanda stupida. Guardo sulla mensola. Indovinate cosa c’è. Indovinato: una felpa col cappuccio. Quello che ho osservato non è un giovane medio o tipo. No, è proprio un giovane e basta. Sì, perché sono TUTTI così. Tutti. Stesso look, stessa tecnologizzazione. Il bruto informatizzato. Ovviamente, è stato seduto sbracato tutto il tempo. Se avesse avuto giacca e cravatta, l’abito stesso lo avrebbe costretto alla posizione composta. Se lo metterà, certo, quando troverà lavoro in qualche ufficio. Ma pure lì resterà «uguale»: giacchetta e pantalonucci neri e attillati, scarpe a punta nere con lacci e lunghe un metro, cravatta a striscia. Questi «ggiovani» odierni, però, avrebbero orrore di un regime che li costringesse a una tenuta uniforme (come i Balilla del Ventennio). «Liberamente» scelgono l’uguaglianza-stampino e si vestono come gli americani del Bronx. Quando ne hai visto uno li hai visti tutti. E’ la globalizzazione, bellezza. E’ il mondo dei decerebrati sognato dai teorici del Liberté, Egalité, Fraternité. Soprattutto Egalité. Sono stato giovane negli anni Sessanta, quando ancora i ggiovani cercavano l’originalità nell’abbigliarsi, non di rado rasentando l’eccentrico. Forse eravamo cretini. Ma certo non piatti. Spero di fare in tempo a NON vedere il futuro che ci aspetta.

ARABIA
Posted: 03 Dec 2013
Ha scritto Anna Bono su «La Nuova Bussola Quotidiana» del 18 novembre 2013: «Il 1° novembre sono scaduti i tre mesi concessi dalle autorità saudite agli stranieri sprovvisti di regolari permessi di soggiorno per sanare la loro situazione e rimanere quindi nel paese. Da allora la polizia ha già proceduto a migliaia di controlli e di arresti. Gli immigrati irregolari vengono concentrati in diversi centri di accoglienza: li attende il rimpatrio, volontario o forzato, e l’iscrizione in una “lista nera”. Le drastiche norme restrittive all’immigrazione sono state decise dalla monarchia saudita nell’ambito delle politiche volte a contenere la disoccupazione che ha raggiunto il 12% e che tra i giovani supera il 30%. Le autorità hanno anche imposto a ditte e imprese delle quote minime di lavoratori sauditi. Sono previste inoltre multe elevate ai datori di lavoro che assumono stranieri privi di permessi di soggiorno. La riduzione della manodopera straniera mira anche a contenere la perdita di denaro provocata dalle rimesse che gli emigranti inviano ai familiari rimasti a casa, che ammontano a più di sette miliardi di dollari all’anno. Non tutti gli stranieri irregolari accettano la loro sorte. A Jedda centinaia di lavoratori indonesiani hanno organizzato manifestazioni davanti al loro consolato e nella capitale Riyadh i quartieri abitati in prevalenza da immigrati sono in rivolta. Gli scontri con la polizia, intervenuta per sedare i tumulti e per evacuare con la forza le abitazioni in cui molti stranieri si sono barricati, hanno finora provocato cinque morti e centinaia di feriti. Nei mesi trascorsi, su un totale di circa nove milioni di immigrati, quattro milioni hanno regolarizzato la loro posizione e due milioni sono stati espulsi». Eh, i sauditi non sono italiani

REED
Posted: 30 Nov 2013
E chi lo sapeva che Lou Reed, il poeta “maledetto” del rock, quello che si iniettava l’eroina sul palco e, ai tempi del glam rock, si presentava in scena travestito, è morto cattolico? Già, lui, pur ebreo. Si era convertito, sposato in chiesa con la sua compagna Laurie Anderson e aveva pure fatto il padrino in un battesimo in Italia. Vedi qui: http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/io-e-il-mio-amico-lou-paolo-zaccagnini-con-il-rock-reed-centrava-poco-65443.htm. Evidentemente non lo sapevano neppure i giornalisti, che in occasione della di lui morte, nell’ottobre 2013, hanno sfornato “coccodrilli» praticamente uguali. “Bucando” la sua “trasgressione” più clamorosa.

SOLIDARIETA’
Posted: 28 Nov 2013
Leggo sul Notiziario di Franco Abruzzo riservato ai giornalisti (18 novembre 2013) quanto segue: «Con una nota dell’ottobre 2011, il Ministero dell’Economia ha informato l’opinione pubblica che i parlamentari, non essendo lavoratori dipendenti, bensì titolari di “cariche pubbliche”, non sono tenuti a pagare il contributo di solidarietà». Detto contributo riguarda le pensioni che superano una certa cifra. Il guaio è che “titolari di cariche pubbliche” non sono solo i parlamentari. Mah. A volte mi chiedo se sia meglio essere amministrati bene da un solo dittatore o esserlo male da una tonnellata di “cariche pubbliche” ma democratiche…

LAMPEDUSA
Posted: 23 Nov 2013
Il quotidiano «La Sicilia» del 27 ottobre 2013 ha riferito di una ventenne eritrea ricoverata a Palermo e sopravvissuta alla tragedia del barcone di Lampedusa. All’ospedale la ragazza, in stato confusionale, ha fatto capire all’interprete di avere perso il figlio che aspettava a causa di una violenza subita a bordo. Il direttore dell’unità operativa di rianimazione ha confermato. E ha aggiunto: «Da quello che abbiamo capito, tutte le donne hanno subìto violenza». Eh, le traversate sono lunghe, bisogna pure ingannare il tempo…
ps.
apprendo all’ultimo momento che venivano stuprate solo le cristiane.

DIBATTITO
Posted: 21 Nov 2013
Cari amici, il dibattito è bello e siamo qui per questo. Perciò, poiché in diversi tra voi mi hanno fatto notare che il parkour è nato nelle banlieues parigine (parcours) e non negli Usa, rispondo collettivamente: chi è che lo ha lanciato nel mondo come sport? quale termine è entrato nell’uso, quello francese o quello americano? I francesi hanno smesso di lanciare mode universali con la caduta di Napoleone (a parte i vestiti da donna e i profumi, esauritisi negli anni Cinquanta e Sessanta; idem per la cucina e i vini). Anche il microchip è figlio di un italiano, Federico Faggin, ma il computer è americano, e abbiamo voglia di precisare o di esercitarci nella tetrapiloctomia ovarica. Un’ultima cosa: tanti tra voi sbagliano a cliccare e i loro commenti arrivano sul mio indirizzo personale, cosa che li sottrae al dibattito sul blog. Stateci attenti.

SAUDITE
Posted: 18 Nov 2013
L’islamista Valentina Colombo (moglie di Magdi Cristiano Allam) ha riferito su Zenit.org della manifestazione pacifica che il 26 ottobre 2013 si è svolta in Arabia Saudita, dove «dal 1924 l’interpretazione wahhabita dell’islam va di pari passo con la dinastia degli Al Sa’ud, facendo sì che la costituzione del Regno Saudita sia rappresentata dal Corano stesso. (…) In Arabia Saudita vige il diritto penale islamico con esecuzioni che vengono regolarmente portate a compimento, uomini e donne non possono incontrarsi in luoghi pubblici a meno che non si tratti di coniugi o parenti, le donne non possono abbandonare il paese se non previo consenso del proprio guardiano, ovverosia di un maschio adulto della famiglia, e, per venire al nostro argomento, non possono guidare (…). Il tutto ha avuto inizio nel 1990 con una fatwa dell’allora Gran Mufti d’Arabia Saudita, ‘Abd al-Aziz bin Baz». Il 26, appunto, molte donne saudite si sono fatte fotografare dietro il volante di un’auto, sapendo bene che la pena per la donna che guida è di dieci frustate

 

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SIRIA
Posted: 03 Nov 2013
Intervista dal sito OraProSiria, segnalata dal Centro Federici. Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico di Aleppo, ha rivelato come sta funzionando la guerra mediatica, a beneficio della stampa occidentale, in Siria: «Ci sono alcuni fatti emblematici, come ad esempio quello avvenuto una mattina di metà luglio in cui l’esercito ha sparato su una scuola uccidendo trenta bambini. Resta una domanda: cosa ci facevano i bambini a scuola in quel mese visto che la attività scolastica finisce a maggio? L’esercito ha sparato all’edificio perché da quello stesso stabile erano arrivati dei colpi, per cui per difendersi ha replicato al fuoco. A seguito di questo Assad e l’esercito sono stati accusati di essere degli spietati assassini di innocenti, ma la verità non era quella. Quei poveri bambini erano stati usati come scudi umani, per screditare completamente l’esercito governativo. Un altro episodio tragico e significativo è avvenuto in un cittadina della Siria, Ghisser Choughourun, dove un gruppo di ribelli ha assaltato una stazione di polizia uccidendo i poliziotti presenti, poi dalla stessa centrale hanno chiamato altri dalle zone circostanti. Erano circa centoventi e hanno ammazzato anche questi. Nel giro di poche ore i media mondiali riportano la notizia dicendo che la polizia siriana ha ucciso centoventi civili e successivamente sostengono che l’esercito ha ucciso soldati e ufficiali perché non hanno voluto sparare sulla folla». Intanto, avanza la pulizia etnica nei confronti dei cristiani con attentati, stupri, rapimenti e omicidi. Nelle zone in cui gli islamisti hanno creato il «califfato» è già in vigore la jizya, la tassa di «protezione» che i «dhimmi» devono pagare ai «credenti».

FEMMINICIDIO
Posted: 04 Nov 2013
Bene, ora che l’Italia si è posta all’avanguardia con la sua legge sul «femminicidio», ben più grave dell’omicidio e in attesa del gravissimo gaycidio, andiamo a vedere la carte. Scrive Giuliano Guzzo («Radici cristiane», ottobre 2013) che, in base ai dati Onu 2008-2010, in Italia le donne uccise rappresentano il 23,9% di tutti gli omicidi, cifra in linea con quella Usa. Peggio di noi stanno in tanti, tra cui la Svizzera (49,1), la Francia (49) e il Belgio (41,5). In cima alla classifica europea sta l’insospettabile Finlandia. La famiglia “normale” si conferma baluardo contro questo tipo di malessere, che si sviluppa quasi sempre in situazioni di divorzio, separazione o convivenza. Ma il vero problema degli italiani è che non hanno governanti, bensì badanti.

PASTA
Posted: 06 Nov 2013
Dopo le ultime iniziative prese dal gruppo Barilla per diventare «gay friendly» a tutti i costi (costi cospicui, per giunta: v. «La Nuova Bussola Quotidiana» del 6.11.13 ) mi sono convinto della bontà della pasta De Cecco, antica ditta meridionale che costa pure meno.

PETIZIONE
Posted: 09 Nov 2013
Vi suggerisco di iscrivervi a CitizenGo. Seguirà apposito Antidoto.
Firma per chiedere le dimissioni dell’assessore Lidia Ravera
l’iniziativa di Matteo Renzi di istituire a Firenze un “cimitero dei non nati” ha scatenato le critiche dell’assessore alla cultura della Regione Lazio Lidia Ravera, che ha scritto sul suo blog un articolo offensivo e umiliante nei toni e nella sostanza. Abbiamo indirizzato questa petizione (http://citizengo.org/it/737-i-feti-non-sono-grumi-di-materia) al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per chiedergli di sollecitare le dimissioni della Ravera o per lo meno di ritirarle qualsiasi delega.
Secondo la scrittrice, la proposta di Renzi rappresenta un perverso esempio di “sadismo di Stato”, in cui si seppelliscono “grumi di materia, chiamandoli bambino e bambina”. L’articolo, inoltre insulta gli obiettori di coscienza in tema di aborto accusandoli di utilizzare l’obiezione come una “foglia di fico” e, soprattutto, offende con crudeltà tutte le donne e le madri, affermando retoricamente che le mamme mancate “non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie”.
Non è accettabile utilizzare questo linguaggio e questi argomenti per qualunque ragione, ma è ancora peggio se, come si scopre alla fine dell’articolo, tutto serve per squalificare la leadership di Matteo Renzi (“Ci pensi, Matteo il giovane, prima di proporsi per la guida del centro sinistra.”). Il sadismo, più che di Stato, è dell’autrice, che svilisce un possibile percorso per superare il trauma dell’aborto a fini puramente ideologici e polemici e con una serie di immagini semplicemente aberranti.
Per questo, ti chiediamo di sottoscrivere e diffondere la petizione di CitizenGO intitolata I feti non sono “grumi di materia”! (http://citizengo.org/it/737-i-feti-non-sono-grumi-di-materia), per chiedere le dimissioni o il ritiro delle deleghe a Lidia Ravera.
Grazie per il tuo impegno,
Matteo Cattaneo e il team di CitizenGO
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CitizenGo è una comunità di cittadini attivi che vogliono difendere la vita, la famiglia e i diritti fondamentali in tutto il mondo. Per saperne di più clicca qui o seguici su Facebook o su Twitter. Questo messaggio è indirizzato a rino.cammilleri@gmail.com.
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PALESTINA
Posted: 31 Oct 2013
Palestinese ha “sprecato, sperperato o perso nella corruzione” almeno 1,95 miliardi di euro in aiuti donati dall’Unione Europea fra il 2008 e il 2012. La fonte è ufficiale: è la Corte dei Conti europea ad affermarlo». Il presidente Abbas dà la colpa della povertà a Israele. «Ma la giustificazione anti-israeliana non basta a spiegare una catastrofe economica senza paragoni: la Palestina è uno dei Paesi più poveri del mondo nonostante abbia ricevuto il più imponente piano di aiuti umanitari della storia. L’anno scorso, ogni cittadino ha ricevuto 3100 dollari. Paragonati ai 174 dollari a testa ricevuti dai congolesi e ai 74 dollari dei pakistani, sono un’enormità. Nel periodo in cui sono spariti i 1,95 miliardi di euro, pagati dai contribuenti europei, l’Autorità Palestinese ha ricevuto 33 miliardi di euro in aiuti umanitari da tutti i suoi donatori, Ue compresa. Giusto per fare un confronto, il Piano Marshall, che ci risollevò dopo la Seconda Guerra Mondiale, ammontava a 6 miliardi di euro attuali destinati all’Italia. Da più parti (Berlusconi compreso, quando era premier) si sente parlare di “Piano Marshall per la Palestina”. Ebbene, solo negli ultimi 4 anni, la Palestina ha ricevuto 5 volte gli aiuti umanitari a suo tempo incassati dall’Italia con il Piano Marshall. E senza ottenere risultati». Le cause? «Come in tutti gli Stati arabi non democratici, una buona fetta dei fondi pubblici sparisce nelle tasche di favoriti, clientes e funzionari», tanto che «il 71% dei palestinesi è convinto che l’Autorità Palestinese sia corrotta e il 57% pensa che la corruzione sia dilagante anche entro il territorio di Gaza controllato da Hamas».
 

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PREGHIERA
Posted: 14 Oct 2013
Nel numero di agosto 2013 del quindicinale «antimodernista» (così si presenta) «Sì sì no no» è riportata una preghiera «scritta su un ritaglio di carta trovato nella giubba di Aleksandr Začepa, un soldato russo morto sotto una granata durante l’ultimo conflitto mondiale». Non so quanto sia autentica ma è davvero struggente: «Ascolta, Dio! Nella mia vita non ho mai parlato con te: fin da piccolo mi hanno detto che tu non esisti e io, stupido, ci ho creduto. Non ho mai contemplato le tue opere. Ma questa notte, dal cratere di una granata, ho guardato il cielo stellato sopra di me. Affascinato dal loro scintillare, a un tratto ho capito l’inganno. Non so, o Dio, se mi darai la tua mano, ma io ti parlerò e tu mi capirai. In mezzo a questo spaventoso inferno mi è apparsa la luce e io ho scorto te! Sono felice perché io ti ho conosciuto. A mezzanotte dobbiamo attaccare, ma non ho paura perché tu mi guardi. E’ il segnale! Me ne devo andare. Può darsi che questa notte venga a bussare da te. Anche se finora non sono stato tuo amico, quando verrò, mi permetterai di entrare? Ora la morte non mi fa più paura».

FINOCCHIO
Posted: 19 Oct 2013
Sul Corriere del Mezzogiorno il 19 aprile 2011 comparve una notizia grottesca: nel corso del derby calcistico «Primavera» tra Bologna e Parma, l’allenatore del Bologna, Paolo Magnani, fu espulso dall’arbitro per aver gridato a un giocatore che non mollava il pallone: «Finocchio, via la palla!». Il fatto è che quel giocatore di nome faceva Francesco Finocchio. L’ossessione politicamente corretta di un’«omofobia» dilagante (e in realtà inesistente) farà finire in galera un sacco di gente quando la legge sarà approvata. Portatemi le sigarette in cella, mi raccomando.

ECUADOR
Posted: 24 Oct 2013
Singolare Paese, l’Ecuador. Il suo presidente, Rafael Correa, ha minacciato di dimettersi se il parlamento approverà la depenalizzazione dell’aborto. E’ socialista, come Tabaré Vazquez, che nel 2008 fece lo stesso in qualità di presidente dell’Uruguay (e dovette dimettersi). Ricordiamo che l’Ecuador ebbe un presidente, Gabriel Garcia Moreno, che nella seconda metà dell’Ottocento consacrò la Repubblica al Sacro Cuore e, unico al mondo, mandò un simbolico indennizzo al papa Pio IX per la perdita di Roma. Poiché il popolo era con lui, finì assassinato. Chissà se da qualche parte esiste ancora qualche copia del libro che io e Antonio Socci dedicammo a lui e a Pio IX (edizioni Krinon) molti anni fa… Sempre in Ecuador, a Quito, la Madonna apparve più volte, agli inizi del Seicento, a una suora concezionista, anticipandole (chissà perché…) i disastri del secolo XX (v. il mio “Le lacrime di Maria”,

CitizenGo
Posted: 26 Oct 2013
Entro la metà di novembre l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di Milano dovrà assegnare le onorificenze annuali note come Ambrogini d’Oro. Con questo appello voglio invitarti a sottoscrivere la petizione di CitizenGO intitolata Ambrogino d’Oro a Paola Bonzi per promuovere la candidatura della fondatrice del Centro di Aiuto alla Vita della clinica Mangiagalli.
La candidatura di Paola Gonzi è stata sostenuta da 700 firme di intellettuali e uomini di cultura con diverse sensibilità, ma tutti convinti che la sua opera a sostegno delle madri in difficoltà sociali, economiche e psicologiche e a tutela della vita meriti un riconoscimento ufficiale da parte delle istituzioni.
Si tratta anche di una questione di natura culturale: il discorso pubblico sull’aborto spesso è orientato esclusivamente al concetto di “libertà di abortire” della donna, mentre in molti casi l’interruzione di gravidanza è l’unica alternativa possibile per madri che vivono situazioni di disagio. Paola Bonzi ha permesso a molte donne di scegliere liberamente a favore della vita del proprio figlio.
In questo momento di difficoltà economica, il CAV rischia di chiudere per mancanza di fondi. Questa onorificenza testimonierebbe la vicinanza delle istituzioni a una realtà che in quasi trent’anni ha aiutato più di 16.000 mamme a far nascere il proprio bambino. In mezzo a molte candidature “di bandiera”, avanzate dai singoli gruppi politici con intento ideologico o apertamente provocatorio, ti chiedo di firmare per assegnare l’Ambrogino d’Oro a Paola Bonzi, una donna che ha svolto e continua a svolgere un ruolo di inestimabile valore etico e civico in città.
Grazie per il tuo impegno,
Matteo Cattaneo e il team di CitizenGO

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ALVEDA
Posted: 04 Oct 2013
Alveda King è figlia di Alfred Daniel e nipote del più famoso Martin Luther. Suo padre e lo zio erano entrambi predicatori evangelici. Al tempo delle lotte per i diritti civili la casa e la chiesa del primo furono fatte esplodere; il secondo, com’è noto, fu assassinato. Su Wikipedia è scritto che Alveda ha sei figli, ma lei ne dichiara otto, comprendendo anche i due che ha abortito. Ha smesso di abortire solo perché aveva finito i soldi. Poi ha fondato un’associazione pro-life, “King for America” e afferma che “l’aborto ha ammazzato più neri di quanti il Ku Klux Klan avesse mai osato sperare”. E’ autrice di un documentario dal significativo titolo “Bloodmoney” (“soldi insanguinati”). Dal padre e dallo zio ha ereditato la grinta di combattente. (fonte: Zenit, ripresa da “Notizie pro-vita” luglio-agosto 2013). Alveda King è un’altra “pentita” che si aggiunge alla ormai folta schiera di quanti, dopo aver toccato con mano, hanno cambiato idea.

VALFREDO
Posted: 09 Oct 2013
Padre Valfredo Maria Zamperini è stato il mio direttore spirituale. L’unico che io abbia mai avuto. Morto lui nel 2010, non sono riuscito a trovarne un altro all’altezza (non mia, sua). Vado avanti ancora con quel che mi ricordo delle sue direttive. Aveva molti carismi, e non nel senso abusato che oggi si dà a questa parola, bensì in quello antico (e autentico) di “capacità soprannaturali”. Se gli chiedevi un consiglio, a volte ti dava una risposta apparentemente strampalata ma che poi si rivelava esatta al dettaglio. Se gli facevi vedere una foto, ti descriveva perfettamente il carattere del fotografato, suggerendoti come comportarti con lui. Eccetera. Fondò una famiglia religiosa, i Missionari di Maria, in due rami, maschile e femminile (casa madre a Marina di Massa), attualmente diretta dal successore p. Enrico Di Vita. Scrisse un solo libro (non aveva tempo, dovendo mandare avanti più case e un numero indefinito di direzioni spirituali in tutta Italia): “Gioiosi portatori di Cristo. Spunti di adorazione”, oggi edito da Cantagalli. Ve lo consiglio caldamente.

 

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OSTIE
Posted: 30 Sep 2013
La sera del 5 giugno 2013 è stata profanata la chiesa di San Francesco Saverio ad Angulana, arcidiocesi di Colombo (Sri Lanka), a opera di ignoti. Probabilmente si tratta di fanatici buddisti, non nuovi a imprese del genere. E’ stata distrutta la statua della Madonna e sul tabernacolo sono stati riversati almeno trenta litri di cherosene, al quale è poi stato dato fuoco. Tutto in cenere. Tranne le ostie consacrate che stavano dentro, e solo quelle. Il fatto è senz’altro miracoloso ma non ha avuto l’eco che certo meritava. Non abbiamo notizia di inchieste canoniche al riguardo. In altri tempi ci sarebbero state, sarebbero seguiti il riconoscimento ufficiale, un pellegrinaggio e una festa apposita, come avvenuto per tanti miracoli eucaristici nella storia. Ma la storia si chiama appunto storia perché è passata…
FIRMA: NO ALL'EUTANASIA
Posted: 30 Sep 2013
Se credete nell’efficacia di tali iniziative, ecco qua dove firmare
: http://www.associazione-vogliovivere.it/index.php/appello-al-ministro-della-salute-per-dire-no-all-eutanasia

BICICLETTA
Posted: 13 Aug 2013
Devo prenderla alla lontana e parlare dei fatti miei, me ne scuseranno i lettori. Ma è necessario, perché sia chiaro che non parlo per teorie, bensì per esperienza pratica in qualità di cittadino qualsiasi. Alcuni anni fa, essendo morto ancora giovane per un brutto male mio cognato, andai a sgombrare il suo ex ufficio facendomi aiutare da alcuni extracomunitari sudamericani ingaggiati all’uopo. L’operazione richiese alcuni giorni. I mobili erano tutti da ufficio, cioè di poco valore, tranne uno che era d’antiquariato. L’ultimo giorno del trasloco trovammo la finestra sfondata, la porta blindata scardinata dall’interno e un unico mobile sparito: quello. Chiamai i carabinieri, che mi mandarono, con tutto comodo, uno svogliato giovane maresciallo che prese nota. Ora, poiché di quel mobile sapevano solo i miei extracomunitari, feci presente al sottufficiale che almeno avrebbe dovuto identificarli. Si decise, dunque, a chiedere loro i documenti. Non ne avevano. «Come!» disse «Voi andate in giro senza documenti?». E fu tutto. Naturalmente, il mobile rubato non l’ho mai più rivisto. Nel 2011 ho subito il furto dell’unica auto, quella di famiglia. Fidandomi del concessionario, che mi aveva garantito essere quel modello assolutamente non appetito dai ladri, non avevo rinnovato l’assicurazione contro il furto. E mal me ne incolse. Poiché, bontà loro, i ladri avevano lasciato per strada la carrozzina di mia suocera invalida (portandosi via tutto il resto), nello sporgere denuncia al commissariato ebbi l’ingenuità di suggerire che quella carrozzina doveva essere piena di impronte digitali. Mi sghignazzarono in faccia. Il motivo della loro ilarità era chiaro: caro signore, sa quante auto vengono rubate ogni giorno a Milano? In effetti, non faceva una piega: se le forze dell’ordine dovessero occuparsi di tutti i furti d’auto non resterebbe loro tempo per le rapine a mano armata e gli omicidi. Così, valse per me il detto napoletano «chi ha avuto ha avuto…». Naturalmente, neanche l’auto ritrovai mai più. L’anno successivo lessi sui giornali che dall’auto di Michele Santoro, il famoso conduttore televisivo, era stata trafugata una macchina fotografica. A Roma. Non l’auto intera, solo un oggetto al suo interno. In una città dove i furti di auto intere sono almeno una cinquantina al giorno se non di più. Però, lessi nello stesso articolo che per quella macchina fotografica da Vip si erano scomodati nientemeno che i Ris, la quintessenza dell’investigazione scientifica italiana, così sofisticata da meritare una serie di telefilm. Due mesi fa, con grande evidenza, stampa e telegiornali riportarono la notizia che la bicicletta del ministro Alfano, rubata, era stata individuata in pochi minuti grazie all’analisi, da parte delle forze dell’ordine, delle immagini delle telecamere di sorveglianza e l’incauto ladro di polli era stato prontamente assicurato alla giustizia. Conosco bene il lungomare di San Leone, in provincia di Agrigento, dove il ministro ha parcheggiato la sua bici per andare in gita in barca. Da quelle parti ci sono nato e non faccio fatica a immaginare la scena. Faccio più fatica, molta più fatica, a immaginare quanti furti di bici, a San Leone o nel resto del Paese, vengano così prontamente risolti dalla forza pubblica. Mi è più facile, molto più facile, immaginare i poliziotti e i carabinieri che sorridono quando un poveraccio va a denunciare il furto della sua bici chiedendo che si attivino per fargliela recuperare. Caro signore, ma lei lo sa quante bici vengono rubate ogni giorno? Se dovessimo indagare su ognuna, non ci resterebbe tempo per le rapine a mano armata e gli omicidi. Troppo giusto. Epperò, quando si tratta di un conduttore televisivo che può sparare l’«inefficienza della polizia» in prima serata, il tempo lo trovano, e anche i mezzi. Lo stesso quando si tratta di un politico che può dare qualche grattacapo al dirigente di turno. O col quale fare a tutti i costi bella figura e sfoggio di efficienza. Non si pensi male delle mie parole: mio padre era un maresciallo di polizia e mio suocero lo era dei carabinieri. Ma la piaggeria verso i potenti, in democrazia, non si sopporta. Bene, siccome sui banchi dei tribunali è scritto a lettere d’oro che «la legge è uguale per tutti», e ci sono voluti secoli di rivoluzioni e massacri per far sì che ogni cittadino venisse trattato con lo stesso riguardo, appare più chiaro perché a un certo punto mezzo Paese abbia votato, alle ultime elezioni, per un ex comico che sparava a zero contro i privilegi della Casta. Se poi non abbia mantenuto le promesse è un altro discorso. Quel che conta è che gli italiani sono ormai disposti a dare fiducia a qualunque arruffapopoli. Qualunque. Ed è segno che non ne possono più, e non sanno come fare a liberarsi della cappa «democratica» di quelli che comandano -o imperversano sui media cercando di plagiare il popolo- solo perché più logorroici e battibeccatori del resto dell’umanità. Secoli di rivoluzioni e massacri per arrivare a questo: l’inestirpabile dittatura di una «nomenklatura» di parolai, impegnati allo spasimo nel mandarsi in galera l’un l’altro ma unanimi nel non privarsi (nemmeno per demagogia!) di una pur minima parte dei loro privilegi.

GUINEA
Posted: 18 Aug 2013
Il decano dei missionari, p. Piero Gheddo, riporta (Zenit, 20 luglio 2013) una testimonianza del collega p. Ermanno Battisti dalla Guinea Bissau. Qui è nata una bimba prematura, piccolissima. Il padre, conforme alla religione animista, va dallo stregone, il quale getta i suoi legnetti e dice che si tratta di un cattivo spirito delle acque. Infatti, i nati in qualsiasi modo malformati devono essere esaminati dal «botasorte». Questi ordina di lasciarla sulla spiaggia, perché la marea se la porti via. L’uomo esegue ma, tornato a casa, la ritrova: è stato il cane a riportarla. Torna dallo stregone, il quale sentenzia che bisogna portarla nella foresta, perché evidentemente è uno spirito non delle acque ma degli alberi. L’uomo obbedisce e abbandona la neonata alle iene. Ma di nuovo il cane la trova e la riporta indietro. Spaventato dalla «persecuzione degli spiriti malvagi», quello lascia la casa e sparisce per sempre. La moglie tiene la bambina, che cresce normalmente e diventa un’attivista cattolica in una parrocchia di Bissau. Si chiama Joana. A vent’anni ritrova suo padre, ormai anziano e malato, e se ne prende cura fino alla fine

FELTRI
Posted: 09 Aug 2013
L’ultimo di luglio mandai questa “risposta” a un articolo di Feltri sul «Giornale». Ma la condanna di Berlusconi ne impedì la pubblicazione per mancanza di spazio.

IL PAPA DE NOANTRI

Caro Vittorio,
hai fatto bene, il 31 u.s., a elogiare lo stile semplice e alla mano del nuovo papa. In effetti, la tua simpatia è condivisa da un sacco di gente del Terzo Millennio. Tuttavia, la tua tirata sui «papi di prima» mi ricorda quella canzone di Luigi Tenco che faceva: «Signor curato, hai detto che la chiesa è la casa dei poveri, però l’hai rivestita di tende d’oro e marmi colorati; come fa il povero a sentirsi come a casa sua?». Nella sua demagogia marxistico-sessantottina il cantautore suicida avrebbe voluto che il povero trovasse pure in chiesa lo squallore di casa sua, così da dover tenere il muso sempre chino nel brago senza mai portarlo alzare al cielo, a quello splendore che attende nell’Altra Vita gli sfortunati di Questa e di cui lo sfarzo delle chiese era figura (segno, promessa, speranza). Ma tu, pur non credente come ti dichiari, sei indenne dal qualunquismo materialista Anni Settanta, perciò lo sai bene che la Regina d’Inghilterra si presenta, tutt’oggi, al Parlamento con la corona (e che corona!) in testa, lo scettro, lo strascico e i paggi. E gli inglesi, che non sono certo baluba, sanno perfettamente distinguere tra l’ottantenne Elizabeth Windsor e il Capo del Commonwealth nonché della Chiesa d’Inghilterra. Tu dirai che stiamo parlando di un regno millenario che è stato anche l’impero più vasto della storia. Sarebbe facile rispondere che la Chiesa Cattolica è bi-millenaria, e che il suo Capo è anche Pontefice, cioè ha ereditato la carica suprema che fu dell’Imperatore Romano, il che ci porta indietro di un ulteriore millennio. Ma se non ti piacciono i re e le monarchie, va a vedere nella capitale americana (una repubblica che ha solo due secoli) l’enorme affresco non a caso intitolato «Apoteosi di George Washington», opera dell’italiano Brumidi e ricoprente la volta del Capitol (i.e. Campidoglio, perché gli americani ci invidiarono fin da subito Roma e la sua storia), in cui il primo presidente statunitense (che non era neppure nobile, però vestiva come un sovrano europeo e portava una dentiera fatta coi denti di schiavi negri) è raffigurato mentre sale nell’Empireo circondato da tutte le divinità dell’Olimpo. Tu trovi ridicole le scarpe rosse dei papi prima dell’attuale e dici che se ti presentassi in redazione con calzature del genere tutti sghignazzerebbero. Tuttavia, io stesso ho visto in redazione seri giornalisti con gli occhiali rosso magenta, alla Mughini, e pantaloni dello stesso colore, alla Lerner. Perché dovrebbero ridere solo per un paio di scarpe? Eppure dovresti saperlo che l’abito del papa ha colori simbolici: il bianco della «veste della follia», con cui Erode rivestì Cristo, il rosso della porpora di cui Gesù fu coperto (colore del sangue ma anche regale, perché Cristo è il Re dei Re). I preti vestono di nero per distinguersi come persone consacrate e i cardinali di rosso per indicare la disposizione al martirio. Dirai che sono cose superate, cose da Medioevo, cose dei tempi in cui l’abito faceva il monaco e costituiva una «card» di presentazione (gli aderenti a una corporazione dovevano portarne l’abito, come si vede nei ritratti di Dante, che faceva lo speziale). Tuttavia, ancora oggi i militari e i poliziotti vestono un abito speciale, e così i magistrati. Perfino i commessi di McDonald’s ne hanno uno, e nessuno ci trova nulla di strano. I segni e i simboli sono importanti, come non si stanca di ripetere nei suoi romanzi-bestseller planetari Dan Brown, anche se la gente non li capisce più (ma basterebbe spiegarglieli). Per questo san Pio X dietro al letto «da papa» nell’appartamento vaticano si fece approntare un pagliericcio, nel quale effettivamente dormiva. Un altro papa santo, Pio V, sotto le vesti pontificali portava il rozzo saio francescano, che non tolse mai (potrei moltiplicare gli esempi, ma mi manca lo spazio). Però in giro si faceva portare sulla sedia gestatoria, quel palanchino che tu trovi ridicolo. Reggere il quale era un onore riservato solo ai gentiluomini più nobili di Roma, che non erano certo dei poveracci costretti alla faticata. Perfino il «predecessore d’immagine» di papa Francesco, il beato Giovanni XXIII, lo usava, con tanto di flabelli piumati attorno. Ed era il «papa buono», uno che «parla come mangia», adorato dalle folle per la sua bonomia. Tuttavia, il popolo sapeva bene che su quella sedia sopraelevata non c’era Giuseppe Roncalli, bensì il Vicario di Cristo, Cristo Re, Re dei Cieli, sì, ma anche dell’umanità pellegrina sulla terra. Così come la gente, anche la più umile, sa bene che l’immaginetta che sta baciando è solo «figura» della Madonna, dei Santi, di Gesù. Un papa «vecchio stile», come Pio XII, non esitò a sporcarsi di sangue tra le macerie dei bombardamenti di San Lorenzo, e il popolo romano non a caso si rivolse a lui, il più ieratico dei papi, quando tutti gli altri erano scappati. Certo, un papa «d’immagine» è quel che serve ai nostri tempi, e Francesco sembra averlo capito. Tuttavia, compito primario del Vicario di Cristo è convertire la gente, non essere simpatico a tutti i costi. A te sta simpatico, bene. Ma non mi pare che ti abbia convertito. Comunque, la Grazia usa vie misteriose, e chissà che, tramite il «papa simpaticone», non si infili anche nel tuo cuore.

 

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VIETNAM
Posted: 27 Sep 2013
Al tempo in cui il Vietnam faceva parte dell’Indocina ed era diviso nelle regioni del Tonchino, Annam e Cocincina, i missionari erano domenicani e gesuiti. Ma la Madonna stessa si incaricò dell’evangelizzazione. Nel 1631 alla missione di Muecman, di cui faceva parte il p. Cristoforo Borri, giunse un lunghissimo corteo di indigeni, tutti uomini. Dissero che erano venuti perché era loro apparsa una bellissima signora seduta su un trono di nubi luminose e aveva loro detto di raggiungere la missione, dove sarebbero strati istruiti sulla via che porta al Salvatore del Cielo. I missionari eseguirono e, dopo averli catechizzati, li battezzarono tutti. La chiesa vietnamita ha dato più di centomila martiri (cfr. Attilio Galli, «Madre della Chiesa nei cinque continenti», ed. Segno, p. 565).

HALVARD
Posted: 23 Sep 2013
Il patrono di Oslo, Halvard Vebjørnsson, era l’unico figlio di un possidente violento e brutale, e di Torny, cugina del re Olaf il Santo di Norvegia. Nel 1043 aveva ventitré anni e percorreva in barca il fiordo di Drammen, quando una donna gli chiese aiuto. Tre uomini, accusandola di furto, volevano annegarla. Lui la difese e quelli lo uccisero a colpi di freccia, poi affondarono il corpo legandolo a una mola. Ma il cadavere miracolosamente tornò a galla. E i rami di salice con cui venne recuperato fiorirono. La scrittrice Sigrid Undset, premio Nobel, ne scrisse la biografia («Vita di sant’Halvard», Solfanelli). La Undset scrisse il romanzo biografico nel 1925, anno in cui la capitale della Norvegia. Kristiania, aveva ripreso l’antico nome di Oslo. L’anno prima si era convertita al cattolicesimo. Stranamente, malgrado ciò, nel 1928 le venne assegnato il Nobel per la letteratura. Oggi la cattedrale dedicata a Sant’Halvard non esiste più. Quello che era il principale pellegrinaggio nazionale fu cancellato dal passaggio della Norvegia al luteranesimo per opera del re Cristiano III di Danimarca, che impose il protestantesimo con la forza e la pena di morte. Col successore, Cristiano IV, chiese e monasteri vennero distrutti, e gli affreschi di soggetto sacro ricoperti di calce. Per chi non si adeguava c’era il rogo.

COBAIN
Posted: 19 Sep 2013
Cosa c’era all’origine del malessere esistenziale che portò il rocker Kurt Cobain, dei «Nirvana», a spararsi con un fucile a pompa nel 1994? Si aggiunse così alla schiera di quegli artisti (sempre rockers) che hanno deciso di farla finita a 27 anni o che a quell’età sono defunti farciti di droghe, alcol e farmaci (suicidio a rate). Ecco cosa disse di se stesso Cobain: «Dopo il divorzio dei miei genitori sono diventato asociale. Volevo disperatamente una famiglia classica. Madre. Padre». C’è tutto, ogni commento è superfluo.
 

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KOLBE
Posted: 14 Sep 2013
«Un missionario della penna non calcola i propri risultati dal numero dei certificati di battesimo stampati, ma è un educatore delle masse, forma l’opinione pubblica, attenua l’avversione nei confronti del cattolicesimo, chiarisce e lentamente rimuove dalle menti prevenzioni e obiezioni inveterate, predispone ad una graduale lealtà nei confronti della Chiesa e col tempo, più o meno lungo, ad una certa simpatia, alla fiducia, infine al desiderio di conoscere più a fondo la religione. E’ una strada lunga, tuttavia un missionario di questo tipo vi conduce non già le singole persone soltanto, ma le masse». Questa riflessione di san Massimiliano Kolbe (1934) è stata fatta propria dal quotidiano online «La Nuova Bussola Quotidiana» e me ne approprio anch’io volentieri. Sì, perché, dopo un più che trentennale apostolato con la penna e la parola, sempre più spesso (sarà la vecchiaia…) mi pare, come san Pietro nel Vangelo, di aver faticato tutta la notte senza pescare granché. Sempre in attesa che il Maestro mi dica da quale parte della barca lanciare le reti…

FEDERALES 2
Posted: 09 Sep 2013
Durante la guerra «cristera» in Messico (1926-29), i «federales» usavano deportare la popolazione civile per fare terra bruciata attorno ai cristeros. Circa un milione di persone (su una popolazione di meno di sette milioni) finì nei campi di concentramento, che «causarono decine di migliaia di morti per malattie». I federales usavano anche il terrore in modo pianificato: «esecuzioni di massa, impiccagioni pubbliche (celebre la fotografia con la fila di impiccati ai pali del telegrafo lungo la ferrovia di Jalisco), l’esposizione di cadaveri, le torture o la “politica della terra bruciata”». I federales non facevano prigionieri: «i civili in ostaggio venivano sempre assassinati». Ancora: «I prigionieri venivano forzati a camminare su piedi scorticati (fu il caso, per esempio, del ragazzino José Sanchez Del Rio, poi ucciso perché si rifiutava di gridare «Muerte a Cristo!» e oggi beatificato, ndr), bruciati o scorticati vivi; gli si rompevano le ossa con leve e bastoni, venivano squartati, appesi per i pollici, garrotati, sottoposti a scariche elettriche, bruciati da lampade roventi, torturati con l’acqua inserita a forza con un imbuto, allungati su tavoli, trascinati da un cavallo». Ancora: «Il bestiame veniva razziato e inviato a Città del Messico o negli Usa (che aiutavano il governo contro i cristeros, ndr). Le case erano lasciate al saccheggio dei soldati, le chiese dissacrate». Ancora: le ostie calpestate, i paramenti usati per danze oscene, così come le ricche vesti delle statue della Vergine, le tombe profanate. Questa prassi era sistematica. Sarà replicata dieci anni dopo nella guerra di Spagna. Cfr. Mario A. Iannaccone, “Cristiada. L’epopea dei cristeros in Messico” (Lindau, pp. 240-241).

PAPI
Posted: 01 Sep 2013
Non pochi tra voi, letto il titolo di questo Antidoto, avranno pensato a «papi» Berlusconi, che così era affettuosamente chiamato dalla giovane Noemi al cui compleanno l’allora premier aveva presenziato. Ciò, come si ricorderà, scatenò giornalisti, comici, nani & ballerine (tutti militanti “de sinistra”) contro il presunto sessuomane di Arcore. Com’è noto, quell’uomo non può neanche scorreggiare senza che ne segua un putiferio mediatico (e magari procuratizio), avente come scopo la demolizione dell’unico collante del centrodestra. No, qui oggi parliamo di papi-papi, cioè pontefici, perché è appena uscito un libro che forse può interessarvi, dato –anche- che reca la mia prefazione. Si tratta di “I grandi papi”, di Eugenio Russomanno (Edizioni Segno). Certo, la scelta è sempre soggettiva, perché uno può essere grande papa per qualcuno e di nessun conto per qualcun altro. Non solo. Certi papi furono santi, altri no, anche se magari ebbero notevole statura politica. Raramente le due cose coincisero. Comunque, leggetelo, se vi va, e giudicate voi stessi se ci sono tutti, i “grandi”, o se ne manca qualcuno. O se ce n’è qualcuno che non ci dovrebbe essere.

AZIZ
Posted: 30 Aug 2013
Riporto un’agenzia Zenit, giunta proprio il 29 agosto 2013, giorno della Decollazione di san Giovanni Battista: «Mina Rafaat Aziz, tassista egiziano poco più che ventenne di Alessandria, massacrato in piazza, lo scorso 16 agosto, da una folla di islamisti solo perché aveva appeso allo specchietto del suo taxi un crocifisso (…). In un video amatoriale girato da un residente si vede una folla di persone che blocca le auto per controllare i passeggeri al loro interno. Quando il taxi di Aziz viene fermato, un manifestante nota la croce appesa allo specchietto. Le immagini mostrano come, in poco tempo, il ragazzo venga trascinato fuori dalla vettura per essere preso a calci, pugni e bastonate. I colpi provocano la morte del giovane dopo alcuni minuti. Gli estremisti continuano ad infierire sul corpo senza vita con sputi e calci, fino a completare poi l’esecuzione con la decapitazione del cadavere che viene abbandonato sul marciapiede». Eh, Allah sì che è grande… ma in queste convulse ore che precedono l’attacco Usa-Francia-Gran Bretagna al regime di Assad in Siria, mentre tutti si interrogano sugli scenari futuri e le strategie in atto, è possibile che nessuno si sia chiesto che cosa diavolo sta succedendo? Gli americani sono tutto fuorché stupidi e Obama sarà anche un mediocre (è stato eletto solo perché è nero, lo sanno tutti, e per lo stesso motivo gli è stato assegnato il Nobel per la pace: già, la pace…) ma proprio perché non è uomo da decisioni capitali non fa che seguire una strategia internazionale già tracciata, sulla scia dei suoi predecessori. Nessuno, dai tempi delle famose «armi di distruzione di massa» che, pur mai trovate, fecero impiccare Saddam, crede più alle fandonie sugli interventi umanitari. Nessuno crede davvero che Assad di Siria abbia fatto uso di armi chimiche proprio mentre aveva gli ispettori dell’Onu in casa. E nessuno crede più alle foto e ai filmati di conflitti mediorientali che da sempre si combattono con patacche e bufale mediatiche da ammannire ai telespettatori occidentali, tant’è che una delle prime misure dei generali egiziani contro i Fratelli Musulmani è stata di sbattere fuori la qatariota Al-Jazeera. Certo, la foglia di fico, anche se ormai trasparente, ci vuole. Ma ogni operazione bellica costa un sacco di soldi del contribuente e nessuno spende se non prefigura di guadagnare più di quel che ha speso. Ora, vogliamo sapere –è nostro interesse- perché gli Usa (e i loro reggicoda francesi e inglesi) stiano sistematicamente destabilizzando tutto il Nordafrica e il Medioriente. Lo sanno perfettamente che sarà il caos. Non ci saranno nemmeno regimi islamisti, perché sarebbero pur sempre regimi e, dunque, in qualche modo stabili. No. Ci sarà il puro caos. Tutte le zone da cui proviene il petrolio non assicurato permanentemente agli Usa saranno nel caos, con impennate nei prezzi che ammazzeranno Paesi come, per esempio, l’Italia. E stragi efferate di cristiani, come più sopra abbiamo riportato. Pazienza, la politica è così. Ma chi qui scrive, dopo avere attraversato i decenni del pericolo sovietico, mai avrebbe immaginato di doversi ritrovare un giorno a fare il tifo per la Russia, l’unico Paese (insieme alla Cina) che pare davvero aver capito che cosa sta succedendo (e l’unico, lo diciamo en passant, che se ne sbatte dell’omosessualismo imposto agli occidentali da coloro che davvero comandano). Avevamo fatto il tifo per gli Usa, guardiano della libertà e della democrazia, ai tempi del Vietnam, ma adesso che nessuno più li contrasta stanno, spiace dirlo, mostrando il volto della nazione più guerrafondaia che esista, interessata solo alle sue libertà e democrazia (nonché alla benzina a pochi cents ma soltanto nel suo territorio nazionale). A ben ripercorrere l’intera loro storia (che poi è breve: poco più di due secoli), non c’è mai stato un momento in cui non siano stati in guerra. Sempre per i Grandi Ideali (a parole, ma per i soldi nei fatti). E, rispiace dirlo, spesso contro Paesi che non li avevano attaccati per primi. E’ rimasto famoso il detto «Povero Messico, così lontano da Dio e così vicino agli Stati Uniti!». D’altra parte, si tratta dell’unico Paese in cui il nazionalismo è rimasto intatto come nel 1776, basta vedere i suoi film e telefilm: bandiere a stelle e strisce dovunque, pure sulle mutande, inni nazionali a scuola e alle partite di football, parate e proclami patriottici. Nel resto del mondo tutto ciò farebbe solo ridere, ormai, ma non da loro. Che, per giunta, hanno «l’arma più forte di tutte» (come diceva il Duce), Hollywood, che conferma continuamente nelle teste universali l’immagine giusta & buona degli yankees. I quali combattono sempre e solo per cause giuste & buone e sempre e solo contro Mostri sanguinari nemici dell’umanità. L’altroieri Saddam, ieri Gheddafi, oggi Assad. Quel che adesso sta succedendo, dunque, è semplicemente questo: gli Stati Uniti si stanno riposizionando sugli scenari mondiali per garantirsi l’egemonia per i prossimi cento anni. Il resto (il ruolo dei sauditi e del Qatar, gli investimenti miliardari delle monarchie arabe in Francia e Gran Bretagna, l’uso cinico degli islamisti –ceceni compresi- e l’assist ai Fratelli Musulmani) non è che materia di dettaglio per i politologi. Ciò crea e creerà problemi all’Europa, cominciando dalle valanghe di profughi? Meglio, un concorrente commerciale in meno. Agli Stati Uniti, nati per un litigio con re Giorgio sui soldi, interessano solo, appunto, i soldi. Obama, il primo presidente nero? Sarà ricordato per la memorabile impresa di avere introdotto le nozze gay. E per un premio Nobel «per la pace» conferito prima ancora di aver bombardato la Libia e la Siria.

GUADALUPE
Posted: 28 Aug 2013
Il 14 novembre 1921, nel pieno della persecuzione anticattolica (cui nel 1926 i cattolici avrebbero risposto con l’insurrezione armata), nella basilica della Madonna di Guadalupe a Città del Messico qualcuno piazzò una bomba in un vaso di fiori. L’esplosione procurò parecchi danni, pure all’altare dove stava il quadro miracoloso della «tilma». Ma la «Morenita» rimase miracolosamente indenne. L’attentato al cuore del cattolicesimo messicano era un chiaro segnale di un clima ormai incandescente. Infatti, venne acciuffato un certo Esponda e si scoprì che faceva parte dello staff presidenziale (presidente era il fanatico anticlericale Plutarco Elías Calles). Non fu nemmeno processato e le accuse vennero lasciate cadere. Cfr. “Cristiada. L’epopea dei cristeros in Messico”, di Mario A. Iannaccone (Lindau), pp. 61-62).

NOBEL
Posted: 23 Aug 2013
L’esperto di esplosivi Danilo Coppe, intervistato da Stefano Lorenzetto sul «Giornale» del 21 luglio 2013, chiarisce che «quella del chimico svedese che crea un premio per lavarsi la coscienza è una delle bufale più ridicole». Infatti, comunemente si crede che Alfred Nobel, spaventato dall’uso che i governi avrebbero potuto fare della sua dinamite, abbia usato i (molti) soldi guadagnati istituendo il famoso premio a favore delle attività «pacifiche» dell’uomo. Nobel brevettò sua invenzione nel 1867, dopo essere riuscito a solidificare e stabilizzare la nitroglicerina, inventata vent’anni prima dal piemontese Ascanio Sobrero. Poi conobbe la prosperosa Bertha von Suttner, donnona austriaca e pacifista fanatica. «Nobel era tanto geniale quanto piccolo, brutto, malaticcio e frequentava con assiduità i bordelli, non potendo procurarsi in altro modo compagnia femminile». Divenuto ricco e famoso, prese Bertha come segretaria. E lei divenne padrona assoluta. Gli fece costruire una villa a Sanremo perché lui aveva la tisi. Poi lo convinse a finanziare lautamente il premio «pacifista», la cui Fondazione omonima ancora oggi incassa 30 milioni di euro annui di soli interessi. «E a chi andò il Nobel per la pace nel 1905? A Bertha».
 

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POPOLAZIONE
Posted: 06 Aug 2013 10:18 AM PDT
Tommaso Scandroglio, su La Bussola Quotidiana dell’11 luglio 2013, ha riferito che «dal 30 giugno al 3 luglio si è svolta a Kuala Lumpur, in Malesia, la VII International AIDS Society Conference on HIV Pathogenesis Treatment and Prevention. C’erano i rappresentanti del capitalismo mondiale: Bill Gates, Andrew Carnegie, magnate delle ferrovie; il petroliere della Standard Oil John Rockefeller; Henry Ford; John Kellogg, il re dei cereali. Poi Cecile Richards, presidente della Planned Parenthood Federation of America (di cui Gates senior fu uno dei fondatori); l’International Pregnancy Advisory Service; la Global Fund for Women e poi ancora l’immancabile e già citato Babatunde Osotemehin e il bioeticista Peter Singer. Tutti filo abortisti e tutti con diritto di parola». Naturalmente, l’Aids era una scusa per parlare di riduzione della popolazione mondiale, una predica che viene fatta sempre per i Paesi poveri ma che viene ascoltata solo da quelli ricchi. Prosegue Scandroglio che in una sessione dedicata al tema “Bisogno insoddisfatto di contraccezione” Melinda Gates, moglie di Bill, «ha fatto sapere che la Fondazione Gates ha finora raccolto 2,6 miliardi di dollari da destinare a campagne contraccettive. L’obiettivo è arrivare a 6 miliardi entro il 2020 per distribuire 120 milioni di contraccettivi nei paesi poveri. A margine ricordiamo che la Fondazione Gates ha finora raccolto 4 miliardi di dollari per finanziare le attività di organizzazioni abortiste nei paesi in via di sviluppo. La Fondazione sovvenziona soprattutto Planned Parenthood, Care International, Save the Children, Marie Stopes e l’Unpfa. La signora Gates, che da sempre si è dichiarata cattolica, ha poi aggiunto: “Oggi, 200 milioni di donne non hanno i contraccettivi che vogliono”. La smentita è arrivata subito. Infatti un giornalista di una radio e di una emittente televisiva del Camerun ha detto che il suo paese “ha ricevuto una enorme partita di contraccettivi nel 2011 da UNFPA”, ma solo “circa il 2 per cento” delle donne effettivamente li usa perché in realtà nessuno li vuole. Altro che “bisogno insoddisfatto”».

SCALFARI
Posted: 08 Aug 2013 09:25 AM PDT
Sollecitato da un lettore, ho scritto questo Antidoto:
DOMANDE DI UN PAPA AL PAPA
Ogni sistema dogmatico abbisogna, gli piaccia o no, di un papa e di un vaticano. In Italia, sul versante laicista, questi ruoli sono ricoperti da Eugenio Scalfari e dal quotidiano-partito «Repubblica». Per lungo tempo il pontefice del pensiero «laico, democratico e antifascista», secondo la triade dell’autorevolezza (ormai) antica & accettata, è stato Norberto Bobbio. Scomparso lui, il Mantello di Elia è ricaduto tutto sulle sole spalle di Scalfari. Se ne è andato, nell’altra sponda, anche il referente preferito del laicismo nostrano, il cardinale Martini. Così, al papa laico non è rimasto che confrontarsi direttamente non con un antipapa ma col papa-papa, Francesco, che Scalfari, come tutti, trova simpatico. In un articolo su repubblica.it del 7 agosto 2013 il Nostro esprime, appunto, tutta la sua simpatia per papa Francesco, spiegandone le ragioni. Francesco non fa politica e dice che Dio non giudica ma perdona. Come scappò detto all’attrice Pamela Villoresi, sempre invitata a «Porta a porta» quando si parla di religione (in questi casi il salotto di Vespa ha sempre i soliti ospiti). Interrogata sulle ragioni, secondo lei, del plauso universale che circondava la figura di Madre Teresa, esclamò: «Ma perché questo è il cristianesimo che ci piace!». Cioè, un cristianesimo che si occupa dei poveri e sta zitto. Infatti, ecco Scalfari su Bergoglio: «Di politica non si occupa, non l’ha mai fatto né in Argentina da vescovo né dal Vaticano da papa. Criticò Videla sistematicamente, ma non per l’orribile dittatura da lui instaurata ma perché non provvedeva ad aiutare i poveri, i deboli, i bisognosi. Alla fine il governo, per liberarsi di quella voce fastidiosa, mise a sua disposizione una struttura assistenziale fino a quel momento inerte e lui abbandonò la sua diocesi ad un vicario e cominciò a battere tutto il paese come un missionario, ma non per convertire bensì per aiutare, educare, infondere speranza e carità». Naturalmente, Videla era «orribile» perché non era Allende (cioè, non era comunista), e che Bergoglio non avesse intenzione di «convertire» ma fosse un semplice filantropo celibe bizzarramente vestito è una proiezione scalfariana: il cristianesimo come piace a lor signori. D’altra parte, Scalfari non ha nemmeno letto l’enciclica di Bergoglio-Ratzinger («L’enciclica è alquanto innovativa rispetto ad altre sullo stesso tema emesse dai suoi predecessori»), altrimenti non avrebbe sparato la citazione che ho messo tra parentesi. Plaude a Francesco come i liberali plaudivano al Pio IX che concedeva loro l’amnistia: «Non c’è mai stato un papa che abbia inalberato il vessillo della povertà, non c’è mai stato un papa che non abbia gestito il potere, che non abbia difeso, rafforzato, amato il potere, non c’è mai stato un papa che abbia sentito come proprio il pensiero e il comportamento del poverello di Assisi. E non c’è mai stata, se non nei casi di debolezza e di agitazione, una Chiesa orizzontale invece che verticale». La tirata sul «potere» della Chiesa è vecchia come Lutero, ma non si può pretendere di più da quelli che odiano il potere altrui perché lo vogliono tutto loro. Ma cos’è questa Chiesa orizzontale che piace a Scalfari? Ma quella del compianto Martini, ovvio: «Il cardinale Martini (vedi caso anch’egli gesuita) voleva accanto al magistero del Papa la struttura orizzontale dei Concili e dei Sinodi dei vescovi, delle Conferenze episcopali». Cioè, quella che Juan Donoso Cortés definiva «l’anarchia nella Chiesa», coi dogmi sottoposti a maggioranze sempre mutevoli, un regime assembleare permanente e rissoso. Eppure, Scalfari non ha dubbi (che però paiono più che altro sue speranze): «Bergoglio ama anche lui la struttura orizzontale. La sua missione contiene insomma due scandalose novità: la Chiesa povera di Francesco, la Chiesa orizzontale di Martini. E una terza: un Dio che non giudica ma perdona. Non c’è dannazione, non c’è Inferno». Insomma, il «cristianesimo che ci piace». Ma poi, ecco uno sprazzo di lucidità che contraddice quanto appena detto: «Una Chiesa povera, che bandisca il potere e smantelli gli strumenti di potere, diventerebbe irrilevante. È accaduto con Lutero ed oggi le sette luterane sono migliaia e continuano a moltiplicarsi. Non hanno impedito la laicizzazione anzi ne hanno favorito l’espansione». Certo, che quelle di Lutero siano chiese «povere» e non compromesse col potere (quando invece nacquero come chiese di Stato, e le denominazioni storiche ancora lo sono) è una perla scalfariana, ma da uno di «cultura» illuministica (come lui stesso si qualifica) non si può pretendere di più. Infatti, in coda di articolo Scalfari schiaffa il trito luogo comune laicista su san Paolo, «vero inventore» del cristianesimo (sottinteso: traditore dell’autentico messaggio di Gesù). Ma poi, da papa a papa, pone a Bergoglio tre domande, due delle quali non avrebbe formulato se avesse letto il catechismo. La terza è da filosofo, quale si picca di essere: «Papa Francesco ha detto durante il suo viaggio in Brasile che anche la nostra specie perirà come tutte le cose che hanno un inizio e una fine. Anch’io penso allo stesso modo, ma penso anche che con la scomparsa della nostra specie scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio e che quindi, quando la nostra specie scomparirà, allora scomparirà anche Dio perché nessuno sarà più in grado di pensarlo». Dio è dunque un pura creazione del pensiero, non «Colui che è». Cascano le braccia…

BLAAS
Posted: 02 Jun 2013 04:24 AM PDT
Come riportato da Orlando Falena su La Nuova Bussola Quotidiana, l’11 maggio 2013 in un convegno all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum è stato premiato Gianfranco Blaas, ginecologo in pensione, già primario del reparto di ostetrica e ginecologia in un ospedale veneto. Sulla porta del suo reparto, al posto della scritta “Ostetricia e Ginecologia” aveva fatto mettere “Reparto dell’Accoglienza”. Obiettore lui e tutto il suo personale, aveva dovuto subire la presenza di un medico abortista esterno. E lui, con la collaborazione di tutto il personale, aveva collocato nella sala d’attesa una grande immagine (a tutta parete) della “Madonna del Parto” di Piero della Francesca (anche Lei, in fondo, mamma di un figlio “imprevisto”). «Oltre a ciò Blaas, in collaborazione con la caposala, è stato uno dei primi ostetrici a mettere in atto la norma “parto in anonimato” salvando molti bambini e permettendo alle donne in seria difficoltà di dare ugualmente la vita, senza poi dover assumersi un peso ritenuto, a torto o a ragione,

BOMBA
Posted: 11 Jun 2013 09:55 AM PDT
Grande fu la rabbia, come può ben immaginarsi, dei comunisti alla disfatta delle elezioni del 18 aprile 1948. Ancora oggi la loro vulgata (e quella dei laicisti in genere) vuole che causa della clamorosa vittoria democristiana siano state le processioni della «Madonna Pellegrina», che fomentarono la superstizione della masse clericali e arretrate. In realtà, quelle processioni erano cominciate l’anno prima a seguito di un grande Congresso Mariano presieduto dal b. Ildefonso Schuster, cardinale di Milano. Ma la propaganda rossa cominciò il suo lavoro subito dopo la sconfitta elettorale. Allora come oggi, a furia di invettive qualcuno passa ai fatti. E il 31 luglio 1948 tale Leonardo Porro lanciò una bomba sul carro che trasportava una Madonna pellegrina da Bareggio a San Pietro all’Olmo, nel nord-ovest del Milanese, causando trenta feriti. Lo ricorda lo studioso Michele Brambilla in un articolo (“Il Congresso Mariano del 1947 nel magistero del beato card. Ildefonso Schuster”) sulla rivista online «Storia & Identità» diretta da Oscar Sanguinetti (maggio 2013).

LUCIA
Posted: 21 Jun 2013 10:46 AM PDT
Suor Letizia (Giudici) è “la suora che ha fermato Ali Agca”. Scrive Wlodzimierz Redzioch (Zenit.org, 13 maggio 2013): «Questa francescana dell’ordine di Nostra Signora del Monte nel 1981 aveva 30 anni e studiava al Pontificio Ateneo Antonianum di Roma. Il 13 maggio era andata all’udienza generale con Giovanni Paolo II. Quando la papamobile si avvicinò al luogo dove era la religiosa, tanta gente alzò le mani sopra la testa per scattare delle foto, perciò suor Letizia non si meravigliò che anche un giovane vicino a lei avesse alzato il braccio: pensava che volesse fotografare il Papa, ma quando sentì gli spari, capì che nella sua mano aveva una pistola. Subito dopo aver sparato, Ali Agca si mise a correre. Nessuno si mosse per fermare l’attentatore: tutti avevano gli occhi fissi sulla macchina con il Papa ferito. Allora istintivamente, suor Letizia cominciò a correre dietro Agca. Il turco probabilmente inciampò su un sampietrino e cadde. Allora la suora gli saltò addosso, bloccandolo. L’attentatore puntò contro di lei la pistola, ma l’arma – stranamente, o piuttosto miracolosamente – s’inceppò e Agca la buttò via. Grazie alla tempestiva azione della religiosa, i poliziotti italiani riuscirono subito ad arrestare il turco. Durante il processo Ali Agca non ricordava la suora, ma si meravigliò che quella che lo aveva bloccato si chiamava Lucia (questo è il nome di battesimo di suor Letizia). “Che strano che questa suora si chiami Lucia. C’è una altra suor Lucia” ripeteva, alludendo alla veggente di Fatima».

 

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ONG
Posted: 27 May 2013
Ai primi di maggio 2013 le associazioni gay italiane hanno alzato la voce e il premier Letta ha subito obbedito esautorando il sottosegretario Micaela Biancofiore. Così ha scritto Anna Bono su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 maggio a proposito del potere delle Ong ormai «diventato enorme»: «Le sole organizzazioni non governative sono centinaia di migliaia – più di 37.000 quelle internazionali, secondo le stime dell’UNDP, l’agenzia ONU per lo sviluppo – con una disponibilità complessiva di capitali che ne fa la quinta economia del mondo. Alcune migliaia sono accreditate alle Nazioni Unite dove svolgono importanti funzioni consultive e organizzative. Al Palazzo di Vetro hanno acquisito potere crescente a partire dagli anni Novanta, soprattutto durante i due mandati di Kofi Annan, segretario generale dell’ONU dal 1996 al 2006, che ne ha notevolmente accresciute le funzioni (…). C’è dell’altro. Un’associazione – non è un’ipotesi, succede davvero – può pretendersi portavoce, ad esempio, dei contadini del Kenya, parlare a una conferenza mondiale delle Nazioni Unite in nome loro, reclamando, per citare delle campagne di grande rilevanza, e discutibile opportunità, realmente lanciate dalle associazioni civili, provvedimenti contro il riscaldamento globale, la condanna di Israele per genocidio, risarcimenti per la tratta atlantica degli schiavi e la colonizzazione europea dell’Africa, e ottenere finanziamenti internazionali per proseguire la propria attività, senza aver mai consultato i suddetti contadini, essendo in realtà composta da poche decine di soci mentre i milioni di contadini del Kenya per la maggior parte, o quasi tutti, neanche sanno della sua esistenza, non hanno avuto alcun ruolo nella sua costituzione e tanto meno l’hanno delegata a rappresentarli».

 

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MANOPPELLO
Posted: 17 May 2013
Manoppello, dalle parti di Pescara, custodisce il Volto Santo, un piccolo telo con impresso il viso di Gesù. Non è un dipinto e lo si può vedere anche dal retro. La sua storia è singolare. Pare che nel 1506, quando Manoppello era un feudo dei Colonna, il ricco Giacomantonio Leonelli stesse conversando con gli amici davanti alla chiesa di San Nicola. A un tratto uno sconosciuto lo tirò in disparte e gli consegnò un pacco, poi scomparve. Nel pacco c’era il Volto Santo, forse quel Velo della Veronica che era sparito anni prima da Roma e di cui si erano perse le tracce. Nel 1618 una discendente del Leonelli, Marzia, ebbe bisogno di denaro per riscattare il marito, prigioniero di guerra a Chieti. Cedette quel panno al notaio Donato de Fabritiis, il quale nel 1646 lo cedette a sua volta ai padri cappuccini. Questi ultimi costruirono il santuario dedicato al Volto Santo. E’ esso «la Veronica»? Questa immagine «acheropita» (non fatta da mano umana) sarebbe apparsa per la prima volta a Kamulia, in Cappadocia, e poi portata a Costantinopoli nel 574. I bizantini la usavano come stendardo in battaglia e con essa combatterono in Africa. L’imperatore Eraclio la issava nel 622 durante la sua spedizione contro i Persiani. Nel 626 fu esposta sulle mura di Costantinopoli assediata dagli Avari. Si narra che, al tempo dell’eresia iconoclasta, il patriarca Germano per salvarla la affidò al mare e le onde la portarono a Roma dal papa Gregorio II. Comunque, se vi interessa, tutta questa storia, insieme ad altre, la trovate nel libro (che usa ulteriori fonti) «Il Graal in Abruzzo», di Nicoletta Camilla Tavaglini (Tabula Fati, pp. 143, €. 12,00).

PRIORITA’
Posted: 21 May 2013
Finalmente il collegamento tra crisi demografica e crisi economica sta cominciando a entrare nella testa di qualcuno. Che la prima sia causa della seconda, lo ricordo, fu il banchiere ed economista Ettore Gotti Tedeschi a dirlo per primo fin dal 2005, ma di lui si rammenta solo il pasticciaccio dello Ior, di cui era presidente. Il Gotti Tedeschi il 10 maggio del 2012 addirittura pubblicò una sua ricetta per la soluzione della crisi economica italiana, ricetta talmente valida e semplice da non essere stata neppure presa in considerazione. Prima, com’è noto, vengono i giochi partitici, tutti protesi a far sì che l’avversario elettorale non risolva nulla, e uniti al grido di «o comandiamo noi o sfasciamo tutto». In questo disgraziato Paese è meglio che chi ha la soluzione dei problemi la tenga in tasca e stia zitto, perché finirebbe appeso per i piedi o in esilio o in galera.

CAVALLINA
Posted: 22 May 2013
«Il fondatore dei Pac, Proletari armati per il comunismo, (…) arruolò il ricercato Cesare Battisti coinvolto in quattro omicidi, una sessantina di rapine, un sequestro di persona e numerose gambizzazioni (…). A 67 anni Arrigo Cavallina è un altro uomo. Crede in Dio anziché in Marx. Va a messa a fa la comunione, anche se non si considera buono». Esemplare la sua storia: «Venivo dal manuale di economia politica di Antonio Pesenti, dal compendio del “Capitale” di Marx (…). Lo stesso anno in cui finii di studiare Marx m’iscrissi all’Azione cattolica». Poi il Pci, poi la lotta armata. Sul manuale di Pesenti (che fu mio professore all’università) studiai anch’io, però non mi inscrissi all’Azione cattolica… Comunque, se siete interessati alla storia di Cavallina, leggetene l’intervista fattagli da Stefano Lorenzetto in «Hic sunt leones. Venticinque storie di veneti notevoli» (Marsilio. Pp. 330, €. 18,00).

BOLOGNA
Posted: 25 May 2013
Comunque vada il referendum bolognese sui contributi comunali alle scuole paritarie, è bene ricordarsi di quanto ha scritto Alessandra Nucci su Zenit.org del 25 maggio 2013 e che «è una partita che si gioca all’interno della sinistra, dove il Comune e il Pd, appoggiati da Epifani e dalla Camusso, stanno da una parte a difendere il sistema voluto dal Comune stesso negli anni Novanta, sindaco Walter Vitali; dall’altra stanno Sel (6,1% alle politiche), Rivoluzione civile di Ingroia (2,6%), i Grillini (19,1%), la Fiom e stakeholders che vanno dall’Unione Atei e Agnostici all’Arcigay, il tutto tenuto insieme nel comitato promotore presieduto da Stefano Rodotà, quello che i grillini volevano eleggere Presidente di tutti gli italiani (…). La posta in gioco consiste nell’effetto-imitazione che i referendari sperano di suscitare nelle altre città, a partire da quelle della stessa Emilia rossa. Ciò risulta evidente quando si contano le voci dei big che si sono paracadutati in città preoccupatissimi della cultura qui impartita ai bimbi piccoli, e che solo il giovane assessore Matteo Lepore ha avuto il coraggio di definire marziani: nomi come Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Gino Strada, Andrea Camilleri, Angelo Guglielmi, Sabina Guzzanti, Carlo Freccero, Moni Ovadia, Corrado Augias, Neri Marcorè, Michele Serra, Philippe Daverio, Amanda Sandrelli e Margherita Hack, a cui si aggiungono un paio di nomi bolognesi: Andrea Mingardi e Francesco Guccini». Alcuni di costoro sono spesso invitati nei festival biblici e altrove da cattolici cretini, aggiungo io. L’ultima stravaganza (ma non troppo) è che «i rappresentanti di lista potranno essere solo quelli della Lista A, i referendari, Sel, Ingroia, M5S, Arcigay ecc. La Lista B non potrà avere suoi rappresentanti a sovraintendere allo spoglio. Anzi. Salvo il momento del voto, si devono tenere ad almeno 300 metri di distanza».

 

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SANTIMILITARI
02 May 2013,
RinoCammilleri.com
Ogni tanto qualcuno di voi, cari antidotodipendenti, mi chiede dove può trovare questo o quel mio libro, riferendosi a miei vecchi lavori. Purtroppo, i tempi dell’editoria grande e media odierna sono tali che un libro fa presto a “morire”, specialmente se si tratta di saggistica specializzata come la mia. In questo quadro, però, il piccolo editore presenta un vantaggio, proprio perché vende i suoi libri quasi uno ad uno e può conservare titoli in catalogo per anni. Uno dei miei libri ancora disponibile è forse quello a cui sono più affezionato, perché fu uno dei miei primissimi e, poiché ero giovane, fortissimamente politically uncorrect. Mi riferisco a “I Santi militari”, che elenca, epoca per epoca e fino all’ultimo dopoguerra, tutti quelli che la Chiesa ha onorato sui suoi altari e che di mestiere facevano il soldato. E non si tratta solo di antichi legionari romani, ma anche di ex pirati vikinghi, di condottieri bizantini, di proclamati eroi nazionali come il portoghese Nuno Alvarez o lo svizzero Nicola di Flue. Poiché, a quanto mi risulta, un lavoro del genere l’ho fatto solo io e non mi pare che, dato il clima corrente, qualcun altro oserà cimentarvisi per chissà quanto ancora, si tratta di un libro che non può mancare nella biblioteca di un cattolico tosto. Ma dovrete chiederlo direttamente all’editore: info@estrelladeoriente.it.

GOTTITEDESCHI
Posted: 27 Apr 2013,  RinoCammilleri.com
Fra le pratiche che prima o poi papa Bergoglio dovrà aprire per mettervi mano c’è quella dello Ior, Istituto Opere Religiose, la cosiddetta banca vaticana. Fu già gloriosa, come quando, ai tempi di Pio XII, dette riparo alle offerte che Padre Pio riceveva da tutto il mondo per la sua Casa Sollievo della Sofferenza e sulle quali l’allora disastrato ordine dei cappuccini (messo sul lastrico dal coinvolgimento nello «scandalo Giuffrè») voleva allungare le mani. Oggi, da più parti se ne invoca un ripensamento e c’è addirittura chi si chiede se davvero il Vaticano abbia bisogno di una banca. Qualunque cosa decida di fare il nuovo papa, non sarebbe male se prendesse in considerazione una qualche forma di risarcimento, anche simbolica, per Ettore Gotti Tedeschi, prima chiamato alla presidenza dello Ior e poi cacciato a pedate con toni degni di miglior causa. L’unica vittima di quel malaugurato “affaire” si è vista, da quel momento, tutte le porte clericali chiuse in faccia, e il suo prestigio di banchiere internazionale cattolico fortemente menomato. Già: uno dei pochi banchieri dichiaratamente cattolici in circolazione liquidato proprio dal Vaticano… Eh, mai fidarsi dei preti.ù

FEMEN
Posted: 23 Apr 2013
Riporto e in parte riassumo un interessante articolo di Davide Greco in www.nocristianofobia.org del 20 gennaio 2013 e riguardante le seminude «Femen» che, sfidando il freddo boja, hanno manifestato contro il papa Benedetto XVI durante l’Angelus in piazza San Pietro. Erano in quattro, compresa la leader Inna Shevchenko. Fondate in Ucraina nel 2008 da Anna Hutsol, sono in genere studentesse fra i 18 e i 25 anni. A Kiev sono circa 300. Però, malgrado il loro scopo ufficiale sia «incrementare le capacità intellettuali e morali delle giovani donne in Ucraina» (Wikipedia), «quando un altro gruppo-clone, le “Ru Femen”, hanno osato manifestare nude a Mosca, le Femen originali le hanno denunciate». Il 17 Agosto 2012 due di loro hanno tagliato con una motosega la croce greco-cattolica di Kiev eretta durante la Rivoluzione Arancione per ricordare le vittime della Ceka (la polizia stalinista) e la leader è dovuta fuggire a Parigi per non farsi arrestare. Greco si chiede: perché non si muovono tutte insieme ma solo a gruppetti? Vediamo. «Secondo quanto emerso durante il programma televisivo d’inchiesta “Groshi”, le Femen sono delle stipendiate al soldo di qualcuno. Un po’ come le cugine Pussy Riot che, secondo alcuni, sarebbero finanziate niente meno che da Georges Soros. Ecco la storia: una giornalista ucraina si è introdotta nel movimento Femen e ha scoperto che ogni azione di protesta è generosamente pagata. Ogni attivista percepirebbe 1000 euro al mese, mentre le dipendenti della sede di Kiev, da dove si coordinano le varie iniziative, riceverebbero stipendi pari a 2500 euro mensili. L’affitto dell’ufficio nella capitale ammonterebbe a 2000 euro al mese. Il costo della spedizione parigina, pari a 1000 euro al giorno per dimostrante, è comprensiva di biglietto aereo, albergo, taxi e pasti». Il che vuol dire che con quattro si può fare, con decine costa troppo. Chi paga? «La giornalista stessa suggerisce delle ipotesi. Sarebbero tre le persone con cui la leader Shevchenko si è maggiormente incontrata. Si tratta innanzitutto del cinquantenne miliardario tedesco Helmut Josef Geier, meglio conosciuto come DJ Hell (…), proprietario della “International DeeJay Gigolo Records”. Wikipedia, per quanto non possa essere una fonte attendibile, anche se spesso è curata dai personaggi stessi, in fondo al testo specifica: “DJ Hell financially supports Ukrainian protest group FEMEN”. Gli altri due finanziatori citati sono l’imprenditrice tedesca Beate Schober e l’americano Jed Sunden, fondatore del magazine “The Kyiv Post” nel 1995».

SUICIDIO
18 Apr 2013,
RinoCammilleri.com
Secondo calcoli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2012 il suicidio in molte nazioni industrializzate è la terza quando non la seconda causa di morte degli adolescenti e dei giovani. Il tasso è nel mondo il 14,5 per centomila persone, più di un milione l’anno. In Italia, in media, abbiamo quattromila suicidi annui. Per questo l’Oms ha istituito una Giornata mondiale apposita per la prevenzione del suicidio. Nei secoli cristiani, a tale prevenzione bastava la Chiesa, che minacciava la sepoltura in terra sconsacrata. E la minaccia era efficace, vista la quasi totale assenza di suicidi nelle cronache di quei secoli. Antecedentemente, nei tempi pagani, chi si suicidava lo faceva perché a un certo punto considerava l’aldilà meglio dell’aldiqua. Oggi ci si suicida perché non si crede in alcun aldilà. Basterebbe ricordare agli aspiranti che l’aldilà può essere molto peggio del peggiore aldiqua. Ma i preti hanno altro a cui pensare…

PARIACOTO
04 Apr 2013
RinoCammilleri.com
Un libro (“Frati martiri. Una storia francescana nel racconto del terzo compagno”, di Jarek Wysoczanski e Alberto Friso, Edizioni Messaggero Padova) narra la storia di due missionari polacchi, fra Miguel Tomaszek e fra Zbigniew Strzałkowski, frati conventuali polacchi di 31 e 33 anni, uccisi a Pariacoto, sulle Ande peruviane. Il 9 agosto 1991, i guerriglieri maoisti di Sendero Luminoso li sequestrarono, condannandoli a morte perché accusati di «addormentare la coscienza rivoluzionaria del popolo con l’attività caritativa e solidale». E così, lasciatosi alle spalle il comunismo polacco, i due erano andati a morire per mano di quello peruviano. Singolare la motivazione della sentenza, almeno per la sua sincerità: davano al popolo pane (cioè, «oppio», per i marxisti) anziché dargli un mitra.

 

 

 

2012

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WIKISPESA
January 04th, 2013
Poiché mi sono accorto che molti lettori degli Antidoti sono appassionati ai temi economici, riporto pari pari questa newsletter dell’11 dicembre: «Ogni cittadino italiano (inclusi neonati e ultracentenari) paga mediamente 26 euro all’anno per mantenere il proprio Parlamento, contro i 13 dei francesi e i 10 degli inglesi. L’Inail “risarcisce la morte di giovani operai deceduti sul lavoro con solo 1900 euro” ma ha stanziato 25 mln in tre anni per il rinnovo del suo sito web. A 5 anni dall’inaugurazione, l’aeroporto di Comiso è ancora chiuso. Questo ed altro si può leggere su Wikispesa, l’enciclopedia collaborativa e liberamente modificabile della spesa pubblica italiana per zona (Nord-Centro-Sud-Italia) e per enti (Regioni, Province, Comuni, altri enti) che l’Istituto Bruno Leoni ha realizzato e messo a disposizione del dibattito. Partecipa anche tu: amplia le voci esistenti o creane di nuove, registrandoti o accedendo via Facebook. A questo link sono disponibili delle semplici linee guida per l’inserimento e l’aggiornamento delle voci. Sprechi ed errori della nostra spesa pubblica non possono essere corretti solo dall’alto: bisogna averne conoscenza diretta. Wikispesa vuole essere uno strumento per aggregare conoscenza: per consentire di riunire dati e segnalazioni sulla spesa pubblica italiana. Bisogna conoscere, prima di deliberare: Wikispesa vuole aiutare tutti a creare questa conoscenza. Wikispesa completa costodellostato.it, il progetto della fondazione liberista che permette di calcolare a ciascuno quanto spende in tasse nel corso della vita. Per ulteriori informazioni: Alberto Mingardi -Direttore generale- Istituto Bruno Leoni. Email: alberto.mingardi@brunoleoni.it- Tel.: +39-339-6021870. L’Istituto Bruno Leoni è un’organizzazione con sede a Torino, Via Bossi 1, tesa a promuovere le ragioni del libero mercato. Il sito internet dell’IBL è www.brunoleoni.it/ ».

RI-CANTO
December 31st, 2012
L’Antidoto (del mese scorso) sui canti in chiesa è stato qui molto dibattuto, segno che ogni tanto, inavvertitamente, schiaffo un dito in una piaga. Il che, come minimo, sta a indicare che la questione non è affatto pacifica e pacificata. L’Antidoto, tuttavia, ha fatto emergere anche un altro punctum dolens: il cosiddetto servizio alla Chiesa. E’ incredibile il numero di persone che, animate certo da ottime intenzioni, si sono messe in testa di «servire la Chiesa» in parole e opere, offrendo un servizio che, però, nessuno ha loro chiesto e tantomeno la Chiesa. Infatti, se smettessero di offrirlo, la Chiesa non se ne accorgerebbe neanche. Dunque, sorge il sospetto che sia la Chiesa a fare un servizio a loro, che sennò dovrebbero auto-occuparsi in altro hobby. Onde dissipare un eventuale equivoco, il sottoscritto, col suo blog e la sua attività di scrittore, non è affatto al servizio della Chiesa, per la semplice ragione che la Chiesa non gli mai chiesto niente. Non solo. Se smettesse di scrivere, la Chiesa non se ne accorgerebbe nemmeno. E, anzi, magari qualche suo esponente tirerebbe pure un respiro di sollievo. Perciò –e mi rivolgo a voi, affezionati seguaci degli Antidoti- che non vi venga in mente di pensare che questo blog sia al servizio di qualcosa. Io sono solo uno scrittore che, essendo cattolico convinto, mette nei suoi scritti la sua filosofia e su tutto riflette alla luce di quella. Nient’altro. Ripeto: niente-altro. Dico questo perché ho constatato che gli auto-occupati nel «servizio» di cui sopra sono di solito piuttosto permalosi e lentamente scivolano, quando non siano già scivolati, nella convinzione della preziosità del loro servizio. Così, guai a fargli notare che nessuno è indispensabile, neanche il papa. Infatti, quando muore, subito ne fanno un altro. Buon Anno.

SUOCERI
December 22nd, 2012
Dice l’Istat 2012 che il 20% delle separazioni coniugali avviene per «ingerenza dei suoceri». A me pare anche poco, a dir la verità. Infatti, due o tre secoli di romanticismo ci hanno plagiato in modo tale che scegliamo il coniuge “col cuore” anziché col cervello. Si guarda solo a “se c’è la passione”. E non si guarda ad altro. E «altro» è tutto quel che verrà fuori dopo, che è atto di per sé a far svanire ogni “passione”. Si scopre troppo tardi che ci si è sposati, per sempre, con tutta la famiglia di lei (o di lui), gente che non hai scelto e con la quale non c’è mai stata alcuna “passione”, ma che ti entra nell’esistenza quotidiana per non uscirne più (se non, appunto, con la separazione). Prima –prima!- di metterti seriamente con lei (o con lui) dovevi verificare se andavi d’accordo con tutto il suo entourage: genitori, fratelli, cognati, cugini, amici. Basta una sola nota stonata per avvelenare qualunque armonia. Una sola. Se sei innamorato(a) di lei (o di lui) ma detesti i suoi, un consiglio: lasciala(lo) subito. A meno che non li detesti anche lei (o lui). Se lei (o lui) è tanto attaccata a papà o a mammà o a tutt’e due, sappi che si tratta dei nonni dei tuoi futuri figli, e dovrai pure prenderli in casa quando saranno vecchi e malati. E se già non li sopporti ora, come farai quando saranno anche un peso infermo e bilioso? L’allevatore sceglie un bue scrutandogli perfino il pedigree, eppure non deve certo metterselo in casa. Invece tu, nel legarti per sempre a un essere umano, guardi solo ai suoi begli occhi. E null’altro. Sei pazzo.

COSTANTINIANI
December 18th, 2012
Nel suo blog “Settimo cielo” del 15 settembre 2012 il vaticanista Sandro Magister ha scritto che il papa in Libano «non ha temuto di richiamare in chiave positiva la memoria di un imperatore molto controverso, Costantino, autore nel 313 dopo Cristo di quell’editto che diede la libertà ai cristiani ma insieme inaugurò un “regime di cristianità” contro cui si sono scagliati molti tra gli stessi cattolici, specie durante e dopo il Concilio Vaticano II». Magister ha ricordato un libro del 1965 del grande teologo Jean Daniélou (“La preghiera problema politico”): «Daniélou rimproverava agli anticostantiniani di volere una Chiesa “pura”, simile a “una confraternita degli iniziati”, e con ciò di perdere proprio quei “poveri” che a loro starebbero tanto a cuore: i poveri “nel senso dell’immensa marea umana”, fatta anche di “quei numerosi battezzati per i quali il cristianesimo è più che altro una pratica esteriore”. Per Daniélou la Chiesa non dev’essere “svincolata dalla civiltà in cui si teme possa compromettersi”. Al contrario, è essenziale che “si impegni nella civiltà, perché un popolo cristiano è impossibile in una civiltà che gli sia contraria”. Di qui la difesa che egli fece di Costantino, l’imperatore romano che per primo consentì al cristianesimo di diventare una religione di massa: “Questa estensione del cristianesimo a un immenso popolo, che rientra nella sua essenza, era stata ostacolata durante i primi secoli dal fatto che andava sviluppandosi all’interno di una società [...] ostile. L’appartenenza al cristianesimo richiedeva quindi una forza di carattere di cui la maggior parte degli uomini è incapace. La conversione di Costantino, eliminando questi ostacoli, ha reso il Vangelo accessibile ai poveri, cioè proprio a quelli che non fanno parte delle élite, all’uomo della strada. Lungi dal falsare il cristianesimo, gli ha permesso di perfezionarsi nella sua natura di popolo”.

AFRICA
December 14th, 2012
Il solito padre Gheddo, intervistato da Luigi Chiarello su “Italia Oggi” dell’8 novembre 2012, ha parlato del problema africano, dicendo senza mezzi termini che il problema dell’Africa sono gli africani. E ha fatto un esempio, raccontatogli dal suo collega p. Carlo Scapin, missionario in Camerun da decenni: “Non molto tempo fa, un nostro cristiano, che è generoso e aiuta in parrocchia, al mattino ha trovato davanti alla sua porta un uovo rotto, che è segno di morte. Disperazione della famiglia, perché pensano che questa è una minaccia di morte. Vado a dare una benedizione a quella casa con i paramenti sacri più solenni, l’acqua santa, l’incenso, il mio crocifisso di missionario, il libretto delle benedizioni in latino. Erano in molti ad aspettarmi, seduti anche per terra, parenti e vicini di casa. Ho fatto una cerimonia solenne e lunga, con canti, letture in ewondo, benedizioni in latino; poi ho benedetto con l’acqua santa e incensato tutta la casa, ho imposto le mani a tutti i membri della famiglia. Infine ho fatto il mio discorsetto dicendo loro: non abbiate paura, con le mie benedizioni Gesù Cristo è entrato nella vostra casa e nessuno può più mandarlo via, se voi pregate con fede; se avete altri segni negativi, chiamatemi. E tutto per un uovo! Se la cosa fosse andata avanti, quella povera gente, che pure sono fedeli a Cristo e alla Chiesa, sarebbe vissuta nel terrore. I casi di questo genere sono molti e spesso non vengono subito alla Chiesa, ma vanno dal marabut (stregone, ndr) che queste cose le capisce più del prete. Il quale fa i suoi segni misteriosi e dà il responso: accusa il tale o il tal altro di voler male a quella famiglia e incominciano i sospetti, le gelosie, le vendette, una famiglia o due sono distrutte o squassate”.

GRANZOTTO
December 10th, 2012
Traggo una perla dall’«Angolo di Granzotto» quotidiano sul «Giornale» del 12 novembre 2012: «Tant’è che dove il petrolio non manca né manca il sole che alimenta il fotovoltaico o il vento che muove le mostruose girandole dell’eolico, parlo dell’Arabia Saudita, sono attualmente in costruzione sedici –diconsi sedici- centrali nucleari». E’ il vantaggio di vivere sotto un regime assoluto, ereditario, dispotico e teocratico. Dove non esistono «quote rosa», né preti buonisti, né comunisti, né lgbt, né criminalità. Un Paese ordinato, insomma, e perciò prospero e felice. Un sogno. Se non fossi cattolico, avrei già chiesto asilo politico.

EVITA
December 06th, 2012
No, non è un ammonimento ma va letto con l’accento sulla «i». Si tratta di lei, Eva, Evita, Perón. E’ la protagonista del libro di Giuseppe Brienza, «Evita Perón, populismo al femminile» (ed. Pagine), appena uscito in libreria. L’autore, cattolico, ha inteso misurarsi in modo anche inedito con un personaggio che ha affascinato tutti pur essendo «di destra». Morta a soli trentatré anni, anche il suo corpo è stato oggetto di mito e di giallo. Sulla vita di questa first lady argentina, adoratissima dal suo popolo, si sono sprecati perfino i musical e pure un film con Veronica «Madonna» Ciccone e Antonio Banderas. Da cui il famosissimo brano, divenuto un classico, «Don’t cry for me, Argentina».

CANTO
December 02nd, 2012
«Chi canta prega due volte». Pare che l’abbia detto sant’Agostino. Ma con ogni evidenza si riferiva al canto dei suoi tempi, quello che il suo padrino, sant’Ambrogio, stava sistematizzando (canto «ambrosiano», ben più solenne e austero del successivo «gregoriano»; e, soprattutto, privo di strumenti musicali). Mica poteva sapere che la sua frase sarebbe stata utilizzata dal clero del terzo millennio per ottenere la tanto sospirata «partecipazione» dei fedeli all’«assemblea liturgica» che il prete «presiede». Così, quando l’intero uditorio si mette a cantare a squarciagola i pezzi numerati imposti dal complessino, finalmente la «celebrazione eucaristica» può dirsi pienamente «partecipata», con grande soddisfazione del «presidente» che non di rado ha interrotto a metà il rito per arringare l’uditorio che cantava poco o piano.

CATTOLICI
November 28th, 2012
Se andiamo a vedere i numeri, i cattolici non sono pochi. In Italia, poi, sono in schiacciante maggioranza. Come fa, dunque, una schiacciante maggioranza a essere una minoranza vilipesa e perseguitata? Le cause sono diverse. La principale è questa: i cattolici non sono molto furbi. Esagero? No, cito il Vangelo: «I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce» (Lc 16, 8). Un’altra è la seguente: dopo il Concilio la famosa Nuova Pentecoste ha suscitato i movimenti c.d. ecclesiali e una provvidenziale pletora di realtà giovanili; ma si tratta quasi sempre (più sempre che quasi) di compartimenti stagni e incomunicanti, ed è già tanto se non si fanno lo sgambetto l’un l’altro. Se tutto ciò non bastasse, ecco un’ulteriore divisione (con odio) tra «progressisti» e «tradizionalisti». Cospargete l’insieme con questi ingredienti: a) gli scrupoli morali che i cattolici devono necessariamente avere e di cui i «figli di questo mondo» sono liberi; b) le mani legate dal noto «porgi l’altra guancia», che si traduce in buonismo e in un clero che, perciò, fa da freno a mano tirato o addirittura rema contro. Come dice san Paolo, Dio trionfa nella debolezza, affinché si veda chiaramente che è Lui a cavare i conigli dal cilindro. No, noi cattolici non siamo scaltri. Lo fossimo stati, non avremmo fatto i cattolici.

RUGGERI
November 26th, 2012
Il Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa mi ha girato un articolo di Riccardo Ruggeri apparso su “Italia Oggi” il 20 novembre 2012. Ne riporto la parte più intrigante: «Bilancio di un anno di Monti: le cifre sono tutte peggiori di un anno fa. Perché risultati così disastrosi da parte di gente così colta? (…) Avevano mano libera, potevano rivoltarci come calzini, invece sono costretti a farsi l’auto-endorsement con 17 pagine di imbarazzante auto-celebrazione, perché? Tutti dovrebbero saperlo, se imponi una politica basata sui “numeri”, devi accettare che siano i “numeri” a giudicarti: e i numeri (Istat) sono tutti peggiori di un anno fa. La formuletta inglese “it’s clear that things will get worse before they get better” ripetuta fino alla nausea (le cose vanno peggio prima di andare meglio) che ha funzionato nell’Estonia di Tomas Hendrik Ilves, un vero leader (con grave scorno di Paul Krugman), qua è stato un flop. Così come l’ormai stucchevole “eravamo sull’orlo del burrone, grazie a noi siete salvi”, gli italiani sanno che i “numeri” dicono altro: “se prima eravamo sull’orlo, ora ci siamo dentro”: in realtà non lo eravamo né prima né oggi. I professori si difendono: “se ci sono colpe, queste sono delle Corporazioni”. Ebbene i due terzi dei membri del governo appartengono alla peggior Corporazione del paese, quella dei burocrati pubblici: noti per mancare dei due requisiti base, “trasparenza” e “volontà semplificativa”. Parlando a vanvera di patrimoniale e di tassazione, 235 miliardi (“bianchi” e tracciabili, fonte Fmi) si sono trasferiti all’estero, non per nascondersi, ma per sfiducia verso il governo. L’unica patrimoniale seria, quella suggerita da Oscar Giannino, a carico del patrimonio dello Stato, non è stata fatta. Gli aspetti positivi. I professori al governo, tutte persone perbene, si sono rivelati ben attrezzati per colloquiare con gli attuali padroni del mondo occidentale: i tecnocrati. Una gang di furfanti cosmopoliti, compagni di master che fra loro parlano solo inglese, che campano con algoritmi truffaldini, che si sostengono e si riproducono fra loro, che praticano una feroce cooptazione chiamandola meritocrazia, che occupano tutti i gangli del potere occidentale, ebbene costoro hanno dato l’endorsement ai nostri professori: un indubbio successo».

BIEBER
November 24th, 2012
Justin Bieber, diciotto anni, è il nuovo idolo delle adolescenti di tutto il mondo. Cantante e attore canadese, durante il suo tour negli Usa si è permesso di dire che i giovanissimi sono sottoposti a indottrinamento pro-aborto, come se fosse un «diritto» dell’umanità. Naturalmente, si è scatenato addosso l’inferno (e i suoi seguaci). Il fatto è che il giovanotto parla a ragion veduta (cfr. Giuseppe Brienza su “Vatican Insider” del 29 settembre 2012, ripreso dal «Timone» di novembre). Infatti, è figlio di una tossica che a diciassette anni aveva tentato il suicidio perché rimasta incinta suo malgrado. Vittima di abusi nell’infanzia, viveva tra alcol e droga; naturalmente, tutti la spingevano ad abortire. E lei lo fece. Ma l’operazione fallì e lei, in un soprassalto di dignità, decise di tenere il bambino. Che crebbe da sola e in miseria. Meglio andò al tenore Andrea Bocelli, che sua madre rifiutò di abortire sebbene le avessero detto che sarebbe nato cieco. Stessa cosa fece la madre di Susan, il «cigno dell’Inghilterra» e anche lei voce di fama mondiale: la donna aveva già un sacco di figli era povera e, le dissero, avrebbe avuto una bambina subnormale. La morale che pare trarsi da queste storie è la seguente: mamme, non date retta agli “amici” (e neanche ai medici) e non abortite perché potreste abortire la vostra fortuna.

MARTINO
November 22nd, 2012
Al Festival del Cinema di Roma 2012 il film più chiacchierato (e, dunque, pubblicizzato) è stato quello in cui l’attrice Isabella Ferrari, stando alle recensioni, mostra le sue grazie più intime e qualche attore maschio recita senza mutande. Il film si intitola “E la chiamano estate”, come una famosa canzone del compianto Bruno Martino, canzone che, a quanto risulta, fa un po’ da colonna sonora. Per sicurezza, la vedova del musicista li ha denunziati tutti quanti, film e cineasti, poiché non gradisce che le serissime composizioni del defunto vengano utilizzate, a di lui insaputa, per una roba del genere. Notare che la vedova in questione poteva benissimo star zitta e incassare i diritti d’autore. Ma la signora ha preferito darci una lezione di stile e dignità.

INTERVISTE
November 21st, 2012
E’ uscito, di Irene Bertoglio, “Intervista a maestri. Volume 1”, edito da Leolibri (www.leolibri.it), primo di una serie che raccoglie interviste di autori cattolici. In questo primo volume, interviste a: Francesco Agnoli, Gianpaolo Barra, Rodolfo Casadei, Rino Cammilleri, il Cardinale José Saraiva Martins, Riccardo Cascioli, Alessandro Gnocchi, Marco Cimmino, Marina Corradi, Renato Farina, Paolo Gulisano, Massimo Introvigne, Camillo Langone, Roberto Marchesini, Luca Marcolivio, Costanza Miriano, Paolo Pugni, Giacomo Samek Lodovici e Cristina Siccardi. Parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Onlus La Quercia Millenaria, che dal 2005 si occupa dell’assistenza alla gravidanza di ogni tipologia di malformazione fetale. Per acquistare l’ebook si può cliccare sul seguente link: http://leolibri.it/content/intervista-ai-maestri-volume-i

CARINA
November 20th, 2012
«Ehi, ma che minkia mi state facendo!». Non ha detto proprio così, sul tavolo operatorio, ma questo è suppergiù il senso (o, almeno, quel che avrei detto io). Carina Kim, vent’anni, lo scorso ottobre era rimasta vittima di un pauroso incidente stradale e all’ospedale di Aarhus, Danimarca, si accingevano a espiantarle gli organi, dopo avere avvisato i genitori che non c’era più niente da fare. Invece, proprio all’ultimo momento, quella si è svegliata e ha fatto ciao. Ora non solo cammina ma è addirittura tornata a montare il suo cavallo preferito. Il padre ha, naturalmente, denunciato i medici. «Quei banditi in camice bianco hanno rinunciato troppo in fretta perché volevano un donatore!» (di organi, ndr), ha tuonato (cfr. «Il Giornale» del 22 ottobre 2012). Carina, questa, vero?

RICOLFI
November 16th, 2012
Su LaStampa.it del 13 ottobre 2012, Luca Ricolfi ha postato un articolo dal titolo “Se il fisco è più iniquo di prima” che consiglio di leggere ai fan del governo Monti, spacciato per “tecnico” ma in realtà molto più politico di quelli di prima (da cui, tra l’altro, ha imparato i giochi di prestigio fiscale, tipo dare –poco- con una mano –quella visibile- e togliere –molto- con l’altra, quella dietro la schiena). Uno dei passi pregnanti del pezzo è questo: “Se poi a tutto ciò aggiungiamo l’aumento di un punto dell’Iva, che scatterà nella seconda metà del 2013 (ossia dopo le elezioni, guarda caso), è facile dedurne che la pressione fiscale aumenterà su quasi tutti i contribuenti, e in misura massima sui poverissimi, che non solo non potranno usufruire di alcun beneficio fiscale (perché non versano tasse), ma pagheranno l’aumento dell’Iva nella veste di consumatori, e lo faranno in misura maggiore di qualsiasi altro gruppo sociale, visto che la propensione al consumo è ovviamente massima là dove non vi è alcuna possibilità di risparmiare”. Nei manuali degli Itc (Istituti tecnici commerciali, i.e. per aspiranti ragionieri) si può leggere che dicesi “propensione al consumo” la percentuale del proprio reddito destinata a essere spesa; ciò che rimane si chiama “propensione al risparmio”. E’ ovvio che chi ha in tasca solo un euro lo spenderà tutto per mangiare (se gli basta): dunque, la sua “propensione al consumo” è pari al 100%.

MAGDI
November 12th, 2012
Scrive, sul “Giornale” del 15 ottobre 2012, l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam: “Nel 2066 lo sheikh Ahmad al-Qataani, intervistato da ‘Al Jazeera’, diede queste cifre: ‘Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno 16mila musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al cristianesimo’”. Dopo aver riportato la denuncia dell’allarmato sceicco, il convertito Magdi Cristiano Allam aggiunge: “Innumerevoli sono le denunce fatte da musulmani che vorrebbero ricevere il battesimo ma si trovano di fronte al rifiuto di sacerdoti cattolici che non vogliono violare le leggi dei Paesi islamici che vietano e sanzionano con il carcere e talvolta con la morte sia chi fa opera di proselitismo sia chi incorre nel ‘reato’ di apostasia”.

VIERZON
November 08th, 2012
Nel cuore della Francia, tra la Loira e la Borgogna, sta Vierzon, 27mila abitanti che, come nel resto del Paese scristianizzato, non frequentano granché le chiese cittadine. Il vescovo ha deciso di vendere la più deserta e si sono fatti avanti, soldi alla mano, i musulmani, che ormai sono metà della popolazione. Ma a quel punto i vierzonesi, con uno scatto di orgoglio, pur di non vederla trasformata in moschea hanno deciso di alzarsi presto per andarci alla messa (cfr. “Il Giornale” del 15 ottobre 2012). Morale: evangelizza di più l’invasione islamica che i piani pastorali dei vescovi (non solo) francesi…

BERNADETTE
November 04th, 2012
Come certo sapete, è in libreria l’ultima fatica di Vittorio Messori: “Bernadette non ci ha ingannati” (Mondadori), che ho potuto leggere in anteprima. E’ un libro che dovrebbe essere presente in ogni scaffale di credente e pure, anzi soprattutto, di chi non crede. Lì per lì, quando seppi del lavoro in corso (mesi fa), mi chiesi: ma c’era bisogno di un altro libro su Lourdes, l’ennesimo? Poi, riflettendo meglio, mi risposi di sì. Io, infatti, sono un addetto ai lavori e, per di più, avevo a suo tempo tradotto in italiano “Lourdes, cronaca di un mistero” (Oscar Mondadori) di René Laurentin e prefato proprio da Messori. Dunque, io sapevo già tutto (anche se, come al solito, nel “Bernadette” di Messori ci sono non poche novità anche per gli esperti: Messori ha scritto il libro per confutare, una ad una, le obiezioni a Lourdes). Ma io non sono tutti gli altri. Soprattutto, “gli altri” sono le giovani generazioni che di queste cose (e non solo) non sanno niente e alle quali va ripetuto tutto il già detto, da capo, con pazienza. Ecco, allora, “Bernadette”. E non stupitevi se tra qualche anno ci sarà bisogno di un altro libro sul medesimo argomento. Bastano solo cinque anni per far diventare diciottenne un tredicenne. Al quale occorrerà narrare –possibilmente con nuovi dettagli e nuovo linguaggio- la più grande storia mai raccontata.

GHEDDO
October 31st, 2012
Poiché non mi perdo un rigo di padre Piero Gheddo, ecco una parte significativa di quel che ha scritto su Zenit.org il 10 ottobre 2012 parlando del clima post-conciliare: «Potrei citare molti casi concreti. Ad esempio, gli attacchi che ho ricevuto quando, ritornando dal Vietnam in guerra, dov’ero stato invitato dai vescovi, denunziavo e documentavo che i “liberatori” del popolo vietnamita (cioè i comunisti vietcong e nord-vietnamiti) erano in realtà nuovi e peggiori oppressori della dittatura filo-americana del Sud Vietnam. Era la pura verità, ma in Occidente non si poteva dire. Anche fra animatori e operatori missionari nei mass media quelle verità erano tabù. Nel novembre 1973, di ritorno da un viaggio in Vietnam sono stato invitato al congresso nazionale dei “Cattolici solidali con Vietnam, Laos e Cambogia”. All’inaugurazione, in un teatro di Torino, era presente anche l’arcivescovo card. Michele Pellegrino, che mi dice: “Ti ho fatto invitare io. Ho detto che sarei venuto ad aprire il congresso, se invitavano te a tenere la prima relazione”. Ho parlato, raccontando solo quel che avevo visto e riportando le voci dei vescovi, fra contestazioni e fischi, com’era abituale a quel tempo. Quando finisco, p. Davide Turoldo mi prende e mi porta in un camerino nel retro-palco di quel teatro. Prima mi chiede se quel che ho raccontato l’ho davvero visto io oppure il Vaticano mi ha detto di dirlo. Poi mi aggredisce col suo vocione: “Gheddo, ti voglio bene, ma tu sei fuori strada. Anche se tutto quel che dici è vero, non ti rendi conto che danneggi la causa socialista. Ma il socialismo trionferà, perché è l’unica speranza dei poveri”. Caro e povero Davide, grandissimo prete e poeta, ci volevamo bene davvero! Ma anche tu eri preso nel vortice di un’ideologia che esaltava i regimi del socialismo reale, senza tenere in nessun conto la realtà dei fatti. Sappiamo com’è finita. Dopo la caduta del Muro di Berlino (novembre 1989), nell’editoriale di una importante rivista missionaria italiana si leggeva: “E’ crollato il Muro di Berlino e tutti fanno festa. Ma crollato il socialismo, ora chi difenderà i popoli poveri?”».

AFORISMI
October 27th, 2012
Da tanti anni, ormai, non mi perdo una puntata dell’Angolo di Granzotto, rubrica che il medesimo tiene sul “Giornale” nella pagina contigua a quella in cui sta la mia. Il 5 ottobre 2012 l’amico Paolo è stato chiamato a commentare, da un lettore, tre affermazioni che val la pena di riportare: “La ricerca della giustizia sociale è il maggiore ostacolo all’eliminazione della povertà ed è il cavallo di troia del socialismo” (F. A. von Hayek); “La povertà non è il brodo di coltura del socialismo, bensì il suo effetto deliberatamente costruito” (M. Thatcher); “Ciò che caratterizza i socialisti di tutti i colori è un tentativo continuo, vario, incessante, per mutilare, per raccorciare, per molestare in tutti i modi la libertà umana” (A. de Tocqueville). P.s.: in quel “tutti i colori” ci vedo, oggi, anche il verde. Nonché il salutismo, l’animalismo, il ciclismo ecologista urbano, il montismo… (scusate se ho dimenticato qualcosa).

 

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SIRIA
October 26th, 2012
Pare che, alla fine di ogni messa, i cristiani di Siria si dicano addio, perché non sanno se si rivedranno. E’ in atto una vera e propria pulizia etnica a loro danno (annunciata dai minareti) e il numero di quelli costretti a scappare con solo quel che hanno indosso è ormai spaventoso. Chi può, li aiuti: Conto Corrente Postale n. 932004 intestato a “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, causale: Contributo campagna “Emergenza Siria” per sostenere i Cristiani sfollati.

Consigli Del Diavolo Custode Per Andare All’Inferno Senza Strafare
October 24th, 2012
Il diavolo Berlicche di C.S. Lewis era piuttosto high church e d’umorismo very british. Quello di Cammilleri è tomista e latino. E non è nemmeno un diavolo ma un’anima dannata inserita nel “corpo mistico” di Satanasso. Scrive a uno che gli somiglia (non d’aspetto ma di indole) e lo informa su come e qualmente, se continua così, finirà anche lui all’Inferno. Non per bontà, giacché nell’Inferno non ve n’è alcuna. Ma solo per avere la sadica soddisfazione di potergli dire: io te l’avevo detto. Infatti, quel che affolla l’Inferno, la stragrande maggioranza, è costituito da gentucola che si è giocata la felicità eterna per quattro soldi, per vizi banali, per avere cercato sempre e solo se stessa e il proprio miserabile vantaggio.

ARES
October 23rd, 2012
Ogni tanto (non troppo, perché stanno sempre lavorando) vado a trovare gli amici delle edizioni Ares (che editano anche la rivista “Studi cattolici”, su cui scrissi il mio primissimo articolo -or sono tanti anni fa) nella milanese via Stradivari, a due passi da quel Corso Buenos Aires in cui di solito abito. La Ares ha pubblicato uno dei miei primi libri, “I mostri della ragione”, che fu prefato dall’allora mio mentore e talent scout, Vittorio Messori, e riapparso di recente, parecchio ampliato, come “I mostri della Ragione/2”. Dalla sede dell’Ares non torno mai a mani vuote, perché saccheggio (anche nel senso che mi ci vuole un sacchetto) i libri che intravedo sugli scaffali e il cui titolo mi intriga. Quest’ultima volta mi son portato via i seguenti (che segnalo anche alla vostra attenzione): Dawn Stefanowitz, “Fuori dal buio. La mia vita con un padre gay” (il sottotitolo è tutto un programma); Giovanni Fighera, “Che cos’è mai l’uomo perché di lui ti ricordi? L’io, la crisi, la speranza”, prefazioni di Giovanni Reale e Gianfranco Lauretano; infine, un missionario che non ha bisogno di presentazioni, Aldo Trento, “Rio Sole. Cronache di ‘santi’ dal Paraguay”. Spero che intrighino anche voi.

COREA
October 19th, 2012
La Corea costituisce un caso -unico- di autoevangelizzazione. Verso la fine del XVIII secolo i diplomatici coreani alla corte imperiale cinese conobbero i missionari gesuiti e furono ammirati dalla «nuova dottrina» che, dal secolo precedente, Matteo Ricci aveva fatto diventare quasi di moda negli ambienti chic di Pechino. Quei coreani si fecero battezzare e importarono il cristianesimo in patria. Dal 1779 al 1794 i cristiani coreani erano già quattromila. I primi sacerdoti, francesi, vi arrivarono nel 1836. Ma il Paese era chiuso al mondo esterno, tranne che alla Cina. E il nuovo credo, tanto per cambiare, fu proibito, con persecuzioni annesse. Solo nel 1886 un accordo con la Francia fece cessare, formalmente, la persecuzione. Che però continuò in modo sistematico fino al 1905, quando arrivarono i giapponesi, che cinque anni dopo si annessero la Corea. Il decano dei missionari, Piero Gheddo, dà le cifre sulla rivista “Vita e pensiero” (luglio-agosto 2012). Oggi, dopo la guerra del 1950-53, si può parlare solo della Corea del Sud, che registra il più alto numero di conversioni al mondo. I cristiani sono il 30% dei 50milioni di sudcoreani, e i cattolici il 10%. Passano al cristianesimo soprattutto i ceti istruiti delle città (il 30% dei militari è cristiano). Del Nord non si sa niente. I (pochi) profughi cattolici fanno esattamente come i dissidenti dell’impero sovietico: dicono che il “dialogo” peggiora la loro condizione e che gli aiuti della Caritas finiscono per perpetuare il regime. Chi sorvola su un aereo di linea di notte quella parte dell’Asia testimonia di un grande buco nero: è la Corea del Nord, dove manca perfino la luce elettrica.

ITALIANS
October 15th, 2012
Luigi Fressoia -archifress@tiscali.it- è un architetto perugino, ex comunista, che invia a chi ne fa richiesta le puntate della sua rivista online “Italians”. Oggi ve ne dò un saggio col n. 132 intitolato “Perdere la guerra” (1 settembre 2012): “Quando un popolo va in guerra e la perde, i trattati di pace che infine sottoscrive sono di due tipi, quelli in chiaro e quelli in nero. I primi si studiano sui libri di testo, i secondi sono segreti, forse sono anche scritti ma il testo è conservato il luoghi inaccessibili, solo chi accede al governo ne viene tenuto a parte in modo che si regoli di conseguenza. Alla fine della seconda guerra mondiale l’Italia sottoscrisse pace con tutti i vincitori, anglo-americani, francesi e sovietici. Coi primi i rapporti segreti riguardano prima di tutto servaggi militari con annesse licenze ai servizi segreti, ma anche dipendenza finanziaria da Londra. Coi russi, che presto diventarono nemici nella guerra fredda, l’Italia dovette accettare campo libero all’infiltrazione di uomini di fiducia sovietica in ruoli chiave dello stato, oltre ad accordare lo status di speciale protezione all’agente di zona, il partito comunista italiano. La dipendenza italiana dal dominio anglo-americano si è vista molte volte nei decenni repubblicani, ricordiamo Sigonella (dove Craxi osò contraddire l’ordine) o la svendita del patrimonio aziendale pubblico decisa nel panfilo Britannia nel ’92 al largo della Toscana. I sovietici dal loro canto continuarono lentamente ma senza sosta nella strategia dell’infiltrazione (peraltro tentata -e in parte riuscita- in tutta l’Europa occidentale), conquistando nel corso dei decenni posizioni preminenti nella magistratura, nelle case editrici, nei sindacati, nella scuola, nell’università, nelle burocrazie ministeriali, negli stessi partiti avversari e nemici dei comunisti. Negli altri paesi europei invece non poterono andare oltre la conquista di buone posizioni nei mass media, nei sindacati e nelle università. L’America dal suo canto si è largamente salvata grazie alla campagna di Joseph McCarthy. Se l’Italia politicamente parlando è da decenni donna sciatta di facilissimi costumi, incapace come nessun altro al mondo di difendere i propri interessi strategici, ventre molle di tutte le infiltrazioni e perfino paralizzata da sub culture politiche molto banali ma pertinaci, la spiegazione è in queste doppie servitù. Non dimentichiamo che sempre nel volgere della seconda guerra mondiale, l’Italia fu l’unico paese al mondo ad avere prigionieri di guerra sia in Germania che in campo alleato, insomma ha preso botte da tutte le parti e continua a prenderle, e pur essendosi conquistata nei decenni posizioni encomiabili e sorprendenti nel progresso economico, rimane che tutte le potenze maggiori (compresa ovviamente la Francia), considerano l’Italia terra di conquista, una nazione senza stato, come fu del resto nei secoli dalla fine del ‘400, tolta la parentesi 1861-1945. Considerano l’Italia uno stato del tutto permeabile. E in effetti lo stato italiano è del tutto orientato a se stesso (a chi ne fa parte) e quindi è capacissimo di rimanere del tutto insensibile all’interesse nazionale. I governanti della repubblica hanno sempre preso atto della condizione di limitata sovranità nazionale, cosa che ha favorito oltremodo lo scivolare dello stato italiano su qualità ridicole. Nessuno ha mai contestato queste servitù, meno che meno la sinistra e gli stessi comunisti al governo, per i quali non è importante la cornice, bensì è importante il potere. Anzi, al fine della conquista del potere, è del tutto necessario rispettare le cornici internazionali consolidatesi di fatto e di diritto. Enrico Mattei, Aldo Moro, Roberto Calvi, Lando Conti e altri non hanno fatto una buona fine. Oltre Craxi, tra i rari personaggi che hanno minacciato il ruolo di facile sgualdrina assegnato all’Italia è risultato Berlusconi, non certo per spirito antiamericano, ma per il suo naturale senso degli affari (e spirito anarcoide): conveniva trattare e comprare direttamente dalla Russia anche pestando i piedi a colossi americani. Appena andò inaspettatamente al governo nel ’94, Berlusconi fu oggetto di attacchi molteplici del tutto naturali nel contesto italiano, però molti anche dall’estero, che tradivano il timore che un parvenu della politica quale effettivamente egli era, non rispettasse il ruolo di poggia-piedi assegnato all’Italia dagli equilibri usciti dalla seconda guerra mondiale. E così è stato: Monti ha ristabilito le giuste cose. Berlusconi aveva perfino criticato e nicchiato nel marzo 2011 all’attacco misterioso ma indiscutibile contro Gheddafi, meritandosi tra gli altri il rimprovero di un Napolitano più ligio che mai all’ordine internazionale di attacco alla Libia”.

EXLIBRIS
October 11th, 2012
Nella valanga di libri che costantemente mi arriva, traggo fior da fiore e li segnalo, come sapete, ai lettori degli Antidoti, perché, come recita un antico detto monastico, una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria. Cominciamo con l’anti-relativista “I diritti umani capovolti” (Fede & Cultura) di Stefano Spinelli, con prefazione del vescovo Luigi Negri. Segue l’importante “Luigi Gedda e il movimento cattolico in Italia” (Sugarco) di Marco Invernizzi, con prefazione di Giovanni Cantoni (fondatore di Alleanza Cattolica). Da non perdere è il vademecum sulle elezioni americane (e la loro storia) “Usa 2012” di Mauro Della Porta Raffo (fuori commercio, ma forse –forse, perché il personaggio è stravagante- si può contattare l’autore, che vive a Varese, tramite il suo sito –se ne ha uno). Infine, Francesco Vaiasuso (intervistato dal vaticanista Paolo Rodari del “Foglio”) “La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni” (Piemme), un titolo che parla a solo. Buona lettura.

JESI
October 07th, 2012
Riporta Federico Catani sull’agenzia Corrispondenza Romana dell’11 settembre 2012 che a Jesi hanno dovuto sospendere gli aborti perché tutti i ginecologi si sono dichiarati obiettori: «Da notare che nell’ospedale della cittadina marchigiana da anni si raduna un gruppo di laici impegnati a pregare a difesa della vita. Inoltre, dal 25 marzo scorso, giorno dell’Annunciazione, il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, ha dato inizio all’Adorazione eucaristica perpetua. Nel giro di pochi mesi tutti i ginecologi si sono dichiarati obiettori di coscienza». Comunque, niente paura: per assicurare il “servizio” è stato chiamato un medico da fuori.

RISE’
October 03rd, 2012
Il Centro Cattolico di Documentazione mi ha girato un articolo dello psichiatra Claudio Risé pubblicato il 9 luglio 2012 sul “Mattino di Napoli” e riguardante l’ultimo rapporto Onu sulla droga nel mondo. In esso si legge, tra l’altro:” L’Italia è ancora in testa ai Paesi consumatori di cannabis in Occidente (…). Non è un caso tra l’altro che quegli Stati europei dove il consumo di droghe in certi casi ancora cresce (come la Grecia), o fatica a diminuire (come la Spagna) siano anche quelli dove la situazione economica è più grave. Tutte le ricerche sulla cannabis hanno infatti da tempo dimostrato che a venire intaccata dal consumo di queste sostanze è innanzitutto la capacità produttiva, che viene ridotta sia dall’indebolirsi delle motivazioni e della volontà, che dalla diminuzione di memoria e prontezza di riflessi (…). Il consumo di droghe illegali, a cominciare dalla cannabis che rimane nella gran parte dei casi la sostanza di iniziazione, quella da cui si parte verso tutte le altre, richiede poi negli anni successivi interventi, cure, ospedalizzazioni per problemi psichiatrici, riabilitazioni, infezioni di HIV e epatiti, overdose. Assumere queste sostanze è all’origine di un numero enorme di incidenti e malattie (dalle infertilità ai tumori al polmone, ad alcune forme degenerative), e delle relative spese per cercare di curarle. Secondo il rapporto, per fronteggiare i costi sanitari del consumo di droghe sarebbe necessario lo 0,4% del Prodotto lordo globale, qualcosa come 250 miliardi di dollari (…). I costi complessivi sul sistema produttivo sono ancora più ampi. Gli Stati Uniti li considerano equivalenti allo 0,9% del PNL. Ad essi vanno aggiunti quelli delle conseguenze legali delle droghe (furti, truffe, attività criminali), che in Inghilterra sono considerati equivalenti all’1,6 del PNL (…). Il rapporto ONU ricorda che i dati finora disponibili mostrano che più facile è procurarsi la droga, più aumenta il consumo (come dimostra il mercato della cannabis). Al contrario, più alta è la consapevolezza del rischio, più il consumo diminuisce. Per questo all’inizio del millennio l’Istituto Superiore di Sanità dichiarò che la cannabis “non è una droga leggera”, e genera psicosi. Poi, però, politica e media, hanno sostenuto il contrario”.

SILLABO
September 29th, 2012
Giuliano Ferrara, sul “Foglio” del 25 agosto 2012, auspicava una serie di twitter sul Sillabo, un Sillabo moderno. Eccone un paio (troppo lunghi per Twitter) di veramente profetici, tratti dal mio libro “L’ultima difesa del papa-re: elogio del Sillabo di Pio IX” (Piemme, 2001). I numeri romani si riferiscono a proposizioni condannate dalla Chiesa.

XVLII

L’ottimo andamento della società civile richiede che le scuole popolari, aperte ai fanciulli di qualunque classe del popolo, e in generale tutti i pubblici Istituti destinati all’insegnamento delle Lettere e delle discipline più gravi, nonché a procurare l’educazione della gioventù, siano sottratte a ogni autorità, influenza moderatrice e ingerenza della Chiesa, e vengano assoggettate al pieno arbitrio dell’autorità civile e politica, a piacimento dei sovrani e a seconda delle comuni opinioni del tempo.

Almeno, quella che Pio IX aveva sotto gli occhi era una scuola «assoggettata all’autorità civile e politica», anche se fu profetico nel paventarne una assoggettata alle «comuni opinioni del tempo». Infatti, che cosa si insegna nella scuola odierna se non il più piatto politically correct (ideologia della quale i governi sono ormai proni notai) che priva i ragazzi proprio di quello «spirito critico» e «d’iniziativa» che la scuola, dal Sessantotto, millanta di favorire?

LXIV

Tanto la violazione di qualsiasi santissimo giuramento, quanto qualunque scellerata e criminosa azione repugnante alla legge eterna, non solamente non è da condannare, ma sibbene torna lecita del tutto, e degna di essere celebrata con somme lodi, quando ciò si faccia per l’amore di patria.

Naturalmente, la «patria» del tempo di Pio IX era quella ideologica, giacobina, la Nazione, cioè il nazionalismo. Tant’è che pezzi di territorio italofono furono ceduti alla Francia in cambio dell’appoggio bellico contro l’Austria. E mai, tra le «terre irredente», venne presa in considerazione l’italicissima Corsica (figurarsi Malta). La Rivoluzione francese, madre di tutti gli –ismi, tramutò il concetto antico di «terra dei padri» in qualcos’altro, in un’astrazione, tanto che il capo vandeano Charette, parlando ai suoi combattenti, diceva: «Parlano di “patria”. Ma che cosa intendono? Lo sapete voi? Essi la loro “patria” l’hanno nella testa. Noi, la nostra, l’abbiamo sotto ai piedi». Ovviamente, gli –ismi hanno poi messo da parte anche la «patria» e, dopo le ideologie totalitarie del XX secolo (per le quali valse, eccome, quanto condannava nel 1849 la proposizione LXIV del Sillabo), oggi è il turno di quella «politicamente corretta», altrettanto totalitaria. E insopportabile.

RESPINTI
September 25th, 2012
Ricevo dal collega Marco Respinti:
Le numerose organizzazioni favorevoli aborto sparse per il mondo hanno indetto per venerdì 28 settembre una “giornata mondiale per l’aborto” per richiedere l’eliminazione degli ultimi ostacoli all’aborto libero (obiezione di coscienza compreso).
Per contrastare questa iniziativa di morte con alcuni amici sto domandando la tua adesione all’appello che ti allego a questa e-mail.
Ti chiedo la cortesia di aderire all’iniziativa inviando una risposta all’indirizzo che vedrai anche qui in calce; d’inoltrare questa mia e-mail a chiunque lo ritieni opportuno invitandolo a fare altrettanto; a divulgare l’Appello tra i tuoi contatti; a diffonderlo sui social network (Facebook, Twitter, etc.) e di caricarlo sul tuo blog o sul tuo sito Internet.
Per aderire all’iniziativa, rispondi a
info@associazione-vogliovivere.it

TRINIDAD
September 25th, 2012
Al di là di quel che mostrano le cartoline illustrate, Trinidad e Tobago non è affatto un paradiso. A cinquant’anni dall’indipendenza –riassume Zenit del 4 settembre 2012- lo stato caraibico ha gravissimi problemi sociali ed economici. In quelle isole vivono 1 milione e 300mila di persone. I musulmani sono il 6%, gli hindu il 24%. I cristiani sono il 56%, i cattolici il 26%. È quanto racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Robert Llanos, vicario generale dell’arcidiocesi di Port of Spain. La crisi economica è terribile, ma è improbabile che il Paese accetterà gli aiuti di Nazioni Unite e Banca Mondiale: «Il sostegno è legato ad alcune condizioni, tra cui l’adozione di misure di controllo delle nascite, e la legalizzazione dell’aborto e dei matrimoni omosessuali».

 

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SPIRITISMO
September 21st, 2012
Se volete leggere un bel romanzo sullo spiritismo, eccovi “Gli stregoni” (Lindau) di Robert H. Benson, il convertito autore del famoso “Il padrone del mondo”. Risale al 1909, perciò la scrittura è leggermente datata, ma ha il pregio di descrivere un fenomeno dilagante all’epoca di Benson, che dunque sa di quel che parla.

DIAVOLO
September 18th, 2012
Le Edizioni Segno hanno appena ripubblicato il mio “Consigli del diavolo custode per andare all’Inferno senza strafare”. Per chi se lo fosse perso.

USA
September 17th, 2012
Sul suo blog www.chiesa del 30 agosto 2012 il vaticanista Sandro Magister scrive: “Che l’ateismo sia tipico dell’Occidente è una leggenda smentita dai fatti. L’ultimo grande sondaggio mondiale della Gallup sul tema lo vede primeggiare in Cina, dove quasi metà della popolazione si dichiara atea, seguita a ruota da Giappone e Corea. In Europa la miscredenza è di casa in Francia, nella Repubblica Ceca e nell’ex Germania dell’Est, ma altrove registra quote contenute. E negli Stati Uniti è ai minimi termini, appena al 5 per cento della popolazione, nonostante il dirsi atei non sia più oggi uno stigma sociale come lo era in passato”. Poi fa notare: “Per la prima volta nella storia, le elezioni presidenziali del prossimo 6 novembre vedranno in corsa due cattolici per il ruolo di vice: Joe Biden con il democratico Barack Obama e Paul Ryan con il repubblicano Mitt Romney (…). Politicamente, vescovi e fedeli sono divisi, chi per Obama, chi per il mormone Romney. Nessuno chiede che i cattolici facciano corpo compatto, tanto meno formando un partito. Nessuno, da fuori, accusa di ingerenza i vescovi, cittadini alla pari. Nessuno invoca – come avviene ad esempio in Italia – una immissione organizzata dei cattolici in politica (…). Ciò che è caratteristico degli Stati Uniti è che questo vivace confronto avviene alla luce del sole, con prese di posizione pubbliche, sul contenuto dei problemi (…). In campo politico, i cattolici degli Stati Uniti semplicemente sono presenti tanto quanto ne sono capaci. Lo spazio pubblico è anche il loro, come lo è di tutti. La loro forza è di convincere, non di imporre”.

TASEER
September 13th, 2012
Riporta Zenit del giorno seguente che MissiOnLine.org, del PIME, il 27 agosto 2012 è stata l’unica agenzia ad aver rotto il muro di silenzio attorno alla famiglia di Salman Taseer, il governatore musulmano del Punjab ucciso il 4 gennaio 2011 a Islamabad dalla sua guardia del corpo per essersi schierato apertamente contro le leggi antiblasfemia. “La notizia della sua morte fece il giro del mondo, tutti lodarono il suo coraggio. Però di lui e della sua famiglia in Occidente ci si è dimenticati molto presto. Ma non lo hanno dimenticato i fondamentalisti islamici pakistani, che il 27 agosto 2011 hanno anche rapito suo figlio Shahbaz Taseer. Sì, perché nella follia di queste persone schierarsi contro una legge che può essere brandita contro chiunque senza alcuna prova è una colpa talmente grave da tramandarsi di padre in figlio”. L’agenzia invita “tutti coloro che hanno un profilo Twitter a inviare un messaggio sul profilo di Sahbahz Taseer all’indirizzo @ShahbazTaseer: (…) «Dear Shahbaz, we are with you and with your brave family» («Caro Shahbaz, siamo accanto a te e alla tua coraggiosa famiglia»)”.

GRAVIDANZE
September 09th, 2012
Il tasso di gravidanze indesiderate sotto i 16 anni d’età in Inghilterra è rimasto pressoché invariato per quarant’anni nonostante i programmi avviati dai vari governi. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università di Nottingham pubblicato sulla rivista “Education and Health” (fonte: “Avvenire” del 29 agosto 2012). A nulla servono, a quanto pare, le lezioni scolastiche obbligatorie di educazione sessuale e la distribuzione gratuita di contraccettivi. Il Regno Unito è dunque simile all’equipaggio di una barca, metà impegnata con asce a fare buchi nella chiglia e l’altra metà a tapparli.

LUME
September 04th, 2012
Per chi ama le tradizioni siciliane, ecco un bel libro di Giovanni Tesè, “La Madre Santissima del Lume, tra fede, storia, arte e leggende” (Tabula Fati). La storia è questa: un gesuita palermitano, Giovanni Antonio Genovese (morto in odore di santità), nel 1722 pensò di far eseguire una immagine della Madonna da portare con sé in missione in giro per il pianeta, una Vergine Luce del Mondo. Ma voleva fare le cose nel modo più gradito a Maria. Si rivolse a una veggente di Palermo, forse una suora o addirittura (si dice) la principessa di Favara. Il 21 novembre, questa, nella festa della Presentazione, cadde in estasi nella chiesa del noviziato della Compagnia di Gesù e dedicata a san Stanislao Kotska. Le apparve la Madonna con il braccio il Bambino. Con la mano destra, salvava dalle fiamme dell’Inferno, tenendola per un braccio, un’anima. Alla sua sinistra, un angelo offriva a Gesù un cesto con dentro i cuori dei peccatori salvati dall’intercessione della Madre. Il quadro fu realizzato secondo la visione e oggi si trova in molte chiese siciliane. Lo si trova anche in diversi luoghi di missione nel mondo.

CANDICE
August 31st, 2012
Riassunto: la francesina Candice Cohen-Ahnine negli anni Novanta conobbe a Londra un giovane principe saudita. I due fraternizzarono e nel 2001 ebbero una figlia. Poi la cosa finì, lui tornò in patria e lei pure con la figlia, al cui mantenimento provvedeva a distanza il padre. Nel 2006 lui sposò una cugina ma insistette perché Candice gli portasse la figlia per, almeno, fargliela vedere. Nel 2008 lei commise l’errore di acconsentire. Era una trappola: in Arabia le fu sequestrato il passaporto e tolta la bambina. Lei fu rinchiusa e sottoposta a pressioni di ogni genere. Riuscì a fuggire nell’ambasciata francese. Senza soldi e senza documenti, solo nel 2009, grazie all’interessamento della Francia, poté uscire dall’incubo. In Francia pubblicò un libro che rese nota al mondo la sua vicenda (titolo: “Rendez-moi ma fille!”) e iniziò una battaglia legale che vinse nel gennaio 2012, perché il tribunale di Parigi minacciò il suo ex compagno di arresto internazionale. Venerdì 17 agosto 2012 il cadavere della trentacinquenne Candice è stato rivenuto nel suo appartamento parigino, in circostanze che gli inquirenti hanno definito “oscure” (cfr. “Il Giornale” del 19 agosto 2012). Ho il fondato sospetto che rimarranno tali.

VIDELA&C.
August 28th, 2012
Un lettore mi ha chiesto di dedicare un Antidoto all’articolo comparso (in traduzione) l’11 maggio 2012 sul “Fatto” e dedicato a descrivere (meglio: a insinuare) le complicità vaticane con i fatti dei “desaparecidos” argentini al tempo del presidente Jorge Videla. L’articolo è sconclusionato e basato su una testimonianza inverificabile. Dal complesso risulta contraddittorio, perché prima parla di complicità e poi dell’”irrilevanza” della Chiesa in Argentina. Ma, se ci avete fatto caso, in questo blog non perdo tempo a confutare quel che appare su fogli schierati ideologicamente a sinistra: la propaganda demonizzante l’hanno inventata loro e vi sono maestri (anche perché non hanno altro). Il sinistrismo è solo una perfetta macchina per prendere il potere. Ottenuto il quale, non sa che farne e instaura il solito, vecchio giacobinismo fatto di povertà diffusa, repressione a tutti i livelli, propaganda ossessiva e nomenklatura. Da sempre, i “sinistri” hanno fatto di mestiere il giornalista (Marat, Proudhomme, Mazzini, Marx, Lenin…). O il regista, il comico, il cantante… La propaganda è il loro pane e l’unica loro ragione di vita, per la quale sono disposti a sacrificarsi e morire (dopo aver sacrificato e impiccato gli altri). Ci vuole il tempo pieno per ribattere, rintuzzare punto su punto, querelare se del caso, procurarsi una scorta armata per difendersi dai loro picchiatori. Il Vaticano ha tutto questo: lo usi. I laici di buona volontà hanno dato e danno. Ma i più esperienti (tra cui chi scrive) sanno benissimo che, in caso di guai, verranno lasciati soli. Perciò, l’articolo di cui sopra è stato sicuramente letto da chi di dovere: provveda, se vuole. Questo lo dico per tutti quei lettori che mi segnalano articoli sperando che io controbatta ogni volta, come fa Paolo Granzotto sul “Giornale”. Solo che lui è pagato, e bene, per farlo, e ha a disposizione gli avvocati dell’editore. Io no.

SPARTA
August 24th, 2012
«Di tutte le città della Grecia, Sparta è l’unica a non aver lasciato all’umanità né uno scienziato né un artista e nemmeno un segno della sua grande potenza. Forse gli spartani, senza saperlo, eliminando i loro neonati malati o troppo fragili, hanno ucciso i loro musici, i loro poeti, i loro filosofi». Jerôme Lejeune. (cfr. Giulio Meotti, “Il processo della scimmia”, Lindau, pp. 156-157).

PUSSY
August 21st, 2012
Il mondo “civile” si è indignato per la condanna a due anni di campi di lavoro per le russe “Pussy Riots” che, in chiesa, hanno inscenato una manifestazione anti-Putin. Dice a Zenit il 18 agosto 2012 il sociologo torinese Massimo Introvigne, coordinatore dell’Osservatorio della Libertà Religiosa costituito dal Ministero degli Esteri: “Ho l’impressione che non tutti conoscano esattamente i fatti. Le Pussy Riots hanno cantato una canzone dove non si limitano ad affermazioni politiche ma chiamano il patriarca ortodosso ‘puttana’, e il cui ritornello fa il verso alla liturgia ortodossa ripetendo ‘La merda, la merda, la merda del Signore’. E non l’hanno cantata in un loro locale, e neppure in una piazza, ma nella cattedrale di Mosca, uno dei luoghi più santi dell’ortodossia russa”. Introvigne ha anche ricordato le ‘contestatrici in topless’ Femen, “che nella piazza principale di Kiev hanno abbattuto con una motosega (…) un crocifisso con l’immagine di Gesù Cristo, che è stato gettato nella polvere urlando slogan anti-religiosi”.

LESA
August 20th, 2012
Venerdì 7 settembre 2012, alle ore 21, Rino Cammilleri presenterà il suo libro “Medjugorje. Il cammino del cuore” (Mondadori) a Lesa (No), presso la Sala Consiliare del Comune, Piazza IV novembre. Tel. di riferimento: 0322 76421 (comune), 0322 7360 (parrocchia), 347 0598804 (parroco).

COLOSSEI
August 20th, 2012
COLOSSEI è la Commissione ad hoc per la libertà religiosa istituita dal Columbia Institute. COLOSSEI si prefigge di monitorare le violazioni della prima e fondamentale libertà che attiene alla persona umana, denunciando sistematicamente ogni abuso, vessazione, discriminazione o violenza perpetrata, in qualsiasi forma, a danno dei cristiani nel mondo. Il COLUMBIA INSTITUTE di Milano, diretto da Marco Respinti, promuove e difende la civiltà fondata sulla persona umana e sui princìpi di vita, libertà e proprietà che storicamente ha generato il “continente sui generis di cultura” detto “Magna Europa” e noto come “occidentale”. Il Columbia Institute opera per l’instaurazione di una società virtuosa a misura di uomo definita dai “princìpi non negoziabili” e dal diritto naturale, della quale sono cardini imprescindibili la cittadinanza responsabile, il governo temperato, la libera intrapresa, la famiglia naturale e i valori morali tradizionali. Chi avesse scritti, notizie, immagini, idee, può contribuire.
www.columbiainstitute.info
colossei@columbiainstitute.info

SUMMIT
August 17th, 2012
L’agenzia Zenit mi informa che l’11 luglio è stata la Giornata Mondiale della Popolazione. Come era prevedibile il Fondo per le Attività sulla Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA) ha colto l’occasione per invocare più fondi per la pianificazione familiare. Il Summit è stato organizzato a Londra dal governo inglese e dalla Fondazione Bill e Melissa Gates, assieme ad UNFPA e ad altri partner. “I contraccettivi sono uno dei migliori investimenti che un paese possa fare per il suo futuro”, si legge nel sito del Summit di Londra.

GANDHI
August 14th, 2012
E così anche Gandhi ha fatto outing. Scrive Matteo Sacchi sul «Giornale» del 12 luglio 2012: «Con una trattativa riservata, a poche ore dalla messa all’asta, l’India si è aggiudicata un carteggio che scotta. Quello tra il Mahatma Gandhi (1869-1948) e un architetto tedesco, Hermann Kallenbach dove emergerebbero le tendenze omosessuali della “Grande Anima”». Le quali erano già state riportate nella biografia che il premio Pulitzer Joseph Lelyveld aveva dedicato lo scorso anno a Gandhi. Il libro rivelava che quest’ultimo teneva la foto dell’amante sul comodino. Rivelava anche certi passaggi un po’ osé di una delle tantissime lettere intercorse tra i due. In effetti il tedesco, di origini ebraiche, era un «prestante intellettuale (praticava ogni tipo di sport)». Ma, di questi tempi, non si capisce l’imbarazzo del governo indiano. Il nostro partito radicale, libertario, transpartitico e transnazionale, non si definisce a giusta ragione anche «gandhiano»?

PASSION
August 11th, 2012
«Il critico del Sunday Times, Cosmo Landesman, a proposito della “Passione” di Mel Gibson, scrive che “fin dai tempi di Voltaire noi laicisti abbiamo preso in giro la religione e insultato la fede dei credenti. Siamo talmente abituati a cristiani sdolcinati come Cliff Richards che quando si presenta sulla scena un uomo dalla fede robusta e vigorosa come Mel Gibson ci mettiamo a parlare in tono solenne di antisemitismo, del pericolo della destra cristiana e della rivoltante religiosità di George Bush. Siamo onesti: quando si tratta di ‘Passion’ il problema non è l’antisemitismo; sono i cristiani e le loro certezze che non possiamo sopportare”». Cfr. Giulio Meotti, «Il processo della scimmia», Lindau, pp. 26-27.

BENGA
August 07th, 2012
«Nel 1904 Ota Benga, un capo-famiglia pigmeo di ventitré anni, venne catturato nel Congo belga dall’esploratore Samuel Verner, in Africa per conto delle fiera di Saint Louis. Già schiavizzato da un’altra tribù, Benga venne portato in America dai paleontologi evoluzionisti americani per esibirlo in uno show insieme ad alcune scimmie, come “anello mancante” tra lo scimpanzé e l’uomo. Il dipartimento di Antropologia dell’Università di Saint Louis, in nome di Darwin, gli affiancò nella gabbia alcuni asiatici e pellerossa, per dimostrare che il bianco anglosassone era il prodotto più nobile della scala evolutiva». William Hornaday, direttore dell’American Museum of Natural History di New York lo portò poi nello zoo del Bronx, dove fu tenuto in gabbia con un gorilla e un orango. Alcuni ministri di culto protestarono vanamente. «Ma per la disperazione un giorno Benga preferì togliersi la vita». Cfr. Giulio Meotti, «Il processo della scimmia», Lindau, pp. 39-40.
 

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PIPISTRELLI
August 03rd, 2012
Si diffondono nei parchi le «bat-box», nidi comunali per pipistrelli, i quali sarebbero utilissimi in quanto mangiano le zanzare. Peccato che le zanzare rappresentino solo il 5% della dieta dei chirotteri, i quali non volano di giorno e, dunque, non mangiano le zanzare-tigre, molto più nocive (producono bubboni rossi pruriginosissimi che durano quasi un mese e resistono anche al cortisone) delle zanzare italiane. Parola di Carlo Lozzia, docente di Entomologia all’università Statale di Milano (fonte: Corsera, luglio 2012).

GAY-FLOP
July 31st, 2012
La pagina milanese de «Il Giornale» dell’11 luglio 2012 così titola: «Fondo affitti a coppie gay: zero richieste». Per il Comune era un test propedeutico all’introduzione del registro delle coppie di fatto. Il quale, comunque, si farà, perché per la giunta Pisapia (e tutte quelle di sinistra) è una questione di principio.

CHESTERTON
July 28th, 2012
«Chesterton fu il primo intellettuale europeo a denunciare, nel 1924, “un credo che sta imponendo decime e impadronendosi delle scuole, il credo che è fatto osservare con multe e arresti, il credo che non è proclamato nelle omelie ma nelle leggi, e diffuso non dai pellegrini ma dai poliziotti. (…). Quel credo è il grande ma controverso sistema di pensiero cominciato con l’Evoluzione e finito con l’Eugenetica”». Cfr. Giulio Meotti, “Il processo della scimmia” (Lindau, p. 21).

BUSH
July 24th, 2012
«Alla domanda su chi fosse il suo filosofo preferito, George W. Bush ha risposto: “Gesù. Senza di lui sarei ancora in un bar a ubriacarmi”». Cfr. Giulio Meotti, “Il processo della scimmia” (Lindau, p. 23).

BANANA
July 20th, 2012
“Il calibro è determinato, 1° dalla lunghezza del frutto, espressa in centimetri e misurata lungo la faccia convessa, dal punto in cui il peduncolo si inserisce sul cuscinetto fino all’apice; 2° dal grado, cioè dallo spessore, espresso in millimetri, di una sezione trasversale del frutto praticata tra le facce laterali e nel mezzo del frutto stesso, perpendicolarmente all’asse longitudinale. Il frutto di riferimento che serve a misurare la lunghezza e il grado è il seguente: il frutto mediano, situato sul lato esterno della mano: il frutto che si trova accanto al taglio con cui è stata sezionata la mano, sul lato esterno del frammento di mano. La lunghezza minima e il grado minimo sono fissati rispettivamente a 14 cm e 27 mm”. Cfr.: regolamento europeo n. 2257/94 che descrive i parametri obbligatori della banana (segnalatomi dalla rivista “Tradizione Famiglia Proprietà nel mondo”, giugno 2012).

GINECOLOGI
July 16th, 2012
Leggo su Zenit del 16 giugno 2012 una dichiarazione di don Flavio Peloso, direttore generale dell’Opera Don Orione in merito alla nota diffusa dalla Laiga (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della Legge 194) che ha denunciato il fatto che nel Lazio, il 91,3% dei ginecologi sono obiettori di coscienza e che in dodici ospedali pubblici su trentadue non si eseguono interruzioni volontarie di gravidanza (aborti, fuor di eufemismo). Tra le altre cose, don Peloso fa presente che «non risulta che i ginecologi siano una categoria ad alta “appartenenza confessionale” cattolica».

Medjugorje, il cammino del cuore
July 14th, 2012
Un viaggio a Medjugorje nel novembre 1990, prima che scoppiasse la guerra nella ex Jugoslavia. Un ritorno a Medjugorje vent’anni dopo, nel trentennale delle apparizioni. L’autore racconta le sue esperienze, la storia dei veggenti e di quel che accadde in quel 24 giugno 1981, che cosa è successo nei vent’anni intermedi a sé e a Medjugorje, compresi gli esiti misteriosi della Guerra Fredda (costellati di coincidenze “mariane”). Soprattutto le sue riflessioni, il rimando ad altre apparizioni mariane, alle profezie sulla fine dei tempi. Si intrecciano, quasi per associazione di idee, tante storie: quella del papa slavo, di La Salette, di Pellevoisin, le profezie avverate e quelle ancora da compiersi, la serie dei papi di Malachia, i «segreti» di Fatima e quelli di Medjugorje, gli interventi della Vergine in Ucraina e ad Amsterdam. Si dà spazio ai testimonial e agli avvenimenti prodigiosi, ai miracoli. L’autore confessa di non avere visto niente di tutto ciò e le sue perplessità su un fenomeno che ancora la Chiesa esita a riconoscere. Ma ammette francamente che, se gli alberi si giudicano evangelicamente dai frutti, allora Medjugorje è realmente qualcosa di straordinario, una «macchina da conversione» che coinvolge milioni di persone.

COPPIE
July 13th, 2012
Leggo su «Libero» del 9 giugno di un’inchiesta di KlausCondicio, il programma condotto da Klaus Davi: nel corso del 2011, in tutti gli 82 comuni italiani che hanno istituito i registri delle unioni civili, sono solo 298 le coppie omosessuali che vi hanno aderito. A Bologna, dove il registro esiste fin dal 1999, nessuno si è mai iscritto. A sentire le organizzazioni internazionali il problema del matrimonio gay è in cima alla lista dei problemi mondiali. Be’, le masse oceaniche di omosessuali che gemono sotto il tallone degli etero semplicemente non ci sono. Certo, qualche gay che, come le sartine ottocentesche, sogna la cerimonia in chiesa con l’abito bianco e i fiori d’arancio ci sarà pure. Ma per i più, come autorevolmente detto dall’attore Rupert Everett, il matrimonio è roba borghese, mentre il gay style è per definizione anticonformista. Ciononostante la nostra ministra Fornero è andata a perorare la causa delle coppie gay al Forum delle Famiglie (etero). Neanche un fischio. Avesse fatto l’inverso (magari in un raduno Arcigay) cosa sarebbe successo?

CINA
July 10th, 2012
L’Asia è “il continente in cui vivono l’80-82% dei non cristiani di tutto il mondo”, scrive padre Gheddo su Zenit del 9 giugno 2012. “Quando il 1° ottobre 1949 Mao Tze Tung divenne il capo indiscusso del continente Cina, i cattolici cinesi battezzati erano esattamente 3 milioni e 750mila. Poi ci sono stati 37 anni di persecuzione violenta e specialmente nel periodo della “Rivoluzione culturale” (1966-1976) in Cina non esisteva più nessuna chiesa aperta, nessun vescovo o prete in libertà, nessuna casa religiosa. Ebbene, dopo la morte di Mao (9 settembre 1976), la Cina è stata ancora rivoluzionata. Pur rimanendo il regime comunista al potere, i nuovi governanti hanno dato ai cinesi la libertà economica, mantenendo però il ferreo controllo del partito su ogni opposizione e religione (…). Oggi però si calcola che in Cina i cristiani sono circa 40-50 milioni, i cattolici da 12 a 15 milioni, un autentico miracolo dello Spirito Santo”.

KEELHAUL
July 04th, 2012L’Operazione Keelhaul fu conseguenza dell’impegno preso a Yalta dagli angloamericani di riconsegnare a Stalin tutti i russi prigionieri dei tedeschi. Ma c’erano anche quelli che avevano combattuto con i tedeschi contro il comunismo. Un milione di persone, con le loro famiglie. Duecento di questi, arresisi agli americani a patto che non fossero rimandati in Urss, portati a Seattle furono costretti, pistole spianate, a salire su una nave sovietica. Si ribellarono violentemente e furono rinchiusi a Fort Dix. Qui, storditi con i lacrimogeni, vennero imbarcati a forza. Ma riuscirono a danneggiare i motori della nave. Allora furono drogati con caffè ai barbiturici e rimandati a Stalin. Lo storico J. Epstein, che negli anni Settanta chiese accesso alle carte americane sul tema, si sentì rispondere che dette carte restavano classificate “di massima sicurezza” a tempo indeterminato. Il milione di rimpatriati sparì nel Gulag. Molti di loro si erano già suicidati insieme alle famiglie. Cfr. T.E. Woods, “Storia politicamente scorretta degli Stati Uniti” (D’Ettoris), pp. 254-256.

BALDWIN
July 01st, 2012
“Non c’è alcun dubbio che sarebbe stato meglio per gli interessi della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e del mondo permettere –anzi incoraggiare- uno scontro logorante tra i due grandi totalitarismi del mondo. Una tale battaglia, insieme al conseguente indebolimento sia del comunismo sia del nazismo, avrebbe sicuramente contribuito all’instaurazione di una pace più stabile e duratura”. Così scriveva H. W. Baldwin ne “I grandi errori della guerra” (Garzanti, 1951). Cit. in T.E. Woods in “Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti (D’Ettoris, p. 245).

WILSON
June 28th, 2012
Il presidente americano Woodrow Wilson fece di tutto per fare entrare gli Stati Uniti nella Grande Guerra a fianco dell’Inghilterra. Che continuò ad affamare la Germania col blocco navale (aveva minato il Mare del Nord) ancora per quattro mesi dopo la sua resa. Wilson mise in atto ogni provocazione, perse centoventimila uomini e dei suoi famosi Quattordici Punti non realizzò granché. Per esempio, per quanto riguarda l’autodeterminazione dei popoli (pur non compresa tra i Punti), l’Irlanda rimase sotto dominio britannico. Della nuova Cecoslovacchia, Wilson non sapeva che conteneva tre milioni di tedeschi. E Danzica era tedesca al 95%. Fu proprio appellandosi all’autodeterminazione che Hitler invase poi i Sudeti e Danzica. Di Wilson scrisse Sigmund Freud che «si stava rapidamente avvicinando a quella landa psichica da cui ben pochi viaggiatori tornano, il mondo in cui la realtà è frutto dei desideri». Sigmund parlò di «una poltrona in manicomio» e della «disintegrazione mentale che lo colpì dopo l’aprile del 1919». Cfr. Sigmund Freud e W. C. Bullit, “Il caso Th. Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti”, Feltrinelli 1967 (cit. in T. E.Woods, “Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d’America”, D’Ettoris, p. 182).

AMPERE
June 25th, 2012
Nella newsletter francese “Une minute avec Marie” ho trovato questo aneddoto. Jacques Ozanam (1640-1717) matematico francese, proveniva da una ricca famiglia di possidenti terrieri convertitisi dall’ebraismo al cattolicesimo. Aveva diciott’anni e il suo idolo era il celebre matematico e fisico Ampère quando arrivò a Parigi. In crisi di fede, come allora molti della sua età, entrò in una chiesa e, inginocchiato in un angolo, vide un uomo anziano che recitava devotamente il rosario. Guardò meglio: era proprio lui, Ampère. Il giovanotto, emozionato, si inginocchiò in silenzio dietro al maestro e da quel momento non ebbe più dubbi di fede. Ebbe a dire, in seguito, che il «rosario di Ampère» aveva avuto su di lui più effetto di «cento sermoni». Potenza del testimonial.

JOHNSON
June 22nd, 2012
Nel 1866, terminata la Guerra di Secessione, il presidente Johnson, succeduto a Lincoln, così ebbe a dire in un’intervista riferendosi agli sconfitti: «Bisogna permettere a un popolo di commemorare chi ha sofferto così tanto, e sarebbero indegni di essere chiamati uomini se non tributassero onori agli ufficiali coraggiosi che hanno sofferto con loro e non onorassero la memoria dei prodi che sono morti e che riposano nelle centinaia di campi di battagli attonro alle loro case» (T.E.Woods jr., «Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d’America», D’Ettoris Editori, pp. 129-130). Andatelo a dire ai Piemontesi per quanto riguarda gli italiani del Sud sconfitti negli stessi anni.

BENEDETTO
June 21st, 2012
Ricevo e rilancio:
Con comunicato del 16 giugno 2012, il Card. Agostino Vallini, Vicario della Diocesi di Roma, ha invitato la popolazione tutta a rendersi presente all’Angelus del 29 giugno in occasione della Solennità dei Santi Pietro e Paolo.
Il motivo principale di tale invito è soprattutto quello di esprimere al Santo Padre la gratitudine e la vicinanza del popolo romano, a seguito delle ultime vicende, che hanno avuto come obiettivo primario quello di indebolire la figura e l’opera del Sommo Pontefice Benedetto XVI.
Questo sentimento di affettuosa solidarietà con il Santo Padre stava però già fermentando all’interno di un gruppo spontaneo di giovani cattolici che, nello scorso mese, si erano uniti, dando vita ad una iniziativa intitolata “Noi per Benedetto”, la quale si prefiggeva l’obiettivo di mostrare al Papa la vicinanza e l’amore dei giovani cattolici.

“Noi per Benedetto” opera la sua sensibilizzazione sociale sia attraverso il web, tramite il sito internet www.noixbenedetto.it e i social network quali facebook e twitter, sia attraverso il passaparola interno alla rete dell’associazionismo cattolico.

Questa iniziativa non soltanto vuole difendere il Sommo Pontefice, ma divenire elemento di nuova evangelizzazione e di sensibilizzazione efficace, in difesa dei valori cristiani e cattolici, specialmente nella realtà giovanile.

“Noi per Benedetto”: giovani credenti, per una nuova profezia!

 

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MEDJUGORJE
June 20th, 2012
Comunico ai miei affezionati lettori che il prossimo 26 giugno sarà in libreria la mia ultima fatica: “Medjugorje. Il Cammino del cuore” (Mondadori).

FALCONE
June 19th, 2012
Sul «Giornale» del 24 maggio 2012, Paolo Guzzanti (già membro della Commissione Mithrokin), ha pubblicato un articolo in cui tra l’altro si legge: «Nel 1992 l’ambasciatore sovietico e poi russo a Roma, Anatoly Adamishin, si rivolse disperato al presidente Francesco Cossiga (che me ne parlò e lo scrisse anche nelle sue memorie) perché tutto il tesoro russo in valuta veniva trasferito in Italia e in Germania per essere riciclato e fatto sparire da una banda di speculatori e finanziari in collusione con il Kgb e Cosa Nostra. Cossiga si rivolse a Falcone, suo amico, pregandolo di dare ai russi la sensazione di essere presi sul serio. L’ex procuratore si dette subito da fare con molti incontri segreti con gli inquirenti di Mosca, tutti formalmente autorizzati dal presidente del consiglio Andreotti con fonogrammi trasmessi dal ministero degli esteri. Quei fonogrammi, secondo lo stesso Andreotti, oggi non si trovano più e sono dati per persi, cosa mai accaduta nella storia della Farnesina: circostanza eloquente e inquietante. Falcone poteva far poco dal punto di vista pratico, al massimo dar prova di buona volontà, ma appare logico che abbia chiesto aiuto all’unico magistrato sul campo di cui si fidava ciecamente. E’ stato detto molte volte che Paolo Borsellino ebbe l’imprudenza di esclamare: “Adesso ho capito perché hanno ammazzato Giovanni”, firmando la propria condanna a morte. La scomparsa della famosa agenda rossa potrebbe rientrare nell’operazione di pulizia che fu attuata facendo sparire i suoi appuntamenti e programmi». Guzzanti aggiunge che, nel ventennale, il premier Monti si è augurato che «la ragione di Stato non freni la verità».

MANIGIUNTE
June 16th, 2012
Il papa cerca di restaurare la messa, ma fa una fatica immane, perché mettere toppe su una barca che fa acqua da tutte le parti è come lavare la testa all’asino. La creatività pretesca è giunta al punto di inserire gli avvisi parrocchiali nella liturgia. Infatti, la benedizione e «la messa è finita, andate in pace» vengono dopo tali avvisi. Tra le spiegazioni che ho raccolto da vari parroci, c’è questa: «Sennò se ne vanno tutti e poi mi assillano di telefonate». Ma ti sei fatto prete per non avere fastidi? Esistono le segreterie telefoniche con messaggio. Vabbe’. Tra le tante cose tacitamente abolite in chiesa c’è la preghiera a mani giunte, adesso si prega a mani aperte, come i pagani e gli ebrei. Eppure, lo yoga (tanto caro ai moderni) ci insegna che unire le mani favorisce la concentrazione. Provare per credere.

INQUISITORE

June 14th, 2012
E’ uscito da poco un thriller-noir americano intitolato “L’inquisitore” (Mondadori). In effetti, l’editore con un semplice clic avrebbe potuto preventivamente assicurarsi sull’originalità del titolo, visto che la Piemme (con la quale io ho pubblicato molti anni fa un giallo medievale con lo stesso titolo) è per giunta una sua controllata. Il mio romanzo è ancora in catalogo, tra l’altro, e, riedito da San Paolo, è stato tradotto in sei lingue. Tanto dico per chiarire con i miei lettori. E’ vero, l’americano parla di tutt’altro rispetto al mio, ma un po’ di fantasia ai titolatori non farebbe male…

FEDERALISMO
June 12th, 2012
Per motivi ideologici sarei di principio a favore del federalismo. Peccato che avrebbe dovuto essere attuato fin dal 1861. Per un secolo e mezzo si è invece proceduto col centralismo giacobino alla francese. La parentesi fascista non è stata una parentesi ma una continuazione-esasperazione. Epperò la dittatura era realmente efficiente al livello amministrativo-welfare (è il motivo per cui ancora oggi la figura di Mussolini gode di vasto credito, sebbene tacito e reticente). Oggi, tuttavia, non so se la delocalizzazione del potere sia un bene. Anzi, lo so: ieri (sabato pomeriggio) sono andato per vetrine nella cittadina in cui passo l’estate e ho trovato parcheggi a due euro (quattromila lire) l’ora dappertutto. Per finanziare cartelloni elettronici che ti danno in tempo reale la «qualità dell’aria» e ti consigliano di smettere di fumare. Feste e fiere a ogni piè sospinto, con conseguente blocco o deviazione della circolazione. Magari per le manifestazioni dei c.d. centri sociali che, poverini, hanno il diritto di sfilare con i loro camion-discoteca a tutto volume, e magari di imbrattare (se non peggio). Una raccolta differenziata ossessiva (senza alcuna diminuzione della tassa per i rifiuti) e guai se ti scordi il giorno in cui devi mettere fuori l’«umido». Si potrebbe creare posti di lavoro di «differenziatori», invece lo si fa fare al cittadino e a spese sue. Il fascismo era altrettanto salutista ma mandava la gente al mare gratis e, se obbligava alle adunate, almeno ti passava l’uniforme. E faceva per gli studenti e le famiglie quel che la democrazia non ha mai fatto. Nostalgico? Di che? Io non c’ero. Però la democrazia ecologica e più spietata, in quanto a fisco, del Re Sole, assomiglia sempre più a una dittatura ideologica diffusa, per cui non sai con chi prendertela. Bah, il resto mettetecelo voi. Intanto vi segnalo il libro di Francesca Pannuti «Il pensiero amante» (filosofico) con prefazione del vescovo Negri (edizioni IF Press).

OROLOGIO
June 09th, 2012
In un suo articolo (sull’Africa islamica) del 13 maggio 2012 sul sito «L’Occidentale», la specialista Anna Bono scrive tra l’altro: «La propaganda terzomondista (…), che accusa l’Occidente di tutti i mali sofferti dagli africani negli ultimi sei secoli, rende credibile che sia bene respingere la cultura occidentale in ogni sua espressione anche marginale: persino l’uso dell’orologio da polso, che difatti Boko Haram, il movimento integralista nigeriano, non ammette, mentre l’algerino Al Qaeda nel Maghreb islamico impone che venga indossato al polso destro, per non imitare gli occidentali».

 

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BELLI
June 08th, 2012
C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.»
Ringrazio la newletter dell’Istituto Bruno Leoni (4 giugno 2012), che mi ha ricordato, quale metafora dell’attuale nostro governo democratico, questo sonetto di Gioacchino Belli.

CORVI
June 06th, 2012
Mentre scrivo questo Antidoto le cose sono ancora in corso: i corvi vaticani e il libro su cui sono finiti i documenti riservati, quello del giornalista Gianluigi Nuzzi. Si sa che collega non mangia collega e tutti i commentatori (anche gli stracattolici) hanno elogiato l’autore, «che ha fatto il suo mestiere», preferendo appuntare le critiche sulla «guerra tra fazioni» in Vaticano e, addirittura, in alcuni casi chiedendo le dimissioni del papa, che sarebbe inadatto perché buono solo a fare il teologo. Ma qui posso dire la mia: moralmente, chi ha maggiori responsabilità, chi fa uscire documenti riservati o chi li divulga in tutto l’orbe? A voi il giudizio.

BATTAGLIA
June 04th, 2012
Il caro amico Franco Battaglia, vero esperto del tema (nonché accademico e firma del «Giornale»), mi ha inviato questo link:
http://www.youtube.com/user/WorldNuclear, dove al minuto 9:20 si possono leggere due tabelle che riportano gli effetti sanitari dalle radiazioni di Chernobyl e di Fukushima sia sulla popolazione civile (prima tabella) che sugli addetti e i soccorritori (seconda tabella). Dice: «Per Chernobyl i numeri sono molto lontani dai 100.000 decessi dichiarati da un Tg3 di cui ho vivida memoria. Per Fukushima i numeri sono ZERO in entrambi i casi. Trovo raccapricciante che a fronte di oltre 20.000 morti e tragedie come quella che può vedere qua
(http://www.angelfire.com/ak2/intelligencerreport/tsunami_japan_1.html)
i mezzi di comunicazione del mondo abbiano puntato i riflettori su una centrale che, se pur distrutta dal maremoto, non ha fatto male a nessuno». Già.

GAGA
June 02nd, 2012
Stefani Germanotta, in arte Lady Gaga è stata colpita da fatwa (emessa dal giurista saudita Yusuf Al Kasani) «perché si è permessa di irridere» in una sua canzone (e nel video, «Judas»), «uno dei profeti della religione, Gesù figlio di Maria e messaggero di Allah». Adesso la Germanotta dovrà vivere blindata. Gesù, che i cristiani hanno rinunciato a difendere (anzi!), viene difeso dall’islam. Meglio che niente.

BROWN
May 30th, 2012
Nell’ottobre 1859, John Brown e diciannove seguaci sequestrarono l’arsenale federale di Harpers Ferry, in Virginia, allo scopo di armare gli schiavi negri e indurli all’insurrezione. Circondati dai cittadini, dalla Guardia Nazionale e dai soldati federali, risposero al fuoco. Dieci furono uccisi. John Brown e altri sei impiccati. Durante la successiva Guerra di Secessione nacque la famosa canzone nordista John Brown’s Body. Eppure, il famoso scrittore Nathaniel Hawthorne (autore della celebre Lettera scarlatta) ebbe a dire che «mai nessuno fu impiccato più giustamente». Quattro anni prima, John Brown, «che era quasi certamente pazzo», aveva compiuto un efferato massacro a Potatawomie Creek in Kansas. Brown, «che si credeva investito di una missione divina: distruggere la schiavitù», con i suoi uomini attaccò cinque famiglie. Nessuna di esse possedeva schiavi ma era legata politicamente alla fazione secondo Brown «sbagliata». I capi famiglia furono trascinati fuori di casa e trucidati sotto gli occhi atterriti dei familiari. Cfr. Thomas E. Woods Jr., Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d’America (D’Ettoris Editori), pp. 104-105.

CANEVARA
May 29th, 2012
Nella chiesa di Canevara, paesino sui monti di Massa di cui è parroco don Ernesto Zucchini (presidente dell’associazione “Maria Valtorta”), in un velo accanto all’altare, un grande velo violetto, è apparso il volto di Cristo. Nelle pieghe. Il velo è stato lavato e stirato ma l’immagine è riapparsa. Si vede bene solo da lontano. Cercate nel web “Immagine di Canevara” e vedrete.

VATIKAN
May 25th, 2012
Ho appena finito di leggere “Vatikan”, un romanzo di fantascienza di Pierfrancesco Prosperi (Tabula Fati). Si svolge tra il 2032 e il 2051. Parla di una Chiesa agli sgoccioli e di un pianeta morto in cui sarebbe stata trovata la fede cristiana. L’idea non è nuova, ma qui si cerca di trattarla in modo diverso. Già la copertina, tuttavia, mi pare un po’ stravagante: una donna-cyber nuda in croce, con una corona che ricorda la Statua della Libertà. Mah. La bibliografia allegata in fondo, poi, andrebbe letta prima del romanzo. La cito pari pari: Corrado Augias, I segreti del Vaticano; Schmiegel Maria Olaf, La profezia dell’ultimo papa; Claudio Rendina, I peccati del Vaticano; Card. Paul Poupard, La guida del pellegrino a Roma; J.J.Rousseau, Il contratto sociale. Forse l’autore avrebbe dovuto perdere un po’ più di tempo in biblioteca. E magari non istruirsi sul cristianesimo con Augias, Rendina e Rousseau.

SAMURAI
May 24th, 2012
I «Quaderni del Timone» (richiedibili a info@iltimone.org) hanno un altro titolo: «Shimabara no ran. La grande rivolta dei samurai cristiani». L’autore sono io. Come sapete, ho pubblicato un romanzo sul tema: «Il crocifisso del samurai» (Rizzoli), disponibile in versione e-book e tradotto anche in polacco. Ora ho semplicemente narrato la (triste) storia dei samurai cristiani giapponesi. Il volumetto è arricchito da splendide fotografie dei protagonisti e dei luoghi, e costa solo 6 euro. Buona lettura.

EGITTO
May 20th, 2012
Leggo su Zenit del 7 maggio 2012 che, in collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), Mark Riedemann ha intervistato per Where God Weeps (Dove Dio Piange) padre Samir Khalil Samir, S.I., professore di Storia della Cultura araba e di Islamologia a Roma e a Beirut. Dall’intervista traggo i seguenti passaggi: «La discriminazione in Egitto è il secondo livello. Un esempio: tutto il giorno e tutto l’anno, dalle cinque del mattino, vieni bombardato con la propaganda islamica. Iniziano la loro preghiera usando i megafoni e la ripetono cinque volte al giorno. Poi ci sono la radio e la televisione: spesso i vicini seguono questi programmi con un volume altissimo. Non ti puoi lamentare perché il vicino si giustificherà dicendo che è la parola di Dio. Anche la televisione e il cinema sono inondati dalla propaganda islamica. Nelle scuole, i ragazzi e le ragazze iniziano la giornata con l’insegnamento islamico. Comincia quando gli studenti sono ancora fuori, poi vengono di nuovo inondati dalla propaganda islamica, chiamata Khutbah. Quando c’è il cambio di insegnante, si ripete il rituale. In termini di occupazione, quando qualcuno cerca un lavoro, in particolare nel settore pubblico, chiedono il tuo nome, il che è normale, ma in Egitto le cose sono diverse: chiedono il tuo nome, quello di tuo padre, quello di tuo nonno, e se non c’è qualche Mohammed nella serie di nomi allora capiscono che sei un cristiano. (…) Esattamente, non chiederanno la tua carta d’identità, solo il tuo nome, ma in quel momento sai che sei stato classificato e che potrebbe essere un motivo per essere rifiutato per un lavoro e cose simili. Senti di essere trattato diversamente. L’atmosfera è l’islamizzazione della società. E durante il Ramadan (il mese del digiuno islamico, ndr) tutto il sistema cambia. Gli orari cambiano. Il sistema dei trasporti pubblici smette di funzionare dalle cinque di sera fino alle otto della mattina».

 

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PROMULTIS
May 15th, 2012
Nella newsletter WWW.CHIESA del 3 maggio 2012, Sandro Magister, vaticanista de «L’Espresso», ha rivelato le resistenze che sta incontrando il papa nel cercare di far tornare la liturgia all’antico splendore, specialmente nel passo della Consacrazione in cui si dice che il Sangue di Cristo è «sparso per voi e per tutti». In verità la dizione originale recita «pro multis» e non «pro omnes». Per molti. E il papa sta provando a reintegrare le parole giuste. Infatti, «per molti» è cosa diversa da «per tutti», come ognuno capisce agevolmente. E le implicazioni teologiche sono profondissime. Speriamo che la mite tenacia di Benedetto XVI riesca a farsi obbedire almeno in questo.

PAPUA
May 11th, 2012
Leggo su Zenit del 20 aprile 2012: «Ragazzine barattate in cambio di maiali o animali domestici. Vendute in matrimonio appena adolescenti. E’ la triste sorte di molte giovani papuane descritta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre da Suor Maria del Sagrario, religiosa appartenente alle Serve del Signore e della Vergine di Matarà – istituto della Famiglia del Verbo Incarnato. “I matrimoni forzati sono il problema più grave in Papua Nuova Guinea (…). Una volta le sposate, le ragazze vengono maltrattate e sottomesse dai mariti e, contemporaneamente, sono costrette a mantenere la famiglia. Gli uomini papuani, infatti, non sono soliti lavorare».

VOLPINI
May 09th, 2012
Angela Volpini è una signora che nel 1947 ha visto la Madonna (80 apparizioni fino al 1956, località Il Bocco nell’Oltrepò pavese). Leggo su un libro-intervista di Giulietta Bandiera (“Angela Volpini. La via della felicità. Storia delle apparizioni del Bocco”, ed. San Paolo) la seguente pagina, che riporto integralmente (pag. 126): «Domando ad Angela che cosa sia rimasto di quella grande stagione di rinnovamento, e lei scuote la testa e fa un sorriso amaro prima di rispondere: “Ben poco –dice- perché Paolo VI nell’ultima sessione del Concilio ha temuto di non poter contenere tutto quel cambiamento. Lo so con certezza, perché, nel 1967, mi trovavo al primo convegno sulla secolarizzazione sponsorizzato dalla Fondazione Agnelli e, sapendo che sarebbe intervenuto il Papa, mi ero ripromessa di dirgliene quattro, se ne avessi avuto l’occasione, per come aveva affossato il Concilio. A un certo punto, per uno dei quegli strani casi della vita, non vuoi che Paolo VI si è venuto a sede proprio vicino a me!?”. Angela ride divertita nel ricordare quell’episodio e poi continua: «Häring, il relatore che parlava in quel momento, era un famoso moralista e il Papa lo ascoltava con grande attenzione. A ogni passaggio importante del discorso, però, pur non conoscendomi, si piegava dalla mia parte e mi sussurrava all’orecchio: “Il Padre ha ragione. Ma io sono Papa! Capisce? Sono Papa, come faccio!?”». Attendo i vostri commenti, cari lettori.

GHEDDO
May 06th, 2012
Padre Gheddo, decano dei missionari italiani, così ha scritto su La Bussola Quotidiana il 21 aprile 2012 a proposito del sottosviluppo africano: «La visione “terzomondista” del rapporto Occidente-sud del mondo suscita, soprattutto negli intellettuali e nei giovani di quei popoli, frustrazione, rabbia, impotenza, sensi di rivolta e di vendetta, sentimenti negativi per lo sviluppo dei loro popoli: se la colpa della nostra situazione di miseria è dell’Occidente, la soluzione è di odiare e combattere contro l’Occidente, di umiliare l’Occidente. Li educa a protestare, denunziare, proclamare la lotta di classe fra poveri e ricchi, ma non ad un impegno personale costante, onesto e sacrificato, rivolto anzitutto all’educazione dei loro popoli, come sarebbe necessario». Già: anche l’odio per noi glielo abbiamo insegnato noi.

DALEGGERE
May 02nd, 2012
Cari amici, come sapete, ogni tanto interrompo la sequenza usuale degli Antidoti per suggerire qualche nuovo libro nel frattempo uscito. Come al solito, si tratta di opere che difficilmente vedrete da Fazio o da Augias, cosa che li rende più appetibili anche se bisognosi di pubblicità. Cominciamo con Giuseppe Brienza, «Il magistero di Pio XII e l’ordine sociale» (con prefazione di Francesco Mario Agnoli, Fede & Cultura). Proseguiamo con «Pio IX e la Rivoluzione italiana» di Roberto De Mattei (Cantagalli). Infine, un libro particolare in cui un nonno risponde alle domande del nipotino: Giorgio De Simone, «Michele tiene all’Inter ma crede in Dio. Il mondo di oggi raccontato a mio nipote» (Medusa). Buona lettura.

CRISI
April 28th, 2012
Sulla BussolaQuotidiana del 12 aprile 212 la studiosa Anna Bono ha ricordato che: «Nel 2011, sempre per combattere il riscaldamento globale, e inoltre lo spreco di acqua, la Commissione Europea ha istituito un premio di ben 3,3 milioni di euro che andrà alla migliore idea per convincere la gente a nutrirsi di insetti in sostituzione della carne dei mammiferi il cui consumo -sostengono certi ambientalisti- è ormai insostenibile per il pianeta: il bestiame da macello produce il 18% della Co2 -dicono- e per ogni chilogrammo di carne si impiegano 3.200 litri di acqua». Totò direbbe: …e io pago!

APPELLO
April 26th, 2012
Cari amici, in tutti questi anni non ho mai chiesto niente, ma adesso c’è una necessità: LaBussolaQuotidiana è a rischio di chiusura e serve denaro. Troppo complicato spiegarne qui i motivi. I quali, tuttavia, non dipendono dalla mancanza di lettori, tutt’altro. Poiché quel quotidiano online ospita anche un mio speciale Antidoto settimanale (oltre a miei commenti ed editoriali), sono direttamente interessato alla salute di questa voce realmente indipendente. Ecco l’appello per il quale non esito a stendere la mano:
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-centomila-euro-per-sopravvivere-5088.htm

17 RAGAZZE
April 24th, 2012
Il film 17 ragazze, che parla del mondo degli adolescenti, in Italia per poco non è stato vietato ai minori di 14 anni, cioè proprio a quelli cui si indirizza. Il film è scritto e diretto dalle sorelle Muriel e Delphine Coulin e si ispira a fatti realmente accaduti. La storia tratta di diciassette liceali che decidono tutte insieme di rimanere incinte, per protesta contro la loro profonda solitudine dovuta all’assenza dei genitori. La commissione censura italiana aveva motivato ufficialmente la sua precedente decisione (prima del ricorso) con gli spinelli che compaiono in una scena. Ma la redazione culturale de «Il Giornale» (10 marzo 2012) rivela che «secondo fonti ben informate», il vero motivo è un altro: «il timore dell’emulazione e l’istigazione alla gravidanza». In effetti, la “trasgressione” delle 17 ragazze del film è davvero enorme: l’unica cosa che può fare una ragazzina bombardata da educazioni sessuali, preservativi e pillole gratis, aborti anonimi e mutuati, è restare incinta a bella posta. E tenersi il pargolo. Alla faccia degli adulti.

NAPOLEONE
April 19th, 2012
Angela Pellicciari ha pubblicato sulla BussolaQuotidiana un articolo (Napoleone e i suoi massoni, 24.3.12) che riporto integralmente perché ne vale la pena: «Recensendo sul Corriere della Sera il libro I dieci errori di Napoleone (Mondadori) di Sergio Valzania, Luciano Canfora, sempre suggestivo nelle sue analisi, scrive: “Valzania non è insensibile alla tematica del ‘tradimento’, all’interferenza cioè di questo micidiale fattore, non sempre percepito dagli storici nella sua rilevanza, e considerato piuttosto come un condimento romanzesco della ricerca. Si tratta della questione del mancato arrivo di Grouchy e della sua colonna nel momento cruciale della battaglia di Waterloo”. Il tema del tradimento, del tradimento militare, è effettivamente intrigante perché offre prospettive impensate ai non addetti ai lavori. Io, per esempio, nelle letture a tappeto che ho fatto su risorgimento e massoneria nella biblioteca della Civiltà Cattolica, sono caduta dalle nuvole quando mi sono imbattuta in un libro mezzo mangiato dai topi scritto da un tale Luigi Parascandolo, sacerdote napoletano. Nel suo La Frammassoneria in questo ultimo decennio (Napoli 1880), Parascandolo sostiene che la meravigliose vittorie dell’esercito napoleonico siano imputabili al tradimento. La prospettiva, rispetto a quella di Valzania-Canfora, sembrerebbe rovesciata perché Valzania parla di sconfitta mentre Parascandolo di vittorie. Ma chissà che, a conti fatti, se tradimenti ci sono effettivamente stati, questi non abbiano riguardato entrambe le facce della guerra: le vittorie come le sconfitte. Veniamo alle affermazioni di Parascandolo. Il sacerdote analizza le campagne bonapartiste all’interno di un quadro che rende ragione di alcune vittorie strategiche della Francia rivoluzionaria, inspiegabili a partire dal rapporto di forze sul campo, col tradimento di funzionari e generali giacobini che parteggiano per il nemico francese, anteponendo un vincolo ideologico di tipo settario alla fedeltà alla patria. Detto per inciso: so per esperienza quanto ragionamenti simili siano determinanti per spiegare in modo inconfutabile la conquista del regno delle Due Sicilie all’epoca della spedizione dei mille. Parascandolo racconta come “le orde repubblicane” entrarono senza colpo ferire in Belgio, Olanda, Savoia, Magonza, Treviri, Spira, Worms e Francoforte “per una lunga serie di tradimenti”, perché “in tutti i paesi del Reno, i massoni tradirono la loro patria tedesca”. I francesi conoscevano in anticipo i piani di battaglia e le strategie difensive, mentre i generali tedeschi non davano ordini al momento opportuno o eseguivano male quelli dati e si arrendevano senza sparare un colpo. Succede così che “Milizie agguerrite, che poco prima avevano dato saggio di bravura, all’improvviso si mostravano come divenute impotenti, ed i generali sembravano ciechi”. Le campagne napoleoniche non fanno eccezione: l’irresistibile e fulminea avanzata di Bonaparte si spiegherebbe con l’aiuto che i fratelli gli danno in ogni occasione. Parascandolo cita, fra gli altri, il caso del generale Mack, artefice della sconfitta dell’esercito napoletano di quarantamila uomini contro seimila francesi, fuggito a Parigi e nondimeno incaricato da Francesco II d’Austria del comando di vari reparti “tutti battuti presto e bene”, fino a che “chiusosi in Ulma con trentamila uomini, lasciò passare a Napoleone il Danubio, e capitolò il 15 ottobre, senza colpo ferire con tutto il suo esercito intatto”. Sconfitti tutti i regni, posti suoi familiari e amici a capo delle nazioni un tempo cristiane, Napoleone firma un concordato con la chiesa ed acquista un’autonomia impensata, simile alla “tirannide”. Succede così che, all’improvviso, le sue meravigliose qualità militari sembrino svanire: male informato, male obbedito dai generali, “nei momenti decisivi vedevasi privato del soccorso di numerosi corpi di Milizie”. A ben vedere l’unica differenza fra quanto scrive Canfora e quanto scrive Parascandolo è che, mentre il “sacerdote napoletano” attribuisce alla massoneria la causa di vittorie e sconfitte delle armate napoleoniche, Canfora si limita a parlare di tradimenti senza accennare all’identità dei possibili traditori».

ACQUA
April 14th, 2012
Riccardo Cascioli, su LaBussolaQuotidiana del 14 marzo 2012, ha commentato il Forum di Marsiglia sul problema dell’acqua, lamentando che «ad alimentare la confusione ci si è messo anche il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace con il documento pubblicato nei giorni scorsi, proprio in occasione del Forum». Infatti, il problema non sta nella disponibilità di acqua ma nell’accesso ad essa: «Secondo un Rapporto pubblicato nel 2007 dalle organizzazioni non governative Oxfam, Safeworld e Iansa, ogni anno l’Africa perde “almeno 18 miliardi di dollari a causa di guerre, guerre civili e insorgenze”. Dal 1990 al 2006 sono stati “persi” circa 300 miliardi di dollari, una cifra folle “equivalente all’ammontare nello stesso periodo degli aiuti internazionali dai principali paesi donatori”. E’ per questo motivo che paradossalmente il problema dell’accesso all’acqua è particolarmente acuto nella zona dei Grandi Laghi africani, che pure è uno dei bacini di acqua dolce più grande al mondo».

8MARZO
April 09th, 2012
Su LaRepubblica.it del 7 marzo 2009 (ringrazio Pietro Licciardi per avermelo segnalato) è comparso un articolo di Silvana Mazzocchi con questo titolo: « Anche le femministe in un libro riconoscono che l’8 marzo è una festa “inventata”…». E’ la recensione di un testo (Storie, miti e riti della giornata internazionale della donna, di Capomazza e Ombra, ed. Utopia). Secondo la leggenda fu la rivoluzionaria Clara Zetkin, nel 1910, a scegliere l’8 marzo per ricordare le operaie americane morte due anni prima durante un incendio avvenuto nel corso di uno sciopero. Invece, è «provato da una ricca documentazione che, a fissare il giorno delle donne all’8 marzo», fu «la Conferenza internazionale delle donne comuniste nel 1921 “per ricordare una manifestazione di donne con cui si era avviata la prima fase della rivoluzione russa”». Le mimose? Nel 1946 quando l’Udi, Unione donne italiane, si trovò a organizzare il primo 8 marzo dell’Italia liberata, le partecipanti alla discussione decisero di optare per le mimose. Come ricordava il compianto Alfredo Cattabiani, i prati di Roma erano pieni di fiori e fiorellini, ma la mimosa era speciale, essendo il fiore dell’acacia, albero simbolo della massoneria.

PEARL
April 04th, 2012
Su «Sette», il settimanale del Corsera (8 marzo), nella Festa delle Donna c’è la foto di Pearlperry Reich, ebrea ultraortodossa nata a Gerusalemme e figlia di un rabbino emigrato negli Usa. Pearl ha trent’anni ed è bella. Oggi campa come modella ma, dice il servizio, «è diventata la bandiera delle (rare) donne che si sono ribellate alle mortificazioni degli haredim». E’ stata sposata con un religioso «basso e grasso che mi fu imposto e che mi chiamava prostituta se in casa giravo con una camicia a maniche corte». Dodici anni di botte. Poi non ne ha potuto più e se ne è andata. «La famiglia le ha tolto il saluto. I rabbini le hanno tolto i quattro figli, perché “con lei crescerebbero pagani”». E lei ha denunciato tutti. Be’, non erano solo i musulmani…

OMOSALVATICO
April 04th, 2012
«AD MAJOREM DEI GLORIAM
Motto della Compagnia di Gesù, che fa sorridere gli scerebrati ma che dovrebbe essere di tutti i cristiani, anzi di tutti gli uomini. Dio, nella sua assoluta perfezione, non ha bisogno di gloria; ma noi, sì, che abbiamo bisogno di glorificarlo, in ciascuna della nostre giornate, in ciascuna delle nostre opere, perché soltanto riferendo a Lui tutta la nostra vita siamo assicurati di partecipare, per sempre, alla sua.

ALFA E OMEGA

Dall’alfa all’omega voleva dire, anticamente, tutto lo scibile. Il signore moderno è più modesto: la sua alfa è la tavola abbondantemente apparecchiata e il suo omega –obbedendo al proverbio che tutti i salmi finiscono in gloria- è il letto dove dorme dopo aver coperto la sua femmina. Tra quell’alfa e quest’omega non c’è che un passo e questa lineetta di congiunzione è l’Affare.

ANO

Nell’anatomia esoterica dei borghesi l’ano è, dopo la bocca, la parte più importante del loro amatissimo corpo. I due orifizi corrispondenti sono l’uniche porte per le quali il borghese comunica col mondo esterno. Se l’ano non espelle il superfluo, la bocca non può esser nuovamente riempita e per conseguenza non può esser compiuta l’essenziale missione dell’uomo su questa terra».

Quelle che avete letto sono tre voci a caso del Dizionario dell’omo salvatico. Volume primo A-B, di Domenico Giuliotti e Giovanni Papini (con prefazione di Mario Bernardi Guardi), edizioni Il Cerchio, pp. 373, €.26,00.
Imperdibile.

BOLOGNA
April 02nd, 2012
Leggo su Zenit (1 aprile 2012) una notizia che merita di essere divulgata: il presidente della Faac ha lasciato per testamento l’intero suo patrimonio, azienda compresa, alla diocesi di Bologna. Michelangelo Mannini, questo il suo nome, dopo una lunga malattia si è spento a soli cinquant’anni nel marzo scorso. Ma il testamento l’aveva fatto vent’anni fa; dunque, il suo è stato un gesto meditato e confermato. La Faac è una multinazionale leader nel settore dei cancelli automatici. Insomma, Bologna non è solo “rossa” né i capitalisti sono tutti privi d’anima. Accompagniamo questo straordinario benefattore con la preghiera nel suo viaggio verso il Cielo.

MANIERO
March 30th, 2012
Felice Maniero, il capo della «mala del Brenta» che imperversò tra gli anni Settanta e Ottanta, così ha dichiarato in occasione dell’uscita della fiction sulle sue imprese (Faccia d’angelo, marzo 2012): «Non è così che si comporta un malavitoso, non come si vede nei promo della fiction. Una misera fiction per fare cassetta». Naturalmente, levata di scudi da parte degli attori, registi, sceneggiatori, soggettisti, produttori e quanti alla cassetta, invece, tengono. Ma lui insiste: «Non voglio che i giovani siano affascinati dalla delinquenza. Comandavo più di trecento persone e l’unico che ha veramente guadagnato soldi sono stato io. Tutti gli altri sono in galera, vecchi, distrutti, disperati». Commento (mio): il fatto che una lezione di vera morale oggi ce la debbano dare i pregiudicati dice tutto sui tempi in cui viviamo.

 

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2011

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2010

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GENDER
Posted: 03 Jul 2010 08:29 AM PDT
Nel libretto della storica Giulia Galeotti («Gender. Genere. Chi vuole negare la differenza maschio-femmina?», ed. VivereIn) c’è la definizione: «La teoria del gender sostiene che non esistano differenze biologiche tra femmine e maschi, essendo la femminilità e la mascolinità costruzioni culturali indotte, dalle quali bisogna liberarsi per stabilire un’autentica uguaglianza fra gli esseri umani». L’autrice ci informa che dal 2000 al 2006 l’Unione Europea ha speso oltre 3,5mld di euro per promuovere l’ideologia del gender.

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STRANOMAVERO
Posted: 02 Jul 2010 10:29 AM PDT
Quanti sono gli astrofisici in Italia? Uno: Margherita Hack. Vaneggio? Spero di sì. Ma ogni volta che accendo la televisione o apro un giornale, se l’argomento è gli alieni, i cerchi nel grano, la fine del mondo, le profezie maya, insomma il mystero (alla Peter Kolosimo buonanima, alla Martin Mystère bonelliano, all’enigma, al voyager, al topsecret e via elucubrando), eccola lì: Margherita Hack, con sotto scritto Astrofisica. E pure se si parla di Madonne e di religioni e di “impegno civile” (quale sia il suo è noto). Perfino se si parla di Santi, tant’è che a suo tempo ha firmato anche una canzone per San Remo. Mi chiedo: gli astrofisici, quando vanno in pensione in questo Paese? Mi rispondo: come gli altri, tranne una. E mi spiego, conoscendo i colleghi giornalisti (lo spessore culturale di molti dei quali è noto solo a chi frequenta fisicamente le redazioni): quando c’è in ballo un tema come quelli suesposti, mica fanno la fatica di essere originali, no. Alzano il telefono e “pronto, signora Hack?”. Vi assicuro, niente complotti ateo-sinistrorsi (sarebbe già meglio). Le cose vanno esattamente come ho detto.

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CRUCIANI
Posted: 09 Jun 2010 09:19 AM PDT
Ogni tanto cortesi lettori mi avvisano che su qualche sito internet è comparso un attacco al sottoscritto. Da tempo, però, non vado più a vedere, e per due motivi. Uno è questo: i tenutari di sito si vantano del numero dei “contatti” registrati, numero che, per ovvie ragioni, non può tener conto di quanti siano quelli che vanno su un sito solo per vedere a che punto di imbecillità è arrivato. Così, preferisco non aumentare il conteggio complessivo. Un’altra ragione è la seguente: data la natura della segnalazione, perché farmi un fegato così? Certo, si può sempre rispondere per le rime, ma i petulanti non aspettano altro. Dunque, mi consolo col detto «molti nemici, molto onore» e non sto a perdere tempo. Ora, in più occasioni, anni fa, mi fu fatto presente che gli attacchi, con insulti, erano molto cospicui e virulenti su un preciso sito. Finii per rassegnarmi e andare a vedere. Trovai qualcosa di più e di meglio: odio puro. Ed erano pure firme di rilievo nazionale, scrittori con migliaia di fans. Ora vedo che il sito in questione occupa gran parte del libro di Giuseppe Cruciani (il giornalista che su La7 conduce il programma «Complotti») dal titolo: «Gli amici del terrorista. Chi protegge Cesare Battisti?» (Sperling & Kupfer). Naturalmente, per me non è una scoperta. Ma forse lo sarà per qualcuno di voi. Ve ne consiglio la lettura.

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CULTURA
Posted: 08 Jun 2010 10:10 AM PDT
L’incidenza e l’influenza della cultura cattolica nella nostra società l’ho misurata, se ancora ne avessi avuto bisogno, questo sabato (29 maggio 2010) ad Arona, in provincia di Novara, sul Lago Maggiore. Una importante libreria locale organizza nel corso dell’anno una serie di iniziative culturali, tra cui un intero pomeriggio nel quale un autore firma copie dei suoi libri per i lettori. Sabato toccava a me. Prima di me c’era stata Amélie Nothomb, al tavolo della quale c’era, ovviamente, una lunga fila. Non così per me, naturalmente: sono un autore «di nicchia», come si dice. La vetrina principale era tappezzata con la mia ultima fatica, proprio la raccolta di «Antidoti» (Lindau). Qualcuno è entrato appositamente perché già mio lettore. Gli altri si sono fermati incuriositi, ma l’atteggiamento generale è ben riassunto da una signora che mi ha chiesto: «Di che si tratta?». Ho risposto che era una raccolta di articoli del mio blog, fatti e fatterelli letti alla luce della visuale cattolica. Al che, la signora ha replicato: «Eh, di libri di preghiere ne ho già diversi…». Sì, perché nella testa dell’uomo medio, ormai, «cattolico» è sinonimo di «devozionale». Infatti, nei talkshow televisivi gli autori cattolici vengono invitati solo se si parla di Lourdes o di Vaticano. Il numero uno degli scrittori cattolici italiani (e non solo), Vittorio Messori, firma, sì, sul «Corriere della Sera», ma solo commenti su quel che ha detto il papa o la solita Lourdes. L’editoriale (l’articolo a sinistra in prima pagina, per intenderci) lo fanno Ernesto Galli Della Loggia, Angelo Panebianco, Giuseppe Sartori, Sergio Romano… «Laici», insomma. Gli unici considerati autorevoli per pronunciarsi su tutto, anche sui temi catto-devozionali. Gli opinionisti cattolici li trovate solo nel loro ghetto, dal quale li si convoca solo per, al solito, Lourdes o quel che pensa il papa dei preservativi. Pazienza, è già tanto che (ancora) non ci ammazzano…

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PADOVESE
Posted: 06 Jun 2010 09:53 AM PDT
Riguardo al furioso sgozzamento di mons. Padovese a Iskenderun in Turchia mentre il papa era a Cipro, il 6 giugno 2010 su «Il Giornale» il vaticanista Andrea Tornielli riporta le parole dell’arcivescovo di Smirne, Ruggero Franceschini: «Ancora una volta diranno che questo è un atto di un pazzo. Ma allora dobbiamo ammettere che da un anno e mezzo circa in Turchia gli atti da matto sono notevolmente aumentati, guarda caso contro i religiosi cristiani stranieri». Direi: da molto prima. Anche Ali Agca passava da attentatore solitario, turco pure lui.

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MEDJUGORJE
Posted: 05 Jun 2010 04:02 AM PDT
Messaggio del 25 maggio 2010: «Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio cuore immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Così la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». Eh, la Madonna dovrebbe stare più attenta a quel che dice; se comincia a chiamare le cose col loro nome («… modernismo…»), l’approvazione vaticana alle apparizioni di Medjugorje se la può scordare.

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ROOSEVELT
Posted: 02 Jun 2010 10:37 AM PDT
«Spero ardentemente che agli uomini disonesti venga impedito del tutto di procreare. I criminali dovrebbero essere sterilizzati e ai malati di mente dovrebbe essere vietato avere dei figli. E’ importante che solo la brava gente si perpetui». Frase di Theodore Roosevelt, presidente Usa e Nobel per la pace nel 1906. Riportato in Gnocchi-Palmaro «Cronache di Babele» (Fede & Cultura), p. 109. Com’è noto, noi disonesti, alla faccia di Teddy, siamo oggi oltre sei miliardi.

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NOTIZIA

Posted: 30 May 2010 10:29 AM PDT
Il missionario salesiano uruguayano Martín Lasarte ha inviato al New York Times, senza ottenere risposta, una lettera che è stata pubblicata dall’agenzia Zenit nel maggio 2010. Il New York Times, come è noto, è stato capofila nell’accusare il clero cattolico di pedofilia. Riporto qualche stralcio: «E’ curioso constatare (…) il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si consumano per milioni di bambini, per gli adolescenti e i più sfortunati nei quattro angoli del mondo (…). Penso che al vostro mezzo informativo non interessi il fatto che io abbia dovuto trasportare su percorsi minati nel 2002 molti bambini denutriti da Cangumbe a Lwena (Angola), perché il governo non si rendeva disponibile e le Ong non erano autorizzate; che abbia dovuto seppellire decine di piccole vittime tra gli sfollati della guerra e i ritornati; che abbiamo salvato la vita a migliaia di persone a Moxico con l’unico posto medico in 90mila kmq, o che abbia distribuito alimenti e sementi; o che in questi 10 anni abbiamo dato un’opportunità di istruzione e scuole a più di 110mila bambini (…). Non interessa che con altri sacerdoti abbiamo dovuto far fronte alla crisi umanitaria di circa 15mila persone negli alloggi della guerriglia, dopo la loro resa, perché gli alimenti del governo e dell’Onu non arrivavano (…). Non fa notizia che un sacerdote di 75 anni, p. Roberto, di notte percorra le vie di Luanda curando i bambini di strada, portandoli in una casa di accoglienza perché si disintossichino dalla benzina, che alfabetizzi centinaia di detenuti; che altri sacerdoti, come p. Stefano, abbiano case in cui i bambini picchiati, maltrattati e violentati cercano un rifugio, e nemmeno che fr. Maiato, con i suoi 80 anni, vada casa per casa per confortare i malati e i disperati (…). Non fa notizia che più di 60mila dei 400mila sacerdoti e religiosi abbiano abbandonato la propria terra e la propria famiglia per servire i fratelli in lebbrosari, ospedali, campi di rifugiati, orfanotrofi per bambini accusati di stregoneria o orfani di genitori morti di Aids, in scuole per i più poveri, in centri di formazione professionale, in centri di assistenza ai sieropositivi (…) e soprattutto in parrocchie e missioni, motivando la gente a vivere e amare (…). Non fa notizia che il mio amico p. Marcos Aurelio, per salvare alcuni giovani durante la guerra in Angola, li abbia portati da Kalulo a Dondo e tornando alla sua missione sia stato ucciso a colpi di mitragliatrice; che fr. Francisco e cinque catechiste siano morti in un incidente mentre andavano ad aiutare nelle zone rurali più sperdute; che decine di missionari in Angola siano morti per mancanza di assistenza sanitaria, per una semplice malaria; che altri siano saltati in aria a causa di una mina, mentre facevano visita alla loro gente. Nel cimitero di Kalulo ci sono le tombe dei primi sacerdoti che giunsero nella regione (…). Nessuno aveva più di 40 anni (…). La verità è che non cerchiamo di fare notizia, ma semplicemente di portare la Buona Novella, quella notizia iniziata senza rumore la notte di Pasqua. Fa più rumore un albero che cade che un bosco che cresce».

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BABELE
Posted: 26 May 2010 10:10 AM PDT
«Fa l’editorialista del giornale storico della famiglia Agnelli e combatte il capitalismo, scrive sul giornale della Conferenza episcopale italiana e bersaglia la gerarchia, commenta il vangelo su “Famiglia Cristiana” e proclama le verità altrui, fa il monaco solitario ed è sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo, profetizza nell’iperuranio della teologia engagé e si occupa della legge sugli immigrati (…). Predica esercizi ad alto livello, convoca e presiede convegni internazionali, è nume tutelare delle edizioni Qiqajon, scrive per grandi editori, compila voci di enciclopedie, tiene cattedra di teologia biblica e patristica all’Università Vita-Salute San Raffaele di don Luigi Verzé (dove insegna anche Vito Mancuso, ndr). E tutto questo con il solo titolo accademico di dottore in economia e commercio». Chi è costui? Enzo Bianchi, priore di Bose, secondo il duo Gnocchi-Palmaro in «Cronache da Babele. Viaggio nella crisi della modernità» (Fede & Cultura), un libro che vi consiglio perché adoro il taglio umoristico.

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GRANZOTTO

Posted: 25 May 2010 07:18 AM PDT

Nella sua rubrica quotidiana di dialogo con i lettori del «Giornale», Paolo Granzotto è solito cavare dal cilindro chicche storiche da non perdere. Il 21 maggio 2010, per esempio, a un lettore che gli chiedeva dei rapporti storici tra islam e nazismo, così rispondeva: «E’ ben nota l’adesione di Amin al-Husseini, Gran Muftì di Gerusalemme (e zio di Yasser Harafat, per dire) al nazismo e il contributo anche militare che ne diede con la Legione Araba e l’arruolamento di molti adepti nelle divisioni Waffen SS (l’ufficiale di collegamento con il Führer si chiamava Eichmann, Adolf Eichmann)». Poi, nel finale: «Sa, caro ***, che nel ’39 una cinquantina di intellettuali firmarono un documento di plauso al Duce per aver introdotto il “voi”? Si chiamavano Elsa Morante, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Vasco Pratolini, Concetto Marchesi, Giorgio Strehler, Arturo Carlo Jemolo, Massimo Mila, Renato Guttuso… Tutti fieri antifascisti. Dopo».

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GHEDDO
Posted: 22 May 2010 10:51 AM PDT
Racconta p. Piero Gheddo, decano dei missionari italiani (nel suo libro «I 155 anni del Pime in India e Bangladesh», Emi), che i primi quattro missionari del Pime (Pontificio istituto missioni estere) arrivarono in India nel 1855 e rimasero inorriditi: devoti indù che si facevano schiacciare dalle ruote di carri carichi di idoli, cadaveri portati dal Gange e mangiucchiati dalle bestie, vedove arse vive sui roghi dei mariti morti, malati soffocati dal fango del fiume sacro (messo loro in bocca per guarirli), feste di dodici giorni per le «nozze» di scimmie sacre, e via disgustando. Analogo orrore provarono gli spagnoli quando si videro offrire sangue umano come pietanza dagli Aztechi. E si potrebbe continuare con tutte le parti del mondo prima che la «luce di Cristo» (come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger) facesse piazza pulita dei demoni mai sazi di morte che imperavano sull’umanità.

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LAVOISIER
Posted: 19 May 2010 10:17 AM PDT
Antoine-Laurent de Lavoisier (1743-1794) è considerato il padre della chimica moderna per il suo «Traité élémentaire de chimie» del 1789. Suo è il detto «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» che abbiamo imparato a scuola. Divenuto proprietario di un’agenzia per la riscossione delle tasse, finì nei guai con i giacobini (nella Francia rivoluzionaria era facilissimo finire nel mirino dei comitati di salute pubblica). Nel 1794 venne condannato alla ghigliottina dal giudice Jean-Baptiste Coffinhal. Chiese un rinvio in nome della Scienza perché doveva completare un esperimento ma Coffinhal rispose col celebre «La Révolution n’a pas besoin de savants». E Lavoisier perse la testa l’8 maggio di quell’anno. Che c’è di strano? In fondo, si era nel Secolo dei Lumi (v. Cosimo Galasso su «Il Corriere del Sud», 25 marzo 2010). Non fu un caso isolato. Un giornalista, pur sanculotto della prima ora, prima di salire il patibolo offrì il suo sangue per lo studio delle trasfusioni. Richiesta negata, perché il suo, appartenente a un nemico della Rivoluzione, era sangue «impuro» (come recita un verso dell’inno nazionale, «La Marsigliese»). Cfr. il mio «I mostri della Ragione» (Ares).

 

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Immigrati
Posted: 19 May 2010 06:47 AM PDT
Notizia del 19 maggio 2010: a Como alcune famiglie albanesi hanno fatto cambiare scuola ai loro figli perché in quelle dove stavano c’erano troppi immigrati. Il preside ha definito «inquietante» la cosa. Ho la fortuna di avere alcuni vicini albanesi di religione islamica (respinti dalla Grecia, sono giunti da noi in gommone). Che però vanno a Lourdes e mandano i loro bambini al catechismo. Alle mie domande hanno risposto che il giorno più bello per loro è stato quello in cui hanno ottenuto la cittadinanza italiana: vogliono che i loro figli crescano italiani in tutto e per tutto. Tornando alla notizia di cui sopra, pare che anche i romeni si comportino così. Per forza: sono i più vicini alla sensibilità occidentale e hanno sempre mal sopportato le dominazioni (turca e comunista) sentite come corpi estranei. Al solito, però, i nostri buonisti non hanno capito. E’ singolare tuttavia che debbano essere gli immigrati a insegnarci come si fa la famosa integrazione.

 

 

2009

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Divorzio

Carl Anderson, Cavaliere Supremo degli americani Cavalieri di Colombo (prestigiosissima associazione di cattolici negli Usa), si è accorto che la crisi economica sta facendo diminuire i divorzi, come accadde nella Grande Depressione degli anni Trenta. Per forza: dividersi costa e raddoppia le spese, costringendo a una “pausa di riflessione”, più o meno lunga, che può rivelarsi, perché no, benefica. Ma c’è un passo che più mi intriga, nell’articolo di Anderson (Zenit.org 13 ottobre 2009): «Secondo l’esperta Barbara Dafoe Whitehead, i tassi di divorzio sono stati incoraggiati dalla tendenza diffusa in molte religioni a considerare il matrimonio come il campo d’azione della psicologia più che della teologia. “I terapisti sono diventati gli insegnanti e coloro che dettano le regole del matrimonio, e poi della dissoluzione del matrimonio stesso”». Per giunta, e a differenza del clero, a pagamento.

 

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Sherlock Holmes

«Un Bilancio in Rosso. La mattina del –mi pare- 26 settembre 1892 (data molto approssimativa: non ho mai avuto gran dimestichezza con gli anni), al tempo in cui felicemente regnava la sua graziosa maestà la regina Vittoria di Sassonia-Coburgo (a proposito della quale, essendo ormai morta da un pezzo, mi sento autorizzato a dire oggi una cosa che, con rispetto parlando, avevo sul gozzo da un po’, e cioè che quel tappo di damigiana non era affatto graziosa e rischiò di farci perdere più volte la faccia negli ultimi anni di fronte al mondo per via di certe sue manie), dicevo comunque che quella mattina ero intento a fare il conto della serva, cioè stavo alle prese con le fatture e le bollette da pagare. Debiti che rischiavano di travolgerci, me e il mio amico Holmes, dal momento che, a furia di seguirlo nelle sue avventure, la mia professione di medico era tale solo in virtù della targa sulle scale del 221 B di Baker Street; e poi quel suo maledetto vizio della morfina, che alternava o miscelava con l’ancora più costosa cocaina quando non aveva casi “all’altezza del suo cervello” da risolvere, stava mandando in rovina l’economia del nostro sodalizio». Questo è l’incipit del mio Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito Nievo (San Paolo), del quale sono rimaste poche copie, in vendita presso info@libreriasangiorgio.it ai primi che riusciranno ad aggiudicarsele.

 

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Tradimento

«Negli ultimi decenni, infatti, alcuni stati musulmani hanno cominciato a finanziare nelle più prestigiose università occidentali, a scopo propagandistico, delle cattedre di islamistica», scrive Guglielmo Piombini nel libro di Marco Casetta Il grande tradimento (Leonardo Facco Editore, prefazione di Renzo Martinelli). «La cattedra di islamistica presso l’università olandese di Leida dell’intellettuale islamista Tariq Ramadan, ad esempio, era finanziata dal sultanato dell’Oman; nel 2005 le università americane di Harvard e di Georgetown (dove insegna l’apologeta dell’islam John Esposito, diventato improvvisamente una della massime “autorità” mondiali in materia) hanno accettato 20 mil. di dollari dal principe saudita Alwaleed bin Tatal per programmi di studi islamistici; in precedenza le università dell’Arkansas, della California-Berkeley e di Harvard avevano accettato da fonti saudite rispettivamente 20, 5 e 2 mil.». Qualcuno ha anche perso il posto per non avere onorato a sufficienza i donatori. «Il risultato è che i laureati in studi islamici che escono dalla facoltà occidentali sanno tutto sulle presunte glorie della civiltà islamica (…) ma ignorano totalmente le immani sofferenze prodotte dall’islamizzazone delle culture “infedeli” preesistenti».

 

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Partigiani

Leggo su «Il Giornale» del 22 ottobre 2009 che quest’anno lo Stato elargirà 255.500 euro a venti associazioni d’arma (alpini, bersaglieri, etc.) e 563mila a otto associazioni partigiane e assimilate. Meno della metà, dunque. Ora, giustamente si fa osservare che dei circa trentamila partigiani effettivi «(divennero milioni soltanto il 25 aprile)» i più sono ormai deceduti per ragioni anagrafiche. Laddove le venti associazioni d’arma radunano non meno di mezzo milione di iscritti. Le domande sono due. Una: perché la sperequazione? L’altra: che ne fanno di tutti questi soldi pubblici le otto associazioni partigiane e assimilate?

 

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Kabul

Il 24 ottobre 2009 si è svolta a Kabul una «rabbiosa» manifestazione antiamericana (cfr. «Il Giornale» del giorno dopo). Rogo della foto del presidente Obama (che pur non è Bush) e della bandiera Usa, slogan come «morte all’America, morte agli ebrei e ai cristiani», «no alla democrazia, vogliamo solo l’islam». Si era diffusa la notizia che alcuni militari stranieri avevano bruciato una copia del Corano. Pare, però, che a diffonderla siano stati gli stessi talebani, interessati a far salire la tensione in Afghanistan in vista del ballottaggio del 7 novembre. Sia come sia, è la composizione sociale dei manifestanti a intrigare: «per lo più studenti universitari». Cioè, gente colta e non certo, da quelle parti, povera. Dunque, se qualcuno crede ancora all’equazione fanatismo=ignoranza ha di che riflettere. E, visto che c’è, rifletta anche su questo: ce li vede i cristiani linciare un barbone che si è scaldato bruciando una Bibbia?

 

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Basaglia

Mi pare giusto riportare per intero una lettera spedita a «Toscana medica» (settembre 2009) da Ugo Catola, neuropsichiatria e criminologo del Centro Studi di Firenze (ringrazio la «Rassegna stampa» del Centro di Documentazione Cattolica di Marina di Pisa per avermela girata): «Ancora due casi sulle pagine dei giornali, con relative vittime, totalmente innocenti: l’omicidio del meccanico schiacciato da uno psicotico schizofrenico alla guida di un autobus rubato in un deposito a Livorno e il triplice omicidio d’uno psicotico depresso a Reggio Emilia. Da questi, e da molti altri casi, che continuano a riempire la cronaca criminale delle nostre contrade, sorge sempre la stessa domanda: dov’è e come funziona la psichiatria pubblica, quella pagata con i soldi del contribuente, i così detti “servizi psichiatrici”? Non finirò mai di ribadire che il vero punto debole della legge Basaglia non è la chiusura dei manicomi, in parte condivisibile perché si erano trasformati in cronicari e discarica sociale, ma nella deresponsabilizzazione della psichiatria pubblica, nella sua abdicazione ad agenzia di controllo sociale. L’abrogazione degli articoli del codice penale -omessa denuncia di malati di mente pericolosi, omessa custodia di malati di mente- contenuta nella legge Basaglia, quasi passata inosservata, parla chiaro. Adesso la responsabilità dello psichiatra è quasi scomparsa. Tutto dipende dalla sua onestà intellettuale e al suo arbitrio, dal suo sentire e dal suo desiderio d’intervenire nei casi più scabrosi senza paura e senza falsi pietismi, quando è necessaria una terapia, spesso non accettata dal paziente, o un ricovero. Però anche chi volesse farlo deve soggiacere alla volontà del sindaco, unica autorità politico-amministrativa (e non medica) in grado di discernere e decidere, essendo venuta meno la procedura d’urgenza, dove il medico poteva autonomamente decidere secondo scienza e coscienza, prevista nella precedente normativa. E poi la legge prevede un ricovero massimo di sette giorni e non più di 15 posti letto nei reparti, pardon, servizi psichiatrici ospedalieri, come se il legislatore potesse forgiare a suo piacimento la durata della malattia e delle cure. E che dire delle menti ancora intossicate dall’ideologia basagliana, che nega la vera natura delle malattie mentali e la pericolosità dei pazienti, attribuendo il tutto all’indimostrato assioma: la società li ha fatti ammalare, ricacciamoli a forza nella società, se succede qualcosa è un prezzo che dobbiamo pagare. Purtroppo a pagare non sono mai gli psichiatri o gli amministratori, ma i vicini (familiari e non) e gli stessi pazienti, ai quali si spalancano le porte del cimitero e della galera».

 

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Zingari

Solo un’epoca di assoluto relativismo come la nostra poteva tollerare gli zingari e la loro inassimilabile “cultura” (com’è noto, il relativismo tollera tutto tranne il cristianesimo). Ma in altri tempi le cose stavano diversamente. Infatti, furto, accattonaggio e divinazione erano puniti. Peggio fu quando, col diffondersi del protestantesimo, venne meno l’influenza moderatrice del clero. Ecco, per esempio, cosa si legge in Origini e storia della Massoneria di M. Baigent e R. Leigh (Newton Compton): «La legislazione contro gli zingari in Scozia era sempre stata molto severa e durante la Riforma lo divenne ancora di più. Nel 1574 il parlamento scozzese decretò che tutti gli zingari catturati venissero frustati, marchiati sulla guancia o sull’orecchio, o che venisse loro mozzato l’orecchio destro. Altre leggi ancora più severe furono introdotte nel 1616. Alla fine del Seicento gli zingari venivano deportati in massa in Virginia, alle Barbados e in Giamaica» (p. 129).

 

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Fulminata

Nell’anno 174, al tempo dell’imperatore Marco Aurelio, durante le campagne dell’esercito romano contro i Marcomanni e i Quadi la XII Legione Fulminata si ritrovò intrappolata senza scampo in fondo a una valle, circondata dal nemico e torturata dalla sete. Ogni legionario invocava i suoi dèi; anche i cristiani, di cui la XII era piena. Quando ogni speranza sembrava ormai svanita, si scatenò un violentissimo uragano che permise ai soldati di dissetarsi con l’acqua piovana, mentre le folgori disperdevano i barbari. Sorse in seguito una polemica tra pagani e cristiani, perché ognuno rivendicava alla sua divinità il miracolo. Questo e altro potrete leggere nel bellissimo La Croce e la Mezzaluna. Le guerre tra le nazioni cristiane e l’Islàm. Una storia militare dalle conquiste arabe del VII secolo al terzo millennio (Ares, nuova edizione accresciuta) di Alberto Leoni. Del quale vi raccomando anche il fondamentale Storia militare del cristianesimo (Piemme). Alberto Leoni è lo storico della cui consulenza mi sono servito per il mio Il crocifisso del samurai (Rizzoli).

 

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Ipazia

Poiché  non pochi lettori mi avvisano dell’appello in circolazione circa un film su Ipazia, l’intellettuale pagana trucidata da un gruppo di cristiani verso  il 415, ecco come andò la cosa (mi sono consultato, per vostra sicurezza, con Vittorio Messori). Racconta Eusebio di Cesarea che Ipazia non fu uccisa per ordine di s. Cirillo di Alessandria né per motivi religiosi bensì politici. I linciatori erano alcuni eretici «parabolani», cristiani fanatici che avevano mutuato il nome dai gladiatori che affrontavano i leoni (prima che Teodosio abolisse tali spettacoli nel circo). Disprezzavano la vita e, volendo morire al più presto per Cristo (secondo loro), si consacravano con giuramento ad assistere gli appestati e i malati di malattie infettive. Cirillo cercava di tenerli a bada ma a un certo punto scoppiò un dissidio politico tra lui e il prefetto di Alessandria, Oreste. Costui era sospettato di paganesimo e così i parabolani (cui si aggiunse qualche monaco fuori controllo) se la presero con Ipazia, che di Oreste era la favorita. Si aggiunga l’astio tutto egiziano per Bisanzio, di cui Oreste era rappresentante. Un astio che giocò il suo ruolo quando arrivarono gli arabi, i quali furono accolti in Egitto praticamente con gaudio per odio antibizantino (Costantinopoli aveva la mano pesante soprattutto con le tasse). Cirillo seppe del linciaggio a cose fatte

Ipazia-bis

Nell’Antidoto su Ipazia, frettolosamente vergato a memoria, ho citato impropriamente Eusebio di Cesarea, vissuto molto prima. Me ne scuso coi lettori. E ringrazio tutti i lettori che me l’hanno fatto notare, anche quelli stupidamente maleducati. Eh, non stupirò mai abbastanza di quanta gente ha tempo da perdere…

 

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Adversaria

Il comunismo «è una religione povera ideologicamente ma con una straordinaria vitalità. E in essa la povertà ideologica è tanta quanto lo è la cattiveria. E’ un’ideologia ricca di quell’infernale capacità che le consente, una volta cacciata dalla porta, di rientrare dalla finestra» (Vasil’ Bykov, La mentalità comunista, Spirali 2001). Se vi piacciono gli aforismi politicamente scorretti, questo è uno di quelli che troverete nel libro di Paolo Maggiolo Adversaria. Frammenti d’autore (Solfanelli). Eccone un altro: «Una apparente infinita tolleranza sta in realtà riducendo la libertà di espressione e dando un potere sproporzionato a qualsiasi minoranza che vuol distruggere ei valori e i costumi tradizionali. La cosa strana è che a questo processo di distruzione della tradizione i sociologi abbiano dato il nome di post-moderno, perché avevano identificato la modernità con il marxismo» (Francesco Alberoni, Leader e masse, Rizzoli 2007).

 

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Marna

Come il mio compaesano Tornatore ha fatto il suo Baarìa, anch’io ho fatto, ma a suo tempo, il mio Cianciana, il paesino siciliano in cui sono nato. Naturalmente non spero in premi, Oscar o meno: non sono sufficientemente comunista per meritarli. Per giunta, ho della Sicilia un ricordo diametralmente diverso: nel dopoguerra e fino al 1968 era piena di monarchici, democristiani e nostalgici del Duce, l’unico che avesse debellato la mafia; i comunisti, se qualcuno c’era, stavano zitti per non essere dileggiati. Cianciana, libro-amarcord molto più parente de L’albero degli zoccoli (ma molto più allegro), venne pubblicato da un editore di Como, Marna, lo stesso con cui avevo pubblicato il mio primissimo romanzo, L’inquisitore, giallo medievale ambientato a Pisa e che nessuno voleva pubblicare perché di esordiente sconosciuto. Marna fu il solo a fidarsi. Ebbene, quel mio romanzo ha avuto, a tutt’oggi, sei edizioni italiane e cinque in altrettante lingue estere. Ora la Marna vi fa sapere che, se ancora ne siete privi, potrete avere a casa vostra, senza spese di spedizione, L’inquisitore e Cianciana insieme, a soli €. 12,00; purché vi rivolgiate direttamente all’editore (tel. 031874415, fax 031874417, mail: promo@marna.it). Buona lettura, giacché lo sapete: con me non ci si annoia.

 

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Alghe

Il 21 agosto 2009 ho letto che le alghe verdi accumulate sulla costa della Bretagna sprigionano, decomponendosi, un gas velenoso, talmente velenoso da essere mortale. Il governo francese ha dovuto allertarsi allorché, il 27 luglio, un cavallo è morto stecchito per le esalazioni e l’uomo che lo montava è stato salvato per un pelo. Ogni tanto «Gea, il pianeta che vive», ci ricorda che la natura è cattiva (come dice la Bibbia) e occorre domarla e ordinarla per andarci d’accordo. Lo sapevate che il leone uccide i cuccioli per costringere la femmina ad accoppiarsi? Ed è da lui, non da altri animali, che la leonessa protegge («come una leonessa») i pargoli? Una volta, invitato in tivù, ero seduto accanto al leggendario Togni, il domatore per definizione. Raccontò di essere finito sul tavolo operatorio in fin di vita per colpa dei suoi leoni. I quali una volta gli disobbedirono e si avventarono sui bambini delle prime file. Domanda: perché proprio sui bambini? Risposta di Togni: non so perché, ma il leone d’istinto appena può si lancia sui bambini.

 

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Pandolfi

Massimo Pandolfi, caporedattore de “Il Resto del Carlino”, è stato intervistato da Antonio Gaspari di Zenit.org sul suo libro La vita in gioco. Eluana e noi (Ares) presentato al Meeting il 25 agosto 2009. Contiene documenti inediti, valutazioni medico-scientifiche, contributi d’opinione, interviste e racconti di persone che si sono risvegliate dopo quasi vent’anni di coma. Alcuni stralci: «Credo che sulla vicenda di Eluana siano state dette tante, troppe bugie. Ad un certo punto è passato il messaggio che i sadici saremmo noi, ‘ostinati’ difensori della vita, e i buoni tutti quelli che volevano accompagnare Eluana alla fine del suo calvario. Eluana non era una malata terminale, ma una grave disabile. Eluana non era attaccata a macchinari strani e veniva nutrita, idratata e pulita come capita alle persone non autosufficienti (…). Purtroppo il caso singolo di una persona (Beppino Englaro) che ha fatto questa scelta è diventato una sorta di bandiera etica e mediatica per molti. Ma la realtà è un’altra! (…) ma ci avete fatto caso, dal 25 giugno 2008 (giorno del decreto della Corte d’Appello di Milano che autorizzava la sospensione dell’idratazione e nutrizione artificiale di Eluana) non c’è stato un disabile-uno che abbia provato a seguire questa strada giudiziaria, che dopo quel precedente poteva anche essere molto agevole. Perché? Non sarà che forse le reali esigenze dei disabili e dei loro familiari sono ben altre rispetto a quelle ossessivamente sbandierate da radicali, radical-chic e ‘Ignazi Marino’ vari nei mesi scorsi? (…) c’è una società nichilista che pretende – ed è questo l’aspetto drammatico – che certe persone a un certo punto della loro esistenza si tolgano di torno. Diventano scomode o sono scomode in partenza, d’impiccio. Si è cominciato con i bambini da ammazzare prima di far nascere (aborto: primo omicidio legalizzato della storia moderna), poi siamo arrivati a malati e disabili, presto chiuderemo il cerchio con gli anziani. (…) nel 99.9% dei casi le esigenze di queste persone non sono quelle che sono purtroppo state sbandierate per mesi anche da noi giornalisti. Questa gente (e i loro familiari) non chiede-chiedono di morire ma semplicemente di trovare dei buoni motivi per continuare a vivere».

 

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Lettere

«Giulio Arthos» è il nom de plume dell’autore del libro Lettere non spedite, titolo di una rubrica tenuta sul foglio di destra «Linea». L’editore è il piccolo Tabula Fati di Chieti. L’ho letto e mi ci sono divertito, perché vi si colgono gli umori della destra-destra, ex Msi poi a malincuore An. In effetti, la domanda da cento milioni di dollari che ci si pone, dopo le giravolte di Fini, è questa: vabbe’, sappiamo di cosa siete ex, ma cosa volete diventare? Poiché ancora non si è capito, è interessante leggere che non l’hanno capito neanche parecchi della loro base. Berlusconi, in effetti, ha chiamato sotto le sue bandiere ex socialisti, ex democristiani, ex comunisti, ex radicali, ex fascisti, e meritoriamente li ha condotti alla vittoria sulla sinistra. Solo che quest’ultima sa che cosa è diventata: un mega partito radicale. Berlusconi è un imprenditore e fa quello che sa fare: dirigere un’azienda. Ma che succederà quando andrà in pensione? Privi di una cultura (di cui, a quanto risulta, non gliene frega niente, visto che nulla fanno per scalzare l’egemonia altrui e sostituirla con la loro; anzi, continuano col complesso di inferiorità) che faranno? L’unica compagine che abbia una cultura in questo senso è la Lega, che dunque ha i numeri per esistere anche senza Bossi. Mah…

 

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Calabria

Interventi musulmani sulle coste italiane nel solo XVI secolo: «1501, riduzione in schiavitù degli abitanti dell’isola di Pianosa; 1516, sbarco a Lavinio, dove lo stesso papa Leone X riuscì a sfuggire miracolosamente alla cattura; nel 1530 Kair ed-din detto Barbarossa, bey di Algeri e alleato di Francesco I, assaliva e devastava le coste tirreniche del Reame (di Napoli, ndr); 1534, sbarchi a Cetraro e San Lucido di Calabria, in vari luoghi del golfo di Napoli, a Sperlonga e a Fondi, nel Lazio; 1543, sbarchi a Messina e Reggio; 1544, in Liguria e a Talamone in Toscana; riduzione in schiavitù degli abitanti di Castellamare di Stabia e Pozzuoli; 1550, saccheggio di Rapallo; ancora nel 1550 un Mustafà, nel 1552 Sinan pascià attaccavano Reggio (…) e Draut raìs bruciava San Lucido; 1551 e 1552, saccheggio di Augusta; 1554, a Vieste, sulla costa pugliese, furono catturati 6mila abitanti; 1555, saccheggio di Paola; 1558, riduzione in schiavitù degli abitanti di Sorrento; 1560, sbarco a Villafranca, dove il duca di Savoia, Emanuele Filiberto, rischiò la cattura; era presa e distrutta Cariati, e il suo vescovo catturato; tra il 1561 e il 1565 saccheggio di Porto Maurizio, Antignano, Celle, Albissola; 1566 sbarchi a Ortona e Vasto, in Abruzzo. Le incursioni dei Turchi e Barbareschi dovevano continuare anche dopo Lepanto (…). Nel 1590 era bruciata Bovalino; nel 1594 il pascià Cicala (…) distruggeva dalle fondamenta Reggio (…). Nel 1625 bruciava Gioia, nel 1636 Nicotera. Nel 1644 e ’45…». Eccetera. Quella che avete letto è una mezza pagina di Controstoria delle Calabrie (Rubettino) di Ulderico Nisticò. Lo consiglio, e non solo ai lettori calabresi.

 

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Dawson

Se qualcuno se lo ricorda, alcune puntate fa (a proposito di Oscar Wilde) parlammo dei grandi convertiti inglesi, notando che quasi tutti i nomi più importanti della letteratura britannica sono cattolici, partendo da Thomas More (autore del celeberrimo Utopia, che diede il nome a un genere) e passando per Shakespeare (criptocattolico, per non far la fine di More). Nell’elenco, poi rinforzato da alcuni lettori, mancava però Henry Christopher Dawson (1889-1970), uno dei massimi storici inglesi, che passò al cattolicesimo nel 1914. Studi a Oxford e cattedra ad Harvard, Dawson è autore di importantissime opere sulla storia del cristianesimo, l’ultima delle quali voglio segnalare alla vostra attenzione: La divisione della Cristianità occidentale (D’Ettoris Editori), a cura di Paolo Mazzeranghi e con presentazione di Marco Respinti, giornalista de «Il Domenicale». Vale la pena.

 

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Medici

Stefano Lorenzetto è uno dei migliori giornalisti italiani (date retta a me, che ne conosco personalmente parecchi) e da anni su «Il Giornale» presenta paginate di «Tipi italiani», personaggi singolari e talvolta stravaganti. Io, che ho nel curriculum un Elogio degli italiani (Mondadori) e un Doveroso elogio degli italiani (Bur) non me ne perdo uno. Una volta intervistò anche me (e mi ritrovai, in foto, faccia a faccia col b. Pio IX). Ma le puntate più interessanti, in tutti i sensi, sono state quelle in cui ha presentato straordinarie figure di medici, particolarmente specializzati nel parlare chiaro e senza peli sulla lingua (esempio: «Intorno all’Aids ci sono troppi interessi, è un business mondiale, più del petrolio»; forse per questo non si trova ancora un vaccino, come subodora Lucetta Scaraffia nella prefazione). Ora questi medici (tra i quali c’è anche chi propone «cure per il cancro il cui demerito principale è quello di costare quasi nulla, andando così contro gli interessi della potente industria farmaceutica») sono stati raccolti in un libro, Si ringrazia per le amorevoli cure prestate (Marsilio). Vi assicuro che non vi annoierete.

 

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Koll

Quando l’età avanza, i calciatori diventano allenatori. Così, io, che comincio ad essere anziano e navigato, come sapete ho aperto una scuola di scrittura creativa insieme al collega (giovane) Iannaccone, con la speranza di formare scrittori che, rinunciando alle vie facili del successo odierno (sesso-disperazione esistenziale-vampiri & serial killer), aprano nuove strade alla letteratura. La quale, come tutti le arti, dovrebbe (come diceva Pio XII) elevare l’anima anziché schiacciarla vieppiù. Tutto, in questo campo, è da riconquistare; anche in quello, più difficile, del teatro-cinema. E non solo come autori e sceneggiatori. Ma anche come attori. Oggi, per avere successo in questo campo bisogna scordarsi ogni moralità e pudore. Ne sa qualcosa Claudia Koll, che fatica a trovare scritture e ingaggi di livello da quando ha deciso, coraggiosamente, di fare outing del suo ritrovato cattolicesimo. Certo, né a me daranno mai lo Strega, né a lei daranno mai l’Oscar. Chissenefrega, abbiamo fatto la nostra scelta e scommesso sulla vita eterna: temiamo di più il Giudizio di Dio che quello di Venezia (intesa come Campiello e Leone d’Oro). Anche la Koll, come me, ha aperto la sua scuola. Come la mia, aperta a tutti. Ma tutti sanno che tipo di prodotto viene offerto. Se vi interessa, ecco qua: «Star Rose Academy. Dove c’è arte c’è amore», www.starroeseacademy.com e claudiakoll@starroseacademy.com

 

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Livorno

Città rossa da sempre (per l’esattezza: dalla caduta del fascismo, perché era un feudo di Ciano), Livorno è oggi mediaticamente nota per il suo «Vernacoliere», foglio sboccato il cui turpiloquio è, ovviamente, tutto contro la destra. La città venne fondata dal granduca Cosimo II nel XVI secolo con un «editto di popolamento». Cioè, chi aveva pendenze con la legge trovava condono se vi si trasferiva. Da qui una tradizione piuttosto eterodossa: a Livorno si ebbe la più cospicua comunità ebraica d’Italia dopo quella di Roma; livornese era Filippo Buonarroti, discepolo di Babeuf e gran cospiratore ottocentesco; a Livorno fu fondato il partito comunista italiano… Ma guai a toccare ai livornesi la Madonna di Montenero, protettrice della Toscana, il cui santuario si trova proprio lì. Tant’è che, quando i napoleonici osarono sparare all’Immagine, l’intera città insorse in armi contro il blasfemo invasore. Dunque, fa proprio impressione la notizia data dal quotidiano «La Nazione» il 14 giugno. Il giorno prima, pellegrini da tutta la Toscana erano in processione verso il santuario e recitavano il rosario quando sono stati fatto oggetto di insulti e bestemmie da parte di un gruppo della cosiddetta «sinistra antagonista». Specialmente le pellegrine giovani sono state prese di mira e la cosa sarebbe di certo degenerata se non fosse intervenuta la polizia. Cori, slogan urlati, bestemmie. A Montenero. Benvenuti nel Terzo Millennio.

 

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Boston

Il 6 settembre 2009, su Zenit.org, Elisabeth Lev, docente universitaria americana, ha commemorato i due ultimi Kennedy, morti quest’anno. Un passaggio storico è interessante e lo riporto: «Boston è stata costruita sulle colonne granitiche dell’anticattolicesimo. Dall’epoca dei suoi fondatori puritani, i protestanti hanno rappresentato per tre secoli la maggior parte della popolazione della città, fino all’arrivo degli irlandesi – non accolti di buon grado – a metà del XIX secolo. Gli statuti puritani settecenteschi bandivano tutti i sacerdoti dal territorio e prevedevano la pena di morte nel caso in cui fossero tornati (nel 1690 questa pena fu mitigata e trasformata nel carcere a vita). I cattolici sono stati esclusi da ogni tipo di adorazione pubblica fino al 1780. Ogni 5 novembre, il Guy Fawkes Day (festa inglese in cui viene bruciato il fantoccio del papista Guy Fawkes, che nel XVI secolo, accusato di voler far saltare il Parlamento, fu giustiziato, ndr), i bostoniani celebravano il “Pope Day” [il Giorno del Papa, ndt] bruciando l’effigie del Papa, facendo processioni in cui il Romano Pontefice e il diavolo camminavano mano nella mano e compiendo atti di vandalismo contro case e uffici cattolici. Nel 1834 i rivoltosi bruciarono un convento di orsoline a North Boston e nel 1840 venne formato un violento partito politico anticattolico, i “Know Nothings”, come reazione all’immigrazione cattolica negli Stati Uniti. Il partito dilagò nelle elezioni del Massachusetts del 1854, guadagnando sia il governatorato che la legislatura. Le leggi puritane impedivano ai cattolici di ricoprire ogni tipo di incarico politico e a Boston i cattolici venivano dipinti come automi senza cervello al servizio del Papa straniero. Tutto questo cambiò decisamente nel 1960. L’elezione di John F. Kennedy, nientemeno che un bostoniano, a Presidente degli Stati Uniti offrì a Boston una catarsi simile a quella dell’elezione di Barack Obama. Lo stigma del bigottismo anticattolico poteva finalmente essere eliminato».
 
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Caterina

Antonio Socci, essendo senese, non poteva che dare nome «Caterina» a sua figlia. La santa omonima, patrona d’Italia, fustigava i pontefici, predicava la crociata, aveva una gemella e sui ventiquattro tra fratelli e sorelle. Ora, mi dicono che la Caterina di Socci sta male. Volentieri mi unisco alle preghiere che, in questo momento, sorvolano il suo ospedale tramite internet. Fatelo anche voi.
 
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Enciclopedia

Bolšaja Sovetskaja Enciklopeja, la Grande Enciclopedia Sovietica (30 voll.), fu pubblicata in tre edizioni diverse, l’ultima nel 1978. A ogni edizione certi personaggi sparivano e ricomparivano, anche nelle foto. Il più “ballerino” di tutti era, naturalmente, Trockji (Leiba Davidovič Bronštejn). Chi cadeva in disgrazia semplicemente spariva dal passato, non era mai neanche esistito, era «non persona», come in 1984 di Orwell. E’ lo storico Marco Tangheroni (Cristianità, modernità, Rivoluzione, Sugarco) a far notare il parallelo con una scena del film Danton (1982, di Andrzej Wajda con Gérard Depardieu), in cui Robespierre fa visita all’atelier del pittore “ufficiale” David. Questi sta dipingendo l’enorme Giuramento della Pallacorda, inizio della rivoluzione. Robespierre osserva il lavoro e fa notare che questo e quest’altro personaggio non c’erano. David ribatte che, sì, c’erano, era presente e si ricorda benissimo. Allora Robespierre si fa gelido: «Non c’erano».
 
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Menzogne

«A cadere sotto il colpo di forza bolscevico fu la Russia come repubblica democratica, ormai libera dallo zarismo» (Vittorio Strada). Questo nell’ottobre 1917. Difficilmente, poi, si troverà nei libri, oltre il mito, ciò che successe subito dopo. Cioè, «le consultazioni del novembre 1917 per l’Assemblea costituente, che videro la sconfitta dei bolscevichi (fermi al 25%) e la vittoria clamorosa dei socialisti (col 40%), sia la grande manifestazione popolare che si tenne il 5 gennaio 1918, cioè nel giorno di apertura della Costituente, e che venne repressa dal governo bolscevico nel sangue, sia infine lo scioglimento con la forza militare della stessa Costituente ritenuta un covo di “controrivoluzionari”: e ciò mentre sotto la presidenza di Viktor Cernov, già ministro dell’agricoltura nel governo di Kerenskij, l’Assemblea stava votando la distribuzione della terra ai contadini». Invece, com’è noto, si continua a credere che il bolscevismo sia stato una «rivoluzione» contro lo Zar, anziché un golpe contro una socialdemocrazia. Leggete, di Sandro Fontana, Le grandi menzogne della storia contemporanea (Ares), con capitoli dai titoli intriganti (per esempio, «La strage di Marzabotto» e «La menzogna della Resistenza tradita»).
 
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Digiuno

Poiché quest’anno il Ramadan inizia in pieno agosto e poiché esso vieta cibo e bevanda (perfino l’acqua) dall’alba al tramonto, sorge qualche problema per i braccianti stagionali di fede islamica. Raccogliere meloni e pomodori per otto ore al giorno sotto il sole estivo può creare qualche problema (l’estate scorsa, nel mantovano, un clandestino è morto di insolazione). Così, il Comitato provinciale per la sicurezza in agricoltura di Mantova il 12 agosto 2009 (v. Corsera del 13) ha diramato una nota: «La tutela della salute viene prima di ogni pratica religiosa». Già. Peccato che questo sia un precetto cristiano, derivato dall’evangelico «Il sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato». Infatti, non sono mancate le proteste degli imam. Così, qualche azienda, per sicurezza, preferisce rivolgersi a braccianti romeni. La notizia fa il paio con un’altra (stesso giorno, fonte agenzia Reuters): una donna musulmana ha denunciato il custode di una piscina presso Parigi che non l’avrebbe ammessa in «burkini», il costume integrale da bagno, per (giustificati, va detto) motivi igienici. Quando il cardinale Biffi consigliò di privilegiare ove possibile l’immigrazione europea rispetto a quella africana e mediorientale intendeva proprio questo: l’unica religione-mentalità che crea problemi è quella islamica, anche se non è politicamente corretto dirlo. Il cardinale, naturalmente, fu subissato d’improperi dalle sinistre (interessate ai voti di un improbabile neo-proletariato) e da quelli che Lenin chiamava «utili idioti», molto diffusi, ahimè, tra i cattolici e il loro clero.
 
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Eluana

«Colpirne 30 per educarne… ». E’ il titolo di una lettera circolare che il responsabile del sito CulturaCattolica.it ha inviato ai lettori. Eccolo: «12 settembre 2009. Nome di Maria. Cari amici, da più di un mese sono oggetto di una indagine, insieme ad una trentina di siti, per la questione di Eluana Englaro: la Procura di Lecco ha notificato il procedimento in corso per diffamazione. Sono sincero: che di fronte alle migliaia di prese di posizione si siano individuati una trentina di siti, mi fa pensare che si tratti di una mossa per cercare pubblicità, o… chissà? Ho scritto vari articoli sulla questione, aspettando quello che accadrà. Certo, credo che i magistrati abbiano più buonsenso di chi ha sporto denuncia, e che tutto finirà nel nulla, come deve finire. Stiamo comunque all’erta. Don Gabriele Mangiarotti».

Io credo che vogliano soldi, caro don Gabriele, per finanziarsi ulteriori «battaglie di civiltà». Per quanto riguarda il «buonsenso» dei magistrati… Mah. In ogni caso, non si preoccupi. Se scoprirà (come credo) che, in caso di problemi, molti «amici» faranno finta di non conoscerla, non si preoccupi: faremo una colletta.
 

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Comandamento

Insomma, cosa deve fare il cristiano? Una cosa molto semplice: amare Dio con tutto il cuore, l’anima, le forze, e il prossimo come se stesso. Hai detto niente. Amare (!) un essere invisibile che per alcuni è pure inesistente e per altri è un sadico vivisezionatore. E il prossimo, cioè quanto di più insopportabile ci sia (non sono un misantropo: lo stesso s. Tommaso d’Aquino diceva «proximum meum, mea poenitentia»). Giustamente, Cristo aggiungeva: «Senza di me non potete fare niente».
 
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Storia

Occupandomi non di rado di divulgazione storica, altrettanto non di rado mi sono tirato addosso gli strali degli storici di mestiere, che poi sono quelli che hanno un posto a qualsiasi titolo nell’università. Essendo laureato in Scienze Politiche, ho conosciuto veri geni seduti su cattedre di storia ma anche emeriti cretini. Tutti, però, unanimi nel definire «scientifico» il loro lavoro. Talvolta con un’ossessione sospetta, quasi una coda di paglia. Se vai a vedere, la «scientificità» consiste in a) frequentare gli archivi; b) aggiungere un corredo di note spesso superiore allo stesso testo; c) completare con una bibliografia (siti internet compresi) di quante più pagine possibile (che, se non garantisce di essere stata studiata, o almeno letta, testimonia tuttavia che la si conosce); d) premettere una pletora di ringraziamenti a questo & a quello. Ciò, tuttavia, non spiega come mai esistano storici marxisti, liberali, cattolici (a loro volta suddivisi in progressisti e non) eccetera. Il che significa che i fatti possono essere interpretati in mille modi. E che la visione filosofica è precedente all’indagine storica (le eccezioni sono rarissime). Così, certi fatti vengono presi per importanti e riportati; altri no. Oppure, alcuni sono evidenziati con la matita rossa ed altri sottovalutati. A volte basta un aggettivo. Col risultato finale di una «scientificità» molto simile a quella di Omero, che almeno non aveva la pretesa di far parte della casta. Se ne avevo qualche dubbio, me l’ha tolto la lettura di Della storia (Sugarco), di Marco Tangheroni, uno storico accademico che ho personalmente conosciuto e che stimo. Naturalmente lo stimo perché la sua visuale filosofica coincide con la mia. Come potrei stimare uno che, per quanti gradi accademici abbia, della storia non ha capito niente?
 
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Complotti

Dedicato a Dan Brown e ai suoi epigoni: «Chi si ostina voler capire più di quel che c’è da capire capisce meno di tutti» (Nicolás Gómez Dávila).
 
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Risorgimento

Nel prezioso libretto Cristianità, modernità, Rivoluzione (Sugarco) di Marco Tangheroni trovo questa bella pagina dello storico nazionalista Niccolò Rodolico (Il popolo all’inizio del Risorgimento nell’Italia meridionale): «Quando i reggitori della Repubblica di San Marco, tremanti di paura per le minacce francesi, strappavano le gloriose insegne del leone alato e supplicavano la pace i contadini del Veronese gridavano “Viva San Marco” e morivano per esso in quelle Pasque che rinnovarono i Vespri. Quando sotto il cumulo di umiliazioni patite da prepotenti francesi e da giacobini paesani Carlo Emanuele avvilito abbandonava Torino, i montanari delle Alpi e i contadini piemontesi e monferrini continuavano disperatamente la resistenza allo straniero. Quando nella Lombardia gli austriaci si ritiravano incalzati dai francesi i contadini lombardi a Como, a Varese, a Binasco, a Pavia osavano ribellarsi al vittorioso esercito del Bonaparte sfidando la ferocia della sua vendetta. Quando il mite Ferdinando III di Toscana era licenziato dai nuovi padroni e i nobili fuggivano e i girella democratici improvvisati venivano fuori con la coccarda tricolore i contadini toscani insorgevano al grido di “Viva Maria”. Quando nelle Marche scappavano generali e soldati pontifici e il vecchio pontefice arrestato era condotto via da Roma sua non i prìncipi cattolici osarono protestare, non Roma papale insorse, ma i contadini dai monti della Sabina alle marine marchigiane caddero a migliaia per la loro fede e per il loro paese. Quando vilmente il re di Napoli con cortigiani, ministri e generali fuggiva all’avanzarsi dello Championnet soli i contadini di Terra del Lavoro, i montanari degli Abruzzi, i lazzaroni di Napoli si opposero all’invasore in una lotta disperata e sanguinosa». Da qui l’imbarazzo degli storici liberali, per i quali i francesi portavano la Liberté, i collaborazionisti giacobini locali erano «patrioti» e il popolo italiano insorto «plebe». Ma anche di quelli marxisti, che dovevano spiegare come mai il popolo fosse contro il «progresso». Infatti non lo spiegarono. Tacquero. E trasformarono la parola «sanfedista» in un insulto. Nemmeno spiegano perché l’Unità d’Italia fu fatta non dagli italiani (che sempre le buscarono sul campo) ma da inglesi e francesi. Cambiano le parole, tradendo così il fondo puramente ideologico del Risorgimento. La guerra civile nel Sud (8.964 fucilati, 1.428 comuni sollevati, 6 paesi dati alle fiamme in un solo anno, dal settembre 1860 all’agosto 1861: dati ufficiali piemontesi, dunque sottostimati) è ancora chiamata «brigantaggio». Cioè, usando i termini dei bandi piemontesi. Per un parallelo, come se si chiamassero «banditen» i partigiani del 1943. Nel 1906 nacque la Società Nazionale per la Storia del Risorgimento Italiano, il cui scopo esplicito era educare il popolo tramite il mito: monumenti, lapidi, commemorazioni, intitolazione di vie e piazze, musei. Nel 1935 si trasformò in Istituto Storico del Risorgimento Italiano per opera di uno dei «quadrumviri» della Marcia (fascista) su Roma: Cesare de Vecchi. Il sottoscritto è un siciliano che faceva le elementari nel 1961 (primo centenario) e fu costretto a sfilare vestito (a sue spese) da garibaldino. Ora, con una Lega Nord e un incipiente Partito del Sud vorrebbero festeggiare il 2011? Ma per piacere…
 
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Tangheroni

L’Enciclopedia del Novecento è, in certo senso, la continuazione dell’Enciclopedia Italiana o Treccani. In essa la voce «Autorità» fu redatta nel 1975 dal grande filosofo Augusto Del Noce. Del Noce aveva previsto il superamento del marxismo e l’uscita della rivoluzione dall’ambito socio-politico per rivolgersi all’individuo. Un prodromo lo si trova già nel surrealismo, che non era solo un movimento artistico. «Del Noce cita ampiamente la grande mostra sul surrealismo tenutasi nel 1947 a Parigi e il Manifesto dei surrealisti divulgato in quell’occasione, in cui si rompeva esplicitamente col marxismo, considerandolo inadeguato. Ma inadeguato a cosa? Cito: “A un’offensiva in grande stile contro la civiltà cristiana”». Chi parla è lo storico Marco Tangheroni, da poco scomparso, nel libro Cristianità, modernità, Rivoluzione (Sugarco), che consiglio vivamente. Il surrealismo individuava come propri precursori il marchese De Sade e il fondatore della psicanalisi, Sigmund Shlomo Freud. Secondo uno dei teorici del surrealismo, André Breton, bisognava «rovinare definitivamente l’abominevole nozione cristiana del peccato, della caduta originale». Cioè, rifiutare la realtà quale essa è, antica eresia cui fa eco (o Eco) Il nome della rosa col suo «nomina nuda tenemus» (ricordate? «…occorre liberarsi dalla passione per la Verità…»). Già nel 1947 per i surrealisti strumento importantissimo di cui servirsi era la «rivoluzione sessuale». E fu il Sessantotto -che Del Noce chiamò «spirito borghese allo stato puro»- con la sua «scuola di Francoforte» e Marcuse, il filosofo libertario (ma della libertà degli istinti, sulla base, appunto, di De Sade e Freud). Tangheroni cita anche il colombiano Nicolás Gómez Dávila e il suo straordinario libro di aforismi (In margine a un testo implicito, Adelphi 2001): «Il mondo moderno è una sollevazione contro Platone». A Platone, infatti, si deve l’idea che nell’uomo la ragione debba dirigere la volontà e governare le passioni. Già: le nostre radici greco-romano-giudaico-cristiane; Atene, Gerusalemme, Roma. Invece, all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze), destinato a formare la futura classe dirigente della Ue, l’insegnamento della storia comincia dal XVI secolo.
 
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Dossetti

Sul «Foglio» del 22 luglio 2009 lo storico Roberto de Mattei ha analizzato l’influenza del dossettismo (poi tradottosi nel prodismo politico) sull’Italia, partendo dal libro postumo di Gianni Baget Bozzo (con Pier Paolo Saleri), Giuseppe Dossetti. La Costituzione come ideologia politica (Ares, 2009). Conviene leggersi l’articolo, dal quale emerge il ruolo di Dossetti nel Concilio Vaticano II e quale maestro di Carlo Maria Martini, Oscar Luigi Scalfaro, Romano Prodi, Giuseppe Alberigo e Alberto Melloni. Ma il progetto politico è fallito per via del voto popolare. Anche quello teologico-ecclesiale di sostituire il governo monarchico-papale della Chiesa con uno collegiale dei vescovi. In verità, già si era accorto Juan Donoso Cortés nell’Ottocento che le nuove eresie non sono altro che riedizioni delle vecchie (come ha detto qualcuno, le posizione eretiche sono come quelle erotiche: poche e ripetitive). L’eresia conciliarista (che affermava la superiorità del Concilio sul Papa) è del XV secolo e fu definitivamente debellata dal dogma dell’infallibilità pontificia nel Concilio Vaticano I. Sempre secondo Donoso Cortés, il governo collegiale dei vescovi sarebbe come affidare la guida della Chiesa a un’oligarchia mutevole e litigiosa. Infatti, a farci caso, è qui che va a parare il cosiddetto «spirito del Concilio» ed è per questo che intere conferenze episcopali (invenzione recente) ci tengono tanto. Ma il tempo è galantuomo: ormai i «progressisti» hanno un’età media di ottant’anni, mentre i «conservatori» li si trova mediamente dai quaranta in giù.
 
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Danimarca

L’agenzia «Corrispondenza romana» del 25 luglio 2009 ha ripreso un interessante articolo comparso su «Euronews» di maggio. Riguarda il libro dello psicologo danese Nicolai Sennels: Tra i criminali musulmani, l’esperienza di uno psicologo a Copenaghen, uscito in febbraio. Sennels ha lavorato a lungo nel carcere di Copenaghen , nel quale il 70% dei detenuti è costituito da islamici. Lo psicologo è finito nei guai (se insisterà sulle sue posizioni verrà licenziato) perché in Danimarca si può dire solo che le cause dei problemi di integrazione sono la povertà, la polizia, i danesi e i politici, ma non che c’entrano la cultura e la responsabilità personale. Già, perché Sennels si è accorto che i musulmani interpretano la nostra mania del dialogo come una debolezza. E che è il comportamento antisociale a rendere poveri, non viceversa: «L’idea che il comportamento della gente sia determinato dalla quantità di denaro sul conto in banca è un punto di vista estremamente limitato». La Banca nazionale danese ha pubblicato un rapporto da cui emerge che un islamico costa allo Stato mediamente sui 300mila euro in aiuti sociali (sussidi alla disoccupazione, interpreti, classi speciali nelle scuole, poliziotti supplementari…). Con questo denaro, dice Sennels, «potremmo aiutarli a condurre una vita felice in un Paese musulmano, evitando loro di doversi integrare in una società che non comprendono e che, di conseguenza, non possono accettare». Tutto ciò, mutatis mutandis, può essere applicato tranquillamente anche al nostro, di Paese, che però di handicap ne ha due: il politically e il clerically correct. Da questo punto di vista sta meglio di tutti la Svizzera, dove ci sono pochissimi comunisti e pochissimi preti.
 
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Immigrazionismo

Quando una parola in sé neutra comincia a prendere la desinenza –ismo cominciano i guai. Il sociologo Massimo Introvigne, sul sito del Cesnur (luglio 2009) ha recensito un libro del giornalista americano (Financial Times) Christopher Caldwell: Reflections on the Revolution in Europe. Immigration, Islam, and the West (Penguin, Londra 2009). Val la pena di riprenderlo perché una volta tanto un giornalista straniero trascura “papi” Berlusconi e si occupa di cose serie. Cioè, del suicidio europeo per mano degli immigrazionisti di sinistra (preti compresi) e di destra (tra i quali Caldwell inserisce Gianfranco Fini). L’immigrazionismo di sinistra vuole che «per fare ammenda del passato coloniale» e del neo-imperialimo delle multinazionali «l’Europa debba tollerare dagli immigrati comportamenti che non sopporterebbe mai dai suoi cittadini». L’immigrazionista di destra invece richiede il rispetto della legge. Ma «un immigrato che non mette bombe nelle metropolitane, non brucia le automobili del quartiere e non picchia i poliziotti –ma nello stesso tempo vive e pensa secondo valori antitetici a quelli europei– è veramente una risorsa per l’Europa oppure rimane un problema?». Problema aggravato, per dirla tutta, dai musulmani. «La Gran Bretagna riceve mezzo milione di nuovi immigrati extra-comunitari ogni anno» e già vi operano un’ottantina di «corti islamiche» autorizzate a risolvere controversie tramite la sharìa. In Norvegia si è addirittura verificato un caso di integrazione alla rovescia: tutte le allieve di una scuola hanno messo il velo, convinte di essere più carine. Si sostiene che gli immigrati «sono una risorsa» perchè fanno i lavori che gli europei non vogliono fare più. Invece, «con i loro bassi salari, spesso tengono in vita temporaneamente posti di lavoro comunque destinati a sparire (…) a causa del progresso tecnologico e della disponibilità di prodotti a costi minori provenienti dalla Cina». Per giunta, quando gli immigrati si naturalizzano, neanche loro vogliono più fare certi lavori. Si dice anche che sono gli immigrati a «pagare le nostre pensioni». Ma essi «di solito hanno lavori poco remunerati, dunque pagano contributi relativamente bassi». E poi, «anche loro invecchiano e diventano pensionati. Inoltre, fin da subito, hanno problemi di salute di cui la previdenza sociale si deve fare carico». Senza contare che «in Germania e in Francia il 70% degli immigrati extra-comunitari non lavora –o perché è troppo giovane o perché è disoccupato– dunque non paga contributi, mentre costituisce un costo per il sistema del welfare». Insomma, non è detto «che sia meno costoso per l’Europa accogliere milioni d’immigrati extra-comunitari piuttosto che destinare le stesse risorse ad aiutarli nei loro Paesi d’origine». Questo vale anche per i terzomondiali laureati: «così facendo si sottraggono ai Paesi d’origine proprio quelle élites che sarebbero loro indispensabili per uscire dal sottosviluppo». Ora, i sondaggi e l’avanzata dei partiti di destra evidenziano che gli europei sono in maggioranza contrari all’immigrazione extracomunitaria massiccia e continua. «Il fatto che il parere della maggioranza degli elettori europei sia ignorato non sarà per caso il vero problema della democrazia?». Problema nel problema sono i musulmani, difficilmente assimilabili: «nessuna civiltà nella storia è riuscita a fronteggiare senza esserne distrutta l’arrivo in così poco tempo di così tante persone portatrici di una cultura e di una religione sia radicalmente diverse sia forti». Per giunta, l’Europa «è talmente immersa nel relativismo da non avere affatto le idee chiare su quale cultura voglia difendere e proporre agli immigrati. Sembra che le reazioni si producano solo in un campo, che comprende il femminismo e i diritti degli omosessuali» (il che dimostra chi comanda davvero in Europa). Così, in Olanda si è deciso di «proporre ai nuovi immigrati i “valori olandesi” riassunti in un video che devono obbligatoriamente vedere. Vi si vedono, tra l’altro, due omosessuali che si scambiano effusioni in pubblico e una bagnante in topless. Non è certo che la maggioranza degli olandesi si riconosca in questi valori. Per contro, è certissimo che il video confermerà gl’immigrati musulmani nel loro sentimento di superiorità rispetto all’Occidente decadente. In altri Paesi i corsi sulla cittadinanza proposti agl’immigrati esaltano il diritto all’aborto».
 
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Arieccola

La newsletter francese «Une minute avec Marie» mi ha mandato un aneddoto che val la pena divulgare. Un ex pastore presbiteriano scozzese, poi fattosi prete cattolico, raccontò di dovere la sua conversione a un curioso episodio occorsogli. Aveva molti irlandesi, cattolici, nel suo distretto e si adoperava per attirarne i bambini ai suoi sermoni. Li fermava per strada, offriva caramelle e chiedeva loro di recitare con lui qualche preghiera. Una volta, una piccola di otto anni, dopo aver detto, dietro suo invito, il Padrenostro, attaccò l’Avemaria. Il pastore la fermò, dicendole che si deve adorare Dio solo. La bimba cambiò preghiera e cominciò il Credo. Ma, alle parole «..nacque da Maria vergine…», si bloccò e, sbuffando, disse: «Oh, eccola di nuovo! E allora, come si fa?». Il pastore rimase di stucco. L’aveva detto migliaia di volte, il Credo, e non si era mai accorto che Maria sta proprio al centro della fede cristiana. Da lì partì una lunga riflessione da parte sua. Dopo anni di studio e approfondimento, passò al cattolicesimo e si fece prete.
 
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Seiseisei

In quest’epoca di «analfabetismo di ritorno» una delle principali ignoranze sembra essere quella religiosa. Più precisamente quella cristiana, giacchè parecchi nostri connazionali fan mostra di conoscere meglio il buddhismo e il New Age. Paradossalmente, dobbiamo ringraziare il terrorismo se l’argomento «religione» è tornato, almeno per un po’, dove dovrebbe sempre stare: al centro dell’interesse. Dopo l’11 settembre e l’attacco alle Twin Towers, l’islam ha avuto una pubblicità pazzesca e un sacco di gente si è messa a leggere il Corano. L’infuocato dibattito seguito alla paventata ipotesi di «scontri di civiltà» ha costretto molti a fare i paragoni con la propria, di religione. Così, i più hanno scoperto che del loro cristianesimo anagrafico poco sapevano. Di Vangelo ancora meno, a parte le frasi idiomatiche che ancora permeano il nostro parlare, tipo «date a Cesare…» o quella del cammello e della cruna. Resiste, sì, il fascino personale di Gesù, tant’è che anche Ornella Vanoni ha ammesso di essersi convertita (al protestantesimo, meglio che niente). Ma la dottrina, le Scritture, nisba. L’Antico Testamento rimane il più sconosciuto, se si eccettuano i frequentatori di «corsi biblici» parrocchiali in cui non di rado non bastano volenterose arrampicate sugli specchi per digerire passi imbarazzanti come quelli delle stragi ordinate dal Dio degli Eserciti o delle vergini che scaldavano il letto del vecchio Davide. L’Apocalisse è il testo più accantonato, anche perchè non ci si capisce niente. Tranne un passo, uno solo, quello del capitolo XIII che parla dell’Anticristo. Questo, grazie anche al cinema americano (negli Usa, causa la forte presenza fondamentalista protestante, il genere «apocalittico», appunto, va alla grande), lo conoscono tutti. E tutti conoscono il «numero della Bestia», che è 666. Il rock cosiddetto «satanico» si incarica della diffusione di questo simbolo tra i giovani, così che la copertura pubblicitaria può dirsi completa. Il «666», naturalmente, è finito col diventare un passatempo, uno scherzo buontempone da appiccicare ovunque si possa, così, tanto per épater le bourgeois : dai codici a barre (quelli per la lettura elettronica, presenti ormai su ogni merce) ai nomignoli affettuosi appioppati ai computer centrali di istituzioni internazionali. Un po’ come il «Grande Fratello», insomma, nato come prospettiva tragica in Orwell e finito in intrattenimento pettegolo. Ci sono anche le semplici coincidenze, certo, come quella del Call Center delle Poste romane. Qual migliore idea di triplicare il prefisso telefonico di Roma? Dunque, ecco qua: 060606, che è pure di facile memorizzazione. Così, per chiamare qualunque servizio, qualunque impiegato, qualunque azienda comunale nella città del papa, basterà comporre questo numero unico. Voi mi direte che ci sono anche i tre zeri, ma qualunque esperto di aritmopsefia (la cabala coi numeri, per intenderci, la numerologia esoterica) vi risponderà che lo zero conta appunto niente. Ed ecco la città sacra al cristianesimo percorsa in lungo e in largo, continuamente, dal Numero della Bestia. Lunga vita ed efficienza a questo servizio dei servizi, dunque, e speriamo che non accada quel che accadde a suo tempo col ministero dei trasporti inglesi, il quale fu sollecitato a ritirare tutte le targhe automobilistiche recanti un 666 perché i proprietari, superstiziosi, lamentavano un continuo assillo di accidenti e incidenti da quando si erano ritrovati col Numero della Bestia davanti e in coda. Potrei moltiplicare gli esempi al riguardo, ma faccio prima a rimandare il lettore curioso al mio libro I mostri della ragione/2 (Ares), che contiene, tra le altre cose, qualche chicca in materia. Certo, nell’Apocalisse c’è scritto che, a un certo punto, quel numero dilagherà (non sappiamo se zitto zitto o platealmente). E, in effetti, una cosa può dilagare in tre modi: sia che la si divulghi per celia, sia che lo si faccia per preciso intento, sia che si diffonda tramite semplici coincidenze. E non è detto che i tre modi non possano coesistere. Le profezie hanno questo, di singolare: prevedono una cosa che accadrà per forza a dispetto dei tentativi di scongiurarla. Così che, avveratasi, si possa dire: io ve l’avevo detto. Qualche anno fa il clero ortodosso russo protestò vivacemente con le autorità e riuscì a far togliere il 666 dal codice a barre, non volendo finire come chi «non potrà più vendere né comprare» senza quel numero (così infatti recita il famoso capitolo XIII dell’Apocalisse). Invece un cattolico che pellegrina nella sua Città Santa dovrà comporlo, quel numero, se vorrà «comprare» un’informazione (al costo di un gettone telefonico o, se gratuito, al costo delle tasse con cui è stato pagato l’appalto). Con la differenza che, se protestasse, verrebbe immediatamente qualificato di «bigotto» e «retrivo». O «superstizioso», magari proprio da parte del clero. Oh, no, non sto cercando di aizzare preoccupazioni apocalittiche; solo, di dimostrare l’ineluttabilità delle profezie. E’ un po’ come ad Halloween, che si ci si veste da morti per esorcizzare le nostre paure (ma si muore, prima o poi, lo stesso). O ci si trucca da diavoli, al medesimo scopo. Dunque, riempiamo pure ogni anfratto di 666 e ridiamoci su, ché ci passa la paura. A meno che qualche esorcista vero non abbia qualcosa di ridire. Sì, perché per lui «esorcizzare» non è un giochetto psicologico omeopatico: lui sa bene che certe cose si allontanano per mezzo di cose diametralmente opposte. Ed è anche l’unico a cui certe cose non fanno venire mai alcuna voglia di ridere.

P.S.

Questo è solo uno dei 74 sfiziosi capitoletti del mio Il Kattolico-2 (Sugarco), ideale da leggersi sotto l’ombrellone o un albero. Ma spicciatevi, perché è quasi esaurito.
 

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Africa

Sul settimanale «Tempi» del 21 luglio 2009 la studiosa Anna de Bono fa notare che cresce il numero degli economisti africani contrari agli aiuti umanitari. Che ingrassano i dittatori e abituano la gente a mendicare. L’Africa ha avuto finora oltre mille miliardi dollari in aiuti. Risultato? La povertà è salita dall’11 al 66%. L’economista zambiana Dambisa Moyo fa presente che trent’anni fa paesi come il Burundi e il Burkina Faso (oggi tra i più poveri del mondo) avevano un Pil pro capite superiore a quello della Cina; il Kenya nel 1961, quando ancora era colonia britannica, ne aveva uno maggiore di quello della Corea del Sud. Per il kenyano James Shikwati «gli aiuti finanziano enormi burocrazie, contribuiscono a rendere dilagante la corruzione, soffocano la libera iniziativa, permettono ai leader politici di ignorare i bisogni dei loro connazionali. Ovunque hanno creato una mentalità pigra e hanno abituato gli africani a essere dipendenti e mendicanti». Per esempio, la Nigeria e la Repubblica Democratica del Congo: malgrado le loro immense ricchezze, non solo non fanno nulla per ridurre la povertà ma premono per essere classificate tra le nazioni più bisognose. Gli unici a ricordare tutto ciò pubblicamente sono il papa e, recentemente, Obama (che, dato il suo colore, può permettersi di parlare chiaro), che, ad Accra, nel Ghana, ha detto: «Nessun paese può creare ricchezza se i suoi leader sfruttano l’economia per arricchirsi. Nessun imprenditore vuole investire in un paese il cui governo fa su tutto una cresta del venti per cento. Nessuno ha voglia di vivere in un paese in cui regnano ferocia e corruzione. Questa non è democrazia, ma tirannia anche se qualche volta si va a votare. E deve finire». Ciò ha detto all’indomani di un G8 che, però, ha destinato altri venti miliardi di dollari agli aiuti. Moyo e Shikwati dicono chiaramente che è ora di smetterla. In Africa «ci sono centinaia di chilometri di strade che collegano il nulla al nulla e attraversano regioni in cui quasi nessuno dispone di un’automobile». Ci sono «attrezzatissime strutture ospedaliere inutilizzabili perché costruite in paesi sprovvisti di medici» e edifici scolastici rimasti vuoti per mancanza di insegnanti. Ci sono «fabbriche dalle quali non è mai uscito un prodotto finito o che hanno lavorato a regimi così bassi da fallire in breve tempo, come quella per la produzione del burro di karité costruita negli anni Novanta dalla cooperazione italiana in Burkina Faso, in una regione dove nessuno coltivava il karité e dove mancava l’acqua». Anna de Bono ricorda anche il recente L’industria della solidarietà, della giornalista olandese Linda Polman (Bruno Mondadori), nel quale si punta il dito sul principio delle Ong di aiutare chiunque stenda la mano, senza distinguere tra vittime e aggressori. Si calcola che siano tra il 15 e il 20% i c.d. refugee warriors, guerriglieri che si mescolano ai civili nei campi profughi. Lucrano cure, cibo e alloggio per continuare con le loro stragi. E poi le tangenti sul transito dei convogli umanitari, le estorsioni, le percentuali ai politici e ai militari per avere il permesso di operare. Così che i vari  contendenti dispongono «di sempre rinnovate risorse per continuare a combattere e a infierire sui civili».
 
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Arabi

August 08th, 2009 | Categoria: Antidoti
L’agenzia «Corrispondenza Romana» (1 agosto 2009), commentando un recente rapporto Onu, fa il punto su una situazione grottesca: il mondo dipende dal petrolio; sul petrolio stanno seduti gli arabi; questi ultimi, grazie alla rendita, ostacolano lo sviluppo e la democrazia in casa loro. Già: se lo Stato non cava il denaro dalle tasse, non serve la rappresentanza politica; meglio il dispotismo orientale. Non solo: il mondo arabo è oggi meno industrializzato di quarant’anni fa e il suo tasso di disoccupazione è il più alto del pianeta, 14,4% contro una media mondiale del 6,3%. Lo dice un arabo: Walid Khadduri, co-autore dell’Arab Human Development Report. Spendono per comprare automobili d’oro ai loro sceicchi e impianti di sci nel deserto. Ma soprattutto in armi. Il che «ha non solo contribuito all’insicurezza endemica della regione, ma anche all’autoritarismo dei regimi locali e all’abbondanza di interventi militari e conflitti armati. Nel timore di allentare la presa sul potere, i regimi locali sono stati anche assolutamente restii a ogni tipo di riforma, sia politica che economica». Così che «il mondo arabo, assieme all’Africa sub-sahariana, è l’unica regione al mondo in cui la fame è cresciuta negli ultimi vent’anni, fino a raggiungere il 10% della popolazione». Si aggiungano le proibizioni coraniche in materia di credito che ostacolano gli investimenti in infrastrutture. Tanto per dirne una, l’Iran, secondo produttore di petrolio, importa benzina perché non ha come raffinare il greggio. Anche i recenti disordini elettorali, lungi dal rappresentare una maggior domanda di democrazia, non sono altro che una faida intraislamica.
 

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Tarso

August 05th, 2009 | Categoria: Antidoti
C’è la speranza che prima o poi i cristiani potranno pregare a Tarso (dov’è nato s. Paolo) senza restrizioni. Già, perché Tarso è in Turchia e nel 1943 la chiesa del VI secolo dedicata all’Apostolo è stata trasformata in museo. Così, se i cristiani vogliono dirci messa, devono prima pagare il biglietto. Come gesto di buona volontà, in occasione dell’Anno Paolino (e vista l’affluenza di pellegrini da tutto il mondo), le autorità hanno deciso di lasciare libertà di culto. Ma solo per l’Anno in questione. Il vicario apostolico per l’Anatolia, mons. Luigi Padovese, fa presente che (Zenit.org 10 luglio 2009): «I 500mila cristiani turchi, che rappresentano meno dell’1% della popolazione, subiscono spesso discriminazioni e vessazioni, un problema aggravato dal fatto che la loro religione appare sulla carta d’identità». Il loro futuro «non sarà ad ogni modo certo finché non si potranno aprire e gestire seminari». Ora, poiché «nel Paese si può spesso ottenere di più dal di fuori che dal di dentro», vediamo come la mettono quanti, nella Ue, non vedono cosa c’entri la Turchia con l’Europa.
 

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Samurai

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Pillola Abortiva RU 486

July 30th, 2009 | Categoria: Antidoti
Renzo Puccetti, medico e segretario di «Scienza & Vita» Pisa-Livorno, ha scritto per Zenit.org un articolo (13 luglio 2009) che merita di essere riportato nei suoi punti essenziali. Esordio: «Non vi è dubbio che la questione della pillola abortiva RU 486 è stata introdotta in Italia non tanto sulla base di una pressante richiesta proveniente dal mondo medico, né da quello delle donne, quanto piuttosto per l’indiscutibilmente abile ed efficace azione di ben identificabili movimenti politici». Dimostrazione: «Nell’ottobre 2006 la federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione (Fiapac) organizzò il proprio convegno a Roma includendo tra gli argomenti di primo piano proprio l’aborto farmacologico. L’azienda produttrice della RU 486 fu tra gli sponsor importanti dell’evento ai cui partecipanti lo stesso ministro della salute del tempo, l’on. Livia Turco, volle inviare i saluti tramite la propria delegata Maura Cossutta». «Nel corso dei lavori due medici cubani avevano riferito di una loro paziente deceduta (…). Stranamente durante la conferenza stampa a conclusione del convegno non fu fatta menzione della cosa». «Nel Novembre del 2007 l’azienda produttrice della RU 486, presentò domanda di registrazione presso l’agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il presidente del consiglio era all’epoca l’on. prof. Romano Prodi. Il periodico bimestrale dell’Aifa aveva pubblicato sul quarto numero del 2007 un articolo non firmato di tipo revisionale sulla RU 486, in cui si citavano 9 morti (…). Nel dicembre 2007 la società medico-scientifica interdisciplinare Promed Galileo presentò un lavoro di revisione della letteratura medico-scientifica stilato da un gruppo di ricercatori esperti in varie discipline mediche (Gisam, Gruppo Interdisciplinare Studio Aborto Medico). Lo studio fu poi pubblicato nel 2008 sull’Italian Journal of Gynaecology and Obstetrics, organo ufficiale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Secondo i risultati di tale studio si potevano registrare 16 casi fatali avvenuti dopo un aborto farmacologico, con un tasso di mortalità nettamente maggiore rispetto al metodo chirurgico; inoltre l’aborto chimico si connotava per un più elevato tasso di complicanze, un’efficacia inferiore che richiedeva una doppia procedura in un numero sensibile di casi, oltre ad una tendenza all’incremento medio del ricorso all’aborto nei paesi in cui il farmaco era stato introdotto. La Promed Galileo si premurò di inviare il testo del proprio lavoro all’Aifa. (…) Poco dopo però, nel febbraio 2008, il Comitato tecnico-scientifico (Cts) dell’Aifa dette il parere positivo sul prodotto». «Il 19 Giugno 2009 il Sole 24 ore ha annunciato l’accordo con la casa produttrice della RU 486 sul prezzo; sembrava mancare solamente l’approvazione finale da parte del consiglio di amministrazione dell’Aifa e comunque, secondo l’articolo, non sarebbe stato più possibile bloccare l’autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto. La sera dello stesso giorno però l’agenzia AdnKronos ha rivelato che la ditta che produce la RU 486, dietro richiesta del ministero del welfare, avrebbe consegnato nuovo materiale da cui emergerebbe che i decessi dopo assunzione del mifepristone sono addirittura 29». Segue un elenco di interrogativi che il Puccetti, giustamente, si pone alla luce di tutto ciò.
 

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Sarà

Sull’agenzia SviPop n. 105, 12 luglio 2009, dopo il G8 dell’Aquila, il direttore Cascioli si chiede: «Non sarà forse che l’allarme clima è soltanto il pretesto per forzare un altrimenti impensabile consenso di tanti paesi e dell’opinione pubblica a politiche energetiche ed economiche volute da una élite?». Già: un’élite piena di soldi che dagli anni Sessanta non fa che cercare di convincerci che siamo in troppi. E ha deciso da tempo che l’umanità vada pesantemente sfoltita. Soldi e propaganda non vengono risparmiati per “ridurla” il più possibile. Tradotto in termini evangelici: Mammona e il «mendax et omicida ab initio».

 

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Calvino

L’anno di San Paolo (2009) coincide –fatto salvo il secolo, ovviamente- con quello di Calvino. Ce lo ricorda la rivista –cattolica- Paulus nel numero 13 del luglio 2009. E, giustamente, ne affida il panegirico a uno che se ne intende: Pawel Andrzej Gajewski, Pastore della Chiesa evangelica valdese di Firenze. Se qualcuno se lo fosse perso (come il sottoscritto), l’agenzia –cattolica- Zenit.org ha pensato bene di riportarlo integralmente (titolo: « Il significato dell’eredità di Giovanni Calvino a cinque secoli dalla sua nascita»). Indovinato anche il giorno scelto: venerdì 17.
 
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Cospirazione

Come sapete, tengo dei corsi di scrittura creativa insieme al collega Mario Arturo Iannaccone, che, tra le altre cose, dirige una collana per l’editrice Sugarco. Finora, per la stessa editrice, ha prodotto apprezzati e curatissimi saggi sui Templari, sugli Illuminati, su Maria Maddalena, sul mito di Rennes-le-Château, sulla Spada nella Roccia. Leggendoli si ha l’impressione (e ci si indovina) che l’autore abbia sviscerato talmente l’argomento da rendere impossibile a chiunque altro aggiungere qualcosa, sia pure una nota. La sua ultima fatica è La rivoluzione psichedelica, che racconta di come fu che da qualche esperimento della Cia con l’Lsd si sia finiti nella droga di massa. Ma qui voglio segnalare un suo lavoro narrativo, dove ogni regola di «scrittura creativa» è, come al solito, rispettata fino alla minuzia. Si tratta di un avvincente romanzo storico, La cospirazione, che vi consiglio di portare sotto l’ombrellone o all’alpeggio. Non vi deluderà.

 

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Pio XII

July 20th, 2009 | Categoria: Antidoti
Il più  importante agente sovietico scappato in Occidente è Ion Mihai Pacepa, fino al 1978 generale della Securitate romena e consigliere di Ceausescu. Il 25 gennaio 2007 sulla «National Review» di New York comparve un suo resoconto sull’operazione «Seat 12», cui aveva preso parte. Nikita Kruscev aveva incaricato il capo del Kgb, Aleksandr Schlepin, di far fare il lavoro sporco ai romeni, che avevano appena scambiato il vescovo cattolico Augustin Pacha, loro prigioniero, con due loro agenti detenuti nella Germania Ovest. Il generale Pacepa avrebbe dovuto chiedere al Vaticano un prestito di un miliardo di dollari (anno 1960) senza interessi, offrendo in cambio il ripristino dei rapporti diplomatici. Ma ci voleva un scusa «storica» da dare in pasto all’opinione pubblica romena, perciò tre sacerdoti romeni avrebbero dovuto poter accedere all’archivio vaticano. La trattativa fu condotta da un alto funzionario della Segreteria di Stato, Agostino Casaroli (non ancora cardinale). Per i soldi si trattò a lungo ma l’archivio fu aperto subito. Così, dal 1960 al 1962 tre «sacerdoti» romeni (che erano in realtà agenti segreti) fotografarono e spedirono a Mosca moltissimo materiale. Il capo del famigerato Dipartimento D (Dezinformatsija) del Kgb, generale Ivan Agajanz, consegnò il tutto al tedesco Erwin Piscator, il quale contattò Rolf Hochhuth, già membro della Hitlerjugend e ora, dopo aver fatto il libraio, lettore nella casa editrice Bertelsmann. Grazie a Piscator lo sconosciuto Hochhuth potè mettere in scena nel 1963 il dramma Il vicario, la cui pubblicazione era corredata da quaranta pagine di «Osservazioni storiche». Partì da qui la diffamazione di Pio XII, che ancora tiene banco. Michael Hesemann nel suo Contro la Chiesa (San Paolo) auspica che Putin apra gli archivi del Kgb per confermare tutta questa storia. Naturalmente- diciamo noi- non lo farà, perché verrebbe fuori anche altro.

 

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Caritas

Sul numero del 26 giugno dell’agenzia Zenit.org due notizie riguardavano la Caritas (ma perché continuano a chiamarla così e non col più trendy Solidarietas?). Mi limito a riportare i titoli. Il primo: « Esortazione del presidente della Caritas: in tempo di crisi serve una maggiore leadership globale». Il secondo: «La Caritas loda la svolta scozzese sui cambiamenti climatici». Mah. Sul numero del giorno dopo, era riportato un articolo uscito su «La Civiltà Cattolica» (2009 II 483-487, quaderno 3815) del padre gesuita Virgilio Fantuzzi, il quale recensiva il doppio film di Steven Soderbergh su Ernesto “Che” Guevara. Ho cominciato la lettura dicendomi: «Era ora che si facesse sapere ai cattolici chi era veramente Guevara!». Invece, macché, era proprio una recensione e nient’altro. Anzi, uno che nulla sapesse del Guevara ne resterebbe ammirato. Eroe disinteressato e martire. Mah-2.

 

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Bosnia e islamizzazione

July 12th, 2009 | Categoria: Antidoti
Su «Radio Vaticana» il cardinale Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ha riferito di una sua visita in Bosnia (Zenit.org del 26 giugno 2009). Ha detto, tra le altre cose, che in Bosnia c’è un processo di islamizzazione in corso e Sarajevo è ormai una città musulmana. «I cattolici sono stati le principali vittime della guerra e molti sono fuggiti dal Paese (…). Nella Diocesi di Banja Luka prima della guerra del ‘91-’95 erano 150.000, oggi ne restano 35.000 (…). Molti se ne sono andati perché le loro case sono state incendiate, altri per la pressione e per la paura di perdere anche la vita. Numerosi sacerdoti e religiosi sono stati assassinati. Chiese e monasteri sono stati dati alle fiamme e distrutti (…). Negli ultimi anni sono state costruite più di 100 moschee, anche in luoghi dove non c’erano mai state». Il cardinale ha anche affermato: « …come del resto c’è una volontà di fare della Repubblica Serba un Paese ortodosso». Non c’è male (diciamo noi) come bilancio di un «intervento umanitario» fortemente invocato a suo tempo da Giovanni Paolo II.

 

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Biafra

July 10th, 2009 | Categoria: Antidoti
Su «Libero»  del 26.6.09 un libro di Linda Polman (L’industria della solidarietà, Bruno Mondadori) è stato recensito da Ernesto Aloia. I più anziani ricorderanno il caso del Biafra nel 1967, diventato sinonimo di “fame”. Il fatto è che non ci fu alcuna carestia. Il Biafra era la regione più ricca della Nigeria e il suo governatore, Emeka Ojuwku, si ribellò. Il governo reagì col blocco economico ed avrebbe avuto ragione dei ribelli se Ojuwku non si fosse rivolto alla Mark Press, agenzia ginevrina di pubbliche relazioni, perché convincesse il mondo che il governo nigeriano affamava i biafrani. Partirono le foto dei negretti denutriti e le poche Ong allora esistenti cominciarono a mandare aerei di cibo. Ma Ojukwu pretese che parte dello spazio nelle stive degli aerei fosse usato per le armi ai suoi uomini. Poi impose tasse di atterraggio e importazione. Arrivarono legioni di giornalisti e il caso del Biafra divenne internazionale, finanziando l’esercito personale di Ojukwu. Questi nel 1970 fuggì con le sue mogli e auto di lusso verso i suoi conti svizzeri. Oggi le Ong sono trentasettemila e raggranellano come la quinta potenza economica mondiale. Ogni nuova crisi è presentata come «la più grave emergenza umanitaria della storia recente». I loro dirigenti sono professionisti laureati in non-profit management, sono esperti di marketing, di pianificazione e di product placement. L’enorme massa di denaro raccolto (dagli Stati e dai privati) finisce in gran parte nelle tasche dei vari «signori della guerra» (che in alcuni casi arrivano a intascare l’80% degli aiuti). O dei talebani al confine del Pakistan, che incamerano un quarto degli aiuti destinati ai campi profughi che controllano. Insomma, ormai «gli aiuti sono diventati una vera e propria componente delle strategie dei contendenti» nelle varie guerre che si combattono qua e là nel mondo. E l’Africa delle “emergenze umanitarie” è una risorsa a cui legioni di Ong non intendono rinunciare.

 

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Spagna: economia

July 08th, 2009 | Categoria: Antidoti
Secondo l’agenzia SviPop (Sviluppo e Popolazione) n.102 (24.6.09) in Spagna l’economia “verde” sta distruggendo occupazione. Scrive Riccardo Cascioli: «Per ogni “posto di lavoro verde” creato in Spagna negli ultimi 8 anni grazie al finanziamento pubblico, sono stati distrutti  2,2 posti di lavoro in altri settori. E soltanto 1 su 10 dei nuovi posti di lavoro creati è diventato un lavoro permanente. E’ quanto rivela un recente studio diretto dal professor Gabriel Calzada Alvarez, della Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, titolato “Studio degli effetti sull’occupazione degli aiuti pubblici alle fonti energetiche rinnovabili”. La Spagna è stata più volte citata dal presidente americano Obama come un modello di riferimento per il suo progetto di “economia verde”, e in effetti è il Paese europeo che negli ultimi dieci anni ha maggiormente investito in energia rinnovabile seguendo la strada scelta dall’Unione Europea già nel 1997. Lo studio dimostra però che l’economia verde non solo non aiuta a uscire dalla recessione, ma ne è un fattore di aggravamento». Esso ha calcolato anche i mancati investimenti in altri settori. «Una ulteriore conseguenza è stato il drammatico aumento del costo dell’energia, che si ripercuote negativamente anche sull’efficienza delle infrastrutture elettriche convenzionali. Ma lo studio dimostra che per poter sanare il debito pubblico causato dagli investimenti nell’energia rinnovabile la bolletta dovrebbe essere aumentata del 31%. I cittadini spagnoli perciò devono aspettarsi o l’aumento della bolletta o l’aumento delle tasse o una combinazione delle due. In ogni caso l’aumento dei costi energetici e il peggioramento dei servizi stanno già producendo la fuga di grosse industrie, i maggiori consumatori di energia. Lo studio presenta il caso di Acerinox, un gigante dell’industria siderurgica che nel 2004 ha bloccato il programma di espansione in Spagna proprio a causa della politica energetica del paese iberico, così che gli impianti previsti sono stati invece costruiti negli Stati Uniti e in Sudafrica. Ultimo dato da mettere in rilievo è la “bolla” speculativa che tale investimento ha generato. I massicci sussidi statali hanno reso infatti convenienti gli investimenti dei privati nelle energie rinnovabili, tanto che molte compagnie si sono buttate in questo settore. Ma in un periodo di crisi dove è difficile per lo Stato mantenere un tale livello di costi, le compagnie create per lucrare nel settore delle rinnovabili sono destinate al collasso. Con conseguenze facilmente immaginabili». Come mai –aggiungiamo noi- l’ostinazione delle sinistre (Obama, Ue, Zapatero…) per l’economia “verde”? Semplice: perché rimette tutto nelle mani dello Stato, vecchio pallino dei sinistri. Il “verdismo” è tasse, burocrazia e controllo asfissiante dei comportamenti dei cittadini. Ecco perché gli orfani del marxismo sono tutti verdi (e non solo di bile).

 

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Scala

Sull’ultimo numero (giugno 2009) del «Timone» (rivista solo in abbonamento; fatevene mandare copia gratis: info@iltimone.org) Matteo Salvatti ricorda l’incredibile scala della chiesa di Our Lady of Loretto a Santa Fè nel New Mexico. Costruita nel 1873, è visitata da almeno 250mila persone all’anno. E’ di legno, a chiocciola, ma non si sa chi l’abbia fatta e come: non ci sono chiodi e il legno, dicono gli esperti, è di natura sconosciuta. Salita da centinaia di persone ogni giorno dal 1873, non ha alcun segno di usura e chi ci sale avverte una piacevole sensazione di leggerezza. Trentatré gradini con balaustra, è priva di pilone centrale e si regge tutta -cosa fisicamente impossibile- solo sul primo gradino. Quando le suore fecero fare la cappella in stile neogotico l’architetto Mouly semplicemente dimenticò l’accesso al coro. Era già morto quando se ne accorsero. Tutti gli ingegneri consultati dissero che non c’era nulla da fare: non c’era spazio per scale, occorreva abbattere e rifare. Le suore, che avevano esaurito il denaro, ricorsero a s. Giuseppe, cui la cappella era dedicata. Una novena continua, giorno e notte, al patrono dei carpentieri. Il nono giorno bussò alla porta uno sconosciuto che si disse in grado di eseguire l’opera. Lavorò tre mesi. Poi sparì, senza chiedere compenso. Le suore lo cercarono dappertutto ma nessuno lo aveva visto né ne aveva sentito parlare. Rimase il mistero. Che divenne miracolo quando gli esperti poterono esaminare la scala. Se andate in vacanza negli Usa, è sempre lì.

 

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Donne

In Italia non vennero mai ma il duo Carpenters fu negli Usa una delle icone pop degli anni Sessanta. Brani come Close to you di Burt Bacharach o Ticket to ride dei Beatles li resero famosi. Poi i due fratelli Richard e Karen riuscirono a mentenersi sulla cresta dell’onda con moltissime produzioni proprie cantate sempre da Karen. Quest’ultima morì di anoressia a trentadue anni. Suonava uno strumento tipicamente maschile: la batteria. Oggi l’anoressia (ma anche la depressione) dilagano tra le donne. Già: il modello culturale dominante le costringe a fare tutto quello che fanno i maschi ma, nel contempo, restare «seducenti» femminilmente al massimo. Una schizofrenia che metterebbe in difficoltà un duro wrestler. Un problema sociale che l’Occidente affronta, ridicolmente, coi bonus-baby…

 

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Craxi

Il popolo italiano, Dio lo benedica, è dal 1948 che vota non per qualcuno ma contro qualcun altro: i comunisti. I quali, a ben pensarci, sono sfortunati: ogni volta che sono a un pelo dal potere, ecco spuntare qualcosa che glielo soffia. Così, ogni volta tocca loro ricominciare pazientemente a costruire nuove strategie per l’ennesima, estenuante scalata. Da qui il loro odio mortale per personaggi come Craxi e Berlusconi. Personalmente non sono un nostalgico di Craxi, al quale dobbiamo, tra le altre cose, la ridicola rinuncia dell’Italia al nucleare e l’incidente di Sigonella (di cui c’è poco da vantarsi). Nonché il favore verso l’extraparlamentarismo di sinistra allo scopo di mettere in difficoltà il Pci. Tuttavia, non gli si può negare il merito di aver fregato i comunisti per un bel pezzo. Per chi lo apprezza, ecco un libro fresco fresco: Le ceneri di Craxi, di Edoardo Crisafulli (Rubbettino), seicento fitte pagine di una storia che è anche la nostra. Buona lettura.

 

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Filosofi

Nelle classifiche impazzano i libri a due voci. «Alcuni noiosissimi, per esempio quello di Augias e Mancuso, in cui il giornalista senza alcuna competenza teologica pone domande compiacenti e prevedibili al teologo che, pur essendone in grado, non sviluppa mai un pensiero compiuto. Così i due finiscono per non affrontare alcuna disputa su Dio: il titolo del libro è miseramente tradito». Così scrive il filosofo Stefano Zecchi sul «Il Giornale» del 13 giugno 2009. E dice qualcosa anche sul duo Giorello-Boncinelli: «Giorello, riferendosi al suo talk con Boncinelli, dice che il dialogo è la forma saggistica più democratica. Scopre la democrazia letteraria. Bisogna capirlo, non riesce a liberarsi dalle sue origini culturali. Per anni è stato al seguito del suo maestro Ludovico Geymonat in pellegrinaggio in Albania dove andavano insieme a inneggiare al glorioso capo dello stato Enver Hoxha, ultimo granitico difensore del marxismo-stalinismo: il comunismo di Tirana val bene una cattedra. D’altra parte anche oggi Giorello ha un curioso concetto di democrazia: lui e Boncinelli, che parlano dello scimmione intelligente, cioè di loro, sono giocatori della stessa squadra, così vincono sempre e, a scanso di rischi democratici, dicono le stesse cose».

 

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Fumo

«Per gli alunni che vengono sorpresi a fumare all’interno delle scuole sarebbero adeguati provvedimenti l’abbassamento drastico del voto di condotta e la bocciatura». Lo ha affermato (26 maggio 2009) l’assessore alla salute del comune di Milano. Che pure è di destra. Era stato ministro della destra anche Sirchia, che ancora oggi insiste nell’auspicare un altrettanto drastico aumento del prezzo delle sigarette per scoraggiare i fumatori. Come si vede, il vizio giacobino di voler trasformare il mondo in un convento di virtù obbligatorie non ha partito. Naturalmente, la scuola pubblica italiana ha nel tabacco il suo problema principale, lo sanno tutti. Invece il sesso (anche omo) fa bene, perciò a scuola deve essere insegnato e magari praticato nei cessi e nei corridoi. Cinque in condotta allo studente pescato senza preservativo.

 

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Scrittori

Il 27 maggio 2009 a Milano, nella «Libreria del Mondo Offeso» (sic!) Erri De Luca e Marco Bocciarelli hanno presentato (cito dal Corsera) «il nuovo romanzo di Barbara Balzerani». Qualcuno dovrà, prima o poi, studiare questa cosa: tutti i rivoluzionari ideologici, nessuno escluso, hanno fatto (e fanno) gli scrittori o i giornalisti. Compreso lo stesso Marx e pure il nostro Mazzini. Ma la cosa risale alla Rivoluzione francese, come ho abbondantemente dimostrato nel mio libro I mostri della Ragione (Ares). Frugate pure nelle vostre reminiscenze ma non troverete nessuno che abbia fatto un mestiere diverso. Sì, Battisti faceva il portiere a Parigi per mantenersi, ma la sua vera attività era lo scrittore di noir. Inventare nuove realtà e “denunciare” continuamente quella vera, vivere in un mondo di parole e il desiderio compulsivo di obbligare tutti gli altri a regolamentare minuziosamente la loro esistenza secondo le direttive della «società di pensiero». Da qui, anche, la stretta parentela con l’ecologismo.

 

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Giornalisti-2

Sul Corsera del 27 maggio 2009 un titolo mi intriga: «La Chiesa comprese Galileo ma non fu meno colpevole». Sottotitolo: «Il pentimento di oggi lascia intatte le responsabilità di ieri». Firma: Emanuele Severino. Mi aspetto, dunque, la solita tirata contro la Chiesa oscurantista. Invece, nel lungo e dotto articolo, il filosofo dimostra che, per Galileo, tramite la matematica si può raggiungere una conoscenza pari a quella di Dio. La Chiesa capì venissimo questo punto. «Mi riferisco al cardinale Roberto Bellarmino. Egli ebbe a possedere della scienza, matematica compresa, lo stesso concento che la scienza ha oggi di sé stessa: di non essere un sapere necessario (in senso filosofico, ndr), ma soltanto ipotetico, probabile, falsificabile (nel senso popperiano, ndr). E appunto per questo egli esorta Galileo a esporre le proprie dottrine non come un sapere necessario che costringe “assolutamente” a modificare la lettera delle Scritture (cioè l’affermazione del movimento del sole), ma come ipotesi che, come tali, possono convivere con quella lettera». Così conclude Severino il suo articolo: «La Chiesa che oggi si pente di aver condannato Galilei è cioè meno avanzata di quella che lo ha condannato». Insomma, il testo dell’articolo dice il contrario del titolo. Ora, poiché nei giornali il cosiddetto «titolista» è persona diversa dall’estensore, abbiamo un classico esempio di titolo fuorviante. E di media che, anziché informare, deformano.

 

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Inquisizione

Cari amici, molti di voi mi hanno visto martedì 9 giugno su «Top secret», programma su Rete 4 condotto da Claudio Brachino. Io e Marina Montesano commentavamo il film di Milos Forman L’ultimo inquisitore, prima e dopo la visione. La Montesano è coautrice, con Franco Cardini, de La lunga storia dell’Inquisizione (Città Nuova), io ho scritto La vera storia dell’Inquisizione (Piemme, prefazione di Franco Cardini). Insomma, due libri garantiti da uno dei massimi medievisti al mondo. Non c’era molto tempo per fare le pulci storiche al film, che sul tema «Inquisizione» pescava nel più torbido dei romanzi gotici ma di storico non aveva nulla (e poi, tra un film di due ore e un controintervento di pochi minuti non c’è partita). Si dirà che le opere di fantasia non hanno obblighi con la storicità; però io, che scrivo anche romanzi storici, la storia la rispetto. I registi cinematografici, invece, devono fare i conti con chi dà loro i non pochi soldi che servono a fare un film, e pagare tributo alle lobby che tengono i rubinetti del denaro. Le quali, oggi, sono ideologicamente nemiche della Chiesa. Ora, poiché il grosso pubblico non legge i saggi storici ma guarda i film, detto grosso pubblico rimane come era quello sovietico rispetto alla storia del comunismo: miti e fandonie al posto dei fatti, perché non c’è migliore schiavo di quello che non sa di esserlo. Credete che l’Oliver Stone de Le crociate (Heaven’s Kingdom) e il regista de Il ponte di San Luis Rey (con De Niro e cast stellare) non possano permettersi di consultare uno storico serio? Dunque, quando falsificano la storia, lo fanno apposta. Per questo il Beato don Alberione aveva fondato (prima del Concilio) la San Paolo Film. Nel film di Forman tutto quello che si vede sull’Inquisizione è volutamente falso, e anche incongruente, come ho detto in trasmissione. Da secoli, per esempio, due cardinali dovevano visitare le celle inquisitoriali per controllarne lo stato due volte al mese. Le lenzuola venivano cambiate due volte alla settimana. Non c’erano le catene e c’erano le ore d’aria e i permessi sulla parola. Ma non fatemi ripetere qui quel che ho scritto sul mio libro. Fate solo sapere ai capoccioni ecclesiastici che, nella civiltà dell’immagine, fa più un solo film di Mel Gibson di tutti i loro piani pastorali.

 

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Giornalisti

Il 27 maggio 2009 un lettore, su «Il Giornale», si lamentava di essere stato disinformato. Era accaduto che, il 23 maggio, era apparsa la stupefacente notizia che in Olanda si sono tante di quelle celle carcerarie vuote da indurre il governo a offrire posti al vicino Belgio. Confesso di essere stato tratto in inganno anch’io, avendo solo scorso i titoli quel giorno. Mi sono detto: possibile che l’Olanda sia il paradiso dell’ordine pubblico? Ma poi, distratto da altre notizie, passai oltre nella lettura. Del resto, dovendo ogni giorno leggere una vagonata di roba, è prassi normale, per me, scorrere i titoli per soffermarmi solo su quegli articoli che siano suscettibili di interessare uno che fa il mio mestiere. Quel lettore, però, aveva fatto anche i conti e scoperto che una popolazione carceraria sui 12mila detenuti in rapporto a 6 milioni di abitanti dava una percentuale quasi doppia della nostra. Dunque, l’Olanda non è affatto un paradiso ma, semmai, il suo contrario. Il problema è che i giornalisti devono riempire tutti i giorni il giornale per cui lavorano. Ora, poiché è impossibile che tutti i santi giorni accada qualcosa degno di essere portato alla conoscenza del pubblico, lascio a voi le conclusioni. Tra i giornalisti circolano un paio di battute che val la pena meditare. Una è questa: «Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare». E questa è l’altra: «Non dite a mia madre che faccio il giornalista; lei crede che io suoni il piano in un bordello».

 

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Avviso

Tanti anni fa lessi, su una biografia di don Bosco, che il santo non di rado era oggetto di attentati. In una di queste occasioni, aggredito alle spalle, prima stese a cazzotti il suo aggressore e poi lo soccorse. Stupito, chiesi al mio direttore spirituale se ciò non contraddiceva il porgi-l’altra-guancia. Risposta: don Bosco era un maestro; talvolta è carità dare una lezione. Ne ho fatto tesoro. Questa premessa serve a mettere sull’avviso quei miei lettori che si scandalizzano quando mi vedono rispondere in modo apparentemente inurbano a certuni. Può sembrare, in effetti, che non sopporti chi non la vede come me, ma non è così. Dopo più di trenta libri pubblicati coi maggiori editori nazionali e migliaia di articoli, credo di avere raggiunto una certa autorevolezza. Perciò, chi mi chiede un chiarimento ha cortese risposta. Chi crede di saperla più lunga di me e non ha un curriculum almeno pari al mio, riceve anch’egli una cortese risposta. Una. Ma se insiste in modo petulante, urtante e umanamente fastidioso, deve imparare a non far perdere tempo al prossimo. Ho aperto gli Antidoti per dialogare coi miei lettori e soprattutto fornire una vetrina ai miei libri. Il tempo che vi dedico è sottratto allo studio ed è un servizio rivolto a coloro che, apprezzando quel che faccio, mi danno da vivere comprando i miei libri. Gli altri, quelli che nessuno ha invitato, sono pregati di navigare al largo. Il web, come è noto, permette ad anonimi pinchipallini di sfogare la loro frustrazione ingaggiando dispute senza fine; beati loro che hanno tempo da buttare. Potrei semplicemente cancellare gli interventi che non mi piacciono, come fanno tutti. Ma io, autore cattolico, uso la carità di don Bosco. Si prega di far girare questo avviso.

 

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Suicidi

Una ricerca della clinica San Carlo di Milano (29 maggio 2009) evidenzia una crescita nei tentativi di suicidio tra i giovani. 590 a Milano negli ultimi tre anni. C’è una generazione che non sa soffrire. Ai giovani viene detto in tutte le salse che la vita è un giocattolo, non un compito. Così, quando non è conforme alle aspettative, la si butta. Tanto, dopo c’è solo il sonno eterno (altra cosa che viene detta in tutte le salse). Anche i genitori fanno la loro parte. Se ci sono, è tutto un lavorare-per-guadagnare-i-soldi-per-divertirsi. Il pargolo? Oggi tennis, domani piscina, poi lezione di danza, di pianoforte, di sci… Trousse scolastica firmata, cellulare, paghetta cospicua, palestra, pub, discoteca, motorino… E poiché anche per i genitori la vita è un giocattolo, quando non vanno più d’accordo si separano. Lasciando i figli a mezzadria e usandoli come arma di ricatto o riempiendoli di gadget per cercare di compensare (come se qualcosa potesse compensare la perdita della famiglia). Va da sé che talvolta basta un brutto voto o la rottura con la fidanzatina… Se c’è qualcuno che si salva (e non sempre) è la coppia cattolica credente e praticante con un sacco di marmocchi. Tutti gli altri sono a rischio.

 

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Onu

Il 14 febbraio 2005 in Libano la solita autobomba fece fuori il primo ministro, cristiano, Rafiq Hariri e altre ventidue persone. Il settimanale tedesco «Der Spiegel» (notizia del 25 maggio 2009) afferma che gli investigatori dell’Onu hanno trovato le prove che inchiodano Hezbollah. Furono le forze speciali della milizia sciita a progettare ed eseguire l’attentato. Il canadese Daniel Bellemare, a capo degli inquirenti, dice che la cosa è loro nota da almeno un mese. A questo punto, la domanda è: perché l’Onu ha taciuto e tace? Forse perché in giugno in Libano ci sono le elezioni?

 

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Pio XII

Trascrivo una lettera gentilmente segnalatami da Vittorio Messori: «Comunità Israelitica di Milano, 2 maggio 1945. A Sua Eminenza Cardinale Schuster, Arcivescovo di Milano. E’ a nome degli ebrei liberati dall’incubo dell’esistenza trascorsa per tanti mesi, di quelli che si sono salvati quando erano più perseguitati, che rivolgo il presente messaggio alla Eminenza Vostra, per esprimere la loro gratitudine più profonda per quanto la Chiesa Cattolica ha fatto in loro favore. A rischio continuo della vita, soffrendo per noi il carcere o il campo di concentramento, i Vostri Sacerdoti hanno sentito l’imperioso dovere di riconoscere con i fatti che la fratellanza umana supera ogni differenza di fede. E nell’opera sono stati degni Missionari dell’idea di bontà e di carità. E’ stata concessa allo scrivente la possibilità di precisare i sentimenti nostri alla Radio di Milano Libera la sera del 30 aprile u. s., ed ora di nuovo si vuole assicurare l’Eminenza Vostra della comprensione e valutazione più completa di quanto è stato con spirito fraterno compiuto per noi. Non verrà più di dimenticare e costantemente conclamare in tutto il mondo l’azione di salvataggio di esistenze umane, che la Chiesa ha compiuto, mentre le forze del male le distruggevano. Voglia gradire l’Eminenza Vostra i sensi del più profondo ossequio. Raffaele Cantoni, Commissario Straordinario».

 

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Eurabia

Su www.chiesa.espressonline.it del 19 maggio 2009, Sandro Magister titola: «L’Eurabia ha una capitale: Rotterdam». E prosegue: «Qui interi quartieri sembrano Medio Oriente, le donne camminano velate, il sindaco è musulmano, nei tribunali e nei teatri si applica la sharìa». Nel presentare, poi, il lungo articolo (che vale la pena di leggere), aggiunge: «L’Olanda è un test di verifica straordinario. È il paese in cui l’arbitrio individuale è più legittimato ed esteso – fino al punto di consentire l’eutanasia sui bambini –, in cui l’identità cristiana si è più dissolta, in cui la presenza musulmana cresce più spavalda». Eh, a certuni il «giogo di Cristo», pur «leggero e soave», è sembrato insopportabile. Si godano quello di Maometto.

 

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Stasi

Anche la Germania ebbe il suo “caso Pinelli” che scatenò il terrorismo brigatista. Il 2 giugno 1967 lo scià iraniano era in visita a Berlino Ovest e ci furono violente proteste studentesche. Nel corso di queste, lo studente Benno Ohnesorg rimase ucciso da un colpo di pistola che lo raggiunse alla testa. Il colpo era partito dalla pistola di un agente di polizia in borghese. Da lì prese il via il Sessantotto tedesco, tutto di sinistra come da noi, e nacque la Rote Armée Fratktion, rivisitata qualche mese fa dal film La banda Baader-Meinhof. Ebbene, oggi sappiamo che lo sparatore era, sì, un agente, ma della Stasi, il servizio segreto della Germania comunista. L’apertura degli archivi dell’ex Ddr ha rivelato quel che, in fondo, abbiamo sempre immaginato. Anche per quanto riguarda l’Italia. Peccato che «Il Giornale» del 23 maggio 2009 abbia deciso di dedicare alla notizia niente più che un trafiletto.

 

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 Toniolo

May 26th, 2009 | Categoria: Antidoti

Giuseppe Toniolo è un personaggio in attesa di beatificazione. Nato a Treviso nel 1845 e morto a Pisa (nella cui università insegnava sociologia ed economia politica) nel 1918, la Chiesa ha riconosciuto l’eroicità con cui visse le virtù cristiane e l’ha proclamato Venerabile. E’ il massimo economista del pensiero cattolico e uno dei maggiori del nostro Paese. Citatissimo da tutti i boss democristiani ma altrettanto pochissimo letto, aveva smontato il principio del «massimo edonistico», il bullone che regge l’intera economia politica moderna e che recita pressappoco così: l’agire economico cerca di il massimo risultato col minimo impiego di mezzi. Dunque, materialismo a tutto campo. Toniolo fece però osservare che non sempre l’uomo agisce così. Non sono pochi, infatti, quelli per cui il «massimo risultato» è una onorificenza o una lode o altro fine non materiale (per esempio, s. Francesco è, per l’economia pura, un pazzo; eppure ha fatto più lui che non legioni di economisti premiati col Nobel). Sarebbe il caso, di questi tempi di economia disastrata (per colpa dei celebrati guru dell’economia, famosi per non azzeccarne mai una), di tornare a piegarsi sulle pagine di quel grande e inascoltato. Consiglio dunque Elementi di Economia Politica in Giuseppe Toniolo, di Fiorenza Manzalini (Cantagalli).

 

@ Wilde

May 23rd, 2009 | Category: Antidoti

«La Chiesa Cattolica è soltanto per i santi e i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana». Chi poteva averlo detto se non lui, Oscar Wilde? Battezzato in segreto, apologeta di Pio IX, gran lettore di Dante e sant’Agostino, filantropo, pellegrino, amico dei gesuiti: tutto questo era Wilde. Che, sì, era di condotta scandalosa (e la pagò cara) ma anche uomo eccezionalmente buono e caritatevole. Quando vedeva dei mendicanti – e nella Londra vittoriana ce n’erano in numero altissimo – non mancava di dar loro l’elemosina; la sua attenzione al prossimo si manifestò anche in occasione di un’inondazione che aveva colpito particolarmente il borgo londinese di Lambeth: insieme a un amico si recò sul posto per cercare di aiutare le persone in difficoltà, riuscendo anche a far divertire col suo buonumore una vecchia signora costretta a letto. Il Wilde sfrontato e beffardo era un uomo dalla grande sensibilità verso il dolore, verso chi era sofferente, finché lui stesso non piombò negli abissi cupi del dolore, dell’umiliazione, dell’abbandono. Un abisso dove ritrovò definitivamente Dio. Questo e (molto) altro troverete nel libro di Paolo Gulisano Il ritratto di Oscar Wilde (ed. Ancora). Humour all’inglese: quasi tutti i maggior letterati della storia britannica erano cattolici.

 

 

@ Feyerabend

May 21st, 2009 | Category: Antidoti

Com’è noto, il papa non è stato “gradito” all’università La Sapienza (!) di Roma perché qualcuno aveva opportunamente rimesso in circolo una sua vecchia citazione del filosofo anarchico Paul Feyerabend. Questi, infatti, aveva scritto che, nel processo a Galileo, la Chiesa aveva avuto sostanzialmente ragione. Da qui i fulmini degli Illuminati con i loro Angeli & Demoni. Naturalmente, nessuno di quegli “scienziati” pagati dal contribuente sapeva chi fosse Feyerabend. Figurarsi se l’avessero letto. Avrebbero scoperto che quello era, sì, anarchico ma non per questo stupido o incolto. Infatti, aveva scritto ben di peggio e addirittura sullo stesso Copernico. Il quale, nel comporre la sua famosa opera (dedicata al papa) non solo non aveva consultato nessuno degli scienziati che, prima di lui, avevano ipotizzato il sistema eliocentrico (fin dal tempo di Aristarco di Samo, III secolo a.C.), ma citò invece un «pitagorico folle», cioè un tal Ecfanto che Copernico non sapeva essere un personaggio immaginario di uno dei dialoghi di Eraclide Pontico. Da qui la prudenza della Chiesa su un’ipotesi che, in pieno revival “magico” rinascimentale, poggiava solo su basi esoteriche. Copernico era letteralmente stregato dalle teorie degli antichi pitagorici sull’«armonia del cosmo» in senso musicale. Fu nel cercare la «nota» emessa da ciascun pianeta che impostò il suo eliocentrismo, l’unica ipotesi con la quale la «melodia» gli tornava. Leggere, per credere, Kitty Ferguson, La musica di Pitagora (Longanesi).

 

 

@ Samurai

May 18th, 2009 | Category: Antidoti, Libri

Cari amici, è in libreria la mia ultima fatica: Il crocifisso del samurai (Rizzoli). Si tratta di un romanzo storico attorno a un episodio poco noto della storia: la grande rivolta dei samurai cristiani nel 1637. Circa quarantamila cristiani giapponesi, donne e bambini compresi, si ribellarono alla persecuzione e si arroccarono nella penisola di Shimabara, nel castello in disuso di Hara. Qui tennero testa per cinque mesi al più grande esercito di samurai che la storia del Giappone avesse mai visto. Vennero massacrati fino all’ultimo e fu la loro rivolta a provocare la chiusura ermetica del Giappone al mondo esterno per due secoli. Quando i missionari europei poterono tornare, nella seconda metà dell’Ottocento, trovarono che i discendenti di quegli antichi cristiani avevano conservato la fede nella clandestinità, tramandandosela di generazione in generazione. Solo alla fine del XIX secolo cessarono le persecuzioni dei cristiani nel Sol Levante. I pochi rimasti erano quasi tutti concentrati a Nagasaki. E furono centrati, com’è noto, da una delle due bombe atomiche.

 

 

@ Indice

May 13th, 2009 | Category: Antidoti

L’«oscurantista» Chiesa cattolica, non contenta di aver creato l’Inquisizione, vi aggiunse l’Indice dei Libri Proibiti. Della terribilità del quale diamo adesso un saggio. Cartesio pubblicò il suo Discorso sul metodo nella calvinista Olanda nel 1637. I protestanti si accorsero subito di che cosa si trattava, tant’è che, due anni dopo, l’opera venne attaccata dall’università di Utrecht e, dopo altri due anni, severamente criticata da quella di Parigi. Utrecht fece di più: la vietò come atea. Nel 1647 l’università di Leyda condannò Cartesio come blasfemo. Lui, che intanto aveva avuto una figlia da una colf olandese (e l’aveva fatta battezzare con rito protestante), nel 1650 morì. Voi direte: e l’Indice che c’entra? Ecco qua: le opere di Cartesio vennero messe all’Indice solo nel 1663. Dopo ben ventisei anni, tempo durante il quale dette opere avevano avuto tutto l’agio di circolare per il pianeta. Non ci stupiamo. Certi libri entravano nell’Indice anche dopo quarant’anni. Sì, perché la Congregazione dell’Indice doveva prima aver notizia o denuncia, poi, se del caso, nominava una commissione di teologi, i quali dovevano, se del caso, farsi assistere da esperti nei vari rami e/o da traduttori, valutare, ponderare, deliberare se l’opera andava indicizzata tutta o in parte e, se sì, quali parti esattamente… Eh, ci voleva tempo. Finì che certi librai tenevano una copia dell’Indice per vendere sottobanco, a prezzi esorbitanti, i libri «proibiti». Che, proprio perché tali, stuzzicavano il gusto della trasgressione. Così, finire all’Indice diventava una sorta di pubblicità gratuita. Ovviamente, l’Indice valeva solo per quelli che alla Chiesa cattolica davano retta. Cioè, gli stati del papa. E poi c’erano gli esentati per motivi di studio, naturalmente… Come diceva Totò? Ma ci faccia il piacere… 

 

 

@ Evoluzionismo

May 11th, 2009 | Category: Antidoti

Sulla rivista «Intervento nella società» (n. 2, aprile-giugno 2009) leggo a pag. 14 un articolo del genetista Giuseppe Sermonti (fratello del più famoso Vittorio, lettore di Dante) dal titolo curioso: «La Bibbia è il primo libro evolutivo». Ma il concetto non è di Sermonti, bensì, come spiega l’articolo, di Jerome Lejeune, lo scopritore della natura cromosomica del morbo di Down. Il quale così dice: «La Bibbia è il primo libro evolutivo, perché evidenzia le tappe della creazione (…). In uno scorcio assolutamente folgorante, enumera gli esseri viventi secondo l’ordine in cui li troviamo negli strati geologici».

 

 

@ Lussuria

May 09th, 2009 | Category: Antidoti

I fissati sono avvertiti: la città di Lodi ospita, dal 7 al 17 maggio 2009, «undici giorni di incontri, mostre, spettacoli e laboratori per raccontare il più intrigante dei peccati capitali». Cioè, la lussuria. Anzi, «Lussuria!» con l’esclamativo, come da titolo ufficiale dell’«evento». Poiché nel depliant illustrativo c’è come logo la solita mela morsicata e la scritta «i sette peccati capitali», suppongo che la cosa abbia avuto un prequel e avrà un seguito, per la delizia degli affezionati di tutto il mondo. I quali, si spera, si catapulteranno a valanga nella cittadina lombarda. Se non sapete a chi lasciare i bambini, niente paura, potete portarveli dietro. Per loro, infatti, «il tema della lussuria verrà affrontato in modo ironico e divertente» alla Biblioteca Laudense in giorni appositi («max 25 partecipanti», però). Varrebbe la pena andare solo per sentire la risposta alla domanda da cento milioni posta dalla creatura: «Che cos’è la lussuria?». Ah, se vi sorge qualche perplessità circa l’impiego del pubblico denaro, non è questa la sede.

 

 

@ Abruzzo

May 07th, 2009 | Category: Antidoti

Ringrazio gli amici di RassegnaStampa.it per avermi segnalato un articolo che mi era sfuggito. Sul settimanale «Tempi» del 21 aprile 2009 «l’italo-americano di origine abruzzese Robert Triozzi, ex comandante dei vigili del fuoco dell’Onu, oggi comandante del Programma di sviluppo dei vigili del fuoco (Frdp, l’ong che opera sotto l’egida dell’Onu raccogliendo i professionisti di 12 paesi)», ha così dichiarato: «Nessuna nazione al mondo è in grado di attivare una macchina come quella dei soccorsi messa in moto in Abruzzo. Nessuna». Per esempio: «L’uragano Katrina negli Usa da questo punto vista è stato una sciagura nella sciagura: mancava il coordinamento di un corpo nazionale come il vostro ed era completamente assente il supporto logistico per sfollati e soccorritori. In Italia questo è stato possibile nel giro di poche ore». Cos’ha di speciale l’Italia? «Innanzitutto perché in Italia la protezione civile dipende direttamente dal presidente del Consiglio dei ministri: ergo, non esistono burocrazia e ritardi. (…) L’Italia ha inoltre un’esperienza vasta in fatto di emergenze, terremoti, frane, vulcani». L’intervistatore, che si firma CG,  sottolinea che «il cellulare di Triozzi nelle ultime ore ha raccolto centinaia di sms da 16 paesi, colleghi che dicono: “Se fosse accaduto qui saremmo ancora in mezzo a una strada”». E il super-esperto internazionale continua: «Parliamo di perfezione dei fabbricati giapponesi dimenticando che a Kobe, nel 1995, uno dei primi edifici a crollare fu la centrale dei vigili del fuoco. E che una denuncia sui difetti di costruzione delle Torri Gemelle fu depositata nel 1968 dal comandante dei pompieri di New York». Ma donde la sua foga? Ecco il titolo del pezzo: «Santoro sbaglia, nessun paese sa domare il caos come l’Italia».

 

 

@ Chuck

April 29th, 2009 | Category: Antidoti

Gli autodesignatisi critici cinematografici snobbano di solito i film di Schwarzenegger, Stallone e Chuck Norris come paccottiglia di cassetta, preferendo quelli che «fanno pensare», anche se gli ideatori di questi ultimi sono ex spogliarelliste o gente che, essendo priva di istruzione, crede di supplire con l’ultimo trendy della più vieta political correctness. Invece, tra i rarissimi laureati di Hollywood (tre in tutto), due sono proprio Schwarzenegger e Stallone, tant’è che il primo ha fatto carriera politica e il secondo è uno dei più importanti collezionisti di arte moderna degli Usa. Chuck Norris, noto da noi come Walker il Texas Ranger, è un richiesto e apprezzato editorialista sulla stampa americana (e pare che intenda candidarsi a governatore del Texas). L’agenzia «Rassegna Stampa» mi ha girato un suo articolo comparso su Human Events il 7 aprile 2009. L’articolo è coltissimo e infarcito di statistiche, nonché di citazioni storiche. E’ intitolato «Obama ha forse paura della “parola G”?», dove «G» sta per «Gesù». Ne cito solo un pezzetto: «Come George Washington, non credo che un qualunque standard civile o morale potrà essere mantenuto rinunciando a un fondamento religioso: “Di tutte le disposizioni e i costumi che portano alla prosperità politica, la religione e la moralità sono supporti indispensabili… Qualunque merito si voglia concedere all’influenza di un’educazione raffinata ispirata a questa o a quella mentalità, sia la ragione sia l’esperienza ci impediscono di aspettarci che la moralità della nazione possa reggersi escludendo un principio religioso”. E, soprattutto, credo nei vari e tanto poetici articoli del Credo degli Apostoli: “Credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo suo unico figlio e Signore Nostro; il quale fu concepito dallo Spirito Santo, nato da Maria Vergine; patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno resuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo; la santa Chiesa Cristiana, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen”».

 

 

@ Islanda

April 28th, 2009 | Category: Antidoti

Non tutti sanno che l’Islanda, conquistata dalla Danimarca nel XV secolo, nel secolo successivo ebbe la sua guerra di religione tra cattolici e protestanti. Lo ricorda Luisa Paglieri sul mensile «Europaitalia» (aprile 2009). Nel 1537 il re danese Cristiano III aderì al luteranesimo e, proclamatosi (come l’inglese Enrico VIII) capo della Chiesa nazionale, impose il protestantesimo anche all’Islanda. Ma i due vescovi dell’isola, Jon Arason e Ogmundur di Skalholt, resistettero, incoraggiati dal papa Paolo III. Ogmundur era però vecchio e quasi cieco, così il vero leader dell’insurrezione fu l’Arason. Si arrivò alle armi ma le truppe cattoliche ebbero la peggio e Jon Arason fu catturato dal balivo Christian Skriver. Il vescovo venne decapitato assieme a due dei suoi figli.  Un’altra sua figlia, coraggiosamente, radunò nuove truppe per soccorrere il padre e i fratelli ma la sua impresa fallì. Il vescovo fu poi vendicato da alcuni pescatori cattolici che giustiziarono il balivo. La cappa luterana si stese, così, sull’Islanda e solo nel 1874 il cattolicesimo poté esservi riammesso. Ma per gli islandesi Jon Arason è l’eroe nazionale, combattente per l’indipendenza e l’identità dell’isola. Nel 1989 il papa Giovanni Paolo II, in Islanda, ne ha ricordato la figura. Non tutti sanno che anche la Svizzera ha un eroe nazionale cattolico, addirittura un santo: s. Nicola di Flüe, che nel XV secolo, a capo dell’esercito, salvò l’indipendenza della confederazione. 

 

 

@ Morigi

April 25th, 2009 | Category: Antidoti

Così scrive Andrea Morigi sul mensile «Il Timone» dell’aprile 2009: «Il 30 dicembre 2007 il giovane che aveva tentato di accoltellare un prete ortodosso nella città turca di Antalya ha ammesso di essere stato influenzato dalla rappresentazione dei missionari cristiani proposta da Kurtlar Vadisi (La valle dei lupi), lo sceneggiato più costoso mai realizzato nella storia della televisione turca e del quale nel 2006 la Pana Film ha prodotto anche una versione cinematografica, ambientata in Iraq. Mentre nel film il nemico sono le truppe statunitensi, tra le quali si aggira un medico ebreo che preda gli organi dei prigionieri dell’esercito americano, l’antieroe della serie tv è un cristiano avido di denaro che pianifica, pregando davanti a un crocifisso, le proprie azioni violente contro giovani musulmani, tentando di ingannarli e corromperli allo scopo di spingerli all’apostasia». La Turchia nella Ue? Ma ci faccia il piacere…

 

 

@ Sindone

April 21st, 2009 | Category: Antidoti

Antonio Gaspari il 6.4.09 ha intervistato Marco Tosatti, vaticanista de «La Stampa». sul suo libro Inchiesta sulla Sindone (Piemme). A proposito della famigerata analisi al C14 che dichiarò la Sindone un falso medievale, Gaspari (su Zenit.org) ricorda che il cardinale Anastasio Ballestrero, arcivescovo di Genova, accennò a certe frange massoniche interessate a screditare quello che forse è un testimone muto della Resurrezione. Tosatti sostiene che l’esame al carbonio fu sbagliato: «I numeri, non io, sono giunti a queste conclusioni. Diciamo intanto che i laboratori e il British Museum non hanno mai fornito, nonostante ripetute richieste da parte del committente, la diocesi di Torino, i “dati grezzi” degli esami compiuti, necessari per capire che cosa è veramente successo. Ma anche solo esaminando i dati pubblicati su Nature un ingegnere di Milano, Ernesto Brunati, si è accorto che c’era qualche cosa che non andava. Ho chiesto di rifare i calcoli a due professori di matematica e statistica della Sapienza, che non c’entrano nulla con il mondo della Sindone. Livia De Giovanni e Pierluigi Conti, che hanno confermato: c’era un errore di calcolo, tale da inficiare la validità dell’esame. La “tolleranza” di errore che i tre laboratori si erano dati era del 5%; e dai numeri di Nature sembrava che si fosse raggiunto proprio il minimo, il 5%. In realtà è stato raggiunto l’1%. L’esame avrebbe dovuto essere rifatto, ma i campioni ormai erano distrutti. Grazie agli esami di alcun professori americani, l’ultimo dei quali è Roberto Villareal, del Los Alamos Center, che ha presentato le sue scoperte nell’agosto 2008, credo che si sia scoperto qual era il problema. Una contaminazione fortissima del tessuto e un “rammendo invisibile” praticato nel Medioevo o dopo. L’unico risultato scientifico che supporta la tesi del falso medievale è l’esame al C14. Se questo cade, come secondo me è caduto, tutta la discussione si riapre». 

 

 

@ Klaus

April 11th, 2009 | Category: Antidoti

Dario Fertilio sul Il Corriere della Sera (16 marzo 2009) ha recensito il libro di Vaclav Klaus, economista e presidente della Repubblica Ceca: Pianeta blu, non verde. Cosa è in pericolo: il clima o la libertà? (ed. Istituto Bruno Leoni). Klaus accusa «i cattivi ideologi, gli studiosi pronti a inventare qualsiasi cosa pur di strappare finanziamenti, i neocomunisti travestiti da verdi», i quali vogliono «instaurare nel mondo una dittatura salutista globale, nemica del capitalismo e del libero mercato». Klaus, seguace della scuola austriaca di von Hayek, afferma: «La temperatura media globale durante tutto il XX secolo è aumentata di appena 0,6 gradi! E non c’è alcuna prova che questa modesta variazione sia dovuta all’inquinamento». Che fare? Niente, perché «sui tempi lunghi la creatività umana, e forse gli stessi equilibri endogeni, sapranno trovare spontaneamente una soluzione». Cita uno scienziato, Indur Goklany: «L’età della pietra non ebbe fine perché l’uomo rimase senza pietre, o quella del bronzo perché rimase senza bronzo». Grossman e Krueger hanno dimostrato, anzi, che proprio l’aumento dello sviluppo riduce il deterioramento ambientale. Perché mai lanciare allarmi, se «l’aspetto fondamentale della variabilità naturale del clima sulla Terra è il Sole?». Faremmo molto meglio a preoccuparci degli scienziati «politicizzati» che vorrebbero imporci il famoso «protocollo di Kyoto», il quale ci obbligherebbe a ridurre di un terzo il nostro utilizzo di energia per averne in cambio, nel 2050, un abbassamento di temperatura di soli 0,05 gradi. Le fonti alternative? «L’estrazione dell’energia geotermica è per ora antieconomica» e, quanto a quella eolica, «la sostituzione della centrale nucleare ceca di Temelìn con un impianto eolico richiederebbe l’installazione di circa cinquemila turbine. Se dovessero essere costruite una accanto all’altra, formerebbero una linea che da Temelìn giungerebbe fino a Bruxelles». L’innalzamento dei mari? E quand’anche fosse? Per qualche isola oceanica sommersa, non potremmo ritrovarci con una Siberia improvvisamente coltivabile e fertile? Klaus ce l’ha con l’ecologismo, «un’ideologia metafisica che si rifiuta di vedere il mondo, la natura e l’umanità come realmente sono». Il «famigerato» Ipcc, il rapporto del gruppo intergovernativo per i cambiamenti climatici, é egemonizzato da scienziati catastrofisti, propagandisti politici dello «sviluppo limitato», del controllo centralizzato, gli eredi insomma della fallita pianificazione socialista. Michael Crichton, il bestsellerista, ha descritto le intimidazioni catastrofiste nel suo Stato di paura, una lettura che «dovrebbe essere obbligatoria». Klaus e Crichton sono in buona compagnia. Con loro stanno l’ex Cancelliere dello Scacchiere britannico, Lord Nigel Lawson, lo scienziato «pentito» Bjørn Lomborg, nonché tutti i quattromila intellettuali firmatari (fra cui 72 premi Nobel) dell’Appello di Heidelberg, l’anti- Kyoto, in cui si afferma che «al contrario di quanto sostiene il sapere convenzionale, non esiste oggi un consenso scientifico generale sull’importanza del riscaldamento da gas a effetto serra». Klaus: «Che fare dunque per migliorare il mondo? La migliore risposta è: niente».

 

 

@ 2012

April 08th, 2009 | Category: Antidoti

«Voyager» ci ha avvertiti che nel 2012 il mondo finirà. L’hanno detto i Maya: il termine del Quinto Sole sarà per il 4 Ahaw 3 Kankin, cioè il 23 settembre 2012. Anche «La Stampa» ci avvisa che, a sentire certi scienziati, nel 2012 il sole farà un bizza tale da creare sconquasso sul nostro pianeta. Tranquilli: il 23 settembre è la festa di Padre Pio.

 

 

@ Solo

April 07th, 2009 | Category: Antidoti

Chiedo scusa se per una volta non mi lagno delle malefatte del laicismo; ma chi mi segue sa quanto io sia affezionato all’editore di fumetti ReNoir, che produce albi potabili anche ai cattolici pur senza essere noiosi. Ricorderete che, per la ReNoir, ho ideato la serie western Gli Sconfitti, di cui a breve uscirà il seguito. Oggi voglio segnalarvi Solo, di Oscar Martin, una specie di Mad Max post-atomico in cui certi animali (topi, scimmie e faine) si sono evoluti, condividendo il pianeta con gli umani e specie mutanti. Tutti cacciano (per mangiare) tutti. Il protagonista è un topo. Date retta, vale la pena.

 

 

@ Tozzi

April 05th, 2009 | Category: Antidoti

Umberto Tozzi è l’autore di musica pop italiano più conosciuto nel mondo. I suoi pezzi hanno sfondato anche nel mercato, impenetrabile per gli italiani, americano e un suo brano, Gloria, è ormai un classico evergreen internazionale (oltreché colonna sonora del celebre musical Fame). Eppure, Tozzi non ha mai beneficiato del traino dei tg sulle sue nuove uscite, né molta gente sa che faccia abbia. Niente interviste, niente scandali, niente reality, niente veline. Infatti, (Corsera del 2 aprile 2009) si tratta di un artista che, stimolato sulla politica, dice di non aver nulla di dichiarare in quanto incompetente. Ecco un buon esempio di persona onesta, in un mondo in cui l’ultimo cialtrone, appena acquisito un minimo di visibilità, diventa tuttologo e disquisisce dei massimi sistemi, dall’esistenza di Dio alla bioetica. Naturalmente, sfoggiando i «secondo me» più piatti, sciatti, banali, alla moda (di sinistra) e politicamente corretti che ci siano.

 

 

@ Iraq

April 03rd, 2009 | Category: Antidoti

L’arcivescovo di Kirkuk, Louis Sako, a Vienna su invito di ACS (Aiuto alla Chiesa che Soffre) l’1 aprile 2009 (fonte: Zenit), ha detto che la guerra in Iraq è costata la vita, negli ultimi cinque anni, a 750 cristiani, compreso l’arcivescovo di Mosul, Paulos Faraj Rahho. Sono 200mila i cristiani che hanno abbandonato un Paese in cui erano presenti da venti secoli. «I musulmani vivono come nel VII secolo, e questo è un problema», ha detto. Il che, in soldoni, significa che per loro le truppe americane sono «i cristiani» o i «crociati». Ora, Obama intende lasciare la piazza e concentrarsi –dice- sull’Afghanistan. Comprensibile: non ci sono più soldi e forse è meglio affrontare il problema alla fonte. Ma gli Usa si sono assunti il compito di polizia mondiale e sarebbe meglio se finissero il lavoro. Infatti, la Ue non intende prendersene la responsabilità, preferendo continuare a sputare nel piatto in cui mangia. Ci sono Paesi dotati di atomica, come il Pakistan (ma anche l’India), che non offrono molte garanzie in quanto a stabilità e civiltà (da XXI secolo, intendo). Abbandonare l’Iraq al VII secolo non è affatto un buon affare. Forse i Bush dovevano limitarsi a ridurre Saddam a più miti consigli e basta. Sia come sia, cosa fatta capo ha. Ma bisogna finire il lavoro. Altrimenti finisce come in Somalia, Libano e Bosnia. Classici esempi di lavori iniziati ma non completati.

 

 

@ Expo

March 28th, 2009 | Category: Antidoti

Com’è noto, Milano si è aggiudicata l’Expo del 2015, titolo: «Nutrire il pianeta. Energia per la vita». Le strutture che sorgeranno, assicura il sindaco Moratti, (il 24.3.09) non saranno affatto una «cementificazione», giacché a lavorare al progetto sarà William McDonough, «l’architetto più ecologista, che ci è stato segnalato da Al Gore». Al Gore: un nome, un programma. «…e io pago!», diceva Totò.

 

 

@ Preservativi

March 24th, 2009 | Category: Antidoti

Rose Busingye dirige il Meeting Point di Kampala, che cura i malati di Aids. Intervistata da il.Sussidario.net (20 marzo 2009) ha raccontato di quei giornalisti occidentali venuti al suo Meeting Point. Videro e si commossero. Allora regalarono scatole di preservativi. Una delle sieropositive ricoverate disse loro: “Mio marito sta morendo, e ho sei figli che tra poco saranno orfani: a cosa mi servono queste scatole che voi mi date?”. La Busingye ha aggiunto che quelli che parlano di preservativi per l’Africa non sanno di cosa parlano. Infatti, i profilattici vanno conservati a una giusta temperatura e vanno usati in assenza di polvere e con le mani lavate. Il che, in Africa, «può sembrare a tratti anche ridicolo». Per quanto riguarda il Papa, «quelli che lo attaccano hanno interessi da difendere, mentre il Papa di interessi non ne ha». Infatti, nessuno lo ha attaccato, sui preservativi, in Africa. «Da lui non arrivano le mine che fanno saltare per aria i nostri ragazzi, i nostri bambini che fanno i soldati, che si trovano amputati (…): e a loro cosa diamo, i preservativi?». Rose Busingye ha evocato anche il genocidio ruandese, per il quale nessuno intervenne: «Non si è mosso nessuno, e adesso vengono qui con i preservativi». Finale: «Perché non ci portano le aspirine, o le medicine anti-malaria? La malaria è una malattia che qui miete più vittime rispetto all’Aids». Forse la Busingye non sa che i Verdi occidentali hanno interdetto il Ddt, perché “nuoce all’ambiente”.

 

 

@ Lussemburgo

March 23rd, 2009 | Category: Antidoti

Il 17 marzo 2009 il granducato di Lussemburgo ha legalizzato l’eutanasia. Il granduca Henri, cattolico credente e praticante (ma non “adulto”), si è rifiutato di firmare la legge. Ciò ha comportato una lunga diatriba costituzionale, perché fino a quel momento il capo dello stato aveva il potere di ratificare le leggi, dunque di bocciarle. Adesso è stata modificata la costituzione e, d’ora in avanti, potrà solo promulgarle senza più la possibilità di mandarle indietro. Si noti che il granduca, pur di non compromettere la sua coscienza, ha accettato di ridurre la sua carica a un, praticamente, vuoto simulacro. La mente corre ai nostri cattolici “adulti” (compresi quei sei che firmarono la legge 194 sull’aborto), che al posto della coscienza hanno la Costituzione Democratica e Antifascista.

 

 

@ Hollywood

March 18th, 2009 | Category: Antidoti

In una bella paginata del «Giornale» (15.3.09), Massimo M. Veronese racconta quel che facevano le star hollywoodiane prima di splendere nel firmamento mondiale.  Sean Connery lucidava bare, Brad Pitt si travestiva da pollo per una catena di fast food, Elvis Presley era camionista, Robert Redford commesso, Harrison Ford falegname, Michelle Pfeiffer cassiera di supermarket, Sandra Bullock gelataia, George Clooney vendeva scarpe, Jack Nicholson era fattorino, Cameron Diaz lattaia, Tina Turner colf, Mariah Carey sciampista, Bruce Willis barista. Potremmo continuare, da parte nostra, con quel che facevano Madonna, Sharon Stone e tutti gli altri (gli unici laureati del firmamento sono, paradossalmente, Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, nonché Jodie Foster). Naturalmente, tralasciamo i mestieri ancor meno nobili di tanti, sia perché in parte defunti, sia perché non è il caso di fare del moralismo, anche se certuni sono diventati «icone» e «cult». Tuttavia, i precedenti culturali non impediscono loro di ergersi a testimonial politici perfino nelle elezioni presidenziali e battersi in campagne a favore dei più triti e banali luoghi comuni politically correct alla moda, così che, sapendo di quale «carisma» godano presso i giovani, anche le maggiori organizzazioni internazionali li caricano di titoli. Per esempio, qual può essere la preparazione di Viggo Mortensen in tema di politica interna italiana? Eppure, intervistato qualche tempo fa dal nostro tiggì, espresse giudizi negativi su Berlusconi. Avendo orecchiato slogan correnti nel mondo dell’«arte». 

 

 

@  Katyn

March 15th, 2009 | Category: Antidoti

E così il film polacco sulla strage di Katyn sta facendo flop al botteghino in Italia. Strano: regista di primo piano, ha conteso l’Oscar quale miglior film straniero all’indiano Millionaire. Il film è presente in sole otto sale. Insomma, è pochissimo distribuito. A pensar male, com’è noto, spesso ci s’azzecca. Non sarà che quel film parla di un fatto storico? Cioè, gli oltre quindicimila ufficiali polacchi massacrati a freddo dai sovietici, che poi diedero la colpa ai tedeschi. Accadde al tempo della spartizione della Polonia tra Hitler e Stalin. Si trattava di eliminare non solo i quadri dell’esercito polacco ma anche una futura classe dirigente. Insomma, uno dei pochi crimini non commessi dai nazisti, bensì dai comunisti. Mi ricordo di un altro film, mai distribuito nelle sale, che potei vedere solo per caso e in VHS: Eleni. Sebbene il protagonista fosse non uno qualsiasi ma John Malkovich. Anche qui si parlava di crimini efferati commessi dai comunisti, in questo caso i partigiani greci. Ricordo anche che nei nostri anni Settanta un potente quotidiano nazionale non andò in edicola perché sgradito agli operai tipografici che dovevano stamparlo. Infatti, per egemonia culturale non si intende solo «vertici» o «autori» ma anche anonimi gangli intermedi, fino all’ultimo bidello che ha le chiavi della sala. Eh, il Muro è caduto più di vent’anni fa, ma in troppe teste è più ritto che mai. 

 

 

@  Darwin

March 14th, 2009 | Category: Antidoti

Il giornalista Antonio Gaspari (ragionpolitica.it, 2.3.09), visto che è il centenario della nascita di Darwin e il 150° del suo Origine delle specie, è andato a rileggersi l’altra grande opera darwiniana, Origine dell’uomo (Editori Riuniti 1983) e vi ha trovato un capitolo intitolato «Selezione naturale operante nelle nazioni civili», dove sta scritto: « Fra i selvaggi i deboli di corpo e di mente vengono presto eliminati; (…) D’altra parte, noi uomini civili cerchiamo con ogni mezzo di ostacolare il processo di eliminazione; costruiamo ricoveri per gli incapaci, per gli storpi e per i malati; facciamo leggi per i poveri; e i nostri medici usano la loro massima abilità per salvare la vita di chiunque fino all’ultimo momento. (…) Così i membri deboli della società civile si riproducono. Chiunque sia interessato dell’allevamento di animali domestici non dubiterà che questo fatto sia molto dannoso alla razza umana (…) ma, eccettuato il caso dell’uomo stesso, difficilmente qualcuno è tanto ignorante da far riprodurre i propri animali peggiori» (pag. 176). Più avanti: «Eppure l’uomo potrebbe mediante la selezione fare qualcosa non solo per la costituzione somatica dei suoi figli, ma anche per le loro qualità intellettuali e morali. I due sessi dovrebbero star lontani dal matrimonio, quando sono deboli di mente e di corpo» (pag. 255). E, nella pagina seguente: «quelli che non possono evitare una grande povertà per i loro figli dovrebbero astenersi dal matrimonio»; tuttavia è anche vero che «se i prudenti si astengono dal matrimonio, mentre gli avventati si sposano, i membri inferiori della società tenderanno a soppiantare i migliori». 

 

 

@  Lettera

March 12th, 2009 | Category: Antidoti

La lettera che il Papa ha inviato a tutti i vescovi il 10 marzo 2009 ha tenuto banco sui giornali perché vi si fa il punto sulla polemica innescata dall’aver tolto la scomunica ai lefebvriani e la concomitanza con le dichiarazioni incaute del vescovo Williamson sulle camere a gas. Il Papa, tra le altre cose, si è anche tolto un sassolino dalla sacra pantofola e, pur con la prudenza labiale solita, ha aggiunto: «A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza, contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi –in questo caso il Papa- perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo».

 

 

@  Indipendence

March 11th, 2009 | Category: Antidoti

«I Mohawk, sotto il loro famoso capo Joseph Brant, erano fra i più stretti alleati indiani dell’esercito britannico durante la guerra. La sorella di Brant, prima del conflitto, aveva sposato sir William Johnson, Gran Maestro Provinciale (della Massoneria, ndr) di New York e amico di Amherst (comandante in capo delle forze inglesi durante la guerra d’indipendenza americana, ndr). Durante una visita a Londra nel 1776, Brant venne a sua volta iniziato come massone. Più tardi in quello stesso anno, durante la fallita invasione del Canada da parte dei coloni, un certo capitano McKinstry venne catturato da alcuni uomini della tribù di Brant, legato a un albero e contornato di sterpi a cui gli indiani stavano per appiccare il fuoco. Quando McKinstry fece un “appello massonico”, Brant lo riconobbe e ordinò che venisse liberato. Venne poi consegnato a una loggia britannica a Quebec, che lo rimandò in patria». Cfr. Michael Baigent e Richard Leigh, Origini e storia della Massoneria (Newton Compton, 2005), pag. 267. Leigh e Baigent sono due dei tre autori del famoso bestseller Il Santo Graal a cui si è ispirato Dan Brown per il suo molto più celebre Codice da Vinci; talmente ispirato che i due lo citarono in giudizio per plagio.

 

 

@ Liam
09 Mar 2009

Apprendo con gioia (ag. Zenit) che, su iniziativa del musicista americano Ray Herrman, il famoso attore Liam Neeson (Schindler List) darà voce a una Via Crucis su musiche di s. Alfonso de’ Liguori. Herrman è cattolico è ed vincitore di un Grammy Awards (l’Oscar della musica), ha lavorato anche con Christina Aguilera, i Chicago, Carlos Santana, Bob Dylan, Stevie Wonder. Il suo marchio discografico Little Lamb Music ha messo in vendita un Cd intitolato “Praying The Way of the Cross” (Pregando la via della Croce). Herrman è un cattolico da rosario, che si aggira in un mondo, quello dello spettacolo, dominato da ben altre mentalità. Ma gli americani hanno questo di buono: amano i soldi, da qualunque parte provengano. E sanno che i cattolici negli Usa sono davvero tanti. Dunque, un investimento in tal senso non può non essere ampiamente remunerativo. A patto, però, che si facciano le cose professionalmente. Nel caso in questione, un attore di primo piano e un musicista dello stesso rango. Qui in Italia, invece, la musica cattolica è in mano ai dilettanti. E ai preti, il che è lo stesso. Abituati a ricevere in dono e non a spendere, al massimo ti fanno lo Zecchino d’Oro: zero investimento, altissimo guadagno. Ma con questo giro mentale non si approda a niente e si rimane, sempre, nell’insignificanza culturale.
 

 

@ Costituzione
Posted: 04 Mar 2009

«All’interno della Democrazia Cristiana di allora si confrontavano due anime: una che faceva capo a Giuseppe Dossetti e che trovava una valida sponda in Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, formatasi “nel clima illiberale prefascista e fascista, e che vedeva nella Costituzione non uno strumento con il quale porre un limite al potere […] bensì lo strumento per la pianificazione – un’opera di ingegneria sociale”; e un’altra incarnata da Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi e don Luigi Sturzo, secondo cui “nessun principio guida per la politica è migliore di quello liberale”». Così, riferendosi ai tempi della Costituente, ha affermato il prof. Flavio Felice, docente di Dottrine economiche e politiche alla Pontificia Università Lateranense e di Filosofia dell’Impresa alla LUISS Guido Carli di Roma, nonché direttore della Fondazione Novae Terrae e presidente del Centro Studi Tocqueville-Acton. Felice, intervistato da Mirko Testa per l’agenzia Zenit.org (4.3.09), di fronte all’attuale crisi ha dato voce, col suo libro intitolato “L’economia sociale di mercato” (Rubbettino, 2008, pp. 128, € 8,00), alla «necessità di ancorare nuovamente l’economia all’eticità e di ripensare allo Stato come arbitro del gioco economico, lontano però da dottrine interventiste che possano falsare la libera concorrenza e generare disuguaglianza». Ora, poiché i novantenni, com’è noto, muoiono di nostalgia per la loro gioventù («eh, ai miei tempi…!») ecco gli Scalfaro e gli Andreotti e i Napolitano correre in soccorso alla Costituzione (ispirata a quella sovietica del 1935: per questo fu tranquillamente votata dai comunisti di Togliatti). Anche lo stesso Dossetti uscì dal suo monastero per difendere la sua creatura dal “mostro di Arcore”, che osava e osa criticare la Costituzione italiana, che per i novantenni è più sacra del Vangelo. Quest’ultimo, infatti, per i dossettiani è elastico, tant’è che lo tirano volentieri dalla loro. Ma la Costituzione è intangibile. Come il Corano.
 

 

@ Dante
27 Feb 2009

Questa è proprio carina e voglio condividerla. Il 27.2.09, Franco Zeffirelli è stato intervistato da Paolo Bracalini su «Il Giornale». Tra le altre cose, alla domanda «E il Dante di Benigni è cultura?» così ha risposto: «Ma per carità. Io poi sono fiorentino e sentire uno di Prato che legge Date mi fa diventare matto. Appunto, ma nessuno ha pensato di fare leggere Dante ad un uomo come Albertazzi? No, Ci vuole un pagliaccio becero come Benigni». 
 

 

@ Testamento
Posted: 25 Feb 2009

Mentre, sull’onda emotiva del «caso Eluana», il Parlamento discute sul c.d. testamento biologico, il 23.2.09 il presidente della commissione antimafia, Pisanu (PdL), dichiara che una legge del genere si rifiuterà di votarla: «Con la pretesa di disciplinare per legge il fine-vita si afferma la forza dello Stato sul valore della persona umana. E questo è in contrasto con l’art. 2 della Costituzione». Non posso non essere d’accordo. E non solo per la lesa Costituzione (le costituzioni sono accordi che si fanno e si disfano) ma per il leso buonsenso. Ogni caso, infatti, è un caso a sé e dovrebbe essere affrontato tenendo conto della volontà attuale del paziente, nonché delle valutazioni in scienza e coscienza del medico e degli eventuali parenti. Come si è sempre fatto.
 

 

@ Comunisti
Posted: 10 Feb 2009

Varrebbe la pena di riportarla integralmente, la lettera che Fabio Cavallari, ex di Rifondazione Comunista, ha scritto al settimanale «Tempi» del 5.2.09. Cito: «Nata nel 1991 come Movimento dalle ceneri del Pci, subì la prima scissione nel 1995 ai danni del primo segretario del partito, Sergio Garavini, che se ne andò (…) dando vita al Movimento dei Comunisti Unitari, che nel 1998 confluirà nei Democratici di Sinistra. Nel 1996, dopo il patto di desistenza con l’Ulivo, se ne andrà in solitudine Mara Malavenda che fonderà i Cobas per l’Autorganizzazione. Nel 1998 a lasciare il partito saranno Diliberto, Cossutta e Rizzo che fonderanno il Pdci. (…) nel 2006, capeggiati da Francesco Ricci, un gruppo di militanti fonderà il Partito di Alternativa Comunista. Pochi mesi dopo sarà Marco Ferrando a lasciare il Prc per fondare il Partito Comunista dei Lavoratori, lo seguirà a ruota Luigi Izzo che darà vita all’Associazione Unità Comunista. Non passerà neppure un anno e la corrente interna Sinistra Critica uscirà dal partito per presentarsi da sola alle ultime elezioni. (…) l’ultimo congresso che ha visto il Prc spaccarsi in due (…), gli ex bertinottiani capeggiati da Vendola sotto la bandiera di Rifondazione per la Sinistra (…), taluni rimarranno nel Prc con lo stesso nome della corrente Rifondazione per la Sinistra. Cavallari chiede anche di tenere presenti le correnti interne: l’area di Ernesto Ferrero, Essere Comunisti, Sinistra Comunista, FalceMartello, Controcorrente. Conclude Cavallari: «Qui più che un’analisi politica servirebbe un’analista». Aggiungo io: tutte queste sigle, e le altre della sinistra, trovano, però, immediatamente l’unanimità quando c’è da dare addosso alla Chiesa. Sì, un’analista. E poi l’esorcista.
 

 

@ Cina
09 Feb 2009

Così ha scritto il 7.2.09 l’inviato Gian Micalessin su «Il Giornale»: «Prima quell’immensa diga, i fiumi deviati, le montagne abbattute, i villaggi spostati nell’indifferenza di un governo sordo e prepotente. Poi le avvisaglie, i tremori nelle viscere, gli allarmi inascoltati. Alla fine il cataclisma, le ottantamila vittime innocenti e una verità che, lentamente, viene a galla». Sì, il terremoto di nove mesi or sono nella provincia del Sichuan è la conseguenza di una immane diga costruita a un solo chilometro da una falda sismica. 320 milioni di tonnellate d’acqua riversate nel lago artificiale di Zipingpu, scavato apposta. Gli ingegneri cinesi avevano avvertito il governo fin dal 2004-2005, quando gli strumenti sismologici registrarono 750 piccole scosse d’avvertimento. Ora, uno studio presentato all’americana Columbia University conferma tutto. Ma si sa: ciò di cui la Cina sovrabbonda sono gli esseri umani.
 

 

@ Treccani
Posted: 08 Feb 2009

Cito da www.loccidentale.it: «Sono ormai anni che dai politici di centrodestra vengono prediche appassionate contro l’egemonia culturale della sinistra e  sono anni che si registrano slanci d’orgoglio per dimostrare che anche il mondo conservatore pullula di cultura e di idee. Poi però al momento giusto tutto questo va in fumo. Al momento di indicare un nome per un incarico illustre, per dirigere un museo, per presiedere un istituto culturale, il centrodestra tradisce sempre le sue buone intenzioni e preferisce raschiare il barile della sinistra». A cosa si riferiscono queste parole? Riassumo: Marcello Pera non è riuscito a superare veti e sbarramenti per l’incarico di presidente dell’Enciclopedia Italiana (c.d. Treccani). E chi propone allora il centrodestra? Giuliano Amato. Sì, avete letto bene. Eh, Pera paga la sua amicizia-sintonia con Ratzinger. La squadra (e il compasso) dell’ex Forza Italia è troppo piena di ex socialisti, ex radicali, ex liberali, ex repubblicani, ex sessantottini per apprezzare un ex presidente del Senato che, sui temi etici, la pensa come l’odiato Vaticano. 
 

 

@ Dossier
Posted: 03 Feb 2009

Scrive Paolo Rodari su «Il Riformista» (e anche Andrea Tornielli su «Il Giornale» del 3 febbario 2009) che in Vaticano gira da qualche giorno un «dossier Williamson». In sintesi, «la tv svedese, influenzata da un suggeritore, ha voluto strappare a Williamson le dichiarazioni che conosciamo sulla Shoà in modo da usarle a tempo debito» e cioè in concomitanza con la revoca della scomunica il 21 gennaio. L’intervista di Williamson è dell’1 novembre 2008. Qualcuno ha suggerito all’intervistatore di fare domande su certe cose che Williamson aveva detto, anni prima, in Canada. E qualcun altro, forse dentro al Vaticano, ha suggerito alla tv svedese di aspettare un paio di mesi perché il Papa era in procinto di revocare la scomunica. Chi può essere il suggeritore? Il dossier punta il dito su «una giornalista francese, Fiammetta Venner. Chi è costei? È una nota attivista del movimento omosessuale francese, e anche di quello abortista e laicista. È un’assidua relatrice dei convegni sulla laicità del Grande Oriente di Francia. La Venner, che lo scorso settembre in concomitanza del viaggio del Papa in Francia aveva mandato alle stampe un volume firmato assieme alla sua compagna Caroline Fourest e significativamente intitolato Les Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes, è intervenuta nell’ampio documentario dedicato ai lefebvriani all’interno del quale la tv svedese ha mandato in onda anche l’intervista a Williamson». Singolare «la decisione della tv svedese (forse imbeccata da qualcuno dentro le mura vaticane), che aspetta fino al 21 gennaio a mandare in onda l’intervista». E c’è di più: «Nei giorni scorsi il giornale tedesco “Der Spiegel” si è spinto sino a ipotizzare che i responsabili delle comunità ebraiche più importanti del mondo, tra queste “il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania”, fossero “stati informati” in precedenza delle dichiarazioni negazioniste del vescovo ma non abbiano voluto manifestare la propria contrarietà per intervenire contro il Papa soltanto successivamente, a cose fatte». 
 

 

@ Libertà 2
Posted: 01 Feb 2009

Devo tornare sul tema “Williamson” perché alcuni di voi mi hanno scritto le loro perplessità. Innanzitutto, devo pregarvi di scrivere non a me ma al sito, così che anche gli altri possano partecipare alla discussione (a meno che non abbiate qualcosa di personale da dirmi, ovvio). Poi, ho scelto fin dall’inizio la formula della brevità per i miei Antidoti, perché l’esperienza mi insegna che meno si ha da leggere e più volentieri si legge. La controindicazione, naturalmente, è che non tutto si presta ad essere sbrigato in poche frasi: più delicato è il tema e più articolatamente si dovrebbe affrontarlo. Tuttavia, gli Antidoti servono a voi, più che a me: forniscono qualche argomento polemico in più da usare nelle discussioni (in treno, a tavola, con amici, con conoscenti, con nemici…). Il rischio di non essere chiarissimo, per me, è dunque previsto. Ora, poiché nulla mi vieta di tornare su un tema, ecco qua. 1) Le frasi incriminate di Williamson sono un “fuori onda” mandato fraudolentemente in tv, sebbene l’intervistato avesse chiesto esplicitamente all’intervistatore di non metterlo a rischio di galera. 2) L’intervista è di mesi or sono ma, guarda caso, viene messa in circolo proprio il giorno in cui il papa revoca la scomunica ai lefebvriani. Capirete che la cosa puzza, visto che anche all’interno della Chiesa non sono pochi quelli che vedono le “restaurazioni” di questo papa come fumo negli occhi. 3) Per chi ci ha fatto caso, l’operazione militare a Gaza è cessata giusto a ridosso della Giornata della Memoria. 4) C’è chi vorrebbe che il papa revocasse la revoca (infatti, il papa è costretto da mesi a giustificarsi per aver permesso il rito latino) e, magari, dichiarasse le camere a gas dogma cattolico. 5) Resto convinto che le opinioni sulla storia debbano essere dibattute sui libri, non in tribunale. 6) Certi vescovi arrivano alla ferocia con la “destra” dei cattolici, mentre nulla, mai, dicono ai vari don Gallo etc. 7) L’inquisizione laica dilaga e reprime i non politicamente corretti, cattolici in primis: perché solo questi ultimi devono, sempre, tenere a freno la lingua? Perché, a furia di prudenza, devono ammutolire del tutto?
 

Cammilleri Rino, Antidoti

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